Categorie
RASSEGNA STAMPA

Coronavirus, il 30 Giugno la data incubo per contratti e mercato

C’è una data che ora tutti, nel mondo del calcio, guardano con un misto di apprensione e dubbio: il 30 giugno. Una data che diventa improvvisamente la dead-line clamorosa alla luce dei ritardi innescati dall’emergenza Coronavirus. Una data che la FIGC vorrebbe rispettare, anche a costo di sintetizzare la stagione con i playoff e i playout, ma che non tiene conto delle “date europee” e della possibilità che aprile scivoli via senza potere essere utilizzato neppure per allenarsi. Meglio, dunque, cominciare a lavorare sull’ipotesi di dover spostare le date di scadenza degli adempimenti e dei contratti dei calciatori. Nel consiglio federale del 10 Marzo, intanto, si è già deciso il differimento delle scadenze per l’iscrizione ai campionati della stagione sportiva in corso dal 22 al 30 giugno. La FIGC ha deciso che per gli emolumenti netti di gennaio e febbraio 2020 viene confermata la scadenza del pagamento entro il 16 marzo. Ma per le ritenute Irpef, i contributi Inps delle mensilità di gennaio e febbraio 2020 viene spostata la scadenza di un mese al 16 aprile. Molto complessa anche la questione legata alla proroga dei contratti dei calciatori che richiederà una normativa internazionale. Se si dovesse andare oltre il 30 giugno – molto più che una semplice ipotesi di lavoro, ormai, soprattutto tenendo conto delle esigenze delle Coppe europee – bisognerà che le Leghe, il Sindacato calciatori e la Federazione (che determina le norme sui tesseramenti) trovino un accordo per una estensione temporanea dei contratti ratificata poi dall’UEFA. Gli orizzonti cambierebbero nel caso in cui si prospettasse la mancata conclusione della stagione. Iclub prenderebbero in esame un taglio degli emolumenti dei calciatori per attutire i danni dai mancati introiti. Il contratto collettivo firmato nel 2017, infatti, stabilisce che le franchigie possono trattenere circa l’1% dello stipendio in conseguenza di una causa di forza maggiore. Nel contratto collettivo dei calciatori, però, questa causa non esiste e dunque si dovrebbe passare attraverso un accordo con l’AIC.

CALCIOMERCATO

I riscatti e i controriscatti dei giocatori in prestiti che dovrebbero essere esercitati entro il 30 giugno. Una scadenza evidentemente impossibile da rispettare e non solo a livello Nazionale. Pensiamo, per esempio, alla situazione di Mauro Icardi che è in prestito dall’Inter al Psg con un riscatto fissato a 70 milioni per i parigini, non esattamente una “cifretta”. Ecco, ma cosa succederebbe nel caso in cui il Psg andasse avanti in Champions e dovesse giocare gli ultimi turni e la finale a luglio? Impossibile pensare che debba prima decidere se riscattare o meno il centravanti. E’ evidente, insomma, che anche in questo caso la FIFA e l’UEFA dovranno coordinare una nuova calendarizzazione anche delle date del calciomercato. E dovranno farlo il prima possibile.

Tuttosport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lotito si dissocia dalle parole di Diaconale

Lotito prende le distanze dal portavoce Diaconale. Come riporta l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport, il presidente della Lazio nella serata di ieri ha chiarito che Arturo Diaconale “ha parlato a nome suo”. Il riferimento, ovviamente, è al ‘Taccuino biancoceleste’, rubrica curata dallo stesso Diaconale tramite la sua pagina Facebook.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Anche la Lazio su Jonathan David, attaccante classe 2000 del Gent

Jonathan David è l’ultimo nome accostato alla Lazio. Attaccante esterno del Gent, canadese, ha attirato su di se le attenzioni di Inter ed Arsenal nell’ultimo periodo. Secondo quanto riporta l’edizione odierna de ‘Il Messaggero’, anche la Lazio sarebbe interessata al classe 2000. Dal Belgio assicurano di aver avvistato alcuni scout biancocelesti inviati per osservare il giocatore.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Juve e Lazio, parte la volata a due

Ecco cos’è il calcio, anche a porte chiuse e con mezza Italia in quarantena, angosciata dal Covid-19: il gol di Dybala, splendido, geniale, emozionante, doppio tocco per il controllo ed esterno sinistro che sembra più una carezza al pallone che un tiro in porta. Finalmente, per qualche ora siamo tornati a divertirci e a sognare che si possa ancora giocare ed assistere a una delle volate più appassionanti degli ultimi venti anni. Juve in testa al campionato e sorpasso sulla Lazio firmato da Ramsey e Paulo, Inter praticamente fuori dai giochi anche se dovrà recuperare la partita contro la Samp. Il distacco e l’ansia da rimonta non favoriranno certo la squadra nerazzurra, che dopo aver perso all’Olimpico contro Inzaghi ha ceduto anche allo Stadium contro Sarri: la resa di Conte, dopo una lunga attesa per il dentro o fuori di Torino e un mercato di lusso.

La Juve ha imposto la sua legge trasformando la grande vittoria contro l’Inter proprio nella sfida alla Lazio, da cui è stata battuta già due volte: in campionato e in Supercoppa. Totale il successo di Sarri, che non ha avuto paura di stravolgere spartito e squadra, escludendo Pjanic e Dybala (decisivo al suo ingresso) e puntando su Bentancur, Ramsey, Higuain e Douglas Costa, con Cuadrado riportato nel quartetto difensivo. Una Juve d’assalto, in grado di comandare la partita e il possesso palla: il tecnico bianconero ha giocato solo per vincere, preparando anche la mossa successiva a quelle che avevano già sorpreso l’Inter. Dybala a completare il tridente nonostante l’1-0 del gallese: scelta offensiva per schiacciare i rivali, batterli, dominarli. E, infatti, subito dopo il primo gol ecco la perla del fuoriclasse argentino, una delle prodezze più belle della sua carriera, simbolo di una notte che ci ha riconciliato con il calcio: speriamo che il campionato, pur con tutte le norme di sicurezza stabilite dall’ultimo decreto legge, vada avanti per vivere un duello (con la Lazio) che si preannuncia spettacolare ed emozionante.

Conte ha perso una grande occasione, quella di osare, che non è proprio la sua dote migliore. Allo Stadium senza Eriksen, talento da cento milioni ancora sbattuto in panchina, e Inter preparata solo alla fase dell’attesa e non a quella dell’offesa. Eppure, dopo la sconfitta dell’Olimpico, era costretta a vincere e non ha fatto nulla, ma proprio nulla, per battere Sarri a Ronaldo. Anzi, dopo il gol di Ramsey l’Inter si è proprio arresa nonostante Conte, a gennaio, dopo le accuse alla società, avesse avuto Moses, Young e, appunto, Eriksen. Il risultato? Due sconfitte, contro Lazio e Juve, nette e indiscutibili. La sensazione è che da oggi lo scudetto diventi un affare tra Sarri e Inzaghi: naturalmente se ci saranno, come ieri, le condizioni per andare avanti. Corrieredellosport.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lo Scudetto della paura: domani il consiglio federale

Pensiero stupendo interrotto. Peccato siano completi soltanto i due terzi della Serie A in corso. Non si può esultare a questo punto, non c'è alcuna certezza del futuro. E' incredibile come potrebbe essere spezzato un altro sogno, coltivato con orgoglio. La Lazio ha disputato sinora la miglior stagione del suo ultimo ventennio, a sorpresa è salita in alto, dal 25 settembre non ha mai più perso. S'è insomma conquistata tutto con merito, con un filotto di risultati utili (21, 17 vittorie) strepitoso. Inzaghi ha fatto volare i suoi e ha macinato ogni record. Ha stritolato avversari e battuto Inter e Juve (3 volte su 4) fra Supercoppa e campionato. Contro i bianconeri ci sarebbe ancora lo scontro di ritorno, insieme alla prossima sfida all'Atalanta sarebbe il match più impegnativo del rimanente calendario. Ma questo condizionale rischia di non avere alcun riscontro positivo. Già il posticipo dell'Atleti Azzurri è di nuovo in dubbio. E non è il solo. Niente campo neutro con un'Italia sempre più cerchiata di rosso. Ora il caos è totale, regna il panico pure nell'ambiente biancoceleste. I tifosi sono furiosi per come è stata gestita la situazione. C'è chi parla di congiure, chi se la prende con il presidente dell'Aic Tommasi e formula alla luce del suo passato giallorosso teorie complottiste. Chi si rende invece semplicemente conto di quanto l'emergenza Coronavirus sia grave e quindi anche il circo del pallone ingestibile. Il campionato italiano è appeso a un filo sottile, si sta rompendo col passare delle ore. C'è chi sostiene che i calciatori debbano continuare a scendere in campo come qualsiasi altro lavoratore, anche perché loro preservati dalle massime cautele. Pure a Formello però divampano le paure: Inzaghi e i suoi ragazzi sono spaventati dalla prossima trasferta di Bergamo alla luce delle ultime misure. E' saltato il ritiro a Grassobbio, molti non vogliono proprio né partire né giocare. Alcuni stranieri biancocelesti hanno addirittura rimandato nei loro paesi le mogli per prevenzione. 

SPAESAMENTOPure il recupero del 15 marzo torna in discussione. E' dietro l'angolo l'immediata interruzione della Serie A con l'impossibilità di trovare entro maggio altre date per farla poi terminare. Mancano ancora 12 giornate e nelle menti dei laziali torna un terribile precedente. Da anni è ripartita la battaglia per la coccarda (la Figc tergiversa) del 1915, ma allora il campionato venne chiuso per la guerra quando mancava solo la finalissima col Genoa (campione del Nord) al termine. Dunque in tanti ora vanno già oltre, si chiedono quali saranno i criteri di retrocessione, dei posti europei, ma soprattutto il principio d'assegnazione dello scudetto dopo questa strepitosa stagione biancoceleste. Lotito è pronto a far valere le proprie ragioni nel prossimo urgente consiglio federale, bisognerà per forza parlarne e decidere. Sarà peggio dell'ultima settimana trovare una soluzione. C'era già stata una guerra totale fra i presidenti per cucire un'intesa sulla gestione dei recuperi e delle gare a porte chiuse, figuriamoci cosa si scatenerà con gli interessi di prestigio ed economici legati al discorso tricolore. E' vero che viene prima la salute delle persone, ma i loro sogni non si possono certo uccidere. Il Messaggero

 

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Nuovo sponsor in arrivo: nuovo logo sulla manica già a Bergamo?

La Lazio ha chiuso con un nuovo sponsor. Come riporta l’edizione odierna de ‘Il Messaggero’, Lotito ha trovato l’accordo con una società nel ramo dei trasporti, che per i prossimi due anni e mezzo sarà presente sulla maglia biancoceleste. L’ufficialità è prevista a breve, il logo dell’azienda sarà posto sulla manica della divisa.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Inzaghi tra rinnovo e premio scudetto: Lotito è pronto a blindarlo

Vola con la sua Lazio, Simone Inzaghi. Ma soprattutto il tecnico convince per la sua idea di calcio, il suo modulo, la sua grinta e voglia. Ecco che alcuni top club europei hanno messo gli occhi su di lui. L’Equipe in Francia, qualche settimana fa, lo aveva accostato alla panchina del Paris Saint-Germain al posto di Tuchel. Non solo: c’è anche l’interesse del Barcellonarisalente al mese scorso. Simone però, pensa solo e soltanto ad allenare la Lazio, la sua squadra da oltre 20 anni.

Simone Inzaghi ha rinnovato il suo contratto con il club biancoceleste l’ultima volta nel 2019, portando la scadenza dal 2020 al 2021. Lotito e Tare lo spinsero ad inserire un premio scudetto. Ora quel bonus può diventare realtà: vale 500mila euro, una bella cifra che va a sommarsi ai 2milioni di euro di ingaggio. Poi a maggio si discuterà di un nuovo contratto. Con o senza scudetto, l’incontro ci sarà per forza. Con un grande cambiamento rispetto ad un anno fa: il potere contrattuale di Inzaghi è cambiato. Per blindarlo servirà un importante investimento economico.I suoi colleghi vicini in classifica guadagnano molto di più: Conte 11 milioni e Sarri 7,5.

L’allenatore si sente parte di una famiglia laziale. L'amore per questi colori lo ha passato al figlio Lorenzo, che all’Olimpico alla fine di ogni partita va con il pallone a segnare sotto la Curva Nord. La moglie Gaia ad agosto gli regalerà un altro figlio. La sua famiglia diventerà un buon motivo per rimanere a Roma e rinnovare il contratto. A fine campionato festeggerà pure il sorpasso su Dino Zoff stabilendo il nuovo primato di panchine laziali, ben 203. Sarà il giusto motivo per brindare con la società ed iniziare a parlare davvero di rinnovo. 
corrieredellosport.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Immobile d’oro: il bonus gol alza il monte ingaggi della Lazio

Immobile Re Mida, i suoi gol diventano oro, in tutti i sensi. Ciro infatti, ha già raggiunto i 30 gol stagionali (27 in Serie A, 2 in Europa League e uno in Coppa Italia). L’accordo per il bonus individuale, secondo il Corriere dello Sport, parla di 100.000 euro ogni 10 reti messe a segno. Il triplice bonus però, diventerà parte fissa dell’ingaggio dell’attaccante dalla prossima stagione. Vale a dire che Immobile percepirà 3,8 milioni il prossimo anno e fino al 2023. Ciro alzerà dunque ancora di qualche tacca il monte ingaggi della Lazio, ma Lotito può sorridere e godersi il bomber numero uno del nostro paese.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Patric ritrovato, il padre: “Ha sempre lottato per il suo sogno, ma rimanendo se stesso”

Patric è fra le novità più positive della stagione della Lazio. Il giocatore spagnolo è entrato definitivamente nelle rotazioni di Inzaghi, tanto da guadagnarsi un posto di semi-titolare. Ha giocato spesso, in Europa League ed anche in Serie A. Finora ha giocato 15 partite (di cui solo 3 da subentrante) in stagione. E’ un centrale-destro in grado di dare una mano importante in fase di costruzione. Intervistato dal Corriere dello Sport, il padre Ambrosio Gabarron, ha sottolineato l’aspetto che lo rende in assoluto più orgoglioso del percorso calcistico del figlio: ”Ha combattuto per il suo sogno fin da bambino, rimanendo se stesso. Non è mai cambiato, è irrequieto e solare, desideroso di scoprire tutto ciò che lo circonda”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lazio, i cinque nomi sul taccuino di Tare

Due difensori, un esterno sinistro, un centrocampista e un attaccante. A grandi linee, è questo il piano di mercato del Ds Tare per la prossima estate. Andiamo per gradi. Il primo acquisto è Gonzalo Escalante, il centrocampista duttile che potrà ricoprire il ruolo di Leiva ed eventualmente di una delle due mezze ali. Sulla lista c’è anche Nacho Fernandez, centrale del Real Madrid in scadenz nel 2022. Anche lui giocatore duttile, spesso impiegato anche da terzino. Zidane non lo convoca da più di un mese, lo spagnolo verosimilmente lascerà la Casablanca a fine stagione. L’altro nome per la difesa (un centrale mancino per dar manforte a Radu) è ancora ben sigillato nel taccuino di Tare. Per l’attacco invece, tutti gli indizi portano ad un nuovo assalto per Olivier Giroud. Il francese sarà libero di accordarsi con qualsiasi club, visto che la scadenza del contratto è ormai alle porte. Lo sfizio finale potrebbe essere Memphis Depay. L’olandese (infortunato, i suoi Europei sono a rischio) potrebbe liberarsi per una cifra inferiore rispetto al prezzo pieno di mercato qualora manifestasse chiaramente la voglia di non rinnovare il suo contratto (ad oggi in scadenza nel 2021).