Volata Champions e Inter-Lazio, un momento chiave che può aprire le porte del Paradiso. Non solo l'Europa che conta, ma qualcosa di più. Ne è convinto e lo dice chiaramente Dario Marcolin, campione d'Italia con la Lazio nel 2000 ma anche ex nerazzurro, visto che lavorò con Mancini ai tempi dell'Inter, ora telecronista e opinionista Dazn. «La Lazio ora è un orologio, funziona tutto a meraviglia. Può competere per il titolo», per l'ex centrocampista non ci sono cose che non vanno nella formazione di Inzaghi.
Inter-Lazio una chiamata per lo scudetto, addirittura?
«I biancocelesti possono fare risultato a San Siro, è la squadra che più di tutte può mettere in difficoltà la corazzata di Conte».
Perché ne è così convinto?
«Mi sembra di rivedere in questa gara un po' quel Juventus-Lazio gol di Simeone, mi aspetto una situazione simile. E se accadrà, la Lazio è capace di volare e sorprendere tanti, fino alla fine. A quel punto l'entusiasmo e la consapevolezza farà la differenza».
Crede sia un po' sottovalutata la Lazio?
«Un po' sì, non so perché, ma quando si mette in testa di giocare a pallone, poche squadre riescono a tenere il ritmo del gioco e della qualità dei biancocelesti. La strada è lunga, mancano tante partite, ma per la Champions, se continua così, non ci saranno problemi, credo che possa aspirare a qualcosa di più».
Un po' come l'anno scorso…
«In un certo senso è come se ci fosse la voglia tra i giocatori di riallacciare quel discorso interrotto prima del lockdown. E questa può essere un'arma devastante. Risalire da sotto non è facile, ma è possibile, soprattutto in un campionato come questo».
Da come parla non sembra ci sia molta differenza tra Lazio e Inter.
«E infatti non c'è. I nerazzurri sono più leggibili come squadra, i biancocelesti imprevedibili. Le difese si equivalgono, l'attacco pure, più fisico con Lukaku, più tecnico per certi versi con Immobile. È in mezzo al campo la differenza, ed è a vantaggio della Lazio, perché c'è Luis Alberto. Lui può essere colui che spiazza e decide. L'Inter non ce l'ha uno così, in Italia direi nessuno».
Tutto in discesa quindi?
«Certo che no, a parte la gara di domenica, la Lazio dovrà fare attenzione quando ripartirà la Champions. Lì, Inzaghi dovrà essere bravo a dare equilibrio e gestire le forze dei giocatori. Se ci riuscirà, ne vedremo delle belle, anche se io sarei più concentrato sul campionato».
D.M. – Il Messaggero