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Processo tamponi, domani prima udienza: direttore Asl 1 teste chiave

Domani dalle 11, in videoconferenza, la “partita” contro la Procura federale che ha deferito la Lazioper presunte violazioni del protocollo Figc sul Covid(il club rischia una penalizzazione), poi mercoledì alle 21 la missione impossibile a Monaco contro il Bayern, ritorno degli ottavi di Champions. Sono giorni tremendi per la Biancoceleste, in campo e fuori. Domani quindi, davanti al Tribunale federalepresieduto dal dottor Cesare Mastrocola (il collegio sarà composto da altri quattro giudici), si apre il processo sul caso tamponi. Il confronto tra accusa e difesa sarà serrato su molti aspetti, a partire dal nodo della Asl Roma 1. L’avvocato Gentile infatti, legale della Lazio, chiederà che venga ammesso come testimone il dottor Enrico Di Rosa, direttore del Servizio Igiene e Sanità Pubblica legato al Dipartimento di Prevenzione della Asl Roma 1. È il dirigente che diede l’ok a Pulcini, direttore sanitario della Lazio, per la convocazione di Immobile nella gara Torino-Lazio del 1° novembre 2020. Nella memoria difensiva, la società biancoceleste ha allegato la mail in cui Di Rosa confermava la telefonata con Pulcini per il via libera all’attaccante, reduce da un doppio tampone negativo dopo quello positivo in precedenza rilevato da Synlab, il laboratorio scelto dall’Uefa. Lo stesso Di Rosa è pronto a spiegare al Tribunale federale perché, senza alcun dubbio, arrivò a quella decisione. Si intuisce facilmente l’importanza cruciale di questa testimonianza nel processo. La Procura si oppone alla richiesta (come a tutte quelle avanzate dalla Lazio), sarà il Collegio presieduto da Mastrocola a decidere. Visto che il parere dei rappresentanti della Asl hanno avuto un ruolo decisivo nei casi di Juventus-Napoli e Lazio-Torino, secondo la società biancoceleste (e non solo) sarebbe quantomeno curioso, oltre che ingiusto, che invece in questo processo – così delicato – non fossero ammessi a testimoniare.
Non è sicuro che già domani – per una questione di tempo – il nodo venga sciolto, perché prima il Collegio dovrà decidere su altre due situazioni cruciali. La prima: il difetto di giurisdizione contestato dalla Lazio alla Figc, visto che parte delle accuse nascono da tamponi effettuati nell’ambito di una competizione Uefa, cioè la Champions League, e non della Federcalcio. La seconda: l’ammissibilità della richiesta del Torino di partecipare al processo come parte interessata, sempre in relazione alla posizione di Immobile in quella famosa partita del 1° novembre. Questo il contenuto della prima udienza, non è scontato che la seconda – quella in cui saranno presenti anche Lotito e i medici deferiti, domani a Monaco con la Lazio – venga fissata a una settimana di distanza: si potrebbe andare anche oltre. Nella fase finale sarà valutata la posizione di Lotito, che nega dirette responsabilità nella vicenda tamponi: è un’altra situazione-chiave del processo.

La Repubblica

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“Atti Asl illegittimi, costruzione volontaria impedimento del viaggio”: oltre il ricorso, Lotito pensa alla denuncia penale. Così il campionato non finirà a maggio…

La decisione tanto attesa del giudice sportivo in merito alla gara tra Lazio e Torino è arrivata: si dovrà giocare. Niente tre a zero a tavolino per i biancocelesti, dunque: Mastandrea ha motivato la sua decisione sottolineando come cause di forza maggiore abbiano impedito ai granata di partire per Roma. Il club di Lotito, però, non ci sta e annuncia il ricorso: la Corte Sportiva d'Appello della FIGC si pronuncerà non prima di tre settimane, poi toccherebbe eventualmente al Collegio di Garanzia esprimersi in terzo grado, con la possibilità di ricorrere in seguito al TAR del Lazio e al Consiglio di Stato. C'è dunque la possibilità concreta – sottolinea La Stampa – che il campionato rimanga ostaggio di una partita mai giocata, con gli Europei alle porte. tuttomercatoweb

(CORRIERE DELLO SPORT) in merito alla gara mai disputata tra Lazio e Torino, Claudio Lotito si prepara a scatenare una battaglia legale durissima, tra ricorsi e forse anche denunce penali. Ne è certo il Corriere dello Sport, che riferisce come la volontà di Lotito e dei suoi legali sia quella di arrivare fino in fondo, senza fermarsi alla Corte Sportiva di Appello o al Collegio di Garanzia del CONI. Provvedimenti che i biancocelesti definiscono "illegittimi": per i legali del club "appare evidente la costruzione volontaria dell'impedimento al viaggio che il Torino avrebbe dovuto intraprendere il 2 marzo". Lo stesso giudice Mastandrea scrive che dal nono giorno, quindi da mercoledì 3 marzo, il gruppo squadra avrebbe potuto partire per Roma: una scadenza prorogata da un documento della ASL che la Lazio ritiene vietato. Su queste basi, non è escluso che la società decida di rivolgersi alla Procura della Repubblica di Torino, denunciando i dirigenti della ASL, rei – secondo i biancocelesti – di aver allungato la quarantena dei granata con l'obiettivo di annullare il match in programma all'Olimpico.

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Oggi la decisione del Giudice Sportivo: ecco la memoria difensiva che censura l’operato dell’Asl, contesta le date della quarantena e la sua retroattività

«Reclamo infondato». «Il Torino non può invocare alcuna causa di forza maggiore». «La quarantena disposta il 23 febbraio dall’Asl di Torino, ordinanza ad effetto immediato per la tutela della salute, non poteva decorrere dal giorno successivo con scadenza il 2 marzo e non l’1. Era venuta meno il 28 febbraio, giorno in cui il Torino aveva ripreso gli allenamenti, cui ha fatto seguito un provvedimento retroattivo dell’Asl. Provvedimento illegittimo». E’ la difesa della Lazio, il piano d’attacco lanciato da Lotito e dai suoi legali per demolire le tesi di Cairo e far luce sull’operato dell’Asl di Torino, per chiedere al Giudice sportivo, Gerardo Mastrandrea, il 3-0 a tavolino dopo la mancata presentazione del Toro all’Olimpico il 2 marzo scorso. E’ un fuoco di controbatteria. Lotito denuncia irregolarità protocollari e medita azioni penali. La memoria difensiva è stata presentata dalla società biancoceleste mercoledì alle 23,46, a pochi minuti dalla scadenza dei termini (fissati a mezzanotte). Mastrandrea si dovrebbe pronunciare oggi. La Lazio chiede verità, giustizia e vittoria, il Torino il rinvio della partita. Indiscrezioni di ieri davano il Giudice orientato a decretare il rinvio della partita o a richiedere un supplemento di indagini alla Procura Figc. Lotito, se non otterrà il 3-0, presenterà ricorso alla Corte sportiva d’Appello.

LE ACCUSE – La Lazio ha organizzato la sua difesa in una memoria di 15 pagine, ha smontato punto per punto il reclamo presentato dalla società di Cairo evidenziando varie «illegittimità». Siamo entrati in possesso di alcuni stralci del dispositivo. Si contestano le tempistiche del provvedimento di «quarantena domiciliare, con divieto assoluto di allontanamento dal proprio domicilio per un periodo di almeno 7 giorni» deciso il 23 febbraio dal direttore dell’Asl di Torino, dott. Testi, dopo la positività di sei giocatori granata riferita «ad un focolaio di variante inglese di Covid-19». Testi aveva imposto un periodo di quarantena domiciliare (per ogni componente del gruppo squadra risultato negativo) per un periodo di 7 giorni. Erano stati disposti controlli virologici seriati ogni 48 ore. Il 26 febbraio, in virtù di questa ricostruzione, era stata rinviata Torino-Sassuolo, è stato l’ultimo giorno in cui si è riscontrata una positività di squadra nel Torino. Corrieredellosport.it

 

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Col Crotone giocano i soliti noti. L’avvocato Chiacchio: “Il Torino ha obbedito alla ASL”

 Una giornata, due partite. Una si gioca dal giudice sportivo, l'altra all'Olimpico contro il Crotone. Quest'ultima è davvero una finale: un altro passo falso e la Lazio rischia di dire addio alla conferma in Champions, con 11 (più il Torino) giornate di anticipo. Per questo Inzaghi non se la sente di cambiare quasi nulla col Crotone. E al di là di ciò che pensano Lotito e Tare, si fida solo dei suoi titolarissimi, Simone. Non sfida la sorte e va avanti con le sue idee: nessun turnover, nonostante questa fosse forse la miglior occasione per rilanciare Strakosha dopo gli scivoloni di Pepe: pesano ancora troppe sceneggiate fuori luogo dell'albanese, lo stesso gruppo non le aveva prese bene. Magari Strakosha tornerà mercoledì col Bayern, in questo momento conta di più il Crotone: «Non possiamo sbagliare e sarà una gara difficile contro una squadra, che ha appena cambiato allenatore». Da Stroppa a Cosmi, anche se oggi quest'ultimo sconterà subito una squalifica e in panchina ci sarà il suo vice. Inzaghi deve riprendersi il quarto posto per non fare la stessa fine. In teoria, lui ha già un rinnovo da firmare e assicura che durante la prossima sosta lo farà una volta per tutte. Eppure un'altra sconfitta potrebbe far ripensare pure Lotito, di nuovo su tutte le furie. 
PRECEDENTE
Rianimato solo dalla prestigiosa Scarpa d'Oro d'Immobile, il presidente. Ora spera che Ciro riesca pure a sbloccarsi sotto porta col Crotone, dopo un digiuno di 5 partite. Segnò all'Olimpico nell'ultimo precedente, risalente al 23 dicembre 2017. Anche la Lazio di quella stagione aveva stentato (8 punti) nelle ultime 6 gare, eppure contro i rossoblù arrivò un 4 a 0 roboante. Non bastò a raggiungere poi la Champions, sfumata col quinto posto in cui fu decisivo il pari maledetto di Crotone. Oggi quel brutto ricordo dovrà servire da lezione perché Samy e compagni arrivano all'Olimpico con un veleno letale: sono ultimi a 15 punti, si devono salvare e domenica hanno battuto il Torino in casa 4 a 2. Prima partita granata giocata, dopo le precedenti due non disputate. Quella con la Lazio si gioca sempre oggi sub Iudice. 
DOPPIO MATCH
E' arrivato finalmente il giorno del Giudice Sportivo. Mentre i biancocelesti infatti scenderanno in campo, o al massimo subito dopo, arriverà la decisione di Gerardo Mastrandrea sul match contro Cairo. Gli sono state consegnate mercoledì alle 23.50 le controdeduzioni dall'avvocato Gentile per non consentire ulteriori repliche al Torino. Dentro però non c'è traccia (perché colpe della Lega) né del bonus rinvio utilizzato contro il Sassuolo, né della possibilità granata di far venire la Primavera a Roma quel 2 marzo. Lotito insiste sull'incongruenza delle date e sull'eventuale abuso d'atti d'ufficio sul quale può esprimersi il Tar ma non il Giudice Sportivo. Per questo è difficile che venga omologato il 3 a 0 a tavolino, ma resta probabile il rimpallo di Mastrandrea alla Lega per definire una nuova data (7 aprile) per il recupero. In quel caso Lotito è pronto a fare subito ricorso prima alla Corte e poi al Collegio: «Non importa che la quarantena scada il primo marzo, secondo la Lazio spiega l'avvocato Chiacchio perché ci sta la dichiarazione Asl che chiarisce come il termine ultimo sia il 2 marzo. E il Torino ha solo ottemperato a una decisione dall'alto». Ognuno tira acqua al proprio mulino, ma per i biancocelesti oggi ci sono ben sei punti in palio. 
A. A. – E. B.

Il Messaggero

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Fares prende campo: l’algerino titolare contro il Crotone

 Finalmente il vero Fares. Non è servita la sua miglior prestazione contro Juve, ma è bello rivederlo così dopo tre mesi dall'ultima volta da titolare. Non giocava dal primo minuto addirittura dal 29 novembre, quando venne sostituito al 45' nella sconfitta con l'Udinese. Da allora appena altri 43' in campionato fra Covid e un infortunio pesante all'adduttore. Dopo l'intero match dello Stadium, Inzaghi può confermare Mohamed. Lo aveva voluto a tutti i costi quest'estate, aveva fatto spendere controvoglia quasi 10 milioni a Lotito e Tare, ora anche il franco-algerino deve mostrare il suo valore. Lo hanno condizionato le operazioni al ginocchio e la mancata preparazione, ma Fares adesso ha ritrovato gamba ed energie. Sulla fascia destra può essere il valore aggiunto in questo finale di stagione già a partire da domani pomeriggio col Crotone. Dove Marusic dovrebbe tornare sull'esterno destro, dal momento che Lazzari potrà essere abile solo col Bayern. Oggi a Formello scatteranno le definitive prove: c'è capitan Lulic (mugugnante dopo l'ultima sostituzione) a insidiare Fares, ma quest'ultimo ha dimostrato sabato scorso una migliore condizione. Redivivo nelle accelerate, propositivo nelle conclusioni dall'inizio alla fine. E' tornata la freccia della Spal, forse. 
NUOVO TERZINO
Meglio tardi che mai. Anche perché Fares è il sostituto naturale di Lulic nelle intenzioni biancocelesti. La Lazio sapeva già ad agosto che il bosniaco a giugno sarebbe sicuramente stato ai saluti, per questo ha investito tanti soldi, dopo aver fallito con Lukaku, Durmisi e Jony, solo negli ultimi anni. In ogni caso Tare starebbe già correndo ad ulteriori ripari, a sentire i media turchi: può giocare su entrambi i lati, il terzino francese Valentin Rosier, 24enne in prestito al Besiktas dallo Sporting. Il club capitolino lo tratta dopo aver già preso Kamenovic, spilungone sinistro serbo del Cukaricki. In teoria il 21enne sarebbe il vice-Radu, ma in difesa andranno fatte ulteriori valutazioni. Servono almeno due centrali forti. Dal colabrodo di quest'anno, Tare ce ne scansi e liberi. 
A. A. – IL Messaggero

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E’ anche vigilia di Lazio-Torino, domani la pronuncia del giudice sportivo: tutto ruoto intorno alla decorrenza quarantena imposta dall’Asl

La sentenza del giudice sportivo Gerardo Mastrandrea arriverà venerdì. Ma nell’attesa di sapere come andrà a finire il braccio di ferro tra Lazio e Torino sulla partita del 2 marzo mai disputata per l’assenza della squadra granata all’Olimpico, è utile mettere in fila il carteggio riservato tra le società, la Lega Calcio e la Asl della città di Torino, divenuta il convitato di pietra di una disputa sanitaria prima che sportiva.

L’ANTEFATTO

Il 23 febbraio i dirigenti del Torino vengono raggiunti da una brutta notizia: 8 giocatori sono positivi al Covid-19 e la Asl chiede una quarantena domiciliare per tutti i componenti della squadra. Il 27 febbraio la società invia una lettere al presidente della Lega, Dal Pino, chiedendo il rinvio della gara con la Lazio prevista per il 2 marzo. Secondo i dirigenti della Lazio i conti non tornano perchè i 7 giorni dal 27 febbraio scadrebbero il 1 marzo. E infatti la prima conseguenza per la mancata presenza del Torino all’Olimpico è il 3-0 a tavolino per la Lazio.

IL FATTO

Il presidente del Torino, Cairo, presenta ricorso al giudice sportivo: il giorno della comunicazione ufficiale della Asl, ovvero il 23 febbraio, non va conteggiato. A questo punto torna determinante il carteggio riservato intercorso tra i protagonisti della vicenda. Il 1 marzo il presidente della Lega invia una richiesta di chiarimenti al dottore Roberto Testi della Asl di Torino, il quale dà manforte alla posizione del presidente Cairo, spiegando che il girono dell’emissione della comunicazione non vada conteggiato. Un’interpretazione insolita, alla quale si aggiunge un’altra anomalia: i calciatori granata hanno ripreso ad allenarsi individualmente dal 28 febbraio. Su queste risposte della Asl, Cairo basa la sua battaglia legale per ottenere l’annullamento del 3-0 a tavolino.

Adesso lo sguardo è a venerdì quando dovrebbe arrivare la sentenza del giudice sportivo, che rischia di diventare la prima tappa di un lungo braccio di ferro giudiziario sul quale il presidente dei biancocelesti Claudio Lotito è pronto a dare battaglia. Nella speranza che le regole possano essere davvero uguali per tutti e che Lega Calcio, giustizia sportiva e aziende sanitarie possano cominciare a parlare la stessa lingua.

La Repubblica

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Ora c’è solo la vittoria, rotazioni si ma senza esagerare

Rotazioni sì, ma senza esagerare. La sfida di domani contro il Crotone all’Olimpico (fischio d’inizio ore 15) ha il sapore del dentro o fuori per la Lazio. Il ritardo dal quarto posto è ancora colmabile (-7), ma servirà rivedere la squadra di inizio 2021. Quella in grado di vincere sette partite di fila dopo il pareggio con il Genoa di Ballardini. Un cambio di passo che dipenderà anche dai calciatori che fino a questo momento sono stati impiegati di meno. Cambierà qualcosa Inzaghi, anche se è complicato sbilanciarsi senza prima aver assistito alla rifinitura di oggi. Il dubbio difesa rimane: Acerbi è sicuro della maglia, Patric quasi. L’ago della bilancia però è Radu. Il centrale, fermo dallo scorso 18 febbraio, è tornato in gruppo e sarà disponibile per la gara con i calabresi. Potrebbe scendere in campo dal primo minuto, in quel caso la retroguardia sarebbe fatta. Marusictornerà nel suo ruolo naturale, quello di esterno destro, mentre dalla parte opposta il Fares visto contro la Juventus meriterebbe la conferma. Pochi dubbi sull’impiego di Luis Alberto e Milinkovic, qualcuno in più su Leiva. Se non dovesse giocare lui, sono pronti alle sue spalle Escalante e Cataldi. In avanti Immobile ha assoluto bisogno di tornare al gol dopo essere rimasto a secco per cinque match consecutivi. A riposare col Crotone quindi potrebbe essere Correa, con Caicedo accanto a Ciro. L’ultima da titolare della Pantera risale al derby vinto 3-0 di metà gennaio.

Il Tempo

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Lotito non risparmia nessuno: “Io onoro gli impegni, voi non date tutto”. Ad Inzaghi la richiesta di dare più spazio ai nuovi…

Lotito non ha risparmiato nessuno nel giorno del giudizio presidenziale. Per mezzora le ha cantate alla Lazio, poi è stato il turno di Inzaghi e dello staff tecnico, a rapporto per poco meno di un’ora. La voce è stata a tratti dura e a tratti più conciliante. Alla squadra ha espresso la sua irritazione per l’atteggiamento visto e rivisto in campo, è un peso sulla coscienza dei big e dei meno big: "Io onoro gli impegni, voi non date il 100%. Ma credo in voi, so qual è il vostro valore e sono convinto che potete dare molto di più".

A Simone, invece, ha espresso insoddisfazione per i risultati e presumibilmente per le distorsioni post-mercato: gestione della rosa (secondo ruoli naturali) e rotazioni insufficienti, penalizzano i nuovi e non è una novità stagionale. La squadra è spaccata in tronconi (titolari, riserve, comparse). Bocciature ed emarginazioni tecniche si ripercuotono sulle strategie future (difficoltà a cedere) e sulle casse societarie(organico ingolfato). In tutto questo il rinnovo di Simone Inzaghi resta sospeso tra presente e futuro, anche dopo l’incontro di ieri. Ufficialmente per minime distanze da colmare. corrieredellosport.it

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Da prima ad ultima delle prime: un anno dopo sembra una crisi da fine ciclo

L’8 marzo di un anno fa, la Lazio si svegliò prima in classifica. Oggi è al settimo posto con 19 punti in meno, il peggiore attacco (39 gol) e la seconda peggior difesa (36 subiti, dopo la Roma) tra le “sette sorelle”. Le 4 sconfitte nelle ultime 5 partite (2 di fila in Serie A) hanno maledettamente complicato la corsa al quarto posto, lontano 7 punti (con una gara in meno), e minato molte certezze. Anche quelle su Simone Inzaghi, uno dei più criticati. C’è un rimpallo di responsabilità tra società e tecnico, accusato di coinvolgere poco le seconde linee (alquanto irritate, da Caicedo a Pereira) e di gestire senza le adeguate rotazioni un organico che, secondo i dirigenti, è da zona Champions. Pubblicamente Inzaghi ha sempre difeso l’operato del club, anche dopo il 3-1 con la Juve«Quest’anno la rosa è ben costruita, ho poco da dire». Ma nei fatti è palese la bocciatura delle scelte sul mercato. Tolto Reina, pure lui colpevole a Torino, nessun nuovo acquisto è un titolare. Fares ha giocato 9 partite dall’inizio, di cui una sola nel 2021. Bottino magro per l’algerino, arrivato per 9 milioni dalla Spal per rimpiazzare Lulic, furioso — come Leiva — per la sostituzione di sabato dopo 55 minuti. Ancora meno spazio per Pereira e Muriqi, con 2 presenze a testa da titolari in campionato: il centravanti kosovaro è partito dal 1’ soltanto con Toro e Juve,  in coincidenza col balletto dei tamponi di Immobile, e nel 2021 in Serie A ha collezionato solo 119 minuti. Hoedt, voluto dall’allenatore, sta trovando più spazio perché in difesa la Lazio ha dovuto fare i conti con molte defezioni: Radu rientra venerdì col Crotone, mentre Luiz Felipe ha finito la stagione dopo l’operazione di fine gennaio. Proprio per tamponare quest’emergenza, a gennaio la Lazioha preso Musacchio, sotto contratto fino a giugno (ma con l’obbligo di garantirgli un biennale, dal 1° luglio 2021, se raggiungerà le 10 presenze). Dopo due partite positive, l’argentino ha sbagliato quel famoso retropassaggio contro il Bayern e da quel momento non si è più visto in campo: sabato era in panchina, con Marusic adattato fuori ruolo come stopper di destra.
Anche la vecchia guardia è in crisi. Immobile non segna da 5 partite, Milinkovic e Luis Alberto hanno perso lo smalto dei tempi migliori e Acerbi, quando viene spostato sul centro-sinistra, non assicura la solita tenuta difensiva. C’è la sensazione che il ciclo sia finito e che in estate possa esserci una rifondazione, anche con addii illustri come quello Lulic, in scadenza a giugno. Ma il grande interrogativo è: ci sarà ancora Inzaghi? Fino a un mese fa, nessuno aveva dubbi. Ora nulla è scontato e le parti stanno riflettendo. Anche se il rapporto d’affetto resta intatto, Lotito è insoddisfatto perché convinto che la Lazio non sia da 7° posto. Il presidente aveva già inviato a Inzaghi i documenti per il rinnovo fino al 2024, ma la firma non c’è e a questo punto tutto torna in discussione.

La Repubblica

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Resa dei conti, con la Vecchia Signora è un bivio Champions

Tra BayernCovid, crolli inattesi in campionato (Sampdoria, Udinese, Verona e Bologna), appendiciti, ernie e infortuni, siamo alla resa dei conti. Stasera all’Allianz Stadium contro una Juve in emergenza, la Lazio si gioca tanto, un bivio Champions nel quale, la banda Inzaghi non può uscire senza punti perché sarebbe il segnale di una resa anticipata nella lotta per il quarto posto. È un bivio che può indirizzare in modo definitivo la stagione della Lazio, buona in Europa ma ancora tutta da scrivere in campionato. Ci arrivano male entrambe, la Juve con l’Inter in fuga e la sensazione diffusa che Pirlo faccia fatica ad imporsi oltretutto a soli tre giorni dal tentativo di rimonta contro il Portocol vero obiettivo stagionale dei bianconeri, laChampions, che rischia di sfuggire troppo presto. La Lazio, se vogliamo, sta anche peggio, reduce da tre sconfitte nelle ultime quattro partite, con quell’asterisco della sfida contro il Torino (il recupero rischia di slittare a maggio) che potrebbe ingigantire il distacco dalle prime quattro. Proprio sull’aspetto psicologico ha lavorato in queste ore Inzaghicercando di presentarsi contro la Vecchia Signoracon una squadra pronta a riscattare le ultime due prestazioni anonime: «Sappiamo che non possiamo sbagliare  – spiega – e sarà una gara  molto difficile. Negli anni abbiamo dimostrato di essercela sempre giocata nel modo giusto (quattro vittorie che sono valse due coppe e l’impresa allo Stadium con doppietta di Immobile e il successo del dicembre 2019 per 3-1, tra i dolci ricordi, ma anche tante delusioni in questi anni, ndr). Non voglio vedere che un episodio possa condizionarci come a Bologna: dobbiamo rimanere sempre in partita». La botta contro Mihajlovic è stata molto forte, il tecnico biancoceleste, sempre in attesa dell’annuncio del suo rinnovo fino al 2023, vuole vedere una reazione di un gruppo che in passato ha sempre dato risposte positive dopo le cadute: «Questa sfida arriva al momento giusto: sarà decisiva per la classifica». Sull’altro fronte Pirlo (il pareggio in extremis di Caicedo all’andata, nell’unico precedente contro Inzaghi, non è andato giù al tecnico bianconero) chiede ai suoi una prova attenta senza lasciare il contropiede alla Lazio, maestra delle ripartenze a campo aperto: «La Lazio è una grande squadra che gioca insieme da 5-6 anni. Noi la stiamo preparando nel migliore dei modi sapendo le loro caratteristiche, con giocatori molto bravi a partire in contropiede, dovremo fare una gara intelligente. Il Porto? Ci penseremo solo dopo la gara contro i biancocelesti. L’Inter in fuga?  La stessa domanda me l’avete fatta la settimana scorsa. Noi abbiamo vinto, loro anche, non è cambiato nulla. Se tutte le domeniche l’Inter vincerà, vinceranno il campionato, se farà qualche passo falso noi dovremo essere pronti a non sbagliare». Arbitrerà Massa di Imperia, fischietto della finale della Supercoppa decisa da Murgia nel 2017Inzaghi sogna lo stesso risultato. Il Tempo