Non solo Joao Pedro. I radar della Figc, con la prospettiva di una convocabilità in Nazionale sulla scia di Emerson e Toloi, sono accesi anche su un altro brasiliano, il laziale Luiz Felipe. Che è già in possesso di doppio passaporto: hanno origini italiane sia suo padre che sua madre. Un centrale che potrebbe ampliare il gruppo dei difensori a disposizione di Roberto Mancini: il c.t. lo segue con ancora maggior interesse rispetto al romanista Ibanez, che pure sarebbe entusiasta di vestire la maglia azzurra, anche se ora ha ricevuto una preconvocazione dal Brasile. Anche per il biancoceleste, come per Joao Pedro (per lui sarebbe decisiva soprattutto la data del matrimonio con Alessandra, siciliana), i legali della Figc stanno studiando nei dettagli la fattibilità dell’operazione.
Ma nel caso di Luiz Felipe la situazione si presenterebbe ancor meno complessa: la pratica era stata già affrontata nel marzo 2019, quando il difensore, che ha giocato solo un paio di partite con l’Under 20 verdeoro, fu convocato da Di Biagio nell’Under 21, ma dopo i ringraziamenti di rito per la fiducia dimostrata, fece dietrofront una volta raggiunta la nazionale in raduno a Roma. “Il fatto di poter sperare in una chance con il Brasile non mi rende sereno: ho deciso di giocarmi le mie carte, punto alla Seleçao”, disse. Puntava all’Olimpiade di Tokyo, soprattutto: ma il sogno è rimasto tale, anche perché il laziale doveva completare il recupero per un infortunio a una caviglia. Gazzetta.it