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Tavecchio, ora accuse anche di molestie sessuali

Non si placa il ciclone su Carlo Tavecchio: l'ex presidente della Figc, dopo l'esclusione dell'Italia dai Mondiali e la conseguente bufera scatenatasi nel mondo del calcio italiano – bufera che gli è costata la poltrona – ora si trova a dover affrontare anche le accuse di molestie sessuali. Una dirigente sportiva ha infatti dichiarato di aver subito violenze morali e psicologiche dall'ex numero 1 della Federcalcio e di aver già dato mandato al suo avvocato di presentare denuncia alla Procura della Repubblica di Roma. L'episodio raccontato al Corsera sarebbe avvenuto nell'ufficio di Tavecchio, nel quale la donna era entrata per un incontro lavorativo. Tende chiuse, avances pesanti, approcci fisici violenti tenuti a bada a stento. Le molestie non si sarebbero però fermate a questo racconto ma si sarebbero ripetute in molteplici situazioni, e la donna ha concluso il suo racconto rivelando di possedere prove audio e video che inchioderebbero Tavecchio.Corrieredellosport.it

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Lotito: “Non parlo di Tavecchio, ora via alla rifondazione completa”. E sogna di tornare in Federazione

Il calcio italiano riparte dalle dimissioni di Carlo Tavecchio. L’Italia si ritrova senza ct, senza presidente federale, senza presidente di A e senza presidente di B. L’anno zero del calcio, in attesa della ripartenza. Ieri sera, il patron della Lazio Claudio Lotito, ancora ignaro delle imminenti dimissioni del suo ex amico Tavecchio, in Costiera Amalfitana discuteva della situazione: “Io sono una persona di buon senso e non parlo delle singole persone. In questo momento entro solo nel merito del sistema calcio e della politica generale”, le parole riportate da positanonews.it. Poi ha continuato: “A breve la B deciderà la sua governance, poi toccherà alla A. Le due Leghe, è giusto ricordarlo, hanno cambiato statuto e puntano a modifiche importanti. Ancelotti nuovo ct? Non è una decisione di mia competenza perché non ho nessun ruolo ufficiale. Posso solo dire che ci vuole una rifondazione completa”. Moggi ha pure insinuato che Ventura ct fosse opera sua. Il patron ha subito smentito: “In Italia si cerca sempre un colpevole, io invece sono abituato a cercare soluzioni. Quando ci fu la scelta di Ventura, Lippi lo elogiò col direttore generale, non con me, io non sono intervenuto in nessun modo”.

ULTIMO AIUTO – Lotito è passato dall’altra parte della barricata. Non sta più con Tavecchio nonostante l’avesse portato alla presidenze della FIGC e l’avesse aiutato nella rielezione, a marzo scorso. Rapporto finito a settembre: “Sei il colera del calcio”, la frase del presidente biancoceleste verso il dirimpettaio federale. E pensare che il buon Carlo, in questi giorni di agonia tra l’opera di convincimento su Ancelotti e l’assedio del mondo calcistico che ne chiedeva le dimissioni, ha pure telefonato a Lotito per un ultimo disperato aiuto. Niente da fare.Lalaziosdiamonoi.it

FUTURO – Più partite su più tavoli. Il calcio azzurro ora è solo fatto di tattica politica. Il patron della Lazio guarda avanti: punta a tornare consigliere federale. Ha stretto amicizia con un vecchio nemico, Andrea Agnelli. Ora l’asse è su Roma – Torino. Il piano è sempre lo stesso: Marco Brunelli presidente di Lega. Fassone del Milan vicepresidente. Lotito e Marotta i due consiglieri federali. Un passo alla volta per rifondare il calcio italiano, sperando solo che sia la strada giusta.

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AUDIO – Figc, Tavecchio si è dimesso: “Sciacallaggio politico”

 Carlo Tavecchio si è dimesso. Il presidente della Figc ha rassegnato le dimissioni nel corso del Consiglio Federale convocato questa mattina a Roma. Tavecchio era finito nell'occhio del ciclone dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai prossimi mondiali.
"Ambizioni e sciacallaggi politici hanno impedito di confrontarci sulle ragioni di questo risultato". E' questo, secondo quanto risulta all'Ansa – quello che Carlo Tavecchio ha detto oggi ai consiglieri della Figc prima di chiedere le dimissioni di tutto il consiglio, ovviamente a cominciare da se stesso. "Ho preso atto del cambiamento di atteggiamento di alcuni voi", ha poi aggiunto ai consiglieri.

LOTTI: ''SFRUTTIAMO OCCASIONE PER RIPARTIRE'' – Sfruttare questa situazione per ripartire. E' l'auspicio del ministro dello sport, Luca Lotti: Figc: ''Questa è un'occasione per poter ripartire e poter raccontare come si fa il calcio fin dalle scuole giovanili, arrivando a una discussione e una riflessione più ampia sulle Leghe di A e B che purtroppo non hanno eletto ancora i propri rappresentanti" ha detto in occasione degli Stati Generali dello sport, al Coni. "Credo sia opportuno sfruttare quest'occasione per rifondare il calcio. La politica è pronta a dare una mano. Chi vorrei come ct? Il ministro dello Sport non si deve né preoccupare e né occupare del ct. Va trovato qualcuno che abbia la forza di partire da un progetto serio, che coinvolga tutte le Nazionali. Credo che la Serie A e la B debbano correre a dotarsi di una governance: si sta parlando dei due livelli più alti del calcio, ma occorre comunque decidere e dunque sarebbe prendersi del tempo".repubblica.it

 

"Ho rassegnato le dimissioni e come atto politico ho chiesto quelle del Consiglio federale ma nessuno le ha rassegnate. Siamo arrivati ad un punto di speculazione che ha raggiunto limiti impossibili. Il sistema sportivo si permette di prendere decisioni gravi quando il soggetto più importante, che è il fornitore di risorse del sistema Italia, è assente. Quando la Serie A e la Serie B non ci sono. La serie B elegge il presidente il 23, la serie A il 27, oggi ne abbiamo 20, sono gli otto giorni della tragedia mondiale del calcio italiano". Il presidente dimissionario della Figc, Carlo Tavecchio, è un fiume in piena: dopo le dimissioni rassegnate stamattina nel corso del Consiglio Federale a Roma si presenta in conferenza stampa e spiega la sua posizione. "Sono stato portato ad accettare il commissariamento della Lega non per interessi personali. Quando ho avuto la sensazione che la mia componente, dopo 18 anni di militanza, che ho trovato in una certa maniera e consegnata in un'altra, ha fatto considerazioni che non promettevano un sostegno, non ho pensato un istante e mi sono dimesso. Ho solo un interesse, portare a termine questi 90 giorni, come ha detto anche il presidente del Coni non ci sono motivi per commissariare la Federazione". LE INIZIATIVE – Carlo Tavecchio passa poi ad elencare le sue iniziative: "Secondo voi le 4 squadre in Champions sono venute perchè Tavecchio ha la giacca blu o perchè abbiamo cambiato gli equilibri europei? Uva è vicepresidente Uefa perchè è bello? La Christillin è nel Consiglio Fifa grazie agli gnomi dietro la scrivania? Pensate che a 74 anni ho bisogno di sedermi su una sedia? Chi è andato a Istanbul per organizzare la questione dell'Uefa? Chi ha fatto certe operazioni di politica internazionale? Sulla Var prima Biscardi, poi è venuto Tavecchio. Volevo la Var dal 2014, sono stato il primo a chiamare Blatter".

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La Figc ha contattato Ancelotti: ecco le sue condizioni

Il contatto c’è stato. Ufficioso, come si conviene in casi del genere (tanto è vero che è stato un intermediario federale a muovere i primi passi). La Figc ha individuato in Carlo Ancelotti la figura del nuovo ct. Ma da qui all’annuncio, ne passerà di acqua sotto i ponti. Carletto aspetta a Vancouver, non deve sistemarsi a tutti i costi in questa stagione. Londra e Parigi sono le mète preferite, ma Roma (diciamo Coverciano) non verrebbe considerata un ripiego dall’ex allenatore del Bayern. Sarà probabilmente Michele Uva, dg della Figc e vice presidente Uefa, ad avviare la trattativa: i due erano insieme nel Parma di Tanzi, nel periodo d’oro, prima del disastro finanziario. E del resto la federcalcio, per bocca del vice presidente Renzo Ulivieri, ha già tracciato l’identikit del nuovo commissario tecnico: «Deve essere un allenatore che capisca ciò che si può insegnare in breve tempo. Che sappia di calcio, e ci mancherebbe. Che faccia calcio col poco tempo a disposizione. Deve avere personalità, presenza, deve saper reggere alla critica perché la figura del ct è sovraesposta da un punto di vista mediatico». Strano a dirsi, ma il futuro era già molto chiaro labnotte stessa della disfatta di San Siro.

LE CONDIZIONI – Il futuro pensato dalla federazione, non quello pensato da Ancelotti. Che, prima di accettare, ha bisogno di carta bianca, bianchissima, immacolata. Vuole la sicurezza di situazioni chiare, vuole uno staff tutto suo (magari con Paolo Maldini come assistente o team manager), vuole che non ci siano malintesi, sottintesi, storie strane. Non gli piacciono certi personaggi che hanno fatto la parte del leone in quest’ultimo periodo del calcio italiano. Deve essere tutto chiaro. Se alla fine accetterà, dirà chiaramente che non è un ombrello, che non farà come Conte. Ci saranno condizioni pesanti, l’ingaggio sarà notevole per la Figc. Vediamo, non è affatto certo che sia lui il ct, ma un passo in quella direzione si è compiuto.

CARISMA EUROPEO – Ancelotti, come racconta la sua storia, aggiunge altre caratteristiche a quelle descritte da Ulivieri: in Europa ha vinto tutto, conosce il calcio di questo continente come pochi altri, è un pass-partout per ogni settore del calcio, la gente gli vuole bene e i giocatori (tranne un gruppetto del Bayern…) ancora di più. Quando divenne ct, Conte in Europa non aveva lo stesso charme, la stessa influenza, lo stesso carisma.corrieredellosport.it

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Ventura esonerato, Tavecchio resiste e si gioca la carta Ancelotti

Giampiero Ventura non è più il ct della Nazionale. Lo ha ufficializzato la federcalcio con una nota al termine dell'incontro convocato in federcalcio dopo la mancata qualificazione della Nazionale ai mondiali del prossimo anno. "Nel corso della riunione convocata dal Presidente della Figc Carlo Tavecchio, alla quale hanno preso parte i presidenti delle componenti federali Gravina, Nicchi, Sibilia, Tommasi e Ulivieri – si legge nella nota – è stato avviato un confronto a seguito della mancata qualificazione della nazionale ai mondiali di Russia 2018. Come primo punto all'ordine del giorno, Tavecchio ha comunicato la scelta sulla guida tecnica azzurra e, a far data da oggi, Gian Piero Ventura non è più il commissario tecnico della nazionale. Il presidente federale ha informato altresì rappresentanti delle componenti, che ne hanno preso atto, della sua indisponibilità a rimettere il mandato per assumersi la responsabilità di sottoporre al consiglio federale di prossima convocazione una serie di proposte su cui i consiglieri saranno chiamati a esprimersi".

TAVECCHIO NON LASCIA –Tavecchio cerca di resistere alla bufera dopo il disastro dell'eliminazione mondiale. Non vuole dimettersi, non vuole mollare la sua poltrona. Questo è il suo unico obiettivo. Anche se l'opinione pubblica, e il fronte politico, adesso è tutto contro di lui, e resistere a lungo forse non sarà per niente facile. Tavecchio dopo la choc di San Siro ha sondato gli umori della politica, si è rivolto al suo amico Adriano Galliani per capire che linea voleva tenere Forza Italia nei suoi confronti. Pare sia stato rassicurato, almeno per ora. Cosimo Sibilia, che è senatore di Forza Italia, ha 6 consiglieri federali con la sua Lega Dilettanti. E' quello che conta di più, il vero ago della bilancia. Se vuole, può fare cadere Tavecchio. Ma vuole? Gli conviene adesso che si va verso una campagna elettorale feroce? Anche su questo confida Tavecchio: ma Lotti-e non solo lui- gli chiede di rifondare il calcio, di dare delle risposte, subito. Tavecchio punta a trovare un ct di grande livello (Ancelotti o Ranieri). Per salvarsi. Il tempo stringe però.

TOMMASI: ''SERVONO ELEZIONI'' – Il primo a lasciare la riunione convocata nella sede della Figc in via Allegri è stato Damiano Tommasi, il numero uno dei calciatori. "Tavecchio ci ha comunicato che non intende dimettersi dalla presidenza della Figc: noi pensiamo che non si possa non ripartire dalle elezioni" ha detto "Noi pensiamo che non si possa non ripartire dal rinnovo delle cariche. Andare ad elezioni con una progettualità più credibile, con nuove persone, non si risolvono i problemi del calcio italiano con l'esonero del ct. Altrimenti si continuerà a rigirare la stessa minestra che è rimasta indigesta a parecchi. Ancelotti? Non lo so, noi siamo andati via e non abbiamo voluto sentire altro. Qualsiasi progetto passa da un passo indietro di tutto il consiglio federale, in un paese normale succede questo". "La mia prima domanda – ha raccontato il presidente Aic, parlando del vertice dopo il flop Mondiale – è stata sulle dimissioni, le altre componenti non hanno chiesto nulla, non abbiamo voluto sentire altro. Mi sembra non ci sia la volontà di ripartire da zero. Vedremo nel prossimo consiglio federale".

IL NUOVO CT – Tavecchio a sua discolpa oggi pomeriggio ha portato questi temi: il bilancio in attivo della Figc, il peso dell'Italia nelle cariche internazionali, la Var, la scelta condivisa da tutti di Ventura. Ma resta, come un macigno, il fallimento mondiale. Questo pesa, rischia di trascinare a fondo tutta la dirigenza federale. Proverà a giocarsi l'ultima carta, disperata: un ct vero, uno come Ancelotti. Ma forse non avrà tempo, lo stesso Ancelotti vuole un ricambio in Figc. Se dovesse andar male con Ancelotti Tavecchio potrebbe puntare su Ranieri, molto apprezzato dai tifosi dopo l'impresa con il Leicester.
Intanto i legali della Figc e quelli di Ventura stanno trattando per raggiungere un accordo su una risoluzione consensuale. Il ct non ha alcuna intenzione di rinunciare a quello che gli spetta fino a giugno del 2018, oltre 800 mila euro netti.repubblica.it

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Nazionale, Tavecchio resiste alle critiche. Ecco perché non si dimetterà

"No che non mi dimetto". Questo dice Carlo Tavecchio ai suoi amici che gli stanno vicini in questi giorni così travagliati. Tavecchio cerca di resistere alla bufera dopo il disastro dell'eliminazione mondiale. Non vuole dimettersi, non vuole mollare la sua poltrona. Questo è il suo unico obiettivo. Anche se l'opinione pubblica, e il fronte politico, adesso è tutto contro di lui, e resistere a lungo forse non sarà per niente facile.Tavecchio a sua discolpa oggi pomeriggio proverà a portare questi temi: il bilancio in attivo della Figc, il peso dell'Italia nelle cariche internazionali, la Var, la scelta condivisa da tutti di Ventura. Ma resta, come un macigno, il fallimento mondiale. Questo pesa, rischia di trascinare a fondo tutta la dirigenza federale. Proverà a giocarsi l'ultima carta, disperata: un ct vero, uno come Ancelotti. Ma forse non avrà tempo, lo stesso Ancelotti vuole un ricambio in Figc.Nel pomeriggio, in Figc, gli stati generali del calcio: Tavecchio ha convocato le componenti. Un po' zoppe, come si sa. La Lega di A è commissariata dallo stesso Tavecchio: doveva restare in carica sino al 31 ottobre, ma è slittato tutto all'11 dicembre. Entro il 30 novembre vanno ricostituiti gli organi direttivi, dal presidente all'amministratore delegato (ruolo nuovo, assai ambito ma forse già assegnato). Se non fosse possibile trovare un accordo, allora la cosa si complicherebbe molto. Tavecchio si farebbe da parte e nominerebbe un commissario ad acta. Ma la sua posizione sarebbe molto delicata, a quel punto il Coni come farebbe a salvarlo?

Prospettive migliori in Lega di B: anche qui c'è il commissario ma forse entro oggi si troverà un accordo fra i 22 presidenti in modo da andare all'assemblea del 23 novembre con un nome condiviso. Il nome è quello dell'avvocato Mauro Balata, romano, stimatissimo da Tavecchio (che l'aveva scelto come procuratore Interregionale) e da Sibilia. Balata presto scioglierà la riserva. pare sia d'accordo anche Lotito.

Solo quando tutti gli organi saranno funzionanti, si potrà pensare davvero a una riforma del calcio, di cui c'è bisogno. Da gennaio, quindi, tavolo a oltranza: capotavola Cosimo Sibilia, che da Tavecchio ha avuto proprio la delega per le riforme e che ha alcune proposte (come il ritorno al semiprofessionismo) da presentare agli altri commensali. Ma intanto bisogna vedere se ci sarà ancora Tavecchio alla guida della Figc.repubblica.it

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Immobile e Parolo, tuffatevi nel derby per dimenticare!

Torneranno ad allenarsi in gruppo soltanto nel pomeriggio Immobile e Parolo. Nella giornata di ieri Inzaghi ha concesso loro un giorno di vacanza e in mattinata svolgeranno probabilmente un semplice lavoro in piscina. Entrambi dovranno smaltire in fretta le fatiche azzurre, ma soprattutto la delusione atroce di un Mondiale clamorosamente sfumato. Se per l’attaccante partenopeo la carta d’identità concede ancora ampie speranze per la kermesse in Qatar nel 2022, assai più complicato sarà il cammino azzurro del centrocampista, che a 32 anni compiuti potrebbe essere coinvolto nel nuovo corso della rifondazione soltanto per i prossimi Europei. Pensieri amari ma a per il momento a lunga scadenza. Il calendario, infatti, impone subito un altro appuntamento ad alta tensione, in un ambiente sicuramente più sereno rispetto a quello percepito a Coverciano negli ultimi mesi. Dimenticare San Siro così in fretta sarà impossibile, ma allo stesso tempo l'adrenalina pre-derby può diventare la cura migliore per rigenerare una carica e un entusiasmo al momento sotto i tacchi. Come viene sottolineato anche durante l’odierna rassegna stampa di Radiosei, entrambi hanno ricevuto l’affetto e il sostegno dei propri familiari dopo la gara con la Svezia. L’aria di casa, in una Lazio bella e vincente, sarà allora la medicina migliore per ripartire. Un contraccolpo psicologico, in un momento così delicato e importante, non è ammesso. Lavorerà anche sulla testa di entrambi Simone Inzaghi, come ha sempre fatto dall’inizio della sua avventura sulla panchina laziale. Un altro test per tutti, in una delle settimane più incandescenti della stagione.lalaziosiamonoi.it

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Italia, Ventura alle ‘Iene’: “Si, mi dimetterò”. Poi la smentita…

Le dimissioni di Gian Piero Ventura? Nella conferenza stampa dopo la disfatta di San Siro, il ct aveva preso tempo, demandando ogni decisione dopo aver parlato con Tavecchio. Intercettato dalle Iene in aeroporto, il tecnico sembra cambiare idea e la trasmissione di Italia 1 riesce a strappargli una promessa: «Si dimette o no? Ce lo promette?», gli viene chiesto più volte dall'inviato Nicolò De Devitiis nel finger che porta all'aereo. «Sì», dice quasi sussurrando Ventura. Manterrà fede alla promessa? Il divorzio appare scontato ma il nodo sono i 700mila euro che gli spetterebbero da qui alla fine del contratto.corrieredellosport.it

AGGIORNAMENTO – (ANSA) – Piccolo giallo su un botta e risposta tra le Iene e Gian Piero Ventura all'arrivo del ct azzurro a Bari: la trasmissione ha diffuso una clip in cui si vede un inviato che chiede al tecnico, in un atmosfera concitata (Ventura, attorniato, invoca più volte "educazione"), "Si dimette o no? Ce lo promette?". "Sì", risponde l'allenatore, senza guardare l'interlocutore. Per poi però negare con un sms all'Ansa di avere annunciato dimissioni all'inviato delle Iene: "Non ho mai detto questo".

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Fallimento Italia, Malagò: «Se fossi in Tavecchio mi dimetterei. Non posso commissariare la Figc»

«Quella di ieri è stata una triste serata sportiva, siamo tutti quanti molto delusi e amareggiati». Così il presidente del Coni, Giovanni Malagò, all'indomani dell'eliminazione dell'Italia dal Mondiale. Il massimo dirigente sportivo, nel corso della presentazione del nuovo stadio dell'Atalanta, ha poi osservato che «negli anni delle vacche grasse, dove sono arrivati anche risultati importanti, se ci fosse stata attenzione, lungimiranza e logica probabilmente le società avrebbero quasi tutte uno stadio di proprietà».

«Ho sentito Tavecchio, gli ho chiesto che intenzioni avesse, e mi ha detto che domani ci sarà questa riunione in Figc. Come sapete è padrone di assumersi le responsabilità, ma se fossi in lui mi dimetterei. Oggettivamente in Figc non ci sono gli strumenti procedurali per procedere a un commissariamento». Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò, all'indomani della debacle degli Azzurri. «Un uomo di istituzioni – ha aggiunto – deve ascoltare tutti ma anche ragionare con buonsenso con quelle che sono le norme. Il presidente del Coni può commissariare una federazione solo se non funziona la giustizia sportiva, i campionati o per gravi irregolarità amministrative. Ad oggi questi tre fatti non ci sono».

Malagò ha sottolineato che «c'è un altro discorso non scritto che riguarda invece la sfera delle competenze e responsabilità oggettive, che sono sotto gli occhi di tutti. Non succedeva dal 1958 che l'Italia non si qualificava a un Mondiale e va detto pure che allora ci andavano 16 squadre e invece oggi c'erano più possibilità. Ma soprattutto veniamo da tutto un periodo senza grandi risultati». Il presidente del Coni ha aggiunto che «dall'Under 21 sono arrivati segnali importanti negli ultimi mesi, ma anche lì c'è stata la delusione della mancata qualificazione alle ultime due Olimpiadi. Ci sono stati investimenti, attenzione e interesse al mondo del calcio femminile, ma anche lì l'Italia manca da sempre a una grande manifestazione».

«Se il signor Tavecchio ritiene, magari dopo ieri, di essere la persona maggiormente deputata per portare avanti il nuovo corso della Federcalcio, si assume la responsabilità di questa decisione». Lo dice il presidente del Coni, Giovanni Malagò. «Non c'è una regola, un'obbligatorietà – specifica – Ci sono stati casi in cui presidenti federali e allenatori sono rimasti al loro posto assumendosi la loro responsabilità, e ci sono altre persone che hanno deciso di non farlo. Sono scelte della propria coscienza. Nomi in grado di poter dare svolta? Innanzitutto ci porremo il problema quando ci saranno queste dimissioni, ammesso che avvengano».Ilmessaggero.it

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Milinkovic, ultima fatica con assist nella Serbia

Seconda consecutiva da titolare, ma stavolta Milinkovic lascia il suo zampino. C'è la Corea del Sud in amichevole per la Serbia, che ha già da tempo staccato il pass per il Mondiale. Il talento laziale è in campo dal primo minuto: rifinisce e si diverte, gioca e sigla il suo primo assist. All'ora di gioco è proprio l'ex Genk ad apparecchiare con uno splendido scavetto la porta a Ljajic. Gol del vantaggio, poi raggiunto pochi minuti da un rigore a favore dei coreani. Milinkovic però lascia la sua impronta, vuole abituarsi ad essere decisivo anche con la maglia della Nazionale. 1-1 il risultato finale, con Sergej sostituito al 73'. Ora il rientro a Roma, tornerà ad allenarsi solo tra giovedì e venerdì. La testa è già al derby.lalaziosiamonoi.it