Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Tamponi Lazio, Collegio di Garanzia: si va verso accoglimento del ricorso con rinvio

E’ iniziata alle 15 l’Udienza presso il Collegio di Garanzia a Sezioni Unite che doveva discutere il ricorso del presidente della Lazio, Lotito, dei due medici Pulcini e Rodia avverso la squalifica di 12 mesi per violazioni del protocollo CoVid Figc. In attesa del dispositivo, sembra che l’organo presieduto da Franco Frattini sia orientato ad accogliere il ricorso con rinvio alla Corte d’Appello Nazionale della Figc. In sostanza, i togati del Foro Italico riterrebbero l’entità delle sanzioni troppi pesanti per le condotte rilevate, quindi l’organo di II grado della Figc – ovviamente in composizione diversa da quella che ha inflitto 12 mesi ai tre imputati, confermando le pene ai medici e alzando da 7 a 12 mesi la sanzione al presidente Lotito – una volta ricevute le carte dal Collegio di Garanzia, dovrebbero formulare una nuova pronuncia, attenendosi strettamente a quanto indicato dal Collegio, ovvero rimodulando la pena verso il basso. Se così fosse, a questo punto è probabile che Lotito possa scontare una pena inferiore agli 8 mesi e 15 gg che gli consentirebbe di non decadere dalle cariche federali. Gianluca La Penna radiosei/laziofamily

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Caso tamponi, dibattito chiuso: sentenza in serata

Si è consumata nel pomeriggio, presso il Collegio di garanzia a sezioni unite, presieduto da Franco Frattini, la doppia udienza relativa al caso tamponi per il ricorso presentato dalla Lazio e dal suo presidente, Claudio Lotito, contro la Procura federale della Figc e per quello dei medici del club, Ivo Pulcini e Fabio Rodia. Il ricorso chiedeva la revisione della sentenza emessa dalla Corte d’appello federale che aveva comminato 12 mesi di inibizione al presidente e 200 mila euro di multa alla società. Circa un’ora e mezza di dibattito. “Contestiamo il fondamento logico-giuridico espressamente formulato dalla sentenza della Corte d’appello federale – ha dichiarato l’avvocato Romano Vaccarella, legale di Lotito – A fronte di un tampone positivo contro tre tamponi negativi e l’esame sierologico, doveva essere Lotito a dire a Immobile di chiudersi in casa? Ma dove è la responsabilità?”.

Per la Figc, rappresentata dall’avvocato Viglione, la situazione rimane chiara: “Tutte le condotte di Lotito ci sono e sono rimaste senza risposta. Come possiamo dire che il presidente Lotito non abbia ‘influito’ nelle attività? C’è stata influenza: il calcio e la Figc, che non è strabica, sono ripartiti grazie ai protocolli, mentre qui è evidente che le regole non sono state rispettate”. La Procura generale dello sport, rappresentata dall’avvocato Marco Ieradi, è dello stesso parere: “Sul mero dubbio di positività si deve attuare il protocollo a difesa del giocatore e delle persone a lui vicine. La sensazione è che si stia chiedendo la rideterminazione della pena, ma non si può. La salute é primaria, riteniamo che oggi non sia consentito il riesame e quindi la Procura propende per l’infondatezza dei ricorsi”. Franco Frattini, presidente del Collegio, ha chiuso il dibattimento annunciando il dispositivo della sentenza “in serata”. Corrieredellosport.it

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Tamponi, ultimo round giustizia sportiva: il Collegio del Coni discute il ricorso di Lotito. Rischio decadenza

Ultimo round, almeno per la giustizia sportiva, sul caso Lazio-Lotito-tamponi. L’appuntamento è fissato per domani nel salone d’onore del Coni dove si riunirà il Collegio di garanzia a Sezioni Riunite. Si discuteranno i ricorsi di Claudio Lotito (contro l’inibizione di 12 mesi), della Lazio (per la multa di 200mila euro) e dei due medici biancocelesti Fabio Rodia e Ivo Pulcini (anche loro inibiti per un anno). Tutte decisioni firmate dalla Corte d’Appello della Figc a fine aprile. Relative all’arcinota vicenda della mancata segnalazione dei casi Covid alle autorità sanitarie locali e il mancato isolamento dei soggetti fino all’impiego di un calciatore che era stato trovato positivo in uno dei controlli. In ballo c’è soprattutto la posizione del presidente della Lazio. La squalifica di primo grado, i sette mesi di inibizione decisi dal Tribunale federale, non avrebbe fatto scattare l’automatica decadenza dal consiglio federale in cui è stato eletto in quota Lega A.

La situazione si è capovolta in secondo grado perché con i 12 mesi (molto vicini alla richiesta iniziale della procura federale di 13 mesi e 10 giorni) decisi dalla Corte d’Appello Federale, Lotito scavalca il tetto massimo, appunto di 12 mesi, nell’arco temporale di 10 anni, oltre il quale è prevista la decadenza (e ci sarebbero dubbi anche sulla possibile rieleggibilità nel prossimo turno elettorale, quello di inizio 2025). I giudici del primo grado avevano sostanzialmente scaricato gran parte della responsabilità sui medici, quelli di secondo hanno rilevato la “inescusabile responsabilità” del numero uno biancoceleste, scrivendo che “fu certamente consapevole dell’allarmante situazione verificatasi” e che “se il presidente si fosse tempestivamente attivato gli illeciti non si sarebbero verificati”. Lotito cercherà, invece, di dimostrare la limitatezza dei poteri del presidente nel contesto sanitario. Quanto alla responsabilità oggettiva, già in sede di procura federale, impostazione confermata dai giudici sportivi, era stata esclusa la possibilità di una penalizzazione in termini di punti proprio considerando la squadra del tutto priva di responsabilità nella vicenda. D’altronde l’assenza di una giurisprudenza specifica sul tema delle nuove norme anti Covid, salvo poche eccezioni su alcuni casi più limitati in termini di responsabilità degli incolpati, ha portato i giudici federali a scrivere quella che è una sorta di prima volta. Fra questi casi “minori” ce n’è anche uno che riguarda la Lazio. Proprio per una questione di tamponi (in quel caso un ritardo nell’effettuazione dei test), Lotito, i medici biancocelesti e la Lazio patteggiarono una sanzione minima. Ma proprio l’aver concordato quella multa per i giudici è la dimostrazione del ruolo del presidente anche nell’ambito della vigilanza per il rispetto delle norme anti Covid, sportive e non.

Il collegio sarà presieduto dal presidente Franco Frattini, la relazione sulla posizione di Lotito sarà affidata al professor Attilio Zimatore, mentre quella sui medici alla professoressa Laura Santoro. Nel collegio ci saranno pure il professor Vito Branca e il consigliere Alfonso Celotto. Per la difesa della Lazio, ci sarà pure l’ex giudice costituzionale Romano Vaccarella, che era già entrato anche nel capitolo del rinvio di Lazio-Torino con un “parere” allegato dal club biancoceleste per contestare la legittimità dello spostamento della partita. Romano Vaccarella ha “affrontato” la Federcalcio di recente in occasione del ricorso al Consiglio di Stato del Chievo, respinto anche in sede amministrativa. Sarà invece Gian Michele Gentile il legale che difenderà i medici. La Federcalcio sarà rappresentata dall’avvocato Giancarlo Viglione. Il collegio di garanzia dello sport non interverrà comunque sul merito ma su “errate applicazioni normative” o “vizi procedurali”. Potrebbe dunque respingere i ricorsi, chiedere di riformulare le sanzioni alla Corte d’Appello federale o addirittura annullare la sentenza. Gazzetta.it

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Lazio-Torino del 2 marzo 2020: Figc archivia fascicolo su operato club granata che non si presentò all’Olimpico

"Si comunica che le indagini relative al procedimento in oggetto sono concluse e che, allo stato, non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare. Pertanto, con provvedimento a parte e previa condivisione dello stesso da parte della Procura Generale dello Sport, è stata disposta l’archiviazione del procedimento stesso". Con questa comunicazione (datata 22 luglio, ndr) – da poco ricevuta dal Torino FC e inviata per conoscenza immediata anche alla Figc, alla Lega Calcio e al Procuratore Generale dello Sport Ugo Taucer – il Procuratore federale Giuseppe Chiné ha escluso ogni responsabilità da parte del club granata in merito alla spinosa vicenda della partita Lazio-Torino, rinviata per impossibilità a disputarsi lo scorso 2 marzo, e quindi recuperata il 18 maggio quando il risultato di 0-0 garantì al Torino la salvezza con una giornata d'anticipo sulla fine del campionato. La squadra allora di Nicola non poté muoversi da Torino a causa di un focolaio Covid reso ancora più allarmante dalla variante inglese, ma la Lazio si presentò comunque in campo attendendo invano gli avversari e auspicando una vittoria a tavolino. In seguito ebbe luogo una lunga e complessa disputa giuridica, tra appelli e ricorsi, che alla fine vide sì il rigetto del ricorso biancoceleste, ma anche una reprimenda – tra le righe del dispositivo della Corte Sportiva d'Appello, in quei giorni ancora presieduta da Piero Sandulli, amico dichiarato di Lotito – per la condotta del Torino, sul conto del quale venivano insinuati sospetti di scarsa chiarezza e lealtà sportiva; insomma, galleggiava l'ipotesi – pur non suffragata da fatti e prove, tanto che la partita si dovette poi recuperare – che la società di Cairo avesse comunque marciato sopra le disposizioni e soprattutto le tempistiche dell'Asl 1 di Torino, agendo sul filo delle ore in merito all'inizio e alla fine dell'isolamento del gruppo squadra proprio per evitare di giocare un match molto importante per la salvezza in condizioni di insostenibile inferiorità di uomini e di mezzi. Come inevitabile conseguenza ai dubbi esplicitati da Sandulli scattò così un'inchiesta della Procura Federale, per appurare l'effettiva probità della condotta granata. Inchiesta che oggi è stata appunto archiviata, sancendo un'ulteriore e si spera ultima vittoria legale per il Torino (difeso in questi procedimenti dall'ottimo avvocato Eduardo Chiacchio) nei confronti della Lazio.
Accertamenti in ordine al comportamento della Società Torino F.C. S.p.A. evidenziato dalla 1a Sezione della Corte Sportiva di Appello Nazionale con decisione n. 132/CSA del 30/03/2021. Iscritto nel registro dei procedimenti della Procura Federale in data 01/04/2021 al n. 642pf20-21 Ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 122 del vigente C.G.S., si comunica che le indagini relative al procedimento in oggetto sono concluse e che, allo stato, non sono emerse fattispecie di rilievo disciplinare. Pertanto, con provvedimento a parte e previa condivisione dello stesso da parte della Procura Generale dello Sport, è stata disposta l’archiviazione del procedimento stesso.

tuttosport.com

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Oggi Gravina firma la grazia per Signori: può tornare a lavorare nel calcio

Oggi Gabriele Gravina firma la grazia per Beppe Signori, 53 anni e lo riabilita, reintegrandolo nel calcio, il mondo dal quale era stato ingiustamente radiato in seguito al presunto coinvolgimento nello scandalo scommesse. Tutto presunto e assolutamente falso, come hanno accertato i tribunali di Piacenza, il 23 febbraio scorso e di Modena il 30 marzo scorso che, per due volte, l’hanno assolto dalle accuse di frode sportiva e associazione a delinquere per non avere commesso il fatto. Ci sono voluti dieci anni, decine e decine di udienze, migliaia di pagine di atti processuali raccolti in 80 faldoni perché la verità venisse a galla. Dieci anni d’inferno, vissuti da uno dei più grandi bomber degli ultimi trent’anni: 188 gol in Serie A, vicecampione del mondo con la Nazionale nel ’94 (in azzurro 28 presenze e 7 gol); bandiera della Lazio con la cui maglia ha segnato 127 gol e ha vinto per tre volte la classifica dei cannonieri. Soltanto la forza d’animo dell’ex giocatore, la tenacia e la determinazione dell’avvocata Patrizia Brandi che, sin dall’inizio, ha creduto all’innocenza di Signori, hanno consentito a quest’ultimo di tenere duro sino a quando ha ottenuto giustizia.

Il 13 aprile scorso, Marco Bo ha raccontato su Tuttosport la kafkiana vicenda di cui l’ex attaccante è stato vittima: “Signori, il colpevole innocente”, così avevamo titolato la storia di un incubo. Ha confidato Brandi a Bo: «Non potrò mai scordare la luce negli occhi di Beppe quando il giudice lo ha assolto». Oggi il presidente della Figc compie un atto di giustizia, riparando a un macroscopico errore compiuto dall’ordinamento sportivo che, il 9 agosto 2011, incurante dell’inchiesta penale avviata da soli due mesi, sentenziò la colpevolezza di Signori comminandogli cinque anni di squalifica con preclusione da qualsiasi categoria o rango della federcalcio. La pena venne confermata il 26 aprile 2012. Nessuno potrà mai restituire a Signori i dieci anni peggiori della sua vita che cominciarono quel 1° giugno 2011, quando finì agli arresti domiciliari, revocati due settimane più tardi. Per non dire della carriera di opinionista intrapresa sui canali Rai, Mediaset e troncata dalle traversie giudiziarie. Ma ora, Beppe che aveva conseguito la qualifica di allenatore e direttore sportivo, può tornare a vivere nel suo mondo. A testa alta, lui che non l’ha mai abbassata. Tuttosport.com

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Lazio-Torino si gioca, respinto ultimo ricorso

Le Sezioni Unite respingono il ricorso della Lazio contro il Torino. Sì è chiusa, davanti al Collegio di Garanzia dello Sport presieduto da Franco Frattini, l'udienza di terzo grado sulla mancata disputa di Lazio-Torino del 2 marzo scorso a causa dell'impossibilità della formazione granata di presenziare all'evento sportivo a seguito di diverse positività al Covid-19. Il club granata, rappresentato dall'avvocato Eduardo Chiacchio, chiedeva di giocare il match il 18 maggio, come stabilito dalla Lega di Serie A. La Lazio, rappresentata dall'avvocato Gian Michele Gentile, chiedeva invece la vittoria per 3-0 a tavolino. La Lega di Serie A aveva già calendarizzato il match, in programma il 18 maggio, quale unico slot possibile. Il reclamo della Lazio si fondava sul fatto che la quarantena era stata definita in "almeno sette giorni" e porta la data del 23 febbraio. Dunque sarebbe scaduta alla mezzanotte di lunedì 1 marzo e il giorno successivo il Torino (con 17 giocatori disponibili più i Primavera) si trovava nelle condizioni di partire e giocare a Roma, raccogliendo l'invito della Lega.

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Lazio-Torino, Lotito all’ultimo assalto: oggi la sentenza definitiva

È il giorno della verità, oggi si alle 14 il Collegio di Garanzia del CONI presieduto da Franco Frattini prenderà in esame, in terzo grado, il ricorso della Lazio per la mancata disputa del match con il Torinodello scorso due marzo. I biancocelesti, come nei precedenti gradi, chiedono il 3-0 a tavolino basandosi sulla durata dei sette giorni di quarantena di un club con positivi che sarebbe scaduta alla mezzanotte del primo marzo, sulla natura di “atto illegittimo” delle comunicazioni delle ASL piemontesi e sul parere del noto costituzionalista prof. Vaccarella circa i rapporti tra ordinamento sportivo e statale. I granata, dal canto loro, rispondono invece con un parere sul tema dell’ex ministro e giudice della Corte Costituzionale Sabino Cassese provando ad ottenere l’ok definitivo per la disputa del match il prossimo 18 maggio , dopo l’avello della Lega di qualche settimana fa. Appuntamento fissato per le ore 14, Lazio e Torino sono pronte ad aprire un nuovo capitolo della loro storia. Lo riporta Il Corriere dello Sport. Laziopress.it

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Processo tamponi, Corte d’Appello inasprisce pena: 12 mesi di squalifica a Lotito

Arrivata la sentenza della Corte d’Appello della Figc sul caso tamponi Lazio. Inflitti 12 mesi di squalifica al presidente della Lazio, Claudio Lotito. Prima del verdetto era stato inibito per 7 mesi. Sanzione aumentata da parte del presidente Torsello. I legali biancocelesti puntavano all’assoluzione. Pena inasprita, il Tribunale federale aveva emesso la sentenza con sette mesi di inibizione a Lotito, 12 ai medici sociali Rodia e Pulcini, e 150 mila euro di multa alla Lazio. Ad oggi invece, il dispositivo parla chiaro: "Accoglie in parte il reclamo numero RG 134/CFA/2020-2021 proposto dalla Procura Federale e, per l’effetto, ridetermina in mesi 12 la sanzione dell’inibizione al Sig. Lotito Claudio ed in € 200.000,00, (Euro duecentomila/00) l’ammenda a carico della società S.S. Lazio S.p.A.; conferma nel resto. Respinge il reclamo numero RG 140/CFA/2020-2021 proposto dalla S.S. Lazio S.p.A. e dai Sigg.ri Lotito Claudio, Pulcini Ivo e Rodia Fabio".

DISPOSITIVO

preliminarmente riuniti i reclami in epigrafe:

– accoglie in parte il reclamo numero RG 134/CFA/2020-2021 proposto dalla Procura Federale e, per l’effetto, ridetermina in mesi 12 la sanzione dell’inibizione al Sig. Lotito Claudio ed in € 200.000,00, (Euro duecentomila/00) l’ammenda a carico della società S.S. Lazio S.p.A.; conferma nel resto.

– respinge il reclamo numero RG 140/CFA/2020-2021 proposto dalla S.S. Lazio S.p.A. e dai Sigg.ri Lotito Claudio, Pulcini Ivo e Rodia Fabio. Dispone la comunicazione alle parti, presso i difensori con PEC.

IL RELATORE
f.to Maurizio Fumo

IL PRESIDENTE
f.to Mario Luigi Torsello

Depositato il 30 aprile 2021

IL SEGRETARIO
f.to Fabio Pesce

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Processo Tamponi, discussione davanti la Corte d’Appello terminata: la sentenza potrebbe arrivare già stasera

Udienza tamponi, discussione del secondo grado di giudizio davanti la Corte d'Appello terminata dopo un'ora di dibattimento. La Lazio, ribandendo la propria memoria difensiva, si è concentrata sull'assenza di responsabilità da parte del presidente Claudio Lotito condannato in primo grado a 7 mesi di inibizione per "omesso controllo" nella gestione delle positività e di conseguenza delle comunicazioni formali alle Autorità Sanitarie competenti. La Procura Federale, che in primo grado aveva chiesto l'inibizione di 12 mesi, ha insistito nelle sue richieste. Già in serata potrebbe arrivare la sentenza.

 

Categorie
GIUSTIZIA SPORTIVA

Tamponi, oggi la sentenza della Corte d’Appello: inasprimento o riduzione?

Come riportato da La Repubblica, continua il processo tamponi. E’ previsto per oggi, da remoto, l’incontro tra Procura Federale e la Lazio alla Corte d’appello. Chinè chiederà un inasprimento della pena, stabilita in primo grado, per Lotito e i medici della società biancoceleste. L’accusa è quella di ‘omesso controllo’. L’avvocato della Lazio, Gentile, in una memoria difensiva ha contrastato tutti i punti delle tesi della Procura: si tratta di argomentazioni formali e sostanziali. La paura è che si tratti di una sentenza ‘politica’ per escludere Lotito dal Palazzo: il presidente decadrebbe da ogni carica federale in caso di inibizione, oggi, da 10 mesi e un giorno in su. In quel caso, inevitabile il ricorso all’ultimo grado della giustizia sportiva, cioè il Collegio di garanzia del Coni.laziopress.it