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Tavecchio: ‘’Profondamente delusi, serve soluzione condivisa”

ROMA – "Siamo profondamente amareggiati e delusi per la mancata qualificazione al Mondiale, è un insuccesso sportivo che necessita di una soluzione condivisa e per questo ho convocato domani una riunione con le componenti federali per fare un'analisi approfondita e decidere le scelte future". Carlo Tavecchio, n.1 della Federcalcio, alle prese con l'uragano della mancata qualificazione al Mondiale, confida all'Ansa, mentre è in partenza per Roma, la tristezza per la situazione, interrompendo la pausa di riflessione dopo il ko con la Svezia.repubblica

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Italia, sarà rivoluzione: tutti i nomi per il dopo Ventura

ROMA – L'avventura di Gian Piero Ventura è finita ieri con un triste 0-0, dopo 16 partite, in un modo non certo preventivabile solo un paio di mesi fa, prima della “crisi di Madrid”. Quando fu presentato, a metà del luglio 2016, l’ex tecnico del Torino promise «un’Italia umile, determinata, feroce ed eccitante», aggettivo a lui jcaro,mainquesto momento particolarmente infelice. Nel momento decisivo, Ventura, di sicuro uomo di calcio, non ha pagato solo i propri limiti (soprattutto di esperienza internazionale) ma anche il vuoto, adesso evidentissimo, della mancata formazione del ticket con Marcello Lippi, figura che sarebbe risultata chiave nel burrascosa frangente dello spareggio premondiale. Da oggi Tavecchio, pur in mezzo alla tempesta perfetta che lo sta sommergendo e in mezzo alla quale lui prova a tenere la barra dritta, deve cercare un sostituto del ct.

Ecco tutti i nomi in ballo per la panchina azzurra: 

ANTONIO CONTE 
E' il candidato ideale, una delle ipotesi più calde in via Allegri. Tutti hanno ancora negli occhi la bella cavalcata azzurra agli Europei. Si tratterebbe di stabilire nuovamente un budget almeno triplo rispetto a quello fissato per Ventura (1,5 milioni netti a stagione). Conte – che ha deciso ormai di chiudere la sua parentesi inglese al Chelsea – potrebbe essere interessato, ma si dovrà lavorare molto per convincerlo a tornare. 

CARLO ANCELOTTI
E' insieme a Conte la 'stella' che potrebbe far tornare un po' di entusiasmo al depresso gruppo azzurro e a tutti i tifosi distrutti dopo la mancata qualificazione mondiale. Il problema di Ancelotti è che vorrebbe continuare ad allenare un club importante in Europa (si parla di lui come possibile erede di Conte sulla panchina del Chelsea). Tra l'altro lo stesso tecnico italiano deve ancora dare una risposta alla Croazia che lo aveva contattato per il mese iridato ai Mondiali di Russia. Come per Conte, anche nel caso di Ancelotti il budget relativa all'ingaggio dell'allenatore dovrebbe essere per lo meno triplicato. 

MASSIMILIANO ALLEGRI
L'attuale tecnico della Juventus è paradossalmente il più facile da raggiungere in quanto pronto a ragionare in termini azzurri già dalla prossima estate. Allegri potrebbe lasciare la panchina bianconera e accetterebbe con piacere l'eventuale invito federale a diventare il nuovo commissario tecnico azzurro.  

ROBERTO MANCINI
Mancini al momento è in Russia (guarda caso proprio il paese che ospiterà il prossimo Mondiale) sulla panchina dello Zenit e in passato il suo nome è stato spesso accostato all'Italia anche prima dell'avvento di Ventura. La sua candidatura non è da scartare anche se al momento la pista da percorrere per strapparlo allo Zenit è piuttosto complessa. 

CLAUDIO RANIERI
Il tecnico del miracolo Leicester è al Nantes e per lui vale lo stesso ragionamento fatto per Mancini. In passato il suo nome è girato nei corridoi di via Allegri e non è escluso che possa tornare di moda. 

IL TRAGHETTATORE DI BIAGIO
Possibile, in questo frangente, che la Nazionale venga affidata a marzo, in occasione delle amichevoli con Argentina e Inghilterra al traghettatore Di Biagio (ieri, con un tempismo singolare, dettosi disponibile: «Non c’è bisogno che qualcuno mi cerchi: io in Federazione ci sono già…»), in attesa a giugno di ripartire con un nuovo ct, che esordirà a settembre nella nuova Uefa Nations League.corriere dello sport

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Svezia – Italia, le probabili formazioni: Immobile e Parolo titolari, sorpresa Gabbiadini

L'Italia si gioca il Mondiale in Russia. A San Siro gli azzurri di Ventura devono ribaltare l'uno a zero firmato da Johansson a Stoccolma. Il ct italiano è deciso a confermare il 3-5-2, ma cambierà alcuni interpreti. Assente per squalifica Verratti, non dovrebbero partire dall'inizio Belotti e De Rossi.Al posto dei tre spazio a Jorginho, Gabbiadini e Florenzi, mentre saranno confermati dal primo minuto Ciro Immobile e Marco Parolo. Tra gli ospiti Lustig dovrebbe sostituire l'infortunato Kraft.

Le probabili formazioni: 

Italia (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Candreva, Florenzi, Jorginho, Parolo, Darmian; Immobile, Gabbiadini. . A disposizione: Donnarumma, Perin, Astori, Rugani, Zappacosta, De Rossi, Gagliardini, Bernardeschi, Insigne, Belotti, Eder. CT: Ventura

Svezia (4-4-2): Olsen; Lustig, Lindelof, Granqvist, Augustinsson; Claesson, Larsson S., Johasson, Forsberg; Berg, Toivonen. A disposizione: Johnsson, Nordelfdt, Helander, Jansson, Olsson, Larsson J., Durmaz, Ekdal, Rohden, Sema, Svensson, Guidetti, Thelin. CT: Andersson.

LLSN

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Sconfitta in Svezia: ora serve l’impresa: più scuse che coraggio

Siamo andati a Stoccolma a giocare per un pareggio, e ci ritroviamo con un gol addosso, che pesa e che fa male. E’ una sconfitta recuperabilissima certo, ma non siamo una squadra di grande carattere: giochiamo mediocremente, anzi direi male, le individualità che pure non mancherebbero si perdono, soffriamo il clima, le tensioni,  i nervosismi, tipici di partite del genere. E che sono pane quotidiano nel calcio. Ma che partita potevate aspettarvi in casa della Svezia? Pensavate che non ci fosse un po’ di corrida?

 

Svezia-Italia è scivolata via sui binari delle precedenti modestissime partite, non potevamo essere molto ottimisti prima, non possiamo esserlo adesso. Prima dei nomi ne faccio una questione di gioco e di carattere, l’Italia, questa Italia, è una squadra mai nata, che ha poco cuore, che non sa dove andare, che è troppo prudente e paurosa. Lasciamo per un attimo da parte la questione Insigne, già la squadra che è andata in campo avrebbe dovuto fare e dare molto di più: si registra un palo di Darmian, un colpo di testa di Belotti e poco altro. La Svezia ovviamente ha alzato un po’ la tensione, ma sinceramente non ho visto picchiatori o entrate a far volontariamente male.

Ventura ha messo dentro Insigne troppo tardi, semplicemente perché quel gioco andava cercando, gli interessava addormentare la partita, non accenderla, non rischiare, non cercare il gol. Inquietante l'ennesima prestazione impalpabile di Verratti, e il problema lo sapevamo già da molto prima. Quando l’Italia ha preso il gol – anche sfortunato, per carità – non ha più avuto la forza per ricostruire una gara che ormai aveva interpretato al ribasso, cercando il pareggio. Del resto tre gol fatti nelle ultime cinque partite mi sembrano un dato abbastanza indicativo: abbiamo dei buoni attaccanti che prima di far gol devono pensare al pressing. Immobile e Belotti hanno fatto poco e niente, ma l’Italia non li ha quasi mai cercati, nemmeno in contropiede è riuscita ad accendersi. Insigne quando è entrato non ha fatto niente, semplicemente perché negli schemi dell’Italia non è previsto. La Nazionale non sa dove metterlo Insigne.

L’arbitro che ha lasciato che il clima si surriscaldasse, la sfortuna, loro che non hanno fatto niente. Ventura di scuse subito dopo il match ne ha accampate decisamente troppe, lo fa quasi sempre ormai. E se le scuse fossero gol ai Mondiali ci saremmo già.

Adesso si va ovviamente alla caccia della “partita della vita”, si cerca l’abbraccio e la spinta di San Siro. Insomma ci affidiamo sempre agli slogan, ma il Mondiale oggi è un po’ più lontano. E se continuiamo a giocare così ci andremo solo per un gol rubacchiato, o per quella fortuna che a Stoccolma non abbiamo avuto. Insomma praticamente per caso. Ma per come stiamo oggi ci metterei la firma.

Repubblica.it

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Stakosha torna a Roma, problema all’adduttore: nessun allarme per il derby

Inzaghi per ora si gode il rientro in gruppo di uno dei suoi uomini più forti. Che tra l'altro ha anche segnato in partitella, con tanto di siparietto social post-allenamento con de Vrij, che non aveva gradito di aver subito gol: "Non te la prendere Stefan", se la ride Felipe Anderson. È tornato pure il suo connazionale Wallace, anche se il difensore non ha terminato l'allenamento per poter tornare in Brasile (motivi personali): sarà di nuovo a disposizione di Inzaghi a partire da martedì. Rientra invece a Roma in anticipo Strakosha, che lascia il ritiro della nazionale albanese per via di un problema all'adduttore. Non dovrebbe essere niente di preoccupante, ma con il derby all'orizzonte i portiere non ha voluto rischiare nulla.Repubblica

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Milinkovic, gioia esordio con la Serbia: “Lo immaginavo così!”

Finalmente la prima occasione per Sergej Milinkovic-Savic con la maglia della Serbia: nell'amichevole contro la Cina di Marcello Lippi, infatti, il ct serbo Krstajic ha schierato dal primo minuto il centrocampista biancoceleste, facendolo rimanere in campo per tutta la durata del match. Vittoria secca per la Nazionale est europea, che si impone sulla Cina con il punteggio di 0-2 grazie alle marcature dell'attaccante "italiano"Adem Ljajic e di Aleksandar Mitrovic. Una bella soddisfazione per Milinkovic-Savic, atteso adesso dall'impegno amichevole contro la Corea del Sud di martedì 14 novembre.

In campo dal primo minuto, nella vittoria contro la Cina della sua Serbia. Milinkovic sognava l'esordio con la Nazionale: il centrocampista si è levato oggi questa soddisfazione, scendendo in campo dal primo minuto. Al termine della sfida, non trattiene la gioia: "Era ciò che ho sempre immaginato. Sono felice di aver debuttato, finalmente ce l'ho fatta. Abbiamo vinto ancora, non c'è niente di più bello. Non ero sopraffatto dall'emozione, non lo sono mai stato. Per quanto riguarda il gioco, finora non ero mai sceso in campo con i compagni con cui ho giocato dal primo minuto, è stato un po' difficile. Ma c'è tempo per giocare ancora e creare il gruppo", ha dichiarato ai microfoni dei media serbi.  

lalaziosiamonoi.it

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Luis Alberto si prende anche la Spagna, il Ct: “Perfetto per noi, tra i migliori in A”

Da solo, Ciro Immobile, segna quanto tutto il Chievo. Parliamo di gol in campionato, considerando anche le coppe sarebbero ancora di più: 14 reti per l'attaccante della Lazio, le stesse realizzate dall'intera rosa clivense. E non è finita, perché il capocannoniere del nostro torneo segna più di altre 8 squadre di Serie A, cioè quasi la metà del campionato. 

IMMOBILE DA SOLO SEGNA PIÙ DI METÀ SQUADRE EUROPEE – Considerando che Immobile è anche leader provvisorio della classifica della Scarpa d'Oro, davanti a gente come Falcao, Cavani, Messi e Lewandowski, allora il discorso si può estendere anche ai maggiori campionati europei. In Spagna ci sono 11 squadre che hanno segnato meno gol dell'attaccante della nazionale e alcune che viaggiano più o meno alla stessa media: l'Atletico Madrid di Simeone, ad esempio, finora ha segnato appena 16 gol in Liga, appena due in più di Ciro. In Premier League sono ben 12 i club ad aver realizzato meno gol del centravanti della Lazio fino a questo momento, 10 in Ligue 1 e 8 in Bundesliga, dove però ce ne sono due – Schalke 04 ed Hertha – a 14 gol complessivi. Da solo, insomma, Immobile segna più (o quanto) di metà delle squadre dei top 5 campionati europei.

LOPETEGUI PAZZO DI LUIS ALBERTO: "TRA I TOP 3 DELLA SERIE A" – Se Immobile è riuscito a realizzare così tanti gol, gran parte del merito è anche di chi lo ha messo nelle condizioni di farlo. Uno di questi è certamente Luis Alberto, esploso in questa stagione e arrivato fino alla convocazione in nazionale. Il ct Lopetegui è già pazzo di lui: "Ci vuole tempo per arrivare a giocare ad alti livelli in un club come la Lazio. Ma lui mi piaceva da un po', ha delle caratteristiche perfette per il nostro modo di giocare. Era sul punto di essere chiamato già qualche tempo fa: ha moltissima qualità nel passaggio, nel tiro. Ed è tremendamente lineare ed efficace nella trequarti campo. Oggi è certamente tra i tre giocatori più forti della Serie A, senza alcuna ombra di dubbio".Repubblica.it

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Immobile è pronto: “Tutto per il Mondiale!”

Anche vestito d'azzurro Ciro Immobile è l'uomo che può fare la differenza. Fra due giorni ci saranno i play-off per la qualificazione della nazionale italiana ai mondiali di Russia 2018. E proprio in vista della sfida contro la Svezia ecco cosa ha detto l'attaccante biancoceleste in un'intervista rilasciata a Uefa.com: "Sapevamo che in Spagna non sarebbe stata una passeggiata. Abbiamo incontrato una delle squadre più forti al mondo e sapevamo che era difficile. Abbiamo dato tutto, sicuramente potevamo fare di più ma quando sono usciti i gironi sapevamo che arrivare secondi era una possibilità perché con noi c'era la Spagna, non proprio una squadretta. Adesso ci prendiamo i play-off e faremo il possibile per passarli e andare al Mondiale, altrimenti sarebbe una delusione".

VENTURA – “Noi siamo consapevoli della nostra forza. Sappiamo che per noi è difficile vederci solo una volta ogni tanto. Il mister lo conosco bene: ha solo bisogno di un po' di tempo per passare nelle nostre teste tutto quello che ha in mente. Non è facile, noi cerchiamo sempre di metterci a disposizione e di fare bene”.

BUFFON – “Con Buffon abbiamo passato bei periodi calcistici insieme e io ho avuto la fortuna di giocare con un grande campione. Sicuramente lascerà un vuoto enorme quando se ne andrà, un'eredità molto pesante. È stato uno dei più grandi nella storia del nostro calcio. Questo sarebbe il suo sesto mondiale, e so quanto ci tiene. Nello spogliatoio fa sentire la sua presenza, la sua personalità, il suo volerci trascinare insieme a lui in questa grande competizione".Lalaziosiamonoi.it

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Luis Alberto: “La scorsa stagione è da buttare, ma ora ho fiducia in me stesso”

Luis Alberto si sta godendo il sogno della chiamata in Nazionale, con la Spagna avrà l’opportunità di giocare in amichevole contro Costa Rica e Russia. Il laziale – come riporta As – ha ribadito la sua soddisfazione per la convocazione: “L’idea è quella di non essere chiamato solo una volta, voglio consolidare la mia posizione e giocare con la Spagna il più possibile. Sono molto felice perché questo è un sogno che si è realizzato, un sogno che ha ogni bambino da quando inizia a giocare”. Infine Luis Alberto si è dichiarato contento di tornare a Malaga (luogo dove si disputerà il match, ndr) presso lo stadio della Rosaleda: “Tornare in Andalusia è sempre bello. La Rosaleda è un campo speciale per me, perché al Malaga ho trascorso un grande anno (stagione 2014/2015, ndr)”.  Inoltre lo spagnolo ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Marca dove ha parlato della sua rinascita.

Dicono i tecnici della selezione che Luis Alberto è il miglior giocatore in Serie A adesso come adesso… 

“Sicuramente l'anno scorso sono stato il peggiore! (ride, ndr) Ho pensato di fare un cambiamento perché ho visto che tutto stava scivolando via. Ho cambiato molto grazie a molte persone che mi hanno aiutato. Questo mi ha fatto avere più fiducia in me, a non pensare a quello che dicono gli altri, ad avere la testa solo per aiutare la mia squadra … Tutto ora sta andando come voglio e sono sicuro che c’è ancora molto che devo fare”.

Chi ti ha aiutato in questo modo?

“Mia moglie, soprattutto. Ma avevo bisogno di un po' di aiuto in più e mi sono affidato a Juan Campillo, un tecnico esperto di sport. Con lui ho lavorato sull’aspetto mentale, pensando come un vincitore. Questo mi ha fatto crescere molto. Lavoro ancora con lui perché so che posso dare di più”.

Cosa è cambiato rispetto al passato?

“Prima non mi rendevo conto che dovevo essere più competitivo. Essere più costante. Non vale la pena giocare bene solo venti minuti rispetto ai 90 totali. Non bastano un paio di giocate, devi essere costante in tutta la partita”.

Questo cambiamento radicale è arrivato in soli nove mesi…

“Non è stato facile. Molto del lavoro è stato parlare con Campillo, poi mi sono allenato bene, dimenticandomi perché non giocavo, e non ascoltando le persone che dicevano cose negative. Il mio sogno 3-4 anni fa era di giocare in Nazionale, perché buttarlo via? Mi sono guardato indietro e ho visto che avrei potuto farcela. La gente che conosco da quando sono bambino mi ha detto che sarei potuto diventare un grande calciatore. Ora mi rendo conto che questo è vero e penso: ‘Ho gettato 3-4 anni prima di arrivare ad un livello molto alto'”.

Quindi, oggi è un giocatore migliore … e una persona migliore?

"Sono molto più maturo. Parlo con i giovani della Lazio che giocano meno e cerco di aiutarli. Gli dico osservare quello che abbiamo fatto io o Milinkovic-Savic, che ora è titolare praticamente sempre. Non bisogna mai arrendersi, non bisogna gettare la spugna. Devi fidarti di te, nessuno ti potrà dire niente… Tutto può essere cambiato". 

 Roma è una città con tifosi tanto appassionati come sembra?

"Sì, non mi aspettavo dei tifosi così appassionati. Da quando sono arrivato il primo giorno il tema principale di cui si parlava era il derby. Non importa il campionato, non importa nient'altro… Ma il derby deve essere vinto. Ora non sono a Roma, ma fra 10 giorni affronteremo la Roma. Sono sicuro che in città non si parlerà d'altro". 

Cosa pensi della questione di Anna Frank e degli adesivi, è stata dura affrontarla?

"Onestamente questa cosa riguarda la società. Noi calciatori siamo stati isolati. L'allenatore e il club non ci hanno permesso di discuterne e credo sia stata la scelta migliore. Siamo ai margini di questo problema e dobbiamo concentrarci per essere competitivi".  

Sei il secondo miglior marcatore con la Lazio (tre gol) e il miglior assist-man in Serie A. Ti piace più segnare o fare assist?

“Francamente mi piace passare più il pallone: se ho la possibilità di calciare o passare la palla, preferisco il passaggio. Non so se sono pazzo (ride, ndr), ma preferisco essere più partecipe all’azione. Con Ciro Immobile ho un ottimo rapporto e non credo che bisogna guardare solo i numeri, ma quello che facciamo per la squadra”.

 

LALAZIOSIAMONOI

 

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Tutti gli impegni dei biancocelesti: Milinkovic e Luis Alberto, solo due giorni per preparare il derby

Sono nove i biancocelesti impegnati con le rispettive Nazionali tra le Qualificazioni al Mondiale del 2018 che si svolgerà in Russia e test amichevoli.

Ecco il programma nel dettaglio:

 

ALBANIA – Thomas Strakosha

Amichevole

Turchia-Albania, lunedì 13 novembre ore 18:30, Antalya Arena di Adalia.

 

BELGIO – Jordan Lukaku

Amichevoli

Belgio-Messico, venerdì 10 novembre ore 20:45, Stadio Re Baldovino di Bruxelles.

Belgio-Giappone, martedì 14 novembre ore 20:45, Stadio Jan Breydel di Brugge.

 

ITALIA – Ciro Immobile e Marco Parolo

Qualificazione Mondiali 2018

Svezia-Italia, venerdì 10 novembre ore 20:45, Friends Arena di Solna.

Italia-Svezia, lunedì 13 novembre ore 20:45, Stadio Giuseppe Meazza di Milano.

 

SERBIA – Sergej Milinkovic

Amichevoli

Cina-Serbia, venerdì 10 novembre ore 12:35, Tianhe Stadium di Guangzhou.

Corea del Sud-Serbia, martedì 14 novembre ore 12:00, Stadio Ulsan Munsu di Ulsan.

 

SPAGNA – Luis Alberto

Amichevoli

Spagna-Costa Rica, sabato 11 novembre ore 21:30, Estadio La Rosaleda di Malaga.

Russia-Spagna, martedì 14 novembre ore 19:45, Stadio San Pietroburgo di San Pietroburgo.

 

ITALIA U21 – Alessandro Murgia

Amichevole

Italia-Russia, martedì 14 novembre ore 18:30, Stadio ‘Benito Stirpe’ di Frosinone.

 

PORTOGALLO U20 – Bruno Jordão e Pedro Neto

Élite League

Polonia-Portogallo, giovedì 09 novembre ore 18:00, Stadion Miejski di Breslavia.

 

PORTOGALLO U19 – Pedro Neto

Amichevole

Portogallo-Spagna, martedì 14 novembre ore 16:00, Estádio do Bonfim di Setúbal.

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