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Ora Lotito rischia il decadimento a vita dalle cariche federali

La Corte d'Appello Federale ha punito il presidente della Lazio, Claudio Lotito. Il giudice Torsello – presidente della Corte d'Appello – ha infatti accolto in parte il reclamo proposto dalla Procura Federale, inasprendo le pene per il numero uno biancoceleste rispetto alla sentenza di primo grado: da 7 si è saliti quindi a 12 mesi di inibizione, circostanza che – regole alla mano – lo escluderebbe dal governo del calcio. Perché Lotito rischia di decadere – Considerati i 2 mesi di inibizione che Lotito aveva ricevuto nel 2012 per "agentopoli", infatti, si superano abbondantemente i 12 mesi più un giorno di squalifica in dieci anni che determinano da regolamento la decadenza da tutti gli incarichi federali. L'articolo 29 dello Statuto FIGC considera del resto eleggibili solo coloro che "non siano stati colpiti negli ultimi dieci anni, salva riabilitazione, da provvedimenti disciplinari sportivi definitivi per inibizione o squalifica complessivamente superiore ad un anno, da parte della Federazione nazionale, dal Coni, dalle Discipline associate e dagli Enti di promozione sportiva o da organismi sportivi internazionali riconosciuti". Tuttomercatoweb.com

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Consiglio federale, varata la norma anti Superlega: “Chi ne aderisce è escluso dal campionato”

Varata la norma anti Superlega dal consiglio federale. È stato modificato l'articolo 16 delle Noif (Norme organizzative interne federali): "Ai fini della iscrizione al campionato la società si impegna a non partecipare a competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute dalla FIFA, dalla Uefa e dalla FIGC. La partecipazione a queste competizioni organizzate da associazioni private non riconosciute comporta la decadenza della affiliazione". La norma riguarda anche la disputa di gare e tornei amichevoli.

"Quanto alla norma anti-Superlega, chi ritiene di voler partecipare a una competizione non prevista e non autorizzata da Figc, Uefa e Fifa, perderà l'affiliazione". Lo ha annunciato il presidente della Figc Gabriele Gravina al termine del consiglio federale. "Chi ha interpretato la Superlega come un atto di semplice debolezza da parte di alcune società che vivono difficoltà economiche, sbaglia", spiega Gravina, sottolineando tuttavia che "al momento non abbiamo notizia di chi è rimasto e chi è uscito. Questa norma verrà inserita nelle licenze nazionali e poi sarà incardinata nel codice di giustizia sportiva. Se, entro la scadenza delle domande ai campionati nazionali, qualcuno aderisce ad altri campionati di natura privatistica, è fuori".

 

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Superlega, l’assemblea di Lega: Juve, Inter e Milan confermano la volontá di continuare a giocare la serie A

Dopo la notizia della nascita della Superlega la Serie A si è riunita nell'assemblea di Lega. A svolta in videocall. I club si rivedranno tutti in presenza martedì. Da parte di Juventus, Milan e Inter il concetto è chiaro: vogliamo continuare a giocare in serie A.

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Serie A, tre club votano per escludere Inter, Milan e Juve

Non si sono fatte attendere reazioni anche da parte del mondo del calcio italiano dopo l’annuncio ufficiale della nascita della tanto discussa Superlega europea. A tal proposito – scrive La Repubblica – il consiglio di Lega di Serie A convocato d’urgenza è stato una partita di poker

Il presidente Paolo Dal Pino e l’amministratore delegato Luigi De Siervo hanno messo sul piatto per l’approvazione il documento congiunto con la UEFA, che dichiarava l’opposizione delle Federazioni alla nascita della nuova competizione.

Paolo Scaroni, presidente del Milan, ha manifestato la propria contrarietà in quanto «parte in causa». Lasciando capire che il Milan, come Juve e Inter, era nel gruppo dei ribelli. Non ha votato l’ad nerazzurro Giuseppe Marotta, che essendo in Consiglio federale, in quello di Lega non può esprimere preferenze.

Tre società si sono invece dichiarate subito favorevoli all’allontanamento da ogni competizione dei club vip della Superlega: AtalantaVerona (che solo pochi giorni fa chiedevano la testa di Dal Pino al fianco di Juve e Inter) e Cagliari.

Chi chiede l’esclusione delle big si pone però anche la domanda di quanto varrebbe la Serie A senza le tre grandi. E ancora se i giocatori accetterebbero di saltare un Mondiale o un Europeo, ed eventualmente chi arbitrerà le partite di una Superlega.

Il tutto dopo che negli ultimi mesi la Serie A ha ceduto a Dazn i diritti tv per il triennio fino al 2024 e attende di assegnare ancora tre partite a giornata in co-esclusiva. E dopo che i club hanno a lungo portato avanti una trattativa per la creazione di una media company partecipata dai fondi di investimento: in cambio del 10% del capitale della nuova società, i partner finanziari avrebbero dato ai club 1,7 miliardiin sei anni.

Calcioefinanza.it

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Bufera Lega Serie A: 7 club chiedono le dimissioni e i danni a Dal Pino

Bufera in Lega Serie A a causa della sfiducia di 7 club al presidente Paolo Dal Pino. Secondo quanto ricostruisce il Sole 24 Ore, sono partite infatti due lettere contro il numero uno della Lega da parte delle società scontente (Atalanta, Fiorentina, Inter, Juventus, Lazio, Napoli e Verona): in una si fa richiesta formale di dimissioni del presidente Dal Pino e in un'altra, ancora più clamorosa, si avvisa di una denuncia con richiesta danni per cattiva gestione. In questa seconda missiva, curata dallo studio legale Chiomenti, si mettono in fila tutta una serie di rilievi a Dal Pino dovuti al suo comportamento nella gestione dei diritti tv e dei fondi. Corrieredellosport.it

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FIGC, Lotito e Marotta eletti consiglieri federali dall’assemblea

Nel corso dell’Assemblea Figc odierna, Claudio Lotito è stato eletto Consigliere Federale. Insieme al presidente della Lazio anche l’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta. L’Assemblea Elettiva della FIGC è cominciata questa mattina presso il Rome Cavalieri A Waldorf Astoria. I due candidati sono Gabriele Gravina, alla guida della Federcalcio dal 22 ottobre 2018, e Cosimo Sibilia, attualmente presidente della LND.

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Elezioni FIGC, Sibilia: “Mi sento tradito: il mio patto con Gravina firmato anche da allenatori e arbitri…”

Cosimo Sibilia, 62 anni, presidente della Lega Dilettanti e vice presidente vicario della Figc, deputato di Forza Italia alla Camera, lunedì sfiderà Gabriele Gravina alle elezioni federali. La prima domanda nasce spontanea: chi glielo ha fatto fare? «L'ho fatto per coerenza e per rispettare il percorso che nel 2018 ci ha permesso di mettere fine al commissariamento». Si spieghi. «Ero in vantaggio in tutte e tre le votazioni. Ho fatto un passo indietro. Il mio è stato un gesto di responsabilità, altrimenti il calcio sarebbe rimasto per chissà quanto tempo senza una guida regolarmente eletta. Mi sono comportato così per il bene di tutti. Il patto tra me e Gravina, è bene ricordarlo, era stato sottoscritto anche da Ulivieri, presidente degli allenatori e Nicchi, presidente degli arbitri. Un accordo che, adesso, avrebbe dovuto esprimere un diverso presidente della Federazione». Gravina ha detto che si trattava di un impegno programmatico e non di successione. Lei pensa di tirarlo fuori lunedì nel corso dell'assemblea? «Non ne ho una copia. Pensavo che non ce ne sarebbe stato bisogno. Voglio vedere se chi ce l'ha avrà il coraggio di mostrarlo a tutti. Sarebbe giusto perché così i delegati capirebbero meglio di cosa sto parlando e si farebbero un'idea più precisa». Si sente tradito? «Lei come si sentirebbe? Ma ho raggiunto da tempo l'età della ragione e non mi meraviglio più di niente. Deluso però lo sono, soprattutto da una persona». Sarebbe? «Giancarlo Abete. Era il garante dell'accordo. Se non lo avesse ratificato lui, non lo avrei mai firmato». Resta il fatto che Gravina dovrebbe avere la maggioranza. Serie A, B e Lega Pro sono con lui e così allenatori e calciatori. «Vediamo. Un conto sono le deleghe, un altro i voti. E un candidato deve cercare di attingere da tutte le componenti. Io ci credo. I delegati sanno che persona sono e qual è il mio programma». Che si fonda? «Non ho scritto il libro dei sogni. Il mio documento è sobrio e mira al cuore del problema: governance, riforma dei campionati e della giustizia sportiva, infrastrutture. Con la giusta attenzione al calcio di base, giovani e dilettanti». Tra i suoi sponsor c'è Lotito. «Non c'è nessuna evidenza che il presidente della Lazio voti per me» La riforma dei campionati sembra una chimera. Non è facile far cambiare idea alla Lega di A. «Il problema non è il numero. Ai tempi dell'Avellino di mio padre non c'erano 20 squadre, eppure lo spettacolo era avvincente lo stesso. Magari possiamo cambiare i format e possiamo farlo d'intesa con i presidenti. La verità è che, così, il sistema non regge». Anche Gravina ha messo al centro del suo programma la riforma dei campionati. «Mi domando perché non l'abbia messa in pratica durante l'emergenza, quando il precedente governo aveva dato alla Federazione il potere di intervenire…». I Dilettanti non si schiereranno compatti al suo fianco. Tavecchio, presidente del comitato lombardo, di sicuro non l'aiuterà. «Non ho niente da dire a Tavecchio. Lui fa il suo e io il mio. Di sicuro la Lega Dilettanti non è stata determinante per le sue dimissioni. Si dovrebbe rivolgere altrove». Con Gravina avete ottenuto parecchi risultati. «Non gli ho fatto mai mancare l'appoggio. Mi dispiace perché quell'accordo si poteva anche rivedere. Bastava parlarne. E invece ho scoperto che intendeva ricandidarsi a prescindere».

Il Corriere della Sera

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De Siervo: “TV, via alle trattative private. Lotito, De Laurentiis e Ferrero nella commissione”

La Lega Serie A procede nel percorso di assegnazione dei diritti televisivi per la prossima stagione. Nella conferenza stampa che ha fatto seguito all’assemblea di oggi, l’amministratore delegato Luigi De Siervo, ha presentato la commissione ristretta che lo accompagnerà nel percorso della trattativa privata che vedrà protagonisti Sky, DAZN, Eurosport e MediaPro (“Le offerte presentate – ha spiegato lo stesso De Siervo – sono quelle circolate sui media”). Ad accompagnare De Siervo in questo percorso saranno Claudio Lotito, Aurelio De Laurentiis e Massimo Ferrero, rispettivamente presidenti di Lazio, Napoli e Sampdoria. Con loro, anche gli avvocati Cappellini e Campoccia, in rappresentanza rispettivamente di Inter e Udinese.

tuttomercatoweb.com

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Spadafora difende la Riforma dello Sport e attacca Malagò: “Critiche legate al rinnovamento Governance”

Una risposta dura e una difesa del Testo Unico della legge delega. Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora ha inviato una lettera al presidente del Coni dopo l’approvazione del documento anti riforma votato a larghissima maggioranza dal consiglio nazionale (astenuti i rappresentanti degli enti di promozione, il presidente del nuoto Paolo Barelli e quello del tennis Angelo Binaghi). Nelle parole a Giovanni Malagò si dice che “molte delle richieste esulano dai criteri e dai principi direttivi della legge delega” e si sorprende del fatto che non ci sia nessuna considerazione positiva su 226 articoli nonostante “Coni, Federazioni e ed enti di promozione abbiano partecipato ai lavori e molte delle richieste avanzate siano state accolte”. Nel documento approvato al Coni si scrive fra l’altro di “sistema sportivo italiano stravolto” e direzione opposta a quella dell’autonomia e della Carta Olimpica per poi sottolineare che il testo è disarmonico e crea “sovrapposizioni e dispersioni di risorse”. Fra le altre richieste, un ruolo delle federazioni negli organi della promozione sportiva, una rivisitazione delle norme si lavoro e vincolo sportivo per evitare che le tutele siano tutte a carico dell’associazionismo sportivo in un momento di grande difficoltà, aumento della pianta organica del Coni. Si chiedeva poi l’assunzione di 12mila docenti di scienze motorie nella scuola e il raddoppio delle risorse del finanziamento dello Stato allo sport. Di qui la considerazione di Spadafora sulle considerazioni che “esulano” dalla legge delega. Il Ministro ricorda anche il miliardo di euro di questi mesi fra finanziamenti alle società, bonus per i collaboratori sportivi e maggiori fondi per l’impiantistica sportiva. Spadafora avanza il dubbio che le critiche “dipendano dal tema del rinnovamento della governance” e da una “classe dirigente poco disponibile al cambiamento. In pratica: protestate perché c’è il tetto dei mandati. Il Ministro parla poi di un “clima non del tutto sereno” e scrive che su vincolo e tutele la legge già prevede un’”applicazione graduale” è una “disciplina transitoria”. Quanto alla semplificazione dei controlli sulle federazioni, Spadafora scrive che la legge conteneva queste norme che non sono state ritenute però compatibili dal Mef. Resta grande il tema dell’”invarianza di bilancio”. La legge, infatti, non prevede una spesa per lo Stato. E questo rende sicuramente faticosa la traduzione operativa della legge delega. Spadafora scrive anche di un riferimento ingeneroso alla Carta Olimpica che non prevede l’obbligo di inserire gli enti di promozione nel consiglio nazionale (un’altra richiesta nel documento). Spadafora si augura comunque una più “costruttiva interlocuzione istituzionale”. Infine “risulta obliterato ogni profilo riguardante le molte innovazioni introdotte rispetto a temi largamente avvertiti dagli atleti e da tutti coloro che praticano lo sport di base nelle numerose realtà del Paese”.
gazetta.it

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Gravina: “Lavoro su ipotesi playoff. Se la scuola sarà ok apertura stadi diverrà una conseguenza naturale”

"Playoff? L'incontro con Infantino è stato molto utile, sia per la sua esperienza che per il ruolo che ricopre. Abbiamo anche parlato di questo ed ho espresso la mia idea per quanto riguarda un'ipotesi di rinnovamento, di posizionare un prodotto datato, superato, non più appetibile dal fruitore di questo spettacolo". Lo ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina, nella conferenza post Consiglio federale sull'ipotesi playoff. "Bisogna confrontarsi, capire gli aspetti positivi e negativi, creare un progetto che sia appetibile da parte di tutti, condividendo un elemento fondamentale, oggi ci sono troppi impegni e siamo coscienti ed entriamo in fibrillazione quando bisogna recuperare una gara rinviata per causa di forza maggiore. E' stato sicuramente oggetto di conversazione con Infantino ed è inutile negarlo, è una idea su ci io sto lavorando da tempo, mi auguro di poter trovare dei momenti di condivisione dei soggetti che hanno interesse nel mondo del calcio", ha aggiunto. "Riapertura stadi? Ci sarà oggi un incontro del Cts. Con il premier Conte e il Ministro della Salute abbiamo condiviso un percorso. Abbiamo condiviso un percorso, priorità alla scuola, che da qualche ora è in via di applicazione dei suoi percorsi, siamo convinti che se dovesse dare risultato positivo e grazie al senso di responsabilità che il calcio italiano ha dimostrato, credo che gradualmente possa essere una conseguenza naturale", ha detto ancora. "Non vogliamo insistere, abbiamo ripresentato la nostra stessa idea progettuale sperando che possa trovare condivisione da parte del Cts e che la parte politica possa poi autorizzarci ad aprire agli spettatori", ha concluso.

adnkronos.com