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Il ritorno del capitano, ma oltre alla quarantena salta anche gran parte del campionato

Salterà la quarantena e buona parte delle 12 partite che mancano alla fine del campionato. Torna a casa, Senad Lulic, che non ha ancora risolto i problemi alla caviglia. Era volato in Svizzera dalla famiglia, dopo l’operazione dello scorso febbraio per un’infezione al piede. Ha aspettato il 3 giugno per tornare sul suolo italiano, evitando l’isolamento obbligato previsto dall’ultimo Dpcm.

I compagni di squadra lo aspettano, lo hanno video-chiamato più volte e in una di queste call il bosniaco avrebbe raccontato di avvertire «ancora dolore». Domani a Formello, insieme a Proto (di ritorno da Belgio) e Moro della Primavera, verrà sottoposto ai tamponi per il Covid-19. Il messaggero

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Barbano (CorSport): “Il merito vince sui furbi. Marotta e Lotito votano allo stesso modo”

“Il merito vince sui furbi”. Alessandro Barbano, sulle pagine del Corriere dello Sport, analizza così la delibera arrivata ieri dal Consiglio Federale. “Il merito da sempre – si legge – smaschera i furbi. Così è stato ieri per il calcio. Che, deliberando in nome del merito sportivo, ha disarmato chi puntava a fermare il campionato per cristallizzare la classifica e trarne un vantaggio. Nessuno potrà approfittarne, perché, se la serie A non potesse concludersi, si giocheranno i playoff e i playout, per definire scudetto, promozioni, retrocessioni e qualificazioni nelle Coppe Europee, con il rischio di mettere in discussione ogni rendita di posizione. E se non fosse possibile neanche disputare un finale a eliminazione, il merito sportivo definirebbe allo stesso modo una classifica finale anche tra squadre che avessero giocato un numero di partite diverse. La media punti risolverebbe questa disparità. […] Da ieri la conclusione del campionato conviene a tutti, perché meno rischiosa del terno al lotto dei playoff e dei playout. Non a caso Lotito e Marotta hanno votato allo stesso modo in consiglio federale”.

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Idea Olimpico a posti ridotti per la prossima stagione, ma c’è il nodo afflusso-deflusso

Immaginate una fila interminabile di tifosi, a distanza di sicurezza e con le mascherine biancocelesti o giallorosse, una lunghissima cosa che parte da Piazzale Clodio o da Ponte Milvio per entrare in un Olimpico dove finalmente si può assistere a una partita di calcio. Non è una nuova sceneggiatura di “Un ritorno al futuro” e nemmeno un sogno impossibile ma solo la speranza di alcuni club per la prossima stagione, comprese Roma e Lazio: ridurre di un terzo la capienza totale dell’Olimpico (72.000 posti) e riavere, seppure parzialmente, il contributo della propria tifoseria nelle partite casalinghe. In Lega Calcio al momento è un problema marginale, non si conosce ancora la sorte dell’attuale serie A, ma intanto ci si prepara ad una convivenza forzata con il virus. E allora provate a chiudere gli occhi e a pensare a questo scenario autunnale quando si spera si cominciare la stagione 2020-2021Olimpico con 24 mila persone, disseminate in ogni settore, un seggiolino sì e due no. Sempre meglio di quanto accade in Corea del Sud dove, nel campionato appena cominciato, hanno messo bambole gonfiabili per far sembrare che ci fossero spettatori allo stadio. Non sarà facile, ma se ne comincia a parlare in tutta Italia, per ridurre le perdite al botteghino. Esempio, la Roma incassa 30 milioni a stagione, così almeno una decina potrebbero rientrare. Il nodo sarebbe l’ingresso e l’uscita dei tifosi che potranno vedere Dzeko ed Immobile dal vivo, ma tra steward, entrate scaglionate nei diversi settori e deflusso gestito con la massima cautela, il sogno può diventare realtà. Tutto superabile, con la volontà e la pazienza delle persone. Tutto meno una variabile che si chiama gol, peggio se all’ultimo minuto, tipo Caicedo a Cagliari al 97‘ nello scorso dicembre. Ecco, come si potrebbe trattenere i tifosi dell’abbracciare il vicino-lontano di posto? Impossibile, perchè il calcio non può fare a meno di quel momento di follia che accompagna sempre una rete della propria squadra. Alla faccia del maledetto virus. Il Tempo

 

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Infortunio per Strakosha: frattura da stress al quinto metatarso

Disposti a tutto, o quasi, pur di lottare ancora per lo scudetto. In realtà i mugugni ci sono, eccome, anche a Formello: i calciatori sono irritati dalla clausura anticipata con pasti self-service modalità aereo, da giornate intere rinchiusi da soli per un’ora d’allenamento. Anche se hanno dato il loro ok a Lotito in caso di ritiro indispensabile e obbligatorio. Rimane comunque tutto incerto perchè al presidente non vanno giù, come ad altri club, alcune disposizioni (per esempio quelle legate alle camere singole, non basterebbero per tutti in Foresteria) del protocollo. E così Acerbi, consigliere dell’Aic, ha annunciato a Tommasi che anche Lotito per lunedì – a queste condizioni di lavoro inaccettabili – è contrario. Un fronte comune delle varie componenti del calcio è indispensabile per far rivedere qualche scelta al Governo e ottenere delle modifiche dal Comitato tecnico scientifico. Nel frattempo la Lazio continua ad allenarsi con l’ottimismo di chi sa che riprenderà sicuramente il campionato. Ieri mattina, durante la seduta (poco più di un’ora di esercitazioni tecniche e lavoro atletico), fitto colloquio Tare-Inzaghi a bordo campo. C’era anche Peruzzi a visionare tutto: bisogna fare più attenzione, le partitelle 3 contro 3 sono finite sotto la lente d’ingrandimento.

INFORTUNIO

La novità è però un infortunio tenuto nascosto, che spiega il motivo per cui il preparatore dei portieri Grigioni stia aiutando solo Inzaghi in allenamento: Strakosha si trascina una frattura, forse da stress, al quinto metatarso. Meno male che c’è tempo, perchè altrimenti sarebbe quasi sguarnita oggi la porta della Lazio: rimane solo il terzo portiere Guerrieri, a meno che Proto non rientri dal Belgio completamente guarito al polso. Sono attesi anche Lukaku capitan Lulic e Djavan Anderson. Per oggi sono 22 i convocati per l’ultima seduta “individuale” prima della ripresa degli allenamenti di gruppo: in vista di dopodomani, oggi si sottoporranno a nuovi test ortopedici e anche ai tamponi necessari (da ripetere dopo 24 ore e una settimana) da protocollo. Per il ritiro immediato s’aspetta un rinsavimento del Governo.

Il Messaggero

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Non solo tamponi e quarantene collettive: il CTS preoccupato per le trasferte

Secondo quanto scrive Il Corriere dello Sport oggi in edicola, uno dei temi centrali e che più preoccupano il Cts sarebbe quello delle trasferte. Un tasto dolente, soprattutto quando si tratta di entrare ed uscire dalle regioni con più contagi. La stagione potrebbe ripartire per il week-end del 13-14 giugno e c'è tempo per vedere la situazione della cirva dei contagi. Dalla fine di questa settimana si vedranno le variazioni post lockdown e i dati condizioneranno le scelte future, anche quelle sul campionato.

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Tamponi e gestione nuovi Covid-19: ritiri e test sierologici per aggirare l’ostacolo

Come sottolinea il Corriere dello Sport, in via Allegri ogni dettaglio della ripartenza del campionato è valutato con grande attenzione e, appurato che lo scoglio della positività e delle due settimane di quarantena non solo per il contagiato ma anche per i contatti stretti è insuperabile, Gravina e i suoi uomini si stanno attrezzando per aggirare l'ostacolo. Le parole d'ordine sono ritiri (non maxi, ma… mini) e soprattutto test sierologici. 
Questione tamponi – Il problema della scarsa disponibilità di tamponi che è tanto d'attualità in questi giorni, secondo la Federcalcio, a breve non si porrà più. Sia perché, a dispetto delle differenti disposizioni normative delle varie regioni, le squadre si stanno organizzando (13 club li hanno già fatti) sia perché la situazione è destinata a migliorare. I prossimi test molecolari obbligatori per tutti i componenti del gruppo squadra sono in programma 48 ore prima del ritiro, diciamo sabato 16 (saranno ripetuti almeno dopo 24 ore), e poi, stando all'attuale protocollo dalla Fmsi, andranno effettuati ogni 4 giorni per avere la certezza di tenere il gruppo "negativizzato". E' chiaro che di tamponi ne serviranno diversi. Quanti? Per le prime due settimane di ritiro ne vengono stimati tra i 5.000 e i 6.000 per tutta la Serie A. 
Test e ritiro – Nei piani di Gravina e dei suoi collaboratori però non si andrà avanti fino a inizio agosto con questi numeri. E non ci sarà neppure bisogno di protrarre il ritiro oltre le due settimane, diciamo oltre il 31 maggio. Perché? Il presidente della Figc ritiene che la curva dei contagi scenderà e soprattutto è fiducioso che una bella mano la daranno i test sierologici. Utilizzando i test sierologici per far entrare i calciatori nei centri di allenamento, è la convinzione della Figc, si può evitare di farli dormire in un ritiro blindato. Tuttomercatoweb.com

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Serie A, possibile ripresa il 24 maggio: attesa per il Dpcm

Spiragli di luce in merito alla ripresa della Serie A. Secondo l'edizione odierna de Il Messaggero, l'ipotesi di una ripresa dei lavori – nei centri sportivi – fra il 15 e il 18 aprile comincia ad essere più concreta. Questo porterebbe la massima serie ad un nuovo inizio, probabilmente domenica 24 maggio. Molto probabilmente sarà una ripresa a porte chiuse. Fondamentale intanto, capire le nuove direttive del Dpcm, che dovrebbe essere svelato fra poche ore. 

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George Clooney punta all’acquisto del Malaga: svolta per il caso Jony?

Nella telenovela Lazio-Jony-Malaga spunta George Clooney. Lui, la star di Hollywood. Può entrare a far parte della vicenda di mercato esplosa in estate. Clooney, prima dell’emergenza coronavirus, era in ballo per acquistare il Malaga dallo sceicco Al Thani, cugino del boss del Paris Saint-Germain. Se subentrerà erediterà la diatriba che s’è aperta dopo l’arrivo di Jony a Roma. Il giocatore spagnolo si svincolò unilateralmente per giusta causa: nel suo contratto c’era una clausola rescissoria, gli permetteva di trasferirsi in un club di massima serie nel caso in cui il Malaga fosse rimasto nella serie B spagnola (cosa che è accaduta a giugno). Gli spagnoli, secondo alcune ricostruzioni, prima avrebbero detto sì al passaggio del giocatore, poi si sarebbero opposti. Jony a quel punto ha strappato l’accordo. Il Malaga si è rivolto alla Fifa per chiedere un giudizio, la causa è in corso. La Lazio ha provato più volte a trovare un accordo per chiudere il contenzioso, il Malaga non ha mai accettato indennizzi (ritenuti bassi) e contropartite tecniche (Minala). L’arrivo di Clooney al Malaga potrebbe aprire nuovi scenari, ci sarebbe un punto di contatto diverso, si potrebbe provare a riparlarne per trovare un’intesa e transare. La Lazio e Jony hanno ottenuto un transfer provvisorio a fine agosto, permette al club di utilizzare il giocatore e allo stesso di giocare. Se il caso rimarrà oggetto di contenzioso alla Fifa, saranno i giudici a stabilire se Jony era nelle condizioni di liberarsi o se al Malaga andrà riconosciuto un risarcimento danni. Se ne saprà di più in futuro, quando l’emergenza lo consentirà. Certe cause sono lunghe, oggi ancora di più. Per tornare a Clooney si sa che è stato chiamato da Antonio Banderas, altra star, originario di Malaga nonché residente. Clooney è socio della Shed Media Group, è una casa cinematografica che ha prodotto la serie tv Brigada Costa del Sol, successo diffuso sulla piattaforma Netflix, è ambientata a Malaga. Al Thani avrebbe sparato grosso chiedendo 100 milioni per il club, non può far altro che abbassare le pretese, è in crisi finanziaria. Si vedrà. Corrieredellosport.it

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Le big d’Europa su Inzaghi: Lotito deve blindarlo

La stagione dei record della Lazio di Simone Inzaghi non è certo passata inosservata. L’edizione odierna de Il Messaggero riporta l’interesse dei grandi club eurperi per il tecnico biancoceleste. Manchester United, Arsenal, PSG e Barcellona stanno monitorando la crescita esponenziale di Inzaghi e potrebbero tentarlo in estate. Il vincolo con la Lazio scade a giugno 2021, un termine breve che Lotito conta di cambiare prima possibile. Inzaghi è il suo fuglioccio e il presidente conta di trovare un nuovo accordo, anche economico, per continuare sulla falsa riga degli ultimi anni.

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Ripresa allenamenti, Lotito pensa al ritiro: ipotesi Norcia

Aspettando novità, Lotito non molla e si organizza. Inizialmente previsto una serie di sedute alternate per i giocatori, divisi in gruppi, a Formello. Adesso, invece, sta riflettendo sull’ipotesi del ritiro. Pochi fisioterapisti e appena un medico al seguito della squadra, che ancora una volta potrebbe viaggiare verso l’Umbria, destinazione Norcia. Tutti verrebbero sottoposti al tampone per il Coronavirus prima della partenza, poi si chiuderebbero in una sorta di “quarantena”. Nel pomeriggio (ore 16) è prevista anche un call con l'Aic. Si parlerà del taglio degli stipendi. Inevitabile per cercare di arginare l'emorragia del nostro calcio. Secondo un rapporto di Deloitte la perdita oscillerebbe dai 200 ai 600 milioni (in caso di blocco del campionato). Si parlerà infine del calendario e delle coppe europee. Tiene banco la questione degli slot esclusivi che decadono sui cui qualche presidente ha chiesto chiarezza. La Uefa spinge per finire Champions ed Europa League. La Serie A per finire il campionato.
IlMessaggero