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Manca numero legale: la Lega di A rinvia il voto su bando diritti tv

Paralizzata dalle divisioni interne, la Lega di A rinvia l'assegnazione dei diritti tv. L'assemblea ieri non è stata aperta, mancando il numero legale: 14 le presenze necessarie. Oltre agli otto club che avevano chiesto l'annullamento (Roma, Torino, Sampdoria, Genoa, Sassuolo, Benevento, Bologna, Crotone) ha disertato la riunione anche lo Spezia. La posizione di questi club è chiara: dare priorità al matrimonio con i fondi, ottenendo una cifra superiore agli 1,7 miliardi pattuiti, prima di affrontare la partita dei diritti tv. Diverso è l'orientamento della cordata capeggiata da Juve e Lazio che spinge per i diritti a Dazn e considera superato l'ingresso dei fondi nella media company. Dal Pino esorta all'unità: «Spiace riscontrare una differenza di vedute in un momento importante. Soprattutto dopo che per mesi siamo riusciti a collaborare affinché l'asta dei diritti raggiungesse un ottimo risultato. Abbiamo davanti quattro anni per rilanciare la Serie A». L'ultima frase è a uso di chi auspica le sue dimissioni. I broadcaster restano in attesa dell'assemblea. Il tentativo di sorpasso di Sky, che ha promesso ai club entro tre giorni dall'assegnazione il versamento di 505 milioni, fra l'ultima rata non corrisposta lo scorso anno e un maxi anticipo di quanto dovrà pagare, è stato in parte vanificato dal Tribunale di Milano che ieri ha reso nota l'ordinanza con cui concede l'esecuzione dell'ingiunzione di pagamento contro Sky. Il versamento di 130 milioni è ora un obbligo. «Il pronunciamento non ci coglie di sorpresa. Sky ha sempre portato avanti un dialogo con la Lega in virtù del proprio ruolo di partner storico e affidabile», fa sapere Sky. Dazn ha inviato alla Lega una lettera, in cui contesta come inammissibile e tardivo il rilancio di Sky.

Il Corriere della Sera

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Lazio deferita dalla Procura Federale: le accuse e le sanzioni previste dal Codice di Giustizia Sportiva

 L'inferno dei tamponi non è finito e, a quattro mesi di distanza, rischia di travolgere la stagione della Lazio. Dopo aver riascoltato lunedì alle 17 Lotito 3 ore in gran segreto, la Procura Federale procede il giorno dopo all'immediato deferimento (scritto nella stessa serata di lunedì) del presidente e dei medici Pulcini e Rodia (rischiano anche a livello penale) per violazione dei protocolli sanitari Figc anti-Covid. Il Pm Chiné ha accelerato i tempi perché ha già accettato l'incarico come Capo di Gabinetto del Mef: tra i due ruoli non c'è incompatibilità formale, piuttosto è una questione di tempi e mole di lavoro. Un nodo che andrà sciolto al più presto. Dalla Figc fanno sapere che vogliono tenerlo al suo posto fino alla fine del mandato (giugno). Ecco perché Chiné entro un mese vuole chiudere questo processo sportivo. Avrà altri 10 giorni per chiedere le sanzioni per responsabilità diretta e oggettiva contro la Lazio: possibili 4 punti di penalizzazioni. Poi si andrà a processo.
LE ACCUSESotto la lente non solo le mancate comunicazioni scritte delle positività post test Uefa (compreso Luis Alberto) alle Asl, che secondo il club capitolino sarebbero di competenza del laboratorio. Rimarcato l'allenamento pre-Zenit effettuato a Formello da Immobile, Strakosha e Leiva, sui quali era già arrivata la comunicazione (mail e video con gli orari consegnati alla Procura dalla Uefa) dei tamponi positivi dalla Synlab. Nelle contro-analisi di Avellino solo Strakosha è risultato davvero positivo, anche se in Campania ora vorrebbero esaminare il Dna. Ad aggravare la situazione il fatto che gli 8 positivi (non solo calciatori) risultati ai test prima del Bruges non sono gli stessi 8 che risultano poi con lo Zenit. La procura punta il dito sulla mancata bolla e quindi sulla diffusione del contagio. Inoltre vengono contestate le mancate comunicazioni di tre positività prima del Torino.
QUARANTENA SOFTMa c'è di più perché l'accento acuto è messo sulla presenza in campo di Immobile con il Torino e sulla presenza in lista di D.Anderson con la Juve (i due club non possono costituirsi parte civile). Il problema nasce proprio dalla mancata comunicazione alla Asl che ha impedito alla Lazio di entrare nella quarantena soft e quindi di uscire dall'isolamento al primo tampone utile (come accaduto a Donnarumma e Hakimi ad esempio). Non comunicando, i giocatori positivi dovevano aspettare comunque 10 giorni (come da circolare del Governo) prima di uscire dalla quarantena a fronte di un tampone negativo. Per Immobile, risultato positivo il 26 ottobre, ne passano solo 8. Sono pronti a lottare senza nessun patteggiamento a Formello. La Lazio punta tutto sul fatto che le contestazioni (anche quelle italiane) derivino da gare e dai test molecolari per la Champions. I test di Futura Diagnostica avevano invece dato esito negativo e per questo non sarebbe stato disposto nessun isolamento fiduciario. Quello d'Immobile successivo era avvenuto invece dopo ulteriori contro-prove al Biocampus medico. I risultati discordanti dei tamponi (anche per altri calciatori di Serie A) spingerebbero ulteriormente a non usare il pugno duro. 
NIENTE PATTEGGIAMENTOL'evidenza al momento dice che non c'è stato alcun broglio, ma di sicuro la Lazio non ha gestito al meglio questa vicenda a livello comunicativo. Tenendo per sé da quest'estate con la scusa della privacy ogni positivo, ha alimentato ogni sospetto. Decisione di Lotito, che ora rischia di farne le spese per primo: in caso d'inibizione in bilico il posto da consigliere federale. «Confidiamo nella giustizia sportiva, affinché venga riconosciuta la totale estraneità rispetto agli addebiti contestati» la posizione del club. In ogni caso, al di là di ciò che chiederà la Procura nel rinvio a giudizio, ci saranno tre gradi per spiegare le proprie ragioni e ottenere l'eventuale proscioglimento. Quanto successo col Napoli (lì la Procura contestava il club che seguiva l'Asl) al Collegio del Coni è un buon presagio in questo senso.
A. A. E.B. – Il Messasggero

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Caso tamponi, Gentile: “Deferimenti già scritti: perché ascoltare Lotito?”

Ha provato a convincere Giuseppe Chinè e i suoi collaboratori per quasi tre ore, lunedì: l'audizione della Procura federale è cominciata alle 5 della sera e si è conclusa alle 7.45. Ma Lotito non ce l'ha fatta e ieri sono arrivati i deferimenti. Li hanno notificati al presidente della Lazio, ai medici Pulcini e Rodia e alla società biancoceleste. Il caso tamponi non finisce qui, anzi. Adesso ci sarà il processo davanti al Tribunale federale. Nei prossimi giorni sarà stabilita la data, tutto lascia pensare che si terrà nella prima metà di marzo (la difesa, per prepararsi, ha diritto a 15 giorni di tempo dalla comunicazione del giorno del procedimento, attesa tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima). Il club, se riconosciuto colpevole, può essere condannato a una multa, a una penalizzazione, alla retrocessione o all'esclusione dal campionato. Queste sono le pene possibili, le più pesanti appaiono esagerate ma non è escluso che la Procura chieda che alla Lazio vengano inflitti punti di penalità. Ci sarebbe comunque la possibilità di fare ricorso, ovviamente. La Lazio è sempre stata sicura in merito alla correttezza del proprio comportamento e lo è ancora, ma la fiducia di uscirne con l'archiviazione o con un patteggiamento è venuta meno. L'avvocato Gentile, legale di Lotito, parla ora di una questione legata all'interpretazione delle leggi: «Bisogna stabilire chi deve comunicare alle Asl le positività: spetta al laboratorio che ha effettuato le analisi oppure al club? È un problema di diritto, vanno considerate le norme dello Stato, della Figc, della Uefa. Non siamo preoccupati, perché riteniamo che queste norme vadano lette in una determinata maniera; la Procura federale, evidentemente, dà un'interpretazione differente». In realtà a Lotito vengono anche contestate altre presunte violazioni, che riguardano l'omesso controllo sulla partecipazione di calciatori positivi e asintomatici a sedute di allenamento e partite. Di sicuro Gentile è rimasto colpito dalle modalità scelte dalla Procura per arrivare ai deferimenti: «L'audizione di Lotito è finita in tardissima serata e alle 9 del mattino seguente c'erano già tutti i deferimenti. Se era comunque tutto pronto, si poteva fare a meno di sentire il presidente». È sicuro delle proprie scelte anche Ivo Pulcini, responsabile sanitario della Lazio: «Sono super tranquillo, anzi sono felice di poter spiegare la posizione di un professionista che da tanti anni lavora nel rispetto delle regole».

Il Corriere della Sera

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Ramos out, Radu a forte rischio e Lazzari nel mirino del giudice sportivo: con la Samp difesa contata

Controlli per Radu, che può saltare anche la Samp L'esterno bestemmia, rischia un turno di squalifica di Giulio Cardone Il mondo Lazio analizza il ko ammazzasogni, contro l'Inter al Meazza: c'è chi se la prende con il piano- gara troppo offensivo di Simone Inzaghi, che ha favorito la tattica furba di Conte (aspettare e ripartire), e chi invece critica i difensori, da Hoedt a Patric. Di sicuro è stata decisiva l'assenza di Radu, che ha costretto Inzaghi a rimodellare il dispositivo arretrato. Sulle condizioni del romeno è scattato l'allarme anche in vista delle prossime due partite all'Olimpico, contro Samp e Bayern: ha un fastidio all'inguine, il giocatore si è sottoposto a controlli e oggi se ne saprà di più. Certo è in dubbio per sabato, quando alla Lazio mancherà già Hoedt, squalificato, oltre a Luiz Felipe. Intoccabile Acerbi, criticato da Capello a Sky per la prestazione da "ala" più che da difensore, tornerà titolare Musacchio, lasciato in panchina contro l'Inter. Il dato inconfutabile è che la retroguardia della Lazio, quando deve fare a meno dei titolari Luiz Felipe e Radu, va in difficoltà, tanto più che il baricentro alto della squadra non aiuta chi spesso si trova ad affrontare a campo aperto le ripartenze avversarie. Se il romeno non recupera, possibile che Inzaghi scelga il trio Musacchio-Parolo- Acerbi; resta in ballo per un posto anche Patric. Contro il prevedibile bunker della Samp di Ranieri, sarebbe fondamentale la velocità di Lazzari. E invece l'ala destra rischia la squalifica di un turno per bestemmia: la procura federale ha inviato al giudice sportivo la prova tv dell'espressione blasfema al 52' (audio e immagini Sky), non segnalata nel referto arbitrale, oggi la decisione. Curiosità, il gol della Lazio a Milano è stato assegnato dalla Lega a Milinkovic: palla diretta in porta, involontaria la deviazione di Escalante. 

la Repubblica

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Ci risiamo: Musacchio acquisto di gennaio, ma Inzaghi è convinto delle qualità dell’argentino?

Ci risiamo. Sono ancora gli errori dei singoli a condannare la Lazio. La difesa sta diventando un problema serissimo. Bisogna trovare un rimedio se si vuole andare in Champions. Trentesimo gol subito. Una enormità considerando che la scorsa stagione ne aveva subiti 42 in totale a fine campionato. Ora si viaggia alla media di 1,3 gol a partita. Ormai lo hanno capito tutti che Inzaghi non abdica dal suo 3-5-2. Nemmeno quando l'emergenza lo costringe a schierare giocatori fuori ruolo o a stravolgere il terzetto arretrato. Ecco allora che a Milano Radu da forfait all'ultimo e il tecnico dirotta Acerbi a sinistra lasciando la marcatura di Lukaku a Hoedt (squalificato contro la Samp). Risultato: un disastro. Apprezzabile il fatto di prendersi qualche rischio concedendo degli uno contro uno (tutte le grandi lo fanno) ma devi avere gli uomini per farlo. Acerbi spesso si è sganciato a sinistra attaccando la profondità ma così facendo ha lasciato campo libero al belga non raddoppiando mai la marcatura. Hoedt non è nuovo a certi svarioni: aveva fatto lo stesso in coppa Italia contro l'Atalanta a Bergamo. L'olandese è insicuro nella marcatura e entra sempre in maniera scomposta. Lo aveva fatto con Muriel e lo ha rifatto con Lukaku. Non va di certo meglio a destra dove, senza Luiz Felipe, il titolare è ormai Patric. Tiene in gioco Lukaku sul 2-0 e fa uno scempio sul 3-1 andando in chiusura sul belga invece di tagliare al centro per intercettare palla. Il tocco finale ce lo mette Parolo. Che poi a dirla tutta non gli si può certo dare nessuna colpa se l'allenatore continua a metterlo in difesa esponendolo a brutte figure con accaduto ieri sera nel duello spalla a spalla con Lukaku. 
MISTERO MUSACCHIO
C'è qualcosa che non va e questo è assodato. Dal mercato doveva arrivare un vice Radu che non è mai arrivato. Alla fine si è deciso di ripiegare su Hoedt. Non proprio una prima scelta. A gennaio complice il problema di Luiz Felipe è arrivato Musacchio. Ma anche lui non sembra piacere a Inzaghi che ieri, nonostante l'emergenza totale, non lo ha minimamente preso in considerazione. Lo ha fatto esordire a Cagliari e poi lo ha rimesso in panchina. Non lo considera un centrale. Ma allora la domanda è: cosa lo si è preso a fare? Bisogna trovare una risposta immediata perché il campionato, come ha dimostrato più volte, non aspetta nessuno.
E.B. – Il Messaggero 

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L’Inter stoppa la serie di vittorie della Lazio: per i biancocelesti primo stop 2021 in serie A

Il verdetto di San Siro conferma quanto detto da Inzaghi alla vigilia: lo scudetto della Lazio rimane la Champions. Perché la sconfitta per 3- 1 in casa dell'Inter interrompe la striscia di 6 vittorie consecutive in campionato dei biancocelesti, che perdono per la prima volta nel 2021. In classifica tornano a – 2 dal quarto posto e vengono raggiunti da Napoli e Atalanta a quota 40. « Abbiamo rimesso in piedi il percorso, dobbiamo pensare partita dopo partita», dice il ds Tare. Come la Dea, la Lazio era la squadra che negli scontri diretti tra le prime sette aveva fatto più punti (11). Ma ieri è sembrata meno sul pezzo: tatticamente e mentalmente. Sapeva che l'Inter è letale nelle ripartenze, eppure si è fatta trovare più volte impreparata. È stata anche meno concreta ( solo 6 tiri in porta con il 61% di possesso palla) e soprattutto più pigra. Il doppio vantaggio nerazzurro nasce perché Marusic prima e poi Lazzari salgono in ritardo e tengono in gioco Lautaro ( falciato poi da Hoedt, al 2° rigore di fila, molto contestato dai giocatori) e Lukaku, che sul 3-1 sfreccia su Parolo con tutta la sua potenza. Nel nuovo anno, mai la Lazio aveva preso 2 gol in una gara. È successo a San Siro, dove ha pesato l'assenza di Radu, che ha dato forfait nel riscaldamento. Al suo posto Inzaghi ha messo Hoedt al centro e Acerbi a sinistra. Una scelta che non ha pagato: su Lukaku sarebbe stato meglio Musacchio o Acerbi. Il ko con l'Inter va subito dimenticato e già alle 11.30 è prevista la ripresa a Formello. Si entra nella settimana del doppio impegno contro Sampdoria ( sabato) e soprattutto Bayern, i campioni d'Europa e del Mondo che giocheranno all'Olimpico martedì 23 febbraio nell'andata degli ottavi di Champions. Contro i blucerchiati la Lazio dovrà evitare di ripetere lo stesso errore dell'andata, quando venne travolta 3- 0 perché aveva la testa al Borussia Dortmund. Sarà assente lo squalificato Hoedt ( era diffidato e ieri ha preso un giallo) mentre rientrerà tra i convocati Strakosha, fuori dal 22 gennaio per dei problemi al ginocchio. La Lazio, d'accordo con il portiere, ha deciso di seguire una terapia conservativa per scongiurare l'intervento chirurgico: una scelta considerata corretta anche secondo i medici che la scorsa settimana l'hanno visitato in Germania. Da venerdì il 25enne albanese è a Roma, ora piano piano riprenderà ad allenarsi e con la Sampdoria sarà a disposizione. Giorni caldi per l'inchiesta sui tamponi, arrivata al momento decisivo. Tra domani e mercoledì Lotito verrà ascoltato in procura dagli ispettori federali che hanno già chiuso l'indagine, aperta a cavallo tra ottobre e novembre per presunte « violazioni del protocollo sanitario » della società. Dieci giorni fa la Lazio ha inviato la propria memoria difensiva in 20 pagine e il presidente biancoceleste ora avrà l'opportunità di essere ascoltato per una seconda volta. k Solo 6 tiri La squadra di Inzaghi ha concluso poco in porta, nonostante abbia avuto un maggior possesso palla (61%). Hoedt, al 2° rigore di fila, ha deciso il match. Nel nuovo anno, la Lazio non aveva mai preso due gol in una gara.

la Repubblica

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Strakosha, ritorno a Roma: Inzaghi lo vuole a disposizione

Thomas Strakosha è pronto a rientrare a Roma. Come riporta Il Corriere dello Sport, il portiere è atteso nella Capitale questa sera: il ciclo di fisioterapia dopo l’infortunio al ginocchio si è concluso e l’albanese aspettava solo il via libera per tornare. Via libera arrivato, salvo colpi di scena sarà a Formello domani nella vigilia di Lazio-Inter. Si deciderà se farlo allenare o meno e, successivamente, se convocarlo per la sfida di San Siro. Inzaghi spera di averlo a disposizione il più presto possibile. Con il rientro in Italia del portiere si potrà anche ad iniziare a parlare del suo futuro: il contratto scade nel 2022 e al momento non sono state intavolate trattative. Laziopress.it

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Correa, a caccia della rivincita da quasi ex

Occhi puntati su Joaquin Correa. L’argentino – che all’Inter non ha mai segnato – cercherà di spezzare il tabù e segnare a quella che sarebbe potuta essere la sua squadra. Il Corriere dello Sport racconta che nel 2012 Correa fu preso sotto l’ala di Javier Zanetti: l’argentino giocava nell’Estudiantes e Veron lo consigliò ai nerazzurri. Non si accordarono sul pagamento: gli argentini chiesero 2 milioni e il Tucutornò a casa prima del trasferimento alla SampdoriaSan Siro è nel destino di Correa visto che ha segnato al Milan più volte mentre contro Handanovic non ha mai fatto centro. Già ai tempi della Sampdoria non è riuscito ad aggirare quel tabù che ormai è un blocco per lui. Ora la Lazio si aspetta che il Tucu ingrani, sa che la maledizione Inter prima o poi svanirà e farlo domenica sera è più di una ghiotta occasione.

Laziopress.it

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Attenzione e ambizione, così Inzaghi studia la gara che puó riaccendere il sogno

L’inseguimento al sogno si è interrotto meno di un anno fa, quando è cominciato il lockdown. E sembrava non dovesse mai più ripartire. Le sei vittorie di fila che la Lazio ha conquistato tra gennaio e febbraio, invece, l’hanno catapultata di nuovo a ridosso delle prime. E la gara di domenica sera contro l’Inter potrebbe lanciare la squadra di Inzaghidi nuovo molto in alto, verso posizioni che sembravano irraggiungibili tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021, quando i biancocelesti cadevano contro il Milan e poi pareggiavano con il Genoa.
Basta guardare la classifica per rendersi conto della possibilità che si trova davanti la Lazio: una vittoria a San Siro la collocherebbe ad appena quattro punti di distacco dai nerazzurri, con la certezza di guadagnare terreno non solo sull’Inter ma anche su Napoli o Juventus, che si affrontano in un altro scontro al vertice, oppure su entrambe in caso di pareggio. Inimmaginabile fino a poche settimane fa.
L’opportunità, dunque, è straordinaria e Inzaghi se la vuole giocare con le sue due consuete armi: l’attenzione, che lo porta a non essere mai incauto nella preparazione delle partite e nel modo di affrontarle; l’ambizione, che lo spinge a non accontentarsi mai. Lo conforta il fatto di avere recuperato quasi tutti i giocatori, anche se alla ripresa degli allenamenti – ieri pomeriggio – due elementi fondamentali come Luis Alberto e Acerbi hanno interrotto prima il lavoro sul campo. C’è un po’ di preoccupazione soprattutto per lo spagnolo, reduce dall’intervento chirurgico all’appendice, mentre sono ancora indisponibili Strakosha e Luiz Felipe, entrambi in Germania a curarsi. L’unico dubbio di formazione riguarda il difensore di centrodestra: il ballottaggio è tra Patric e Musacchio.
Martedì sera Inzaghi ha studiato in televisione l’Internella turbolenta semifinale di Coppa Italia pareggiata con la Juve. Le scelte di Conte e l’atteggiamento tattico dei nerazzurri non lo hanno sorpreso, né lui stupirà il tecnico nerazzurro cambiando una squadra che sta funzionando benissimo. Simone ha avuto conferma che l’arma attualmente più pericolosa dell’Inter è Hakimi, il quale con velocità e potenza può asfaltare chiunque gli si presenti davanti sulla fascia. La Lazio presterà grande attenzione nel coprire il proprio versante sinistro: Marusic avrà il compito di mettere pressione sul marocchino e Radudovrà essere prontissimo nei raddoppi. Il fatto che accanto a lui si muova Barella, altro giocatore in condizione splendida, rende ancora più complicato il compito dei biancocelesti.
Hakimi è il pericolo pubblico numero uno, ma anche la Lazio ha armi ad alto potenziale: da Milinkovic-Savic a Immobile, da Luis Alberto a Lazzari e CorreaInzaghi se la giocherà con questi calciatori, con un atteggiamento tattico che non sarà d’attesa come quello della Juve martedì. Anche perché i biancocelesti non sono capaci di chiudersi senza subire; per proteggere la difesa, devono attaccare.

Corriere della Sera 

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Lazio: battere l’Inter per stringere la Champions e aprire al grande Sogno

L'inseguimento al sogno si è interrotto meno di un anno fa, quando è cominciato il lockdown. E sembrava non dovesse mai più ripartire. Le sei vittorie di fila che la Lazio ha conquistato tra gennaio e febbraio, invece, l'hanno catapultata di nuovo a ridosso delle prime. E la gara di domenica sera contro l'Inter potrebbe lanciare la squadra di Inzaghi di nuovo molto in alto, verso posizioni che sembravano irraggiungibili tra la fine del 2020 e l'inizio del 2021, quando i biancocelesti cadevano contro il Milan e poi pareggiavano con il Genoa. Basta guardare la classifica per rendersi conto della possibilità che si trova davanti la Lazio: una vittoria a San Siro la collocherebbe ad appena quattro punti di distacco dai nerazzurri, con la certezza di guadagnare terreno non solo sull'Inter ma anche su Napoli o Juventus, che si affrontano in un altro scontro al vertice, oppure su entrambe in caso di pareggio. Inimmaginabile fino a poche settimane fa. L'opportunità, dunque, è straordinaria e Inzaghi se la vuole giocare con le sue due consuete armi: l'attenzione, che lo porta a non essere mai incauto nella preparazione delle partite e nel modo di affrontarle; l'ambizione, che lo spinge a non accontentarsi mai. Lo conforta il fatto di avere recuperato quasi tutti i giocatori, anche se alla ripresa degli allenamenti – ieri pomeriggio – due elementi fondamentali come Luis Alberto e Acerbi hanno interrotto prima il lavoro sul campo. C'è un po' di preoccupazione soprattutto per lo spagnolo, reduce dall'intervento chirurgico all'appendice, mentre sono ancora indisponibili Strakosha e Luiz Felipe, entrambi in Germania a curarsi. L'unico dubbio di formazione riguarda il difensore di centrodestra: il ballottaggio è tra Patric e Musacchio. Martedì sera Inzaghi ha studiato in televisione l'Inter nella turbolenta semifinale di Coppa Italia pareggiata con la Juve. Le scelte di Conte e l'atteggiamento tattico dei nerazzurri non lo hanno sorpreso, né lui stupirà il tecnico nerazzurro cambiando una squadra che sta funzionando benissimo. Simone ha avuto conferma che l'arma attualmente più pericolosa dell'Inter è Hakimi, il quale con velocità e potenza può asfaltare chiunque gli si presenti davanti sulla fascia. La Lazio presterà grande attenzione nel coprire il proprio versante sinistro: Marusic avrà il compito di mettere pressione sul marocchino e Radu dovrà essere prontissimo nei raddoppi. Il fatto che accanto a lui si muova Barella, altro giocatore in condizione splendida, rende ancora più complicato il compito dei biancocelesti. Hakimi è il pericolo pubblico numero uno, ma anche la Lazio ha armi ad alto potenziale: da Milinkovic-Savic a Immobile, da Luis Alberto a Lazzari e Correa. Inzaghi se la giocherà con questi calciatori, con un atteggiamento tattico che non sarà d'attesa come quello della Juve martedì. Anche perché i biancocelesti non sono capaci di chiudersi senza subire; per proteggere la difesa, devono attaccare.

M.C. – Il Corriere della Sera