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Espressione blasfema durante Lazio-Milan, Inzaghi indagato per la terza volta

Un’espressione blasfema colta dagli ispettori federali durante Lazio-Milan. Non c’è pace per Simone Inzaghi, tornato sulla panchina dopo 17 giorni di positività al covid: l'allenatore biancoceleste è finito sotto inchiesta per la terza volta in questa stagione.

Così come successo nelle gare contro Sassuolo e Sampdoria, la procura federale ha aperto un fascicolo a carico del tecnico laziale. Nei due casi precedenti, difeso dall’avvocato Sara Agostini, il tecnico aveva patteggiato per una multa.

Iltempo.it

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Lazio-Torino, in attesa del terzo grado di giudizio la Lega fissa il recupero per il 18 maggio

L'incontro tra Lazio e Torino dovrebbe essere recuperato il 18 maggio. Lo ha stabilito un Consiglio di Lega riunitosi nel tardo pomeriggio. La partita, inizialmente in programma lo scorso 2 marzo, era stata rinviata dopo lo stop della Asl di Torino alla squadra granata a causa di alcune positività al Covid-19. La formazione granata non era partita e non si era presentata all'Olimpico. La Lazio però conta ancora di avere il 3-0 a tavolino e non disputare così il match: il 13 maggio il Collegio di Garanzia del Coni dovrà discutere del ricorso del ricorso biancoceleste contro la decisione di non sanzionare i piemontesi con il 3-0 a tavolino. In caso di recupero il 18 maggio, è probabile che il derby tra Roma e Lazio venga anticipato dal 16 al 15 maggio. Corrieredellosport.it

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Lazio-Torino al Collegio di garanzia il 13 maggio

La discussione sul caso di Lazio Torino al Collegio di garanzia a sezioni riunite è stata fissata per il prossimo 13 maggio (ore 14) dal presidente Franco Frattini. Il club biancoceleste aveva presentato ricorso all'organo di garanzia dello sport in merito alla mancata disputa della partita con i granata, inizialmente programmata per il 2 marzo, ma alla quale il Toro non si è presentato per i casi covid nel gruppo squadra. Ansa

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Lazio-Torino, l’avvocato granata: “Il ricorso si poteva evitare. Principi di Juve-Napoli applicabili”

La Lazio ha presentato ricorso al Collegio di garanzia del CONI in merito alla sfida contro il Torino, con le due ipotesi: rigiocare la sfida o 3-0 a tavolino in favore dei biancocelesti. A Radio Punto Nuovo ha parlato l'avvocato dei granata, Eduardo Chiacchio: "Si poteva evitare il terzo grado di giudizio, per evitare di condizionare il calendario nella fase finale. La Lazio ha ritenuto di fare ricorso e noi contesteremo le loro richieste. Nella giustizia in genere bisogna essere molto attenti, saremo pronti a contestare ogni cosa dirà la controparte. Sicuramente è un precedente importante Juve-Napoli. I principi di Juve-Napoli possono essere utilizzabili, ma ci sono particolari un po’ diversi. La sostanza comunque non cambia, anche Lazio-Torino si deve giocare".
Lo stesso avvocato ha proseguito: "Il professore Sandulli è uno dei migliori giudici sportivi, il più equilibrato. Le questioni di Lazio-Torino, hanno messo in discussione alcuni atteggiamenti del Toro, mi auguro che quanto prima possa concludersi questo caso e mi auguro si confermi l’innocenza del club granata. Questo caso è difficile perché è giurisprudenza nuova, con vicende intricate e peculiari legate al covid. Anche in Serie B, la gara dell’Empoli è stata spostata e si giocherà. Reggiana? La Reggiana non ha chiesto il provvedimento delle ASL. Le ASL hanno un potere decisivo. Non avendo posto l’isolamento dei negativi, la Reggiana non ha avuto la possibilità di avere la partita rinviata, per mancanza di forza maggiore. Ormai gli interventi delle ASL sono sempre più frequenti e decisivi". Tuttomercatoweb.com

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Lazio-Torino, ricorso biancoceleste ricevuto dal Coni

Non si ferma la battaglia della Lazio per ottenere il 3-0 a tavolino nel match con il Torino, non disputato il 2 marzo scorso per il mancato arrivo della squadra granata. Il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni ha ricevuto ufficialmente il ricorso del club di Lotito contro il Torino. La società biancoceleste chiede la riforma della sentenza d'appelloche aveva sostanzialmente confermato la decisione del giudice sportivo che aveva deliberato di "non applicare alla società Torino le sanzioni previsti dell'art. 53 NOIF per la mancata disputa della gara con la società Lazio, rimettendo alla Lega Serie A i provvedimenti organizzativi necessari relativi alla disputa della gara". Corrieredellosport.it

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Gasperini, insulti a ispettore antidoping: chiesti 20 giorni di stop

Gian Piero Gasperini è stato deferito con richiesta di 20 giorni di squalifica dal procuratore antidoping Pierfilippo Laviani per aver "insultato un ispettore durante un controllo a sorpresa e inveito contro l'intero sistema antidoping, interrompendo un test in corso su un calciatore dell'Atalanta e obbligando il giocatore ad andare ad allenarsi".

Gasperini rischia di saltare anche la finale di Coppa Italia con la Juve

Il tecnico nerazzurro, che ha violato l'art.3 comma 3 del codice, sarà giudicato dal tribunale nazionale antidoping il 10 maggio prossimo. Nel caso venisse sanzionato, in base alle norme non potrebbe avere contatti con tesserati per tutta la durata della sospensione, saltando anche le ultime tre partite di campionato e la finale di Coppa Italia contro la Juve.

 

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Processo tamponi Lazio: presentato il ricorso

La Lazio non molla sul processo tamponi. Viene presentato il ricorso alla Corte federale presieduta da Mario Luigi Torsello. Il patron Lotito non molla e ha impugnato la sentenza del Tribunale federale che lo vede coinvolto in prima persona: 7 mesi di inibizione per lui, 12 ai medici sociali Pulcini e Rodia. Per il giudice Mastrocola, toccava ai medici, e non al laboratorio analisi, comunicare i nomi dei positivi all’Asl di competenza sui casi dei giocatori riscontrati tra fine ottobre e novembre. Lotito, secondo le motivazioni della sentenza emessa lo scorso 26 marzo, “avrebbe dovuto imporre l’isolamento”. Il presidente dà il via al ricorso: chiede l’assoluzione o come minimo lo sconto. Stesso discorso per i medici. Corrieredellosport.it

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Caso tamponi: le motivazioni della sentenza del Tribunale Federale Nazionale

Dopo il deposito del dispositivo del 26 marzo scorso, pronuncia nella quale il Tribunale Federale Nazionale (TFN), presieduto da Cesare Mastrocola, aveva accolto parzialmente le richieste del procuratore Federale Chinè, condannando Lotito a sette emsi di inibizone, mesi che diventavano 12 per i medici Pulcini e Rodia, oltre ad un'ammena di 150.000 euro, ieri nell'ultimo giorno utile sono scite le motivazioni dell'organo di I grado. Nella decisione, il TFN di fatto allegerisce le responsabilità di Lotito, usando invece la mano decisamente epsante con Rodia e Pulcini.

Questo il documento integrale: http://file:///C:/Users/User/Downloads/sez-disciplinare-decisione-n-132-tfn-del-642021.pdf

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Caso Lazio-Torino, la Procura Federale indaga sui granata

"Il Torino ha tratto profitto dall’Asl. Comportamenti non in linea con i principi di lealtà”. Queste le parole contenute nel verdetto emesso dalla Corte Sportiva d’Appello sul match non giocato tra Lazio e Toro. La battaglia legale non è finita, Lotito pronto ad andare al Collegio di Garanzia. E nel frattempo la Procura Federale indaga sul comportamento dei granata relativamente alle conclusioni tratte da Sandulli.

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“Lazio-Torino si deve giocare” ma la Corte è durissima con il club granata e con la Asl

Respinto il ricorso della Lazio, la partita con il Torino si deve giocare. Ecco il verdetto arrivato dalla Corte Sportiva d'Appello dopo il dibattimento andato in scena ieri.

Nel dispositivo, firmato dal presidente Piero Sandulli, si evidenzia: "Pertanto, correttamente, il Giudice Sportivo si è arrestato di fronte al chiaro disposto dell’ultima nota della ASL di Torino, “la quale il 1° marzo, tempestivamente rispetto all’incontro previsto per il 2 marzo, integrando e chiarendo, seppur a richiesta, la portata del proprio precedente atto del 23 febbraio ha specificato che il provvedimento contumaciale perdurava fino a tutto il 2 marzo 2021”, ritenendo, quindi, che tale atto integrasse il c.d. factum principis, che ha impedito la prestazione da parte della Società F.C. Torino S.p.A. in relazione all’incontro di calcio Lazio-Torino; atto che, lo si ribadisce, non era e non è sindacabile da parte degli organi di giustizia sportiva. Quanto, infine, al secondo motivo di ricorso con il quale la Società reclamante stigmatizza la condotta tenuta nella fattispecie di cui è giudizio dalla Società F.C. Torino S.p.A. che non sarebbe stata improntata ai canoni della lealtà sportiva e della correttezza e che, per ciò solo, giustificherebbe l’applicazione della sanzione di cui all’art. 53 delle NOIF, ovvero la sconfitta per 0-3, questa Corte non può esimersi dall’evidenziare che, in effetti, il provvedimento, a carattere interpretativo, adottato dall’ASL di Torino in data 1 marzo 2021 desta più di una perplessità; ed invero, un atto amministrativo, peraltro con finalità di prevenzione della salute collettiva a fronte della più grave emergenza sanitaria della storia moderna dell’umanità, non può produrre effetti dal giorno successivo alla sua adozione, alla stregua di un atto giudiziario".

Lazio, cosa dice il dispositivo

"Ciò posto, non vi è dubbio che la Società F.C. Torino S.p.A. abbia tratto profitto dal provvedimento adottato dall’autorità sanitaria torinese, peraltro, su richiesta della stessa Società granata. Al proposito, non può che richiamarsi, ancora una volta, il principio secondo il quale “il fine ultimo dell’ordinamento sportivo è quello di valorizzare il merito sportivo, la lealtà, la probità e il sano agonismo”. Tale principio non dovrebbe mai essere vanificato, neppure nella presente situazione di emergenza sanitaria, con comportamenti che, come nel caso della Società F.C. Torino S.p.A., sembrano finalizzati, invece, all’unico fine di ottenere, nelle ipotesi di calciatori risultati positivi al COVID-19, il rinvio della disputa delle gare che potrebbero essere, tranquillamente, disputate, atteso, peraltro, il consistente numero delle rose di calciatori a disposizione delle Società professionistiche. Comportamenti, questi ultimi, improntati ad una sorta di “furbizia” che non sono, in alcun modo, in linea con i principi di lealtà, probità e correttezza che devono, invece, sempre ispirare chi partecipa a competizioni che, sebbene abbiano natura professionistica, riguardano sempre un gioco, o meglio un “giuoco” per ricordare la parola ricompresa nella definizione della Federazione".