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In difesa torna Hoedt, riecco Escalante, Muriqi ci riprova

A distanza di pochi giorni dalla trasferta in casa delGenoa, la Lazio si prepara alla gara dell’Olimpico in programma domani alle ore 15.00, contro la Fiorentina. Come riporta Il Tempo, per mister Inzaghinon ci sono troppi dubbi di formazione: in difesa potrebbe rientrare Hoedt, mentre a centrocampo l’unico avvicendamento riguarderà lo squalificato Leiva, che verrà sostituito da Escalante o da Cataldi. Il punto interrogativo maggiore per il tecnico riguarda l’uomo da affiancare a Ciro Immobile: con l’assenza di Correa, oltre a Caicedo, ci sono altre due opzioni che sono i nuovi acquisti Pereira e Muriqi. Ed il brasiliano reclama spazio, considerando che è stato impiegato solamente due volte dall’inizio. Laziopress.it

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Lotito interventista, frizione con Tare sul mercato e scossa alla squadra: “Dimostrate di essere da Champions”

Stava trascorrendo le vacanze natalizie a Cortina il presidente laziale Claudio Lotito ed è tornato in anticipo, vedendo così la gara di domenica della Lazio da Villa San Sebastiano. Dopo il deludente pareggio in casa del Genoa, il patron biancoceleste ieri si è recato a Formello per fare un discorso collettivo. Come riporta Il Messaggero, ci ha pensato lui a dare la scossa: il primo obiettivo è quello di risolvere i problemi di “testa”. Nessuna furia, ma un richiamo generale al senso di responsabilità ed appartenenza: “Questa rosa è stata costruita per la Champions. Ricordatevi quali sono i nostri obiettivi perchè sinora non avete dimostrato quanto valete e lo voglio vedere subito contro la Fiorentina“.

Laziopress.it

Un’altra giornata di tensione a Formello, poche ore dopo la delusione di Marassi, ma questa volta non sono finiti sotto accusa Inzaghi e la squadra, anche se Lotito si aspetta molto di più in termini di risultati e di prestazioni dai suoi giocatori. Il vertice di mercato era previsto da giorni e si è trasformato in un acceso confronto con Tare, quando il diesse ha scoperto che la sua sfera di competenza è stata messa in discussione. Divergenza di opinioni e di obiettivi.Il dirigente albanese avrebbe contestato la cessione di Vavro al Genoa, concordata tra Lotito e Preziosi prima che in Liguria riaffiorassero alcuni dubbi sul difensore slovacco, e un esterno sinistro (di cui non si conosce il nome) entrato nei pensieri del presidente, deciso a consegnare almeno un rinforzo a Inzaghi per gennaio. Alta tensione e vivace discussione, così è trapelato. Lotito, dopo aver abbandonato Formello, non aveva alcuna voglia di parlare: teso e seccato al telefono, molto più del solito. Poi si è capito il motivo.

Corrieredellosport.it

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Inzaghi e Lotito sempre a contatto. Il presidente oggi in visita a Formello?

Lotito ha visto la partita in televisione dalla sua casa di Roma. E' tornato con qualche giorno di anticipo da Cortina. Possibile oggi faccia una tappa a Formello. Vuole capire cosa succede alla sua Lazio. «Non lo so che cosa c'è che non va» ripete al telefono. Nessuna sfuriata. E' più tranquillo rispetto ad alcune settimane fa. Certo che il modo in cui è avvenuto il pareggio ieri non gli è certo piaciuto. Qualcosina da rimproverare anche a Calvarese colpevole di non aver fischiato due rigori. Niente alibi però. Sa che ci sono dei problemi che vanno risolti. E in fretta. Nei giorni scorsi ha chiamato Inzaghi per porre le basi future. Si vedranno nei prossimi giorni. Una data per la firma non c'è. Arriverà. Serve mettere un punto ad un balletto che potrebbe creare alibi a qualcuno. Meglio firmare. Anche perché pure Simone sembra avere bisogno di certezze. A cambiare si fa sempre in tempo. Da entrambe le parti. Certo che ora il tecnico sembra aver perso il tocco con il quale riusciva a cambiare le partite dalla panchina. Troppo fedele al suo credo. E così gli avversari hanno cominciato a prendergli le misure e a metterlo in difficoltà. E' successo con Pioli e anche ieri con Ballardini solo per citare gli ultimi due. 
IL RINNOVO«Siamo a un terzo del campionato, c'è tutto il tempo per recuperare e dobbiamo assolutamente farlo» ripete da alcuni giornate. Un nuovo ritornello che però Lotito non è così contento di sentire. Ha fretta di avere risposte sia da lui sia dal campo. I mancati incassi dal botteghino e tutte le conseguenze del Covid hanno creato già troppi danni al livello economico una mancata qualificazione alla prossima Champions aprirebbe un quadro ancor più preoccupante. Il presidente andrà a Formello per parlare anche alla squadra. Serve una scossa per invertire una tendenza che comincia a diventare preoccupante: 5 punti in 6 gare. Anche se Inzaghi non sembra esserlo: «Preoccupato no perché nelle ultime tre gare la Lazio ha fatto ottime prestazioni. Deluso perché non abbiamo portato a casa i tre punti». Lotito non vuole più scuse. Servono i fatti. Da tempo ha un motivetto che fa così: «Viva viva la rivoluzione». Già ma il primo a crederci deve essere lui stesso. 
E.B. – Il Messaggero 

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Luis Alberto, a Mararassi é diventato Mago

Luis Alberto riparte da Marassi. Il Messaggero: "Il suo stadio dei sogni". Riprendere a giocare da Marassi per Luis Alberto è qualcosa di magico. Fu contro il Genoa, nel 2017, che lo spagnolo cominciò a far vedere di che pasta è fatto. La Lazio perdeva, lui entrò in campo e mise in mostra le sue qualità, segnando soprattutto la rete del pareggio al 90', la prima con la maglia biancoceleste, sfiorando addirittura il raddoppio poco dopo. Fu così che scoccò la scintilla tra lui e Inzaghi, che sin lì lo aveva utilizzato poco. Da Marassi partì la sua avventura con la Lazio con il tecnico che fu in grado di farlo crescere ancora di più, facendolo diventare uno dei centrocampisti più apprezzati in Italia e in Europa. Tuttomercatoweb.com

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Inzaghi-Lotito, finalmente segnali di futuro: incontro decisivo per il rinnovo la prossima settimana

Segnali positivi, finalmente. Dopo un periodo in cui i rapporti tra il presidente Lotito e Simone Inzaghi si erano raffreddati, sta per tornare il sereno. Il disgelo durante le feste con un contatto tra le parti che ha avvicinato la firma del rinnovo del contratto in scadenza tra sei mesi. Del resto, nessuno ha interesse a tagliare il cordone ombelicale che lega l’allenatore piacentino, ma romano d’adozione, alla Lazio, la «sua» creatura. Né la società che si è cresciuto in casa per tanti anni uno dei migliori tecnici italiani, unico tra i sedici migliori d’Europaimpegnati in Champions senza contratto per la prossima stagione, né Simone che ha costruito nel corso degli ultimi anni un piccolo gioiello considerando anche gli investimenti minori rispetto agli altri club più titolati della serie A. Si andrà avanti, dunque, a meno di un nuovo ribaltone, per la gioia dei tifosi e per continuare un progetto tecnico che va di sicuro «rifrescato» con qualche giocatore giovane ma non buttato al mare alla ricerca di non si sa bene cosa. Da limare le cifre del rinnovo che dovrebbe essere di un anno più un altro con opzione che possono far valere entrambe le parti. Di sicuro Simone guadagnerà più degli attuali due milioni a stagione, non tanto quanto si aspettava ma, come detto, ha prevalso in lui l’amore per questi colori che difende ormai da 21 anni, prima da giocatore e ora da allenatore.

Il diesse Igli Tare sta svolgendo, come al solito, un’opera di mediazione perché la Lazio ha bisogno di Simone Inzaghi che potrà continuare a coltivare il sogno di diventare il «Ferguson» della più antica squadra della Capitale. Non appena Lotito tornerà dalle vacanze di Cortina, dopo la Befana, si potrà perfezionare l’accordo e chiudere in modo definitivo una telenovela che stava cominciando a diventare stucchevole.

Il Tempo

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Coppe e bilanci sani: il mercato della Lazio ora funziona

Tempo di bilanci di fine anno, ma con il pensiero già al 2021. In casa Lazio, impazza il dibattito sul rinnovo di Simone Inzaghi: la maggioranza dei tifosi è convinta che si debba andare avanti con il tecnico piacentino anche nella prossima stagione; tanti invece, anche se in minoranza, ritengono che – dopo 5 anni – il suo ciclo sia finito. Lo stesso Lotito è tentato dall'idea di una rivoluzione che coinvolga ogni settore della Lazio, quello tecnico, dirigenziale e della comunicazione ( è già al lavoro il nuovo portavoce del club, Roberto Rao). Il nodo è questo: il presidente pensa che negli ultimi anni, in rapporto alle risorse investite e alla rosa messa a disposizione dell'allenatore, si potessero ottenere più risultati, in particolare dopo il lockdown, mentre la coppia Inzaghi- Tare, considerando tutti i contrattempi e gli infortuni, sostengono il contrario, cioè che sia stato fatto il massimo e che, nella stagione in corso, oltre al pass in tasca per gli ottavi di Champions League, con ben 56 milioni già garantiti per la Lazio, la rimonta in campionato sia ancora possibile: mancano infatti 24 giornate. Posizioni diverse e distanti, non a caso a Inzaghi non è stato ancora rinnovato il contratto ( è l'unico in scadenza tra i tecnici di Serie A e tra quelli delle 16 squadre che disputeranno gli ottavi di Champions), e a questo punto noi ci affidiamo ai numeri per fare un bilancio della sua gestione, confrontandolo con i risultati delle altre sei "sorelle" del calcio italiano. Ebbene, dal rapporto tra investimenti fatti sul mercato negli ultimi 5 anni, cioè dal 2016-' 17 ( prima stagione completa di Inzaghi) all'estate 2020, il quadro che emerge è estremamente significativo e promuove con un voto alto il lavoro dell'allenatore e del ds Tare. Soltanto la Juve infatti ha vinto più trofei ( 7) dei biancocelesti, che hanno conquistato 2 volte la Supercoppa italiana e la Coppa Italia del 2018-'19. Poi, il vuoto: solo Milan e Napoli possono vantarsi di aver riempito la propria bacheca con dei titoli (rispettivamente Supercoppa e Coppa Italia). Ma nessuno ha fatto meglio della Lazio se si considerano i soldi spesi sul mercato: il club biancoceleste ha infatti investito per gli acquisti 170,2 milioni di euro (fonte: i bilanci della società). Una cifra irrisoria se paragonata ai 957 milioni sborsati dalla Juve, prima in questa speciale graduatoria ( dati Transfermarkt). Senza considerare i bonus e le cessioni, dietro i bianconeri c'è l'Inter a quota 685 milioni utilizzati per i trasferimenti in entrata. Poi il Milan con 544, la Roma con 532, il Napoli con 506 e l'Atalanta con 245,8 milioni. Numeri che rendono ancora più preziosi i 3 trofei ed esaltano il lavoro della Lazio, arrivata a un passo dalla semifinale di Europa League nel 2017-' 18, stagione in cui ha sfiorato l'accesso alla Champions, sfumato nei minuti finali dello scontro diretto con l'Inter dell'ultima giornata. Un appuntamento rimandato di due anni, quello con la Champions, raggiunta con il quarto posto della Serie A conclusa ad agosto. Un campionato che verrà ricordato con soddisfazione a Formello, ma anche con molto rammarico: perché se non ci fosse stato il Covid, la Lazio (al momento del lockdown seconda in classifica a – 1 dalla Juventus) avrebbe lottato fino alla fine per lo scudetto. I tifosi così si sono dovuti " accontentare" di festeggiare la qualificazione in Champions e una serie di record storici per il club: le vittorie totali ( 24) e consecutive ( 11) in campionato, le 21 gare di fila senza sconfitta e i 78 punti in classifica. Oltre alla Scarpa d'oro di Immobile. Ieri a Formello i biancocelesti sono tornati ad allenarsi: lavoro differenziato per Lulic, rientrati in gruppo Acerbi e Leiva, recuperati per la sfida di Marassi. Su Caicedo, confermato che sia sul mercato, ma deve arrivare l'offerta giusta: servono 6-8 milioni. Accordo per Vavro al Genoa in prestito con diritto di riscatto.

R.C. e G.C. – la Repubblica

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Gelo Caicedo, ora tocca a Muriqi

La Lazio si prepara al ritorno in campo, ieri infatti a Formello è andata in scena la prima seduta di allenamento dopo la sosta natalizia. Stando a quanto riportato dal Corriere dello Sport, ci sono situazioni da valutare, soprattutto in zona d’attacco: Caicedo sembra avere qualche malumore, condizione che sta spingendo la società capitolina a valutare eventuali offerte per lui, tra gennaio e giugno. Scalda invece i motori Muriqi, il kosovaro potrebbe giocare anche a Genova: tutto dipende dai segnali che darà in questi giorni. Laziopress.it

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Il no di Inzaghi, il mancato rilancio di Lotito: futuro a rischio

La questione più importante da chiarire al momento in casa biancoeleste è quella legata al rinnovo di mister Inzaghi. Come riporta Il Messaggero, dopo il Bruges il tecnico non aveva accettato i 2,3 milioni più bonus a stagione. Il 9 dicembre il presidente Lotito gli ha proposto il prolungamento di un anno, senza però adeguamento del contratto. Al momento tutti e tutto sono in discussione a Formello: il patron ha ancora tanta voglia di rivoluzione, anche se di solito prevale l'”affetto” familiare e cambia idea alla fine. Laziopress.it

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Correa, ricaduta amara: derby a rischio

In casa Lazio c’è da fare i conti con l’infermeria in questi giorni. Come riporta il Corriere dello Sport, a preoccupare sono le condizioni di Correa. Mentre Leiva ed Acerbi sono da valutare, l’argentino è alle prese con un’elongazione del soleo. Per lui sono in programma ulteriori esami tra sette giorni. Spera di esserci il 15 gennaio, per il derby, ma sarà fondamentale evitare complicazioni nel percorso riabilitativo. Laziopress.it

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Casting fascia sinistra: anche Tommaso Augello nella lista di Simone Inzaghi

Prove di mercato al telefono, la Lazio comincia già a guardarsi intorno: sul taccuino spunta Augello. Tare aveva assicurato che non avrebbe fatto nulla a gennaio, ma la classifica e la situazione di Lulic spingono a trovare almeno un rinforzo temporaneo. Il capitano biancoceleste a dicembre ha subito in Svizzera il terzo intervento ed è rientrato a Formello. Poi è scomparso dai radar, ma dovrebbe tornare domani nella capitale per la ripresa e dopodomani unirsi addirittura al resto del gruppo. In queste vacanze non ha mollato e finalmente comincia a ruotare la caviglia operata un po' meglio. Inzaghi è ottimista sul recupero, ma difficilmente sarà completo: Senad punta però a giocare almeno gli ottavi col Bayern Monaco per poi capire il da farsi in scadenza a giugno. E' questo il suo obiettivo, d'altronde nel curriculum gli manca solo Champions. Un po' per riconoscenza, un po' per il rimorso legato al calvario, la Lazio ha aspettato il bosniaco dal 5 febbraio, ma dopo quasi un anno non può più permetterselo. Anche perché Fares si è stirato e mancherà almeno per le prossime due gare di campionato. Sulle fasce rimangono solo Marusic e Lazzari con Djavan Anderson come unico ricambio. Sarebbe proprio quest'ultimo a lasciar spazio nella lista dei 25 a Lulic o a un nuovo sostituto. Il club biancoceleste non ha nessun altro slot libero, tanto da aver rimosso pure Vavro, che Tare cercherà in questo mese di piazzare (si parla del Fenerbahce, interessato pure a Radu) in prestito. Non si può fare granché altro in difesa con questo quadro. 
IDEAContro il Napoli all'Olimpico era arrivato il cross decisivo di Marusic col mancino. Eppure continua ad essere adattato su quell'esterno, il montenegrino, fra l'altro miracolato quest'anno dal punto di vista fisico. Anche se Lulic dovesse tornare a dare una mano, quale sarà la condizione del capitano? Oltretutto parliamo di un terzino che fra pochi giorni compirà 35 anni e non può certo rappresentare il futuro. Un'opzione sarebbe inserire Lulic nell'elenco Champions per gratificarlo e mettere un nome non certo di grido in campionato. Non a caso la Lazio si sta già muovendo in gran segreto. Piace tanto la sorpresa della Sampdoria, Tommaso Augello. A segno proprio contro i biancocelesti, ironia del destino, il 26enne è stato prelevato quest'estate dallo Spezia e ha un costo abbastanza contenuto. Piace a Inzaghi, possiede i tempi giusti dell'inserimento, buone qualità tecniche, piede educato. Ma Ranieri lo ha rilanciato e non vuole cederlo. 
ALTRISu ordine di Lotito guai a spendere tanto, si può solo cogliere qualche occasione al volo. Occhio in questo senso a Caicedo (che non vuole però andar via a gennaio) se la Fiorentina dovesse mettere sul piatto Biraghi per averlo. In secondo piano rimangono Domagoj Bradaric del Lille, Mathias Vinha del Palmeiras e Federico Ricca del Bruges, fresco avversario della Lazio in Champions. Sarà fondamentale mantenere l'indice di liquidità stabile, alla luce dei problemi riscontrate poi per gli acquisti quest'estate. Per questo sarebbe il massimo ottenere un prestito per sei mesi, come fu per Romulo in extremis a gennaio 2019. 

Il messaggero – A.A.