Le parate per salvare la Lazio, le parole ( e i rimproveri costruttivi) per far crescere il gruppo. Perché oltre all'aspetto tecnico, Pepe Reina è stato preso per il carisma e la mentalità vincente, da trasmettere a tutto lo spogliatoio. Lo sta facendo in maniera impeccabile e Inzaghi l'ha promosso titolare. Nel silenzio degli stadi vuoti, le sue continue urla rimbombano. Pretende massima concentrazione dai compagni e cerca di tenere tutti in allerta. Non vuole che nessuno si rilassi, neanche dopo una vittoria come quella di sabato contro lo Spezia. « Bene i tre punti, ma ci sono tante cose da rivedere. Dobbiamo vedere la gara – ha commentato – e non ripetere gli errori fatti. Le grandi squadre pensano partita dopo partita, ecco il salto di qualità che dobbiamo compiere». Frasi che hanno fatto rumore, non banali e scontate. Un concetto espresso inun momento particolare, delicato, a pochi giorni da « una finale » , come lui stesso ha definito sui social la gara di domani con il Bruges. È una presenza pesante, quella di Reina, una figura che negli anni scorsi era mancata nella squadra biancoceleste. E così a 44 giorni dal suo esordio con l'aquila sul petto (contro il Bologna), ormai ha convinto Inzaghi a rivedere le gerarchie in questo momento. È bene specificarlo, perché la società continua a puntare molto su Strakosha, che prima o poi tornerà tra i pali. Adesso però a difenderli spetta ancora al 38enne spagnolo, che non ha mai perso quest' anno: con lui in porta la Lazio ha infatti vinto 5 volte, pareggiando in 4 occasioni con una media punti di 2,11 a partita ( quella di Strakosha è di 1,16). Domani, nella sfida decisiva per la qualificazione in Champions, Inzaghi si affiderà di nuovo a Reina, pronto a toccare contro il Bruges la presenza numero 176 nelle competizioni Uefa. Ha appena superato Maldini nella classifica all- time ed è al terzo posto dietro due mostri sacri come Casillas ( 188) e Cristiano Ronaldo (181): a parte il portoghese della Juventus, nessuno in attività vanta più apparizioni in ambito internazionale. Servirà anche la personalità e l'esperienzadi un veterano come lui per passare il turno alla Lazio, che aspetta da vent' anni di entrare tra le sedici migliori d'Europa. Oggi alla vigilia Inzaghi parlerà alle 15, mentre alle 16 è in programma a Formello la rifinitura. Il dubbio più grande, che tiene in ansia il mondo Lazio, riguarda Correa: con Caicedo non al meglio e Muriqi fuori, il suo recupero diventa troppo importante. «Venerdì ha sentito un indurimento al polpaccio e non era in grado di giocare», ha ammesso sabato il tecnico, che nel pomeriggio capirà meglio le condizioni del Tucu: c'è ottimismo ma anche cautela. Fiducia invece su Patric: contro lo Spezia non è andato neanche in panchina per problemi alla cervicale, ma dovrebbe tornare a disposizione. Acerbi e Hoedt titolari, lo spagnolo si gioca l'ultimo posto in difesa con Luiz Felipe.
la Repubblica