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Laziostory – 11 novembre: apoteosi nel nubifragio

Domenica, 11 novembre 2012: è la dodicesima giornata di serie a, a Roma, è tempo di derby. La Lazio si presenta alla prima stracittadina della stagione con 19 punti, in seguito ad una partenza sprint (9 punti nelle prime tre partite) e di una brusca frenata, con il 4-0 subito dal catania di Maran. E’ la prima stagione di Vladimir Petkovic, è la Lazio di Ledesma, Biava, Dias e soprattutto della coppia Hernanes-Klose, fra i tandem meglio assortiti degli ultimi anni. La seconda Roma della gestione americana, ripartita da Zeman dopo la disastrosa esperienza di Luis Enrique, si presenta al derby con 17 punti raccolti, un attacco prolifico e un difesa da registrare. Il derby però, non è solo calcio, non è solo una partita, figuriamoci se cade l’11 novembre. In campo, prima del fischio d’inizio, c’è il piccolo Gabriele Sandri, figlio di Cristiano, fratello di Gabbo, a 5 anni dalla sua morte. Applausi e commozione prima dell’inizio delle ostilità.

Il prato dell’Olimpico sembra più una risaia, sulla capitale infatti si abbatte un nubifragio spaventoso sin dalle prime ore del mattino. Marchetti, Konko Biava Dias e Lulic, Mauri Gonzalez, Ledesma, Candreva, Hernanes e Klose per la Lazio. 4-5-1, con Mauri esterno ibrido, sempre pronto a dettare il passaggio in profondità ed inserirsi, la solidità di un coppia di centrali affidabile e l’esperienza di Ledesma, diga davanti la difesa. Il 4-3-3 di Zeman vede Goicoichea in porta, Piris, Burdisso, Marquinhos Balzaretti, Bradley Florenzi e de Rossi a centrocampo con Totti, Osvaldo e Lamela in attacco. Dieci minuti, e la Roma passa: calcio d’angolo da tribuna monte mario lato nord e Lamela batte Marchetti di testa. Poco dopo la mezzora la risposta della Lazio: punizione dai 25 metri di Candreva forte e centrale. La respinta maldestra di Goicoichea entra di diritto fra le papere storiche dei derby e regala il pareggio ai biancocelesti. Prima dell’intervallo arriva il vantaggio: azione personale di Hernanes sulla sinistra, poi un tiro verso la porta che diventa un assist per Klose, grazie allo stop di una pozzanghera. Il tedesco controlla col destro, e firma la rete di sinistro. A complicare ulteriormente le cose ai giallorossi ci pensa De Rossi, che rifila un ceffone a Mauri: cartellino rosso e Roma in 10. Il 3-1 è gentile concessione di Piris: il terzino paraguayano trasforma un cross senza pretese in un assist perfetto per Mauri, che di interno destro batte a rete.

E’ il derby dei regali e anche Marchetti non vuole far mancare il suo: legge male una punizione di Pjanic e da vita ad un recupero palpitante. All’ultimo respiro infatti, è un’altra punizione del bosniaco a mettere Osvaldo nelle condizioni di pareggiare: l’argentino mette fuori e il boato della Nord accompagna il triplice fischio. La vittoria sotto la pioggia dell’11 novembre è solo il primo dei tre derby della stagione. Il secondo finirà senza sconfitti e il terzo… eh, del terzo ne parliamo un’altra volta, che è meglio…

Dario Cadeddu

11/11/2023

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FORMELLO NEWS

FORMELLO – Zaccagni verso il forfait. Marusic spinge per il recupero

Zaccagni sente ancora dolore al ginocchio destro. I tempi per il derby ormai sono molto stretti. Oggi non si è allenato, verrà valutato domani, prima che la squadra cominci il ritiro in vista del derby. Farà un provino pure Marusic, anche lui in dubbio. Luis Alberto è invece recuperato.

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Lazio NEWS

Lazio, il vento è cambiato: sono anni che fa meglio della Roma…

È ora di derby. È ora di capire da che parte pende l’ago della bilancia. Domenica pomeriggio, alle 18, Lazio e Roma si ritroveranno faccia a faccia. E così anche Sarri e Mourinho. Entrambi hanno già parlato della stracittadina, alimentando quel fuoco che in città in realtà non si spegne mai. Nella scorsa stagione i biancocelesti hanno vinto sia all’andata che al ritorno (sempre per 1-0), e sono quattro anni di fila che chiudono il campionato davanti ai cugini (non succedeva da 30 anni). Dopo anni in cui è stata la Roma a fare meglio della Lazio, nelle ultime stagioni il vento è cambiato…

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Lazio-Roma, numeri e curiosità

Di seguito tutti i numeri e le curiosità su Lazio e Roma:

● Da quando esiste il girone unico (1929/30) questo sarà il derby di Roma numero 181 considerando tutte le competizioni, il 159° in Serie A: nel massimo campionato guidano il bilancio i giallorossi, con 56 vittorie a 42, mentre 60 sono i pareggi.

● La Lazio ha vinto negli ultimi due derby di Serie A contro la Roma, non subendo alcun gol: non ottiene tre successi di fila contro i giallorossi nel massimo campionato dal 2012, ma non ha mai vinto nella storia tre stracittadine romane di fila nella competizione senza mai incassare gol.

● La Lazio è imbattuta negli ultimi sei derby giocati in casa in Serie A (4V, 2N) – già striscia record di imbattibilità interna per i biancocelesti nella competizione -, l’ultimo successo giallorosso da squadra ospite risale allo 0-2 del 4 dicembre 2016 (reti di Strootman e Nainggolan).

● La Lazio ha già perso cinque partite in questo campionato: con una sconfitta nel derby salirebbe a sei, eguagliando il suo peggior dato nell’era dei tre punti a vittoria dopo le prime 12 partite stagionali in Serie A (sei ko nel 2015/16).

● Considerando le ultime otto giornate di campionato, la Roma sarebbe terza in classifica, con 16 punti dietro a Juventus e Inter (entrambe 19): per i giallorossi in questo parziale cinque vittorie, un pareggio e due sconfitte.

● La Roma è la formazione che ha segnato più reti dal 76’ minuto di gioco in poi in questo campionato (ben nove), parziale in cui la Lazio ha messo a referto appena due gol; la formazione biancoceleste, inoltre, è una delle sei squadre che non hanno ancora guadagnato un singolo punto da situazione di svantaggio nella Serie A 23/24.

● La sfida tra Roma e Lazio è quella che ha visto più cartellini rossi in Serie A nell’era dei tre punti a vittoria (dal 1994/95): 38 espulsioni in 58 incontri nel periodo, tra cui quelle di Ibañez, Cristante e Marusic nell’ultima stracittadina di marzo.

● Soltanto contro Simone Inzaghi (quattro), Josè Mourinho ha perso più gare in Serie A che contro Maurizio Sarri (tre): il portoghese vanta il 75% di sconfitte contro l’allenatore toscano (tre su quattro sfide) e tra gli allenatore affrontati almeno due volte nella competizione, proprio solo contro l’attuale allenatore dell’Inter (80%) ha una percentuale più alta di ko nel massimo torneo italiano.

● Romelu Lukaku ha partecipato attivamente a cinque gol (due reti, tre assist) nelle ultime tre sfide contro la Lazio in Serie A: potrebbe diventare il secondo giocatore belga a trovare la rete nel derby della Capitale nel massimo torneo dopo Radja Nainggolan e il primo attaccante straniero a farlo all’esordio assoluto nella stracittadina romana da Edin Dzeko, che ci riuscì l’8 novembre 2015.

● Ciro Immobile ha segnato quattro gol nel derby di Roma in Serie A (l’ultimo datato 15 gennaio 2021) e nella storia della Lazio solo due giocatori hanno fatto meglio nel massimo campionato: Silvio Piola (sei) e Tommaso Rocchi (cinque).

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Apoteosi Lazio: 1-0 al Feyenoord. Decide Immobile

Più che un inferno è stata una sofferenza. La Lazio però alla fine si è ritrovata in paradiso. I biancocelesti battono 1-0 il Feyenoord con il 200esimo gol con l’aquila sul petto di Ciro Immobile. Il capitano laziale ha realizzato per la 67esima volta, da quando è a Roma, il gol dell’1-0. L’ha sbloccata, l’ha decisa, permettendo alla squadra di riprendersi il secondo posto in classifica alle spalle dell’Atletico Madrid che ha travolto il Celtic (6-0). Fra tre settimane la Lazio ospiterà proprio gli scozzesi che verranno all’Olimpico privi di Maeda e Palma squalificati.

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Lazio-Feyenoord, i convocati di Sarri: out Marusic

Portieri: Magro, Provedel, Sepe;

Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Patric, Pellegrini, Romagnoli;

Centrocampisti: Cataldi, Guendouzi, Kamada, Luis Alberto, Rovella, Vecino;

Attaccanti: Castellanos, Felipe Anderson, Immobile, Isaksen, Pedro, Zaccagni.

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CHAMPIONS LEAGUE NEWS STATISTICHE

Lazio-Feyenoord, curiosità e statistiche sulla sfida di Champions League

Lazio Feyenoord in numeri

La Lazio contro il Feyenoord si gioca la permanenza in Champions League. Di seguito alcuni dati relativa alla sfida di martedì 7 novembre con gli olandesi:


● La Lazio ha vinto solo uno dei cinque incontri europei con il Feyenoord (1N, 3P), il successo è però arrivato nell’ultimo confrontro in casa dei biancocelesti: 4-2 nella scorsa stagione di Europa League.

● Dopo aver vinto 2-1 in casa della Lazio nel febbraio 2000 e 1-0 in casa dell’Inter nell’aprile 2002, il Feyenoord non ha più ottenuto alcun successo nelle ultime cinque trasferte contro squadre italiane in competizioni europee (1N, 4P). La scorsa stagione, infatti, ha perso entrambe le gare disputate a Roma in Europa League (2-4 contro la Lazio, 1-4 contro la Roma).

● La Lazio ha sempre subito gol nelle ultime 22 partite di Champions League: è la striscia aperta più lunga tra le squadre che partecipano a questa edizione del torneo.

● Il Feyenoord ha perso ciascuna delle ultime sei trasferte di Champions League, con un punteggio complessivo di 4-14. Nel complesso ha vinto solo tre delle 19 trasferte nella competizione (5N, 11P) – l’ultima vittoria fuori casa è arrivata contro il Newcastle nel settembre 2002.

● La Lazio non ha vinto alcuna delle ultime tre partite casalinghe di Champions League (2N, 1P), pareggiando quella più recente 1-1 contro l’Atlético Madrid (pareggio firmato dal portiere Ivan Provedel). In più, nelle ultime nove partite casalinghe della Lazio nella competizione entrambe le squadre hanno sempre segnato (16 reti dei biancocelesti, 15 contro).

● Il Feyenoord ha vinto tre delle ultime quattro partite di Champions League (1P), dopo che in tutte le 20 precedenti gare nel torneo aveva ottenuto due successi (6N, 12P). Il club di Rotterdam potrebbe vincere tre gare di una singola fase a gironi nel torneo per la prima volta dal 1997-98.

● 46.8 è la distanza media in metri dalla propria porta in cui il Feyenoord inizia le proprie sequenze su azione: è il valore più alto in questa stagione di Champions League.

● Solo Rodri (67) e Rúben Dias (60), entrambi del Manchester City, hanno effettuato più movimenti palla al piede in avanti di Dávid Hancko (48) in questa stagione di Champions League.

● Pedro della Lazio ha trovato il gol nelle ultime due presenze in Champions League, dopo aver segnato solo in due dei suoi precedenti 35 match nel torneo. Potrebbe diventare il secondo giocatore con almeno 36 anni a segnare in tre partite di fila nella competizione, dopo Cristiano Ronaldo (5 nel 2021).

● Calvin Stengs del Feyenoord è il giocatore che ha creato più occasioni da gol sia in generale (14) che su azione (11) in questa stagione di Champions League. Sette di queste 14 occasioni da gol sono state create nell’ultimo match, vinto 3-1 contro la Lazio.

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Youth League, Feyenoord-Lazio 2-2: Napolitano-Bordon, che rimonta a Rotterdam

FEYENOORD-LAZIO 2-2

Marcatore: 40` Giersthove (F), 55` Slory (F), 72` Napolitano (L), 86` Bordon (L)

FEYENOORD (4-3-3): Ka; Read, Giersthove, Sebbar, Candelaria (84` Kleijn); Zechiel, Sauer, El Harmouz; Slory, Redmond, Sliti.

A disp.: Haksteeg, Plug, Van Der Heijden, Sneijer, Neijenhuis, Ouarghi.

All.: Robin Van Persie 

LAZIO (4-3-3): Renzetti; Zazza (76` Bedini), Ruggeri, Dutu, Milani (58` Marini); Di Tommaso, Bordon, Nazzaro (14` Napolitano); Yordanov (58` Serra), D`Agostini (46` Sulejmani), Sanà Fernandes.

A disp.: Magro, Petta.

All.: Stefano Sanderra

Arbitro: Joonas Jaanovits (EST)

Assistenti: Aron Härsing (EST) – Riivo Stolts (EST)

IV ufficiale: Alex Bos (NED)

NOTE. Ammoniti: 30` Ruggeri (L), 31` Napolitano (L), 31` Sanderra (L), 79` El Harmouz (F), 85` Zechiel (F), 88` Giersthove (F)

Espulsi: 83` El Harmouz (F) per doppia ammonizione

Al 30` Renzetti (L) respinge un calcio di rigore.

Recupero: 2` pt, 4` st.

UEFA Youth League | III giornata, gruppo E

Mercoledì 25 ottobre 2023, ore 14:00

Sportcomplex Varkenoord, Rotterdam

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Laziostory – Lazio-Inter: la vendetta sul figliol prodigo

16 ottobre 2021. Ottava giornata di campionato, all’Olimpico c’è Lazio-Inter. Biancocelesti reduci dallo schianto di Bologna che ha – di fatto – spento l’euforia del derby vinto. 11 punti in classifica raccolti e una pausa per le nazionali di mezzo. Dall’altra parte i nerazzurri si presentano a Roma da imbattuti, con 17 punti in classifica. C’è una partita nella partita però, ed è quella che giocano dalle panchine i due tecnici. Il ritorno all’olimpico di Simone Inzaghi è i tema principale del match, il suo addio in estate non è stato ancora digerito, la sua scelta ha diviso profondamente la tifoseria dopo 5 anni di idillio quasi perfetto. “Torno a casa, dai miei tifosi” dice nella conferenza pre partita e in effetti, l’accoglienza è speciale. Cori, striscioni e un passaggio sotto la curva nord. Simone torna per un breve lasso di tempo fra la sua gente, ma poi, torna avversario sul campo. Sarri dal canto suo è alle prese con il solito andamento altalenante della squadra e con qualche malumore all’interno del gruppo. C’è un equilibrio da costruire, meccanismi da automatizzare sul campo.

Il il big match dell’ottava giornata, il tecnico biancoceleste schiera Reina; Marusic, Luiz Felipe, Patric, Hysaj; Milinkovic, Leiva, Basic; F. Anderson, Immobile e Pedro. Restano in panchina Luis Alberto, Lazzari e un acciaccato Zaccagni. Inzaghi deve fare a meno di Sanchez e lascia Lautaro in panchina. Davanti ad Handanovic Bastoni, de Virj, Skriniar; Darmian, Barella, Brozovic, Gagliardini e Di Marco a centrocampo con Perisic dietro ad Dzeko. Pronti via, i nerazzurri dimostrano di avere un’identità più solida e definita della Lazio: i continui cambi di campo mettono tremendamente in difficoltà il pacchetto arretrato di Sarri che capitola al 12′: Barella sfugge ad Hysaj che lo atterra in area di rigore. Dal dischetto va Perisic: 1-0 Inter. Gara subito in salita, ma i biancocelesti danno sempre la sensazione di poter essere pericolosi. Spesso confusionaria e maldestra, la squadra di Sarri riesce ad impensierire Handanovic soprattutto con Basic, su una buona discesa a destra di un ispirato Felipe Anderson. Le squadra vanno al riposo con il vantaggio nerazzurro, ma la ripresa, stravolgerà completamente il copione della partita. E’ Immobile a pareggiarla, probabilmente nel momento meno convincente della Lazio. Da calcio d’angolo arriva il Mani di Bastoni: Irrati non ha dubbi e indica il dischetto. Esattamente come Perisic nel primo tempo, Ciro non sbaglia e pareggia i conti:


Ora è l’Inter a riprendere in mano la partita, assumendosi dei chiari rischi in contropiede. Ed è così che si arriva a dieci dalla fine, al momento chiave del match. La Lazio riparte con Felipe Anderson nonostante Dimarco resti a terra. Non trattandosi di un colpo alla testa, Irrati non interviene e lascia correre. L’olimpico spinge per mandare in campo aperto il brasiliano: cross per Immobile, ciro controlla e tira. Handanovic respinge corto e proprio Felipe Anderson si ritrova la palla giusta per portare in vantaggio la Lazio.


E’ – come detto – il punto di non ritorno. L’Inter perde la testa, in campo si vedono scene pietose, atteggiamenti intimidatori nei confronti del brasiliano con lo stesso Dimarco – finito a terra in precedenza – che miracolosamente scatta in piedi ed è il primo a protestare col direttore di gara. L’inerzia del match – adesso – è tutta a favore dei biancocelesti. La tensione è palpabile e la squadra di Sarri ha praterie da sfruttare in contropiede. C’è spazio anche per l’altro ex di giornata: Joaquin Correa. L’argentino si prende i fischi dell’Olimpico, ma non incide sul match. Incide invece Milinkovic, che trova la deviazione aerea sulla punizione di Luis Alberto – subentrato nel secondo tempo – per il gol che chiude la partita, oltre il novantesimo.


Quello di Lazio-Inter sarà un post partita bollente, in cui Inzaghi – ad onor del vero – si dimostra molto onesto intellettualmente, evitando di calcare la mano sull’episodio del 2-1 laziale. C’è un regolamento, che questo venga dunque rispettato. Per la Lazio tre punti d’oro e la prima vittoria contro una vera big del campionato. Le parole dei protagonisti al termine dell’incontro.

Dario Cadeddu

16/10/2023

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‘LS’ – Calisti: “Vecino è la chiave, ma che sorpresa Castellanos” (AUDIO)

Ernesto Calisti, ex calciatore della Lazio, ai microfoni di Radiosei

Settimana di sosta, tiriamo le somme dopo 10 partite

“Champions affrontata molto bene, da 8 in pagella. In campionato non è partita bene la Lazio, ma in Europa si è riscattata. Quell’inizio di stagione ha compromesso tutta la prima parte di stagione, ma la reazione è stata importante. I ragazzi hanno riacquistato morale e forma, la vittoria contro il Celtic è stata decisiva per rialzare la testa. Sono convinto che si debba ripartire da queste ultime gare, con la certezza di avere qualche rincalzo in più all’altezza. Castellanos mi sta piacendo: sa giocare spalle alla porta e sa fraseggiare con i compagni. Ha caratteristiche diverse rispetto a Immobile, complementari”.

Sempre su Castellanos

“Ha presenza, è sempre nel vivo del gioco. Riesce a cucire il gioco attraverso un’ottima tecnica di base. Ciro è forte nell’attacco alla profondità, meno quando si tratta di far salire la squadra. L’argentino è bravo di testa, ha tempismo e intelligenza nell’inserirsi. Validissima alternatica. Volevo fare i complimenti a Vecino: se sta bene, è un giocatore fondamentale che può fare più ruoli. Ultimamente ho visto bene Isaksen in campo aperto. E’ chiaro, se il contesto funziona, tanti riescono a dare il loro contributo. Anche i rincalzi, adesso, riescono a dare il loro apporto. Abbiamo perso dei titolari, perché Milinkovic è un’assenza pesante per questa squadra”.

Vecino è la chiave, mentre la difesa…

“L’uruguaiano porta punti e tanta esperienza. Sa fare tutto e lo fa bene. Inserimento, contenimento e intelligenza tattica. E’ veramente il valore aggiunto. La cosa che non mi sta piacendo è la difesa. Troppi errori individuali, di posizionamento. Molto spesso i nostri difensori guardano la palla e si perdono l’uomo. Di solito si insegna alle scuole calcio di guardare sempre il riferimento, perché se te lo perdi – l’attaccante – poi è troppo tardi. Bisogna migliorare moltissimo. Troppi gol in fotocopia”.

Dario Cadeddu

14/10/2023