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Sarri con il finto nove, la Lazio anti-Juve è decisa

Sarri a fatica s’è fatto una ragione dell’assenza di Immobile. Ha aspettato fino all’ultimo esame nella speranza di recuperarlo, si è dovuto arrendere assieme al bomber all time. Ieri Mau almeno ha ritrovato Pedro in campo, il papabile sostituto. Mercoledì era finito ko dopo un contatto con Radu, si è temuto per la caviglia. Pedro è impiegabile ovunque, lo sta dimostrando. Ha fatto anche il finto centravanti in passato, si ricorda un gol con il Chelsea allenato da Conte. La disposizione vista ieri, anche se Sarri gioca sempre a carte coperte, è stata Felipe-Pedro Zaccagi. Vale come indizio essendo stato raccolto a 48 ore dal big match con la Juve. Nella squadra opposta erano schierarti Raul Moro, Muriqi e Baby Romero. Sarri ha sfruttato la pausa per provare tutti i finti centravanti: prima Pedro, poi Zaccagni, infine Felipe Anderson. Mai Muriqi, almeno fino a ieri. Sarri non ha molto da nascondere, si prende comunque qualche ora per confermare la mossa Pedro o per modificare il tridente. Nel frattempo ha recuperato Lazzari e riuscirà a rimpiazzare Marusic. Ieri si è sottoposto al terzo tampone, ne attende l’esito. Hysaj tornerà a sinistra, Luiz Felipe e Acerbi faranno da sbarramento. Milinkovic, Cataldi e Luis Alberto sono pronosticati a centrocampo. Nei tre è stato testato anche Basic. Corriere dello Sport.  Laziopress.it

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Per Reina quota 50: domani cifra tonda di presenze con la Lazio. Quei graffi alla Juve…

Cifra tonda, quale occasione migliore per raggiungerla? Lo scontro di fuoco di domani per tagliare il traguardo delle 50 presenze in biancoceleste. Guantoni in mostra, fuori i secondi, lo Stadio Olimpico il ring del big match con cui riparte il campionato della Lazio. Pepe Reina sfida la Juventus e gli attriti del passato, causati da qualche tweet rimasto indigesto alla dirigenza e ai tifosi della Juventus. Era il 16 marzo del 2016, si giocava Bayern Monaco-Juve: da numero uno del Napoli postò il nome di Thiago Alcantara subito dopo il suo gol rifilato alla Vecchia Signora in Champions. A Torino non la presero bene, venne ricoperto di insulti e commenti poco ripetibili. Era vivo il duello in Serie A coi partenopei, in panchina c’era Sarri. Stessi allenatori di fronte, Reina sempre titolare, stavolta però a difendere i pali della Lazio. Toccherà quota 50 partite in poco più di dodici mesi, firmò un biennale nel 2020 con opzione per il prolungamento in caso di qualificazione alle competizioni europee. Sarà anche la tredicesima volta contro la Juventus. Nei precedenti ha ottenuto 4 vittorie, 1 pareggio e 7 sconfitte. Il successo non l’ha mai centrato da quando è arrivato a Roma: 1-1 all’Olimpico e 3-1 allo Stadium. Corriere dello Sport.

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Di Canio: “Sarri drogato di calcio come me. Lotito? Più che bene come imprenditore”

Parlare di calcio, ma probabilmente di qualunque cosa, con Paolo Di Canio è come salire su un ottovolante, sai quando parti ma non sai quando, se e dove arrivi. Ne esci che sei un cencio strizzato, ma grato intanto di essere vivo e comunque strapieno di cose mai banali su cui rimuginare. Lo raggiungo nella sua casa romana all’Olgiata. Dopo due ore di galoppante flusso non accenna a decelerare, anzi, aumenta i giri. Ci vuole fisico e testa a stargli dietro. Paolino, detto anche “bene bene” e “male male”, ci sta da dio a bruciare vivo nel rogo della sua passione. S’intuisce il bisogno quasi fisico di avere sempre a portata di gola un vaso capiente dove ver- sare e sfogare il suo debordante e quasi sempre illuminante pensiero calcistico, pena un embolo da congestione. Lazio-Juventus di domani, il pretesto. Da ex bilaterale, l’uomo giusto per parlarne. La Juve, un passaggio importante, la Lazio la sua storia. Giocatore bandiera? Sì certamente nella testa. A 36 torna, a fi nire là dove tutto era cominciato. Era il 2004. Racconta, come fosse ieri. Spassoso quando fa l’imitazione di Lotito. «Al Charlton avevo un biennale firmato di 900mila euro. Per tornare alla Lazio, ne accettai 250mila. Ho lasciato un milione e mezzo in due anni, ma non me ne fregava niente, era il prezzo per comprare la felicità».

Quasi 20 anni di Lotito alla Lazio come li giudichi?

«Sono una persona onesta, scindo le problematiche personali dal resto. Pensando da dove è partito, ha fatto non bene, di più. Che gli possiamo dire come imprenditore sportivo? Risultati importanti e bilanci sani».

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Venti anni più indietro. 15 gennaio 1989. Cos’è rimasto del ragazzino di 21 anni che va a esultare provocatorio sotto la Sud come Chinaglia?

«L’entusiasmo in tutte le cose che faccio. La gioia di condividere. Anche quando gioco a padel o a calciotto con i miei amici di sempre, nessun ex calciatore».

[…]

Come arrivano Lazio e Juventus a questa partita di domani? 

«Allegri contro Sarri, la Juventus che cerca il passato contro la Lazio che cerca il suo futuro. Stanno cercando entrambe la quadra. Allegri cerca la squadra compatta, solidale del passato. Il problema è che quella di oggi è più fragile: non basta fare un gol per stare al riparo. Il centrocampo non funziona. Non costruisce bene e non fa e filtro. Sono tutti filiformi là in mezzo, alti e lenti nei primi passi».

È il problema?

«Non è l’unico. Manca la specificità di ruolo in assenza del titolare. Alex Sandro non spinge più come quattro anni fa. È una squadra che accusa sempre una zoppia. E poi, Dybala. Campioneassoluto, eterno talento, ma…»

Cosa gli manca per diventare definitivo?

«Non so, forse una fragilità emotiva. Dall’avvento di Ronaldo qualcosa si è fermato in lui. Hanno cercato anche di cederlo, non dimentichiamolo». 

Ha sofferto Cristiano Ronaldo?

«Non solo non ha tratto giovamento dalla sua presenza, ma lo ha subito. Ha soff erto di non essere più il protagonista assoluto. Si è sentito cancellato. Attenzione, lo dico al mondo dei social, stiamo sempre parlando di un giocatore fantastico». 

Sarri, Pirlo, di nuovo Allegri: una società che sembra andare a braccio.

«Non offendiamo nessuno se diciamo che queste scelte fatte e rinnegate velocemente sono sintomo di confusione. Altrimenti, dovrebbero spiegarci che strategia è. Aggiungi la pandemia che ha tolto lucidità e risorse a tutti».

[…]

Sarri sta dimostrando alla Lazio questa capacità di adattamento, frusta inclusa?

«Un allenatore bravo deve far questo. Hazard ha mandato via Mourinho dal Chelsea, portandosi dietro la squadra. Sarri è un animale da campo. Gli salta la Roma, l’alternativa è la Cina, accetta la Lazio perché non può stare più di un anno lontano dal suo mondo. È un drogato di calcio, come me». 

Partita aperta domani? 

«Troppe incognite, la sosta, viaggi, infortuni. Sulla carta la Lazio sta meglio, ha più capacità di aspettare e di ripartire» Corrieredellosport.it

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Sarri-Allegri, opposti unici: una rivalità lunga 18 anni

Come riportato dal Corriere dello SportSarri e Allegri si sono affrontati per la prima volta il 16 novembre 2003:  una partita di Serie C2, Sangiovannese-Aglianese 0-0, senza tiri in porta. Poi la scalata e i nuovi scontri tra 2014 e 2018, tra frecciatine, scherzi e battute. E un paio di scudetti contesi. Adesso, si ritroveranno allo stadio Olimpico, ma dovranno fare i conti con diverse assenze: in casa Lazio, Immobile è out; mentre per i bianconeri è a rischio la presenza di Dybala.La Lazio ha dalla sua il talento di gente come Milinkovic e Luis Alberto; ma la Juventus in questo campionato non ha più margini di errore. I due allenatori hanno riacceso una delle discussioni del nostro calcio, riportandoci agli anni ’80, con le differenti idee di Trapattoni (Allegri) e Sacchi (Sarri), il pragmatismo contro la visione. Il tecnico biancoceleste sa sfruttare le caratteristiche dei suoi uomini, d’altro canto anche Allegri è spesso costretto a cambiare, non avendo più la rosa dei bei tempi. laziopress.it

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La Lazio aspetta Marusic: è ancora positivo

Lazio in emergenza sulle fasce in vista della sfida con la Juve. Lazzari sta tentando il recupero dopo l’infortunio al polpaccio rimediato contro il Marsiglia, Marusic è out perché positivo al Covid-19. Il calciatore è ancora in Serbia dopo il tampone risultato positivo con la nazionale del Montenegro. Carica virale bassa, ma non potrà rientrare in Italia fino a quando non sarà certificata la negativizzazione. Altro tampone in programma domani, ne fa uno ogni due giorni. Con l’esito negativo dovrà comunque passare un periodo di isolamento di dieci giorni. Poi dovrà svolgere la procedura sanitario-burocratica per il reintegro in squadra. Sarri aspetta, ci sono tante partite all’orizzonte e vuole tutti gli uomini migliori a disposizione.

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Immobile corre contro il tempo, Lotito annuncia l’ingresso nel Cda del Presidente della fondazione Shoah

La speranza, si sa, è l’ultima a morire. Ciro Immobile sogna di tornare contro la Juventus. «Speriamo, ci proviamo», ha ammesso ieri a un tifoso che gli chiedeva se avrebbe giocato sabato contro i bianconeri. Troppo grande la delusione per non aver potuto aiutare i compagni di nazionale, il bomber non vede l’ora di rifarsi in campionato. Oggi nuovi controlli al polpaccio sinistro, l’edema si sta riassorbendo e l’attaccante aumenta i carichi di lavoro ma lo staff medico della Lazio predica grande cautela anche perché il rischio di una ricaduta è serio e saltare anche la gara contro il Napoli sarebbe una beffa.
Ciro però non molla e una volta conosciuto l’esito della risonanza in programma oggi alla clinica Paideia, deciderà cosa fare in sintonia con lo staff medico. Immobile, intanto, ieri in Vaticano per la presentazione della partita benefica che il suo club ospiterà domenica a Formello (ore 14,30 con l’attaccante che farà l’arbitro) tra la squadra del Papa e la rappresentativa della comunità mondiale dei Rom, è tornato sullo 0-0 dell’Italia contro l’Irlanda del Nord che costringerà gli azzurri agli spareggi per approdare al mondiale in Qatar e parlando con Marco Tardelli anche lui presente all’iniziativa ha ammesso: «Non ci voleva, adesso giocheremo con l’ansia di quello che è successo nel 2017».
Lotito intanto annuncia che il Presidente della fondazione Shoah Mario Venezia è entrato nel Cda della Lazio. In attesa di novità da Immobile Sarri prosegue con la preparazione a Formello: il tecnico senza Immobile proporrà il falso nove e lascerà in panchina Muriqi che evidentemente non gli da le giuste garanzie. Una bocciatura per il kosovaro che a gennaio potrebbe tornare in Turchia. L’idea è quella di proporre il tridente con Zaccagni, Pedro e Felipe Anderson. Differenziato per Cataldi mentre radu è stato provato come terzino. Leggo

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L’ascesa di Cataldi: con lui in campo Sergej e il Mago possono coesistere

Da riserva con poco minutaggio a protagonista di questo avvio di stagione: Danilo Cataldi si è messo a disposizione di mister Sarri ed il tecnico sta valorizzando l’impegno del giocatore. Come evidenzia il Corriere dello Sport, il classe ’94 ha effettuato un processo di maturazione sia tattico che mentale: ha contribuito al rilancio di Luis Alberto insieme a Milinkovic: riesce a regalare alla squadra il dinamismo necessario per la convivenza dei due big. Per lui è arrivata anche la convocazione in Nazionale del ct Mancini ed ora è pronto a diventare sempre più protagonista di questa Lazio. Laziopress.it

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Sarri, la rivoluzione in numeri: ecco il confronto

Si riparte dopo la pausa con una certezza in più: la strada, totalmente nuova intrapresa dalla Lazio, è quella giusta. Lo dicono i numeri, che come al solito fotografano la realtà così come appare. Il confronto con l’ultima stagione di Simone Inzaghi sulla panchina biancoceleste è un ottimo metro di giudizio. Sarri sta facendo meglio dopo 12 giornate. Sono 21 i punti conquistati su 36 disponibili, mentre nella passata stagione erano 18. Sei vittorie, 3 pareggi e 3 sconfitte nella Serie A in corso, un successo in meno e un ko in più con Inzaghi.I segnali incoraggianti arrivano anche se si guarda nello specifico. Venticinque i gol all’attivo, 7 in più rispetto alla passata stagione. Sono 19 invece quelli subiti contro i 20 del campionato precedente. Si è passati da una differenza reti di -2 a una attuale di +6. Ora la Juve per confermare il trend in crescita. La rivoluzione di Sarri è nel pieno, la fase di rigetto, come definita dal tecnico, sembra alle spalle. Serve solo continuità. Corrieredellosport.it

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Rinnovo e mercato, ieri vertice Lotito-Sarri a Formello

L’intesa tra mister Sarri ed il presidente Lotito è reale: da subito sembra essere nato un rapporto di fiducia importante, che potrà dare vita ad un progetto valido anche nel futuro. Come riporta il Corriere dello Sport, ieri a Formello è andato in scena un vertice tra i due per il rinnovo fino al 2025 e si è parlato anche di mercato: sul taccuino c’è Botheim, punta del Bodo/Glimt. Il patron e l’allenatore sono quindi in contatto per costruire una Lazio più forte e pronta ad ambire a traguardi importanti. La priorità è trovare a gennaio un vice-Immobile; il 21enne del Bodo è in scadenza nel dicembre del 2022. Laziopress.it

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Sarri, la rivincita con la Juve senza Ciro. Joao Pedro il preferito per gennaio

Settimana travagliata per Sarri. Sabato c’è la Juve, la sua ex squadra, con cui ha vinto anche se i rapporti con i suoi ex dirigenti sono un po’ tesi, e non potrà arrivarci con la squadra al completo viste le assenze. Specialmente quella di Ciro. Al suo posto il tecnico sta pensando a Pedro falso nueve, è il candidato ideale perché lo ha già fatto in passato e conosce bene i movimenti, senza dare punti di riferimento e potrebbe darsi il cambio con Felipe Anderson sulla fascia. A completare il tridente ci sarà Zaccagni. Davanti potrebbe esserci Muriqi, ma Sarri ultimamente non lo sta prendendo in considerazione. Oltre all’assenza di Immobile bisogna fare i conti anche con quelle di Marusic, positivo al covid-19, e Lazzari, infortunatosi a Marsiglia. In questa settimana si sottoporranno rispettivamente a tampone ed esami diagnostici, sperando diano risultati confortanti. Per quel che concerne il mercato di gennaio, la Lazio tessererà Kamenovic e cederà Vavro e Jony, probabilmente entrambi in Spagna. Da monitorare la situazione Muriqi, che può andare in Turchia; il sogno per l’attacco è Joao Pedro. Lo riporta l’edizione romana de Il Messaggero. laziopress.it