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Ciro sfida il Milan: dopo le critiche l’ora del riscatto

Eccolo, il test probante che tutta la Lazio aspettava. Dopo le agevoli vittorie contro Empoli e Spezia, i biancocelesti affrontano il collaudato Milan di Pioli. Una squadra in costruzione contro una che lavora da due anni con lo stesso allenatore e punta allo scudetto: le attrazioni di Sarrilandia funzioneranno lo stesso? È il quesito della della sfida di oggi, al Meazza sold out con duemila laziali al seguito. C’è curiosità, bisogna capire a che punto è la Lazio, se i principi base del sarrismo siano stati assimilati e in che misura. Immobile è chiamato a contenere la rabbia per il “linciaggio mediatico” (Cucchi dixit) subito per le sue prestazioni in Nazionale e trasformarla in energia esplosiva ma positiva, quella che ti fa buttare la palla dentro e vincere le partite. I compagni in questi giorni a Formello lo hanno visto concentrato solo sulla sua squadra del cuore: “La Lazio è la mia vita”, ripeteva Ciro già nei giorni delle critiche a oltranza durante l’Europeo, quando i tifosi biancocelesti gli scrivevano messaggi d’affetto puro che lui – giura – non dimenticherà mai. Questo non significa che l’azzurro sia improvvisamente sbiadito: Immobile i Mondiali in Qatar vuole giocarli da titolare. È la Grande Rincorsa che comincia da oggi al Meazza, i gol per la Lazio che servono anche per avvisare la baby concorrenza: Raspadori, Kean, Scamacca. Il re del gol – ne manca uno per arrivare a 160 in Serie A – non ci pensa proprio ad abdicare, Sarrilandia è il luogo ideale per aggiornare i suoi record. La Repubblica.

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A San Siro un banco di prova: Sarri e la Lazio per scoprirsi senza limiti

Alle undici di mattina, quando le telecamere societarie avevano “staccato” dal campo di allenamento per la rifinitura della Lazio, Sarri i è concentrato sul piano di aggressione al Milan e ha cominciato a provare più volte il pressing con palla a Maignan, nuovo portiere rossonero. Ha studiato le uscite di Pioli dalla linea difensiva e ha chiesto ai suoi giocatori di usare personalità e coraggio, di mantenere il baricentro alto e le distanze rispetto alla palla e ai compagni, di non avere paura a mettere sotto il Milan. Vuole andare a prendere i rossoneri nella propria area di rigore. Ha preparato una partita d’attacco che dovrà diventare il suo nuovo manifesto della Lazio o almeno indicargli la strada, dando le risposte attese. La prestazione, per il mister cresciuto a Figline Valdarno, conterà più del risultato. Per questo motivo, avanti tutta, cercando di capire se gli undici titolari pronosticati potranno reggere questo tipo di calcio così intenso e pieno di corsa. Immobile a disturbare Tomori e Romagnoli. salirà anche Luis Alberto (o Milinkovic) per prendere in consegna l’altro centrale rossonero. Anderson e Pedro, in fase di non possesso, resteranno larghi e andranno a marcare Calabria e Theo. Leiva si occuperà di Tonali e Milinkovic di Kessie. Questa la fotografia quando il Milan rimetterà in gioco con il portiere. Altro discorso con palla a Reina. Ci sarà da divertirsi, da osservare, da prendere appunti. Per la Lazio si tratta di un autentico banco di prova. Le sofferenze difensive di Empoli, la prova champagne con lo Spezia. Ora sale il livello. Servono conferme e davanti c’è il Milan da Champions di Pioli. Sarri, anche alzando il baricentro, non ha smarrito l’idea del contropiede e del gioco verticale. Felipe in gol con lo Spezia con un lancio di Reina. E poi l’asse con Milinkovic per innescare Lazzari, a cui il tecnico non vorrebbe rinunciare. Marusic è in leggero vantaggio ma non ci sono certezze. Vedremo a San Siro, dove la Lazio è a caccia della terza vittoria di fila in avvio di campionato. È successo in precedenza solo due volte: 1974/75 e 2012/13. Corriere dello Sport. Laziopress.it

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Zaccagni, dall’esordio in A a quello con la Lazio: San Siro nel destino. Sarà staffetta con Pedro?

Lo stadio delle emozioni speciali. Al Meazza, il 23 settembre 2015, Mattia Zaccagni ha esordito in Serie A, con il suo Verona contro l’Inter, e al Meazza, in versione rossonera, domenica il nuovo acquisto della Lazio debutterà con la maglia biancoceleste. In queste due settimane ha iniziato a conoscere i metodi di Sarri. Lo ha voluto, il tecnico, perché convinto che Zaccagni possa essere utilizzato nel ruolo di Insigne: attaccante esterno rapido e tecnico, capace di partire dalla fascia sinistra e poi accentrarsi per colpire di destro. Mattia è pronto, contro il Milan andrà in panchina ma nella ripresa avrà spazio, forse al posto di Pedro: sarà staffetta tra i due, la qualità è garantita con entrambi. Quella che Sarri chiede alle sue squadre. Da Zaccagni, il suo nuovo club si aspetta molto. Lui lo sa, la pressione della grande piazza non lo spaventa. Il salto da Verona è notevole, anche nello stipendio: da 550 mila euro a 1,850 milioni netti a stagione, con ingaggio a salire di 50mila euro all’anno fino alla scadenza nel 2025, più bonus. Alla Lazio è arrivato con la formula del prestito e obbligo di riscatto (7 milioni) che scatterà al primo punto realizzato nel febbraio 2022. È fidanzato con la blogger Chiara Nasti, ex di Zaniolo. La Repubblica

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Immobile già risplende, carico per San Siro

Ci ha dato un taglio, alle critiche. Un saluto da Salvatore, barbiere di fiducia del Fleming, “figaro” di spogliatoio. Una spuntatina ai capelli, un selfie smagliante e via di corsa a Formello. Il ritorno al sorriso e alla vita felice di sempre si è completato ieri, quando Ciro Immobile è apparso raggiante su Instagram e scattante in campo, tutto in tiro. È in pace con sé stesso e con il mondo che lo circonda. In mattinata ha lavorato in palestra con centrocampisti e attaccanti, nel pomeriggio ha partecipato alla partitella. Look rimodellato, status psicofisico ricaricato. È pronto per San Siro, l’ultrabomber della Lazio. È stato accolto con gioia a Formello, officina dell’umore e degli sprint. È stato rinfrancato da Sarri e dai compagni, in tanti si sono schierati in sua difesa dopo gli attacchi ricevuti in Nazionale. Ciro ha smaltito stress e affaticamento, viaggia spedito verso Milano, mulinando le gambe. Ai rossoneri ha segnato 7 volte, 6 gol indossando la maglia biancoceleste. Sarri ha ritrovato tutti i nazionali, gli ultimi arrivati sono rimasti a riposo (Strakosha, Marusic, Hysaj, Acerbi e Muriqi). Ha riposato anche Milinkovic per il secondo giorno di fila, non suonano allarmi. Sergej è atteso in gruppo oggi, sta smaltendo un po’ di stanchezza. A pieno regime è tornato Lazzari, in mattinata ha lavorato tatticamente con le due linee di difensori schierate da Sarri. Nel pomeriggio ha partecipato alla partitella, per non sforzarlo troppo gli è stata risparmiata la parte finale (sostituito da Floriani Mussolini). È l’unico dubbio che Sarri deve sciogliere, se rischiare Lazzari reduce da un’elongazione al polpaccio, o se lanciare dal primo minuto Marusic. È pronosticabile la stessa Lazio che ha asfaltato lo Spezia prima della pausa, quella a 5 stelle con Luis Alberto, Milinkovic più il tridente Felipe-Ciro-Pedro. In porta ci sarà Reina, in pole per giocare anche in Europa. In difesa rientrerà Luiz Felipe accanto ad Acerbi. Hysaj si piazzerà a sinistra. Leiva è inamovibile in regia. In panchina si terrà pronto Zaccagni, pronto a subentrare nella ripresa e ad esordire con la Lazio. Ieri è stato provato nel tridente composto con Pedro e Ciro. In campo, dopo giorni, si è rivisto Kamenovic, ha partecipato alla partitella da terzino sinistro. È rientrato dall’U21 serba dopo il mancato tesseramento del 31 agosto. La Lazio e il suo manager Kezman hanno trovato un nuovo accordocon il beestare del Cucaricki. Kamenovic si allenerà a Formello e sarà tesserato a gennaio. Fino ad allora non potrà giocare, solo allenarsi. Dopo Basic, è il nuovo candidato al premio pazienza e fedeltà. Corriere dello Sport. laziopress.it

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Sarri sa illuminare: da Higuain e Jorginho alle sfide Moro e Romero

Forse l’etichetta che gli piace di più è quella di “maestro di calcio”. Perché così Maurizio Sarri vede risaltare la sue doti di tecnico sul campo, ma anche di valorizzatore di giocatori. E la sua carriera indica nomi anche importanti che hanno visto svoltare il proprio percorso dopo essere stati sui allievi. Gonzalo Higuain, già bomber di livello internazionale, a Napoli nel campionato 2015-16 stabilì con Sarri il record assoluto di reti in una stagione di A salendo a quota 36 e superando il primato di Nordhal che resisteva dal 1949-50. Quattro anni dopo quel bottino dell’argentino è stato agganciato da Ciro Immobile con la Lazio. Storie di bomber che passano anche per Dries Mertens che a Napoli era l’alternativa di Insigne sulla sinistra del tridente. Si infortunò Milik e Sarri spostò il belga al centro. E lì nacque un nuovo goleador in grado di arrampicarsi in vetta alla graduatoria dei cannonieri azzurri di sempre: ora è a quota 135 gol, dopo aver superato anche Maradona e Hamsik. A Napoli il Comandante ha allevato anche un regista che adesso corre nella lista del prossimo Pallone d’oro. Jorginho era arrivato con Benitez, ma divenne titolare in regia solo con il Comandante. Che lo difese nei momenti di difficoltà prima che si imponesse nel ruolo. Nel 2018 il play dell’Italia campione d’Europa a Wembley seguì il tecnico al Chelsea. Insieme un anno dopo sollevarono al cielo la Coppa dell’Europa League.

Nelle stagioni alla guida del club toscano Sarri ha contribuito alla valorizzazione di altri elementi che poi ha ritrovato altrove o meglio che lo hanno seguito in altre squadre. Transitò da Empoli Piotr Zielinski nella stagione di A 2014-25. Nella successiva il centrocampista polacco passò al Napoli dove la sua crescita lo ha portato a superare la concorrenza di Hamsik sulla fascia sinistra. Da Empoli a Napoli con la parentesi della Roma il tragitto di Mario Rui sulla sinistra della difesa di Sarri. Un altro terzino, Elseid Hysaj ha debuttato con il Comandante nella formazione toscana in B, lo ha seguito a Napoli e ora con la Lazio ha iniziato la settima stagione alle sue dipendenze. Con Sarri a Empoli Vecino emerse a centrocampo nel 2014-15 per poi passare alla Fiorentina e all’Inter.

Alla scuola di Sarri anche chi è già famoso può scoprire nuove doti. Come Josè Callejon che a Napoli sulla fascia destra interpretava così bene il ruolo da diventare esemplare per tempi di inserimento e rapidità. E Juan Cuadrado nella sua Juventus ha iniziato una nuova vita da terzino destro. Così come Paulo Dybala nella stagione 2019-20 col Comandante si vide rifiorire da goleador (17 centri stagionali). E ora alla Lazio non solo i baby Moro e Romero ma anche i veterani come Immobile, Milinkovic, Luis Alberto e Felipe Anderson attendono da Sarri quella dritta in più per crescere ancora. Gazzetta.it

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La Lazio abbraccia Immobile: pronto per la sfida ad Ibra

Come riportato dal Corriere dello SportImmobile è tornato ieri pomeriggio a Formello e ha lavorato a parte. Oggi si allenerà in gruppo, pronto per la sfida contro il Milan. Sarri lo ha tenuto a riposo, così come tutti i nazionali rientrati, ed è rientrato l’allarme muscolare di due giorni fa. Compagni di squadra, tifosi e vip si sono schierati in difesa del bomber biancoceleste sotto accusa per la Nazionale: in particolar modo, la difesa sui social di Luis Alberto e Acerbi che hanno preso posizione, rincuorandolo e suggerendo all’attaccante di non curarsene. Il mister biancoceleste ha parlato con i nazionali rientrati e attende notizie di Lazzari, che effettuerà un test nel pomeriggio: qualora i risultati fossero positivi, potrebbe partire dalla panchina e verrà sostituito da Marusic. Il montenegrino si affiancherà a Luiz FelipeAcerbi e Hysaj. Sarri pensa di riproporre la Lazio a 5 stelle, composta da Milinkovic e Luis Alberto ai fianchi di Leiva, con il tridente FelipeCiroPedro. Tra una settimana la Lazio esordirà in Europa League contro il Galatasaray. Ieri visite mediche in Paideia per Zaccagni e test specifici all’Isokinetic per Pedro. Laziopress.it

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Il Diavolo l’ha tentato in estate, ora il Mago lo sfida

Il Messaggero nell’edizione odierna dedica uno spazio a Luis Alberto. Lo spagnolo è sempre più perno della squadra di Sarri dopo un’estate in cui i suoi strappi hanno creato più di qualche malumore. Tra i motivi del suo disagio pare ci fossero le avance del Milan che, attraverso alcuni intermediari, aveva avvicinato i procuratori del Diez, facendo credere al giocatore che qualcosa poteva nascere. Lotito però ha sempre chiesto 50 milioni di euro, troppi anche per le casse dei rossoneri. Luis Alberto ha così ricominciato ad allenarsi con dedizione e abnegazione fuori dal comune, recuperando terreno e pure il rapporto con l’allenatore. A facilitare le cose poi c’è stato anche l’arrivo di Pedro, ritenuto un campione dal Mago e un esempio da seguire. Domenica c’è il Milan e Luis Alberto deve esaltarsi nel teatro di San Siro, dove ha già dimostrato di saperlo fare. Tuttomercatoweb.com

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Lotito-tamponi, responsabilità ridimensionate: salve le cariche federali

Non è un gol di Caicedo, ma ancora una volta all’ultimo respiro il presidente Lotito segna una rete importante. La Corte d’Appello della Federcalcio dovrà rivalutare la misura delle sanzioni disposte nei confronti del presidente della Lazio e dei medici biancocelesti Pulcini e Rodia nell’ambito del procedimento sul caso tamponi (club multato di 200 mila euro). Così ha deciso il Collegio di Garanzia presieduto dal Frattini, accogliendo in parte il ricorso presentato dall’avvocato Gentile e dall’ex giudice costituzionale Vaccarella.  Al termine del dibattimento durato un’ora e mezzo al Foro Italico il Collegio chiede di fatto di «ridimensionare» la pena di dodici mesi comminata a Lotito: gli sarebbe costata il posto di consigliere oltre a quella dei due medici della Lazio. I ricorrenti, ovviamente, avevano chiesto la riforma della sentenza di secondo grado. «Contestiamo il fondamento logico-giuridico formulato  a marzo – ha dichiarato l’avvocato Vaccarella a fronte di un tampone positivo contro tre tamponi negativi e l’esame sierologico, doveva essere Lotito a dire a Immobile di chiudersi in casa? Ma dove è la responsabilità?». Per la Figc, rappresentata dall’avvocato Viglione,  “tutte le condotte di Lotito ci sono e sono rimaste senza risposta, le regole non sono state rispettate».

In serata la sentenza che riapre i giochi, in pratica si torna al primo verdetto che prevede solo sette mesi per il presidente. Scadranno il 26 ottobre e, dal giorno successivo potrà tornare in Federcalcio, a meno che, ma sarebbe clamoroso, non si riuscisse a rifare il processo di secondo grado organizzandolo nei prossimi cinquanta giorni. Il Collegio di Garanzia ha contestato dai giudici della Corte d’Appello di non aver tenuto nella giusta considerazione i tre pareri di esperti presenti nel ricorso della Lazio, oltre al mancato recepimento del regolamento Coni da parte della Figc. Ora i supplementari in Federcalcio, processo da rifare, i mesi passano e oltretutto a livello medico ci sono ancora troppi punti interrogativi tra tamponi, falsi positivi, quarantene, protocolli diversi. La materia è complessa e ancora tutta da scoprire. Il Tempo

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Tamponi, il giorno del giudizio per Lotito

La lunga giornata di Lotito. Alle 12 il «commissario straordinario di governo per le Persone Scomparse», il prefetto Silvana Riccio, e il presidente della Lazio annunceranno in una conferenza stampa una serie di iniziative realizzate in stretta collaborazione, tese a contrastare il fenomeno delle persone scomparse, che ogni giorno conta numeri preoccupanti. Poche ore più tardi, alle 15 il numero uno biancoceleste si sposterà di pochi metri nel Salone d’Onore del Coni dove si celebrerà l’ultimo atto sportivo del processo per il famoso «caso tamponi» dello scorso autunno. E, se dovesse essere confermata la squalifica di 12 mesi inflitta in secondo grado dalla Federcalcio decadrà il suo posto in Consiglio Federale (negli ultimi dieci anni bisogna avere stop inferiori all’anno, ne ha solo uno precedente del 2012 per una vicenda legata ai procuratori, mentre ci sono dei dubbi su uno del 2011 da un mese e mezzo) e non potrà essere rieletto alle elezioni del 2025. Un passaggio importante per Lotito che si è sempre dichiarato estraneo ai fatti: il caso tamponi con il doppio procedimento della Figc che ha portato alla squalifica di un anno anche per i medici Pulcini e Rodia oltre a una multa di 200 mila euro per il club. Il Collegio di Garanzia (terzo grado di giustizia) sarà composto dal presidente Frattini, dai componenti prof. Zimatore (relatore per Lotito e Lazio), prof.ssa Santoro (relatrice per i medici), prof. Branca e consigliere Celotto. Per la difesa del presidente, ci sarà pure l’ex giudice costituzionale Vaccarella.

Saranno loro a chiudere dal punto di vista sportivo una vicenda molto discussa tra Asl, tamponi discordanti e un’inchiesta penale ad Avellino che non ha prodotto risultati apprezzabili per l’accusa contro il laboratorio della Futura Diagnostica di Avellino dove il club biancoceleste faceva analizzare i tamponi dei calciatori. Il Collegio di Garanzia non entrerà nel merito della questione, può confermare la sentenza di secondo grado, può dichiarare ammissibile il ricorso e annullare tutto per «errate applicazioni normative» o «vizi procedurali», oppure rimandare alla Corte d’Appello Federale chiedendo una riformulazione attenuata della pena. I giudici decideranno in punta di diritto essendo la materia complessa in assenza di norme specifiche sul Covid, che, peraltro, sono cambiate nel corso dei mesi. Su questo punta Lotito: protocolli non approvati dal Coni e poco chiari , comunicazioni alle Asl, nodo dei falsi positivi mai risolto dalla scienza, infine il sistema dualistico della società che scinde le responsabilità anche in materia sanitaria delegata interamente allo staff medico. Ancora poche ore (sentenza prevista in giornata) e si scriverà la parola fine sulla vicenda a meno che non ci vada avanti al Tar e al Consiglio di Stato. Il Tempo

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Inizia la preparazione anti-Milan con un Luiz Felipe in più ed un Lazzari in meno

Maurizio Sarri non ha mai smesso di pensare alla sua Lazio. Nonostante la pausa per le nazionali, la testa del tecnico è rimasta sempre concentrata sull’inizio di stagione. Arriva il Milan domenica, primo test veramente importante per misurare le ambizioni della squadra. Qualche dubbio di formazione. Mau recupererà Luiz Felipe, out contro lo Spezia. Mentre su Lazzari la questione sembra diversa. L’infortunio muscolare dovrebbe tenerlo fuori ancora per un po’.Lazzari si è infortunato il 28 agosto. Dopo i primi controlli era stata riscontrata un’elongazione al polpaccio destro: nuovi esami svolti nella serata di ieri, ma per ora non ci sono comunicazioni. Le sue condizioni si scopriranno oggi. Sarri pronto a lanciare Marusic dal primo minuto, cosa mai accaduta sino ad ora. C’è attesa per le ultime fatiche dei giocatori impegnati con i rispettivi paesi. Poi alla spicciolata torneranno tutti a Formello. Il tecnico non vede l’ora: vuole preparare al meglio la partita contro il Milan.