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Caso tamponi: i dubbi della Procura su alcuni risultati contrastanti

La questione dei contagi Covid in casa Lazio potrebbe non essere più una faccenda legata soltanto a tre giocatori e al diritto di schierarli o meno in una determinata partita. Dalla verifica di laboratorio dei tamponi sequestrati dalla Guardia di Finanza nelle scorse settimanenella sede di Formello della società biancoceleste, emergono numeri molto più ampi, che, seconfermati, farebbero pensare addirittura a un focolaio. La vicenda è complessa. La Lazio affida i periodici controlli cui vengono sottoposti giocatori e staffal centro polispecialistico Futura Diagnostica di Avellino. È una scelta del presidente Lotito, che probabilmente però non potrà più fare perché la Lega ha dato mandato alla Federazione dei medici sportivi di redigere linee guida per implementare il protocollo, e la prima indicazione riguardal'identificazione di un laboratorio unico cui dovranno fare riferimento tutte le società di serie A. Alla vigilia di Torino-Lazio dell'1 novembre scorso il laboratorio irpino certifica la negatività, tragli altri, anche di Immobile, Leiva e Strakosha, risultati positivi pochi giorniprima, quando la Lazio aveva giocato contro il Bruges in Champions e i tamponi erano stati processatida un altro laboratorio indicato dall'Uefa (Il Synlab). Inzaghi è quindi libero di schierare chi vuole, ma da quel momento le contraddizioni tra gli esami eseguiti da Futura Diagnostica e quelli svolti da altri laboratori si ripeteranno più volte. Finché la Procura di Avellino decide di aprire un fascicolo, fa sequestrare i tamponi (quelli prelevati prima di Lazio-Juventus dell'8 novembre, Torino-Lazio non è interessata da questa inchiesta, ndr) e iscrive nel registro degli indagati, per falso, frode in pubbliche forniture eepidemia colposa, Massimiliano Taccone, titolare del laboratorio di Avellino. Il primo passo dell'inchiesta è far ripetere nei laboratori dell'ospedale Moscati gli esami su tutti i tamponi acquisiti, che sono novantacinque. Non appartengono tutti a giocatori, ci sono quelli dei loro familiari e quelli di altri dipendenti della Lazio. Ma i risultati depositati ora dal consulente dei pm ingigantiscono di molto l'intera questione. Perché a fronte degli otto positivi (non giocatori) riscontrati in passato dal laboratorio di fiducia di Lotito, stavolta quelli che risultano contagiati sono ben più di venti.
Come sia stata possibile una differenza così ampia cercheranno di stabilirlo le ulteriori indagini. Ma nel frattempo la difesa di Taccone è pronta a mettere in discussione gli esami eseguiti al Moscati.L'avvocato Innocenzo Massaro depositerà già oggi in Procura una richiesta di verifica di quegliaccertamenti. Secondo la tesi della sua consulente, ci sarebbero stati errori sia nella conservazione dei tamponidopo il sequestro eseguito dalla Guardia di Finanza, sia nell'esecuzione degli esami stessi. Secondoil perito della difesa i reperti non sono stati tenuti alla necessaria temperatura e il laboratorio li avrebbe processati a troppi giorni di distanza dai prelievi.

Il COrriere della Sera

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Peruzzi, addio vicino

Il Covid ha provato invano a minare il cammino, così ora a Formello sembra quasi ci sia un gioco cervellotico per crearsi nuovi ostacoli da superare col carattere del gruppo. Già, non c’è vita alla Lazio senza almeno un caso al giorno. Stavolta è la questione Peruzzi, diretta conseguenza del caos legato a Luis Alberto, ad animare la vigilia della Champions. Il dt ha svuotato l’armadietto, ha portato via tutto quello che aveva a Formello. Anche il pc. Angelo era assente a Crotone e non si vedeva da tre giorni al centro sportivo. Ieri la toccata e fuga solo per accompagnare il figlio all’allenamento e una fugace chiacchierata con l’amico Inzaghi che ha provato a distendere gli animi. Nulla da fare, Peruzzi è deciso ad andare via. La rottura con Lotito è totale. Venerdì c’era stato uno scontro col presidente sull’utilizzo di Luis Alberto, poi sceso in campo sabato. E’ volata qualche parola grossa di troppo e Peruzzi è scomparso. Ma è l’ennesima ingerenza societaria sulle questioni tecniche che, secondo il dt, ha scoperchiato un vaso di episodi. Angelo non vede rispettato il suo ruolo ed è per questo che vuole dire addio. Il Messaggero

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Discussione sul caso Luis Alberto: Peruzzi diserta Formello, in settimana confronto con Lotito

Dall'acquazzone di Crotone riemergono le due certezze della Lazio. Ciro Immobile e Luis Alberto sono tornati a guidare la squadra in campionato, ora la prenderanno per mano in Champions. L'ultima apparizione di entrambi in Europa risale al 20 ottobre contro il Dortmund, in una notte magica per i biancocelesti. Poi hanno saltato le trasferte di Bruges e San Pietroburgo, perché fermati dall'Uefa dopo l'esito dei test molecolari. Domani, tamponi permettendo (oggi il risultato di quelli effettuati ieri mattina con il " Synlab"), saranno di nuovo titolari all'Olimpico contro lo Zenit (ore 21). «Un appuntamento che avrà grande peso » , ha dettoInzaghi: in palio c'è una fetta importante della qualificazione agli ottavi. Rispetto all'andata inRussia, oltre ai due top player, il tecnico ritrova anche Leiva, Strakosha, Lazzari e Radu, mentre nonavrà Milinkovic e Luiz Felipe, positivi al Covid. Lazio vincente ma senza pace. Ricucito uno strappo, ne arriva un altro: questa volta tra Peruzzi e Lotito. I due hanno avuto un'accesa discussione proprio sul caso Luis Alberto. Molto arrabbiato per le critiche dello spagnolo, il presidente sosteneva la linea ferrea: esclusione contro il Crotone,chiesta a gran voce anche alla vigilia. Il club manager invece durante la settimana aveva lavorato duramente per arrivare a un chiarimento: giusta la multa, ma dando la possibilità a Inzaghi di schierarlo titolare. Erano su posizioni opposte e Peruzzi – polemicamente – non ha partecipato alla trasferta di Crotone né si è presentato ieri a Formello. Riflette sull'addio, il dirigente, che ha un contratto fino al 2022: chiede (di nuovo, come ogni inizio stagione) che i ruoli vengano rispettati (scuola Juve) e la possibilità di incidere di più nel proprio ambito. In questo caso è il ds Tare che sta mediando (ieri telefonata con Peruzzi): tra l'ex portiere e Lotito in settimana è previsto un incontro, il chiarimento è necessario, il presidente cercherà di trattenere il club manager. D'altronde conosce bene l'importanza della figura di Peruzzi, determinante negli ultimi anni per tenere unito il gruppo, sbrogliare vicende spinose ( con Keita e Felipe Anderson, per esempio) e creare l'atmosfera giusta all'interno dello spogliatoio. Anche Inzaghi e i giocatori apprezzano il lavoro di Peruzzi, che non accetta intromissioni nel suo campo. Di certo, la Lazio continua a viaggiare in una perenne tempesta (in corso le due inchieste sul caso tamponi): alla prima uscita ufficiale, anche il nuovo aereo biancoceleste è diventato subito oggetto di strumentalizzazione mediatica. Società irritata perché gli unici problemi che il Boing 737- 300 ha incontrato riguardavano il maltempo: venerdì atterraggio da brividi per la bomba d'acqua e al ritorno il mezzo è rimasto bloccato all'aeroporto di Crotone, chiuso perché inagibile (allagato e al buio). Così la squadra è rientrata con un altro volo da Lamezia Terme.

la Repubblica

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Il Leone si è preso la Lazio: Acerbi sempre più leader di Inzaghi

 Più gioca, più stupisce e più entra in forma. Il vero uomo in più della Lazio, quello che non manca e non tradisce mai. Trovare aggettivi o appellativi per Acerbi, diventa sempre più difficile. Dopo l'exploit in nazionale, a Crotone, probabilmente, ha giocato la miglior partita stagionale in maglia biancoceleste, su un campo complicato e un'atmosfera non semplice ha sfoderato una prestazione maiuscola. Non tanto negli interventi, sempre precisi e puliti (nonostante il pantano e concludendo la gara addirittura senza nemmeno un fallo), quanto nel carattere e nel guidare un intero reparto con facilità disarmante. Roba da far impallidire difensori più giovani e sulla cresta dell'onda. Il Re Leone va avanti per la strada, non si scompone mai, che sia al centro o spostato a sinistra, riesce sempre a giganteggiare, rendendo semplici le cose più difficili. Non è un caso che sia l'unico della Lazio ad avere sempre giocato sin dalla prima partita: undici gare, otto di campionato e tre di Champions, cominciate e finite senza sbavature e fiatone. Al momento, e con merito, guida la classifica di rendimento come miglior difensore centrale del campionato per presenze, per precisione nei passaggi e negli interventi. Numeri pazzeschi se si rapportano a quelli dei suoi colleghi, la maggior parte più giovani, vedi i due interisti Bastoni e l'ex de Vrij.
L'avvio di stagione non è stato dei più brillanti, un po' di nervosismo poi rientrato e con qualche errore di troppo in campo, vedi in casa con l'Atalanta e a Genova con la Samp, ma Francesco non ha fatto una piega e come al solito si è messo in discussione e sotto col lavoro, talmente tanto che adesso ne trae beneficio lui stesso e tutta la Lazio. E' più sereno e convinto della sua forza e di quella della squadra. Più tranquillo anche per questioni personali (innamoratissimo della sua compagna e della sua nuova famiglia), ma anche perché, ed è una conseguenza non la questione principale, ha risolto la situazione legata al rinnovo. A luci spente e con l'abile guida del suo manager Pastorello, tempo fa avrebbe firmato il meritato rinnovo del contratto fino al 2025 a circa 2,5 milioni di euro. A breve dovrebbe essere ufficializzato. L'ultimo tassello che mancava dopo aver guidato con maestria il reparto difensivo della Lazio negli ultimi tre anni. Il suo obiettivo è finire la carriera nella Lazio, prendere una decisione importante, comprare una casa e, perché no, stabilirsi nella capitale a vivere. Per ora si gode il momento, concentrandosi sul campionato e sulla Champions. Nella giornata di ieri, Acerbi ha lavorato in palestra come la maggior parte dei compagni che hanno giocato a Crotone. Il resto della squadra si è allenato per preparare la gara di domani sera con lo Zenit. Un passaggio importante per la qualificazione agli ottavi di finale. Per la sfida di Champions farà il suo esordio Radu, assente nelle precedenti partite per infortunio. Confermati Leiva, Luis Alberto, Immobile e Correa, probabilmente anche Parolo come mezzala. Ballottaggio a sinistra tra Marusic e Fares. Ma prima però bisogna attendere l'esito dei tamponi con la Synlab, il laboratorio che per conto dell'Uefa effettua i controlli sanitari. Visti i precedenti, l'ansia da parte di Inzaghi non manca. La sensazione è che stavolta ci siano poche sorprese.

Il Messaggero

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Luis Alberto sul filo di lana, Lotito chiede la panchina

ROMA Scende la pioggia oggi a Crotone ma che fa. Nulla in confronto alla furia di Lotito, piombato ieri pomeriggio a Formello per invertire la rotta. Convocati Tare, Calveri e Inzaghi in Foresteria: «Luis Alberto va punito almeno con la panchina». Venti minuti di conciliabolo, è scontro sulla scelta tecnica. Simone non aveva ancora ricevuto nessuna indicazione dalla dirigenza, ma si era espresso così prima in conferenza: «Ha fatto un cavolata, ma il campo è un’altra cosa». Tradotto: Luis Alberto paga una multa, ma per lui gioca. Oggi si capirà chi l’avrà vinta. Ieri mattina lo spagnolo era ancora nella formazione (con Lazzari, Leiva, Parolo e Fares in mediana) provata a Formello e comunque alle 18 a bordo del nuovo Boeing 737/300 Classic, che verrà restaurato all’interno e sul quale erano esplose le parole al vetriolo («Spende tanti soldi, ma non paga noi») verso la presidenza. Luis Alberto rimane in bilico (pronti Akpa Akpro o Pereira) per una maglia, invece c’è senz’altro Immobile fra i titolari a sorpresa. Dopo 16 giorni ai box per l’alternanza dei suoi test molecolari (ieri a mezzanotte e stamattina alle 11 quelli con la squadra), Ciro ha solo un allenamento e mezzo sulle gambe, ma conta più la sua voglia di mettersi alle spalle uno dei frangenti più tosti della sua carriera e di rispondere coi gol a chi ha messo in dubbio la sua professionalità: «Non siete degni di parlare di me come uomo. Vergogna». Era assente in Calabria l’ultima volta, in quel famoso 2 a 2 del 13 maggio 2018 in cui uno scavetto di Caicedo costò la Champions alla penultima giornata. Oggi Felipao è un nuovo beniamino della tifoseria e ritrova la titolarità allo Scida. Guai a considerarla una gara scontata contro l’ultima in classifica, Inzaghi lo ricorda: «Il Crotone gioca bene e ha fermato la Juve». Ha in panchina l’ex Stroppa, che la Lazio aveva affrontato solo nel 2012 (0-3 da Petkovic) quando era alla guida del Pescara. 
INFERMERIA 
Simone però ha un altro tipo di memoria: «Giovanni è stato molto importante per me, al mio primo anno di Serie A nel Piacenza. Sarà un piacere rincontrarlo». Una volta ritrovate forze e pedine, anche la Lazio dovrà ricominciare la sua cavalcata in Serie A: «Sarà un mese intenso e speriamo di recuperare altri uomini dall’infermeria». Restano Luiz Felipe (un altro caso, due volte – una certificata sui social da lui stesso – positivo) e Milinkovic in Serbia. E’ finalmente negativo al Covid Strakosha, nonostante sia rimasto a casa e vada Reina dietro Patric, Acerbi e Radu, di nuovo in porta. Escalante deve mettersi alle spalle l’ennesimo infortunio al polpaccio rimediato col Bologna. E poi c’è sopratutto il rientro di capitan Lulic: non ancora reinserito (al posto di Djavan Anderson) per il campionato nella lista: il bosniaco ora punta l’Udinese in casa oppure il Verona. Il Messaggero

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Luis Alberto, Inzaghi lo rassicura: “Decido io chi gioca!”

Il Messaggero svela le parole di Simone Inzaghi, tecnico della Lazio, in merito alla questione Luis Alberto e sulla possibilità che possa giocare a Crotone.

All’improvviso può rientrare nei ranghi. Luis Alberto è vivo e lotta insieme a Simone Inzaghi. «Sono io a fare le scelte tecniche, non gli altri», la rassicurazione del tecnico della Lazio allo spagnolo, provato ieri tra i titolari in vista di Crotone. Il presidente Claudio Lotitoe ds Igli Tare sono ancora furiosi (dopo lo sfogo di sabato scorso), ma al momento non hanno comunicato nulla né al giocatore né all’allenatore. Così si legge nell’edizione odierna de Il Messaggero.

Laziopress.it

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Furia Lazio, perchè l’Asl non ha bloccato i nazionali?

E’ nera, la Lazio, per quello che è accaduto a Ciro Immobile fuori in tre partite (Bruges, Zenit e Juve dopo i tamponi) delicate senza avere mai la certezza del suo stato di salute. E’ ancora più nera dopo aver ricevuto dalla Serbia l’annuncio della positività di Milinkovic, che dovrà passare in patria l’isolamento di 10 giorni (era successo anche a Muriqi) prima di tornare. L’Asl Roma 1 ha sempre bloccato Immobile, ma sui nazionali biancocelesti (a contatto con positivi, a differenza per esempio dell’Asl Roma 3 a Trigoria) aveva omesso qualunque comunicazione. Così la Lazio ha dovuto per forza far partire Sergej e gli altri (Acerbi era stato inizialmente fermato dalla Figc), pressati da ogni rispettiva Federazione.

Il Messaggero/laziopress

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Avvocato Gentile: “Le comunicazioni delle positività alle ASL spettano a Futura Diagnostica”

Torna la speranza di recuperare Ciro Immobile per l'anticipo di sabato a Crotone e, soprattutto, di averlo al massimo per la prossima di Champions contro lo Zenit.
Secondo l'Ansa l'attaccante oggi si sottoporrà alle visite di controllo nella clinica Paideia. Il che significa che è potuto uscire dall'isolamento per la positività al Covid. Resta da capire se dopo questi giorni di stop Ciro potrà essere schierato subito titolare, ma in ogni caso il suo recupero, anche per la panchina, sarebbe un gran colpo per Inzaghi.
Sullo sfondo si creano crepe tra la Lazio e quello che era il laboratorio di fiducia del club per itamponi, il centro Futura Diagnostica di Avellino. A generare la frattura sono le inchieste della Procura della Repubblica del capoluogo irpino e della Procura federale. Il principale motivo di contrasto riguarda la comunicazione alle Asl di Roma delle eventuali positività dei calciatori. Secondo Massimiliano Taccone, presidente del Cda di Futura Diagnostica, tocca al medico della società informare le autorità sanitarie, in quanto la regione nella
quale vengono effettuati gli esami (la Campania) è diversa rispetto a quella in cui hanno la residenza i componenti del gruppo squadra (il Lazio, ma per un membro dello staff anche l'Umbria). La posizione della Lazio è opposta. Spiegal'avvocato Gentile: «I tamponi devono essere effettuati in strutture pubbliche, oppure in quelle private convenzionate, il cui comportamento è regolamentato da un accordo tra regioni e Associazione Italiana Ospedalità Privata. Questo accordo prevede che il laboratorio comunichi l'eventuale positività alla Asl di competenza e all'interessato attraverso una specifica piattaforma. Poi è l'autorità sanitaria a relazionarsi con il club, che provvede all'isolamento. Doveva essere Taccone a effettuare la comunicazione, se poi lui vuole scaricare su altri questo compito è un problema suo. Ma se viene a effettuare un tampone nel Lazio, deve rispettare il regolamento della nostra regione. Che è lo stesso della Campania». Emerge intanto la prima contestazione che la Procura federale ha fatto alla Lazio: riguarda due tamponi effettuati in ritardo nella scorsa stagione. Il protocollo prevedeva che i prelievi venissero effettuati ogni 4 giorni, invece i biancocelesti sono stati sottoposti a un test il 26 maggio e al successivo il 1° giugno anziché il 30 maggio. Lo stesso è accaduto la settimana successiva: tampone il 3 giugno e quindi il 9 anziché il 7.

Il Corriere della Sera

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Laboratorio unico per i tamponi, tre proposte sul tavolo: deciderà l’Assemblea di Lega di A

La Serie A sabato rischia di riprendere il campionato senza il tanto invocato ente terzo per il controllo dei tamponi. Dopo il caso Lazio, il Consiglio di Lega si era espresso a favore di una sua immediata introduzione, ma il via libera deve arrivare dall'Assemblea (si terrà giovedì e avrà come tema portante quello dei fondi) dopo che l'Fmsi stabilirà le linee guida del protocollo in caso di una positività nel gruppo squadra (via alla bolla in un unico luogo) e per la processazione dei tamponi (geni da ricercare, numero dei cicli di Pnc, reagenti da utilizzare…). Quest'ultime dovrebbero arrivare in via Rosellini domani e a quel punto la Lega chiederà alle aziende con le quali sta dialogando le loro proposte. In corsa ci sono Synlab, Lifebrain e FederLab. La prima sembra favorita perché ha una struttura che, complice il contratto in essere con alcuni club di A e soprattutto con la Uefa, è rodata, ma i costi sono elevati (verranno abbattuti in parte con una partnership pubblicitaria con la Lega?). Pure Lifebrain lavora con società di A e, se sarà scelta, ne incrementerebbe il numero progressivamente per arrivare a pieno regime durante la pausa natalizia. In Lega la parola d'ordine è non fare una scelta frettolosa perché l'obiettivo è individuare un'azienda che applichi gli stessi criteri per tutti in modo da fugare qualsiasi tipo di dubbio. 
 FONDI GIOVEDì A ROMA. Come già accennato, l'Assemblea che dovrebbe sancire l'accordo con il consorzio di fondi Cvc-Advent-Fsi, pronto a dar vita a una partnership decennale con la Lega mettendo sul tavolo 1,65 miliardi, è stata rinviata di 24 ore: si terrà giovedì, in presenza, all’hotel St. Regis a Roma (il Lazio è una regione gialla, la Lombardia è rossa). Dal Pino, insieme ai consulenti di Lazard, ieri ha risposto in videoconferenza alle domande dei 20 dirigenti dei club collegati, ma al termine del meeting sono anche scattate riunioni ristrette fra società e advisor (per prime si sono “consorziate” Parma e Sassuolo) con l'obiettivo di chiarire ogni aspetto. Tra oggi e domani ne andranno in scena altre. Per dare il via alla partnership e alla creazione della media company che avrà il compito di gestire i diritti tv e commerciali della A (Cvc deterrà il 10%) c'è bisogno di 14 voti, ma l'obiettivo è ottenere un consenso più ampio, magari l'unanimità. Il comitato che in questo mese abbondante ha lavorato sul tema (ne fanno parte De Siervo, Agnelli, De Laurentiis, Fienga, Fenucci e Campoccia) è fiducioso anche se ieri soprattutto Lotito e Percassi sembravano avere dubbi legati a una scelta da fare in tempi così stretti. Il presidente della Serie A, Paolo Dal Pino, a “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento ha spiegato: «Il frutto è maturo per l'ingresso dei fondi. Sono passati mesi di lavoro intensissimo e in un momento difficile per l'economia mondiale e del Paese, la Lega sarà accompagnata da un partner industriale che porterà forze nuove ad un settore allo stremo. Cosa succederà in caso di lockdown? Non vedo motivo di interrompere il campionato, ma il Governo deve aiutare con ristori la Serie A». 

A.R. – Il Corriere dello Sport

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Inzaghi tuttofare: prova a mediare tra Luis Alberto e i vertici societari

 Non solo allenatore, psicologo e motivatore, ora anche mediatore. E' il compito e il nuovo ruolo che spetterà a Inzaghi nei prossimi giorni per risolvere la grana Luis Alberto. Un suo fedelissimo. Colui che trasforma e rende belle le idee dell'allenatore in campo. Una stagione senza pace per il tecnico della Lazio che sin dall'avvio del campionato si è barcamenato in mezzo alle difficoltà, trovando sempre una soluzione sul terreno di gioco. Stavolta però la missione è ardua. La più difficile. Lui in mezzo, da una parte il ribelle Luis Alberto, dall'altra la società, ancora più furente e ferita che mai dalle parole dello spagnolo. Lo sfogo del giocatore, che ha fatto infuriare pure la tifoseria, non ha giustificazioni, e lo sa bene anche Simone, tanto da ribadirlo al diretto interessato sabato mattina prima dell'allenamento. E il tecnico, da un certo punto di vista, è quello che ci è rimasto più male perché totalmente spiazzato dall'uscita del suo giocatore di maggior talento. 
INSOSTITUIBILEInzaghi sa che il Mago ha sbagliato, ne ha già parlato a lungo con il direttore sportivo Tare negli ultimi due giorni. Perfino col presidente, il più arrabbiato di tutti. Allo stesso tempo però, l'allenatore ne vorrà fare anche una questione tecnica, quello che a lui preme di più. In organico non ci sono calciatori del suo talento e della sua forza. E senza di lui, la squadra soffre, su questo ci sono pochi dubbi. Per la Lazio e per Inzaghi, lo spagnolo è insostituibile. Dal canto suo la società non vuole intromettersi nelle questioni tecniche, ma non passerà sopra a quanto è accaduto, anche perché sa che all'interno dello spogliatoio la situazione non è proprio idilliaca. A caldo la linea del club era durissima, subito fuori rosa, ma col passare delle ore, qualcosa è rientrato. Non del tutto, anche perché una strategia definitiva ancora non c'è: maxi multa, niente Crotone e Zenit. Ma non è chiaro. Di sicuro il rapporto privilegiato e particolare che Luis Alberto aveva con Tare, il primo e unico a crederci quando nessuno voleva puntarci, è praticamente svanito. Il dirigente albanese si sente tradito, ha sofferto per lo sfogo e il modo, proprio lui che l'ha difeso e spronato più di tutti quando nel 2016 voleva smettere di giocare e mettersi a fare il pittore. Oppure quando andò di corsa all'aeroporto a prenderlo perché stava tornando in Spagna. 
IL PRECEDENTEE Inzaghi che voleva appoggiarsi proprio su Tare per cominciare la sua opera di mediazione dovrà rivedere le strategie. A consolare Simone c'è l'episodio di Stefan Radu, messo fuori rosa proprio da Tare nell'estate del 2019 per questioni comportamentali (rispetto a Luis aveva fatto tutto internamente ma per parole e modi usati è stato anche più grave rispetto allo spagnolo). In quella circostanza, Inzaghi fece passare del tempo e anche con l'aiuto della squadra riuscì nell'impresa di far rientrare il romeno all'interno del gruppo. Adesso il tecnico dovrà fare tutto da solo o quasi, considerato che gran parte della squadra non è poi così distante da quanto ha detto il Mago (ho messo la faccia ma ho parlato a nome di tutti). Una situazione delicatissima che solo un mediatore può risolvere. E l'unico è proprio Inzaghi. E se riesce a sbrogliare anche questa matassa, sarebbe come conquistare un trofeo.
D. M. – Il Messaggero