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Lotito invita alla firma Inzaghi, ora l’ultimo incontro: pronto triennale con ingaggio variabile

L’incontro tanto atteso tra Lotito ed Inzaghi sta per andare in scena: i due sono pronti a continuare insieme, mettendo presto nero su bianco gli accordi già presi. Ieri infatti all’Olimpico, durante la cerimonia di presentazione di Carolina Morace alla guida della Lazio Women, il patron laziale ha tranquillizzato tutti circa il rinnovo del tecnico. E’ questa la notizia tanto attesa da tutto il popolo laziale. Come riporta il Corriere dello Sport, la proposta è sul tavolo: contratto triennale da 2,5 milioni con aumento condizionato ai risultati; lo stipendio sale a 2,7 se la Lazio entra tra le prime sei, arriva fino a 2,9 in caso di piazzamento Champions e resta fermo dal settimo posto in giù. Questo vale per ogni stagione fino alla scadenza, da prolungare al 30 giugno 2024. Il presidente ha invitato l’allenatore alla firma e ora attende risposte. Oggi Lotito tonerà a Formello e potrebbe consumarsi l’incontro decisivo, a meno che non serva un altro appuntamento domani a Villa San Sebastiano. Tutto comunque fa pensare che sia questa la settimana decisiva per il prolungamento di contratto. Laziopress.it

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Akpa, scommessa vinta: pronto adeguamento

La banda Inzaghi è ritornata prepotentemente tra le squadre protagoniste di questo campionato: come sempre il mister e la Lazio sono un tutt’uno, lo dimostrano in campo e nelle esultanze di gruppo. E una delle doti riconosciute al tecnico è quella di valorizzare ogni singolo giocatore. Un esempio è Akpa Akpro che, come riporta il Corriere dello Sport, è entrato nel cuore di dell’allenatore: per l’ivoriano è pronto l’adeguamento di contratto, promesso in estate da Lotito e Tare. Il giocatore aveva firmato un contratto di quattro anni ed il patron aveva promosso lui un’occasione con i biancocelesti ed un ritocco del contratto se fosse riuscito a dimostrare nella capitale. Il classe ’92 ha convinto tutti ed il msiter lo fa scendere in campo in ogni gara: la corsa e la resistenza del giocatore fanno sì che il tecnico lo scelga soprattutto quando c’è da gestire il risultato o dare freschezza al centrocampo. Laziopress.it

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Dopopartita: battibecco Acerbi-Raimondi, Inzaghi si travisa da paciere

Esultanza sfrenata in campo. Balli e cori negli spogliatoi. C'era voglia di rivincita. Il dente, quando Lazio e Atalanta si incrociano è sempre avvelenato. Da una parte e dall'altra. La finale di Coppa Italia del 2019 vinta dai biancocelesti ha lasciato il segno. Non è un caso che ogni volta venga ritirato in ballo l'episodio della presunta mano di Bastos. Gasperini litiga subito con Parolo che chiedeva un'ammonizione. «Vai via fenomeno. Mandatelo via» la risposta piccata del tecnico dei bergamaschi. Cose di campo. A fine partita non è sfuggito nemmeno un acceso battibecco tra Acerbi e Raimondi, collaboratore tecnico della Dea. Ruggini risalenti al gol segnato dal difensore laziale nella gara di Coppa Italia di mercoledì scorso. A sedare gli animi ci pensa Inzaghi che porta via il suo giocatore. Vola qualche parola di troppo anche tra altri calciatori. Attimi di tensione che vengono subito stemperati. L'arbitro non ha messo nulla a referto. Ma il meglio avviene durante le conferenze stampa di fine partita. Gasperini affila subito il punteruolo: «Il nervosismo nel finale? Loro arrivavano da tante partite perse contro di noi finiscono spesso indietro in classifica e c'è quella finale di Coppa Italia in sospeso. È nata questa rivalità, oggi è andata bene a loro ma siamo fiduciosi di continuare a ripeterci in campionato: abbiamo visto che possiamo competere». Inzaghi è senza voce e come gli capita da qualche tempo lascia la parola al suo vice Farris. La replica del tecnico in seconda è affilatissima: «La tensione? Atalanta-Lazio è un classico, ma il nervosismo non arrivava da noi. Forse, visto che ne parlano sempre, sono stati segnati dalla Coppa Italia che è ben esposta a Formello in bacheca». Il video in pochi minuti fa il giro del web e diventa il più condiviso dai tifosi laziali. Cala il silenzio. C'è solo un coro che rimbomba dallo spogliatoio biancoceleste.

E.B. – Il Messaggero

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Lotito, il primo a pagare prima: incentivo Champions e segnale alla FIGC

«Pagare moneta, vedere cammello», è sempre stato un suo cavallo di battaglia. Stavolta Lotito sorprende tutti e fa un bel regalo alla sua squadra nel momento decisivo delle stagione. Fuori dalla Coppa Italia, con la doppia sfida contro il Bayern Monaco in Champions all’orizzonte, resta il quarto posto da inseguire a tutti costi e allora il presidente biancoceleste prova una mossa inattesa:in controtendenza rispetto alla decisione della Federazione che ha autorizzato la dilazione del pagamento degli stipendi prorogandone i termini, ha deciso di pagare gli ingaggi a giocatori e staff prima del tempo. Un segnale, quello del presidente biancoceleste, importante che ha portato il numero uno della società a versare le mensilità di febbraio e marzo 2021, oltre a quella di gennaio. Un «segnale» forte e chiaro nonostante qualcuno ancora insista a chiamarlo «Lotirchio». Ma il primo periodo della sua gestione è solo un ricordo anche perché, dopo aver salvato la Lazio dal fallimento, era inevitabile e fondamentale far quadrare i conti. Il risanamento imponeva sacrifici, ora tutto è cambiato anche se il club biancoceleste continua a essere uno dei più virtuosi del campionato tenendo sempre un occhio al bilancio. La svolta è arrivata grazie ai soldi che pagherà la Uefa per l’ingresso agli ottavi di Champions: in totale saranno circa 55 milioni di euro a entrare nelle casse biancocelesti. E proprio per incentivare i suoi ragazzi a dare al massimo per replicare l’ingresso in Champions che può essere spiegata la mossa di pagare addirittura in anticipo, cosa mai accaduta prima. Ma non solo. C’è anche la volontà del presidente di evidenziare come la Federcalcio abbia scelto una linea morbida. Invece di punire i ritardatari, concede dilazioni di molti mesi dopo gli accordi con i giocatori (l’Inter, ad esempio, salderà ottobre, novembre e dicembre solo a fine maggio). Per non parlare di plusvalenze perlomeno discutibili che contribuiscono a permettere ad alcuni club di fare mercato schierando giocatori che sarebbe stato impossibile tesserare in condizioni normali. Il Tempo

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Unione, carica e Luis Alberto: la Lazio vuole il riscatto

Si torna in campo, sempre contro l’Atalanta, con la volontà di accantonare la prestazione in Coppa Italiae proseguire bene in campionato. Questo lo spirito della banda Inzaghi che alle 15.00 scenderà di nuovo in campo al Gewiss Stadium contro i bergamaschi. Come riporta Il Messaggero, c’è stata un’aria particolare in questi giorni nello spogliatoio laziale, unita ad incoraggiamenti di ogni genere arrivati prima dell’ultimo allenamento di ieri a Formello: inoltre non sono mancate frasi e scritte riferite al post-gara di mercoledì affisse sulle pareti da qualche giorno. Insomma la Lazio vuole farsi trovare pronta. Mister Inzaghi ritrova il Mago dal primo minuti dopo l’intervento della scorsa settimana, mentre Musacchio che, ironia del destino ha giocato l’ultima gara da milanista proprio contro la squadra bergamasca, comincerà dalla panchina ma il suo ingresso nella ripresa appare scontato. Per il neo arrivato c’è stato un trattamento speciale da parte di Reina ed Escalante, ma anche di Luis Alberto e Correa non sono stati da meno. Un gruppo quindi che si dimostra sempre unito.laziopress.it

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Inzaghi-Gasperini alla pari, la differenza è sul mercato

Hanno iniziato la loro cavalcato quattro anni e mezzo fa incrociando per la prima volta i lori sguardi Simone Inzaghi e Gianpiero Gasperini regalando fin da subito una sfida ricca di gol (terminata 4-3 per la Lazio). Con il passare del tempo la Lazio e l’Atalanta hanno alimentato due filosofie di gioco e societarie che distano solo due punti complessivi in classifica (315 per i nerazzurri contro i 313 dei biancocelesti), ma ben 190 milioni sul mercato. Così, mentre Lotito predica equilibrio e si affida al rinnovo dei suoi top player, la Dea, grazie ad un grande lavoro di Sartori, preferisce investire e rivendere a prezzi stellari riuscendo comunque a mantenere altissimo il livello. Negli ultimi quattro anni e mezzo la Lazio ha speso 173 milioni a fronte dei 180 entrati, l’Atalanta ha ottenuto quasi 400 milioni a fronte dei 202 investiti. Un divario importante che però, come spesso accede nel calcio, solamente il campo potrà colmare. Lo riporta Il Corriere dello Sport. Laziopress.it

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Strakosha non si opera: ma è un momento nero

La concorrenza con Reina, il Coronavirus, gli infortuni. Thomas Strakosha, portiere della Lazio ormai in rampa di lancio da un paio di stagioni, si è fermato. Un momentaccio per lui. E c’è anche la questione rinnovo a tenere banco: il contratto è in scadenza nel 2022, per ora non c’è fissato nessun appuntamento. Futuro in bilico.

Brutta stagione

Quest’anno per Strakosha 8 presenze totali. Non ha mai giocato così poco. Partito titolare ad inizio stagione, poi il Coronavirus e Reina tra i pali. Ha subìto la concorrenza, non è riuscito a convincere Inzaghi. Poi l’infortunio muscolare alla coscia, ora al ginocchio. Che è gonfio per un problema di cartilagine, ma servirà solo riposo, niente operazione. Salterà l’altra trasferta di Bergamo, dovrebbe rivedersi in gruppo dalla prossima settimana. Ma un treno è passato: Reina titolare, lui è il vice. E c’è un contratto in scadenza nel 2022 che per ora è lì, senza chiamata per il rinnovo.Doveva essere l’anno della sua definitiva consacrazione con la vetrina Champions, non è andata così. A fine marzo compirà 26 anni: ora è il momento di non mollare e ritornare al meglio.

corrieredellosport.it

 

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Inzaghi, è caccia al poker di semifinali

Alle 17.45 al Gewiss Stadium la Lazio affronterà l’Atalanta nell’impegno valevole per i quarti di Coppa Italia e domenica di nuovo la banda Inzaghi se la vedrà con i bergamaschi, sempre in trasferta. Una settimana quindi intesa per il tecnico laziale che, come riporta il Corriere dello Sport, cerca l’ingresso per la quarta volta in cinque anni alle semifinali di Tim Cup. Per il tecnico  laziale infatti è la quinta partecipazione alla competizione da quando è sulla panchina biancoceleste: per tre volte ha raggiunto le semifinali e in due occasioni ha guadagnato la finale dell’Olimpico. Laziopress.it

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Il Sassuolo per continuare la rincorsa Champions, Immobile ritrova la sua vittima preferita

Come riportato da Il Messaggero, la Lazio affronta oggi il Sassuolo, vittima preferita da Ciro Immobile: l’attaccante biancoceleste è andato a segno otto volte in sei gare contro la squadra emiliana. Dopo aver riposato con il Parma in Coppa Italia, il giocatore è pronto a guidare l’attacco della Lazio: lunedì ha avuto un contrattempo con il cognato e giovedì era in Tribuna all’Olimpico ad esultare il compagno di squadra Muriqi, autore del goal nel recupero di LazioParma. Nella gara contro il Sassuolo però, sembra che ad accompagnare Immobile sarà Caicedo, come dimostrano le ultime prove a Formello. Laziopress.it

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Ramos sotto i ferri domani a Monaco: le vie regolamentari per sostituire il centrale brasiliano

Si opera domani a Monaco di Baviera dagli specialisti a cui si appoggia il Bayern del vecchio amico Klose e chissà se farà in tempo a non saltare l’appuntamento degli ottavi Champions. Nella partita d’andata allo stadio Olimpico (23 febbraio) mancherà di sicuro, possibilità scarse per il ritorno all’Allianz del 17 marzo. Si prevedono 8 settimane di stop per Luiz Felipe. Due mesi pieni, forse due e mezzo. Non poteva più andare avanti, rischiava di compromettere la carriera: negli ultimi tre mesi, come nel derby con la Roma, ha giocato grazie alle infiltrazioni. L’intervento servirà per una “pulizia” della caviglia destra: verrà asportato un frammento che provoca dolore e gonfiore. Impossibile conviverci. Le terapie conservative non hanno funzionato e anche il tentativo di proseguire nella stessa direzione è abortito. L’infortunio di Luiz Felipe risale al 12 settembre, quando venne toccato duro da un’entrata cattivissima di Kastanos nell’amichevole di Frosinone. Non sono mai stati diffusi bollettini medici sul caso, venne respinta l’ipotesi della frattura, si parlò di un violento trauma contusivo. Luiz Felipe, in gran segreto, trascorse una decina di giorni per curarsi in Germania: rientrò il 20 ottobre, in tempo utile per il debutto Champions con il Borussia Dortmund, marcando (alla grande) il gigante Haaland e tenendo il campo per 55 minuti. A MEZZO SERVIZIO. In questi mesi non si è mai allenato bene, rischiando infortuni muscolari e spesso giocando solo un tempo. Inzaghi lo gestiva. L’8 novembre, con la Juve, la ricaduta alla caviglia provocata da un contrasto con Ronaldo. Dentro e fuori senza continuità. Così è proseguita la stagione di Luiz Felipe, il miglior difensore in organico con Acerbi. Titolare a Torino (vittoria per 4-3), con lo Spezia (2-1), nel ritorno con il Bruges (2-2), a Benevento (1-1) per un’ora, a tempo pieno con Napoli (2-0) e Milan (2-3) prima di giocare part-time con Genoa e Fiorentina e di prepararsi al derby con 90 minuti a Parma. Si sapeva già da inizio gennaio: si sarebbe fermato dopo il derby. Nelle stesse ore, guarda caso, era stata congelata la cessione di Vavro al Genoa. Preziosi si era lanciato su Sokratis Papastathopoulos (32 anni), appena svincolato dall’Arsenal. Ieri sera il greco è stato accostato anche alla Lazio. In scadenza con i Gunners c’è Skhodran Mustafi, ex Samp, albanese con passaporto tedesco, 28 anni: sul centro destra sarebbe perfetto. REGOLAMENTO. La Lazio per adesso esclude acquisti e non vogliamo crederci: sarebbe un errore clamoroso. Eppure Inzaghi si ritrova solo con cinque difensori di ruolo (ne giocano tre) più il baby Armini (mai impiegato) e Parolo adattato. Verrà reintegrato Vavro. A gennaio si può cambiare la lista all’infinito. Da febbraio in poi ci sarà una sola altra possibilità per una variazione in Serie A. Luiz Felipe a fine marzo-inizio aprile riprenderebbe il suo posto attraverso il taglio di Vavro. Qualora lo slovacco venisse ceduto, la Lazio avrebbe l’esigenza regolamentare di liberare un posto (attraverso altra cessione) a meno di non prendere un Under 22 o un giocatore cresciuto nel vivaio di Formello. Esempio: Tuia del Benevento, esordiente con Delio Rossi e (ironia della sorte) mollato dalla Salernitana due anni fa… 

Il Corriere dello Sport