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Luiz Felipe e i guai alla caviglia: visita in Germania

Luiz Felipe aveva una visita di controllo alla caviglia malconcia in Germania già programmata ad inizio gennaio. L’ha posticipata, di accordo con la Lazio, per giocare il derby. Ha stretto i denti giocando con delle infiltrazioni. Sotto Natale gli era stato riscontrato un edema osseo. Il tutto va avanti da settembre, prima amichevole post ritiro contro il Frosinone. Un’entrataccia di un giocatore avversario ed ecco l’infortunio. Corrieredellosport.it

 

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Lazio-Inzaghi, è fatta: attesa solo per le firme

In tre intorno ad un tavolo: Claudio Lotito, Igli Tare e Simone Inzaghi. Vertice per il rinnovo nella serata di ieri dopo gli ultimi accordi stilati giovedì sera prima del derby con la Roma. Il tecnico si lega ancora di più alla sua Lazio. Da capire solo la durata del nuovo contratto: potrebbe aver deciso per un triennale con scadenza nel 2024 e non un biennale sino al 2023 con opzione 2024 che si vociferava. L'allenatore raggiungerebbe un record di durata sulla panchina biancoceleste: otto anni. Sugli accordi economici poco da discutere: ingaggio da 2,4-2,5 milioni più bonus.

Resta l’allenatore, nascerà una nuova Lazio, si aprirà un nuovo ciclo. Primo obiettivo immediato: continuare a scalare la classifica. E poi il mercato: a gennaio, molto probabilmente, non arriverà nessuno. Si lavora per l’estate ed è già fatta per Kamenovic, acquisto giovane, di prospettiva, per andare a ricoprire la fascia sinistra. L’eta media della rosa si aggira intorno ai 28,5 anni. Svecchiarla sarà un lavoro di Tare, a caccia di profili giovani e di qualità. È il suo mestiere, Inzaghi si fida di lui e viceversa. Corrieredellosport.it

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Reina dà i numeri: solo Provedel dello Spezia tocca più palloni dello spagnolo

Più che un portiere, un regista. Ormai un estremo difensore deve avere buoni piedi e visione di gioco, il "saper parare" è solo una delle skills richieste nel suo curriculum. Ecco, Reina sotto questi aspetti è una garanzia, probabilmente uno dei migliori in circolazione nonostante i suoi 38 anni. Lo confermano i numeri, che sottolineano il fatto che solo un suo omologo in Serie A (tra quelli con almeno 10 presenze) giochi più palloni nel corso di un incontro: si tratta di Provedel dello Spezia, che in media ne tocca 57 a partita, contro i 45 di Pepe. Sono 442 fino a questo momento, di cui ben 347 positivi (il 79%). Ecco il motivo per il quale Lazio lo coinvolge continuamente senza remore, lo utilizza per alleggerire la pressione degli avversari, per gestire il possesso palla e, soprattutto, per costruire l'azione.  
DERBY. Nel derby il portiere spagnolo lo ha confermato ancora una volta, partecipando attivamente al gioco della Lazio con i suoi 56 palloni toccati (meglio hanno fatto solamente Milinkovic e Luis Alberto) e un totale di 47 passaggi, 32 dei quali arrivati perfettamente a destinazione. Non solo, 12 di questi sono stati recapitati nella metà campo avversaria (è il secondo in questa speciale graduatoria dietro a Sergej), creando di conseguenza dei pericoli in fase offensiva. La testimonianza per eccellenza è sul primo gol, quello di Immobile. Tutto nasce dopo una sua parata su Edin Dzeko, trasformata immediatamente in un rilancio di 70 metri. Questo è stato respinto di testa da Spinazzola sui piedi Ciro, che a sua volta ha aperto su Lazzari, innescando l'errore di Ibanez che ha permesso all'esterno di chiudere il triangolo. Fase di transizione lampo, grazie al rinvio preciso di Reina si è passati da una conclusione della Roma a un gol segnato nel giro di 15 secondi. E il suo zampino c'è pure sul terzo gol realizzato da Luis Alberto, coronamento di un'azione corale praticamente perfetta. Una meraviglia per gli amanti del tiki-taka, creata dopo 22 passaggi senza che gli avversari siano stati in grado di toccare il pallone e con la partecipazione di tutti gli undici calciatori, Pepe compreso. 
 

REGISTA. Ci sono dei vantaggi, insomma, in questo coinvolgimento del portiere che a volte può anche apparire fin troppo ostentato. Si tratta però della normale evoluzione del calcio degli ultimi anni, quella che il compianto Johan Cruyff nella sua autobiografia spiegava di aver anticipato ai tempi in cui allenava il Barcellona e, nelle partitelle d'allenamento, schierava il suo numero uno, Andoni Zubizarreta, da esterno sinistro «affinché toccasse molti palloni e migliorasse la sua partecipazione al gioco». Da genio ed esteta del calcio quale è stato, l'olandese aveva già intuito all'epoca i cambiamenti in arrivo. E Reina è diretto figlio di quella scuola di pensiero, un estremo difensore con piedi e visione di gioco da regista. Se Inzaghi lo ha preferito a Strakosha, in fondo, è proprio per questo, perché nella sua idea di calcio molto europea, il portiere deve essere il primo a costruire. Pepe lo fa, e anche bene. 
Il Corriere dello Sport

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Luis Alberto-Inzaghi, magie e rinnovo

Un artista nel derby. Una prestazione super e due pennellate d’autore a favore del suo mentore. Apre così Il Messaggero, dopo la prestazione di Luis Alberto nella stracittadina di ieri sera. Una serata perfetta, come “regalo” da fare al tecnico che l’ha sempre protetto ed ha sempre creduto in lui. Due reti che rappresentano l’assist perfetto a Lotito per mettere fretta e far firmare il rinnovo del mister. E la settimana che sta per arrivare, potrebbe essere quella della firma sul contratto. C’è anche questo, insomma, nel tripudio e nella festa, dopo una partita vinta e stradominata e livello tecnico e tattico. Laziopress.it

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Il primo indecifrabile derby a domicilio che puó valere il futuro

È il primo derby della storia in zona gialla. Una partita indecifrabile, anche se qui al Corriere stiamo provando da giorni a immaginarcela. Questo è peraltro l’anno meno indicato per azzardare previsioni, pronostici: troppi gli imprevisti, infinite le variabili, quotidiane le sorprese. È un derby assai diverso e distante dai 174, coppe comprese, che l’hanno preceduto. Certamente non paragonabile ai più recenti: il proprietario della Roma, ad esempio, sarà in tribuna (con il figlio) e non a Boston o a Miami, e in caso di sconfitta non invierà sms sgradevoli a quei produttori di “bullshit” che sono i giornalisti non allineati.
È diverso e distante anche perché si giocherà a porte chiuse, e chi ha assistito almeno una volta a un derby della Capitale sa che la presenza fisica dei tifosi è da sempre la madre di tutte le pressioni, sia prima che durante. Fredda, asettica, è stata la vigilia in una città chiusa per covid che soltanto lunedì scorso si è riaperta parzialmente – e immagino temporaneamente – alla vita e alle passioni. Potremmo definirlo il primo Derby a Domicilio: DAD, lo stesso acronimo contestato dagli studenti che vorrebbero essere a scuola, proprio come i tifosi allo stadio. Derby diverso e sorprendente anche sul piano tecnico e dei numeri: un anno fa, alla diciassettesima, la Lazio aveva 37 punti, 9 in più rispetto a oggi, e volava altissimo, mentre la Roma viaggiava alla stessa velocità: 35 nel 2019, 34 oggi.

Lazio e Roma sono tra le società maggiormente penalizzate dal lungo lockdown di primavera durante il quale le due dirigenze si sono battute con forza e insieme – pur mantenendo la distanza sociale e con differenti obiettivi – per la ripresa e la conclusione del campionato: e se è vero che Lotito ha visto disperdersi da fine giugno punti e sogni, è verissimo che la Roma ha pagato anch’essa qualcosa in classifica ma guadagnato tanto in salute (non solo economica): ha evitato il default (tecnicamente era a un centimetro dal fallimento) e indotto Pallotta ad accettare la proposta dei Friedkin.

A settembre, nella fase della costruzione, Lotito ha investito sulla stabilità, sborsando poco meno di 27 milioni per giocatori che al momento hanno dato meno del previsto (Reina il più positivo, Fares, Akpa Akpro, Escalante, Hoedt e Andreas Pereira appena sopra la sufficienza, Muriqi non da rivedere, ma da vedere). Meglio è andata alla Roma post-Petrachi e pre-Pinto: del mercato si è occupato l’amministratore delegato Fienga, che si è avvalso della collaborazione di alcuni agenti, liberandosi – tra definitivi e prestiti – di un’intera squadra: Schick, Defrel, Gonalons, Under, Kolarov, Kluivert, Florenzi, Perotti, Cetin, Olsen, Antonucci, Coric e Riccardi; più limitate le entrate, inevitabilmente mirate: il ritorno di Smalling, Pedro a parametro e commissioni, il prestito di Borja Mayoral e il congelamento di Dzeko, attratto dalla Juve e in parte anche dall’Inter.

È senz’altro un derby che vale il futuro, tra i più importanti di sempre proprio per le ragioni esposte e perché siamo dentro una stagione di svolte epocali (l’ingresso dei fondi, il bando triennale, i nuovi player), oltre che per gli effetti che è in grado di produrre: la Lazio, straordinaria in Champions, ha bisogno della vittoria per riavvicinarsi all’obiettivo salva-stagione; la Roma, che sta cambiando totalmente pelle e volti e ruoli (presto altre novità importanti), insegue il primo successo stagionale con una big e di riflesso una potente iniezione di autostima.

Vinca il migliore (vorrei vedere chi, fra Inzaghi e Fonseca, sarebbe pronto a dire come Paròn Rocco “speremo de no”) ma non la nostalgia. È difficile dirlo a tifoserie così divise e capaci di costruire sulla storica rivalità spettacoli indimenticabili; ma è giusto, doveroso calarsi nella realtà che al calcio non chiede di prevalere irrazionalmente su tutto, bensì di offrire parentesi di serenità. Oggi ci si deve abituare anche a sognare sorridenti, mentre saggi e Papi invitano a sopportare malcelando le pene: e i tifosi sono soprattutto sognatori. A colori. Come le maglie della loro passione, come le curve delle loro bandiere. Provate a vivere il DAD derby in poltrona con chi di solito lasciate a casa, la moglie, la fidanzata, l’amante, il figlio, la nipotina: scoprirete un mondo nuovo. Qualcosa di buono va sempre preso, dalla vita. Solo il gol è meglio farlo che prenderlo. Ivan Zazzaroni- Corriere dello Sport

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Acerbi è pronto, Lulic e Fares ancora no. Ma sulle fasce il rendimento sale…

La Lazio lavora a Formello in vista del derby di venerdì. Come riporta il Corriere dello Sport, ieri la banda Inzaghi ha effettuato la consueta seduto di scarico post-gara ed oggi tornerà in campo nel pomeriggio per l’allenamento quotidiano. E’ rientrato l’allarme-Acerbi: tutto ok per il Leone che a Parmaaveva avvertito fastidi agli adduttori. Valutazioni in corso invece per Lulic: difficile considerare pronto il capitano anche per giocare soltanto dieci minuti. Infine il recupero di Fares sembrerebbe da escludere: l’ex Spal non è ancora tornato in gruppo e non ha neanche cominciato ad allenarsi in modo differenziato. 
 

Dopo la bella vittoria del Tardini, la Lazio si prepara alla prossima sfida: il derby in programma venerdì sera. La trasferta di Parma, nel frattempo, ha rilanciato le fasce biancocelesti: come riporta il Corriere dello Sport infatti, sale il rendimento degli esterni. Stando a questo, la Lazio è salita al terzo posto per cross utili, dietro Inter e Napoli. Bene quindi il lavoro di Marusic e Lazzari contro i ducali, con quest’ultimo che ha confezionato l’assist per il gol di Luis Alberto, che ha aperto la partita.

Laziopress.it

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Fares e Correa convocati per il derby. Strakosha out, ma il portiere sbuffa…

Luis Alberto e Caicedo firmano il regalo per i 121 anni. La Lazio festeggia il compleanno a Parma con la seconda vittoria consecutiva: in campionato era successo soltanto a inizio novembre, con Bologna e Torino. C'era bisogno di trovare continuità dopo il successo con la Fiorentina, per rimanere nella corsa Champions e trovare entusiasmo in ottica derby. « Queste due vittorie ci danno autostima e fiducia – dice Simone Inzaghi – in vista della sfida di venerdì sera con la Roma: sappiamo cosa rappresenta per i tifosi e per noi. Cercheremo di prepararla nel migliore dei modi, può essere la svolta del nostro campionato » . Secondo centro consecutivo per Caicedo, arrivato a 7 gol in stagione. In Serie A è a quota 6 su 7 presenze da titolare e viaggia a una media di una rete ogni 110 minuti. Inzaghi se lo tiene ben stretto: « È sempre stato fondamentale, siamo felici di averlo. Vogliamo che rimanga con noi. Il mercato? Abbiamo un ds bravissimo, io spero solo di poter giocare al completo dopo dieci mesi: mi mancano Lulic, Fares e Correa». Saranno convocati per il derby, mentre rischia di non esserci Strakosha. Ieri il portiere non era a Parma: " Trauma distrattivo alla coscia destra", ha assicurato la società attraverso un comunicato. Ma è anche vero che l'albanese è scontento perché gli è stato preferito di nuovo Reina. E avrebbe bloccato le trattative per il rinnovo del contratto in scadenza nel 2022. In ogni caso, lo spagnolo ha dato ragione alla scelta di Inzaghi con una prestazione super ( sullo 0- 0 gran parata su Cornelius) e ha mantenuto la porta inviolata (per la Lazio è la quarta volta quest' anno). La tenuta difensiva è una delle note più positive della trasferta del Tardini, così come la condizione fisica e mentale della squadra nel secondo tempo. Era solita iniziare bene per poi calare nella ripresa: invece i biancocelesti ieri hanno segnato i due gol decisivi dopo l'intervallo rimanendo concentrati fino alla fine. Contro il Parma sono arrivate risposte confortanti anche dai due big di centrocampo: Luis Alberto ha aperto le marcature con un destro chirurgico, su cross di un ottimo Lazzari al secondo assist di fila, mentre il Milinkovic ha propiziato il 2- 0 di Caicedo con un tocco di classe, sotto la palla, a beffare il portiere Sepe. Oltre all'assist ( il 7° stagionale), il serbo ha avviato l'azione dell'1-0. «Sono il Sergente e amo vincere. Questo è quello che la mia Lazio deve fare», ha scritto sui social, riscaldando il clima per il derby: «Abbiamo 4-5 giorni per prepararlo al meglio, questa vittoria ci motiva ancora di più». Contro i giallorossi, terzi con 6 punti in più, servirà ritrovare il miglior Leiva, che ieri ha collezionato la 100esima apparizione in A. Domenica speciale anche per Radu: il difensore romeno ha raggiunto a quota 394 presenze Pino Wilson al secondo posto nella classifica all-time della storia laziale: al primo c'è Favalli a 401. k Implacabile Felipe Caicedo (32 anni) ha firmato la rete del 2-0 a Parma, quella che ha chiuso il match.. L'attaccante ecuadoriano è a quota 7 gol in stagione, di cui 6 in campionato (con 7 gare da titolare). Viaggia alla media di una rete ogni 110 minuti.

la Repubblica

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Caicedo incontra i suoi avvocati: via solo per un’offerta monstre

Il bacio all’aquila come segnale d’amore importante. Giornata importante quelle di ieri per Felipe Caicedo, il quale, come riportato dall’edizione odierna de Il Messaggero, ha incontrato i propri avvocati per decidere il proprio futuro. Solo un offerta monstre potrebbe dare il via al trasferimento, altrimenti non si muoverà. Laziopress.it

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Parma e derby, ora il banco di prova per la Champions: Immobile da gestire, Muriqi si candida

Domenica c’è il Parma che ha cambiato allenatore: via l’ex Liverani, riecco D’Aversa. Un altro banco di prova importante per capire se la Lazio è guarita davvero. Tornerà dalla squalifica il “leader”:dentro Leiva, fuori Escalante.  Inzaghi potrebbe comunque fare turnover, anche perché il 15 c’è il Derby, una gara che può determinare parte dei destini di una stagione. In vista della Roma, ad esempio, resta acciaccato Immobile, ecco perché il bomber potrebbe riposare. Al Tardini bisognerà però ottenere un altro successo per risalire la classifica. In avanti si candida Muriqi. Buone notizie dall’infermeria: presto tornerà Fares, mentre Lulic sta testando la caviglia sinistra. Quanto al mercato, Tare ribadisce che non ci saranno interventi a gennaio, ma sbircia comunque qualche occasione. Si candida per una maglia da titolare contro il Parma, Vedat Muriqi. Come sottolinea l’edizione odierna de Il Messaggero, il Kosovaro, ieri autore di una tripletta in allenamento a Formello, vuole provare a conquistare il posto. Con il Derby alle porte ed un Ciro Immobilenon al top, Inzaghi potrebbe decidere di attuare del turnover, dando così una chance dall’inizio all’ex Fenerbahce, apparso fin qui un oggetto misterioso.

Il Messaggero 

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La Lazio vince ma non tutti sorridono: Pereira lascia la panchina

Vittoria ritrovata. Il sorriso pure ma non per tutti. Eh già perché si allunga in casa Lazio la lista dei giocatori penalizzati dalla gestione Inzaghi. Amareggiati, delusi, scontenti perché non riescono a trovare il giusto spazio nelle rotazioni del tecnico che finisce senza voce e in conferenza stampa non parla. Situazioni diverse, da valutare caso per caso, ma da non sottovalutare sia per non minare la tranquillità dello spogliatoio, punto di forza delle precedenti stagioni, sia per non gettare all'aria investimenti e patrimoni della società. Così, anche dopo la vittoria con la Fiorentina, capita di vedere qualche muso lungo.
MAL DI PANCIA Nonostante giochi dal primo minuto e trovi il gol con tanto di bacio alla maglia per far capire le su intenzioni Caicedo non riesce proprio ad essere felice. Il Panterone, sempre pronto e con atteggiamenti mai sopra le righe, è il primo ad essere richiamato in panchina dopo il cambio Luiz Felipe-Patric effettuato nell'intervallo. Il volto dell'ecuadoriano è tutto un programma. Al suo posto Inzaghi manda in campo Akpa Akpro: Luis Alberto viene avanzato vicino a Immobile. E pazienza se Muriqi, costato 20 milioni di euro, e Pereira, arrivato in prestito dallo United con diritto di riscatto a 25 milioni, guardano la sostituzione con gli occhi sgranati: il loro turno non è ancora arrivato. Il kosovaro, al netto di infortuni e ambientamento, non ha ancora convinto e va bene ma Pereira?.
I MINUTI DI PEREIRASi scalda vicino al fallo laterale, sveste la tuta e quando Inzaghi termina il numero dei cambi, scatta verso gli spogliatoi. Il caso è servito. Nel deludente mercato rappresenta l'unica nota lieta eppure finora ha collezionato solo 11 presenze e 243 minuti giocati. Circa 22 minuti a partita: e solo in due occasioni ha giocato più di un quarto d'ora. Tanto che qualcuno ha instillato il dubbio che ci sia una clausola con dei bonus da pagare in relazione al suo minutaggio. Chissà… 
ALI TARPATEE c'è anche una situazione che riguarda Cataldi. Due anni fa dopo l'esperienza al Benevento, aveva messo in fila Parolo, Badelj, Murgia e Berisha. Lo scorso anno fu tra i protagonisti del sogno scudetto con tanto di assist e gol, su tutti quello in Supercoppa alla Juventus. Giocò nel post lock-down con una lesione alla caviglia. Risultato? Oggi sembra essere diventato l'ultima scelta. L'acquisto di Escalante, ieri all'ennesima prestazione sottotono, sembra aver tarpato le ali ad un prodotto del vivaio.

E.B. – Il Messaggero