AD10S DIEGO – Prima di approdare alla Lazio è stato compagno di squadra prima e amico poi, fino ad arrivare all’episodio che guastò il loro rapporto: RAIMONDO #MARINO ora in collegamento a ‘NMM’! #Radiosei
AD10S DIEGO – Ha vestito la maglia della Lazio dal 1987 al 1990, ha avuto il piacere di affrontare Maradona in campo: PAOLO BERUATTO ora in collegamento nell’Anteprima di NMM! #Radiosei
“Chi amo il calcio non puó non avere nel cuore Maradona, è stato l’essenza di questo sport anche per i comportamenti in campo e per il suo grande spessore umano. Mai una lamentela, solo totale disponibilità tanto che ogni anno inviava personalmente gli auguri di Natale a tutti i giocatori della serie A”
LUDOVICO DI MEO (Dir. RAI2) in collegamento a 'NMM': "Le sofferenze sono insegnamento, mi viene in mente questo detto greco per raccontare quello che ha fatto l'Inter contro il Torino. I cambi hanno fatto la differenza, ma quello che emerge ancora è che il fattore campo è totalmente saltato. Continua ad essere un campionato strano e l'Inter continua ad essere pazza. Conte doveva continuare sul solco dello scorso anno, sono stati fatti dei cambiamenti che ha riportato tutto al putno di partenza. Spero di essere smentito. Un tecnico come Inzaghi sarebbe l'allenatore ideale per la Juventus, lo dico per come è strutturato. Il Milan? Non credo che possa reggere molto lì in vetta, ora lo vedremo senza Ibrahmovic. Pioli ha dei momenti straordinari, ma anche recessioni clamorose. Per me parlare dell'Inter, è come per i laziali parlare della Roma, mi viene difficili. Cairo e la Gazzetta contro Lotito? Quando i grandi editori entrano nel mondo del calcio diventano tifosi e di conseguenza più fragili e più colpibili. Vedi la storia di Berlusconi".
EUGENIO FASCETTI in collegamento a 'QDL': "Si parla molto di calcio moderno, ma vedendo quello che sta accadendo in Serie A molte squadre, come il Sassuolo, si stanno facendo furbe. E' tornata di moda la marcatura a uomo. E' un campionato incerto ora e probabilmente lo sarà fino alla fine. Alla lunga penso che la Juventus venga fuori, continuo a pensare che sia la migliore. Immobile? In nazionale forse gioca il gemello, c'è una differenza incredibile di rendimento. Nella Lazio è micidiale, con l'Italia sembra anonimo, questa cosa non la capisco. Inzaghi sono diversi anni che fa bene, a Roma non è semplice. Anche De Zerbi sta facendo bene, ma in un ambiente più tranquillo. Mi piace molto anche il tecnico dello Spezia, Italiano. Ha un bel vizio, quello di vincere e fare promozioni, è da tenere d'occhio. C'è una bella infornata di tecnici. Caso Luis Alberto? Sono bischerate, sono polemiche inutili. Si fanno dei drammi per niente, basterebbe non parlare più per evitare queste cose. Champions? gare con lo Zenit abbordabile"
RAFFAELE SERGIO in collegamento a 'QDL': "Dispiacerebbe molto se la società Roma dovesse mettere la mani sul Flaminio. Sono del parere che sia lo stadio della Lazio, io ho giocato quasi sempre in quell'impianto e ci sono molto affezionato. Quello di oggi è un campionato anomalo e falsato, le formazione viene decisa dai tamponi, per i tecnici è molto complicato. Anche per questo è un campionato aperto a tutto, anche per la vittoria finale. Crotone è un campo difficile e sarà una gara difficile, ma la Lazio ha tutte le qualità per vincere. Ha recuperato Immobile, dipende solo dalla Lazio anche se il Crotone gioca un buon calcio. Può essere una gara che può dare una bella iniezione di fiducia a tutto. l'ambiente. Giocare tre volte a settimana è molto complicato, avere una rosa competitiva ed avere gran parte della rosa a disposizione fa la differenza. Luiz Felipe? Giocatore importante con margini di crescita"
SEBASTIANO SIVIGLIA in collegamento a 'QDL': "E' un anno anomalo, non è facile per un allenatore gestire le positività, a volte arrivano anche alla vigilia di una gara. Le squadre che hanno un organico più profondo possono essere avvantaggiate, ma sono le stesse squadre che devono anche gestire lo stress delle competizione europee. Non è facile rivedere ogni giorno i piani, così per un tecnico è dura programmare. E' una condizioni che bene o male lega tutte le squadre, se vogliamo da questo punto di vista è equilibrato per tutti. A Crotone non è semplice, l'aspettativa è quella di vincere facilmente, ma non credo sarà così. Il Crotone ha voglia di cambiare la propra classifica, ma la Lazio deve iniziare a mettere qualche punto da parte nell'ottica di gare più complicate. Serve grande attenzione. La Champions è un palcoscenico importante, ma la priorità è il campionato e ripresentarsi anche il prossimo anno in quel contesto. Penso che la Lazio possa giocarsela per raggiungere questo obiettivo anche in questa stagione. Luiz Felipe? E' un potenziale leader difensivo, può essere protagonista in top club, ma deve dare continuità alle sue prestazioni. Ha qualità, ma la crescita deve passare da un rendimento continuo. Solo così si dimostra di essere di grancde livello"
Dott. MICHELE GRIO, direttore rianimazione Rivoli, in collegamento ora a ‘9 GENNAIO 1900’: "Fortunatamente sto affrontando l'infezione da Covid da asintomatico, come gran parte delle persone che vengono colpite dal virus. Nel mio reparto siamo molto rigorosi sui dispositivi di protezione, facciamo molto attenzione a come ci vestiamo, dedichiamo a questo momento il giusto tempo. E' fondamentale evitare il contagio per non portare fuori dall'area Covid il virus. Facciamo tutto autonomamente, all'uscita poi serve un secondo operatore per l'ultima igienizzazione e disinfestazione. Per entrare nell'area Covid c'è una zona filtro che verifica che tutte el procedure sia state osservate. Perchè questo virus è diverso dagli altri? Oltre che per la trasmissione, purtroppo questo non è come gli altri, tutti i giorni ho le prove. La caratteristia principale è che per le caratteristiche del quadro clinico c'è bisogno di un elevato tasso di ospedalizzazione e di terapie intensive. Un'emergenza così ci mette di fronte ad una forte riorganizzazione del sistema, vedi la separazione dei percorsi. I pazienti che non sono affetti dal Covid-19 vivono la critica situazione degli ospedali. Il tasso di occupazione delle terapie ha superato la soglia critica. Ancora non vedo gli effetti del lockdown, me li aspetto nel giro di 20 giorni, un mese. Il nostro reparto è pieno, ho la disponibilità di 10 posti ed ho 12 pazienti ricoverati in rianimazione. Fortunamente collaboriamo con le altre strutture del Piemonte. Abbiamo posti letto e tecnologie, mancano le risorse umane. Formare un'astetista rianimatore in poche settimane è un sogno".
ALBERTO POLVEROSI (Corriere dello Sport) in collegamento a 'QDL': "Luis Alberto? Ci sono due livelli, se manchi di rispetto alla società prendi la multa e continua a decidere il tecnico; viceversa va in panchina perchè diventa una scelta dell'allenatore. Se Luis Alberto ha preso una multa credo che poi debba finire lì, altrimenti si esagera. Non mi sembra il caso che si vada troppo per le lunghe. Questo campionato è strano, non vorrei esagerare ma è come se fosse un campionato durante una guerra. Gli allenatori sono chiamati a fare i conti con questioni extra-campo, non è semplice. E' un campionato regolare in una situazione assurda e drammatica, quella della salute e dell'economia. Un modo per distrarci dalla depressione che può colpire chiunque. Meglio andare avanti sperando nel vaccino. La Nazionale? Vincere è dura, ma intanto godiamoci quello che abbiamo visto in questi due anni. Ha sorpreso tutti, siamo cresciuti continuamente, imponendo il gioco e dominando anche grandi rappresentative. La favorita dell'Europeo è la Francia, ma contro di noi potrebbe faticare"
DELIO ROSSI in collegamento a 'QDL': "Questione Luis Alberto, a me il calcio parlato piace poco. Se il club decide di non utilizzarlo con il Crotone, non devi utilizzarlo mai. Se uno fa una cavolata vuol dire che vuole raggiungere uo scopo, se avesse fatto un'infrazione grave non dovrebbe più giocare, altrimenti basta una multa. Se ci fosse stato il derby sarebbe stato stupido non farlo giocare. Ricordo quando Inzaghi mi mandò a quel paese perchè non lo facevo giocare, ho continuato a non farlo giocare (ride, ndr). Il precedente di Immobile è diverso, in quel caso mancò di rispetto al gruppo, in questo caso potrebbe esserci l'imposizione dall'alto. Ripeto, o non lo faccio giocare più o è sempre a disposizione. Sicuramente questo è un campionato anomalo, è la prosecuzione di quello precedente. Se è falsato, lo è per tutti, certamente non ci saranno più stagioni così. Se fossi il tecnico della Lazio con quale modulo giocherei? Simone è alla Lazio da quattro anni, ha scelto la squadra in base al modulo con il quale vuole giocare. A me piace giocare 4-3-3 o 4-3-1-2, ma poi dipende dai giocatori che hai"
ANDREA SANTONI (Corriere dello Sport) in collegamento a 'QDL': "Una decina di anni fa c'è stata una pandemia economica, ora sanitaria, non mi pare che gli insegnamenti della storia abbiamo modificato il modo di operare del calcio. Staser aper la nazionale c'è un piccolo esame di maturità da non fallire. Sarà la stessa formazione di Italia-Polonia con Berardi al posto di Bernardeschi. La Bosnia ha diverse assenze, c'è una palla alta da schiacciare, per stasera sono fiducioso. Questa nazionale ha buone prospettive, non arrivo a dire ottime visto la difficoltà di imporsi in un competizione come l'Europeo. Serve un po' di fortuna, ma questi due anni di Mancini sono stati praticamente perfetti. La squadra era 21/esima nel ranking, ora è avviata a tornare nelle prime 10 del mondo. Per andare oltre servono alcune sicuerezze ed un attaccante come Immobile che si avvicini ai livelli di score che ha con la Lazio. Rinnovo Mancini? Lui ha un quadriennio assicurato e non sono tanti gli allenatori che sono stati così longevi. Si era dato questo orizzonte, penso che per ora si restare a questo. Non credo avere senso andare oltre in questo momento".