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Processo tamponi, la Lazio ottiene il rinvio: nuovo appuntamento il 26 marzo

È durata una manciata di minuti la prima udienza del processo Lazio-tamponi davanti alla Procura federale. Dopo l’apertura del dibattimento, il club, tramite il suo avvocato Gian Michele Gentile, ha subito fatto richiesta di rinvio, accordata dal presidente del collegio Mastrocola. Il nuovo appuntamento è stato fissato per il 26 marzo sempre alle 11. Fino a ieri sera la Lazio aveva detto di voler calendarizzare oggi una serie di audizioni di nuovi testimoni, tra cui un dirigente della Asl Roma 1 che a detta del club avrebbe dato l’ok alla trasferta di Immobile a Torino. Invece non si è mai arrivati a parlarne, visto che la richiesta di rinvio è arrivata in apertura e non si è discusso di nulla. Nessun contrattacco biancoceleste dunque. Tutto rinviato. gazzetta.it

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Tamponi, via al processo: testimoni, giurisdizione, l’inamissibilità del Torino. Può essere solo la prima udienza

"Lotito rischia il posto da consigliere", titola Il Messaggero nel giorno del via al processo per il caso tamponi. Stamattina alle 11 la prima udienza: difficile che già oggi possa iniziare il dibattimento e di conseguenza che la Lazio possa conoscere il suo rischio effettivo. Quasi impossibile che il Torino possa chiedere il 3 a 0 a tavolino per l'utilizzo di Immobile nella gara di andata, ma comunque la società granata presenterà le sue motivazioni. La difesa biancoceleste punta a dimostrare il difetto di giurisdizione tra UEFA e Serie A. Se il giudice darà l'ok all'inserimento dei testimoni in calendario la Lazio oggi avrà ottenuto la sua prima vittoria. Poi l'avvocato Gentile cercherà di evitare l'inibizione per il presidente Lotito.

Può passare in secondo piano un ritorno degli ottavi di Champions, per una squadra che non li raggiungeva da vent'anni? Sì, se alla vigilia, cioè oggi, c'è la prima udienza del processo sulle possibili violazioni del protocollo anti-Covid, con la Lazio (insieme a Lotito e ai due medici, Rodia e Pulcini) che è stata deferita dalla procura federale. Nel primo round odierno, in videochiamata e a cui parteciperà soltanto l'avvocato biancoceleste Gentile, verranno sciolti alcuni nodi. Su tutti, tre i temi che verranno trattati nella giornata odierna davanti al tribunale presieduto dal dottor Cesare Mastrocola.
In primis la richiesta della Lazio di ammettere come teste chiave il dottor Enrico De Rosa, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica legato al Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 1. Fu lui infatti a dare il proprio assenso per la convocazione di Immobile, dopo due tamponi negativi, per la gara contro il Torino. La società biancoceleste, nella propria memoria difensiva di 20 pagine, ha inserito anche la mail chiave mandata da De Rosa al responsabile sanitario del club Pulcini, nella quale viene avallata la richiesta di far partecipare Immobile alla partita del 1 novembre. Visto il peso che la Asl ha avuto per le due partite fantasma – Juventus-Napoli e soprattutto Lazio-Torino – a Formello si aspettano che la propria richiesta venga accolta.
Poi il collegio, costituito da altri 4 giudici oltre l'avvocato Mastrocola, dovrà decidere se ammette la richiesta del Torino di porsi come parte 'ad opponendum', ovvero come parte interessata al fianco della procura federale per sanzionare la Lazio. Difficile però che arrivi un parere favorevole in merito. 
Ultimo punto, ma non per importanza, la contestazione della Lazio alla Figc sulle sue facoltà di giurisdizione in ambito Uefa. Secondo i biancocelesti, la federazione e i suoi vari organi, compresa la procura, non hanno potere di sanzionare comportamenti nei tornei organizzati da altre federazioni o istituzioni europee. E diversi capi d'accusa, che hanno portato al deferimento del pm Chiné, fanno proprio riferimento ai tamponi svolti con la Synbab prima delle gare di Champions. Materia di competenza solo del giudice disciplinare della Uefa (Control Ethics and Disciplinary Body). La società di Formello chiederà anche di far parlare i rappresentanti della Synlab, che processa i tamponi per la Uefa, il cui protocollo prevede che sia chi effettua il test – e non i club – a informare direttamente le autorità sanitarie locali. Tuttomercatoweb.com

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Lazio-Torino, per il giudice sportivo c’è stata “causa di forza maggiore”: la gara va giocata. Il club biancocelesti annuncia il ricorso

AGGIORNAMENTO – "Prendiamo atto del provvedimento del giudice sportivo e agiremo in tutte le sedi preposte per far valere le nostre ragioni", la nota ufficiale del portavoce della Lazio Roberto Rao. 

"Il Giudice sportivo delibera di non applicare alla Soc. Torino le sanzioni previste dall'art. 53 NOIF per la mancata disputa della gara in oggetto, rimettendo alla Lega Serie A i provvedimenti organizzativi necessari relativi alla disputa della gara". È arrivata l’attesa decisione del Giudice Sportivo sulla vicenda di Lazio-Torino. Niente 3-0 a tavolino per i biancocelesti: il primo grado di giustizia sportiva federale ha infatti ravvisato l’esistenza di una causa di forza maggiore. La partita si dovrà giocare: toccherà alla Lega decidere quando. Ricorsi della Lazio permettendo. (seguono aggiornamenti)

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Lazio-Torino, venerdì la decisione del giudice sportivo

Dopo tante polemiche e la questione Lazio-Torino rimessa sub iudice, il momento della “prima” decisione è oramai vicinissimo. Il giudice sportivo, ricevute le motivazioni del club granata e compiuto un supplemento d’indagine, ha reso noto che nella giornata di venerdì ci sarà la pronuncia tanto attesa. La Lazio è pronta e prepara il deposito delle memorie difensive. Lo riporta Calciomercato.com 

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Processo tamponi, la Lazio chiede il rinvio dell’udienza al 23 marzo

L'udienza del processo sportivo sul caso-tamponi, che vede la Lazio chiamata a difendersi dalle accuse della Procura Federale, dovrebbe slittare di una settimana. L'avvocato del club biancoceleste Gian Michele Gentile, come era preventivabile, ha chiesto al Tribunale Federale Nazionale il rinvio rispetto alla data già fissata a martedì 16 marzo. Il giorno dopo la squadra di Inzaghi, infatti, sarà impegnata nel ritorno degli ottavi di Champions League in Germania contro il Bayern Monaco e farà rientro a Roma soltanto giovedì 18.

La nuova data del processo dovrebbe quindi essere martedì 23 marzo, con inizio alle ore 15: si attende solo l'ok del Tribunale Federale Nazionale alla richiesta presentata dalla Lazio.

Stando a quanto filtra da ambienti federali, la procura chiederà una penalizzazione in classifica dei biancocelesti, con inibizione per il presidente Claudio Lotito e i medici del club Ivo Pulcini e e Fabio Rodia. I tre sono stati deferiti per la violazione dell'articolo 4.1 del codice di giustizia sportiva, dell'art. 44.1 delle Noif, dei protocolli sanitari Figc e da quanto previsto dal comunicato Figc del 1° settembre 2020 in caso di "mancata osservanza dei protocolli sanitari". La Lazio è stata invece deferita a titolo di responsabilità diretta, oggettiva e propria. iltempo.it

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Protocolli Covid, il 16 marzo l’udienza di Lotito

Si muove qualcosa sul fronte tamponi Lazio. Dopo il deferimento per il presidente Lotito e i medici Pulcini e Rodia, è stata fissata al 16 marzo l'udienza davanti al Tribunale federale nazionale per la vicenda della violazione dei protocolli sanitari Figc anti-Covid. Lo riporta l'Ansa. Prima della data del dibattimento non verrà formulata alcuna richiesta nei confronti del presidente della Lazio che lo scorso 16 febbraio era stato deferito dal procuratore federale, Giuseppe Chinè, e con lui i medici del club biancoceleste Ivo Pulcini e Fabio Rodia. Il reato contestato: violazione dell'articolo 4.1 del codice di giustizia sportiva, dell'art. 44.1 del Noif, dei protocolli sanitari Figc e da quanto previsto dal comunicato Figc del primo settembre 2020 in caso di "mancata osservanza dei protocolli sanitari". La Lazio è stata deferita a titolo di responsabilità diretta, oggettiva e propria. 

 

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Bestemmia col Parma, il Tribunale Federale fa lo sconto a Buffon: il turno di squalifica diventa un’ammenda

I casi delle bestemmie pronunciate da Buffon sono due: il primo risalente a Parma-Juventus dello scorso 19 dicembre, quello per il quale il portiere della Juventus ha preso ieri 5000 euro di ammenda dal Tribunale federale dopo il deferimento ad opera di Chinè del 26 gennaio 2021; il secondo concerne invece una presunta espressione blasfema, pronunciata sempre da Buffon, in occasione della semifinale d’andata di Coppa Italia tra Inter e Juventus, tenutasi il 2 fdbbraio scorso: in questo caso il giocatore non venne deferito perché l'audio e le immagini non consentivano con certezza l'identificazione dell'autore.

 

JUVENTUS – PARMA DEL 19 DICEMBRE 2020, SERIE A  

 

IL SITO DEL ORRIERE DELLO SPORT, DATATO 26 GENNAIO 2021, SEGNALA COSI' IL DEFERIMENTO DI BUFFON. (https://www.corrieredellosport.it/news/calcio/serie-a/juve/2021/01/26-78551952/buffon_deferito_per_la_bestemmia_pronunciata_in_juve-parma)

"Porta, mi interessa che ti vedo correre e stare lì D… c… a soffrire, il resto non me ne frega un c***o". Questa la frase incriminata, pronunciata durante Parma-Juventus del 19 dicembre 2020, che è costata a Gianluigi Buffon un deferimento dal Procuratore Federale al Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare. Lo rende noto la Federcalcio. Il giocatore è stato deferito "per avere, nel corso della gara Parma-Juventus del 19/12/2020, all'80' minuto di gioco circa, rivolgendosi al compagno di squadra Manolo Portanova, pronunciato una frase contenente un'espressione blasfema". 

 

ECCO IL LINK AL SITO DELLA FEDERAZIONE CHE ANNUNCIA IL DEFERIMENTO: https://figc.it/it/federazione/news/frase-blasfema-buffon-deferito-al-tribunale-federale-nazionale/.

Inoltre, nel comunicato relativo alla decisione del giudice sportivo del match in oggetto, non c'è nessun riferimento a Buffon: evidentemente nell'imminenza del post gara nessuno rilevò nulla (questo il comunicato del Giudice Sportivo: http://www.legaseriea.it/uploads/default/attachments/comunicati/comunicati_m/8607/files/allegati/8705/cu125.pdf). 

 

Questa la nota di ieri del Tribunale Federale Nazionale, mancano le motivazioni MA LADDOVE L'AUDIO NON FOSSE STATO CHIARO, CHINE' AVREBBE RINUNCIATO AL PROVVEDIMENTO: 

Il Tribunale Federale Nazionale Sezione Disciplinare presieduto da Cesare Mastrocola ha sanzionato con un’ammenda di 5.000 euro Gianluigi Buffon accogliendo in parte il deferimento del Procuratore Federale, che aveva richiesto una giornata di squalifica. Il portiere della Juventus era stato deferito per aver pronunciato una frase contenente un’espressione blasfema in occasione della gara con il Parma dello scorso 19 dicembre.

Per consultare il dispositivo: https://www.figc.it/media/131247/sez-disciplinare-dispositivo-n-72-tfn-del-18022021.pdf

 

INTER-JUVENTUS, 2 FEBBRAIO 2021, COPPA ITALIA

Anche in questo caso, nell'imminenza della gara il giudice sportivo nel suo comunicato ufficiale non fa riferimento all'episodio, segno che nessuno della squadra arbitrale, inclusi anche gli osservatori della Procura Federale, aveva notato nulla (http://www.legaseriea.it/uploads/default/attachments/comunicati/comunicati_m/8671/files/allegati/8771/cu168.pdf). 

Successivamente comincia a girare il video con la frase incriminata, ma stavolta, a differenza di quanto accaduto per Juventus-Parma, il procuratore Chinè non deferisce il giocatore perché non ritiene avere le prove per sostenere il deferimento davanti al Tribunale Federale. L'iter della giustizia sportiva si ferma qui perché Chinè, come direbbero quelli bravi, non esercita l'azione disciplinare. Questo il link all'articolo del sito della gazzetta: https://www.gazzetta.it/Calcio/Coppa-Italia/08-02-2021/juventus-buffon-procura-non-procede-la-presunta-bestemmia-contro-inter-400507477398.shtml. 

Diversamente da quanto accaduto per la bestemmia contro il Parma per la quale il sito della FIGC, pubblica il suddetto atto di deferimento, in questo caso, trattandosi di fatto di un'archiviazione, il sito FIGC non pubblica nessun documento perché non ha aperto un fascicolo. 

G.L.P. – Laziofamily.it

 

 

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Deferimento Lazio, la nota ufficiale della FIGC: comunicazioni all’Asl e mancato isolamento tesserati, tutte le violazioni contestate

Il Procuratore Federale, espletata l’attività istruttoria in sede disciplinare, ha deferito al Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare per violazione dell’art. 4, comma 1, del CGS, dell’art. 44, comma 1, delle N.O.I.F., dei Protocolli Sanitari FIGC nonché di quanto previsto dal C.U. n. 78/A FIGC del 1 settembre 2020 in caso di “Mancata osservanza dei Protocolli Sanitari” Claudio Lotito, presidente del Consiglio di Gestione e Legale Rappresentante della S.S. Lazio S.p.A.: per non aver provveduto a far rispettare o comunque per non aver vigilato sul rispetto delle norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti, ed in particolare:

a) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL competenti la positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 27 ottobre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. “UEFA” del 26 ottobre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Brugge-Lazio del 28 ottobre 2020, e per non aver comunicato alle ASL competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati positivi, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”, ovvero dei cd. “contatti stretti” dei tesserati “positivi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;
b) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL competenti la positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 3 novembre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. “UEFA” del 2 novembre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Zenit-Lazio del 4 novembre 2020, e per non aver comunicato alle ASL competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati “positivi”, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”, ovvero dei cd. “contatti stretti” dei tesserati “positivi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;
c) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL locali competenti la positività al COVID-19 di n.3 tesserati riscontrata, in data 30 ottobre 2020, in vista dell’incontro di campionato Torino-Lazio del 1 novembre 2020, e per non aver comunicato alle ASL competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati “positivi”, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;
d) per aver consentito o, comunque, non aver impedito a 3 (tre) calciatori di svolgere, con il restante “Gruppo Squadra”, l’intero allenamento della mattinata del 3 novembre 2020 sino al termine dello stesso, nonostante la loro positività ai tamponi cd. “UEFA”, effettuati, in data 2 novembre 2020 fosse nota al dott. Rodia (MLO – Medical Laison Officer della S.S. Lazio spa);
e) per non avere sottoposto all’obbligatorio periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 26 ottobre 2020, come previsto dalla Circolare del Ministero della salute del 12 ottobre 2020, un proprio calciatore il quale è stato utilizzato nell’incontro Torino-Lazio del 1° novembre 2020;
f) per non avere sottoposto al periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 2 novembre 2020, come previsto dalla Circolare Ministeriale del 12 ottobre 2020 un proprio calciatore, e, conseguentemente, per averlo inserito nella distinta gara dell’incontro Lazio-Juventus dell'8 novembre 2020;

Deferiti inoltre Ivo Pulcini, responsabile sanitario della S.S. Lazio S.p.A., e Fabio Rodia, medico sociale della S.S. Lazio S.p.A., ciascuno per quanto di rispettiva competenza e/o, comunque, in concorso tra loro per non aver rispettato le norme sopra richiamate in materia di controlli sanitari e delle necessarie comunicazioni alle autorità sanitarie locali competenti, ed in particolare:
a) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL competenti la positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 27 ottobre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. “UEFA” del 26 ottobre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Brugge-Lazio del 28 ottobre 2020, e per non aver comunicato alle ASL locali competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati positivi, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”, ovvero dei cd. “contatti stretti” dei tesserati “positivi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;
b) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL competenti della positività al COVID-19 di 8 (otto) tesserati, riscontrata, in data 3 novembre 2020, a seguito dell’effettuazione dei tamponi cd. “UEFA” del 2 novembre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Zenit-Lazio del 4 novembre 2020, e per non aver comunicato alle ASL competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati “positivi”, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”, ovvero dei cd. “contatti stretti” dei tesserati “positivi” e, pertanto, per non aver attivato alcuna misura di prevenzione sanitaria con riferimento ai cd. “contatti stretti” dei tesserati risultati positivi al Covid-19;
c) per non aver tempestivamente comunicato alle ASL locali competenti della positività al COVID-19 di n. 3 tesserati, riscontrata, in data 30 e 31 ottobre 2020, in vista dell’incontro di Champions League Zenit-Lazio del 4 novembre 2020, e per non aver comunicato alle ASL locali competenti i nominativi dei “contatti stretti” dei tesserati “positivi”, e per non aver “concordato” con le ASL locali competenti le modalità dell’isolamento fiduciario dei tesserati del Gruppo Squadra “positivi” e la quarantena dei tesserati del gruppo Squadra “negativi”;
d) per aver consentito o, comunque, non aver impedito a 3 (tre) calciatori di svolgere, con il restante “Gruppo Squadra”, l’intero allenamento della mattinata del 3 novembre 2020, sino al termine dello stesso, nonostante la loro positività ai tamponi cd. “UEFA” fosse nota al dott. Rodia (MLO – Medical Laison Officer della S.S. Lazio spa)
e) per non avere sottoposto al periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 26 ottobre 2020, come previsto dalla Circolare del Ministero della salute del 12 ottobre 2020, un proprio calciatore il quale è stato utilizzato nell’incontro Torino-Lazio del 1° novembre 2020;
f) per non avere sottoposto al periodo di isolamento, in caso di asintomaticità, di almeno 10 giorni, a far data dal risultato del tampone del 2 novembre 2020, come previsto dalla Circolare del Ministero della salute del 12 ottobre 2020, un proprio calciatore, e, conseguentemente, per averlo inserito nella distinta gara dell’incontro Lazio-Juventus dell'8 novembre 2020;

Deferita infine anche la Lazio per rispondere a titolo di responsabilità diretta della violazione dell’art. 6, comma 1, del C.G.S. vigente, per il comportamento posto in essere dal presidente Lotito; per rispondere a titolo di responsabilità oggettiva della violazione dell’art. 6, comma 2, del C.G.S. vigente, per il comportamento posto in essere dai medici Pulcini e Rodia; per rispondere a titolo di responsabilità propria, ai sensi del C.U. n. 78/A FIGC dell’1 settembre 2020, che pone gli obblighi in ordine all’osservanza dei Protocolli Sanitari, finalizzati al contenimento dell’emergenza epidemiologia da COVID-19 emanati dalla FIGC e validati dalle Autorità sanitarie e governative competenti, a carico anche delle Società in modo diretto.

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Procura Figc, violazione protocolli Covid: deferiti la Lazio, Lotito e i medici Pulcini e Rodia

È arrivata a conclusione l'indagine sulla questione tamponi in casa Lazio. Secondo quanto riporta l'Ansa, il procuratore federale Giuseppe Chinè ha appena deferito al tribunale federale nazionale la Lazio, il suo presidente, Claudio Lotito, ed i medici Ivo Pulcini e Fabio Rodia per violazione dei protocolli sanitari Figc anti-Covid. A Lotito, ascoltato in Procura, e ai medici Pulcini e Rodia viene contestata la violazione dell'articolo 4.1 del codice di giustizia sportiva, dell'art. 44.1 del Noif, dei protocolli sanitari Figc e daq quanto previsto dal comunitato Figc del 1/o settembre 2020 in caso di "mancata osservanza dei protocolli sanitari". La Lazio invece, è stata deferita a titolo di responsabilità diretta, oggettiva e propria.corrieredellosport.it

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Lazzari, Procura FIGC chiede prova tv per la bestemmia contro l’Inter: avvertita anche dal quarto uomo

 Il procuratore federale, Giuseppe Chinè, ha chiesto la prova tv per il giocatore della Lazio Manuel Lazzari, che avrebbe bestemmiato nel corso dell'incontro di campionato con l'Inter, ieri sera a San Siro. Lo apprende l'ANSA. L'episodio, rivelato dai microfoni e dalle telecamere a bordo campo, è avvenuto nel secondo tempo dell'incontro e l'espressione blasfema del giocatore sarebbe stata avvertita anche dal quarto uomo. (ANSA).