Torino la conosce fin troppo bene, qui sono rimaste due foto della sua vita da calciatore: una in cui sorride, quando vestiva la maglia del Torino, nell’altra è imbronciato e ha addosso quella della Juventus. C’era un Immobile, un Immobile 2.0 e ora, alla Lazio, l’Immobile 3.0. Quello completo, non solo bomber, ma trascinatore, che parla al gruppo e che sa fa sentire. Uno dei capitani, in una parola: leader. In questo anno e un po’, Ciro si è caricato sulle spalle la Lazio e dovrà fare lo stesso con l’Italia, impegnata stasera all’Olimpico Grande Torino contro la Macedonia. E’ lui il portabandiera del gol, rappresentante di un reparto che in questi giorni si è smontato, che ha perso il suo gemello Belotti, ma che gli ha lasciato l’altro fratello, Insigne. Il laziale è il gioiellino che Ventura esibirà stasera: c’è da portare a casa l’accesso al play off, c’è da pulire quell’alone di tristezza calato sugli azzurri dopo la prestazione contro la Spagna. C’è da restituire un po’ di sorriso al ct, preoccupato per la situazione infortuni e per il rischio stop in Russia. Ciro è pronto, deve solo fare quello che ha fatto fin ora, segnare tanto. E stare attento alle ammonizioni: è diffidato. Sull’etichetta c’è scritto: podio dei bomber europei, secondo solo a Messi. Numeri alla mano è così: Ciro 13 gol – con il club – fino a questo momento, Leo 14.
LEADER
Simone Inzaghi lo ha eletto leader dello spogliatoio e trascinatore della sua squadra, Ventura tenta (si augura) di fare lo stesso nell’Italia. Ciro è sulla buona strada e forse senza Belotti al fianco (per qualcuno i due non possono giocare insieme) ha maggiore possibilità di accelerare i tempi, perché la prova della responsabilità aumenta in intensità. Ma l’attaccante campano in questa fase della stagione vola, si dimostra come l’uomo più in forma della compagnia, che già vanta nomi pesanti, ma che non vivono un momento straordinario, vedi Buffon e Bonucci, da sempre leader storici del clan azzurro. L’etichetta di leader, Ciro se l’è guadagnata sul campo, espressione che va molto di moda da queste parti, dall’alto delle prestazioni, oltre che dei gol segnati. Immobile, infatti, è il capocannoniere dell’Italia firmata Gian Piero Ventura con 6 reti ed è stato decisivo nell’ultima gara azzurra, quella vinta a fatica contro Israele dopo la debacle di Madrid. Conte spesso gli ha preferito Pellé ed Eder, con Ventura, invece, che lo aveva valorizzato a Torino, ha cambiato marcia. Immobile ha segnato costantemente per tutto il 2017: meglio di lui solo Mertens con 24 reti, Ciro e Dzeko sono a 23. Cinque gol più di Dybala, sei più di Higuain. Qui a Torino, magari, qualcuno lo rimpiangerà. E il palcoscenico dell’Olimpico torinese sembra arrivare al momento giusto. Ventura ha bisogno di ritrovare il sorriso. L’Italia ha bisogno di Immobile. Il laziale Immobile. E ne ha bisogno anche Inzaghi che lo riabbraccerà non prima di martedì. C’è da preparare la super sfida contro la Juventus. A Formello il tecnico biancoeleste continua a lavorare con chi è rimasto a Roma. Sabato prevista un’amichevole contro il Real Rocca di Papa. Da monitorare le condizioni di Lukaku tornato dalla nazionale per un problema ai flessori. Migliora Wallace che potrebbe recuperare per la trasferta di Torino.ilmessaggero.it