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Leiva al massimo dalla panchina, tutto passa da Cataldi: oggi il provino decisivo

L’emergenza in casa Lazio è più viva che mai complice il nuovo stop di Marusic e la doppia squalifica di Immobile e Caicedo che costringono Inzaghi agli straordinari nella sfida di domani contro il Milan. I dubbi di formazione rimangono molti collegati soprattutto alle possibilità d’impiego di Cataldi, in via di recupero dopo il problema alla caviglia rimediato con l’Atalanta. L’ex capitano della Primavera svolgerà oggi il provino decisivo, proverà a stringere i denti per consentire al mister di avanzare Milinkovic a supporto di Correa. Qualora il romano non dovesse farcela, la situazione diverrebbe ancor più critica con Inzaghi che potrebbe optare tra  lanciare dall’inizio uno tra Andrè e Djavan Anderson,  cambiare modulo passando ad un 4-5-1 o 3-6-1 dove il terminale offensivo sarebbe Correa o tentare la strana ipotesi di un Bastos centravanti. Lo riporta Il Corriere dello Sport 

laziopress.it

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Immobile per il sogno, Belotti per la salvezza

Chicchirichì, Ciro canta ancora. Rifagli la cresta. Immobile sfida l’amico Belotti come all’andata. E’ il solito duello per l’Italia, anche se il discorso Nazionale sembra rimandato alla prossima annata. Il bomber partenopeo lo ha quasi triplicato sotto porta (28 a 11 gol), ma adesso deve riprendere la miglior forma. Aveva vagato a vuoto contro l’Atalanta nella ripresa, s’è sbloccato dal dischetto sabato contro la Fiorentina. Firma numero 28 per consolidare la leadership da capocannoniere in Serie A, ma anche per ricominciare subito la corsa alla scarpa d’oro interrotta lo scorso 29 febbraio col Bologna. Momentaneamente da gennaio a oggi Ciro è il terzo miglior marcatore (11 gol) dei cinque maggiori campionati d’Europa: davanti a lui Lewandowski con 15 reti, seguito a quota 13 da Ronaldo e Haaland. Immobile però adesso vede il Torino e rivede la sua doppietta. Inzaghi ci conta, è lui l’amuleto di Ciro in panchina: 95 reti per l’attaccante con Simone alla guida, solo il fratello Pippo con Ancelotti allenatore era riuscito a segnare di più nella storia.

L?EUROGOL DI ACERBI

Magari pur eil compagno Acerbi può riafferare il Toro per le corna. Il 30 ottobre collezionò il gol più bello della sua carriera. Botta dalla trequarti, palla sotto la traversa: “una rete così la fai solo se tiri senza pensarci e basta”. Non è certo però uno (2 centri e 2 assist in quest’annata) che segna, il Leone è pronto piuttosto a tornare a ruggire in difesa. La Lazio continua a subire gol dalla ripresa. Tre dall’Atalanta, uno nell’ultima giornata contro la Fiorentina. Non è più la miglior retroguardia della Serie A. Ribery sabato ha superato Patric e PArolo, poi ha mandato anche Acerbi a vuoto prima di centrare la porta.D ovrà vedersela con Belotti stasera, lo neutralizzò all’andata, quando il Gallo mise a segno con un autogol il quarto centro della sconfitta.

LE SCELTE

Sabato o leader Immobile e Acerbi hanno suonato la carica a cena. Al fianco del difensore confermato Patric sul centro-destra, torna Radu a sinistra. Straordinari per Lazzari e Jony sulle fasce, ancora PArolo (Leiva assente) in regia, con Cataldi pronto a dargli il cambio dalla panchina. Luis Alberto e Milinkovic a completare la mediana. Chissà invece se avrà smaltito l’affaticamento, Correa: non ha forzato al suo ingresso con la Fiorentina, stasera riparte dal primo minuto – al posto di Caicedo – per dare il cambio di passo e un’accelerata. Speriamo sia una sgommata in classifica. Il MessaggeroAlberto Abbate

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Vigilia Inzaghi: “Uniti possiamo farcela, ma nessuna distrazione”

Il tempo sembra non passare mai. Ancora più di 24 ore ci separano dal fischio d’inizio di Atalanta-Lazio, primo match dei biancocelesti dopo il lockdown. L’attesa aumenta di ora in ora e la squadra lavora a pieno ritmo a Formello per arrivare pronta alla sfida del Gewiss Stadium. Non ci sarà Lulic, infortunato, così come Leiva e Luiz Felipe. Ma chi li sostituirà dovrà essere all’altezza. E’ questo uno dei tanti messaggi motivazionali lanciati in questi ultimi giorni da mister Inzaghi ai suoi ragazzi. L’allenatore è il primo a credere nell’impresa scudetto e passo dopo passo vuole scrivere la storia della Lazio. Si inizia con l’ostacolo Atalanta. Nella giornata di ieri i giocatori sono rimasti più di un’ora in sala video per studiare l’avversario. Poi, come riporta il Corriere dello Sport, mister Inzaghi ha lasciato spazio a un discorso motivazionale: “Voglio vedere qualità. Chiedo massima concentrazione e un ultimo sforzo. Ripartiamo come prima, possiamo farcela! Niente distrazioni, restiamo uniti e pensiamo solo al campo”. La squadra lo ascolta, ognuno è ben consapevole del proprio ruolo e di ciò che può dare alla causa. L’allenatore ha parlato con tutti, si è confrontato con i leader, e ha spronato i più giovani. Ora il tempo delle parole lascia spazio ai fatti. Lazionews.eu

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A Bergamo senza Luiz Felipe, dubbi su Leiva e Marusic

Ad una settimana dalla ripresa del campionato, la Lazio si prepara alla trasferta di Bergamo. Stando a quanto riportato dal Corriere dello Sport, contro l’Atalanta non mancherà soltanto capitan LulicLuiz Felipe infatti, costretto a chiedere il cambio lo scorso sabato durante la partitella, dovrà stare ai box per circa 10 giorni. Nessuna lesione per lui, ma un problema muscolare al polpaccio da risolvere. Rimarrà a riposo per l’intera settima e non dovrebbe quindi prendere parte alla trasferta. Il mister attenderà qualche altro giorno per valutare le condizioni di Marusic e Leiva, entrambi sono considerati recuperabili, ma nessuno dei due può dirsi sicuro di giocare tra una settimana. Laziopress.it

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Premi e stipendi, sprint prima del campionato: 18 milioni per lo Scudetto

Lotito alza la posta in palio in caso di primo posto. Come riporta il Corriere dello Sport infatti, il patron biancoceleste ha stabilito un premio più alto e l’accordo è stato raggiunto, mancano soltanto le firme. Ai giocatori andranno 400mila euro netti in caso di tricolore. L’intesa verbale è stata raggiunta e comporterà la rinuncia alla mensilità  dello stipendio di marzo con l’ingaggio di aprile che dovrebbe slittare alla prossima stagione ed essere pagato entro dicembre. Il tutto verrà formalizzato a breve, già tra questa settimana e l’inizio della prossima. Laziopress.it

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L’Atalanta si avvicina, a Formello spiccano in quattro

“I fantastici quattro”. Così li hanno soprannominati a Formello. Luddis Alberto, Marusic, Acerbi e Lazzari. Sono loro i migliori giocatori secondo i test degli ultimi giorni effettuati nel centro sportivo di Formello. Simone Inzaghi può sorridere e tira un sospiro di sollievo: la squadra sta rispondendo bene agli allenamenti in vista della partita con l’Atalanta. Soprattutto Lazzari e Marusic, che sarà chiamato a sostituire l’infortunato Lulic sulla corsia di sinistra: il bosniaco è ancora alle prese con un problema alla caviglia dopo l’operazione dello scorso febbraio. Mercoledì 24 giugno i biancocelesti affronteranno in trasferta a Bergamo la formazione di Gasperini. Fischio d’inizio alle 21:45. Un orario insolito che ha costretto il tecnico a posticipare le prossime sedute al tardo pomeriggio. Un modo per far abituare Immobile e compagni ai match in tarda serata. Insomma, nulla verrà lasciata al caso per inseguire il sogno scudetto.

il Messaggero 

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Niente da fare, Lulic ancora lontano dal ritorno

Niente da fare. La Lazio dovrà fare a meno del suo capitano per un altro mese e mezzo. Dopo il doppio intervento alla caviglia, Lulic è stato monitorato nuovamente dallo staff medico biancoceleste. La situazione è migliorata negli ultimi due mesi, ma non abbastanza per tornare ad allenarsi a Formello con il resto della truppa. Il protocollo riabilitativo ancora non è stato ultimato, bisognerà aspettare almeno tre settimane per rivederlo correre in campo. I dubbi di riaverlo a disposizione per il rush finale sono aumentati sensibilmente: l’ultima apparizione del bosniaco risale allo scorso 5 febbraio (match casalingo contro l’Hellas Verona). Discorso diverso per il giovane Adekanye, alle prese con uno stiramento, dovrà rimanere fermo per almeno dieci giorni ma poi sarà a disposizione di Inzaghi. Da oggi sarà aggregato anche il giovane fantasista Raul Moro, che ieri ha svolto il secondo giro di tamponi con i compagni rientrati dall’estero e con tutti i componenti del <<gruppo squadra>>. Inoltre si è dimesso il fisioterapista Valerio Caroli per motivi personali. Nel frattempo sta riscuotendo grande successo l’iniziativa del comparto marketing <<Tu non sarai mai sola>>, come confermato dal responsabile Marco Canigiani: <<Oltre alle sagome di cartone, stiamo studiando altre iniziative, nei prossimi giorni riferiremo tutto ai nostri tifosi. C’è un ottimo riscontro anche per quanto concerne il lancio delle piattaforme social in Cina>>. La Lazio ormai ragiona da big. Il Tempo

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Milinkovic è giá tornato “Sergente”: show in allenamento, Atalanta nel mirino

Sergej Milinkovic-Savic ha messo nel mirino l’Atalanta. Il serbo, la scorsa settimana fermato da una botta al ginocchio rimediata in allenamento che gli aveva procurato un forte dolore, è definitivamente recuperato e ieri in allenamento ha anche segnato un super gol strappando gli applausi dei compagni (e ieri in serata Sergej ha anche festeggiato su Instagram: “Rotto segno così“, con il video del super gol). Troppa la voglia di tornare in campo dopo una pausa così lunga, il ‘sergente’ non vede l’ora che arrivi il 24 giugno per sfidare la squadra di Gasperini, la sua vittima preferita: da quando è arrivato in Italia ha segnato ai nerazzurri ben quattro gol, il più pesante certamente quello di maggio 2019 quando con un colpo di testa sbloccò la finale di Coppa Italia poi vinta dai biancocelesti 2-0 (raddoppio di Correa nel finale). Ma c’è un altro dato statistico che fa ben sperare l’allenatore biancoceleste, Simone Inzaghiperché delle sette sfide contro l’Atalanta Milinkovicne ha persa una sola con tre vittorie ed altrettanti pareggi all’attivo. L’altra buona notizia per il tecnico, viste le tante gare ravvicinate che attendono i biancocelesti, è anche il recupero di Vavro che ha superato lo stiramento accusato in quarantena: anche per lui lavoro senza forzare, alla ripresa rientrerà tra i convocat.i leggo

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Non solo le sagome, Lotito studia un’app per connettere i tifosi con l’Olimpico

Lotito non intende fermarsi. Dopo l’idea delle sagome allo stadio, andata in porto e pronta ad essere attuata, ora spunta una nuova ipotesi: un’app per connettere i tifosi allo stadio, con applausi, grida, cori ed esultanze. Il patron biancoceleste sa quanto è importante questa ripresa di campionato, la vetta è lì vicino e gli piace sognare. Perché non provarci allora, serviranno però tutte le armi migliori a disposizione. Secondo quanto riportato dal Corriere dello SportLotito insieme ad un fisico starebbe studiando un’app che possa appunto permettere ai tifosi di interagire come se fossero dentro lo stadio. Il dubbio principale che è sorto sarebbe quello in merito al ritardo, ci sarebbero qundi un paio di secondi di ritardo nella trasmissione del suono. L’effetto sarebbe peggiore del silenzio, sentire un applauso o un esultanza in ritardo rispetto al gol non sarebbe la stessa cosa. Lotito studia continuamente una soluzione, non intende fermarsi e soprattutto non vuole lasciare la sua squadra nel silenzio. Laziopress.it

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I furbetti della quarantena, quando lo stop del campionato conviene…

 

 

 

Corriere dello Sport – Giovedì circolava una brutta voce tanto in figc quanto in lega: due squadre di serie A starebbero coprendo delle positività in attesa di denunciarle al momento giusto e fermare il baraccone. Pochi l’hanno considerata attendibile, tuttavia nel Paese dei sospetti, dei lucignolo e dei dietrologi ogni refolo di vento trova sempre qualcuno disposto a gridare all’uragano. Ieri alla voce si è però aggiunta la vergognosa presa di posizione della legache ha votato 16 a 4 (contrario il Milan, astenute Roma, Lazio e Napoli) il no alle retrocessioninel caso in cui il campionato dovesse fermarsi per positività. 
 

Chi fin dal primo giorno si era mostrato, mai apertamente, contrario alla ripartenza è uscito finalmente allo scoperto, inducendo la maggioranza a rimediare una figura barbina («in B solo con la certezza matematica»); figura che risulterà addirittura ridicola lunedì, quando il consiglio federale metterà in netta minoranza la stessa lega rilanciando i playoff e i playout in caso di stop improvviso.

L’avevo scritto e lo confermo: nun ce vonno sta. Adesso tutti capiranno perché sempre giovedì, durante il comitato di presidenza, Gravina se ne era uscito con la risoluzione subito ribattezzata “chi sgarra paga”: prevede l’esclusione dal campionato per chi non si attiene scrupolosamente al protocollo. Neppure la federazione del Burundi – con tutto il rispetto per i burundesi – sarebbe in grado di introdurre una norma anti-furbetti e invece noi, i quattro volte campioni del mondo, ci ritroviamo costretti a ricorrervi per cercare di portare a termine il campionato nel modo più regolare.

Ma è davvero possibile che la quarantena obbligatoria, che Barbano ha giustamente definito «l’ultima trincea di un assedio burocratico-sanitario alla democrazia italiana» – e al calcio, aggiungo io – si trasformi in arma di distruzione del merito sportivo per chi non ha alcuna intenzione di uscire con le ossa rotte dalla stagione 19-20? Penso a come si stanno comportando i tedeschi, agli inglesi che avanzano a testa bassa nonostante qualche positività; penso agli spagnoli che non vedono l’ora di chiudere la Liga sul campo e ai francesi che continuano a tirarsi dei ceffoni per aver ceduto alle esigenze politico-economiche di Macron e Bollorè.

E poi penso a noi italiani, che dopo tre mesi di lotta per restituire dignità e futuro al campionato, navighiamo ancora tra timori d’ogni genere, minacce, trappoloni, sospetti, dispetti. La nostra storia è fatta di tanta gloria, di giornate di orgoglio, ma anche di momenti nerissimi, di scandali e vergogne planetarie. Il passato non ci insegna mai nulla.

Per fortuna siamo sostenuti anche nei drammi da una teatralità naturale che ci fa piangere da tenori, imprecare da guitti, accusare da comici. Mai disperati. Questa vicenda non finirà neppure a giochi in corso e stadi semi-aperti. I commedianti della bottega degli orrori troveranno sempre un argomento che gli dia lo spunto per contestare finché avranno un cortese interlocutore come Gravina, oggi tormentato per l’algoritmo, che se fosse ancora vivo Massimino, sai le battute…

So per certo che il presidente federale, sollecitato da Spadafora a esibire piani di emergenza in caso di fallimento del piano A per esplosione di positività, ha gentilmente risposto: «Piano B playoff e playout, piano C algoritmo o media ponderata». Interrotto da un «bene bene», Gravina s’è tenuto per sé il piano D: «Piano D un sacrosanto vaffanculo».