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Uefa e lotta al razzismo: tre gare di qualificazione a Euro2020 a porte chiuse

Romania, Ungheria e Slovacchia giocheranno il prossimo match casalingo di qualificazione a Euro 2020 a porte chiuse. Pugno duro della Uefa, che ha deciso di sanzionare in questo modo le tre nazionali a causa degli ultimi episodi di razzismo veriticatisi nel corso dei precedenti impegni. La Romania sconterà la squalifica il 15 ottobre in occasione della sfida contro la Norvegia, l'Ungheria giorno 13, quando si troverà di fronte l'Azerbaigian e la Slovacchia il 10, quando  sfiderà il Galles. Il provvedimento è stato preso in seguito ai cori e ai comportamenti razzisti messi in atto dalle proprie tifoserie, condotta che ha fatto sì che la Uefa comminasse alle tre federazioni multe che variano da 83mila a 20mila euro. 

corrieredellosport.it

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AURONZO – Parolo: “Il livello si è alzato, avanti così”

Al termine dell'incontro, il centrocampista biancoceleste Marco Parolo è intervenuto ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 di Sky:

"Sono contento per come abbiamo lavorato sull'intensità. Il livello all’interno della squadra si è alzato e c'è più competizione tra di noi: questa deve essere la spinta per andare avanti, per ognuno di noi che scende sul campo. In questo modo ogni membro della rosa darà il massimo in ogni occasione. Tutto fa parte di un percorso di crescita, la vittoria della Coppa Italia ha dimostrato che quando vogliamo centrare un obiettivo non sbagliamo quasi mai, anche in gara secca.  Dobbiamo portare questa mentalità in ogni partita e in ogni allenamento, se ci riusciremo avremo buone possibilità di ottenere risultati importanti. 

La settimana è stata affrontata con lo spirito giusto, la vittoria dell’ultimo trofeo ci ha dato la giusta consapevolezza, speriamo di andare avanti con questo spirito perché ci stiamo divertendo. I tifosi sono fantastici e si meritano queste occasioni, ci impegneremo al massimo per regalare delle soddisfazioni. Ci piace stare con i tifosi e siamo sempre a loro disposizione, siamo qui per ripartire insieme in una nuova stagione”. Sslazio.it

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Violazioni contabili: la Corte d’Appello radia l’ex presidente del Palermo, Maurizio Zamparini

Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Disciplinare, presieduto da Cesare Mastrocola, ha irrogato nei confronti dell’ex presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, la sanzione della inibizione di cinque anni e preclusione ex art. 19, comma 3 del CGS FIGC vigente ratione tempori, per irregolarità contabili legate alla gestione della società US Città di Palermo. Questo il dispositivo integrale: https://www.figc.it/media/97848/cu-n-8.pdf 

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Nessuna rinuncia, il Milan cerca l’accordo con la Uefa: un anno senza Europa League per il bilancio in pareggio nel 2022

L’anno di purgatorio del Milan, fuori dalle coppe per espiare i suoi peccati e tornare ripulito nel 2020-21, può concretizzarsi oggi pomeriggio. Il club, con la triade Boban-Maldini-Giampaolo al vertice della parte sportiva, è arrivato al dunque, con Boban al timone politico, sulla vicenda del mancato rispetto del fair-play finanziario. È atteso a Nyon l’annuncio della decisione sull’ipotesi di accordo con l’Uefa (il settlement non agreement, un patteggiamento "irrituale" fuori dal perimetro fin qui consueto), presentata ieri in Svizzera dai legali della società per sanare una posizione che rischia di condizionare anche il mercato e la prossima stagione sportiva.

C’è ancora suspence. L’Uefa puntualizza: «Il Club financial control body è un organo indipendente: in questa fase ogni decisione può essere presa soltanto da Cfcb, Milan e Tas».

La strada tracciata è la possibile esclusione del Milan dall’Europa League, per la quale Gattuso si era qualificato col quinto posto, a 1 punto da Atalanta e Inter: gli subentrerebbe nella fase a gironi la Roma, sesta, mentre il Torino, settimo, verrebbe ammesso ai preliminari. Questo esito è legato alla formula della decisione del Cfcb (che può anche chiedere un supplemento di documentazione): non una rinuncia del Milan, che comporterebbe il mancato subentro di una squadra italiana, ma una sanzione imposta. La previsione è appunto l’anno di esilio dalle coppe, più una multa (dai 5 milioni di euro in su), più l’eventuale limitazione della rosa nelle future edizioni.

L’obiettivo è di spostare dal 2021 al 2022 l’obbligo del pareggio in bilancio e di cumulare i due dossier aperti, sia quello al Tas di Losanna per il ricorso contro la sanzione (l’obbligo del pareggio al 2021) per il triennio 2014-17 sia quello alla camera giudicante per il triennio 2015-18.

Il Cfcb aveva rinviato la sentenza a dopo la decisione del Tas. Ma Losanna, in caso di accordo tra club e Uefa, dovrebbe a quel punto soltanto ratificare l’accordo stesso col cosiddetto consent award. Il nodo bilancio è cruciale: il 30 giugno il Milan rischia un deficit di 110 milioni. Spera di ridurlo con una plusvalenza (Donnarumma al Psg del neo ds Leonardo per 55 milioni), col taglio del monte ingaggi (25 milioni) e col tetto degli stipendi (2,5 milioni netti l’anno).

Al doppio contenzioso svizzero, eredità di Fininvest e Yonghong Li, rischia di aggiungersi lo spettro della causa ventilata in Lussemburgo nel 2018 dal misterioso ex proprietario cinese contro il fondo Elliott, che gli subentrò per il mancato pagamento di un debito di 32 milioni: il caso si starebbe riaffacciando, con richiesta di indennizzo. Lunedì Berlusconi, attribuendo il mancato ingaggio di Giampaolo nel 2016 alla bocciatura della cordata cinese all’epoca vincente (rappresentata da Nicholas Gancikoff), ha riacceso i riflettori sulla fase oscura pre-Li, contrassegnata poi dai no a Rybolovlev, padrone del Monaco, a due gruppi arabi e agli americani Ricketts e Commisso, neoproprietario della Fiorentina. Ombre di un passato prossimo che perseguita il Milan.

la Repubblica

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Milan, verso accordo con Uefa: niente Europa League in cambio di più tempo per raggiungere pareggio di bilancio

Crescono le indiscrezioni che raccontano di un accordo in vista tra il Milan e l’Uefa che, in qualche modo, dovrebbe chiudere la complicatissima controversia sul fair play finanziario. Lo scenario che prende forza è quello di un compromesso che vedrebbe il Milan rinunciare alla Coppa conquistata sul campo in cambio di più tempo per raggiungere il pareggio di bilancio (al momento nella condanna Uefa fissato al 2021).

Perché al Milan conviene un accordo

Come si sa, la Camera giudicante dell’Uefa ha deciso di sospendere il giudizio sul Milan per le violazioni delle norme del fair play finanziario nel triennio 2015-2018 per attendere la decisione del Tas sulle violazioni del triennio precedente. Il Tas però non ha fissato udienze fino al 14 agosto con il caso Milan.Il che ha lasciato il tempo per continuare nel lavoro diplomatico. Il caso era molto complicato: il peccato originale è stato quello di non raggiungere prima un compromesso che avrebbe consentito di studiare un piano di rientro, pur con tutte le restrizioni e i paletti che questo comporta, ma sanare definitivamente il pregresso (come accaduto a Inter e Roma). In assenza di un accordo simile, il Milan continua a essere sotto osservazione triennio per triennio: quindi per il ‘14-’17 si è rivolto al Tas dopo la condanna a 12 milioni di multa e all’esclusione dalle Coppe nel 2021 in caso di mancato pareggio di bilancio, per il ‘15-’18 è appunto in attesa di giudizio, ma, continuando così, sarà sanzionato di nuovo per il ‘16-’19 visto che anche nel bilancio in chiusura a giugno non rispetta la regola del pareggio di bilancio. In sostanza, viene punito più volte per gli stessi esercizi. Perché non si è raggiunto un settlement (unico caso)? Perché quando il Milan lo ha chiesto il proprietario era l’oscuro mr Li e la Uefa non si fidava delle sue garanzie, mentre quando il proprietario è diventato Elliott non si poteva più perché il club era già sotto sanzione. Alcuni consulenti avevano suggerito di tentare un compresso ma non si riuscì. Comunque, ora il Milan si trova nella situazione di rischiare una «somma di sanzioni». Ecco perché vorrebbe raggiungere un accordo con l’Uefa «omnicomprensivo». Un lavoro diplomatico è partito ed è ancora in corso, naturalmente dentro le regole consentite. E appunto sembra si arriverà al risultato in tempi brevissimi.

Perché all’Uefa conviene un accordo

Il compromesso non dispiacerebbe neanche ai vertici Uefa che hanno capito come il fairplay finanziario, nato per sanare i conti dei club, è diventato un diabolico sistema che tiene lontani gli investimenti e cristallizza i rapporti di forza in atto. Il caso City sarà già particolarmente complicato da gestire, risolvere quello del Milan aiuterebbe. Gli strumenti giuridici per un «patteggiamento» non mancano. Se le due parti raggiungono un accordo (consent award), il Tas (Tribunale arbitrale) non ha alcuna discrezionalità: deve limitarsi a certificarlo. E la Camera giudicante potrebbe a quel punto decidere di sanzionare il Milan in linea con quell’accordo. Quale potrebbe essere? Un anno di esclusione dalle Coppe e più tempo per raggiungere il pareggio di bilancio. In questo caso, il Milan rinuncerebbe a giocare l’Europa League, ma potrebbe mettere fine alla spirale di sanzioni, stabilendo un percorso di rientro. In Europa a quel punto andrebbe il Torino e la Roma potrebbe essere ammessa direttamente ai gironi, saltando i preliminari.

corriere.it

 

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La Uefa non decide sul Fair Play Finanziario: Milan ancora salvato, si aspetta il TAS

L’Uefa decide di non decidere. E aspetta il parere del Tas. Continua l’attesa, quindi, in casa Milan per la questione legata alla possibile sanzione e conseguente esclusione dalla Europa League 2019/2020 per il mancato raggiungimento del pareggio di bilancio nel triennio 2016-2017-2018. In sostanza, l’Organo di controllo dell’Uefa ha scelto di sospendere ogni decisione in attesa della sentenza del Tas su un precedente appello del Milan contro la sanzione che prevedeva il pareggio del bilancio entro il 2021, con pene come l’esclusione dalle coppe europee, una multa da 12 milioni di euro e la limitazione della rosa nelle coppe europee a 21 giocatori (come era già capitato precedentemente all’Inter). Se il Tas dovesse reputare inadeguata la decisione dell’Uefa e quindi dare ragione al Milan, allora la Camera Giudicante (il primo organo dell’Uefa addetto alla decisione sulla questione) sarebbe chiamata in causa per decidere su entrambi i trienni tenuti sotto osservazione: quello del precedente ricorso (2015-2016-2017) e quello attuale, 2016-2017-2018. 

Restano ancora sconosciute le date della pronuncia del TAS. Di seguito, il comunicato dell’Uefa:

Il CFCB, UEFA Club Financial Control Body Adjudicatory Chamber ha sospeso i procedimenti contro l'AC Milan, in merito al mancato rispetto dei requisiti del break-even durante l'attuale periodo monitorato nella stagione 2018/19 che copre i periodi di segnalazione che terminano nel 2016, 2017 e 2018.
La sospensione del procedimento rimarrà in vigore fino a dopo l'emissione dei procedimenti CAS in corso relativi alla sanzione imposta al club per non aver rispettato il requisito di pareggio per i periodi segnalati che terminano nel 2015, 2016 e 2017.

gianlucadimarzio.com

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La FIGC approva il nuovo Codice: tre astenuti, Lotito vota contro l’articolo 142

Un solo voto contrario, quello di Claudio Lotito. Tre astenuti: Miccichè, Marotta e Balata. E così il codice di giustizia sportiva della Federcalcio supera il colle del consiglio federale e viaggia verso il Coni, che dovrà approvarlo nella giunta dell’11 giugno. Ma se nel secondo caso l’astensione dei due presidenti delle leghe e del dirigente interista diventerà sostanzialmente un sì quando fra lunedì sera e martedì mattina il testo potrebbe essere integrato da “piccoli ritocchi” (parole del presidente federale Gabriele Gravina) suggeriti dai club, il no del presidente della Lazio ha invece una ragione certificata anche dal comunicato finale, che parla di un “dissenso manifestato esclusivamente sull’articolo 142”. E che cosa dice questo articolo 142? Riguarda le disposizioni transitorie. “Quando lo leggerete capirete il perché”, dice Gravina. E allora leggiamocelo questo articolo. Al comma quattro viene scritto che “con l’entrata in vigore del presente Codice gli organi del sistema della giustizia sportiva permangono nello stesso ruolo e con le medesime cariche”. Quindi le norme cambiano, gli uomini almeno per il momento restano anche se il ricambio sarà presto all’ordine del giorno. C’è però una deroga, che riguarda la Corte federale di appello. Il nome dell’organo non cambierà, ma la sua “riorganizzazione” con una netta distinzione fra ruoli “consultivi” e ”giudicanti” porta a una sostituzione immediata: “Il Presidente, i Presidenti di sezione, i componenti delle sezioni giudicanti nonché componenti della sezione consultiva decadono dall’incarico all’atto della approvazione del Codice e permangono nelle funzioni sono alle nuove nomine adottate dal Consiglio federale”. In sintesi: al primo consiglio federale dopo il passaggio al Coni, si cambierà. “È una norma scritta male”, avrebbe detto Lotito per motivare la sua contrarietà. Una diversa lettura del suo dissenso porta ai rapporti ravvicinati del presidente della Lazio con Sergio Santoro, il presidente attuale (che si era comunque astenuto dal giudizio sul Palermo perché indagato in una vicenda giudiziaria), che quindi decadrà automaticamente. Che il rinnovo della Corte federale d’appello fosse un obiettivo per l’attuale gruppo dirigente della Figc lo dice anche un’altra vicenda, quella del playout prima abolito e poi ripristinato con la Salernitana inizialmente salvata e poi risucchiata nel rischio retrocessione. Per sbrogliare la matassa giuridica, la Federcalcio aveva deciso di chiedere un parere al Collegio di garanzia dello sport e non al suo organo consultivo. Visto il rischio che quel parere avrebbe potuto darlo lo stesso organo chiamato poi a giudicare. Per il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli l’approvazione del Codice è una grande svolta: «Senza forzare, un paragone mi sovviene, è il giorno della liberazione. È il tempo dell’autonomia, delle regole, della fine dell’epoca Fra’ ce penso io”. Quanto al Codice, Gravina lo presenta come strumento per “una giustizia veloce, efficiente, con la G maiuscola, moderno e al passo con i tempi”. Il vicepresidente Cosimo Sibilia aggiunge che “non c’è stata nessuna invadenza politica”. Fra le novità: l’accorciamento dei tempi (la procura federale dovrà iscrivere la notizia di illecito nell’apposito registro entro un mese), un maggiore garantismo, il tramonto praticamente definitivo della responsabilità oggettiva. Su questo punto, ha detto Giancarlo Viglione, il legale che ha lavorato sul testo, la novità è storica: se la società dimostrerà di aver fatto tutte le cose per bene nel suo modello di organizzazione, gestione e controllo approvato dalla Figc, la sua responsabilità potrà essere esclusa anche totalmente. Infine giro di vite non solo sui comportamenti violenti e irriguardosi verso gli arbitri: pure lo sputo rientrerà in queste condotte.

gazzetta.it

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Serie B, 20 punti di penalizzazione al Palermo: playout tra Salernitana e Venezia, Foggia in C

Il Palermo rimane in Serie B. Questo è quanto ha deciso la Corte d’appello della Federcalcio che ha inflitto venti punti di penalizzazione alla squadra rosanero che dunque finisce il proprio campionato a 43 punti, più cinque sulla zona playout occupata da Venezia e Salernitana. Retrocede quindi il Foggia in Serie C. La Corte, presieduta da Luigi Caso, ha dunque deciso di ammorbidire la sentenza del Tribunale federale nazionale che, in primo grado, aveva confermato la richiesta della Procura Federale spedendo il Palermo in Serie C. Sportface.it

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Ennesimo ribaltone Serie B, Collegio di Garanzia: si giochi il playout tra Foggia e Salernitana

La Sezione Consultiva del Collegio di Garanzia dello Sport, composta da Giuseppe Albenzio – Presidente e Relatore -, Barbara Agostinis, Pierpaolo Bagnasco, Giovanni Bruno e Marcello Molè – componenti -, in merito al quesito avanzato – ai sensi dell’art. 12 bis, comma 5, dello Statuto del CONI e dell’art. 56, comma 3, del Codice della Giustizia Sportiva – dal Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC), per il tramite del Segretario Generale del CONI, Carlo Mornati -, relativo ai play-out del campionato di Serie B stagione 2018/2019, ha emesso il seguente parere (che afferma la necessità di effettuare il play-out tra Salernitana e Foggia, ndr):

"…l’applicazione del regolamento FIGC, di cui al C.U. n. 50 del 20 agosto 2018, determina, anche nel caso di sopravvenienza di una retrocessione all’ultimo posto in classifica per illecito amministrativo, lo scorrimento della graduatoria del campionato e, pertanto, la
necessità di disputare i c.d. play-out sulla base dell’assetto finale della classifica.
Conforta questa convinzione la considerazione delle seguenti circostanze:
a) la sanzione comminata alla US Città di Palermo Spa è di “retrocessione all’ultimo posto delCampionato di Serie B della stagione sportiva in corso 2018/2019”, non di retrocessione direttamente nella serie inferiore, quindi con modifica della classifica finale (mediante
scorrimento) della stagione sportiva ritenuta – correttamente – ancora in corso;
b) le disposizioni regolamentari di cui al Comunicato n. 50/2018 parlano di “squadre classificate”, senza ulteriori specificazioni o esclusioni, quindi non possono che riferirsi alla classifica finale come determinata sia dai risultati conseguiti sul campo sia da quelli
eventualmente corretti in seguito a vicende disciplinari (o di altro genere, quali il ritiro, il fallimento, ecc.), senza che possa legittimamente escludersi l’incidenza di questi ultimi, in mancanza di ogni riferimento normativo ad hoc;
c) nel senso ritenuto corretto da questo Collegio risulta si sia già determinata la Federazione, applicando il criterio dello scorrimento della graduatoria, in esecuzione del provvedimento disciplinare di retrocessione del Palermo dal terzo all’ultimo posto della classifica, e
ammettendo alla disputa dei play-off per la promozione in Serie A la squadra A.C. Perugia Calcio, ancorché non in posizione utile di classifica prima della retrocessione del Palermo.

3. In conclusione, al quesito posto dalla FIGC si può rispondere nei seguenti termini: In corretta esecuzione della delibera di cui al Comunicato Ufficiale n. 50 del 20 agosto 2018, i play-out per l’individuazione della quarta squadra retrocessa nel Campionato di Serie C, al  termine del Campionato 2018/2019 di Serie BKT, devono essere effettuati e devono svolgersi fra la quart’ultima e la quint’ultima squadra collocate in graduatoria dopo la retrocessione all’ultimo posto del Palermo, cioè fra il Foggia (prima terz’ultima e ora quart’ultima, con 37 punti) e la Salernitana (prima quart’ultima e ora quint’ultima, con 38 punti), in presenza di un distacco fra le due che non supera i quattro punti.

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Ricorso Palermo: si astiene presidente, la Corte d’Appello rinviata al 29 Maggio

Un girone dantesco quello che riguarda la giustzia sportiva relativa ai misfatti dei club appartenenti alla serie B, violazioni alle quali spesso i tribunali sportivi non hanno saputo dare giuste risposte. Oggi era in programma l'udienza della Corte Sportiva D'Appello su istanza del Palermo avverso la retrocessione in Lega Pro decisa dal Tribunale Federale. Appena iniziato il dibattimento però il colpo di scena, il presidente Sergio Santoro, riferendosi ad un articolo apparso su un giornale siciliano relativo ad un’inchiesta penale che vedrebbe un suo coinvolgimento, ha dichiarato di non sentirsi sereno e ha abbandonato la seduta. Senza il presidente è venuto meno il numero legale del collegio giudicante  e la seduta è stata rinviata a mercoledì 29 maggio, 24 ore dopo che il TAR si pronuncerà sul ricorso del Foggia sulla decisione  del Collegio Direttivo della Lega di B di eliminare i playout, TAR che oggi intanto ha sospeso l'esecutività della decisione del suddetto Collegio (leggi:http:// http://www.laziofamily.it/editoriale/sport-e-news-dal-mondo/58722/caos-serie-b-il-tar-da-ragione-al-foggia-sospesa-la-delibera-che-ha-annullato-i-playout). Non c'è pace quindi, almeno fino al 28 Maggio le squadre potenzialmente coinvolte nella zona retrocessione (Palermo, Venezia, Salernitana e Foggia). A decidere più che il campo saranno cavilli e interpretazioni giuridiche. 

COME FUNZIONANO I PLAYOUT?
Sono retrocesse direttamente in Lega Pro le tre squadre ultime classificate, la quarta viene individuata da due gare, di andata e ritorno, fra la quart’ultima e la quint’ultima se non hanno più di quattro punti di distacco. In questo caso retrocede direttamente anche la quartultima classifica, senza la disputa dei playout. In caso di parità dopo i 180′ il regolamento ricalca quello della finale playoff.

laziofamily.it