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Lazio, vorrei ma non riesco: per Sarri seconda peggior partenza

Un altro pareggio che vale un tesoro. Il pirata Muriqitrova il rigore, l’ex Immobile lo trasforma in oro. La Lazio si salva al novantesimo, ma esce dallo Stadio Grande Torino a capo all’ingiù. Perché Sarri cambia i giocatori ma non il risultato. E l’ansia prende il sopravvento. Il massimo sarebbe tornare dopodomani al successo, ma ora il derby rischia di diventare già un bivio pericoloso. Per carità, i punti in classifica sono otto, ma questa è la seconda peggior partenza di Sarri in un nuovo club nel massimo campionato. Solo a Empoli, al primo anno, aveva incassato due sconfitte nelle prime 6 gare ufficiali dell’anno. Questa nuova Lazio ci prova, dà il massimo, ma sembra ancora troppo in ritardo. C’è intensità, aggressività ma ancora il trapasso dal 3-5-2 al 4-3-3 resta nel limbo. La difesa sale, ma lascia buchi al centro. Il palleggio s’interrompe spesso oppure manca l’ultimo guizzo. Questa rosa fa fatica ad adattarsi al  nuovo credo, al di là di chi scende in campo. Il Messaggero.

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Bilancio: sei acquisti per 15 milioni (compreso riscatto Zaccagni), cessione Correa sana le perdite. Akpa iper valutato, la spiegazione del club…

Tra le voci del bilancio diffuso dalla Lazio, quelle più particolari si trovano nella sezione acquisti e cessioni. La Lazio ha comprato a titolo definitivo sei giocatori nell’ultima sessione (Basic, Hysaj, Felipe Anderson, Romero, Pedro e Kamenovic) per un esborso complessivo di 7,2 milioni (esclusa Iva) più 0,9 di premi. Una cifra quasi interamente addebitabile a Basic, prelevato dal Bordeaux previo pagamento di 6,8 milioni elargibili in tre anni. Zaccagni infatti è arrivato in prestito per 200 mila euro con riscatto obbligatorio a 7 milioni.

Per quanto riguarda le cessioni, invece, Caicedo è stato ceduto a titolo definitivo al Genoa per 2 milioni in premi che scatteranno nel 2022. Kiyine (Venezia) e Correa (Inter) sono quelli che di fatto hanno sbloccato il mercato in uscita: l’ex Salernitana con 400 mila di prestito e riscatto condizionato alla salvezza per 2,8 milioni più premi, l’argentino grazie ai ai 5 milioni di prestito oneroso pagati dal club nerazzurro, 1 di premio a inizio 2022 e 25 di riscatto obbligatorio in tre annualità.

Il dato più curioso in assoluto, però, è senza dubbio quello che riguarda la cifra spesa per acquistare Akpa Akpro, che nel bilancio è salita dai 99.337 euro dello scorso anno a ben 12,7 milioni. Secondo quanto fatto sapere dal club biancoceleste, questo ammontare sarebbe comprensivo dei premi che scatteranno nelle stagioni future al raggiungimento di determinati obiettivi. L’ivoriano ha rinnovato il contratto con la Lazio sino al 2025. Corriere dello Sport

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Juric-Sarri, sfida tra comandanti: due facce diverse di aggressione e dominio

Come riportato dalla Gazzetta dello SportJuric è il rampollo più rampante di un football verticale di stampo gasperiniano; Sarri è uno dei principali apostoli di un calcio orizzontale inventato da Sacchi e rivisitato nella nostra epoca da Guardiola. Si stimano molto e in passato si sono puntualmente scambiati complimenti. Fuori dal campo, hanno un modo di vedere il mondo che idealmente li unisce: dai principi alla visione della vita, dal valore della gavetta che ha attraversato le vite di entrambi al fatto di sentirsi allenatori di un calcio popolare. E fatto per la gente. Oggi Sarri dovrà scontare un’ultima giornata di squalifica; Juric insegue la terza vittoria di fila, alla ricerca delle conferme che il suo spirito stia pervadendo il Toro.

In cima ai concetti desiderati dal tecnico della Lazio c’è la sublimazione del gusto del possesso, a partire dalla costruzione dal basso. In quelli dell’allenatore granata c’è invece la propensione a rapidi capovolgimenti di fronte con pochi passaggi, senza disdegnare il ricorso al lancio del portiere, per raggiungere velocemente la trequarti. Insegnano un calcio organizzatissimo nella struttura, nella quale gli esterni hanno prerogative diverse: attaccanti aggiunti per il tecnico del Toro, pedine di un disegno più ampio per quello della Lazio. Sarri appartiene di diritto alla categoria dei giochisti, Juric è più una via di mezzo, un ibrido, tra divertimento e risultato.

La differenza sta nella concezione dello spazio: Juric spacchetta il campo in una scacchiera di duelli, uomo contro uomo ovunque, sia quando difende sia quando costruisce; Sarri ribalta il concetto, lo spazio è da sfruttare, quasi utilizzare. L’uomo chiave di Sarri è il play di centrocampo, il metronomo intorno al quale deve girare l’orchestra; per Juric forse un vero epicentro non esiste, certo i due trequartisti sono per lui un ruolo ad altissima sensibilità, ma il suo calcio trova la fonte più sull’intensità e sull’aggressività. Schierano entrambi un tridente, ma differente in tutto: puro per Sarri con il ricorso a una punta centrale in questo momento alla Lazio (Immobile) che attacca lo spazio, nel passato più il falso nove; due trequartisti e una punta più tattica, di equilibrio, per favorire l’innesto dei centrocampisti per il croato. Anche dietro non si somigliano per niente: linea a 4 Sarri, sempre a 3 Juric. Laziopress.it

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Torino-Lazio é faida Cairo-Lotito. Ed Immobile ha il dente avvelenato…

Come riportato da La Repubblica, oggi alle ore 18:30 TorinoLazio. Partita condita dalla faida tra Cairo e Lotito, dalle questioni di politica sportiva — uno spingeva per l’ingresso dei fondi di private equity nel calcio italiano, l’altro ha lottato (e vinto) per evitarlo — alle tensioni del campo, culminate con la drammatica sfida per la salvezza del Toro all’Olimpico il 18 maggio (0-0) e l’aggressione verbale del presidente granata nei confronti di Immobile, davanti allo spogliatoio. E all’andata, peggio: il gol decisivo di Caicedo nel recupero, le polemiche sulla direzione arbitrale e l’esposto del Torino per la presenza di Immobile, risultato positivo giorni prima a un test molecolare Uefa. Da lì, l’inchiesta Figc sui tamponi, il processo e l’inibizione di Lotito e dei medici, un giallo il cui finale è ancora da scrivere. Poi la partita fantasma del 2 marzo, altra storia risolta in tribunale: il Torino non si presenta all’Olimpico perché bloccato dalla Asl, un consapevole assist — secondo la Lazio — al club granata. La stretta di mano tra i duellanti, al funerale del giovane Guerini, una tregua durata pochissimo.

Stasera c’è da aspettarsi un Immobileparticolarmente motivato. Come Cataldi, che giocherà al posto di Leiva. In avanti, tegola Zaccagni: distrazione al muscolo ileopsoas, rientrerà dopo la sosta. In panchina, ancora Martusciello per lo squalificato Sarri. Pubblicato il bilancio al 30 giugno, con una perdita di 24,2 milioni. Dal documento, il costo di Akpa, preso l’estate scorsa dalla Salernitana, risulta di 12,7 milioni: sono i premi per il club granata spalmati nei 5 anni previsti dal contratto del centrocampista. Laziopress.it

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Sarri non si ferma, porta Chiffi in tribunale

Chiusa la questione con la giustizia sportiva, con il ricorso respinto e Sarri che sarà fuori anche contro il Torino, ora il tecnico si rivolgerà alla giustizia ordinaria. E così il Corriere dello Sport titola: “Sarri salta il Toro, ma porta Chiffi in tribunale”. La Prima Sezione della Corte Sportiva D’Appello Nazionale, presieduta da Carmine Volpe, ha respinto il reclamo avverso la squalifica di due giornate inflitta al tecnico dal Giudice Sportivo dopo l’espulsione di Milan-Lazio e il successivo scontro verbale con l’arbitro Chiffi, avvenuto nel tunnel degli spogliatoi di San Siro. La procedura sportiva si è conclusa, ma Sarri con un passo storico si rivolgerà alla giustizia ordinaria. La notizia è che sta procedendo, non torna indietro, porterà l’arbitro Chiffi in Tribunale, probabilmente lo querelerà per la presunta diffamazione. Per farlo ha bisogno di ottenere una deroga alla clausola compromissoria, la chiederà alla Figc.

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Verso il derby, Sarri e Mourinho con problemi simili: equilibrio e difesa. Tutto parte da un mercato incompleto

Qualcosa non va a Roma, dove sono già partiti i primi processini. Lo fa notare Il Messaggero in vista del derby di domenica. Roma e Lazio sono una coperta corta, e i tecnici devono ancora sistemarne la fase difensiva, l’origine dell’equilibrio generale. Ci sono problemi strutturali: a entrambe mancano almeno un regista e un paio di difensori, a Mou in particolare alternative sugli esterni bassi, a Sarri al centro. Gli allenatori devono migliorare l’assetto generale, devono reinventarsi, spremere il sangue dalle rape e regalare molto di sé ai giocatori. Ci saranno sacrifici illustri, qualcuno perderà il posto, magari Luis Alberto, magari Zaniolo, se non salgono di intensità: non saranno drammi. Tuttomercatoweb.com

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Flessione Leiva confermata, Cataldi spera nella chance a Torino

Danilo Cataldi ha scalato le gerarchie, con sudore e fatica si sta guadagnando la sua prima da titolare. L’ex Primavera, dopo il gol al Cagliari, vive un momento magico. Ha conquistato Sarri in allenamento. Ruolo regista, non mezz’ala come lo vedeva spesso Inzaghi. Ha sorpassato Escalante, ora prova ad imporsi come vice Leiva. Ha spesso tradito quando doveva giocare al posto del brasiliano. Eppure non si è mai arreso. E ora vuole giocare a Torino.

Leiva stanco, chance Cataldi?

Il brasiliano è uno dei calciatori inamovibili per Sarri. Ma le ha sempre giocate e tutte e in periodo ricco di impegni potrebbe anche rifiatare. Martusciello, vice allenatore, dopo il match contro il Cagliari ha commentato così su Danilo: “Cataldi è un ragazzo di grande qualità, da play ha già giocato. Deve capire alcune cose, Leiva gliele sta insegnando”. Ordine, palleggio, idee e corsa. Lui può mettere questo a disposizione della Lazio. In vista del derby Sarri potrebbe pensare di far ruotare qualche giocatore a Torino. Cataldi vuole una chance da titolare. Un banco di prova importante, vuole essere protagonista. Corrieredellosport.it

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Luis Alberto più nel vivo, ma non è ancora magia

E’ un Luis Alberto che non sembra costantemente al centro del gioco laziale quello che si sta vedendo in questo avvio di stagione. Come evidenzia Il Tempo, lo spagnolo sembra a tratti spaesato e la crescita della Lazio passa inevitabilmente dalla sua: è il più “sarriano” eppure sembra faccia fatica ad assimilare i nuovi dettami che gli chiedono compiti molto diversi rispetto a quelli delle scorse stagioni. Deve tornare ad essere veloce di testa, a pensare ancora prima che i palloni arrivino tra i suoi piedi: ne tocca più di chiunque altro, i compagni lo cercano spesso; sono stati ben 114 quelli che ha smistato domenica all’Olimpico contro il Cagliari, i biancocelesti sono la terza squadra in Europa, insieme al Manchester City, per percentuale di successo nei passaggi. C’è sicuramente bisogno del vero Luis Alberto per vedere la firma di mister Sarri in questa Lazio. Il Tempo

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Sprofondo Strakosha, tutta la Lazio lo consola

Certi palloni sono destini cattivi, non hanno la presa salda già in partenza. È sembrato un cerbiatto spaventato, ferito, che voleva scegliere il posto dove nascondersi, Thomas Strakosha. È sprofondato nella porta, s’è aggrappato alla rete, non si dava pace, si dava botte sulla testa, ha provato a sparire dentro la maglia da titolare rinnovata proprio ieri. Si picchiava. Non deve. È balzato in area su quel campanile folle e inutile di Lazzari. S’è posizionato male, era girato verso la sua porta. Una vertigine. Voleva farlo suo quel pallone, dopo non averlo chiamato. È uscito in presa alta, ad un passo dalla linea. L’ha perso, l’ha visto rotolare dentro dopo aver toccato il palo. Dentro quel pallone-carogna c’era il peso dei tormenti vissuti da un anno, delle panchine, del contratto in scadenza, della distanza con la Lazio. Ha troppi pesi che lo schiacciano, deve ritrovare leggerezza, a 26 anni ha bisogno di fiducia. Hanno provato a consolarlo tutti, si è avvicinato Acerbi, poi Milinkovic. C’è stato poco da fare e Sarri ha avuto poco da dire. Tutti ricorderanno la papera, non la parata miracolosa sul tiro di Morutan, deviato sulla traversa con un balzo felino e riflessi da giaguaro (sullo 0-0). Strakosha si era superato salvando la Lazio nel primo tempo, come tante volte ha fatto in passato. Sono annotate anche altre dure parate, meno difficili, comunque decisive su Cicaldau. Sarebbe giusto far finta di niente e farlo rigiocare, così ha fatto Allegri con Szczesny dopo un inizio horror di stagione. Non è facile reggere le tensioni, aspettare la chiamata. Strakosha ha iniziato l’anno in panchina, ci è rimasto tre partite di fila. Era in odore di promozione, Sarri gli ha comunicato la scelta solo prima della partita con il Galatasaray. È il portiere che ha permesso alla Lazio di vincere varie Coppe, aveva trovato forza e coraggio, ora non deve farsi schiacciare da incubi e angosce. La società, Sarri e i compagni devono aiutarlo. Anche Muslera ha provato a rincuorarlo: “È stato lo stesso mio errore di qualche partita fa. Cose del genere possono sempre succedere. I portieri sono soli in campo. Il nostro errore non è perdonato, non dobbiamo arrenderci”. Strakosha è stato consolato più volte da Acerbi. Per tutta la serata i compagni gli sono stati accanto, faranno lo stesso oggi, nel giorno della ripresa a Formello. Papà Fotaq, ex portiere della Nazionale albanese, troverà modo per rincuorarlo e spingerlo a reagire subito, a volare sicuro. Corriere dello Sport/laziopress.it

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Squalifica Sarri, ricorso inviato: sarà discusso tra lunedì e martedì

Il giorno dopo la minacciata denuncia di Sarri contro l’arbitro Chiffi (“Non ho bestemmiato, mi rivolgo alla giustizia ordinaria”), la Lazio ha inoltrato ricorso alla giustizia sportiva. Il tecnico martedì è stato condannato a due turni di stop, uno per il rosso (scontro con Saelemaekers) e uno per “aver contestato la decisione arbitrale proferendo espressioni blasfeme”, si è letto nel disposto del Giudice Sportivo Mastrandrea. L’unica possibilità, forse remota, è provare a ottenere un turno di sconto. Sarri smentisce di aver bestemmiato, ha tre testimoni (tra staff tecnico e dirigenti) che hanno assistito allo sfogo del tecnico contro l’arbitro Chiffi avvenuto nel tunnel che dà accesso agli spogliatoi di San Siro. Le accuse di blasfemia sono state riportate nel referto arbitrale, gli ispettori federali non li hanno riferiti. I legali biancocelesti fanno leva sul fatto che Sarri è stato provocato per tutto il finale di Milan-Lazio da Saelemaekers. L’arbitro, è la contraccusa, ha tenuto conto  solo della rabbia dell’allenatore senza valutare il comportamento irriguardoso del belga. Viene fatto notare inoltre che i due episodi, il rosso più l’alterco successivo con l’arbitro, sono correlati. Sarri, per rivolgersi alla giustizia ordinaria, deve chiedere e ottenere una deroga alla clausola compromissoria. Il ricorso sportivo verrà discusso tra lunedì e martedì. Il tecnico salterà Lazio-Cagliari, al suo posto in panchina ci sarà il vice Giovanni Martusciello. Se otterrà lo sconto guiderà la squadra giovedì in Torino-Lazio, altrimenti tornerà in tempo per il derby del 26. Corriere dello Sport.