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Simone per la Champions, Pippo per la salvezza: la sfida fratricida vale doppio

ROMA Figli dello stesso grembo e magari pure dello stesso destino. Lo scopriremo solo a fine campionato se, a casa Inzaghi, mamma Marina e papà Giancarlo potranno brindare a un successo completo. All’andata ha festeggiato con un punto prezioso, SuperPippo. E ora anche quell’1 a 1 a Benevento rischia di compromettere il ritorno biancoceleste in Champions. Simone chiede aiuto al fratello: la Lazio non può più permettersi nessun passo falso. Potrebbero servire almeno 20 punti per centrare il quarto posto, dunque il quinto successo consecutivo è d’obbligo. Il problema è che anche la formazione campana, in zona retrocessione, non è affatto al sicuro. E’ appaiata alla Fiorentina a più tre dal Torino (i granata con una gara in meno), ma sopratutto a più otto dal Cagliari al terzultimo posto. Con otto giornate da giocare però il vantaggio è ancora troppo esiguo. Insomma, il duello fratricida stavolta potrebbe davvero far fuori qualcuno. Per questo forse non guardarsi in faccia sarebbe meglio, anche se Pippo sarebbe felice di poter riabbracciare Simone all’Olimpico: «Sabato farà il tampone e mi auguro possa tornare negativo. Ci siamo già affrontati fianco a fianco, in questo momento la salute sua e della famiglia è più importante di tutto». La moglie Gaia lunedì sera è rientrata a casa dopo il ricovero di sabato. L’allenatore biancoceleste, insieme alla babysitter, ha badato ai piccoli Andrea e Lorenzo. Ora è più tranquillo e ieri è tornato ad allenare a distanza la Lazio. In videoconferenza ha risparmiato alla ripresa Immobile, Leiva (assente insieme ad Acerbi nell’ultimo confronto con Pippo) e lo squalificato Caicedo. 
FORMAZIONE
Sarà Correa a riprendersi il suo posto, deve sbloccarsi a tutti i costi Ciro. All’andata al Benevento segnò un gol in volée pazzesco, poi Schiattarella pareggiò i conti – sempre al volo con l’aiuto del palo – già alla fine del primo tempo. Nella ripresa la Lazio non riuscì più ad affondare nessun colpo con le fasce spente già dalla sconfitta di tre giorni prima con l’Hellas. Stavolta Lazzari, dopo la squalifica, sarà riposato e promette di correre sulla fascia come un treno. Marusic invece – nonostante il rientro di Patric in gruppo – non si muoverà dai tre dietro, questo ormai sembra assodato. Insomma domenic Pippo si troverà di fronte un’altra Lazio, non più quella che ha visto e studiato più volte prima ad Auronzo e poi a Formello. 
PRIMAVERA
Ieri intanto al Fersini finalmente una gioia in Primavera. Raul Moro ribalta il Verona (3-2) e la Lazio di Menichini approda in finale di Coppa Italia. Sotto di due gol nella prima frazione,  riacciuffa nei supplementari la vittoria. Prima l'autogol di Calabrese sul finire del primo tempo, poi la doppietta di Raul Moro con dedica ovviamente a Daniel Guerini, il compagno scomparso in un incidente stradale qualche settimana fa. Fra radio e web si è però scatenata fra i tifosi la polemica per il mancato utilizzo di questo baby fenomeno spagnolo, pagato sei milioni al Barcellona e mai utilizzato in prima squadra. Gli infortuni hanno inciso sulla sua strada, ma il prossimo anno Inzaghi potrà contare su un’altra risorsa. Non è possibile che nessun Under 21 della Lazio quest’anno abbia mai esordito in Serie A. 
Alberto Abbate Il Messaggero

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Correa, i gol ora sono una necessitá

Affidarsi a Correa non è più un’opzione. Oggi come oggi è l’unica cosa che conti. Quelli alla mano dicono appena tre gol in campionato, troppo poco per la seconda punta titolare della Lazio. Andando a fare una panoramica delle dirette concorrenti per la corsa Champions, tutti hanno fatto meglio del Tucu. In casa Milan ci sono Rebic e Leao con 6, la Juventusha gli 8 di Morata e Chiesa. Ancora meglio l’Atalantache oltre ai 18 di Muriel ha i 13 di Zapata, mentre a Napoli è Lozano il secondo miglior marcatore con 9 centri dopo i 15 di Insigne.
Nella Roma invece segnano più i centrocampisti degli attaccanti: Veretout (10) e Mkhitaryan (9) sono davanti a Dzeko e Mayoral, entrambi a 7. Ecco perché Inzaghi avrebbe terribilmente bisogno del Correa visto lo scorso anno, quando concluse il campionato con 9 gol all’attivo. Il tempo per incrementare il bottino c’è: dieci finali in cui l’argentino dovrà aiutare Immobile, anche lui in un brutto momento dal punto di vista realizzativo (a secco da otto di fila).
La Lazio segna molto meno rispetto alle passate stagioni. Il modo di giocare dei biancocelesti è diventato leggibile per la gran parte degli avversari, che aspettano bassi e concedono poco spazio alle spalle della propria difesa. Per fortuna di Inzaghi in sostegno di Ciro sono arrivati gli scudieri LuisAlberto e Milinkovic, che finora hanno messo a segno rispettivamente 8 e 7 gol in Serie A. Senza dimenticare l’apporto di Felipe Caicedo. Le sue otto reti hanno portato 9 punti alla classifica della Lazio, metà delle quali arrivate negli ultimi dieci minuti più recupero (contro TorinoJuventusCrotone e Spezia). Domenica con il Benevento non ci sarà la Pantera: è stato ammonito al Bentegodi, era diffidato e il giudice sportivo lo ha fermato per un turno. L’assenza più pesante però sarà ancora quella di Simone Inzaghi. Il tecnico, così come tutta la sua famiglia, è in isolamento fiduciario dallo scorso 7 aprile. La moglie Gaia, dopo essere stata ricoverata allo Spallanzani, è stata dimessa ed è tornata a casa. Per l’allenatore il giorno della verità dovrebbe essere dopodomani. Sabato mattina infatti si sottoporrà al tampone e scoprirà se è ancora positivo o meno. Gli esiti dovrebbero arrivare massimo domenica mattina ma, nel caso in cui fosse negativo, è molto probabile che debba rifare le visite di idoneità e quindi il suo ritorno slitterebbe alla gara contro il Napoli del 22 aprile. Ancora presto invece per le prove tattiche in vista della sfida contro il fratello Pippo. Con il recupero di Patric, possibile ritorno sulla fascia sinistra di Marusic, con il rientro di Lazzari sulla corsia opposta.

Il Tempo

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Lazio-Torino, il ricorso al Collegio di Garanzia blocca il calendario: il derby può anticipare

La Lazio si prepara alla volata finale in campionato, in attesa però di sapere quando andrà in scena il recupero contro il Torino. Come riporta il Corriere dello Sport, il programma finale della A è quindi congelato fino al verdetto sulla data della sfida. Lotito va avanti ed in settimana ci sarà il ricorso al Collegio di Garanzia. Nel frattempo gli anticipi ed i posticipi sono fissati fino al 3 maggio: nel caos è finito anche il derby che potrebbe essere anticipato al 15 maggio; in questo modo Lazio-Toro verrebbe giocata (qualora si dovesse disputare) il 18 maggio, sempre se la Uefa dà l’ok (considerando che in quella data è prevista la consegna dell’Olimpico in vista degli Europei). Laziopress.it

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Inzaghi freme: sabato scade isolamento ma serve il tampone negativo. Tempi stretti per il Benevento

Freme, non vede l’ora di tornare ad allenare la sua Lazio, Simone Inzaghi. La positività al Covid-19 lo sta tenendo a casa da mercoledì 7 aprile. Ha saltato la sfida con lo Spezia, rischia anche di non esserci per la partita in famiglia di domenica all’Olimpico contro il Benevento del fratello Pippo. Tutto ruota intorno al prossimo tampone. Lui sta bene, è asintomatico.La ripresa degli allenamenti è fissata per oggi, il tecnico seguirà i suoi via web. I giorni di isolamento previsti dal protocollo scadono proprio sabato prossimo. Eseguirà un tampone e in caso di esito negativo, dovrà incassare l’ok dell’Asl per ritornare al suo lavoro. Il referto potrebbe riceverlo tra sabato sera e domenica mattina. Proprio al limite per andare in panchina con il Benevento. Altrimenti ci riproverà per Napoli-Lazio del 22 aprile.corrieredellosport.it

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Blackout DAZN: il dito puntato sul malfunzionamento di Comcast, società che detiene la proprietà di Sky

Uno schermo nero con l’immagine ferma di Lukaku, a braccia larghe, è quanto sono riusciti a vedere i più fortunati. L’Inter ha battuto il Cagliari, ma per saperlo è servita la vecchia radiolina o per i più evoluti i siti di risultati live. Il blackout di Dazn all’ora di pranzo di domenica e sulla partita della capolista (poi anche su Verona-Lazio) è un allarme che è suonato nelle case di milioni di italiani. Perché da agosto viaggerà via streaming l’intero campionato di Serie A: 10 gare su 10 (di cui 7 in esclusiva) saranno trasmesse dalla tv del miliardario di origini ucraine Blavatnik. Riaprendo la questione sull’opportunità di affidare a un servizio che si appoggia solo su internet la trasmissione di tutte le partite del campionato. E, di conseguenza, il suo valore presente e futuro. Erano passate meno di tre ore dal fischio finale della partita quando la Lega di Serie A ha inviato a Dazn una lettera, in cui chiedeva in modo perentorio rassicurazioni «per scongiurare che simili episodi si verifichino nel futuro». Insufficiente per la confindustria del pallone italiano la risposta ufficiale: «Il problema è derivato dal fallimento del servizio di autenticazione fornito da un nostro partner esterno che non è stato in grado di risolvere velocemente applicando le previste procedure di backup, pur avendo ricevuto da parte di Dazn informazioni tempestive e collaborazione immediata». Quel “partner” è stato poi identificato dalla stessa Dazn in Cts, ossia Comcast technology solutions, società del gruppo Comcast, proprietario di Sky: abbastanza per suggerire implicitamente un boicottaggio. Escluso però nei fatti visto che — come ha spiegato la stessa Dazn — il blackout di tre ore ha coinvolto in tutta Europa altri broadcaster di cui Cts è fornitore: Viaplay ed Eurosport. Insomma, niente giallo. E però il problema è stato troppo serio perché possa risolversi con uno stringato comunicato stampa. Anche perché — e questa è la vera beffa — a vedere la partita sono stati solo gli abbonati a Sky sul canale 209 dedicato a Dazn. Una questione che ne solleva un’altra: i club più scettici sulla tenuta del segnale internet avrebbero voluto per il prossimo triennio un impegno scritto che obbligasse Dazn a un “piano-B”, ossia a trasmettere anche sui canali di Sky, per sfruttare l’affidabilità del satellite. Nel contratto però la Lega Serie A non ha inserito obblighi di backup: si è accontentata della conferma verbale della volontà di acquisire una frequenza sul digitale terrestre. L’unico obbligo previsto dal contratto è quello di adempiere alla distribuzione del prodotto con impegni minimi di trasmissione. Se nel prossimo campionato il problema dovesse ripetersi più volte, si potrebbe teoricamente arrivare alla risoluzione. Ma penali automatiche — previste nell’ultimo triennio con Sky — non sono state inserite. Un problema non secondario: l’assemblea dei presidenti s’è spaccata per mesi tra favorevoli e chi non voleva saperne di assegnare i diritti per il triennio 2021/24 a Dazn. Agnelli e la Juve guidavano il fronte pro Dazn, di cui — ed è curioso — facevano parte anche Inter, Lazio e Verona, tre delle squadre “oscurate”. I “contrari” hanno sempre avanzato dubbi sulla diffusione, temendo la svalutazione di un prodotto trasmesso con un sistema, la banda larga, che in Italia è ancora troppo poco diffuso. A poche settimane dall’assegnazione, la questione alimenta le posizioni contrarie. E magari offre un assist a Sky per assicurarsi la co-esclusiva delle 3 partite residue (bando a fine mese). Dazn ha già promesso «opportuni indennizzi», a chi ieri non abbia visto la partita. Ma in un calcio senza tifosi allo stadio, oscurare la gara vuol dire far perdere la visibilità agli sponsor delle squadre che pagano per comparire sui cartelloni o sulle maglie: un danno economico, oltre che d’immagine.

la Repubblica

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Inzaghi, tecnico da tv: ecco come ha seguito la partita. “Mi avete commosso”

Simone Inzaghi un tecnico in gabbia. Sono giorni difficili per l’allenatore della Lazio, positivo al Covid-19 insieme a tutta la sua famiglia e in isolamento domiciliare. Ieri non ha seguito fisicamente la squadra in trasferta a Verona, ma è come se ci fosse stato. Meglio partire dalla fine: il gol di Milinkovic utile a sbancare il Bentegodi per la quarta vittoria di fila. Simone, appena visto il triplice fischio alla tv, ha chiamato il vice Farris e si è complimentato con tutti: “Prova di carattere, sono veramente contento, non era semplice battere una squadra scorbutica come il Verona”.

 

Prima della partita, tramite la piattaforma Zoom, aveva dato il via alla riunione tecnica in albergo. Tutto come il solito programma, ma questa volta le parole di Inzaghi hanno viaggiato Roma-Verona via web. In settimana ha seguito ogni allenamento sempre tramite videochiamata, non ha mollato un secondo. Sino ad arrivare al suo divano, tv e ai figli che gli hanno fatto da vice. Durante il match è stato sempre in contatto con gli assistenti Cecchi e Rocchini, ma non solo.Collegato pure il match analyst Cerasaro, che di solito va in tribuna con il pc, ieri a Verona era in panchina a fare da messaggero. Farris era il finalizzatore dei diktat imposti dal tecnico dalla casa ai Parioli.

La preoccupazione per la famiglia

Non va dimenticato l’Inzaghi uomo, padre e marito. Lui sta bene e i suoi figli, Andrea e Lorenzo di 8 mesi e 8 anni stanno rispondendo bene alle cure. La moglie Gaia da sabato è ricoverata allo Spallanzani, ma i primi accertamenti hanno escluso polmonite. Simone spera che la sua dolce metà possa tornare a casa in un paio di giorni. Famiglia e Lazio, ecco le sue preoccupazioni in un momento sicuramente non facile dal punto di vista delle emozioni. Per fortuna ci ha pensato Milinkovic a farlo sorridere. E ora avanti con la prossima. Corrieredellosport.it

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Luis Alberto e Patric stringono i denti: con l’Hellas Verona tappa fondamentale per la Champions

È passata una settimana, ma il dubbio è sempre lo stesso. Ce la farà Luis Alberto? La caviglia è ancora gonfia, l'edema non si è riassorbito del tutto. Le foto che ha postato il Mago dopo la gara con lo Spezia hanno fatto preoccupare i tifosi della Lazio in vista dell'impegno al Bentegodi. Non si è risparmiato lo spagnolo, in questi giorni ha lavorato senza sosta in compagnia del suo fisioterapista di fiducia, Ruben Pons Aliaga, conosciuto ai tempi del Liverpool e che lo ha seguito anche nel protocollo riabilitativo dei vecchi infortuni. Non si è mai tirato indietro davanti alle responsabilità. «Ha dimostrato un attaccamento encomiabile, la distorsione sembrava grave. Lui ha fatto 24 ore su 24 di terapie, mettendosi a disposizione della squadra. Stamattina neanche noi ci speravamo, lui ha dato disponibilità per la panchina», aveva detto Farris nel post partita di sabato scorso. La notizia incoraggiante è arrivata ieri mattina, vedendo Luis Alberto indossare abbandonare le scarpe da ginnastica per indossare gli scarpini. Ha ripreso a correre, un bel segnale quando mancano altre due sgambate prima della partenza per il Veneto. Anche Patric, l’altro giocatore a riposo negli ultimi giorni a causa dei problemi alla schiena, ha effettuato una seduta a parte sul campo adiacente a quello principale. Oggi altra tornata di tamponi, con un'attenzione particolare dopo la positività di Simone Inzaghi, che aveva diretto l'allenamento di martedì. Anche se la società, attraverso il comunicato sul proprio sito, aveva avvisato di aver «messo in atto tutte le misure previste a tutela dei suoi tesserati». Stanno per scattare le prove tattiche, naturalmente sempre senza Inzaghi. Tutto dipenderà dal recupero o meno di Patric. In base a questo si deciderà il ruolo di Marusic, difensore come con lo Spezia oppure esterno a destra vista la squalifica di Lazzari (il giudice sportivo ha fermato per un turno lui e Correa). Fares e Lulic si giocano la maglia sulla corsia opposta, dietro sono sicuri del posto Acerbi e Radu. Davanti Caicedo con Immobile. Assenti oltre al lungodegente Luiz Felipe, non si anche Cataldi e Musacchio. L'argentino, approdato a Formello per sostituire l'infortunato Luiz Felipe, non ha mai davvero convinto Inzaghi. Il suo futuro appare scontato: lascerà la Lazio a giugno, il club non eserciterà l'opzione per allungare il contratto del difensore fino al 2023. E dalla Spagna arrivano voci in merito alla sua prossima squadra: il Betis avrebbe trovato in queste ore un accordo con il giocatore. A volerlo sarebbe stato Antonio Cordon, attuale direttore sportivo del Betis, che nel 2009 fu l'artefice dello sbarco di Musacchio al Villarreal. Dopo la parentesi in Serie A appare scontato il ritorno in Liga per Musacchio. Quella con la Lazio rimarrà poco più di una comparsata.

Il Tempo

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A Verona senza Inzaghi. Rinviato incontro per la firma del rinnovo

Un altro nome eccellente della Serie A finisce nel purtroppo lungo elenco dei soggetti positivi al Covid-19. È l’allenatore della Lazio Simone Inzaghi, che da ieri è in isolamento presso la sua abitazione di Roma insieme con la moglie Gaia Lucariello ed i figli, tutti risultati positivi al coronavirus dopo aver effettuato i relativi tamponi. Ad annunciare la notizia, su Instagram, è stata ieri sera proprio la signora Inzaghi, che ha anche rassicurato sulle condizioni del marito, sue e dei figli. Qualche minuto prima del post di GaiaLucariello la Lazio aveva invece comunicato sul proprio sito la positività di un membro dello staff tecnico, senza specificare di chi si trattasse.

TUTTI IN BOLLA 

Il tam tam sulla possibile positività di Inzaghi era iniziato a circolare già nel pomeriggio, dopo che era stata notata la (assolutamente insolita) sua assenza all’allenamento svolto dalla Lazio a Formello in tarda mattinata. Quella di ieri, oltretutto, era anche una giornata particolare, visto che si festeggiava (cosa poi effettivamente avvenuta) il record di presenze nel club di Stefan RaduInzaghi, si era capito, era rimasto a casa per qualche motivo serio. E così effettivamente stavano le cose. Il tecnico, come ha specificato sui social la moglie, ha prontamente comunicato all’ASL la sua positività e resterà ora in isolamento fiduciario fino a quando non tornerà negativo. Anche per la squadra (come puntualizzato dal comunicato della società) sono scattate le procedure previste dal protocollo in casi come questi. I giocatori saranno ora in bolla e i loro spostamenti saranno limitati a quelli consentiti tra le proprie abitazioni e il campo di allenamento. Gli ultimi contatti tra l’allenatore e i giocatori risalgono alla mattinata di martedì quando la Lazio aveva ricominciato ad allenarsi dopo la pausa pasquale. Fino a ieri non si registravano casi di positività nel gruppo squadra. Neppure tra i tre giocatori (AcerbiImmobile e Lazzari) che la settimana scorsa sono rientrati dalla Nazionale, al cui interno si è sviluppato un focolaio di casi che ha coinvolto parecchi giocatori (l’ultimo in ordine di tempo è stato l’atalantino Pessina).

VERTICE RINVIATO 

Per Inzaghi, tra l’altro, quella di ieri era una giornata particolarmente importante. A Formello era infatti in programma il vertice tra lui e Lotito per limare gli ultimi dettagli e raggiungere la definitiva intesa sul rinnovo del tecnico, il cui contratto scade a giugno. Lotito si è effettivamente presentato presso il centro sportivo biancoceleste, ma l’incontro con il suo allenatore è saltato. Si svolgerà quando Inzaghi avrà risolto il problema Covid. L’accordo comunque non dovrebbe tornare in discussione. Dopo mesi di trattative, di tira e molla, di fumate quasi bianche alle quali hanno fatto seguito delle frenate, l’intesa pare ora davvero a portata di mano. Per Inzaghi è pronto un triennale a circa 2,5 milioni di euro a stagione come parte fissa. Alla quale potranno poi essere aggiunti dei bonus, legati ai piazzamenti ottenuti dalla squadra (ce ne sarà uno per la qualificazione in Champions, ma anche uno per lo scudetto). Una bozza di accordo alla quale Inzaghi aveva già sostanzialmente detto sì, come aveva fatto capire in maniera abbastanza esplicita alla vigilia del match della settimana scorsa con lo Spezia.

I COMPLEANNI

Nei giorni scorsi il tecnico ha festeggiato un doppio compleanno, quello vero e proprio (ha compiuto 45 anni il 5 aprile) e quello da allenatore della Lazio(avventura iniziata il 3 aprile di cinque anni fa). Dalle feste si è passati all’incubo Covid che ora costringerà l’allenatore a seguire da lontano la sua squadra almeno per la prossima partita, quella in programma domenica a Verona. Una volta superato questo scoglio, però, ci sarà la ricompensa del rinnovo contrattuale. Che porrà le basi perché la militanza laziale di Simone arrivi almeno fino al 2024, il che significherebbe per l’allenatore poter festeggiare i 25 anni di Lazio (a Roma arrivò come giocatore nel 1999).

La Gazzetta dello Sport 

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La coppia che segna torna insieme: Immobile e Caicedo titolari contro l’Hellas Verona

Torre Annunziata e Guayaquil possono tornare più vicine di quanto non appaia sulla cartina. Immobile e Caicedo sono pronti di nuovo a far coppia. Nelle ultime due stagioni insieme hanno formato spesso il tandem portafortuna. Prima del lock-down, l'anno scorso, la loro media era addirittura in cima (32 gol) all'Europa. Ora è il momento di rianimarla. Dopo 9 gare d'astinenza, Ciro deve ritrovare la porta. Felipao vuole aiutarlo a riaprirla. Sono due centravanti, ma possono giocare al servizio della squadra. Sabato per esempio Immobile aveva sfornato un filtrante perfetto non sfruttato da Correa. Caicedo è subentrato al suo posto in corsa e si è preso la pesante responsabilità di trasformare il rigore della vittoria contro lo Spezia.
L'ASSIST
Nel finale Joaquin gli ha fatto l'assist per la prossima giornata: doppio giallo e squalifica (il Giudice Sportivo salva anche Lazzari con una sola giornata), toccherà all'ecuadoregno a Verona. Finalmente di nuovo con Ciro per la riscossa. I due a segno insieme contro la Fiorentina (2-1), il 6 gennaio, l'ultima volta. Eppure in tandem era toccato pure a Caicedo a Parma e a Immobile nel derby contro la Roma. E' sopratutto quest'ultimo a dover ritrovare la sua vena realizzativa, arrestatasi col Cagliari ((il 7 febbraio, il quattordicesimo centro in questo campionato) alla ventunesima giornata, a un passo dal gol numero centocinquanta. Da due mesi Ciro sta vivendo un'agonia. 
REBUS FUTURO
Mentre Luis Alberto (e anche Patric per la schiena) resta ancora a riposo per la caviglia, Caicedo prepara dal primo minuto la prossima sponda. Anche se lui non tradisce mai nella sua zona. Persino contro lo Spezia nel tabellino quasi al gong di fine partita: la metà (4 su 8) delle reti segnate dall'ecuadoregno in Serie A (contro Torino, Juventus, Crotone e Spezia) è arrivata negli ultimi 10' di recupero e ha portato alla Lazio addirittura 9 punti in classifica. Com'è possibile rinunciare a un simile amuleto per la prossima annata? E' vero da troppo tempo (la scorsa estate vicino al Qatar) reclama più spazio in squadra, ma ai tifosi non mostra una voglia d'addio scontata: «Se avessi rinnovato la Pasqua sarebbe stata perfetta? Mo chiamo il boss», la battuta.
RINNOVO E PREMI
La verità è che dopo la mancata cessione estiva e l'acquisto di Muriqi, la vita di Caicedo alla Lazio si è complicata. Per prolungare il suo contratto quasi (2022) in scadenza, nessuna dalla società gli ha fatto più una chiamata. E, dopo lo screzio di San Siro, anche la sinergia con mister Inzaghi si è deteriorata. «Ha già scelto i suoi 11 titolari», la frecciata lanciata da Felipao subito dopo aver segnato col Crotone prima della pausa. Aveva finalmente superato una fastidiosa fascite plantare e il tecnico lo aveva rilanciato nella mischia. Caicedo non porta rancore e non tradisce mai la sua stima. Chissà se nelle prossime ore, quando Inzaghi firmerà il rinnovo, non metterà con Lotito un'altra buona parola. A proposito, il presidente smentisce i rumors dell'ultima ora: «Incontro con Gattuso a Pasquetta? Non mi sono mosso di casa». Zona rossa finita: il presidente si dovrebbe spostare oggi a Formello per premiare Radu insieme a l'ex Favalli, superato col record assoluto di 402 presenze con la maglia biancoceleste nella storia. 
A. A. – Il Messaggero

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Festa Radu, passaggio di consegne con Favalli a Formello

In occasione della gara dell’Olimpico contro lo SpeziaStefan Radu ha scritto la storia. È il giocatore con più presenze in biancoceleste e, come riporta il Corriere dello Sport, oggi a Formello verrà premiato per le sue 402 presenze. Sabato ha staccato nella classifica all-time Giuseppe Favalli, che oggi sarà al centro sportivo per il passaggio di consegne. Insieme a lui anche il presidente Lotito e l’intera dirigenza laziale, che si riuniranno al termine della seduta di allenamento mattutina. Per Radu 13 anni di Lazio, ancora oggi è il punto cardine della retroguardia e sempre più, di diritto, nella storia ultracentenaria biancoceleste. Laziopress.it