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Tamponi, il giorno del processo: per la Lazio il protocollo è inefficace e non approvato dal Coni

Oggi il via, la procura Figc verso richieste dure. Il club punta su perizie e vuoti normativi.

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, le partite sotto la lente sono: BrugesLazio (28 ottobre), TorinoLazio (1 novembre), ZenitLazio (4 novembre) e LazioJuventus (8 novembre). Oggi alle 11, si terrà in videoconferenza il processo sportivo della Lazio, ai medici e al presidente Claudio Lotito per la vicenda tamponi. Non sono previsti rinvii, ragion per cui si pensa che il capo della Federcalcio, Giuseppe Chinè, possa formulare le sue richieste. La documentazione è corposa e i tempi sono stati lunghi, ma c’è il rischio che il quadro investigativo debba essere aggiornato nel momento in cui la procura della Repubblica di Avellino toglierà il segreto istruttorio sulle carte dell’inchiesta in cui la Lazio è solo indirettamente coinvolta, in quanto cliente del laboratorio di analisi Futura Diagnostica del capoluogo irpino. Mancano dei precedenti, trattandosi di un protocollo anti-Covid che ha meno di un anno di vita. Si vocifera di una possibile richiesta di 8-10 punti di penalizzazione e di un anno di inibizione per Lotito, ma è un pronostico azzardato. Questo perchè siamo alla richiesta, l’inizio del percorso. Poi arriverà il verdetto di primo grado (non è detto che il dispositivo possa essere pubblicato stasera), sicuramente anche il secondo (Corte sportiva di Appello) e il terzo (Collegio di Garanzia presso il Coni).

Il cuore dell’accusa riguarda le mancate comunicazioni alle Asl, la non osservanza dei comportamenti prescritti dalle leggi, sportive e non, in caso di positività. Nel processo non sarà in discussione la possibilità dei due 3-0 a tavolino. Ma il Torino, autore dell’esposto che ha contribuito all’apertura dell’inchiesta, chiede di potersi costituire in un processo che riguarda i comportamenti della Lazio nella partita del 1 novembre.

La linea difensiva della Lazio svaria su diverse fasce. C’è un elemento scientifico: la ”non pericolosità” del tipo di positività dichiarata dalla Synlab e citata in tre perizie. Inoltre, ci sarebbe un presunto vuoto normativo sul soggetto a cui spetta la comunicazione alle Asl (per il club il compito è dei laboratori). E, infine, la ”strategia 231” a cui Lotito si appella per evitare il meccanismo della responsabilità diretta, molto più rischioso dal punto di vista sanzionatorio. C’è anche la possibilità che la Lazio punti sul fatto che il protocollo anti Covid non abbia avuto l’approvazione del Coni, ma solo della Figc. In più, bisogna considerare che proprio quel protocollo è il principale punto di riferimento della Lazio nella contestazione della decisione del giudice sportivo sul rinvio della partita di ritorno contro il Torino, che sarà discusso in appello lunedì prossimo. Laziopress.it

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Domani il processo tamponi, la memoria difensiva della Lazio: “Accuse prive di base normativa e giuridica”. Pregliasco: “Comportamento del club corretto”

È una battaglia di verità e di giustizia.Lotito si sente accerchiato, rovescia le accuse e ribalta il protocollo, pieno di vuoti normativi. Domani, davanti al Tribunale Federale, i suoi legali proveranno a smontare i sei capi d’imputazione a sostegno del deferimento disposto da Chiné, capo della Procura, il 16 febbraio. Venticinque pagine di memoria difensiva e altre cinquantadue di allegati, comprensive di tre illustri pareri pro veritate, per ricostruire la condotta della Lazio e dimostrare come Immobile (negativo) potesse giocare il primo novembre 2020 a Torino, cardine su cui gira la parte principale del processo di primo grado e che ha investito da mesi Lotito e i suoi medici. «A leggere le carte dell’incolpazione, chiunque trarrebbe il convincimento che la Lazio abbia posto in essere la condotta di un soggetto non soltanto incauto ma addirittura irresponsabile».

L’avvocato Gentile parte così nella sua memoria, confermando la linea espressa con chiarezza un mese fa. «La Procura si sbaglia». Le accuse, per la società, sono fondate su presupposti normativi mancanti e verità deformate. «La Lazio si è data per tempo un’organizzazione dedicata: vanta 17 sanitari, ha espletato sino ad oggi circa 3 mila tamponi (con un costo pari a un milione di euro), non ha mai impiegato nessun giocatore positivo e si è persino assunta la responsabilità di supplire, con isolamenti precauzionali, all’inerzia dei pubblici poteri». La tempesta mediatica e il clima non tranquillizzano Lotito: «Auspichiamo che il Collegio si renda conto che ci difendiamo da una contestazione emotiva, priva di una base normativa e giuridica, ma anche esageratamente enfatizzata rispetto al reale e documentato andamento dei fatti».

Bisogna risalire ai casi emersi nella settimana che comprende Bruges, Torino e San Pietroburgo. Per la Procura i medici Pulcini e Rodia non avrebbero comunicato alle Asl positività e contatti stretti. «Le contestazioni sono in larga parte inammissibili» sostiene il club richiamando le competenze disciplinate dalle note della Regione Lazio del 14/10/2020 e la nota della Regione Campania del 9/9/2020 perché, all’epoca dei fatti, gli accertamenti diagnostici venivano scrutinati presso il laboratorio Futura di Avellino. «Il tenore delle relative discipline è chiaro. Sono i laboratori i soggetti onerati del dovere di trasmettere il referto al SISP territorialmente competente». Si spiega perché la Lazio scelse di rivolgersi al laboratorio di Taccone. «Quando è esplosa la pandemia nella Regione Lazio l’effettuazione dei test era demandata solo a strutture pubbliche, sarebbe stato sconsiderato servirsene. La Regione Campania, invece, aveva stabilito che le strutture private fossero equiparate a quelle pubbliche ai fini dell’analisi dei tamponi. La scelta non è stata solo logica e lecita, ma prudenziale». E ancora: «Non spetta e non spettava alla Lazio comunicare alle ASL competenti la positività al Covid e alcun rilievo può essere mosso. Conclusione unanimente confermata dai tre pareri pro veritate (Pregliasco, Rossi, Bondanini) acclusi alla memoria: per tutti nessun obbligo incombeva alla Lazio». Bisognerà capire se il giudice Cesare Mastrocola accoglierà o meno le perizie (su basi scientifiche) non trattandosi di tesserati. Gentile denuncia vuoti normativi. «La Procura non cita la norma e/o la prescrizione violata. La citazione manca perché nessuna prescrizione esiste». E’ rovesciato il teorema di Chiné. Non esistono divieti Asl in capo alla Lazio, come si può condannarla? Si fa riferimento a «quanto ordina la nota della ASL Roma 1 del 7 novembre 2020 in cui c’è scritto che i tesserati sono posti in isolamento presso il proprio domicilio». Solo quel giorno l’autorità si era messa in azione dopo i contatti con Pulcini di fine ottobre. C’è un altro documento che conforta la tesi della Lazio sugli obblighi di comunicazione: secondo il dottor Franchin (rappresentante Synlab) «il laboratorio di Calenzano provvede a comunicare le riscontrate positività alla Regione Toscana».

La difesa del presidente Lotito

Il presidente Lotito dovrà difendersi dalle accuse per responsabilità diretta (articolo 6 comma 1 del codice di giustizia sportiva) per non aver vigilato sul rispetto delle norme in materia di controlli sanitari. La Lazio, per provare a scagionarlo, ricostruisce l’organizzazione che si è data attraverso le figure dei medici Pulcini e Rodia, del dirigente Pinata, del segretario generale Calveri. Un assetto riscontrato dall’organo di vigilanza del 20/12/2020 e dalla corrispondenza mail del segretario che risale al 6/10/2020 e inoltrata all’Uefa. Si richiama la legge 231 sul sistema duale della governance societaria. «E’ scontato che le decisioni siano di esclusiva competenza dei sanitari. Nessuna decisione risulta assunta da Lotito… Per arrivare a coinvolgerlo si sarebbe dovuto provare che questi abbia interferito con le decisioni dei sanitari o che abbia imposto una determinata condotta». Corrieredellosport.it

 

 

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Inzaghi, c’è anche il Siviglia

Continua a slittare il prolungamento di contratto di mister Inzaghi: dopo mesi in cui è stata posticipata la firma, a breve ci dovranno essere degli sviluppi. Stando a quando riporta Il Messaggero, lo scorso venerdì a Formello il presidente Lotito ed il tecnico si sono visti, ma senza toccare l’argomento. Sarà decisivo anche il finale di stagione ma intanto l’allenatore laziale è stato contattato telefonicamente dal Napoli e dal Siviglia, mentre il patron biancoceleste si sta guardando intorno. Non resta quindi che attendere gli ulteriori sviluppi che potrebbero portare alla tanto attesa firma oppure ad un saluto. Laziopress.it

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La difesa del futuro senza Musacchio e Hoedt: da Martinez e Touba, i nomi di Tare

Giri di valzer per Inzaghi, tra i partecipanti al “toto-allenatori” 2021-22. Ma il mercato non aspetta, si sviluppa sottotraccia già nei mesi che precedono l’avvio ufficiale. La Lazio è a caccia di rinforzi in difesa, potrebbe chiudere due acquisti. Il ritorno in Champions favorirebbe la doppia operazione, il diesse Tare avrebbe a disposizione un budget diverso. Si cercano profili giovani e valenti, uno dei punti del nuovo progetto (con Inzaghi o meno) riguarda il rinverdimento dell’organico. I prossimi acquisti difensivi dovranno rivelarsi pronti per l’uso e andranno utilizzati. Acerbi (5 anni di contratto in più) e Luiz Felipe (prepara il rientro) sono pilastri. Radu, fresco di record (401 presenze all time come Favalli), ha lanciato un messaggio chiaro: «Ho ancora benzina nelle gambe». Patric è in scadenza nel 2022, non si è ancora trattato il rinnovo, può restare da difensore aggiuntivo, non titolare. Hoedt e Musacchio non saranno confermati. Per il futuro si guarda in Olanda.

IL SOGNO – Nell’estate delle storture di mercato, soprattutto in difesa, dopo Kumbulla (finito alla Roma) la Lazio s’era informata su Lisandro Martinez dell’Ajax. E’ un 23enne argentino, è alto 1,78, piede sinistro, ciò che occorre. I Lancieri l’hanno acquistato nel 2019 dal Defensa, l’avevano pagato 7 milioni. Ha una valutazione di 22 milioni sui siti specializzati, forse basterebbe un’offerta di 18 milioni. E’ mancino, può giocare anche sul centrodestra, viene descritto come un difensore duttile, capace di adattarsi da mediano e terzino sinistro. L’anno scorso ha giocato 24 volte da titolare in Eredivisie, quest’anno solo 9 (è subentrato in altrettante partite). Ha fatto esperienza in Champions (3 partite da titolare), adesso in Europa League (4 gare giocate dall’avvio). E’ utilizzato nella difesa a 4 da Ten Hag. In Olanda c’è anche Marcos Senesi, argentino del Feyenoord, ha 23 anni, è un altro mancino. E’ stato acquistato nel 2019 dal San Lorenzo per 7 milioni, anche lui è valutato circa 20 milioni.

Da Pau Torres a Touba: ecco tutti i nomi per la difesa

GLI ALTRI – Nelle scorse settimane era rimbalzato il nome di Pau Torres, gioiello del Villarreal, ha una clausola rescissoria di 45 milioni, è nel mirino del Real Madrid. Solo una suggestione.

corrieredellosport.it

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Lazio, strategie di mercato: priorità alla difesa, occhio alle scadenze

Un futuro tutto da scrivere quello di Simone Inzaghi sulla panchina della Lazio. Per ora la storia d’amore tra l’allenatore e il club ha una data di scadenza: giugno. Il rinnovo è fermo, rimane comunque una priorità. Ma intanto il ds Igli Tare sonda il mercato, c’è sicuramente una difesa da rifondare. Il dirigente ha accesso il radar in Olanda: piace Lisandro Martinez dell’Ajax e non solo. E in rosa Hoedt e Musacchio non saranno confermati.

Difesa da rifondare, quella è la priorità. Ma attenzione anche ai contratti in scadenza. Capitolo senatori: Radu, Parolo e Lulic non hanno ancora rinnovato, probabilmente lo faranno in primavera inoltrata per un altro anno o due. Per Hoedt niente riscatto, per Andreas Pereira sì ma solo a cifre più basse dei 27 milioni pattuiti in estate con il Manchester United. Il centrocampo, senza uscite, rimarrà molto probabilmente così. E in attacco? Felipe Caicedo è in scadenza nel 2022, con una offerta buona farà le valigie, magari verso gli Emirati Arabi. Muriqi non ha ingranato, è ancora da valorizzare. Voci turche lo rivogliono al Fenerbahce. La Lazio ha investito molto sul kosovaro: può partire solo con una cifra superiore ai 15-16 milioni di euro. Corrieredellosport.it

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Marusic guida gli impegni degli otto lazionali

Rimasti aggrappati al treno Marusic. Se la Lazio è tornata da Udine con i tre punti, il merito è principalmente di Adam. Oltre al gol vittoria, è arrivata l’ennesima prestazione di spessore del montenegrino. Sta dando continuità, sempre disponibile, un cambio di passo che gli ha consentito di fare la differenza. Dimostra il suo stato di forma straordinario: 10,638 chilometri percorsi in 97 minuti (recupero compreso), soprattutto ha fatto registrare lo sprint migliore di tutti i calciatori in campo (34,49 km/h).
La gara perfetta: 1 gol realizzato, 2 tiri totali, 45 palloni giocati (di cui 12 in avanti), l’86% di passaggi riusciti, 1 recupero, 1 fallo subito. «Mi sento migliorato – aveva detto a fine match – ho lavorato tanto e devo continuare così. Questa è la strada giusta. Andiamo avanti tutti insieme. Il momento più difficile? Gli ultimi 10/15 minuti, loro hanno avuto tante occasioni per far gol, ma abbiamo portato questi tre punti a casa». Non stanno attraversando un periodo facile i biancocelesti, eppure la classifica non preclude la possibilità di tornare in Champions. Al netto della partita da recuperare con il Torino, la Lazio potenzialmente sarebbe ad appena tre punti dal quarto posto. «Dall’inizio abbiamo giocato bene, ho fatto gol e sono molto contento. Non era semplice, l’Udinese gioca un buon calcio. Vincere questa partita era fondamentale. Dobbiamo continuare così, mancano tante partite. Siamo tutti vicini a questo quarto posto, proseguiremo il lavoro». Per lui, quella di Udine, è stata la diciottesima partita di fila di campionato disputata dal primo minuto. Altro gol in trasferta, il settimo dei nove totali da quando è a Roma, l’ultimo era stato quello a Bergamo del 31 gennaio scorso. Anche in quel caso aveva sbloccato la sfida con un destro imparabile. Ieri ha risposto alla chiamata del suo Montenegro: nel giro di pochi giorni affronterà LettoniaGibilterraNorvegia (gare di qualificazioni ai prossimi Mondiali). «Credo che la sosta sia arrivata in un ottimo momento, abbiamo due settimane per recuperare. Qualcuno andrà in Nazionale, e dovrà giocare tre gare in poco tempo, ci vedremo tra due settimane e vedremo».
Oltre a Marusic, altri sette calciatori sono partiti con le rispettive selezioni. Tre i laziali convocati da Mancini per le sfide con Irlanda del Nord, Bulgaria e Lituania sempre in vista di Qatar 2022. Stesso discorso per la Serbia di Milinkovic che se la vedrà con IrlandaPortogallo e Azerbaigian. Triplo impegno anche per Strakosha con l’Albania che affronterà AndorraInghilterra e San Marino. Muriqie il suo Kosovo giocheranno prima un’amichevole con la Lituania e poi con Svezia e Spagna per la qualificazione ai Mondiali. Impegno nelle qualificazioni alla Coppa d’Africa 2022, invece, per Akpa Akpro che con la sua Costa d’Avorio sfiderà prima il Niger e poi l’Etiopia. Domani intanto il resto della squadra si ritroverà a Formello per la ripresa dei lavori dopo 48 ore di riposo.

Il Tempo 

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Rinnovo Inzaghi, è stallo con Lotito: l’intesa manca ancora, le ipotesi per la sostituzione

Simone Inzaghi e la Lazio, quale futuro? La domanda ormai è lecita. A tre mesi dalla scadenza del contratto nulla si muove. La trattativa per il rinnovo va avanti da tempo. Di mezzo c’è un tira e molla tra le parti: è stallo. La proposta di inizio febbraio, ovvero un triennale da 7,5 milioni netti garantiti fuori dall’Europa e bonus legati ai piazzamenti sino ad arrivare ad un massimo di 11, è rimasta in sospeso. Il presidente Claudio Lotito sperava subito in un sì, il tecnico dall’altra parte ha chiesto di alzare la posta e di avere un ingaggio in linea con i giocatori top della squadra come Immobile, Luis Alberto e Milinkovic.

Difficile pensare che un accordo possa esserci ora, durante la sosta dal campionato. Il patron è alle prese con i processi sportivi tra tribunali e ricorsi. Inzaghi si è dato un ultimatum: attenderà almeno sino a metà aprile e non prenderà impegni con nessuno. Massima priorità alla Lazio, ma occhio che gli apprezzamenti non mancano. Il sondaggio della Fiorentina è reale con Commisso che può offrirgli anche 4 milioni. De Laurentiis lo avrebbe portato a Napoli tre anni e qualcuno sostiene che ci sia stato pure un incontro. La Juve potrebbe essere un’altra interessata. E Lotito? Anche lui è intenzionato a guardarsi intorno. Sulla lista ci sono Gotti dell’Udinese e Mihajlovic in bilico a Bologna. Sinisa potrebbe essere l’unico capace di riempire il vuoto di Inzaghi. Corriere dello Sport

 

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Lazio, Lotito e Inzaghi: adesso chiaritevi

Il successo di Udine tiene a galla le speranze europee della Lazio, che dovrà anche recuperare la sfida contro il Torino se non verrà capovolto il verdetto del giudice sportivo nei successivi ricorsi. Una vittoria conquistata con la volontà e il carattere, perché quando i friulani stavano occupando l’area di Inzaghi è finalmente riemerso l’orgoglio del gruppo, ferito dalla dolorosa eliminazione dalla Champions e, soprattutto, consapevole di non poter più sbagliare, considerando che sul club aleggia anche l’incubo del processo tamponi. E vincere senza i gol di Immobile, a secco da sei giornate di campionato, non è mai facile se in soccorso non arrivano gli incursori come Milinkovic o Luis Alberto o il salvagente Caicedo, rimasto a Roma con tutta la sua amarezza di eterna riserva.

Di Muriqi e Correa non si sono viste nemmeno le tracce, ecco perché la vittoria conquistata con una prodezza di Marusic (letale quando parte da sinistra e usa il destro per calciare) vale davvero oro prima di una sosta fondamentale. Non ci sarà solo il tempo di recuperare le energie per la volata finale, sebbene molti giocatori siano impegnati con le rispettive nazionali, ma anche per chiarire il caso allenatore, che sta diventando davvero pesante.

Inzaghi sì o Inzaghi no? E’ arrivato il momento in cui la Lazio deve prendere una decisione, consapevole che il tecnico è legato al club e ai colori biancocelesti da un sentimento forte, difficilmente attaccabile anche dal corteggiamento di una società importante e ambiziosa come il Napoli. Lotito non è più convinto dal suo giovane allenatore che ha conquistato tre trofei e lo ha riportato in Champions? Sia chiaro e lo comunichi, che nelle prossime settimane la tensione intorno ai ricorsi e ai processi potrebbe diventare quasi insopportabileper una squadra ancora impegnata nella corsa per l’Europa.

Se invece è davvero convinto che Inzaghi sia l’uomo giusto per ripartire e riaprire un ciclo, lo incontri e raggiunga un accordointorno alle clausole economiche che per ora dividono le parti. La sosta può agevolare proprio il confronto in cui la società, in caso di accordo, chiederà al tecnico di gestire meglio la rosa, di utilizzare di più anche le seconde linee rispetto a quanto ha fatto fino ad ora.

Inzaghi conosce l’ambiente meglio di chiunque altro: da vent’anni vive la Lazio e i suoi malumori, da cui resta quasi sempre immune e pertanto in grado di gestirli nel modo migliore. Considerando che allenatori come Allegri e Sarri sono inavvicinabili dal punto di vista economico, ci sono altri candidati di alto livello da proporre come eventuali eredi di Simone? Lotito valuti pro e contro e decida, ma faccia in fretta perché un rinnovo che sembrava facile e scontato sta diventando un peso come gli impegni in tribunale.

corrieredellosport.it

 

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Inzaghi, il rinnovo non è vicino: è tornato il gelo con Lotito

Dalla proposta formalizzata all’inizio di febbraio il rinnovo del contratto di Inzaghi resta in bilico e in discussione. Non c’è stato infatti né un sì né un no. La proposta della società è un triennale per complessivi 7,5 milioni netti con bonus legati a Europa League e Champions League, più un eventuale premio scudetto per salire fino a un materassino di 11. L’ingaggio oscilla tra i 2,5, minimo garantito e i quasi 4 richiesti dal tecnico a inizio trattativa, nel dicembre 2020. Dopo il negoziato a gennaio, Inzaghi voleva rivedere la scaletta dei bonus e un ritocco per lo staff. Da lì sono passati più di tre mesi e il tecnico, dopo aver ricevuto la bozza precontrattuale,  ha formulato una contro-proposta. Nel mentre sono accadute cose importanti, come il deferimento della società e i processi sportivi. Forse è subentrata una fisiologica stanchezza mentale dopo i 5 anni condotti al top. È pur vero che nessun allenatore ha percepito la stessa cifra a Formello. Saranno dunque Lotito e Inzaghi a dare segnali di chiarezza, stabilità o di cambiamento per pianificare il futuro, e molto probabilmente si arriverà così fino in fondo alla stagione. Lo riporta il Corriere dello Sport. LaIopress.it

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Ultimo appello per la Champions: Udine prima ed il processo tamponi dopo, si fa il futuro

Per la Lazio può essere l’ultima chiamata per la Champions League, come era già successo per Reja tra il 2011 e il 2012, fermati da Guidolin. La Lazio di Pioli invece proprio al Friuli lanciò la serie di 8 vittorie consecutive che permisero alla Lazio il terzo posto nel 2015 e i preliminari di Champions contro il Leverkusen. La crescita c’è stata, con 3 trofei nell’arco di 5 stagioni e i gironi di Champions finalmente raggiunti dopo quelli del 2007. Ora a Formello dovranno crederci ancora sul campo, come già dimostrato nel girone di Champions in cui la Lazio è rimasta imbattuta. Il quarto posto è lontano almeno 6 punti con la concorrenza di Roma e Napoli, con però 11 partite ancora da giocare e il recupero con il Torino ancora da fissare. Matematicamente la Lazio può farcela a patto di non fallire più partendo già da oggi contro l’Udinese, poi ci sarà un’altra partita, quella fuori dal campo. Venerdì prossimo infatti al Tribunale Federale la Lazio dovrà smontare le accuse del pm Chiné sulla base di un protocollo che fa acqua da tutte le parti. Lo riporta il Corriere dello Sport. Laziopress.it