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Italia, Mancini: «Chiameremo Balotelli. Voglio vincere l’Europeo»

"Diventare ct è motivo d'orgoglio e la massima aspirazione per ogni allenatore. Poi ci sono momenti in una carriera in cui si prendono delle decisioni: sono tanti anni che alleno, questo era il momento giusto, dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, per fare qualcosa per la Nazionale". Lo ha detto Roberto Mancini durante la conferenza stampa di presentazione come ct della Nazionale. "Giocatori in Italia ce ne sono tanti, anche in momenti che pensiamo difficili, e con qualità – spiega l'ex mister di Lazio, Inter e Zenit – Balotelli? E' un giocatore italiano, ci parleremo e probabilmente lo chiameremo, vorremmo rivederlo come agli Europei con Prandelli. Pirlo? Parleremo con lui, vedremo cosa vorrà fare".

"La Nazionale è importante, la mancata qualificazione al Mondiale è un lutto enorme per tutti noi: sono cose che possono capitare ed è ingiusto dare la colpa all'allenatore" ha detto ancora Mancini che ha firmato con la Figc un biennale da 2 milioni netti a stagione. "Bisogna rispettare i club ed i giocatori, che disputano tante partite. Dovremo cercare di avere una rosa ampia, che ci consenta di far riposare ogni tanto qualcuno. E' poi normale che i club aiutino la Nazionale". "La sfida non è semplice, ma sarebbe un'enorme soddisfazione poter vincere una manifestazione come un Mondiale o un Europeo – aggiunge Mancini – E' difficile che un ct metta d'accordo tutti, in Italia ci sono tanti tifosi ed ognuno la vede a modo proprio. Spero di essere un ct che riporti l'Italia ad una vittoria importante, ed è questo che unirà".Repubblica.it

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Portogallo, Nani spera nel Mondiale: inserito nella lista dei 35 pre-convocati

Ancora una partita e poi sarà tempo, molto probabilmente, di dire addio alla Lazio. L'avventura di Nani a Roma non è andata bene come tutti speravano. Il portoghese, però, potrebbe consolarsi della deludente stagione partecipando al prossimo Mondiale di calcio con la sua Nazionale, sperando di rientrare tra i convocati che prenderanno parte alla spedizione in Russia. Intanto il ct del Portogallo Fernando Santos lo ha inserito nella lista dei 35 pre-convocati, i nomi dei 23 giocatori definitivi verranno rivelati il 17 maggio.

PORTIERI – Anthony Lopes (Lyon), Beto (Goztepe) e Rui Patrício (Sporting)

DIFENSORI – Antunes (Getafe), Bruno Alves (Rangers), Cédric Soares (Southampton), João Cancelo (Inter), José Fonte (Dalian Yifang), Luís Neto (Fenerbahçe), Mário Rui (Nápoles), Nélson Semedo (Barcelona), Pepe (Besiktas), Raphael Guerreiro (Dortmund), Ricardo Pereira (FC Porto), Rolando (Marselha) e Rúben Dias (Benfica)

CENTROCAMPISTI – Adrien Silva (Leicester), André Gomes (Barcelona), Bruno Fernandes (Sporting), João Mário (West Ham), João Moutinho (Mónaco), Manuel Fernandes (Lokomotiv), Rúben Neves (Wolverhampton), Sérgio Oliveira (FC Porto) e William Carvalho (Sporting)

ATTACCANTI – André Silva (Milan), Bernardo Silva (Manchester City), Cristiano Ronaldo (Real Madrid), Éder (Lokomotiv), Gelson Martins (Sporting), Gonçalo Guedes (Valência), Nani (Lazio), Paulinho (SC Braga), Ricardo Quaresma (Besiktas) e Ronny Lopes (Mónaco)

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Nazionale, Mancini verso la firma. Fabbricini: ”Ormai è fatta”

Manca solo la firma, ma ormai è questione di ore: Roberto Mancini sarà il nuovo commissario tecnico della nazionale italiana. Ieri l'annuncio della rescissione contrattuale con lo Zenit San Pietroburgo, oggi le parole del tecnico sbarcato a Fiumicino poco dopo mezzogiorno: "Sono contento di essere in Italia: domani vediamo quel che accadrà". Molto meno abbottonato Roberto Fabbricini, commissario straordinario della Figc: "Stanno lavorando in Federcalcio, stanno limando qualche aspetto ma possiamo dire che per Mancini commissario tecnico è fatta. C'è soddisfazione, la cosa più importante è che ha manifestato più volte la volontà forte di essere su questa panchina, non tanto per una questione personale ma per suggellare una carriera in cui ha indossato tante maglie importanti".

TERMINI RISPETTATI – L'accordo è già stato trovato nei mesi scorsi, un biennale fino all'Europeo del 2020 con un ingaggio di circa 2 milioni l'anno. Rispettato, quindi, il termine del 20 maggio fissato dal vice-commissario della Figc, Alessandro Costacurta che prima di sentire Mancini aveva provato a convincere l'amico Carlo Ancelotti che ha poi declinato l'offerta.

I PRIMI APPUNTAMENTI – L'arrivo di Mancini sulla panchina azzurra apre nuovamente le porte della nazionale al pupillo Mario Balotelli: il 22 maggio il primo appuntamento ufficiale del nuovo ct con il ritrovo a Coverciano per preparare al meglio le tre amichevoli con Arabia Saudita a San Gallo il 28 maggio, con la Francia a Nizza il 1 giugno e con l'Olanda a Torino il 4 giugno. Repubblica.it

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Mancini dice sì: è il nuovo ct. E riporta Balotelli in azzurro

Tra Mancini e la Nazionale è fatta: manca però l’o.k. dello Zenit, variabile non da poco in una trattativa ancora da concludere. Mancini e la Nazionale sono d’accordo su tutto: il prossimo c.t. ha accettato il taglio dello stipendio, per lui circa 2 milioni netti all’anno per un biennale, poi si parlerà di staff. Nell'articolo di Alessandro Catapano e Fabio Licari, che troverete in edicola con La Gazzetta dello Sport, troverete tutti i retroscena di questo accordo. Mancini e la Figc stanno anche progettando il futuro della squadra: si parte dal ritorno di Mario Balotelli. Il 14 maggio Mancini finirà la stagione con lo Zenit, da quel momento dovrebbe cominciare il nuovo corso azzurro.

 

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Nuovo ct, Fabbricini: “Mancini disponibile, dal 13 maggio i dettagli”

«Ieri c'è stato un incontro tra il vice commissario Costacurta, il team manager azzurro Oriali e Roberto Mancini che ha dato la disponibilità a risolvere il rapporto con lo Zenit e a fare il ct della nazionale. Siamo rimasti d'accordo che cominceremo a parlare di cifre e dei dettagli il 13 maggio, a conclusione del campionato russo». Il commissario della federcalcio, Roberto Fabbricini, fa il punto con l'Ansa sulle trattative per il nuovo commissario tecnico della nazionale. Tramontato Ancelotti, prende decisamente quota Mancini. 

«Ci tengo a dire – spiega Fabbricini – che non c'è nulla di deciso. Con Mancini chiariremo che la federcalcio ha un budget per quel ruolo e non intende derogare, e con lui occorrerà parlare anche della filiera dei tecnici azzurri (quelli attuali sono in scadenza tra giugno e luglio) che noi vorremmo fossero concordati con il futuro ct. Ribadisco, lui si è detto disponibile, dal 13 entreremo nello specifico».

Ilmessaggero.it

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Ct della nazionale azzurra, il sorpasso di Ancelotti su Mancini: Pirlo nello staff. Figc: “L’incontro c’è stato”

C’è una svolta nella sofferta nomina del nuovo commissario tecnico della Nazionale: Carlo Ancelotti ha sorpassato Roberto Mancini e conduce la gara per succedere a Gigi Di Biagio, ct ad interim nelle due amichevoli del marzo scorso con Argentina e Inghilterra, dopo la mancata qualificazione al Mondiale russo sotto la guida di Gian Piero Ventura, franato insieme alla federazione di Carlo Tavecchio. Manca ovviamente l’ufficialità, ma sono sempre più alte le probabilità che il progetto di rinascita degli azzurri venga affidato ad Ancelotti, tuttora sotto contratto col Bayern. L’ufficializzazione del prescelto, come annunciato dal subcommissario della Figc Alessandro Costacurta, dovrebbe avvenire dopo il 20 maggio, a conclusione della serie A, ma non è escluso che possa essere anticipata. 
 
IL FAVORITO DI MALAGO’. In verità non si è trattato di un sorpasso in senso letterale, perché l’ex allenatore di Reggiana, Parma, Juventus, Milan, Chelsea, Psg e Real Madrid – uno tra i più vincenti della storia dell’intero calcio mondiale – è sempre stato l’obiettivo numero uno del presidente del Coni Malagò e della Figc, il cui subcommissario Costacurta aveva a sua volta puntato sull’ex compagno di squadra e poi suo allenatore al Milan come prima scelta, in una rosa di candidati che comprendeva, oltre a Mancini, anche Conte, Ranieri e lo stesso Di Biagio, promosso dall’Under 21 come ct a tempo, ma non escluso dalla corsa. La figura di Ancelotti – 59 anni e una luminosa carriera in panchina, che lo ha portato a vincere in Italia, Inghilterra, Francia, Spagna e Germania (l’esonero al Bayern è nato soprattutto da una sorta di congiura della fazione al vertice del club rappresentata dal presidente Uli Hoeness) – sembra fatta apposta per mettere tutti d’accordo: ha l’età e il curriculum giusti per rilanciare un movimento in crisi, con Euro 2020 come primo traguardo: spiccano le 3 Champions con Milan e Real Madrid e i 4 titoli nazionali vinti in 4 Paesi diversi.

FIGC IN PRESSING. Con tutti i concorrenti ancora sotto contratto con i rispettivi club, ad eccezione di Di Biagio tecnico federale, il favorito sembrava diventato Mancini, del resto il più deciso nell’indicare la Nazionale come una priorità per il proprio futuro: il recente ritiro invernale a Roma con lo Zenit San Pietroburgo, nello stesso albergo scelto dalla Figc e a un passo dalla sede di via Allegri, pareva l’indizio forte di un accordo imminente. Ancelotti è sempre rimasto più coperto, anche per via delle sue dichiarazioni pubbliche, in cui parlava della panchina di un club come della destinazione più verosimile e della Premier League come del campionato più gradito. Ma la Figc non si è arresa e pare pronta a sfoderare tutte le armi a disposizione: per quelle economiche (Ancelotti in Germania aveva uno stipendio di quasi 8 milioni netti l’anno) la strada è la parziale copertura da parte dello sponsor tecnico – Puma – che già contribuì in maniera decisiva all’ingaggio di Antonio Conte per il biennio 2014-16: il budget può sfiorare i 6 milioni. Sono tuttavia le garanzie tecniche, di programmazione e di piena autonomia, a potere giocare il ruolo più importante per convincere Ancelotti.

PIRLO NELLO STAFF. Se arrivasse il fatidico sì, tra i collaboratori stretti del nuovo ct entrerebbe anche Andrea Pirlo, che ha avuto Ancelotti allenatore al Milan: tra i due era noto il feeling, che è rimasto tale. Nel caso, si replicherebbe un cliché già  sperimentato proprio da Ancelotti al Mondiale tra il 1992 e il 1995 e in particolare al Mondiale 1994, quando in Nazionale fu vice di Arrigo Sacchi, già suo ex allenatore al Milan. Ancelotti aveva appena smesso di giocare, quando intraprese la nuova carriera e Pirlo, che il 21 maggio a San Siro giocherà la partita d’addio, potrebbe imitarlo. Il connubio, in verità, potrebbe realizzarsi anche se Ancelotti dovesse allenare ancora un club. Però le due panchine a lui più spesso accostate – quelle dell’Arsenal e quella del Psg – sembrano destinate ad altri due candidati: il tedesco Tuchel per il Psg, lo spagnolo Luis Enrique per l’Arsenal.

IN SVIZZERA IL DEBUTTO. Non ci sarà comunque molto da attendere, per sapere se la Nazionale avrà un nuovo ct nelle tre amichevoli di fine stagione, malinconico surrogato del Mondiale mancato: il 28 maggio in Svizzera, a San Gallo, con l’Arabia Saudita, l’1 giugno a Nizza con la Francia e il 4 a Torino con l’Olanda. Poi, da settembre, ci sarà la Nations League, nel girone con Polonia e Portogallo, oltre alle amichevoli del 10 ottobre con l’Ucraina e del 20 novembre con gli Usa. Nel 2019, invece, cominceranno le qualificazioni per Euro 2020. Ma adesso è tempo di sprint per la panchina azzurra, tra Ancelotti, Mancini e Di Biagio. E il favorito ora è il primo. 

FABBRICINI CONFERMA: "E' VERO, L'INCONTRO C'E' STATO" –”Ancelotti? C’è stato un incontro che non dico sia stato occasionale, ma Carlo ha un problema familiare abbastanza serio ed è a Roma per questo – ha spiegato il commissario straordinario della Federcalcio, Roberto Fabbricini – Avendo Costacurta un’amicizia forte con Ancelotti, lo ha incontrato e a questo incontro ho partecipato anche io, ma abbiamo parlato di una possibilità futura anche perché il tecnico è ancora sotto contratto. La panchina azzurra ha ancora un appeal particolare e siamo felici di questo. Non credo che un allenatore possa a priori rifiutare un prestigioso incarico come guidare l’Italia, poi ci sono altri fattori che determinano la decisione: la voglia di lavorare nel quotidiano per esempio, ma la panchina azzurra è sempre un obiettivo per un allenatore".    
 repubblica.it

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Ranking Fifa, l’Italia perde 6 posizioni e ora è ventesima

Nel ranking che verrà pubblicato a metà aprile dalla FIFA l'Italia raggiungerà il punto più basso. Dopo la sconfitta con l'Argentina e il pareggio con l'Inghilterra gli azzurri perderanno 6 posizioni passando dal 14° posto al 20°. Tra le squadre che hanno superato l'Italia c'è la Tunisia che balzerà dal 23° al 13° posto. Salto in avanti importante anche per l'Uruguay che sale 5 scalini e si installerà al 17° posto.

BELGIO SUL PODIO – Nelle posizioni nobili della classifica la novità più importante è l'inserimento sul podio del Belgio che scavalca Portogallo e Argentina mentre le due nazionali leader incontrastate rimangono Germania (1°) e Brasile (2°) che sono anche le grandi favorite del Mondiale insieme alla Spagna che, nonostante il 6-1 all'Albiceleste, scivola dal 6° all'8° posto. corrieredellosport.it

 

 

 

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Immobile sfida Messi: “Come giocare alla Play Station. Scarpa d’Oro? Ci provo”

Ciro Immobile, attaccante della Nazionale, ha concesso un'intervista esclusiva a RaiSport e ha parlato di mille temi.

La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali. “Abbiamo ancora purtroppo ricordi negativi e dispiace tanto, a noi in primis, per quello che è successo, e credo che ce ne renderemo conto ancora di piu’ quando iniziera’ il Mondiale e non si vedrà l’Italia in campo. E’ la macchia brutta della nostra carriera, soprattutto per noi che abbiamo fatto il Mondiale in Brasile e non era andato benissimo. Poteva essere un’occasione di riscatto giusta per noi pero’ come si sta dicendo in questi giorni è giusto andare avanti, ci sono tanti giovani, l’Italia è una grande nazione e ci riprenderemo sicuramente. ll calcio è strano perché ci sono degli episodi ed in entrambe le partite la palla mezza e mezza non è mai capitata nel punto giusto, al momento giusto. Non so se questo fa parte del destino. Dovevamo fare sicuramente qualcosa in piu’, anche l’occasione che ho avuto io mi è stata salvata sulla linea di porta ed in altre occasioni sarebbe entrata in porta. Non siamo riusciti a fare gol in entrambe le partite e questo è il rammarico piu’ grande. Ventura? Non l’ho piu’ risentito”.

Gigi Buffon. “Non solo a Coverciano ma anche nelle settimane seguenti a quello che è successo siamo rimasti in contatto fra compagni di Nazionale, abbiamo cercato di capire dove abbiamo sbagliato nella doppia sfida con la Svezia, ci siamo rincuorati l’uno con l’altro. Non sono stati momenti belli per la nostra carriera però l’Italia è una nazionale titolata, che ha sempre fatto bene in tutte le competizioni e sempre difficile da incontrare e quindi dobbiamo ripartire da quello, dobbiamo essere forti ed andare avanti. Il gruppo è sempre stato buono, è sempre stato unito anche in momenti difficili, come quello, e lo si è visto. Abbiamo cercato di rincuorarci e dire che bisogna andare avanti. Credo che Gigi Buffon sia qui anche per quello. Non solo ha qualcosa da dare, e se lui se lo sente, ha tutto il diritto di essere qui, e anche per darci una mano a non abbatterci e ripartire. Senza di lui sarebbe tutto piu’ difficile. Siamo consapevoli che lui è una spinta morale per noi dentro lo spogliatoio e quando parla lui ci unisce come gruppo. Essendo tanti nuovi, soprattutto in questa nuova avventura con Di Biagio, è giusto che si riparte da lui e dal fatto che riesce a trovare le parole giuste anche in questo momento difficile calcisticamente parlando. Ho giocato due volte a Milano quest’anno e appena sceso in campo i primi ricordi sono stati quelli negativi di quella partita con la Svezia. Diciamo che è stato uno shock”.

L’eliminazione dal Mondiale il giorno 13 del 2017. “No, non ho pensato ai numeri 13 e 17, anche perché ho come numero di maglia il 17. Adesso provero’ a cambiarlo anche in Nazionale perché l’ultima volta ce l’aveva Eder, io avevo l’11 e magari lo prendero’ io”il 17. “Il numero 11 in Nazionale mi ha portato fortuna fino alla partita con la Svezia pero’ le cose belle ed importanti le ho sempre fatte con il 17. Quindi adesso prendero’ qui il 17”.
“Se fossimo al Mondiale saremmo qui con un altro spirito tutti quanti. Anche la gente avrebbe seguito le due amichevoli di marzo con piu’ partecipazione e voglia. Pero’ tutta l’Italia deve capire che puo’ succedere uno sgambetto, succede a tutte le grandi squadre e le grandi nazioni, l’importante è saper reagire e ripartire. Adesso ne abbiamo l’occasione e dobbiamo lavorare soprattutto sotto l’aspetto mentale perché quello che ci è successo non è da poco”.
 
Leo Messi. “Ho detto anche io quando l’ho incontrato a Siviglia nella finale di Supercoppa europa che sfidare Messi è come giocare alla playstation, perché in quella occasione fece due gol stupendi. In quella partita non ho giocato, ed invece quest’anno mi trovo a pari merito di gol con Messi e per me è una situazione diversa. Tutti sui social mi hanno detto che ha chiamato il figlio Ciro, come me. Mi piacerebbe scambiarci due parole e stringergli la mano perché è un grande campione del nostro sport, sarebbe il minimo”.

La Scarpa d’oro. "Sarebbe una bella soddisfazione, sono lì che me la gioco.Domenica scorsa non ho segnato e Salah ha fatto quattro gol pero’ ci sta. Quando lotti con campioni di fama internazionale normale che ci sia una concorrenza spietata. E’ difficilissima da vincere ma è il sogno di tutti gli attaccanti. Higuain non l’ha vinta con trentasei gol e quindi vuol dire che devi fare una stagione super”

La tattica. “Io ed il Gallo ci sentiamo spesso. Ci sono dei momenti dove hai una nuvolona sopra la testa ed altri dove splende sempre il sole. Quest’anno lui ha avuto due infortuni importanti e gli hanno penalizzato un po’ la stagione, ed ha vissuto l’esonero dell’allenatore e la squadra non è partita,ed un attaccante soffre. Ma questo non toglie che è un grande calciatore, l’anno scorso ha fatto ventitre gol in un campionato, è il futuro della Nazionale perché è ancora giovane. Se giochiamo con il 4-3-3 ci giochiamo il posto perché o gioco io, o gioca Cutrone o gioca lui ma l’Italia ha bisogno di questa concorrenza per ripartire. L’ho trovato psicologicamente meglio delle ultime volte perché ha ripreso a segnare,si è ripreso un po’ pero’ la cosa mi fa piacere. Non esiste egoismo o invidia fra di noi, e non è facile che si crei il bel rapporto che c’è fra di noi nel mondo del calcio”.
 

ilmessaggero.it

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Verso Italia-Argentina: Candreva-Immobile-Insigne nel 4-3-3 di Di Biagio

Il lavoro di Di Biagio parte nel pomeriggio (ore 15,30) sotto la collina di Fiesole. La Nazionale, dopo l'eliminazione dal prossimo mondiale, entra in campo per preparare le amichevoli di venerdì, a Manchester contro l'Argentina, e di martedì, a Wembley contro l'Inghilterra. Il ct ad interim è già da 2 giorni a Coverciano, ma solo oggi, dopo pranzo, potrà inziare gli addestramenti con gli azzurri (26) chiamati per i due test.

SOLO IMMAGINI
Ieri si è limitato ad allenare i difensori. Ne ha utilizzati solo 6, lasciando il resto del gruppo a riposo. Ha schierato, nella linea a 4, Florenzi e De Sciglio a destra, Zappacosta e Darmian a sinistra. In mezzo Ogbonna e Rugani. Lì al centro pesano le assenze: out Caldara e Romagnoli, esclusi in partenza dall'elenco dei convocati, Di Biagio ha dovuto rinunciare pure a Chiellini che è già tornato a Torino. Stamattina il ct ha annullato l'allenamento, avendo visto parecchi giocatori ancora stanchi. Ha preferito riunirli in sala video per spiegargli quello che chiederà loro nelle esercitazioni pomeridiane e nelle 2 amichevoli. Ovviamente sceglierà il 4-3-3, puntando sui più esperti. La formazione più gettonata, al momento, è questa: Buffon; Florenzi, Bonucci, Rugani, Spinazzola (o Darmian); Parolo (o Pellegrini), Jorginho, Verratti; Candreva, Inmmobile e Insigne. Ilmessaggero.it

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Non solo Milinkovic, problemi anche per Caceres e Lukaku: l’uruguaiano resta a Roma, accertamenti al ginocchio per il belga

È in programma per martedì 27 marzo l'amichevole tra Belgio e Arabia Saudita. I ragazzi guidati dal ct Belga Martinez si allenano in vista del match. Tra i convocati c'è anche Jordan Lukaku, che però sembra aver riscontrato un problema al ginocchio. Ecco le parole di Martinezin conferenza stampa: "Lukaku ha un dolore al ginocchio, sta effettuando degli accertamenti". Per ora è quindi in forse la sua presenza martedì al King Baudouin Stadium di Bruxelles. 

Niente China Cup per Martin Caceres, che deve rinunciare per infortunio. Lo ha rivelato la Federazione dell’Uruguay con un comunicato ufficiale attraverso il suo portale. Dunque dopo Milinkovic-Savic ecco un altro laziale costretto a rinunciare alla Nazionale per problemi fisici. In questo caso specifico Caceres alza bandiera bianca dopo la ricaduta al polpaccio sinistro avuta nel pre partita contro il Bologna. Per il difensore laziale si prospetta un programma di recupero. Questo gli impedirà di prendere parte agli impegni della selezione di Tabarez.

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