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Verso San Siro, già mille laziali con il biglietto

Sale la febbre per il ritorno del campionato, sale la febbre per il big match di San Siro tra Milan e Lazio. La vendita dei biglietti per il primo scontro diretto della stagione è iniziata sabato e proseguirà fino alle 19 dell’11 settembre: il club rossonero ha messo a disposizione per il settore ospiti 2182 tagliandi al costo di 20 euro. Nella giornata di domenica ne erano già rimasti poco più di 1000. Per accedere allo stadio sarà ovviamente necessario il Green Pass e la tifoseria biancoceleste spera di rivivere la trasferta da sogno del 3 novembre 2019: allora finì 2-1 con i gol di Immobile e Correa che spezzarono un tabù trentennale. Corrieredellosport.it

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Lazzari, oggi schiarita sui tempi di recupero: Marusic e Patric le alternative

Come riportato da TuttoSport, oggi la Lazio conoscerà i tempi di recupero di Lazzari. Il giocatore biancoceleste, uscito al 25′ del primo tempo di Lazio-Spezia per sospetta elongazione al polpaccio destro, si sottoporrà a nuovi esami clinici per capire quando potrà tornare a disposizione. Se fosse confermato il tipo di infortunio, il suo rientro slitterebbe a fine mese in prossimità di Torino-Lazio o per il derby contro la Roma. Le alternative sono Marusic, che ha già coperto quel ruolo in passato ma il montenegrino non può giocarle tutte, e Patric che di rado ha fatto il terzino e non brilla certo per spinta. laziopress.it

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Strakosha, non resta che l’Europa: Sarri decide…

Nei primi 180 minuti di campionato a difendere i pali della porta della Lazio è stato lo spagnolo Pepe Reina. L’ex Liverpool ha scalzato Thomas Strakosha, ma tra i due c’è grande rispetto. Rivali, dunque, ma sempre leali e rispettosi. La competizione per una maglia da titolare non è diventata ostile, perfida. Sono spronati e aiutati da Adalberto Grigioni e Massimo Nenci, i loro preparatori-incitatori, quest’anno la guida è doppia, ma univoca. Grigioni è il maestro di lungo corso, Nenci lo specialista sarrista. I biancocelesti, però, in questa lunga stagione dovranno lottare su più fronti. In Europa League, infatti, è ancora lotta aperta tra chi sarà il “numero 1” della squadra.

Reina-Strakosha, amici-rivali

Lo spagnolo rimane in pole anche per la coppa, ma il portiere albanese attende con trepidazione la decisione del Comandante. L’Europa League, infatti, sarebbe una vetrina importantissima. Alla ripresa ci sarà Milan-Lazio (12 settembre), nella settimana successiva inizierà l’Europa League (Galatasaray-Lazio il 16 settembre). Nelle liste presentate in campionato c’è stata una distinzione rispetto al terzo portiere: in campionato è Adamonis, tornato in rosa, in crescita. In Europa Furlanetto (Primavera). Destini incrociati per i due, in scadenza nel 2022. Ma c’è una differenza: il rinnovo di Reina fino al 2023 sarebbe automatico nel caso in cui la Lazio raggiungesse un piazzamento Champions o Europa League (non Conference League), mentre per Strakosha potrebbe arrivare l’ora dell’addio, a parametro zero, dopo sei anni nella Capitale. Parola al campo e a Maurizio Sarri. Corrieredellosport.it

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Basic a lezione da Sarri: il croato prova ad accelerare l’adattamento

Arrivato in questa sessione di mercato, Toma Basic lavora sodo per entrare nel cuore dei tifosi e convincere il tecnico della Lazio Maurizio Sarri. Il croato sta cercando di sfruttare al meglio la pausa per le nazionali per mettersi in mostra. Un’occasione da non perdere per prendere “lezioni” dal Comandante e inserirsi al meglio nei suoi schemi. L’allenatore, intanto, sembra avere le idee chiare sul suo impiego in campo: “Può giocare intermedio. Ha un buon inserimento quindi penso di escludere di metterlo davanti la difesa”. Un calciatore di qualità ma anche di sostanza che potrebbe essere molto utile nel corso della stagione. E poi ha dimostrato di volere la Lazio più di ogni altra cosa: ha atteso la chiusura dell’operazione per quasi due anni, non solo per oltre due mesi. Tare lo seguiva infatti dai tempi dell’Hajduk, quand’era ventenne. L’ha studiato al Bordeaux e ha deciso di prenderlo. Il primo assalto è datato estate 2019, era arrivato da un anno in Francia. L’amicizia tra il diesse della Lazio e il manager del giocatore, Adrian Aliaj, suo connazionale, ha garantito la conclusione dell’operazione. Basic era nel mirino del Napoli, ci ha provato l’Atalanta, ma per lui esisteva solo la Lazio. Per il croato, dopo la panchina all’Olimpico contro lo Spezia, potrebbe arrivare l’esordio nel match di domenica al Meazza contro il Milan. Con Sarri è stata sintonia sin da subito, come ha raccontato lo stesso calciatore: “Mi ha salutato e mi ha chiesto subito se fossi pronto, ho risposto di sì, che potevo allenarmi a tutta velocità. Non sono venuto alla Lazio per essere un giocatore qualunque, voglio diventare una parte importante della squadra. Mi stavo preparando a questo momento da molto tempo”. Corrieredellosport.it

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Pedro falso nueve, Sarri studia le alternative senza i nazionali

Il tecnico della Lazio continua a lavorare nel centro sportivo di Formello con i calciatori rimasti a disposizione. L’unico elemento assente per infortunio è Manuel Lazzari: il terzino non ha potuto rispondere alla chiamata di Mancini dopo essere finito ai box per l’elongazione al polpaccio destro rimediata nella seconda giornata di campionato. Tra oggi e domani verrà sottoposto a nuovi controlli, si capirà se ci saranno i margini per un recupero in vista della trasferta di San Siro con il Milan. Resta molto complicato visti i tempi eccessivamente ristretti. Si tiene pronto Marusic, anche lui in gol con la maglia del Montenegro. In questi giorni Sarri sta cercando di studiare delle alternative tattiche: la prima è stata quella di spostare sia Patric che Radu sulle fasce, impiegandoli nei vecchi ruoli. Anche in avanti si fa di necessità virtù. Pedro e Felipe Anderson si stanno alternando al centro del tridente: lo spagnolo è già stato impiegato in quella posizione sia al Barcellona che al Chelsea. Solo da martedì si comincerà a fare sul serio in vista della prossima giornata.

Il Tempo  

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Tutti pazzi per Pedro: esperienza e classe al servizio di Sarri

Con la sua esperienza, classe e conoscenza degli schemi di Maurizio Sarri, Pedro ha conquistato il mondo biancoceleste in meno di due settimane, diventando subito un idolo per i tifosi. La traversata del Tevere, che l’ha portato dalla Roma alla Lazio, non ha provocato scossoni. L’esordio lampo ad Empoli, con soli due allenamenti in prima squadra, poi l’exploit con lo Spezia, match nel quale ha regalato un assist ad Immobile e si è procurato un calcio di rigore. Il palmares parla per lui: nella sua carriera ha vinto Mondiali, Europei, Champions, Coppe, Supercoppe, scudetti. I tifosi cantano il suo nome sulle note di “Pedro” di Raffaella Carrà.

Sarri l’ha eletto titolarissimo. Kostic non è arrivato, Zaccagni parte da alternativa. Pedro e Felipe Anderson saranno le ali della Lazio. Dovranno garantire i gol persi con gli addii di Correa e Caicedo, magari moltiplicandoli. In situazioni di emergenza potrebbe anche ricoprire il ruolo di falso centravanti. Nella sua prima intervista da tecnico biancoceleste, Sarri lo aveva incensato. “Il giorno prima della finale di Europa League Zola mi chiede che idee avessi per la formazioni. Io ho risposto: giocano sicuro Giroud e Pedro, gli altri nove li scegli te”. Pedro ora è concentrato sul Milan, ma ha sbirciato il calendario individuando il derby del 26 settembre (ore 18). L’anno scorso, al ritorno, ha colpito la Lazio, segnò il gol del 2-0. Quest’anno spera di ripetersi a maglie invertite. Corrieredellosport.it

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Mercato virtuoso: 13,5 milioni di attivo tra acquisti e cessioni


Un segno più, un segno verde in un’estate in cui molti conti dei club sono colorati di rosso. Contando soltanto i cartellini dei giocatori, la Lazio ha chiuso la campagna acquisti con un saldo positivo di 13,5 milioni di euro. Più o meno la stessa cifra che il presidente Lotito ha dovuto versare nelle casse del club (come versamento in acconto di capitale) per sbloccare l’indice di liquidità e permettere alla società di tesserare i giocatori (Felipe AndersonHysaj e Romero) in tempo per la prima di campionato a Empoli. La stampa biancoceleste a TMW ha promosso a pieni voti l’operato della Lazio, che ha condotto un mercato intelligente, condizionato dalle difficoltà economiche del sistema calcio e soprattutto molto funzionale alle richieste di Sarri. “Abbiamo costruito una squadra in linea con le esigenze tecniche. Non do un voto al mercato, non spetta a me“, il commento del presidente Lotito.  Sono arrivati giocatori a fronte di una spesa di 17 milioni di euro, bonus esclusi: Basic (6,8), Romero(0,2), Felipe Anderson (3) e Zaccagni (7 milioni), mentre Pedro e Hysaj sono due parametro zero. In più ci sono i 2,5 milioni che la Lazio ha sborsato per prendere dal Cukaricki Kamenovic, il 21ennedifensore serbo non ancora tesserato nonostante ci fosse un posto da extracomunitario libero, che la società aveva riservato a Kostic: verrà fatto a gennaio, assicurano da Formello. Diciannove milioni quindi sono usciti, 33 invece ne sono entrati: 30dall’Inter per Correa2 dal Genoa per Caicedo (Faresè andato lì in prestito con diritto di riscatto a 7) e un milione sommando i vari esuberi. TuttoMercatoWeb

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Difesa, il sistema per compensare le individualità

Una squadra che vince e inizia a convincere. Ancora non del tutto in difesa. Il dibattito è aperto e va avanti sin dal primo giorno di ritiro. I tifosi hanno sempre sperato (e continuano a farlo) nell’arrivo di un centrale, ma non Sarri. O meglio non così come si possa pensare. Il tecnico aveva altre priorità, soprattutto a centrocampo e in attacco. Non per privilegiare la fase offensiva, per presunzione o superficialità, ma perché, anche conscio delle difficoltà finanziarie, talmente sicuro delle sue idee, è pronto a puntare più sul sistema che sugli uomini. «Il difensore? Abbiamo accontentato Sarri, che è un maestro, in tutto, siamo convinti che riuscirà ad ottenere il massimo da questo giocatori e ci porterà in alto», sentenzia il presidente Lotito. Certo, riflessioni sulla non più giovane età di Reina (39anni) e le condizioni di Luiz Felipe sono sicuramente da fare. Il portiere spagnolo, al momento, è il titolare, mentre il centrale brasiliano ha dovuto saltare la seconda partita di campionato per un leggero fastidio muscolare.

LE INCOGNITE

Problemi che negli ultimi anni spesso si ripetono. Da due giorni è rientrato in gruppo e sta bene, c’è da dire inoltre che il giocatore pare abbia fatto un lavoro posturalesi mile a quello che ha fatto Marusic lo scorso anno e che tanti benefici ha portato. Il terzino ha giocato senza mai fermarsi. Accanto ci sono AcerbiHysaj e Lazzari che danno stabilità, anche dal punto di vista della qualità. Dietro ci sono Patric, l’esperto Radu e il reintegrato Vavro, ma solo in campionato. Su quest’ultimo, il tecnico non appare convinto, almeno per quello che si è visto nella preparazione, avendo lo utilizzato col contagocce, ma per lui l’ennesima occasione per rimettersi in sesto e provare a dimostrare il suo valore. Sullo spagnolo, che può giocare pure come esterno, c’è il benestare di Sarri. E, strano a dirsi, visto quello che l’ambiente pensa di questo giocatore, col massimo dei voti. E’ proprio qui la sorpresa, anche perché, per applicazione e tecnica di base, l’ex Barcellona ha convinto l’allenatore. Per Mau, infatti, conta più il si stema e l’applicazione dei calciatori. Un dogma. C’è da lavorare parecchio, questo si sa, anche per via di alcune sviste che ci sono state ad Empoli, soprattutto nei primi minuti, ma pure con lo Spezia. Per l’allenatore la fase difensiva è l’aspetto più importante del suo gioco. E’ da lì che parte la manovra, paradossalmente pure la spregiudicatezza dell’intero gioco. La difesa deve essere sempre alta a restringere il campo. Per questo pretende il massimo e passa ore a lavorare sull’assetto e sui movimenti del reparto arretrato: centrali e terzini devono essere un’unica cosa, sempre in sincronia. Anche per questo non ha spinto più di tanto per avere un difensore perché, dall’allenamento di ogni giorno, è convinto che questi giocatori riusciranno ad assimilare le sue idee e a compensare qualche limite legato alla qualità di qualche singo o. Su David Luiz, insomma, nessuna chance, nonostante l’ambiente spinga e sogna di vederlo con la maglia della Lazio. Il Messaggero. Laziopress.it

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Ecco Zaccagni-gol. Ha la maglia di Caicedo

Ieri il primo allenamento del nuovo attaccante della Lazio: in rete in partitella. Ha scelto il numero 20, lasciato libero dal Panterone.

Come riportato dal Corriere dello Sport, esordio a Formello per l’ex Verona, in campo dopo aver firmato un contratto da 4 anni (1.7 milioni più bonus). Vuole conquistare tutti. Ieri Zaccagni si è messo subito in mostra, segnando nella partitella con la casacca arancione; Sarri è pronto per utilizzarlo da vice ala o trequartista in caso di aggiunta di modulo (4-3-1-2). Oggi Zaccagni ha 26 anni, è stato lanciato da Marco Oslo nel 4-3-3 in Seconda Divisione per poi ricevere la chiamata del Verona nel 2013. Poi i prestiti al Venezia e al Cittadella e la riconferma nel 2016 al Verona. E’ stato Iuric a consacrarlo e con Sarri può fare bene. Ieri è stato inserito nella lista del campionato al posto di Fares; è stato confermato Vavro (in ballottaggio con Lukaku) per implementare la difesa e Hysajcome vice RaduPatric continuerà a essere il sostituto di Luiz Felipe. Oggi usciranno le liste Uefa. Laziopress.it

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Da Jony a Durmisi, c’è una squadra ai margini che peserà sul bilancio

La loro mente è già  a gennaio. È lunga la lista dei calciatori rimasti alla Lazio oltre il gong delle 20 di ieri e che peseranno molto sul bilancio. Ora aspetteranno la sessione invernale per accasarsi altrove. Quantomeno per riprovarci. Tra chi non ha avuto nessuna proposta, chi ha un ingaggio troppo alto per quello che è stato il rendimento delle ultime stagioni e chi è rimasto incastrato in un’estate in cui sono circolati decisamente meno soldi rispetto al passato a causa del Covid. Sono undici i giocatori in questione, nomi di diverso spessore e percorso  in biancoceleste, acquisti sbagliati oppure ragazzi appena usciti dagli anni in Primavera. Partendo dai “big” non hanno trovato opportunità Jony, Durmisi e Lukaku. Dei tre soltanto il belga non ha partecipato nemmeno al ritiro di Auronzo, ora potrebbe essere reintegrato per aggiungere un uomo a sinistra. Jony, rientrato dal prestito all’Osasuna, è stato escluso dalle opzioni per il campionato a ridosso dell’esordio ufficiale con l’Empoli. Adekanye è infortunato e fuori dai gradimenti di Sarri. Ha il vantaggio dell’anno di nascita: è un 1999, non occuperebbe uno slot nella lista dei 25 per la Serie A (come A. Anderson, utilizzato a Empoli, rimasto a Roma). A libro paga anche Dziczek, polacco classe ’98 che ha militato nella Salernitana nel biennio dal 2019. Gondo è stato l’unico a rescindere consensualmente. La complicazione vale per Lombardi, condizionato dagli infortuni. Alessandro Rossi fino a ieri ha provato a chiudere con uno dei tanti club di C interessati. Di recente aveva prolungato con la Lazio fino al 2024. Non ha trovato sistemazione Falbo, terzino classe 2000. Cerbara è in scadenza di contratto nel 2022, sarebbe servita un’uscita a titolo definitivo che non si è concretizzata. Stesso discorso vale per Jorge Silva. Tutti quanto lavoreranno nel Training Center in orari differenti rispetto alla squadra guidata da Sarri. Avranno a disposizione un preparatore atletico, un fisioterapista e tutte le altre figure professionali previste dal contratto. Per lasciare la Lazio dovranno aspettare gennaio. Il loro countdown è di nuovi iniziato. Corriere dello Sport. Corrieredellosport.it