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Muriqi positivo al CoVid19: le possibili date per il suo ritorno in campo

Vedat Muriqi si aspettava sicuramente un inizio di avventura migliore. La Lazio lo aspetta, lui è bloccato in Turchia per via del Coronavirus. La notizia circolata domenica sera ha trovato poi conferma. Il neo acquisto è a Istanbul in isolamento, non avrebbe sintomi, freme solo per far ritorno nella Capitale e giocare finalmente con la maglia biancoceleste. Muriqi è sbarcato a Roma domenica 13 settembre. Lunedì 14 ha effettuato i test medici in Paideia, ha incontrato Tare per la firma e le foto di rito. Tamponi effettuati, tutti negativi. Martedì è poi ripartito per Istanbul, tappa necessaria per ultimare le pratiche del visto. Era atteso a Formello venerdì, ma quando si è sottoposto ad un altro tampone prima dell’imbarco, ecco la positività al Coronavirus. Viaggio rimandato, quarantena di 14 giorni aspettando l’esito negativo. Virus a parte è fermo anche per via dell’infortunio muscolare. Tra convalescenza e preparazione estiva praticamente interrotta con il Fenerbahce, Muriqi potrebbe esordire in campionato dopo la sosta dell’11 ottobre. L’obiettivo è scendere in campo per Sampdoria-Lazio del 17 ottobre, giusto in tempo per prepararsi al meglio all’impegno Champions. La prima giornata europea scatterà il 20-21 ottobre.  

corrieredellosport.it

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Anche Mustafi nel taccuino di Tare ma servono 15 milioni

Cavalli di ritorno. Uno sempre seguito e monitorato, ma mai ingaggiato, l'altro ha già vestito il biancoceleste, conosce bene ambiente e allenatore. Per la difesa della Lazio spunta da un lato Shkodran Mustafi e si rivede dall'altro Wesley Hoedt, un nome che gira parecchio da giorni. Il primo è un vecchio pallino di Tare che ha già giocato nel nostro campionato con la maglia della Sampdoria. Dall'Inghilterra, raccontano che qualche giorno fa è stato proposto da alcuni intermediari e la sua candidatura non dispiace, anche se ci sono dubbi solo perché rientrerà in campo alla fine di settembre. A luglio, durante la semifinale di Fa Cup contro il Manchester City, Mustafi ha avuto uno scontro con Sterling riportando la lesione del tendine del ginocchio. Operato il giorno dopo, ha passato l'intera estate a lavorare duro per farsi trovar pronto ad inizio stagione. Ha ripreso ad allenarsi ed effettuare sedute differenziate da tre settimane. «A ottobre sarò pronto, sto benissimo e non vedo l'ora di rientrare», scrive di continuo sul suo profilo instagram. 
SORPASSO OLANDESE
Nonostante l'entusiasmo mostrato dal giocatore, la sua storia all'Arsenal è stata un po' travagliata, tanto che l'anno scorso di questi tempi era contestato ferocemente dai tifosi dei Gunners. La Lazio ancora non si è mossa e lo farebbe solo nel caso in cui ci fossero possibilità di arrivare ad un prestito. Un po' complicato visto che il contratto di Mustafi scade il prossimo anno. Per lui gli inglesi chiedono una cifra di 15 milioni di euro circa, troppo per le casse biancocelesti, soprattutto adesso. Discorso simile per Bournaw del Colonia, il centrale belga che sta seguendo il ds ma che i tedeschi non cedono. Ed è per questo motivo che il nome di Wesley Hoedt, col passare delle ore, sta prendendo sempre più piede. Il Southampton, che l'aveva acquistato per 17 milioni dalla Lazio nel 2017 ma che l'ha dato in prestito nelle ultime due stagioni al Celta Vigo e ai belgi del Royal Antwerp, lo vuole vendere. Il suo contratto scade nel 2022 e Tare, su input di Inzaghi, sta provando a chiederlo in prestito. Ieri mattina ci sono stati contatti e oggi ce ne saranno altri. Un po' di fiducia c'è, anche se il tempo corre e il tecnico vorrebbe avere un nuovo centrale a disposizione già per sabato prossimo col Cagliari. Il giocatore avrebbe già parlato con l'allenatore e se tutto andrà bene, l'olandese potrebbe arrivare in settimana. 
LOTITO INCALZA
Oltre al difensore, la Lazio sta monitorando con molta attenzione la vicenda legata a Callejon. Per Lotito rappresenta un'occasione e sta cercando di capire quanti margini ci siano per ingaggiare l'ex del Napoli, ora svincolato. Oggi è previsto un altro contatto, anche se dalla Spagna arrivano notizie di una proposta di circa 3 milioni di euro a stagione per tre anni del Granada. Reina, molto amico di Callejon, lo tallona, ma a breve, forse entro mercoledì, se ne saprà di più. Domani è attesa l'ufficialità di Fares che potrà essere così a disposizione per la trasferta di Cagliari. Chi sicuramente non ci sarà è Vedat Muriqi, infortunato. Sull'attaccante, dalla Turchia, nel corso di una trasmissione sportiva molto seguita, è emerso che avrebbe effettuato degli esami per il Covid e sarebbe risultato positivo. Dalla Lazio non arrivano conferme, ma sui social turchi la notizia ha fatto il giro del web.
D. M. – il messaggero

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Gravina: “Lavoro per una serie A in tre fasi: scudetto deciso tramite la Final Eight”

Il Corriere dello Sport oggi pubblica un'intervista esclusiva a Gabriele Gravina. Il presidente della FIGC illustra lo stato dell'arte  sul campionato che verrà, sulla volontà di riaprire gli stadi e sui rapporti con le sitituzioni. Di seguito alcuni stralci del colloquio con Piazza Indipendenza. 

Presidente Gravina, nel nostro editoriale di ieri abbiamo fissato tre priorità per la stagione che riparte: riaprire gli spalti per salvare le finanze dei club, cambiare i campionati per fidelizzare i tifosi che fuggono da stadi e tivù, vincere gli Europei per restituire all’Italia una reputazione sportiva degna del suo nome. Si riconosce in quest’agenda? «Sì, sono tre traguardi che il calcio italiano può centrare insieme, se dimostra lucidità e responsabilità». 
Li metta in fila, per piacere.
«Lo avete scritto voi, si tengono l’un l’altro. Ma la mia preferenza va all’ultimo in ordine di tempo. Un trofeo negli Europei ci manca da troppi anni. Mancini ha costruito le premesse per giocarsela con le altre Nazionali big. Ma soprattutto ha acceso un entusiasmo inedito attorno agli azzurri. Per il coraggio delle sue scelte e per i risultati che lo hanno premiato. Questo entusiasmo ora va innaffiato. I nostri tifosi meritano di tornare negli stadi. Senza di loro il calcio è uno spettacolo monco». 
Veniamo al ritorno dei tifosi sugli spalti. Perché, secondo lei, il calcio viene sempre dopo?
«Voglio fare autocritica. Dobbiamo riconquistare un ruolo sociale. Far comprendere ciò che rappresentiamo, in senso economico, civile, valoriale. Il risultato ottenuto riaprendo il campionato a giugno, senza contraccolpi epidemiologici, è un grande punto a nostro vantaggio. Per quello di buono che abbiamo fatto, ora possiamo concorrere alla pari con altre organizzazioni sociali ed economiche al rilancio del Paese. Ci è stato detto che bisognava aspettare la riapertura delle scuole, adesso spero che i riscontri positivi ci consentano di parlare di riaprire gli spalti. Certo, mi dispiace che ancora una volta l’Italia vada a rimorchio di esempi che arrivano da altri paesi, come la Germania».
Bastano i play-off per rendere contendibile lo scudetto? O bisogna rivedere anche l’equilibrio tra campionati nazionali e competizioni europee?
«A me pare che le gare internazionali stiano crescendo di anno in anno. Noi invece non riusciamo a cambiare al nostro interno. Si teme che i play-off penalizzino le società che sono abituate a vincere e che investono di più».
Non è così?
«No, se se costruisci un campionato che affascina ogni giorno. Il nostro rischia di perdere pubblico, se in alcune fasi non è più decisivo per squadre che hanno già acquisito un risultato di retrocessione o di salvezza, o di piazzamento. E a quel punto non vale più chi vince o chi perde. Ma uno sport dove non si vince e non si perde non ha senso».
Qual è il modello che ha in testa?
«Sto lavorando a un campionato diviso in tre fasi, con una final eight per assegnare il titolo».

 

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La Figc spinge per riaprire gli stadi: entro il 29 settembre la decisione del Governo

 Appuntamento il 25 settembre, o al più tardi entro il 29. Sono quelle le date in cui il Cts esaminerà il dossier stadi come anticipato dal premier Giuseppe Conte, al numero uno della Figc, Gabriele Gravina nel loro ultimo incontro. Di sicuro in agenda sarà calendarizzato anche un nuovo faccia a faccia. Obiettivo sempre lo stesso: la riapertura degli stadi. «Giusto farlo se in sicurezza» ha detto ieri il leader della Lega, Matteo Salvini. Il periodo resta metà-fine ottobre. L'ideale sarebbe riavere i tifosi per la quarta giornata, quella con il derby di Milano. Gli introiti da botteghino sono fondamentali per l'economia dell'intero movimento. Tra abbonamenti e singoli biglietti la serie A ha stimato una perdita di circa 250 milioni (questo in caso di un anno a porte chiuse). Senza poi contare tutto l'indotto parallelo (merchandising, cibo, etc etc) La Germania da questo week end farà entrare il 20% degli spettatori, l'Italia, invece, insiste, almeno per ora, sulla linea della chiusura. Nell'incontro del 9 settembre scorso la Federcalcio, alla presenza del numero uno della Fifa, Gianni Infantino, aveva sottolineato l'importanza di trovare una strategia comune in Europa in tema di riapertura. Fondamentale per non trovarsi in difficoltà come invece sta accadendo. La Figc, da parte sua, ha fatto un passo indietro nei giorni scorsi rispettando la volontà del Governo di dare precedenza alle scuole. Nel prossimo faccia a faccia Gravina tornerà alla carica proprio sottolineando come la Bundesliga abbia fatto un decisivo passo in avanti e quanto sia deleterio restare indietro. Il protocollo di 300 pagine consegnato qualche mese fa a Palazzo Chigi e al Cts per consentire l'accesso in sicurezza negli stadi, verrà necessariamente rimodellato. 
QUESTIONE TAMPONINon solo gli stadi perché ad aggravare la situazione e a far aumentare la cifra in negativo vicino alla dicitura conti c'è anche il protocollo. Fondamentale ridurre i tamponi. Soprattutto per una questione di salute. Troppo invasivi per i giocatori. Basti pensare che tra giugno e agosto i club professionistici hanno effettuato 56mila tamponi 17mila test sierologici, per un costo di oltre 8 milioni di euro. Impensabile fare una proiezione sull'intera stagione. Una ecatombe per le serie minori. Ecco perché nonostante il no del Cts alla richiesta di un tampone ogni 8 giorni la Figc resta fiduciosa. Il ministro Spadafora spalleggia l'istanza presentata dal calcio (in fondo nessun'altra categoria di professionisti rispetta regole simili). Domani potrebbero esserci notizie positive. Tradotto si allenterà il protocollo non prima della seconda giornata. 

Il Messaggero

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CTS: i protocolli non cambiano. Apertura stadi: a ottobre nuovo tavolo

Il protocollo sui tamponi per le squadre di calcio non cambia (ogni quattro giorni) e per quanto riguarda la riapertura degli stadi ci si aggiornerà a inizio ottobre. È questo l'orientamento emerso dalla riunione del Comitato tecnico scientifico dopo le richieste arrivate dal mondo del calcio. Una posizione che il Cts ha già espresso in passato. Il calcio è uno sport di contatto e sono stati gli stessi vertici sportivi a proporre la soluzione che è attualmente in vigore, viene fatto notare dalle fonti del Comitato, dunque non si torna indietro. Inoltre, viene ribadito, non ci sono ancora le condizioni epidemiologiche per consentire una riapertura degli stadi al pubblico. Il Dipartimento presso il ministero guidato da Vincenzo Spadafora presenterà comunque nelle prossime ore al Cts una relazione sulla scansione delle partite della nuova stagione calcistica e sulla possibilità dunque di diluire la frequenza dei tamponi per le squadre professionistiche. Quanto al pubblico negli stadi, per capire se e come riammettere un numero contingentato di tifosi bisognerà aspettare una verifica a inizio ottobre in vista del mese successivo.

Il Messaggero

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“Indicatore di liquidità”, ecco cosa blocca le ufficializzazioni di Fares e Muriqi: serve prima una cessione

Fares e Muriqi sono gli ultimi acquisti in casa Lazio, per loro sembrerebbe mancare solo l’ufficialità. Stando a quanto riportato da La Repubblica, serve una cessione in casa biancoceleste per “sbloccare” i due giocatori. Si deve vendere per rispettare il cosiddetto “Indicatore di liquidita“, un parametro stabilito dalla Figc nel 2015, che misura il grado di equilibrio  finanziario tra entrate ed uscite nel breve termine (12 mesi) di un club. Pertanto diventa fondamentale cedere almeno Bastos, per procedere alla doppia spesa. Laziopress.it

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Attacco, Tare monitora la situazione Vasquez

La quiete dopo la tempesta. In casa Lazio, dopo qualche ora di fuoco, il caso Acerbi sembra essere rientrato. Le parti cercano un punto di contatto ed il calciatore, tornato dall’ impegno con le nazionali, è tornato al lavoro con il resto del gruppo. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, nella giornata di ieri ci sarebbe stato un incontro tra l’agente del difensore la dirigenza biancoceleste con le parti che si sarebbero avvicinate. Rimarrebbero da limare le ultime distanze con l’intesa giusta che potrebbe essere trovata intorno ai 2,5 milioni di euro. Sul fronte mercato, invece, torna viva l’ipotesi Vazquez. Tare monitora la sua posizione: l’argentino è ai margini del Siviglia che ora potrebbe non chiedere cifre eccessive per la sua cessione. In difesa invece, resta viva la pista Kim Min-Jae, mentre rimangono sotto osservazioni anche le posizioni di Nastasic e Kumbulla per il quale la Lazio avrebbe tentato anche la via del prestito oneroso a 3 milioni  e riscatto obbligatorio a 16,5 milioni con l’Hellas Verona che avrebbe preso tempo.

Laziopress.it

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Caos Acerbi: salta incontro l’agente. Colloquio con Tare e Peruzzi

 Cala il gelo, non sarà facile scioglierlo. Servirà diplomazia e buon senso. Acerbi dalla Nazionale ha lanciato una bomba su Formello, ha fatto esplodere ufficialmente il suo caso. Prima Lotito è andato su tutte le furie, poi si è distratto. S'aspetta comunque le scuse dal difensore azzurro, lui non farà più nessun passo. Non gli importa cosa ci sia dietro lo sfogo, Francesco è stato fuori luogo. Fra oggi e domani toccherà al dt Peruzzi e a Tare fare il lavoro sporco, diplomatico. Adesso pure il grande incontro con l'agente Pastorello (che tenta di smorzare i toni del suo assistito) non ha più una data né un luogo. Acerbi parla di rispetto, ma lui non ne ha avuto nessuno e verrà multato. Ha accusato la società di aver fatto trapelare le cifre richieste (3 milioni) per il suo rinnovo per metterlo in cattiva luce coi tifosi della Lazio, ma le sue frecciate hanno avuto un effetto contrario. Il popolo biancoceleste è contro Francesco. Per carità, dietro la sua rabbia c'è pure molto altro – questioni mediche, il taglio di due mesi di stipendio e il ritardo del club nel sedersi a tavolino oltre il prolungamento, ma così è passato dalla parte del torto e non è stato nemmeno furbo. Con ancora tre anni di contratto (a 1,8 milioni) è solo suo l'interesse del ritocco. Per la Lazio rimane incedibile e può tenerselo alle stesse cifre senza paura che qualcuno possa soffiarglielo. C'è chi ipotizza che Acerbi abbia una big dietro (Inter, Napoli o Chelsea) e per questo abbia deciso d'arrivare allo scontro. 
Dal suo entourage però smentiscono in modo perentorio: «Sta bene alla Lazio e lo ha detto».
DOPPIO SBARCO
Bisogna ricucire in fretta lo strappo, anche Inzaghi adesso è sempre più preoccupato. Acerbi è il leader della difesa e guai ad averlo scontento e demotivato. Oltretutto questo caso rischia pure di minare la serenità dello spogliatoio. Insieme al mancato rinnovo del tecnico, è un nodo da sciogliere prima dell'inizio del campionato. Non ci volevano queste mine vaganti a Formello nella stagione del ritorno in Champions e del nuovo assalto allo scudetto. Già c'era nervosismo per la lentezza del mercato d'agosto, ci mancava solo Acerbi a metterci il carico. E, ironia del destino, nel momento in cui finalmente qualcosa s'è sbloccato. Atteso Fares per gli esami di rito e ginocchio operato permettendo per la firma sul contratto. Dopodomani toccheranno invece a Muriqi le visite, anche per valutare i tempi del suo rientro dopo lo stiramento. Per i due affari fuori 30 milioni (8 più due di bonus e 18 più altri due) dalle casse della Lazio. Piange il tesoretto.
REBUS DIFESA
Eppure ancora Inzaghi aspetta un difensore e una mezzala al posto di David Silva sfumato. Bisogna lavorare di corsa sulle uscite (in primis su Bastos e Caicedo) per racimolare qualche soldo straordinario. Per la retroguardia occhio sempre a Kumbulla, perdono quota Kim Min Jae e Izzo. Tare stava lavorando sotto traccia su un profilo in Belgio: Cobbaut dell'Anderlecht avrebbe risolto i problemi al centro e a sinistra (può fare il terzino). Peccato che abbia subito un brutto infortunio alla caviglia venerdì scorso: ne avrà fino a gennaio.
Il Messaggero – A. A. 

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Lulic vola in Svizzera, la caviglia peggiora e rischia l’esclusione dalla Serie A e dalla Champions

Da Desenzano del Garda, luogo in cui è in cura il Capitano Senad Lulic, non arrivano notizie confortanti. Secondo quanto riportato da IlMessaggero, domani Senad tornerà in Svizzera, a quanto pare l’ultima cura non sembra aver sortito effetti particolari alla caviglia malconcia. La Lazioinfatti starerebbe ragionando sull’ipotesi di escludere Lulic dalla lista per la Serie A e soprattutto per la Champions League, competizione che il bosniaco sperava di potersi giocare. Ecco che Fares allora diventerebbe ancor di più una priorità. Per l’esterno franco-algerino è praticamente fatta, presto ci sarà la firma sul contratto e poi le visite mediche.

Laziopress.it

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Rinnovi, cresce il monte ingaggi: ora Inzaghi e Acerbi

Dopo il rinnovo di Ciro Immobile, si attendono altre novità in casa Lazio. Come riporta la Gazzetta dello Sport infatti, sul tavolo del presidente Lotito c’è anche il rinnovo di Francesco Acerbi, che è in scadenza nel 2023. Si parla da mesi con il difensore di un adeguamento economico del contratto e c’è ottimismo sul rinnovo, nonostante le cifre non sarebbero così vicine: 3.5 la richiesta dell’ex Sassuolo, 2.5 l’offerta della società laziale. Così il tetto ingaggi dei 70 milioni lordi, verrà superato; complice anche la qualificazione in Champions che peserà sui bilanci per 10 milioni. Questo cambio di rotta permetterebbe ai capitolini di non perdere i big e trattenere il più a lungo possibile mister Inzaghi, in scadenza tra un anno. La società punta ad arrivare al 2023, più probabile comunque la scadenza nel 2022, con l’offerta della Lazio che salirebbe a 3 milioni (un anno fa il rinnovo prendeva 2 milioni con vari bonus). Una squadra quindi pronta a passi importanti, in campo e fuori.

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