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Rinascita Champions: ora il rinnovo di Inzaghi

Il Messaggero scrive che la Lazio c'è e l'ha confermato ieri battendo il Milan: la corsa Champions non è affatto chiusa, dunque. Il podio dista 5 punti e i biancocelesti hanno ancora la gara col Torino da recuperare. Il ritorno di Inzaghi in panchina ha ridato sicurezza, scatenando Correa. Se i capitolini a fine stagione centrassero la Champions sarebbe un'impresa, altrimenti bisognerà lasciare spazio ad alcune riflessioni: sarebbe bello – si legge – se in settimana Lotito e annunciasse la firma del tecnico sul rinnovo, per dare solidità al progetto e lanciare un segnale a squadre e tifosi. tuttomercatoweb.com

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Farris: “Non vedo l’ora torni Inzaghi: il comandante deve stare in panchina”

 Diciassette stavolta non gli porta fortuna. Immobile segna al Napoli per la sesta volta consecutiva, raggiunge coi gol in questo campionato il numero della sua maglia, ma sorride amaro al Maradona. I tifosi biancocelesti criticano la sua uscita spensierata, ma si perdono qualche sfumatura: è vero che saluta tutto il Napoli, chiede scusa a Manolas, abbraccia l'amico Insigne prima di rientrare negli spogliatoi. Ma, eccome, se si lamenta: applaude ironicamente Di Bello, che non se ne accorge per fortuna. E' chiaro che l'arbitro abbia condizionato e rovinato questa partita. Voleva essere Ciro subito a indirizzarla lanciando Lazzari in area. Quella smanacciata di Hysaj sì che era rigore, non quello sanzionato poi precedentemente con la revisione al Var. Immobile comunque non s'arrende e si danna l'anima: viene murato, tira dalla distanza. Prova a pareggiare i conti sui penalty, quando Politano lo tocca mentre calcia. Niente, Di Bello non fischia. E c'è pure il danno, oltre la beffa. Perché Ciro è costretto a giocare quasi zoppicante il resto della gara. Rischia di restare nel tunnel, ma poi s'affaccia nella ripresa e sgomita ancora. Ci prova di testa, svirgola in semirovescita. Finché Pereira non lo pesca in area e, lui, stavolta a giro non sbaglia. Immobile timbra, ma la Lazio rischia comunque di salutare in anticipo l'Europa che conta. 
DECISIONE CONTESTATAPoco importa che Milinkovic trovi la quarta perla su punizione in trasferta. Non cancella quella sua maledetta gamba alta: «Non si può mai fischiare un rigore così dopo 5 minuti in una partita importantissima. Sergej prende la palla assicura mister Farris e Manolas abbassa la testa. Al massimo è punizione a due in area. Tra l'altro sul ribaltamento di fronte ci sarebbe stato il penalty su Lazzari e l'espulsione di Hysaj ultimo uomo per la trattenuta». Il risultato finale però è un 5 a 2, che arresta la rimonta delle ultime 5 vittorie consecutive in Serie A. E' vero, la Lazio ha ancora una gara in meno (col Torino) rispetto a Napoli, Juve e Atalanta, ma ora lunedì potrebbe non bastare nemmeno vincere col Milan: «L nostra corsa non è assolutamente finita. Non possiamo arrenderci adesso, dopo l'ultima cavalcata. La squadra ha trovato la forza dopo il 4 a 0 per provare a riaprire la gara, la reazione c'è stata». 
NON E' FINITACol senno di poi anche i cambi hanno fatto la differenza: «Abbiamo deciso con Inzaghi nell'intervallo di far entrare Cataldi e Pereira rivela ancora Farris e in effetti ci hanno dato una scossa. Pure i gol tuttavia hanno dato una spinta emotiva. La verità è che non abbiamo difeso bene e siamo stati poco concreti nell'area avversaria. Invece il Napoli è stato feroce e determinato con giocate dei singoli di grandissima qualità». S'arresta qui la sua guida portafortuna, prima sconfitta: «Non vedo l'ora che torni Simone, il comandante deve stare al suo posto in panchina». 
A. A. – Il Messaggero

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Inzaghi-Lotito, la telefonata che allunga il contratto

"Lazio, nuovi contatti Lotito-Inzaghi: il rinnovo dopo il Covid" scrive Il Messaggero quest'oggi. C'è ancora spazio per il rinnovo di Simone Inzaghi, in attesa della super-sfida di questa sera tra Napoli e Lazio: chi perde potrebbe dire addio ai sogni di gloria. Nel frattempo, si torna a parlare del rinnovo fino al 2025 del tecnico biancoceleste. Dopo il Covid arriverà la firma: il tecnico ne ha parlato con il presidente Lotito in una delle ultime telefonate di cortesia. 

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Immobile torna nella casa del record, Inzaghi si affida a Farris per sfatare il tabù

Vincere a NapoliInzaghi non ci è mai riuscito. Ce l’ha fatta a San Siro, contro Inter e Milan; ha violato il campo della Juventus dopo 15 anni; ha vinto anche a Bergamo, contro l’Atalanta nuova big. A Napoli mai: un fortunoso 1-1 firmato da Keita nel 2016, poi 4 scoppole tra campionato e Coppa Italia. E in assoluto, tra le grandi, è quella contro cui ha ottenuto meno successi, soltanto 2, mentre ha superato 3 volte il Milan, 4 AtalantaJuventus e Roma, 5 l’Intercontando una vittoria ai rigori. Stasera Simone può affidarsi alla scaramanzia, visto che in panchina ci sarà Farris, e naturalmente a Immobile, che quei 2 successi sul Napoli li ha firmati all’Olimpico nel 2020 (1-0 a gennaio, con lo «scippo» a Ospina, e 2-0 a dicembre, sbloccando il risultato di testa) e che contro gli azzurri ha segnato un gol in tutte le ultime 5 partite di campionato. L’ultima trasferta l’ha persa 3-1 il 1° agosto 2020, Ciro, ma quella sera eguagliò il record di Higuain con 36 reti. Stasera proverà a far centro per la sesta volta di fila contro lo stesso avversario. Nella sua carriera non ci è mai riuscito.

Corriere della Sera

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Champions, siamo alla finali: la verità in 5 giorni. Si parte ancora senza Inzaghi

E adesso si inizia a fare sul serio. Dopo le cinque vittorie consecutive, la Lazio è chiamata al doppio scontro diretto nel giro di cinque giorni. Stasera allo Stadio Maradona (ore 20:45), lunedì sera in casa contro il Milan, sconfitto ieri sera dal Sassuolo di De Zerbi. La Champions nel giro di meno di una settimana. Non sarà facile reggere la pressione per una squadra che ha corso tanto per rimanere attaccata al treno delle prime. I numeri parlano di un cambio di passo con l’arrivo del nuovo anno: nel 2021 la Lazio ha collezionato 12 vittorie e appena 3 sconfitte. Un solo pareggio: bisogna tornare addirittura al 3 gennaio, quando i biancocelesti vennero bloccati sull’1-1 al Ferraris dal Genoa. Oggi però servirà una prestazione diversa rispetto a quella di domenica con il Benevento. Dopo un’ora di ottimo livello, gli undici in campo hanno abbassato la guardia, permettendo agli avversari di tornare in partita. Lo sa perfettamente Massimiliano Farris, che alla vigilia si è soffermato sulla delicatezza del match odiero: «La gara contro il Napoli rappresenta per noi un importante esame di maturità per la classifica attuale, che ci vede nuovamente in alto dopo queste ultime cinque vittorie consecutive. Ci attende uno scontro diretto, sarà importante dare continuità agli ultimi risultati attraverso la prestazione, l’obiettivo è fare punti».
Anche stasera la Lazio dovrà fare a meno di SimoneInzaghi. Martedì il tecnico ha svolto un nuovo tampone, risultato ancora positivo. Anche l’incontro di lunedì con il Milan è a rischio. Grazie alla tecnologia è rimasto in contatto con i suoi ragazzi. Ha chiesto il massimo impegno, guai a sbagliare l’approccio. «Non giudico io il cammino del Napoli – ha detto Farris – ci pensano i loro stessi numeri. Hanno vissuto un periodo di difficoltà ma ne sono usciti rafforzati nella posizione dell’allenatore, nella qualità dei propri elementi in rosa e nel gioco. L’avversario è certamente temibile, non a caso domenica sera l’abbiamo visto mettere seriamente in difficoltà l’Inter. Per fare punti dovremo essere disposti alla battaglia». Il Tempop

 

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Inzaghi, video avvertimento alla squadra: “Ora basta cali divtensione”

Mister Inzaghi non ci sarà neanche domani sera nella trasferta di Napoli, il tampone effettuato ieri ha evidenziato ancora la positività del tecnico al Covid. Salirà di nuovo in cattedra mister Farris, nell’importante sfida dal sapore Champions. Come riporta il Corriere dello Sport, Inzaghi ieri ha seguito da casa come ogni giorno la seduta di lavoro della squadra: ha poi parlato loro invitandoli a non avere cali di tensione, motivando la squadra al fine di andare al Maradona con la voglia di fare i 3 punti. Questo è l’imput lanciato all’antivigilia dall’allenatore, che spera di essere di nuovo in campo con i suoi lunedì, nel confronto casalingo contro il Milan.laziopress.it 

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Patto Lazio per Simone e Champions: “Vincetele tutte, una alla volta!”

Domenica da Grande Fratello per gli Inzaghi. Simone in quarantena collegato in diretta da casa mentre Pippo da solo sul palcoscenico dell’Olimpico. Ironia del destino crudele, con la quinta sfida tra i fratelli Inzaghi (terza in A, due nelle giovanili) saltata faccia a faccia. Non si incroceranno ma si sentiranno come di consueto dopo la partita incrociando le telefonate con papà Giancarlo. Simone, in settimana passato da asintomatico a paucisintomatico effettuerà un nuovo tampone prima di Napoli, con la speranza di esserci giovedì. Il tampone fatto ieri, salvo sorprese, non consentirà il via libera per oggi. In perfetta sintonia Inzaghi e la Lazio si scambiano messaggi prima e dopo gli allenamenti, prima e dopo le partite. Ieri ha assistito via smartphone alla rifinitura, si fida ciecamente di Farris e dei suoi collaboratori. Ai suoi ragazzi ha chiesto un ultimo sforzo: “Vinciamole tutte, una alla volta”. E la Lazio risponde: “Mister, vinciamo anche per te”, in uno dei confronti della settimana. La Lazio all’Olimpico è reduce da 8 vittorie di fila, può arrivare a 9. È successo solo altre due volte, nel ’36/37 e nel ’49/50. Simone sa che Pippo cerca punti salvezza. Il Benevento, rimasto imbattuto nelle ultime due trasferte, non ha mai centrato tre gare di fila fuori casa senza perdere. Lo riporta il Corriere dello Sport.

 

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Immobile, il Benevento per spezzare l’astinenza più lunga. La promessa di Luis Alberto per riuscirci…

Immobile vuole interrompere il digiuno più lungo da quando è alla Lazio. Non è la prima volta che il bomber non segna per alcune gare di fila: era capitato nel 2016-2017, proprio a cavallo dei due anni, quando non riuscì a segnare per 7 gare di fila. Ma la striscia attuale è diventata più lunga e l’amarezza è tanta. Sono passati 616 minuti senza gol, l’ultimo da 3 punti contro il Cagliari il 7 febbraio. E intanto spunta la promessa di Luis Alberto. Lo spagnolo è uomo-assist ma quest’anno è incredibilmente a quota zero e ha promesso a Ciroche lo farà segnare con un suo passaggio vincente. Un assist speciale. E spesso quando dice queste cose, poi succedono.

Il Messaggero 

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Leiva part-time, è tempo di trovare l’erede

Lucas Leiva è diventato un campione part-time: comincia le partite, ma non le finisce (quasi) mai. In questa stagione è rimasto in campo per 90 minuti, recupero compreso, solo due volte: la sfida d’andata di Champions con il Borussia e la gara di Crotone. Era il 21 novembre, da allora è sempre stato sostituito in anticipo. Un po’ perché non ce la fa, un po’ perché Inzaghi è convinto che non abbia un incontro intero nelle gambe. A volte è anche uscito sbuffando o mostrando stupore, ma il risultato non cambia: per la Lazio non è una certezza come un tempo.
Il problema è più grave di quanto non possa apparire, perché Leiva non solo fatica a correre per una partita intera, ma nello spezzone di incontro che gioca ha un rendimento mai esaltante. L’uomo che prendeva per mano la Lazio e la guidava con maestria, quello che dava equilibrio e recuperava palloni, insomma i muscoli e la bussola della squadra, adesso non esiste più. Dopo l’intervento di pulizia al ginocchio al quale si è sottoposto un anno fa, durante il lockdown, è entrato in un tunnel dal quale è uscito in questa nuova stagione, ma solo parzialmente. Non ha il ritmo del passato, spesso è in ritardo sul pallone e la Lazio ne risente. Inevitabile: senza il faro, tutto diventa grigio. Né può essere Escalante a rimpiazzarlo in modo adeguato, anche se l’argentino prova con abnegazione a proporsi. Ma non è mai stato un calciatore da grande squadra e non è mai stato un regista: serve per tamponare la falla, non per risolvere il problema.
Leiva non è al massimo nemmeno in questi giorni, tanto che la sua presenza dall’inizio domani contro il Benevento è in dubbio: ha ricominciato a allenarsi con il gruppo solo ieri, potrebbe toccare a Escalantecominciare la partita. La questione però va oltre l’attualità e si proietta verso il futuro. Il brasiliano ha ancora un anno di contratto e deve decidere assieme alla società se rimanere oppure andarsene in anticipo. L’ultima ipotesi è viva, il ritorno al Gremio è un’eventualità che non viene trascurata. Di sicuro la Lazio avrà bisogno di un altro regista, anche se Leivadovesse rimanere a Roma e rispettare l’accordo. Un elemento migliore di Escalante e Cataldi che possa prendere – gradualmente oppure subito – il posto di Lucas. Da mesi Tare sta cercando in giro per l’Europa l’uomo giusto. Non lo può sbagliare.

Corriere della Sera 

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Correa-Immobile senza Caicedo, ora servono i vostri gol

Come riportato da La Repubblica, la Lazio dell’ultimo periodo è stata Caicedodipendente: il giocatore biancoceleste, infatti, è stato decisivo in più occasioni di recente, come contro il Crotone e lo Spezia. Felipe ha una media di una rete ogni 111,6 minuti (8 complessive). Sarebbe potuto essere decisivo nella gara contro il Benevento, tuttaviadr, il giallo rimediato nella gara contro il Verona non gli permetterà di essere in campo. Nella giornata di domani Inzaghi effettuerà il tampone, anche se difficilmente lo vedremo in panchina nella sfida contro il fratello Pippo. L’allenatore biancoceleste sceglierà Correa e Immobile per centrare la quinta vittoria di fila. Qualche dubbio su Leiva, ieri a riposo per un affaticamento. Laziopress.it