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Inzaghi e i 45 anni col regalo più atteso: sulla torta manca solo il rinnovo di contratto

Una settimana da incorniciare e ricordare. Che può diventare perfetta e speciale per Inzaghi, Lotito e la Lazio. La Champions di nuovo a portata di mano, il sorpasso sulla Roma, l'ennesimo record raggiunto, il compleanno e un matrimonio tanto atteso e inseguito da annunciare. Meglio di così non poteva andare. Tutto di corsa, tutto sempre all'ultimo respiro e sul filo di lana. Tecnico e presidente hanno raggiunto un accordo, a distanza si sono dati la parola e ormai è imminente la firma sul contratto. L'ha praticamente annunciato l'allenatore in conferenza stampa il giorno prima della gara con lo Spezia, ha annuito con un sorriso il presidente a chi gli chiedeva conto del futuro di Simone sulla panchina biancoceleste. Sono questi i giorni del rinnovo. Di un legame che diventerà ancora più solido. Gli ultimi ostacoli sono caduti, per l'ennesima volta Inzaghi farà della Lazio la sua casa per i prossimi due o tre anni. Alla fine, i giorni potrebbero essere domani o giovedì (dipende da Lotito) con il tecnico pronto a firmare un accordo fino al 2024 a 2,5 milioni di euro a stagione a salire. 
MARATONA SOFFERTASimone ieri ha festeggiato in famiglia il 45/esimo compleanno e oggi, alla ripresa degli allenamenti, pur con un giorno di ritardo, verrà celebrato anche dai suoi ragazzi, squadra e staff tecnico incluso. Probabile che il regalo più bello arrivi dal presidente Lotito che, lo chiamerà per firmare il nuovo accordo. Ma arrivarci non è stato proprio agevole. Forse, più complicato rispetto a due anni fa, poco dopo il trionfo in coppa Italia sull'Atalanta. La distanza tra Inzaghi e Lotito era davvero minima, ma non si trattava solo di soldi, pure di progetto tecnico e la possibilità di avere più autonomia e voce in capitolo nelle decisioni. Pur di far salire la proposta per i suoi collaboratori, il tecnico era disposto anche a rinunciare a qualcosa del suo stipendio. Tutto per far collimare le cose e sistemare la situazione. Negli ultimi giorni, purtroppo anche per via della tragedia accaduta a Daniel Guerrini, il presidente, Inzaghi e Tare si sono visti spesso e hanno avuto la possibilità di parlare, anche di cose non strettamente legate alla vicenda contrattale. Il legame è forte e non è stato spezzato, nonostante alcuni dissidi, qualcuno anche pesante, sia con il patron, sia con il direttore sportivo Tare. Al numero uno della Lazio non è piaciuta molto l'attesa sulla proposta fatta a Simone un paio di mesi fa. Ma alla fine, grazie anche ai risultati e ai record, e a qualche dialogo fuori dal contesto sportivo, tutto si è risolto. 
OBIETTIVO VERONAIn mezzo a tutto questo c'è da preparare la sfida col Verona. Un'altra partita fondamentale e cruciale per la Lazio. L'ennesima gara da non sbagliare in chiave Champions. Ma i problemi non mancano. Correa e Lazzari oggi verranno squalificati dal Giudice Sportivo. Per l'argentino si prospetta un turno di stop, mentre per l'esterno si temono un paio di giornate. Inzaghi dovrà rivedere la formazione, verificare lo stato di alcuni giocatori. Tra tutti Luis Alberto, anche se lo spagnolo è sicuro di giocare pure col Verona, dopo aver forzato con lo Spezia. Ieri direttamente dalla Spagna è arrivato il suo fidato amico e fisioterapista Ruben Pons che già dal pomeriggio ha cominciato a trattarlo. La caviglia è ancora un po' gonfia e infiammata, ma lui allo stesso Inzaghi e ai compagni ha garantito che sarà in campo già mercoledì per l'allenamento. 
D. M. – Il Messaggero

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Provvidenza Caicedo, il futuro puó essere ancora biancoceleste?

Il graffio della Pantera. Ormai non è più una noti zia, si è trasformata in consuetudine. L’hanno ribattezzata zona Caicedo, anche sabato il gol partita nei minuti finali. La metà delle sue marcature in Serie A (4 su 8) è arrivata negli ultimi dieci più recupero (contro TorinoJuventusCrotone e Spezia). Numeri impressionanti per quello che dovrebbe essere l’attaccante di scorta. I gol dell’attaccante hanno portato 9 punti alla classifica della Lazio, il rapporto gol/minuti giocati è straordinario: segna una rete ogni 84 minuti. Caicedo ha il contratto in scadenza nel 2022, va per i 34 anni, ma sa ancora come essere decisivo. Inzaghi non lo vorrebbe mai lontano dalla Lazio. Se fino allo scorso agosto la sua permanenza sembrava utopia, oggi lo scenario è mutato. Felipeha cambiato agente, è passato alla scuderia di Matteo Materazzi. Una segnale che potrebbe na scondere la volontà di rimanere a Roma. Si è integrato alla perfezione con la realtà della Capitale: i tifosi lo adorano, vorrebbero vederlo sempre di più. Lui aspetta paziente, in zona CaicedoIl Tempo

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Inzaghi e i dubbi per lo Spezia: Luis Alberto ko, Immobile quasi sulle gambe

Dopo tante tensioni e con le battaglie processuali ancora aperte, piccolo segnale di disgelo tra Lotito e Cairo. Abbraccio – rapido – tra i due ieri al funerale di Daniel Guerini. Le distanze restano, ma i presidenti di Lazio e Torino si sono uniti nel ricordo del 19enne centrocampista della Primavera biancoceleste, ex granata, scomparso il 24 marzo in un incidente stradale. Oltre ai compagni di “Guero”, presente una delegazione della prima squadra e tutta la dirigenza della Lazio. C’era ovviamente Simone Inzaghi, che oggi capirà le condizioni di Immobile, tornato affaticato e acciaccato dopo le 3 gare in una settimana con la Nazionale: l’ultima (94 minuti) mercoledì sera sul terreno sintetico in Lituania. Ieri a Formello il centravanti non si è allenato, c’erano invece gli altri due azzurri Lazzari e Acerbi (negativi ai tamponi). C’è da ragionare sull’impiego di Ciro dall’inizio domani alle 15 contro lo Spezia: si gioca il posto con Caicedo, mentre Correa è l€unico sicuro lì davanti. Se fisicamente non è al meglio, al contrario Immobile è rientrato carico a livello mentale. Perché l’attaccante, rimasto a secco nelle ultime 7 partite con la Lazio, in azzurro ha ritrovato il gol: è a quota 21 in stagione. Due reti, contro Irlanda nel Nord e Lituania, per presentarsi con fiducia alla ripresa del campionato e rompere l’insolito digiuno in biancoceleste. Certo invece il forfait di Luis Alberto: dopo lo scontro in allenamento di mercoledì, la caviglia destra è gonfia. Salterà lo Spezia e a Formello sperano di riaverlo domenica prossima a Verona, ma non è escluso che lo stop sia più lungo. Al suo posto, Pereira o Akpa Akpro: è favorito il brasiliano, provato ieri come interno di centrocampo alla sinistra di Leiva.

la Repubblica

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La stretta di mano c’è, Lotito e Cairo però restano lontani

Scambiatevi un segno di pace. Lotito e Cairo s'abbracciano timidamente e si stringono la mano per qualche istante. Sino a due giorni fa sembrava pura utopia un simile gesto di distensione, invece ieri è successo nel dolore. Attacchi, ripicche e accuse sono nulla di fronte a simili tragedie. Il presidente del Torino ieri è comparso alla Chiesa di San Giovanni Bosco per i funerali di Daniel Guerini, il ragazzo classe 2002 della Primavera biancoceleste, scomparso tragicamente lo scorso 24 marzo in un incidente stradale. Il diciannovenne era tornato proprio a gennaio dal club granata nella capitale, per questo Cairo non è voluto mancare (anche perché era uno dei migliori amici del figlio Federico). «Grazie della presenza», gli ha sussurrato quasi all'orecchio Lotito al termine delle onoranze. Poi è andato subito via e ha girato le spalle. Potrebbe essere l'inizio di un nuovo rapporto civile e quindi la fine delle belligeranze? Difficile, perché il numero uno della Lazio non può né riesce a dimenticare quello che, secondo lui, sta facendo Urbano per farlo fuori da anni dalle posizioni di potere. Non a caso ha sporto querela per via della querelle Zarate e poi per il caso tamponi che avrebbero infangato la sua immagine nonché fatto partire l'inchiesta e i successivi deferimenti del pm Chiné. Adesso Lotito rischia ancora di perdere la sua carica federale: se la Corte d'Appello presieduta dal presidente Torsello, a cui è ricorsa anche la Procura, dovesse rialzare l'inibizione, con 12 mesi (già due accumulati nell'ultimo decennio) e un giorno lui decadrebbe. Già coi sette comminati dal Tribunale Federale, non potrà partecipare a nessuna Assemblea né votare. 
QUERELLE TORINOQuesto è il culmine dell'alta tensione, già in parte raggiunta lo scorso 16 dicembre 2019. Lotito e Cairo erano arrivati quasi alle mani in Lega per l'elezione di Dal Pino (osteggiata dal Torino) come successore di Miccicché. Ancora i due su posizioni opposte per la ripresa o l'interruzione definitiva del campionato, dopo lo scoppio della pandemia, guarda caso con la Lazio in lotta per lo scudetto e il club granata a rischio retrocessione. Quindi anche lo scorso 2 ottobre. Il presidente della Lazio e altri colleghi erano contrari a inserire (dopo il focolaio scoppiato al Genoa) nel Protocollo Figc la postilla del comunicato numero 51 della Lega che dava alle Asl la possibilità d'indirizzare il rinvio delle partite. Cairo era invece a favore e, guarda caso, come il Napoli è riuscito a «trarne vantaggio», come scritto nelle motivazioni della Corte d'Appello nella sentenza di rigetto del ricorso biancoceleste. 
PROSSIME PUNTATEIl direttore dell'Asl di Torino, Roberto Testi, non ci sta però a queste accuse: «Sono idiozie, abbiamo rispettato le norme e il club granata non ci ha fatto alcuna pressione». Lotito non ci crede, vorrebbe portare al Tar l'abuso d'atti d'ufficio e, se accertato, si potrebbe poi entrare anche in un risvolto penale. Bisognerà aspettare le prossime puntate. Magari questo disgelo formale potrebbe far rientrare quasi ogni questione. D'altronde anche nella battaglia sui fondi dei diritti tv c'è stata una sorta di riconciliazione. Cairo, contrario inizialmente, ha votato per Dazn nel finale. E' quasi Pasqua, scambiatevi un altro segno di pace. 
A.A. – Il Messaggero 

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Le “ansie” della Lazio: dal ko di Luis Alberto alle battaglie in tribunale

Borsa del ghiaccio per un'intera giornata. Scatta forte l'allarme Luis Alberto almeno in vista dello Spezia. Oggi gli esami diranno se si tratta solo di una distorsione alla caviglia destra, ma lo spagnolo stava meglio già ieri sera. In un contrasto di gioco con Armini, in mattinata il numero 10 s'era accasciato per terra e aveva abbandonato la seduta. Ieri Immobile chiedeva informazioni dal ritiro dell'Italia perché, senza Luis Alberto, anche solo dopodomani sarebbe tutta un'altra storia. 
POST SU INSTAGRAM
In serata Luis Alberto ha fatto un post su Instagram difendendo Armini dagli insulti che in molti gli stavano rivolgendo. «Grazie Mago sei una persona straordinaria» la risposta del giovane Nicolò. Oggi Inzaghi dovrà per forza provare qualche alternativa: al suo posto di solito c'è Akpa Akpro, che tornerà oggi dopo esser stato impiegato 70' dalla Costa d'Avorio contro l'Etiopia. Altrimenti ci sono Escalante e Parolo per rinforzare con muscoli e corsa la mediana. Tuttavia, sarebbe fondamentale sfruttare gli spazi (o con Cataldi le punizioni) che lascia lo Spezia. Correa, sulla trequarti, era stato sperimentato con scarsi risultati l'anno scorso a Brescia. L'idea più ovvia e caldeggiata dalla società sarebbe rilanciare dall'inizio Pereira, sul quale si lavora tra l'altro per il prestito per un'altra stagione a Roma. Completamente recuperati Fares e Caicedo, oggi rientreranno tutti i nazionali alla spicciolata. Atteso anche Muriqi, già in gol col Kosovo, dopo l'ultima sfida alla Spagna. Ieri, con la semestrale di bilancio, è uscito finalmente il costo del suo cartellino e quello dell'intera campagna estiva: è stato pagato 18,35 milioni più 1,48 di commissioni, Vedat; Fares, 7,43 più 500mila, e Akpa Akpro appena 100mila. Il saldo negativo fra acquisti e cessioni è di circa 20 milioni con un risultato netto negativo al 31 dicembre di appena 0,12 milioni in perdita. Pagati 2 milioni totali di bonus per la qualificazione Champions al Sassuolo per Acerbi, al Copenaghen per Vavro e al Siviglia per Correa. Curiosità su Luiz Felipe in scadenza: il rinnovo sarebbe già arrivato, ma manca l'ufficialità. 
TORINO SOTTO INCHIESTA
Nessun incontro per il prolungamento d'Inzaghi, Lotito assicura che potrebbe slittare ancora dopo Pasqua. Anche col tecnico dovrà valutare se è il caso di fare ricorso o meno contro il Torino al Collegio di Garanzia. Pur sapendo di perdere, la Lazio andrebbe avanti per portare avanti la sua questione di legalità, ma poi le toccherebbe fare i conti col calendario della Serie A: senza il terzo grado di giudizio, la Lega potrebbe far recuperare il 29 aprile la sfida, altrimenti rimarrebbe solo il 19 maggio come data, in mezzo al derby e all'ultima giornata. Ieri intanto, come atto d'ufficio dovuto al richiamo del Giudice Sportivo e alle motivazioni della Corte Sportiva, il pm Chiné ha aperto sul comportamento sleale del Torino un'inchiesta. Lo aveva fatto anche col Napoli e l'avvocato Grassani ricorda: «Il club venne prosciolto anche dalle indagini della Procura federale. La decisione del Collegio di Garanzia del Coni è argine insuperabile. Se una Asl stabilisce uno stop, una gara dev'essere rinviata e giocata». E il legale granata Chiacchio rincara: «Io sono contento che sia stato aperto un fascicolo, ma verrà archiviato dopo tre giorni con ogni prova documentale fornita. Piuttosto il legale della Lazio Gentile ha parlato di truffa e il Torino sta valutando la querela». 
CACCIA A LOTITO
Attese anche le motivazioni del Tribunale Federale dopo la sentenza di condanna della scorsa settimana. Lotito e i medici Pulcini e Rodia puntano in secondo grado a scrollarsi di dosso, rispettivamente, 7 e 12 mesi di squalifica, ma tira un'aria strana. In casa Lazio c'è il timore che la Corte d'Appello presieduta dal presidente Torsello, a cui è ricorsa anche la Procura, possa rialzare l'inibizione del presidente per farlo decadere in Figc con 12 mesi (già due accumulati nell'ultimo decennio) e un giorno dalla sua carica. Insomma la caccia a Lotito continua. 
A. A. – Il Messaggero

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Porte girevoli: volata con Reina, Strakosha verso l’addio, avanza Montipó

Sliding doors. Mentre continua la marcia di avvicinamento alla volata finale con vista sui posti Champions, la Lazio pianifica pure il futuro. Quello che riguarda il settore dei portieri comincia già a prendere forma. Un reparto che, nel corso di questa stagione, ha già subito uno scossone mica da poco, con il sorpasso di Pepe Reina ai danni di Thomas Strakosha.

PEPE PUNTO FERMO 

L’esperto portiere spagnolo era arrivato per fare da secondo a Strakosha, titolare nelle precedenti quattro stagioni. Un’alternativa di peso all’albanese, ma pur sempre alternativa. E invece nel giro di poche settimane (complici anche i guai fisici di StrakoshaReina si è preso il posto da titolare e non l’ha più mollato. L’ex Napoli e Milan sarà titolare pure nella prossima stagione. Lo ha meritato per quello che ha fatto tra i pali ed anche per l’apporto dato all’interno dello spogliatoio, dove si è rivelato un autentico leader. Il 31 agosto Reina compirà 39 anni, età che potrebbe far sorgere qualche dubbio sulla sua affidabilità. Dubbi che però non hanno ragione di esistere per quello che lo spagnolo ha fatto vedere nel corso di questa stagione.

ECCO MONTIPÓ

Avanti ancora con Reina, quindi. Ma gli sarà affiancato un portiere che più che vice sarà una sorta di co-titolare. Un elemento cioè in grado di alternarsi con lui tra i pali e, in prospettiva, di prenderne il posto. Il candidato più accreditato è il portiere del Benevento Lorenzo Montipò. È ancora piuttosto giovane (ha compiuto 25 anni lo scorso 20 febbraio), ma con una discreta esperienza alle spalle, maturata prima con il Novara, il Siena e il Carpi (tra Serie B e Lega Pro) e, da tre anni a questa parte, con il Benevento. Con i sanniti ha prima conquistato la promozione dei record in Serie A e adesso è uno dei protagonisti dell’ottimo campionato che la formazione allenata da Pippo Inzaghi sta disputando. È il profilo giusto, insomma, per essere affiancato a Reina. A contatto con il quale potrà ulteriormente crescere e migliorare. Un anno in coabitazione con il compagno più esperto per poi spiccare il volo: questo il progetto della Lazio su Montipò. Al quale manca ovviamente ancora il tassello dell’acquisto. Se ne parlerà a tempo debito. Per ora ci sono stati solo sondaggi informali, ai quali faranno presto seguito contatti molto più concreti.

STRAKOSHA SALUTA 

Strakosha? La sua esperienza con la Lazio sembra irrimediabilmente ai titoli di coda. Dopo l’annata vissuta ai margini il portiere albanese desidera cambiare aria. Vuole una squadra che punti sui di lui e che gli possa consentire di tornare protagonista. Dopo essere finito in panchina nella Lazio, ha perso la sua centralità pure in nazionale. Il c.t. Reja gli ha preferito Berisha nelle partite giocate nei giorni scorsi con Andorra e Inghilterra per poi farlo giocare titolare ieri nel match con San Marino. Per lui c’è l’interesse di club della Bundesliga e della Premier. Il suo futuro sarà quindi lontano non solo dalla Lazio, ma pure dall’Italia.

La Gazzetta dello Sport 

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Un Inzaghi da battaglia: “Lottiamo per la Lazio”

In attesa che ritornino i giocatori partiti con le proprie Nazionali per le qualificazioni ai Mondiali, la Lazio ha ripreso ieri gli allenamenti a Formello in vista dell’impegno di campionato in programma sabato contro lo Speziaall’Olimpico. Come riporta il Corriere dello Sport, nei giorni scorsi la squadra ha svolto le consuete sedute d’allenamento ed il tecnico laziale ha parlato ai suoi, con l’obiettivo di non far distrarre nessuno. Mister Inzaghi ha chiesto di non pensare ai processi o al mercato: l’unico obiettivo deve essere il ritorno in Champions. Così l’allenatore laziale ha fatto intendere che conta solo il bene della squadra. Lui che ha sempre sentito la squadra al suo fianco e continua ad averla, sta preparando i suoi uomini per il rush finale; già in questo mese ci saranno impegni importanti, tra cui gli scontri diretti con Napoli e Milan. Iltrmpo

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Inzaghi e Lotito ancora distanti: il 15 aprile la scelta dei “contendenti”

È passata una settimana e nessun verdetto è stato emesso. La situazione legata al rinnovo di Inzaghi rimane in standby. Un’attesa dovuta da una parte agli impegni extra campo del presidente Lotito, dall’altra alla forbice tra domanda e offerta nella proposta presentata al tecnico. Entro metà aprile si arriverà a una decisione definitiva. Intanto però De Laurentiis resta in pressing su Simone come erede di Gattuso, destinato a salutare Napoli alla fine della stagione. Per Inzaghi la priorità si chiama Lazio, anche se il contratto ipotizzato dal club campano sembrerebbe assai più ricco. Difficilmente Lotito si sposterà dai 7.5 milioni in tre anni con l'aggiunta dei bonus (si può arrivare fino a 11). L'allenatore avrebbe richiesto un ritocco della parte fissa e un aumento per il budget da destinare allo staff tecnico. Le prossime ore potrebbero essere decisive per una fumata bianca, anche se permane una certa diffidenza tra le parti. Nel frattempo oggi il patron della Lazio sarà impegnato in un'altra battaglia legale: alle 12.30 la Corte Sportiva d'Appello deciderà in merito alla partita mai giocata con il Torino dello scorso 2 marzo. La società biancoceleste continua a richiedere il 3-0 a tavolino, non ha accettato il rinvio da parte della Lega che, di fatto, permetterà ai granata (bloccati dall'Asl per i casi Covid) di rigiocare la gara. Intanto nel pomeriggio è programmata la ripresa degli allenamenti al centro sportivo dopo la giornata di riposo concessa da Inzaghi. In attesa di riabbracciare gli otto nazionali, da valutare ci sono le condizioni di Caicedo ed Escalante: entrambi hanno saltato l'amichevole in famiglia contro la Primavera. Sembrano invece aver recuperato dall'affaticamento muscolare sia Luis Alberto che Patric: sabato contro lo Spezia ci saranno. 

Il Tempo

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Ultime chance per le seconde linee: da Pereira a Musacchio, last minute per convincere Inzaghi

Un'occasione da afferrare al volo. L'ultimo treno per restare in sella e conquistare un posto nella Lazio del futuro. Undici partite per convincere, dare una sostanziosa mano per la ricorsa Champions e trovare la conferma. Almeno in otto sono in ballo, forse qualcosa di più. Alcuni sono casi disperati, quasi al limite e di chance ne hanno davvero poche, come Hoedt e Musacchio, ma mai dire mai. Altri invece sono calciatori che hanno avuto poco spazio, ma che danno la forte sensazione di poter essere importanti e preziosi. 
TALENTO SPRECATOIl caso più emblematico è Andreas Pereira, il brasiliano-belga del '96, scuola Psv-Manchester United, che fino ad ora, nonostante ci siano state ben trentotto partite sul calendario, tra campionato e coppe, abbia collezionato appena 613 minuti a fronte di 25 presenze. Una miseria considerata l'esperienza e il bagaglio tecnico del giocatore che, ogni volta che è stato chiamato in causa, ha dato prova di poter essere uno su cui puntare decisamente. Il riscatto è una cifra alta che raggiunge i 27 milioni, ma ci sono alcune postille sul contratto che farebbero abbassare la somma di due o tre milioni. La Lazio, che ha la priorità su altri club, lo vorrebbe trattenere, lui, nonostante abbia giocato poco, vuole restare. Di recente ci sono state telefonate tra i due club e non sono escluse sorprese come quella di rinnovare il prestito (pagando) o trattare a cifre più ragionevoli il riscatto e acquistarlo, magari dopo la cessione di un giocatore, vedi Correa. Il rapporto, comunque tra Lazio e United, è ottimo, ogni scenario è possibile. Un altro che è sulla bocca si tutti è il kosovaro Muriqi. Su di lui pesano come un macigno i 18 milioni di euro spesi per prenderlo dal Fenerbaceh. Ma come per Pereira la sua gestione non è stata proprio eccellente, anche perché, visto il suo primo anno, non è semplice imporsi, giocando col contagocce o entrando nei minuti finali. Le sue responsabilità ci sono, soprattutto per i soldi investiti, ma le attenuanti non gli mancano affatto. In Turchia si parla di un suo ritorno in patria, di liti tra la sua ex squadra e il Galatasaray, ma sono tutte bufale, la Lazio non ha alcuna intenzione di cederlo. Anche lui però dovrà sfruttare gli ultimi due mesi per mettersi in mostra e far vedere qualcosa di più. Discorso identico da applicare a Fares che, come Muriqi, ha avuto problemi, ma che fino ad ora ha fatto vedere poco.
QUASI SULLA PORTAChi spera nelle prossime undici partite di far ricredere l'ambiente e la società sono Hoedt e Musacchio. Il primo è stato voluto a ogni costo dall'allenatore e dopo un buon inizio ha sofferto. L'argentino, la cui conferma non è legata alla quantità di presenze, è un mistero. Gioca bene e convince nelle prime gare, poi fa un errore col Bayern e sparisce. Merita qualche chance in più, anche perché se Luiz Felipe dovesse rientrare potrebbe addirittura saltare prima della fine della stagione. Da verificare per bene anche Cataldi, stagione oscura, per lui appena 392 minuti, ma anche Strakosha. Qui però è tutta gestione e decisione di Inzaghi. Ai saluti Lulic, Radu rinnova e, forse, anche Parolo. E qui, non ce ne voglia un campione come Marco, ma la Lazio deve ringiovanire e puntare altro Si vedrà.
D. M. – Il Messaggero

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Ora la rincorsa Champions ed il rinnovo di Inzaghi

La battaglia è appena cominciata ma, rispetto agli scenari apocalittici annunciati da cassandre e gufi, la prima sentenza per il caso tamponi ha fatto tirare un sospiro di sollievo. Lotito e la Lazio andranno avanti in tutte le sedi giudiziarie per vedere riconosciuta la propria innocenza ma ora è tempo di pensare a risalire in classifica dove i biancocelesti sono al settimo posto, seppure con una gara in meno. Restano undici partite, 33 punti a disposizione, Inzaghi vuole provare a bruciare le concorrenti cercando di sfruttare la scossa arrivata da una sentenza che poteva spezzare sul nascere le speranze di rimonta al quarto posto. Si ripartirà sabato prossimo contro lo Spezia all’Olimpico, una lunga volata di due mesi che porterà alla conclusione di uno dei campionati più falsati della storia. Tant’è, adesso si deve tornare a pensare al calcio giocato anche se c’è in ballo l’udienza di lunedì su Lazio-Torino e al rinnovo del tecnico. Ecco, per chiudere una settimana piena di tormenti e dubbi, i tifosi laziali vorrebbero l’annuncio definitivo  della firma di Inzaghi per i prossimi tre anni. La conferma di Simone e del diesse Tare sono la migliore base per ripartire con un nuovo ciclo. Il Tempo