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Incognita Zaccagni, nuovi fastidi: il recupero va lento

Non un allarme, ma un po’ di preoccupazione sì intorno alle condizioni di Mattia Zaccagni. L’esterno offensivo si è fatto male dopo il match con il Cagliari. “Trauma distrattivo a carico del muscolo ileo-psoas della coscia sinistra”, recitava il comunicato medico diramato dalla Lazio. Il giocatore sta recuperando, ma sabato ha avvertito di nuovo dolore dopo tre giorni di lavoro differenziato sul campo. Le sue condizioni sono da valutare giorno per giorno. Vuole tornare il 16 ottobre contro l’Inter, ma meglio non accelerare i tempi. Una ricaduta potrebbe allungare i tempi di recupero. Caso differente per Immobile, che si è fatto male dieci giorni dopo l’ex Verona, ma il suo recupero procede tranquillamente. Se il protocollo riabilitativo venisse confermato (dopo ulteriori accertamenti clinici che dovrebbero avvenire entro il fine settimana), Ciro tornerebbe ad allenarsi in gruppo all’inizio della prossima settimana. Giusto in tempo per preparare la sfida all’Inter. Corrieredellosport.it

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Sarri psicoanalizza la Lazio: c’è un vizio di mentalitá da rimuovere

Tre gol subiti, zero punti e una prestazione inguardabile: il crollo della Lazio a Bologna è totale. E quando sembrava non potesse andare peggio, ecco l’ingenuità di Acerbi: il difensore, sul 3-0, subisce fallo ma protesta e riceve un rosso che gli farà saltare la sfida con l’Inter di Inzaghi dopo la sosta. Insomma la luce della Lazio si è spenta di nuovo, dopo i successi contro Roma e Lokomotiv che avevano fatto scattare una scintilla: «Eravamo scarichi dice Sarri – sotto tutti i punti di vista. È una questione di mentalità. Uno dei ragazzi mi ha detto: “Sono qui da 6 anni e facciamo sempre così, abbiamo un periodo positivo e poi cadiamo in partite simili“. Dobbiamo lavorarci, la gioia di un successo deve durare 7-8 ore, invece siamo una squadra che si accontenta». Lo conferma anche l’ex Parolo, ora commentatore Dazn: «Sono stato tanti anni alla Lazio e non ho mai capito perché dopo due o tre vittorie arrivano i cali mentali. Succede ciclicamente: ricordo che dopo aver vinto a San Siro con l’Inter perdemmo male con la Spal». Sarri chiede di «archiviare questa domenica in fretta, non deve più capitare. Non ho visto un movimento senza palla, tutti la volevano sui piedi e così ci siamo chiusi gli spazi da soli. L’espulsione di Acerbi? Era la classica partita da cartellino rosso. Quando hai la testa tra le nuvole, se vai in difficoltà reagisci con nervosismo». Nelle ultime 4 trasferte, la Lazio non ha mai vinto. L’alibi di aver giocato 61 ore dopo l’Europa League non regge del tutto: «È vero, siamo gli unici in Europa a essere scesi in campo alle 12.30. Ma dovevamo comunque essere pronti, non lo siamo stati neanche all’inizio. Poi dobbiamo fare una lotta con la Lega per evitare che accada di nuovo. La rosa non è ampia? Qualche criticità c’è, ma è giusto parlarne in privato». Confronto in vista con la società. E ora contro l’Inter, senza Acerbi, toccherà alla coppia Luiz Felipe-Patric contrastare Lautaro, Dzeko e l’ex Correa. Se nel derby e in Europa League la Lazio aveva impressionato nella prima mezz’ora, ieri contro Mihajlovic al 20′ era già sotto di 2 gol: Barrow al 14′ e Theate al 17′ (azione identica al palo di Zaniolo). Le responsabilità sono collettive, ma da alcuni big, come Luis Alberto e Milinkovic, non ci si aspettano passaggi a vuoto simili. Perentorio Sarri: «Possono e devono diventare centrocampisti totali, lo sono solo in parte. Sono molto portati a giocare con la palla e poco a sacrificarsi in fase di rientro». È pesata tanto l’assenza di Immobile: nelle 26 partite giocate senza di lui, compresa quella di ieri, la Lazio ha vinto solo 7 volte, poi 12 ko e 7 pareggi. Muriqi, ieri in campo al suo posto, non ha inciso: va detto che non è stato supportato e servito in maniera adeguata. Contro l’Inter servirà la fame di Ciro, che non vuole mancare: all’inizio della prossima settimana gli esami decisivi. La Repubblica

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Sarri spinge la Lazio: “Avanti così, ora arriva il difficile”

I nervi e i muscoli bollono. Dopo una settimana di comizi esplosivi (anti-Mourinho e contro la Lega), di corpo a corpo dialettici, i silenzi parlanti di Sarri hanno introdotto il contestatissimo anticipo di Bologna. Mau aveva protestato per le partite ravvicinate d’Europa e campionato, il tutto è stato complicato dal ko di Ciro. Il pendolo di Sarri adesso è Pedro, che giochi esterno (come sembra) o falso nueve. Il tecnico ieri ha saltato la conferenza stampa di vigilia, è passata sotto silenzio. Valgono le parole dette da Mau alla squadra tra metà settimana e le ore scorse: “Dopo il derby ci aspettano le partite più difficili. Andiamo avanti così, continuiamo con il gioco veloce”. La Lazio deve sempre guardare la partita negli occhi, deve pressare con cattivismo, avanti tutta è il motto d’ispirazione. Mau ha avvertito la Lazio, il finale di settimana si è rivelato più tosto del previsto, il rischio è che manchino freschezza e lucidità, vanno trovate. L’obiettivo è centrare la terza vittoria di fila. Sarri ha saputo dispensare la squadra da alcuni compiti tattici, l’ha alleggerita mentalmente. Ora è chiamato a risolvere due difetti. La Lazio non ha mai tenuto la porta chiusa nelle sei partite di campionato: primato negativo che nell’era dei tre punti non s’era mai registrato. Ed è la squadra che ha ottenuto più punti da situazione di svantaggio (otto). È un bene e un male. Segno di grande reattività. Sarri chiede sempre partenze a razzo e continuità nei secondi tempi. Sul primo punto è stato esaudito, la Lazio ha realizzato più gol di tutti nei primi tempi del campionato (9). Sarri risfiderà Sinisa, ha perso al primo incrocio, poi non più. Contro il Bologna Mau ha vinto sette partite su otto. I conti della Lazio sono questi: ha perso solo una delle ultime nove trasferte al Dall’Ara. Sarri ha chiesto l’ultimo sforzo prima della sosta. Corriere dello Sport. Laziopress.it

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Strakosha-Lazio, riparte la trattativa rinnovo

Dall’errore di Istanbul all’affetto dei tifosi. Tutto in pochi giorni. StrakoshaLazio, si riparte: la trattativa per il rinnovo è di nuovo aperta. Come riportato da Il Messaggero, la società proverà a venire incontro alle richieste del giocatore (circa 2 milioni) e quest’ultimo farà altrettanto. A tendere la mano, il presidente Lotito che non intende perdere a zero un patrimonio della società. Laziopress.it

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Verso Bologna: Immobile alza bandiera bianca, Milinkovic in dubbio

Come riportato da La Repubblica, è difficile che Ciro possa partecipare alla delicata trasferta di Bologna, prevista domani alle ore 12.30. L’orientamento è non rischiare: in dubbio anche la presenza di Immobile con la Nazionale, che deve affrontare le finali di Nations League. In caso di forfait, l’alternativa è Muriqi, impreciso ma anche sfortunato sotto porta giovedì. L’altra ipotesi sarebbe quella di Luis Alberto in attacco con Felipe Anderson e Pedro. In questo caso, uno tra Akpa Akpro e Basic a centrocampo. I due sono in corsa per un posto da titolare, perché in dubbio c’è anche Milinkovic: il serbo non è al meglio, pure lui per un fastidio ai flessori. Sarri però spera di recuperarlo in extremis. Invece, sul processo tamponi, il 19 ottobre la Corte federale d’appello rimodulerà le sanzioni a carico di Lotito e dei medici biancocelesti.

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La scossa del derby è servita, è una Lazio autorevole che ha capito Sarri

Ci voleva il derby per accendere la Lazio, che nella prima notte europea all’Olimpico ha battuto la Lokomotiv Mosca con un’autorevolezza improvvisamente riconquistata. Catapultata verso le stelle dal trionfo contro Mourinho, la squadra di Sarri ha cambiato non solo marcia ma proprio il suo atteggiamento in campo: sembra quasi che abbia all’improvviso capito la lezione del Comandante, che prima non riusciva nemmeno a interpretare.

Il 2-0 non dice tutta la verità su una partita che ha lasciato solo un’ombra sulla Lazio: l’infortunio di Ciro Immobile, a cui Sarri ha chiesto più che gli straordinari, forse addirittura l’impossibile. L’ottava partita consecutiva per Ciro, che aggiunte alle due giocate con la Nazionale fanno dieci in 40 giorni: impegni eccessivi, tanto è vero che lo stesso allenatore aveva lanciato l’allarme alla vigilia provocando la risposta piccata (e inedita) della Lega. Si gioca tanto e a distanza troppo ravvicinata, ha denunciato Sarri, che adesso può toccare con mano che cosa può accadere.

Immobile si è fermato, chiedendo la sostituzione, forse in tempo per non causare altri danni ai suoi muscoli stressati: un campanello d’allarme di cui Sarri dovrà tenere conto anche per gli altri giocatori più utilizzati, come Acerbi, Pedrolo stesso Hysaj, che sembra assolutamente insostituibile. E’ chiaro che Muriqi non è il massimo della vita (anche ieri ha sbagliato un gol da pochi passi), ma Sarri dovrà cercare di gestire Immobile con grande attenzione, essendo l’uomo che può fare la differenza.Recupero palla e possesso, in attesa di partire in velocità: la Lazio sta imparando la lezione di Sarri, probabilmente aveva bisogno di una scossa, arrivata più attesa che mai in un derby ad alta tensione. E da ieri, probabilmente, Mau ha un titolare in più: al suo debutto dal primo minuto, Basicha segnato un gol importante, ispirato da un Pedro che sta diventando sempre più un idolo dei tifosi biancocelesti. Passando dalla Roma alla Lazio, lo spagnolo sembra ringiovanito di dieci anni: corre e rincorre, segna e inventa, miglior interprete del calcio di Sarri. A volte comprare a costo zero paga tanto. Corrieredellosport.it – Alberto Dalla Palma

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Aveva ragione Lotito, Collegio di Garanzia Coni: “Disposizione di isolamento e quarantena dei positivi spetta alle autorità pubbliche”

Processato, giudicato, condannato, quasi giustiziato, alla fine riabilitato. La spunta sempre Lotito, aveva ragione lui, lo dicono le motivazioni del Collegio di Garanzia del Coni. Le incriminazioni più gravi del caso “tamponi” sono cadute, il presidente e i medici sono stati scagionati dal Collegio del presidente Franco Frattini perché spetta «all’autorità di sanità pubblica il giudizio in ordine all’adozione delle misure di contenimento del contagio», si è letto nelle motivazioni pubblicate ieri.

La circolare del Ministero della Salute del 18 giugno 2020, richiamata nei Protocolli sanitari Figc, stabilisce che deve essere il «Dipartimento di Prevenzione territorialmente competente, per quanto riguarda l’attività agonistica di squadra professionistica, nel caso in cui risulti positivo un giocatore» a disporre «l’isolamento» e ad applicare «la quarantena». Gli atti sono tornati alla Corte Federale D’Appello, entro due mesi fisserà una nuova udienza. Per Lotito e i medici è caduta la condanna a 12 mesi di inibizione, in attesa della riformulazione della pena non sono interdetti. Corrieredellosport.it

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Rotazioni di coppa: Strakosha, seconda chance

Si gioca ogni tre giorni, possibile turnover in Europa League. Dopo il riposo di lunedì, la Lazio si è allenata ieri in maniera blanda. Alcuni giocatori hanno lavorato a mezzo servizio, Sarri è intenzionato a farli rifiatare un po’. Occasione Strakosha in porta. A Istanbul un suo errore è costato la sconfitta. Giorni difficili, ma i tifosi lo hanno rincuorato. Vuole un’altra occasione che potrebbe arrivare proprio all’Olimpico contro la Lokomotiv Mosca. Le prove tattiche scatteranno oggi pomeriggio dopo la conferenza stampa. Di sicuro non ci sarà Mattia Zaccagni, fermo per uno stiramento. In difesa spera Stefan Radu, alla ricerca ancora della prima presenza. Possibile impiego da terzino sinistro o da centrale accanto ad Acerbi (con l’azzurro spostato sul centrodestra). Solito ballottaggio tra Lazzari e Marusic. A metà campo altra occasione per Cataldi, in forte crescita, Akpa Akpro e forse Basic. In attacco Pedro dovrebbe riposare e lasciare spazio a Raul Moro. Muriqi si candida per il ruolo di vice Immobile. Queste potrebbero essere le sue partite per sbloccarsi. Corrieredellosport.it

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Reina decisivo, è al centro della Lazio

Un tuffo a mano aperta. Il mantello c’è ma non si vede. Parata da supereroe per salvare il risultato nel derby. C’è anche Pepe Reina tra i protagonisti della stracittadina. E ormai è non è più una novità. Dalla scelta di Inzaghi di affidargli i pali della Lazio, alla conferma di Maurizio Sarri, che già aveva avuto modo di conoscere a Napoli. Un feeling che con il passare dei mesi la piazza biancoceleste e più in generale a tutta la città di Roma. Uno con il suo palmares è abituato a gestire le pressioni, non si lascia spaventare da voci e mugugni. La sua forza è nella testa ancor prima che nei guanti. Non sorprende quindi la prestazione di personalità sfoderata domenica sera. Grinta, carica, attenzione e leadership. In campo è quello che si fa sentire di più, richiamando i compagni in ogni occasione. Non solo con le mani. Pepe è decisivo soprattutto nella costruzione del gioco da dietro. Piedi da centrocampista, molte volte sembra di giocare con un uomo in più in mezzo al   campo. Non è un caso che Strakosha sia stato relegato al ruolo di alternativa. Non c’entra l’errore in Europa League contro il Galatasaray, nemmeno i problemi legati al contratto in scadenza. Reina oggi è una garanzia sotto tutti i punti di vista. Caratteriale e tecnico, basti sentire le sue parole nel post derby. «A mio avviso, l’unica partita che abbiamo sbagliato è stata quella con il Cagliari a livello punti. A Milano invece è sempre difficile, è una squadra aggressiva. A Torino è stata una partita scomoda, vediamo quante squadre riescono a tornare a casa con un risultato positivo», aveva detto al triplice fischio. Eccezion fatta per Hysaj, nessuno all’interno dello spogliatoio conosce Sarri quanto lui. Ša benissimo che il percorso di crescita non possa essere immediato. Serve tempo, l’ha ribadito in modo chiaro: «Ci vuole pazienza, è un periodo di cambiamenti continui, è un vero e proprio periodo di crescita e i risultati non sono mai scontati. Sono tante le cose che si fanno in maniera diversa rispetto al passato, bisogna fare un applauso ai ragazzi, anche ai difensori. Il modo di difendere è cambiato, si va in avanti a pressare, bisogna scappare nei momenti giusti, avere una lettura di reparto e questo non è scontato.>>. Un Mondiale vinto nel 2010, inca tonato tra i due trionfi agli Europei (2008 e 2010). Questo solo a livello di Nazionale. Per il resto lo spagnolo ha collezionato successi in tutte le sue esperienze. Dal Villar real (due volte la Coppa Intertoto) al Bayern Monaco (campiona to tedesco). Passando per le esperienze con Liverpool (FA Cup, Coppa di Lega, Community Shield e Supercoppa Europea) e Napoli (Coppa Italia). È il terzo calciatore per presenze in competizioni Uefa (178): meglio di lui solo il connazionale Casillas (188) e Cristiano Ronaldo (185). Gliene mancano dieci per raggiungere l’amico e compagno di ruolo, più difficile sarà agguantare uno come CR7. Il Tempo

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Total Ciro, l’attaccante completo al servizio di Sarri

La metamorfosi di Ciro: da cecchino ad attaccante completo, è questo l’ulteriore scatto. Adesso fallire un gol conta zero perché, se non segna lui, fa comunque segnare la Lazio. Lo ha dimostrato nel derby, Immobile è sempre al posto giusto nel momento giusto. Se le ali Pedro e Felipe lo seguono, inizia lo spettacolo. Mette lo zampino sull’azione del primo gol, finisce con due assist nel tabellino. Sono i primi di questo campionato, ma è impressionante il suo contributo dallo sbarco a Formello. Dei suoi 45 passaggi decisivi in Serie A, 35 sono stati firmati dal 2016 con l’aquila sul petto. In più Ciro corre più di chiunque altro a centrocampo e in attacco: oltre dieci chilometri percorsi da agosto, solo Acerbi e Luiz Felipe ne hanno macinato qualcuno in più partendo da dietro. Numeri non certo sfuggiti a Sarri, che ne ha già fatto il punto di riferimento e l’esempio. Immobile insomma non è più solo il killer da 124 reti in Italia e 156 totali con la maglia biancoceleste -a -3 da Piola, recordman di ogni tempo – ma il cuore e l’anima del nuovo 4-3-3 di Maurizio. Peccato non sia mai diventato principe azzurro (nonostante 15 centri, a -1 da Toni e Vialli, al 18esimo posto), è comunque il re della Lazio. Adesso però Sarri deve decidere se fargli fare il primo pit stop. I biancocelesti hanno bisogno del successo contro la Lokomotiv dopo il primo ko all’esordio, ma Ciro è stanco, non ha mai rifiatato, Muriqi stavolta può so stituirlo.

DOPPIA FESTA LUIS – Resta il dubbio di Sarri proprio perché l’importanza di Immobile va ben oltre il gol. A 31 anni è total Ciro, leader del gruppo. Merito suo se la Lazio prima della stracittadina ha conquistato due punti in rimonta fra Cagliari e Torino. Non aveva nascosto l’amaro in bocca dopo l’ultimo pareggio. Le sue parole hanno trasformato la paura dei compagni in veleno. E hanno persino convinto Sarri a fare un passo indietro: alla vigilia del derby, liberare la squadra dall’ansia di rispondere a tutti i costi al suo credo. Immobile lo ha difeso, sostenuto e il tecnico lo ha ripagato facendolo rilanciare in profondità, nello spazio in cui si sente più a suo agio. Così è rinato pure Luis Alberto (vedi sventagliata sul terzo gol), che ieri ha compiuto 29 anni e lunedì sera ha festeggiato con la squadra anche il derby vinto. Tutti a cena fuori in un ristorante argentino vicino al Pantheon. Vamos.

CAPOCANNONIERE – Un modulo non imprigiona mai il talento. Immobile lo ha sempre saputo, dipende dal tecnico. Il suo amore per Sarri è scoppiato a distanza in un racconto. In stanza a Coverciano l’amico Insigne lo aveva convinto di quanto con lui sarebbe ancora cresciuto. Così dal ritiro della Nazionale era stato proprio Ciro a chiamare a giugno Lotito per persuaderlo a prendere Maurizio ad ogni costo. Immobile non si preoccupa del 4-3-3, ora sfrutta il suo calcio. Sei reti nelle prime sei giornate, a secco solo col Milan a San Siro. Nessun altro in serie A ha calciato 24 volte in porta, centrando 13 volte lo specchio. È più preciso, maturo e ancora più generoso. L’anno scorso aveva mostrato all’ex Borussia Dortmund quanto fosse cresciuto dopo aver calzato la Scarpa d’Oro. Di mezzo l’Europeo vinto, anche a livello internazionale ormai Immobile è consacrato. Sarri lo ritiene imprescindibile, il suo nuovo fenomeno. Domani rinunciare ai suoi 16 gol nelle competizioni Uefa con la Lazio (secondo a -4 da Simone Inzaghi) non sarà mica uno scherzo. Il Messaggero