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Rinnovo Inzaghi, stallo in attesa del nuovo anno. Domani torna Lulic a Formello

Il rinnovo è in stallo, non se ne parlerà prima del 4 gennaio, quando il presidente tornerà da Cortina. La questione economica è secondaria, il nodo principale resta la convinzione di continuare insieme: se quella c’è, l’accordo su durata e ingaggio si troverà. Non ne hanno parlato finora, ma non può essere un problema. Lo è, invece, il clima di incertezza sul futuro nel quale lavorano InzaghiTare e quindi la squadra. Quando il contratto dell’allenatore è in scadenza, la leadership nei confronti dello spogliatoio vacilla pericolosamente. Nonostante questo, il tecnico non ha perso le motivazioni (anzi), ritiene – al contrario di Lotito – che in questi quattro anni e mezzo sarebbe stato impossibile ottenere risultati migliori, e aspetta la mossa definitiva del presidente: al momento, le sue parole d’ordine sono pazienza – al frullatore di critiche e polemiche è abituato – e vittorie, il tecnico è convinto infatti che la Lazio risalirà in classifica. E domani sarà il primo a festeggiare il ritorno di Lulic: il capitano si allenerà a Formello, vuole dare una mano alla Lazio in Champions, che non ha mai giocato, e in campionato. Sarebbe l’acquisto più importante per Inzaghi, in attesa del Bayern: ecco, la grande sfida ai Campioni d’Europa sarà un altro passaggio affascinante della sua storia d’amore con la Lazio.

La Repubblica

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Pioli vs Inzaghi, la staffetta dei sogni

Stasera ci sarà Milan-Lazio, importante sfida per chiudere l’anno e soprattutto una gara che porta alla mente numerosi ricordi. Infatti, come riporta il Corriere dello Sport, hanno lavorato insieme a Formello per un anno e mezzo e si sono dati il cambio nel 2016. Ora l’allenatore del Milan cerca la fuga in campionato, mentre mister Inzaghi prova a restare attaccato al treno Champions. A San Siro quindi ci sarà il primo bivio di campionato per i due: Simone ha incarnato la rinascita della Lazio, sino ad intimorire la Juventus lo scorso anno; mentre il Milan post-lockdown non ha mai perso e tanta lo scudetto. Laziopress.it

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Tutti i dubbi di Lotito: da Inzaghi al mercato, passando per la Comunicazione

Tanta voglia di rivoluzione. Ci risiamo, Lotito è di nuovo in un momento di profonda riflessione. Succede spesso, ma di solito la sua arrabbiatura può rientrare. Stavolta però le sue titubanze vanno avanti dall'estate e ora sono diventate esplosive. Mercoledì, dopo il pareggio amaro di Benevento, il presidente ha strigliato Inzaghi, ma anche Peruzzi e Tare. Già dal caso Luis Alberto era su tutte le furie per la gestione, fiuta un fronte comune poco gradito fra il tecnico, il dt e il ds. Lotito ha investito sul mercato nonostante la crisi di liquidità totale, ha pagato tutti gli stipendi, i premi e non trova risposte, Champions a parte. Non gli piace l'atteggiamento di una squadra che vuole mettersi in mostra solo nella massima competizione, ma ne ritiene lo staff corresponsabile. Non accetta più nessuna (la stanchezza, il calendario tosto con Napoli e Milan in questo finale solare) giustificazione e fra oggi e domani si farà di nuovo sentire. Ma già l'ultima voce grossa ha portato a un'ulteriore frattura con Simone: il mister è offeso e medita sempre più l'addio (c'è l'Inter di mezzo?) a fine stagione. Se questa sarà la definitiva scelta si capirà nelle prossime ore. Quando Lotito potrebbe metterci il carico formulando una proposta di rinnovo sino al 2022 senza chissà quale rilancio economico rispetto allo stipendio attuale. Quasi un provocazione: o l'allenatore decide d'accettare con amore e convinzione oppure si volta pagina. Ieri la Lazio ha annunciato ufficialmente Roberto Rao come suo nuovo portavoce, ma ci sono altri movimenti pure intorno alla comunicazione: resta in bilico come capo ufficio stampa De Martino, il cui contratto sta per scadere. 
ALI SPEZZATE
La spaccatura interna ora è evidente, ma così si rischia di compromettere a metà percorso anche il resto del campionato corrente. Lotito forse vuole dare una scossa al tecnico e a ogni suo dirigente: ha messo i soldi a disposizione, al momento ha detto a Tare che non vuol sentir parlare di mercato di riparazione. Piuttosto lui e Inzaghi (troppo legato ai suoi fedelissimi per la formazione) pensino a sfruttare le risorse inespresse. Eppure la Lazio rischia per forza di dover intervenire. La difesa fa acqua in ogni dove, l'infortunio di Fares (rientro almeno a metà gennaio) e lo slittamento continuo del rientro di capitan Lulic nella lista biancoceleste lasciano le fasce scoperte. Un problema grave per una squadra che fa del 3-5-2 il suo modulo imprescindibile. Rimangono solo Marusic, ormai riadattato a sinistra, e Lazzari sinora poco convincente, con l'ex fuori rosa Djavan Anderson come unico ricambio. Per carità, Patric potrebbe tornare sull'esterno, ma ormai Inzaghi lo reputa fondamentale nelle rotazioni come centrale. Dopo le prossime due gare, ci sarà un nuovo vertice per decidere cosa fare. 
VIDEO E DONI
A Formello si rivede Muriqi in gruppo, ma sarà difficile superare le prossime insidie. Anche perché Inzaghi deve comunque fare i conti con un'infermeria pesante. Leiva tornerà solo nel 2021 a disposizione. Per Acerbi serve un miracolo, ma lui è convinto di poter recuperare. Sarebbe stato il primo oggi a far visita al Policlinico Umberto I ai bambini ricoverati in oncologia ed ematologia pediatrica, ma il Covid limiterà questa iniziativa esemplare: verranno lasciati dei doni nel piazzale antistante e la Lazio diramerà un video coi messaggi di auguri a piccoli da parte di ogni beniamino biancoceleste. Buon Natale. 
Alberto Abbate

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Lotito e Inzaghi più lontani: giorni cruciali per il rinnovo dell’allenatore

Che non fosse proprio un anno facile lo si era capito in estate con il doppio colpo mancato sul mercato: David Silva e Kumbulla. Ora però siamo al gelo di fine anno. Lotito ha la misura colma, Inzaghi non è più felice. Napoli e Milan diventano decisive per salvarsi. Da una crisi nera e da possibili addii anticipati. Un ultimatum arrivato ieri dopo un confronto molto acceso tra i due. Il presidente si è sfogato accusando Simone di scarso rendimento e di una gestione pessima del gruppo. Il tecnico si è difeso parlando di infortuni e di un calendario troppo fitto. Ma come si è arrivati a tutto questo? Galeotto fu il contratto. Ancora nessuna chiamata. Il presidente ha da tempo in mente l'idea di fare una rivoluzione, Simone aspetta e si guarda intorno. Il feeling tra i due, mai così idilliaco, ora è ai minimi storici. Il tecnico biancoceleste aspettava una telefonata di Lotito subito dopo la qualificazione agli ottavi di Champions per mettere nero su bianco il rinnovo. Niente da fare. Qualcosa si era rotto già alla fine dello scorso anno quando alla ripresa del lockdown la Lazio è passata da essere una pretendente per lo scudetto a chiudere al quarto posto. Il trend si sta ripetendo tale e quale e addirittura ora galleggia al nono posto. 
BOTTA E RISPOSTA – Il mancato rinnovo sta condizionando il tecnico che è passato da essere condottiero e parafulmine a elemento della discordia. Anche i tifosi si interrogano. Da diverse partite colpiscono alcune scelte fatte da Simone a cominciare da cambi tardivi passando per alcuni calciatori ignorati, finendo per un modulo che non cambia mai. Poi c'è il capitolo relativo al fatto che giocano sempre gli stessi. E ora si ritrova in difficoltà tra infortuni e gente che deve tirare il fiato. Lotito ha palesato con un silenzio assordante subito dopo la partita contro il Verona tutto il suo disappunto. Ieri è sbottato.
TENSIONI NELLO SPOGLIATOIO- Simone ha perso entusiasmo. Si è arrabbiato all'inizio per il mercato ma poi ha finito per accettarlo e condividerlo. Una sorta di rassegnazione. Il doppio impegno non è facile da gestire e lo scorso anno ha spiccato il volo liberandosi della zavorra dell'Europa League. Farlo con la Champions sarebbe stato un suicidio. E poi bisognava fare i conti con i giocatori scontenti della gestione stipendi e voglioso solo di mettersi in mostra nella vetrina europea più importante. Lo strappo, poi ricucito con Peruzzi, non ha certo aiutato. Luis Alberto sembra ormai lontano con la testa e con i muscoli, così come Milinkovic. Caicedo si lamenta in continuazione perché pretende, e a ragione, più spazio. Non tutti hanno stretto i denti allo stesso modo e così anche tra gli stessi compagni ci sono state polemiche. Ora serve una svolta immediata per non buttare via l'intera stagione.
COMUNICAZIONE, ECCO RAO
La rivoluzione è nell'aria. E le prime avvisaglie cominciano a vedersi. Per la comunicazione istituzionale c'è Roberto Rao ex deputato Udc ed ex membro del Cda di Poste Italiane. Attualmente fa parte del Cda del Monte dei Paschi di Siena. Non è il solo innesto perché a breve arriverà anche un media social manager. Il nome che circola è quello di Tommaso Longobardi che attualmente ricopre lo stesso ruolo per Giorgia Meloni. 
PUNTO SUL CASO TAMPONIIntanto lo scorso fine settimana il numero uno laziale inseme all'avvocato Gentile e il medico Pulcini hanno fatto il punto quella questione tamponi. Dalla procura sportiva non è arrivato nulla e la Lazio è convinta che si arrivi all'assoluzione. 
E. B. – Il Messaggero

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Derby Inzaghi, papà Giancarlo: “A Pippo basta un pari”

Giornata sentita in casa Inzaghi, visto che questa sera ci sarà Benevento-Lazio e quindi torna la sfida tra i fratelli Simone e Pippo. In occasione della gara del VigoritoGiancarlo il papà dei due tecnici ha analizzato ai microfoni de Il Messaggero la partita di questa sera e l’avvicinamento dei suoi figli a questo impegno infrasettimanale di campionato: “Speravo che i miei ragazzi arrivassero più sereni. Alla fine spero in un pari, che accontenterebbe più il Benevento, ma non voglio fare pronostici per scaramanzia. Io e mia moglie Marina guarderemo l’incontro in tv, forse anche con la 93enne nonna Maria. Sono certo che i miei figli si sentiranno, come succede tutti i giorni“. Laziopress.it

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Lazio troppo “vintage”: contro il Verona in campo sette over 30

No, la Lazio non è una squadra per giovani. La formazione che Inzaghi ha schierato contro il Verona,nella quarta disfatta del campionato (la terza all'Olimpico, per quanto possa contare oggi giocare incasa senza pubblico), potrebbe quasi partecipare a un torneo over 30. Erano solo 4 coloro che hanno un'età inferiore, e nessuno di loro è un ragazzino: Milinkovic-Savic (25), Lazzari (27), Marusic eAkpa-Akpro (28). Particolarmente avanzata l'età dei difensori scelti per la gara con i veneti. Un portiere di 38 anni, Reina, e davanti a lui un trio che definire esperto appare riduttivo: i 35 anni di Parolo (in realtàne compirà 36 tra poco più di un mese), i 34 di Radu, i 32 di Acerbi. Complessivamente l'età media degli undici titolari di sabato sera, considerando gli anni compiuti e non i mesi (altrimenti sarebbe più elevata), è quella di un calciatore che ormai si avvia alla finedella carriera: 31,09. L'età media della Lazio nella partita contro il Verona è un elemento che non va trascurato, anche se ovviamente è condizionato dalle contemporanee assenze per infortuni, acciacchi e stanchezza di Luiz Felipe, Luis Alberto e Correa. Ma è anche il segnale che certe scelte di mercato hanno riguardato più il presente che il futuro. Ci sono club, pure tra i principali del nostro calcio, che puntano con decisione sui giovani nel tentativo di crescersi in casa campioni per rafforzare la squadra negli annia venire oppure per fare cassa. E non necessariamente investono sui ragazzi cifre elevatissime come la Juventus con Chiesa (60 milioni) o Kulusevski (40). Un esempio è il Milan, ma anche certe scelte della Roma e della stessa Juve vanno in questa direzione. La Lazio nelle ultime due stagioni ha inserito in organico calciatori non giovani né di grande prospettiva; elementi utili – almeno alcuni – solo per le necessità attuali della squadra di Inzaghi. Ora in campionato la classifica della Lazio comincia a essere preoccupante, benché davanti tutte le grandi abbiano avuto momenti di difficoltà. I biancocelesti sono in nona posizione, la Champions comincia a essere abbastanza lontana e proprio il quarto posto è l'obiettivo che Lotito vuole centrare per dare continuità alla qualificazione europea dello scorso campionato. I tre incontri che attendono Inzaghi prima di Natale acquistano grande importanza, a cominciare da quello di domani a Benevento (poi ci saranno Napoli e Milan). Contro la squadra del fratello Pippo, Simone confida di recuperare Luis Alberto per la panchina e Patric per il campo. C'è però preoccupazione per le condizioni di Acerbi, il quale si sottoporrà in queste ore agli esami strumentali per rilevare l'entità del problema muscolare che lo ha costretto a uscire alla mezzora con il Verona: c'è il rischio che il suo 2020 sia finito in anticipo, anche se lui dispensa ottimismo.

Il Corriere della Sera

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Inzaghi nei guai: Leiva, Akpa e Acerbi ko. Milinkovic in dubbio

Un brusco risveglio domenicale dopo una serata complicata. La notte non ha portato consiglio a Inzaghi, ma soltanto cattive notizie. Perché la Lazio è uscita apezzi dalla gara di sabato contro il Verona e non soltanto per la seconda sconfitta consecutiva all'Olimpico, ma anche perché il tecnico ha perso molti giocatori. Il primo ad alzare bandiera biancaè stato Acerbi, che non ci sarà domani a Benevento nel derby in famiglia tra gli Inzaghi. Non aveva saltato mai un minuto ed è stato costretto a uscire al 30': oggi farà gli accertamenti, c'è il rischio che possa aver finito il 2020. La sua sarà un'assenza importante, come quella di Leiva, ai box insiemea Fares per un problema muscolare. Lo stop del brasiliano pesa in un centrocampo in piena emergenza,dove fa rumore il possibile forfait di Milinkovic. Il serbo sabato nel primo tempo ha ricevuto unaforte ginocchiata alla coscia che gli ha compromesso la partita: ancora non si è ripreso ed è in fortein dubbio. Leiva e Milinkovic sono due titolarissimi, il terzo imprescindibile in mezzo è LuisAlberto, che ha usufruito di due giorni di riposo perché lamentava un affaticamento agli adduttori.Dovrebbe rientrare a disposizione ma non sarà in perfetta condizione. A complicare il quadro, lasqualifica di Akpa Akpro, che costringerà Inzaghi a fare scelte obbligate ( Cataldi ed Escalante). Senza Acerbi, sono due note liete i rientri in difesa di Luiz Felipe e Patric, che ha superato iproblemi alla cervicale e dovrebbe aggregarsi al gruppo (sempre indisponibili Muriqi e Lulic). In una settimana la prospettiva della Lazio è cambiata. Dai festeggiamenti per la qualificazione inChampions alla tensione di una delicata vigilia di campionato. «Il calcio è così», ha ammesso Inzaghi,consapevole che la sua Lazio, in ritardo di 6 punti dal 4° posto, non possa più permettersi passifalsi: a Benevento serve una reazione da grande squadra. La chiede anche il presidente Lotito, sabatosera uscito molto arrabbiato dall'Olimpico, dove la Lazio in campionato ha vinto una sola volta e su18 punti a disposizione ne ha collezionati soltanto 5. A preoccupare sono anche i numeri della fasedifensiva: la squadra di Inzaghi tra le prime dieci in classifica ha la peggior difesa con 19 golsubiti in 11 giornate: per ritrovare un dato del genere bisogna tornare indietro di trent' annni, allastagione '92-'93. Decisamente troppi, considerando che prima del lockdown quella biancoceleste era laporta meno battuta. Serve un cambio di passo e ritrovare la compattezza di un gruppo che nei momenti delicati ha sempretirato fuori il meglio di sé. Alle 12 intanto le attenzioni verranno catalizzate dal sorteggio degliottavi di Champions. Tra le sei big di prima fascia che potrà affrontare ( Real, Bayern Monaco,Liverpool, City, Psg e Chelsea), ci sono il 25% di probabilità che dall'urna di Nyon la Lazio possapescare il Madrid di Zidane.

la Repubblica

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Crisi Olimpico in campionato, con l’Hellas serve la vittoria

La chiusura degli stadi ha reso quasi impercettibile il fattore campo e la Lazio, come molte altre compagini, ne è l’esempio. I biancocelesti che nella scorsa stagione avevano reso l’Olimpico un fortino inespugnabile, quest’anno faticano ad imporsi sugli stessi livelli. Nelle cinque gare casalinghe sino disputate, infatti, i ragazzi d’Inzaghi hanno vinto solamente una volta, perso in due occasioni (Atalanta e udinese) e pareggiato nelle altre due (Inter e Juventus). Come sottolinea l’edizione odierna di Leggo, in tal senso il match di domani contro l’Hellas Verona rappresenterà un nuovo esame da superare a pieni voti per tornare a valorizzare il fattore Olimpico.

Leggo

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Inzaghi, un contratto da rinnovare all’istante: sul tecnico piacentino gli occhi dell’Inter

Non ha ancora vinto lo scudetto, eppure può forse già considerarsi l'allenatore più amato d'ogni tempo. E' lì con Maestrelli ed Eriksson, Inzaghi ha compiuto un autentico miracolo in quattro anni e mezzo. E' risalito dall'inferno (o, fate voi, da Salerno) e ha riportato la Lazio in Paradiso. Gli ottavi di Champions sono il coronamento di un percorso tortuoso e virtuoso, ricco di delusioni (vedi Salisburgo, l'Inter il 20 maggio e lo scorso post lockdown) e trofei (la Juve battuta due volte), in cui Simone è cresciuto insieme al suo gruppo. Era stato accolto dopo il caos Bielsa con tanto scetticismo, ha trasformato i mugugni in un coro univoco. E' stato furbo, ma sopratutto bravo. E' entrato nella testa dei giocatori, ha gestito le critiche in ogni momento buio, ha ribaltato ogni pronostico. Veniva considerato un traghettatore, Inzaghi ora è il Caronte di un sogno compiuto: «Contro il Bruges è come se avessimo vinto un altro trofeo». Simone e la Lazio se lo sono strameritato. E non dev'essere l'ultimo. 
GIUGNO
Un altro record storico chiama subito il rinnovo. E' possibile che sia a scadenza a giugno l'allenatore che ha appena portato la Lazio agli ottavi di Champions vent'anni dopo? Inzaghi va blindato. In realtà, l'impressione è che Lotito lo avrebbe fatto da tempo, ma una serie d'incidenti di percorso (il caos tamponi e non solo) hanno fatto slittare l'appuntamento. Un peccato, anche perché ora il tecnico ha una qualificazione in mano da far pendere ulteriormente a proprio favore in sede di prolungamento. Tradotto: se a settembre Simone chiedeva tre milioni per mettere nero su bianco, oggi può alzare il prezzo. Pure perché le pretendenti non mancano e Lotito deve stare molto attento. E' come se ora si fosse ribaltato il gioco freddo d'agosto. Allora il presidente aveva qualche titubanza su questo ciclo, in questi mesi invece ha maturato l'idea di far proseguire il matrimonio. Oggi è Inzaghi che tergiversa e riflette sul futuro. Ha sempre detto che si sente a casa alla Lazio, ma non si è mai sbilanciato sulla permanenza né su un eventuale trasloco. La moglie Gaia e la sua famiglia però non vorrebbero muoversi da dove sono. 
Rimane l'ottimismo e da Formello assicurano che il rinnovo arriverà sotto l'albero. Ogni giorno può essere quello buono. 
REGALO
Ieri Inzaghi ne ha concesso uno di riposo alla squadra e a se stesso. Tuttavia già lunedì Lotito aveva di nuovo accennato al discorso prolungamento. Forse perché le ultime e insistenti voci provenienti da Milano cominciano a infastidirlo. Il presidente non ha intenzione di sentirsi ostaggio, adesso vuole chiudere questa storia entro fine anno. La proposta sarà un biennale a 3 milioni più bonus. Ma non sarebbe nulla ovviamente rispetto alle cifre che potrebbe offrirgli l'Inter per il dopo Conte in nerazzurro. Alla finestra anche il Psg e, in seconda linea, la Juve, nel caso in cui dovesse precipitare la situazione di Pirlo. Secondo Lotito però Inzaghi deve decidere adesso, senza tenersi aperto (ma ci sarebbe comunque l'inserimento di una clausola rescissoria) nessun altro spiraglio. In questo senso fa ben sperare il ritorno del fido dt Peruzzi a Formello. Ma anche Tare avrà un ruolo decisivo. Il ds è ormai legato a un filo doppio al tecnico e potrebbe restare con lui oppure addirittura (vedi l'Inter) seguirlo. Lotito lo vivrebbe come un tradimento, non vuole nemmeno pensare a un simile scenario. Eppure era stato proprio lui a corteggiare Allegri allo sfinimento. In caso d'addio d'Inzaghi, l'ex allenatore bianconero rimane il primo obiettivo, Juric e De Zerbi idee per il bel calcio espresso. Conceicao è il nome per proseguire sulla scia della tradizione degli ex della Lazio. Potrebbe tornare di moda anche Mihajlovic, in questo senso. Inutile però pensare già al sostituto quando c'è ancora Inzaghi come orizzonte assoluto. Piuttosto si consumi con Lotito questo benedetto incontro. 
A. A. – Il Messaggero

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La vigilia più importante, ieri Lotito a Formello con la squadra

Questa sera la Lazio disputerà la partita più importante della stagione: all’Olimpico contro il Club Brugge infatti la banda Inzaghi si giocherà il proprio destino in Champions League. Occorre un punto per accedere agli ottavi della competizioni e lo sa bene l’intero ambiente biancoceleste. Infatti, come riporta Il Messaggero, anche il patron non ha lasciato solo il gruppo. Ieri quasi all’ora di cena il presidente è piombato a Formello per vivere con la squadra una delle vigilie più importanti. Lotito sogna questo momento da sedici anni: è il più alto della sua gestione ed oggi può davvero dire di aver riportato la società ai vecchi fasti.

Laziopress.it