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Tare: “Critiche ben accette se costruttive, abbiamo fiducia in Inzaghi. Champions uno stimolo, non un’ossessione” (AUDIO)

Il DS Igli Tare duetta con il presidente Lotito in conferenza stampa: "Il presidente ha espresso bene il nostro pensiero. La critica ci deve stare, ma quello che abbiamo subito negli ultimi giorni è stato per destabilizzare. Già con la decisione del ritiro è stato buttato tanto fango a una scelta fatta con intenzioni diverse. Noto da anni questa cosa, spero che possa cambiare da parte vostra (ai giornalisti, ndr), siete responsabili di tante cose. Noi stiamo cercando di crescere, anche voi dovete essere bravi a criticare in modo costruttivo. Notiamo alcuni articoli di questi giorni che fanno capire tante cose. Il nostro tecnico merita tanto rispetto, è la storia di questo club, non c'è un'altra persona che ha militato più a lungo di lui qui da calciatore e allenatore, volevamo essere presenti oggi per lanciare un messaggio chiaro ai tifosi e alla squadra, che ha la nostra piena fiducia. Nei momenti di difficoltà vanno analizzate le cose per trovare le soluzioni. Il percorso sarà lungo, difficile, ma siamo certi che alla lunga ci sarà lunghe soddisfazioni". La corsa Champions come obiettivo, ma le pressioni?: "Quando ho definito l'obiettivo a inizio stagione ero molto sereno, non deve diventare un'ossessione, non può diventare un peso per la squadra. Sul campo abbiamo dimostrato una crescita costante, a livello di risultati, valorizzazione dei giocatori, è la conseguenza avere obiettivi importanti. Chi fa progetti finanziari, noi cresciamo anche con un progetto tecnico che negli anni ci ha dato ragione. Dobbiamo essere consapevoli che ci saranno anche momenti no, andranno quindi analizzati. La squadra ha sbagliato qualche approccio. Non si può però discutere la qualità e creare situazioni che portano ad alibi. Non siamo crearli, abbiamo idee chiare, su questo dobbiamo essere chiari anche con l'ambiente".

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Lotito: “Inzaghi con noi anche i prossimi anni, ma pretendiamo rispetto. Mercato? Vedremo se intervenire…” (AUDIO)

Il presidente della Lazio Claudio Lotito si presenta in conferenza stampa, accompagnato dal diesse Igli Tare, dal tecnico Simone Inzaghi, dal club manager Angelo Peruzzi e dal responsabile della comunicazione Stefano De Martino. Di seguito le sue parole: "Sono quattro anni che non parlo, ho deciso di farlo oggi per fare chiarezza in merito alle situazioni del club e ai rapporti all'interno del club stesso. Alla mia destra c'è il mio figlioccio Inzaghi, alla sinistra l'altro figlioccio Tare, e poi Peruzzi, con cui ci sentiamo tutti i giorni per vedere l'andamento della squadra. Ho voluto farlo perché da diverso tempo ho acquisito notizie mediatiche solo volte a destabilizzare l'ambiente. Questa è una famiglia, ci possono essere vedute diverse quando ci sono tanti figli, ma in questo caso non esistono. L'allenatore sarà qui nei prossimi anni, il direttore sportivo uguale e il club manager lo stesso. Chiariamo queste situazioni per far capire che non siamo transitori, ma definitivi. Abbiamo intrapreso un percorso di crescita infrastrutturale e di obiettivi. Abbiamo messo in campo tanti sforzi per far crescere il club e i risultati. Può capitare che qualche partita non vada nel senso giusto. Ma questo non lascia presagire catastrofi o rapporti deteriorati. C'è rispetto delle persone e dei ruoli, non c'è dualismo. Bisogna chiarirlo una volta per tutte. Siamo un gruppo unito, questo club vuole basare una famiglia sui valori veri e sul rispetto. Non ho mai interferito in compiti altrui, vorrei vedere in tutte le famiglie se non ci possano essere dialettiche. Nel momento in cui c'è una situazione piatta, allora possono venire le catastrofi. La squadra è idonea per poter competere per le migliori posizioni. Vorrei che la comunicazione scritta, televisiva, radiofonica, sia verso il rispetto della verità, non additando cose totalmente false, che sono volte solo a destabilizzare un ambiente concentrato sugli obiettivi".

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De Martino: “Peruzzi sorpreso dalle notizie su un suo addio. Discorso Parolo al gruppo confronto per spronarsi a vicenda”

Il direttore della comunicazione della Lazio, Stefano De Martino, ai microfoni di RMC Sport, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La decisione del ritiro è stata presa di insieme, anche con la squadra. Smentisco il fatto che ci siano stati alcuni giocatori rimasti perplessi. In questo modo il gruppo avrà più tempo per lavorare e analizzare gli errori, passare più tempo insieme in vista della sfida contro la Sampdoria di sabato. Ho letto di cene, discorsi fatti da Parolo alla squadra, ma di queste cene ne facciamo a decine durante la stagione – insieme anche alla dirigenza – ma il giorno dopo sul giornale non c’è nulla. Parolo è uno dei senatori, è uno degli uomini che ha più esperienza anche se nel nostro spogliatoio tutti hanno parola. C’è spesso il confronto per spronarsi a vicenda. C’è un tipo di giornalismo che non aspetta altro che saltare alla gola della Lazio, ma i tifosi hanno capito e non ci cascano più.  Il suo contratto è annuale. Era dispiaciuto per le notizie che escono, sono stato a pranzo con lui era sorpreso: non andrà via. Peruzzi lavora con grande impegno, da quando è arrivato siamo cresciuti tutti. Si sente a casa sua, ha sposato questo progetto e ce lo ribadisce ogni giorno. Il rapporto Lotito-Inzaghi? Tutto nasce da quella telefonata estiva, ma Lotito ne ha fatte altre 200 di telefonate così con tutti: con me, con i magazzinieri e con Tare. Non ci sono problemi. C’è unità di intenti, vogliamo raggiungere l’obiettivo Champions League : ce lo meritiamo dopo il bellissimo calcio espresso l’anno scorso. Siamo molto sereni”.

laziopress.it

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Diaconale: “Sarà un ritiro riflessivo, VAR? Noi vittima preferita la scorsa stagione, nessuno ne parlò”

Arturo Diaconale (portavoce del presidente Lotito) è intervenuto in mattinata ai microfoni di Radio 1. Un'intervista a tutto tondo, dall'imminente ritiro della Lazio al capitolo VAR, di cui si parla in abbondanza in questi giorni: "Ogni ritiro ha un aspetto che può essere inteso come punitivo. Questa volta è uno spunto riflessivo. La squadra, insieme a Inzaghi, vuole ritrovare se stessa ritrovando motivazione e voglia. Ci sono stati degli alti e bassi nelle ultime partite. In fondo la classifica resta importante. Il Milan è sopra di un punto, credo che ci saranno sorpassi e controsorpassi da qui alla fine del campionato. I giochi veri si faranno nella seconda parte della stagione. Tutte le squadre nell'arco di un'annata alternano fasi positive a fasi negative. Questa parte è stata ora passata dalla Lazio in maniera quasi indenne, con tre pareggi. Si potevano tranquillamente vincere, questo si". 

Meglio prevenire che curare, questo è il senso?

"Questo è un campionato particolare per la Lazio. Deve stabilizzare la sua capacità di essere squadra di alta classifica. I primi due anni di gestione Inzaghi hanno dimostrato di potersi giocare questo posto. Una condizione che deve essere acquisita e radicata". 

Cosa manca nel gioco?

"Non mi sembra si sia smarrita la trama. La Lazio offre diverse tipologie di gioco grazie a giocatori duttili. Certo, facendo un bilancio fra certi giocatori lo scorso anno e gli stessi in questo, delle differenze ci sono. La rosa è però rinforzata grazie a una panchina più lunga composta da calciatori importanti. Farà la differenza".

Peggio con l'Apollon o col Chievo?

"Credo che la vera partita in cui non c'è stata la consapevolezza del cambio di ruolo sia stata quella di Cipro. Una squadra che assimila una certa mentalità gioca sempre in una certa maniera. Invece turnover massiccio, qualificazione archiviata e gara presa sottogamba".

Lazio prima squadra italiana a qualificarsi al turno successivo

"Le sfide abbordabili si rivelano sempre quelle più ostiche. Preferisco ai sedicesimi un'avversario di alto livello che garantiscono stimoli a tutti. Questo per me è un bene. Il Chelsea? Sarebbe difficile, rischiosa, ma sicuramente affascinante e divertente. Se la Lazio superasse uno scoglio del genere dimostrerebbe di essere una squadra all'altezza della sua tradizione".

Primo tempo con il Chievo

"Credo sia un approccio sbagliato e che purtroppo capita. Tutte le squadre attraversano momenti del genere. Il Napoli con il Chievo ci ha pareggiato in casa. I clivensi sotto la nuova gestione di Mimmo Di Carlo si sta plasmando come una formazione catenacciara con abilità da contropiede".

Le motivazioni dei singoli

"Nel secondo tempo Milinkovic, a Verona, l'ho visto impegnarsi. Forse lo scorso anno il tiro al volo lo avrebbe messo dentro. Il fatto di averci provato mi è sembrato comunque un segnale positivo. È giovane e forte e non mi sorprende che possa soffrire momenti di stanchezza mentale".

La Lazio e il calciomercato

"Io non mi occupo di mercato e non sono in grado di poter dire nulla. In realtà quello di gennaio è più complicato e difficile. Chi ha buoni giocatori se li tiene stretti. Farlo per farlo sarebbe assolutamente sbagliato. Se ci saranno opportunità da cogliere vedremo, ma è un altro conto". 

La Var e le diatribe dopo Roma-Inter e Milan-Parma

"Lo scorso anno la vittima preferita del Var è stata la Lazio e le polemiche erano ridotte. Quest'anno sono coinvolte altre squadre e il tutto è divampato enormemente. Permettetemi questa polemica. Sulla procedura sono convinto che vada modificata. Il protocollo deve consentire un intervento anche dalle parte di squadre e allenatore per considerare momenti di discussione della partita. Questo credo che possa assicurare una migliore funzionalità. Significherà poi attrezzarsi per avere anche un delegato Var per ogni società. Però se all'allenatore o al capitano verrà garantita una review su casi controversi non farà che bene". 

Pochi gol per la Lazio quest'anno

"Non mi pare che le polemiche in Nazionale sul rendimento di Immobile abbiano inciso sullo stesso. Di tutti quanti i calciatori della Lazio resta il giocatore singolo per entusiasmo e impegno. Anche i risultati che produce restano importanti. A Verona ha preso anche un palo. Io credo che tra Correa, Caicedo, gli inserimenti di Parolo si segni. Sono mancati un po' Milinkovic e Luis Alberto. Se ci fossero anche loro, la squadra andrebbe. Il gioco c'è". 

Atalanta-Napoli e il caso dei cori

"Io credo che il confine sia sempre molto labile. Certe volte ci sono delle forzature mediatiche un po' strumentali. Noi della Lazio ne siamo stati vittime più che spesso. Anche invocare l'eruzione vulcanica del Vesuvio va presa in una chiave non dico goliardica, ma che non si leghi poi alla violenza. Io starei molto attento alla criminalizzazione eccessiva delle curve. Secondo me fermare le partite è una misura eccessiva. Logicamente dipende poi da cosa si dice. Se un giocatore viene martorizzato intervenghino l'allenatore o il capitano".

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Milinkovic: “Ritiro giusto. Ho rinnovato per 5 anni, qui sono felice”

Sergej Milinkovic ha parlato ai microfoni di Sky Sport a margine del Gran Galà del Calcio: “E' un onore, sono emozionato ma sono felice”. Perché questa differenza di rendimento tua e della squadra rispetto alla scorsa stagione? “Lo scorso anno abbiamo disputato una stagione ottima, questa non abbiamo iniziato come lo scorso anno ma proviamo a ripeterci”. Il ritiro la soluzione per ricompattarsi? “E' giusto perché l'ha scelto la società. Stiamo insieme, parliamo e lavoriamo: con la Sampdoria andiamo a vincere”. Il mercato estivo che ti ha visto protagonista come l'hai vissuto? “Non era facile, ogni giorno sentivo il nome di un'altra squadra ma sapevo di restare. Ho fatto il mondiale non bene, sono tornato. Ho firmato il rinnovo, sto bene e guardiamo avanti”. Restando alle valutazioni che parere hai? La gente lo diceva che valevo tanto, ma io devo fare bene sul campo”. Che voto ti dai per l'annata in corso? “Sicuramente non sono contento, devo migliorare anche a livello mentale. Mi alleno quotidianamente, guardo avanti, ho rinnovato per cinque anni, sono felice”.

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Lulic ammonisce: “Non bastano buoni 45′, per vincere serve il sacrificio di tutti” (VIDEO)

Le dichiarazioni di Senad Lulic in zona mista, al termine del match contro il Chievo in zona mista: "Giocare così nelle ultime quattro partite non va bene per dove vogliamo arrivare. Ora conta solo guardarsi negli occhi e capire cosa vogliamo fare cominciando da domani e riflettere. Primo tempo non siamo proprio scesi, va dimenticato subito, abbiamo avuto voglia di pareggiare ma dovevamo anche vincere. Ci vuole determinazione, ma giocando solo 45 minuti non puoi vincere. Non ci siamo stati di testa, non siamo proprio scesi in campo, fisicamente non era un problema. Il presidente e il direttore non scendono in campo, siamo noi che dobbiamo reagire e quella reazione che oggi non c'è stata. Abbiamo tanta qualità ma non basta se non metti dentro cattiveria e corsa per il compagno. Questo sta mancando, quello che lo scorso c'era. Dispiace per la contestazione del pubblico, è normale che non siano contenti come noi. Li capisco e cercheremo di accontentarli già dalle prossime uscite per raggiungere i nostri obiettivi".

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Inzaghi: “Approccio pessimo, avrei voluto cambiarli tutti. Primo tempo peggiore di sempre” (AUDIO)

Le parole di Simone Inzaghi al termine di Chievo-Lazio, ai microfoni di SkySport: "Abbiamo avuto un approccio pessimo che non va bene. Abbiamo finito il primo tempo sotto e peggio di così non potevamo fare. Nel secondo tempo c'è stata una reazione d'orgoglio e abbiamo creato tanto. Con un primo tempo così però è giusto non vincere le partite. Non abbiamo mai giocato così male sotto la mia gestione. Il riposo ai titolari in Europa League ha fatto peggio. Mi prendo le mie responsabilità". 

Poi prosegue: "Mi preoccupa che sono tre pareggi consecutivi. Sono tre gare che non vinciamo. Con questo risultato in classifica non siamo più al quarto posto. Sapevamo della vittoria del Milan e dello scontro di questa sera, quindi mi aspettavo di più. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità, abbiamo una settimana per ripartire. Non siamo più quarti ma quinti e dobbiamo quindi lavorare meglio. Difesa a 4? In questo momento è un'alternativa, poi vedremo di partita in partita. Oggi è andata bene con questo schieramento. Correa? Come tutti gli altri doveva far meglio nel primo tempo, poi nel secondo dietro Immobile e Caicedo ha fatto meglio. Ho tolto Radu perché era ammonito ma oggi avrei voluto toglierli tutti. Ritiro? Ora penseremo ai nostri errori con calma insieme alla società. È giusto analizzare questo brutto primo tempo. Dovremo stare insieme e lavorare. Ci aspetta un calendario complicato ma dovremo essere bravi e affrontarlo nel migliore dei modi". 

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Immobile: “Non siamo noi, buttati due punti. Dobbiamo farci un esame di coscienza”

Le parole di Ciro Immobile al termine di Chievo-Lazio, ai microfoni di SkySport: "Oggi due punti persi, primo tempo buttato via. Nel secondo un po' meglio. Ultimamente siamo un po' lenti nella manovra. In questo periodo non ci stiamo mettendo la giusta cattiveria e questo non va bene. La sconfitta in Europa League? È tutto collegato, non è che quelli che non sono andati non hanno perso. Le responsabilità sono di tutti, come gli elogi in passato. Nel primo tempo di oggi non eravamo noi, credo che si sia visto. Di testa non eravamo cattivi, la vera Lazio non è questa. Dobbiamo farci tutti un esame di coscienza. Cambio di modulo? I moduli lasciano il tempo che trovano. Conta come si scende in campo di testa. Se scendiamo come nel primo tempo non vinciamo in nessuno stadio". 

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Armini, primo esordiente del nuovo millennio laziale: “Grazie Inzaghi, un sogno che si avvera”

Il primo ragazzo del nuovo millennio ad esordire in una partita ufficiale per la Lazio si chiama Nicolò Armini. Il difensore (17 anni, 8 mesi e 22 giorni) è il capitano della Primavera (lo è statom anche dell'Under 17 azzurra), convocato in anticipo con l'Under 19: sono solo alcuni numeri del giovane centrale biancoceleste. Chiamato a Formello all'ètà di 10 anni, ha cominciato la trafila fino ad arrivare all'esordio ieri sera (anche se per pochi minuti) in Europa. "Sono grato al Mister, è un sogno che si avvera. Non me l'aspettavo. Un pensieri ai miei genitori e mio fratello, sono stati i minuti più belli della mia vita".

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Acerbi non ci gira intorno: “Sconfitta meritata, ora voltiamo pagina col Chievo” (AUDIO)

Le dichiarazioni di Francesco Acerbi, nel post gara di Apollon Limassol-Lazio, ai microfoni del canale ufficiale biancoceleste: "Aldilà del record, ci sono poche parole da dire stasera: loro più cattivi, correvano tutti, hanno messo più voglia. Si poteva vincere o perdere, però la prestazione doveva esserci. Il campo non era dei migliori, ma non deve essere un alibi, hanno meritato la vittoria. Poco male, perché tra due giorni si rigioca e quella di Verona sarà davvero una partita importante. Il Chievo è una squadra fisica, esperta, mister Di Carlo lo conosco e sa mettere bene in campo le sue squadre. Se non sei cattivo non vinci neanche a Verona". Quindi un passaggio anche ai microfoni di SkySpiort:  "Non c'è nessun accordo col mister, non vado da lui a chiedergli di farmi giocare, non è nel mio stile. Gli dico solo che sono sempre pronto, poi sta a lui scegliere, perché è giusto che sia così. Non sta al giocatore prendere questo tipo di decisioni".