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Lulic si cura in Svizzera: nuovo intervento alla caviglia

Il Capitano è in Svizzera, sta proseguendo a piccole tappe il suo protocollo di recupero. Il Corriere dello Sport, nell’edizione odierna, parla di un secondo intervento – in Svizzera appunto – per cercare di risolvere definitivamente il problema e l’infezione alla caviglia. Le terapie andranno avanti nei prossimi giorni. Lulic è fermo da più di un mese, Inzaghi spera di riaverlo almeno per il rush finale del campionato. Prima di una completa riatletizzazione, Lulic continuerà a curarsi in terra elvetica, con il benestare della Lazio.

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Simone e Pippo Inzaghi, due cuori di mamma Marina: «Stavolta festeggiamo tutti»

A San Nicolò Piacentino, 6500 abitanti, verso Voghera, la villa degli Inzaghi è come un museo, ha gigantografie con centinaia di articoli di giornali messi in quadro da papà Giancarlo. Campeggiano le imprese di superPippo e di superSimone, come nei fumetti, da quando giocavano nella Juventus e nel Piacenza. È un lunedì unico nella frazione di Rottofreno. Mamma Marina compie gli anni da doppia capolista solitaria. «È stata una sequenza di visite di i amici, di messaggi e di telefonate», rivela questa signora bionda dai lunghi capelli, che ha un appeal televisivo. «In realtà sono molto schiva. Accettai di andare in tv solo una volta, a Bologna, quando Pippo era a Torino». Ora, preferisce ricordare e sognare. «Vorrei che finisse come nel 2000, con lo scudetto della Lazio. Allora, però, eravamo anche dispiaciuti per Pippo, che lo perse con la Juve». 
Gli Inzaghi sbocciarono qui, a 6 chilometri dallo stadio Garilli. «Filippo andò a Leffe, nella Bergamasca in serie C, Simone fece un giro del nord, con 6 squadre prima di arrivare nella Lazio nel 99», sottolinea papà Giancarlo, 62 anni, ex rappresentante della Zucchi Bassetti, il tessile che era stato comprato da Buffon, quando lui però era già in pensione. «Da 5 anni si è trasferito ai Parioli e lì sta bene. Pippo, invece, continua a vivere a Milano, in corso Magenta». Tra poco, sia papà Giancarlo che mamma Marina diventeranno nonni per la terza volta, grazie a Simone. «Quando tornato a casa entrambi e si fermano a dormire, si sistemano ognuno nel proprio piano. Noi siamo i custodi dei loro alloggi – dice mamma Marina -. Noi, invece, andiamo a trovarli nei ritiri: mio marito è stato tre giorni ad Auronzo di Cadore, per Simone, poi insieme una settimana a Moena per Pippo e il Benevento». È impegnativo essere genitori d’arte, mamma lasciò la ragioneria in comune, con la nascita di Simone. «Hanno ancora la nonna paterna, Maria, di 91 anni». Il procuratore di entrambi, Tullio Tinti, si affacciò quando Pippo aveva 16 anni e giocava negli allievi del Piacenza. «Volle una bella borsa da calcio, per ben figurare. Tanti si presentarono, sono rimasti fedeli a lui e tuttora lo consultano». Marina è sorpresa per la doppia performance. «Non pensavo che la professione di allenatore diventasse così importante per entrambi, neanche speravo di vederli ai vertici. Al Milan Pippo, con una squadra non tanto forte, qualcuno tirò fuori l’etichetta di fallimento e mi dà molto fastidio». 
Nel dicembre del 2018, a Bologna, li ha visti per la prima volta insieme a bordo campo. «Quello fu il nostro derby». Per il resto, invece, Marina e Giancarlo seguono le partite da casa. «Mio marito in soggiorno, io in camera, da soli, perché nessuno può capire le emozioni dei genitori».
Se Simone è cresciuto all’ombra del fratello maggiore, supercannoniere, in panchina i rusoli si sono rovesciati. A 43 anni, il laziale è il tecnico più giovane, fra le squadre di vertice dei campionati principali. «Per scaramanzia non pronunciamo mai la parola scudetto», rivela mamma Marina. Ilmessaggero.it

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Luis Alberto, passi avanti per il rinnovo. Intanto lo spagnolo vola a Barcellona da uno specialista…

Passi avanti per il rinnovo di Luis Alberto. Lo spagnolo è in questo momento a Barcellona, per curare qualche acciacco muscolare con uno specialista fra i più gettonati d'Europa. Luis è diventato un punto fermo della Lazio e la società vuole premiare i suoi miglioramenti. Nelle ultime settimane, secondo ‘il Messaggero’ Lotito, Tare e l’entourage del giocatore avrebbero trovato un accordo di massima per l’ingaggio. Il più è fatto, ora manca la definizione degli ultimi dettagli e dei bonus per arrivare alla firma.

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La rivincita delle riserve: Marusic e Cataldi firmano il ‘sacco’ di Genova

A un passo dalla Juve, Inzaghi continua la sua corsa verso un sogno che diventa sempre più bello, proprio come la Lazio. Tanto da suscitare anche i complimenti di uno juventino doc come Giampiero Mughini, affascinato dal talento dei biancocelesti e dall’esibizione di Genova, che ha confermato tutte le potenzialità della squadra nella corsa verso lo scudetto dopo il sorpasso all’Inter. Il ventesimo risultato utile consecutivo, 16 vittorie e 4 pareggi, è arrivato dopo una battaglia così intensa che aumenterà l’autostima di un gruppo mai così legato e unito verso un obiettivo che non gli apparteneva fino a qualche mese fa. Un gruppo dove hanno alzato la testa anche le “riserve”, cioè quei giocatori che non sempre venivano considerati da corsa: Inzaghi, soprattutto dopo lo stop improvviso di Acerbi, ha sfruttato la panchina chiedendo aiuto a Patric, a Vavro (bravissimo nella sua posizione naturale: centrale della difesa a tre), a Marusic (in gol dopo meno di due minuti), a Jony, a Cataldi (sua la punizione decisiva) e, aggiungiamo, a Caicedo che però consideriamo il dodicesimo uomo biancoceleste, forse più titolare del Correa di ieri. Se la Lazio è stata in apprensione fino all’ultimo secondo, infatti, è proprio perché l’argentino ha sprecato per due volte, a tu per tu con Perin, il gol della sicurezza.

Fatto sta che nonostante tanti cambiamenti, Inzaghi è riuscito a non snaturare la sua squadra, che ha mantenuto il consueto atteggiamento offensivo: più volte i biancocelesti, grazie a un Luis Alberto fantastico, sono arrivati nell’area del Genoa con quattro, cinque passaggi dando l’impressione di essere un’orchestra collaudatissima, in grado di sfi dare anche la Juve e l’Inter, che pur si erano attrezzate spendendo centinaia di milioni sul mercato. In più, la Lazio manterrà il vantaggio di non avere impegni di Coppa, a differenza di Sarri e Conte, che dovrà anche aff rontare le difficoltà causate dal rinvio della sfida contro la Samp. Sulla vittoria di Genova, naturalmente, c’è stato il timbro di Immobile, al ventisettesimo gol in campionato: Ciro sta volando verso il record di Higuain (36) e da ieri è l’unico, insieme con Angelillo, ad aver raggiunto quel tetto già alla venticinquesima giornata. Una cavalcata fatto anche di coraggio e di amore per una maglia che onora dal primo all’ultimo minuto, a prescindere dai gol: nella sua testa viene sempre prima la Lazio degli interessi personali. Come Immobile non c’è nessuno. corrieredellosport.it

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In medio stat virtus

ROMA Da uomo scudo a uomo scudetto, nemmeno Leiva lo avrebbe mai detto: «Sono qui da tre anni, non pensavo onestamente che avremmo lottato per il titolo in così breve tempo, ma ho aiutato il Liverpool ad arrivare dove è adesso, voglio fare a Roma lo stesso». Chissà se Klopp si sia mai pentito di averlo scaricato, di sicuro ora fa il tifo per lui e per la Lazio. Da tutti riconosciuta come la squadra italiana (e non solo) più forte a centrocampo. La prima verità sta nel mezzo, Leiva è il segreto dell'equilibrio, il quarto difensore aggiunto della migliore retroguardia (21 gol subiti del campionato). E' il leader esperto che mura ogni avversario e poi tranquillizza tutti col solo sguardo. E' sua eccellenza che si sistema il ciuffo e poi ringhia ai nemici come uno scugnizzo. Guai a puntare la porta o a sfiorare un suo compagno, il buon Lucas si trasforma in randagio. Così chi diventa suo amico non smette a vita di ringraziarlo. Lui invece, a 33 anni, s'inchina al club che lo ha rilanciato e ringiovanito, con un sogno da realizzare 20 anni dopo: «La Lazio del 2000 è l'esempio da seguire, vogliamo ripetere quell'impresa per il tricolore. Anche se Inzaghi mi racconta che il contesto romano era ricco e totalmente diverso. A proposito, la gente per strada mi dice che il mio modo di giocare somiglia a quello di Almeyda quell'anno».

PARAGONIIl ritorno a quel passato glorioso non sembra più un miraggio. E allora non sarà nemmeno un caso se qualcuno paragona Luis Alberto a Veron o Mancini, lo stesso Milinkovic a Stankovic. In realtà, le caratteristiche sono diverse, ma parliamo comunque di centrocampisti dal talento superiore, a prescindere dal risultato finale. La continua similitudine fa capire però come molti comincino a credere a una Lazio tricolore. Non saranno pure all'altezza dei titolari le riserve, Inter e Juve avranno anche una rosa complessivamente superiore, ma devono fare i conti con le Coppe. Inzaghi invece può studiare in un'intera settimana le sfide, gestire al massimo infortuni, energie e squalifiche. Domenica si è già vista la differenza di preparazione, a livello tattico Simone ha incastrato allo specchio (3-5-2) Conte e nascosto a sinistra (Jony) l'unico suo limite.

REPERTORIOL'ex Antonio Nazionale era convinto che, bloccando Luis Alberto, s'arrestasse il gioco biancoceleste. In effetti, una volta era così il copione, ma Inzaghi ha preso altre misure. Ora può pure arretrare il genio spagnolo e rialzare Milinkovic in versione giocoliere. Dopo più di un anno passato sopratutto a combattere e sgomitare, Sergej ricorda ancora benissimo come tirare e dribblare. Lo ha dimostrato contro l'Inter e da giorni continua a sfoggiarlo spocchioso sui social, persino nelle scommesse di traverse colpite. Pretende 150mila mi piace, ma state sicuri che poi resterà umile. La Lazio a centrocampo ha tutto per vincere: fantasia, fisicità, qualità, 

Il Messaggero

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La spinta dei 5.000: i laziali invadono Marassi

Quando l'offerta è troppo bassa rispetto alla richiesta, bisogna correre ai ripari. Il Genoa ha acconsentito alla vendita in altri settori per i tifosi biancocelesti intenzionati ad assistere al match di Marassi domenica. Oltre al settore ospiti (esaurito, circa 2.000 tagliandi) è possibile acquistare i biglietti anche in altri settori, come la Gradinata Sud. Prezzi compresi fra i 20 e i 100 euro. Difficile al momento avere un dato certo dei tifosi laziali presenti, ma vista l'enorme richiesta fin dall'inizo della vendita, il Corriere dello Sport parla addirittura di circa 5.000 cuori biancocelesti al seguito della Lazio, sparsi nei settori del Luigi Ferraris.

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La moviola: manca il rosso a de Vrij, ma Rocchi è da 6,5

La consueta moviola de Il Corriere dello Sport premia l'arbitraggio di Rocchi in Lazio-Inter. Unica macchia “Il rosso per fallo in chiara occasione da gol a De Vrij, che spinge Immobile, non in maniera clamorosa (l’attaccante calciando colpisce anche la gamba destra del nerazzurro) ma tanto basta. Unica spiegazione: il mancato, pieno possesso del pallone. L’aggravante: Padelli è totalmente fuori dalla porta”. Scrive il quotidiano, l'arbitro di Firenze promosso con un 6,5 in pagella.

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Lazio-Inter, mezzo scudetto: quale migliore opportunità per una grande rivincita?

Inzaghi stasera all’Olimpico può irrompere sulla scena e sparigliare il duello. Lazio-Inter vale mezzo scudetto e il ruolo di antagonista principale della Juve, campione in carica da otto anni e non più invulnerabile, ma destinata ad allungare il passo almeno nei prossimi 180 minuti, favorita dal calendario. Inzaghi e la sua banda di pirati vivono dentro una magìa, qualcosa di inatteso e non calcolato. Niente ossessioni. La Champions è un obbligo. Lo scudetto modello Leicester può diventare una meravigliosa opportunità, costruita con il sudore, il talento e un lavoro lungo quattro anni.

PERCORSO 

Se le motivazioni fanno la differenza, Simone avrà ricordato ai suoi giocatori come persero il quarto posto, il 20 maggio 2018, proprio di fronte all’Inter e in circostanze irripetibili. E’ l’occasione giusta per la rivincita con gli interessi. ImmobileLuis Alberto e Milinkovic attendono l'ex De Vrijalla resa dei conti e nello stesso stadio dove si consumò il sorpasso nerazzurro nell'ultimo quarto d’ora del campionato. E’ anche significativo che intorno ad Acerbi, il suo sostituto, Inzaghi abbia costruito la miglior difesa della Serie A: 20 gol incassati in 23 giornate, primato appena raggiunto, a testimonianza di come la crescita di una squadra passi attraverso il lavoro sul campo e non solo dal mercato. Luiz FelipeRadu e Patric, davanti a Strakosha, sono gli interpreti che hanno permesso alla Lazio di incassare gli stessi gol dei colossi SkriniarDe VrijGodinHandanovic, fuori per infortunio e rimpiazzato da Padelli. Stasera dovranno provare a fermare Lautaro Martinez e Romelu Lukaku, miglior marcatore del campionato fuori casa.

NUMERI 

Inzaghi può contare sulla cattiveria e il senso del gol di Immobile, capocannoniere della Serie A e in corsa per la Scarpa d’Oro. L’Inter non è mai stata piegata in trasferta dall'inizio del campionato (9 vittorie e 2 pareggi) e non perde da 16 partite, l’unico ko a San Siro con la Juve. L’ultima sconfitta della Lazio, invece, risale al 25 settembre e proprio con i nerazzurri. Da allora Inzaghi ha infilato 14 successi e 4 pareggi per un totale di 46 punti, +5 rispetto alla Juve (41) e +7 sull'Inter (39) nello stesso arco temporale. La Lazio, con certi numeri, senza trascurare la qualità del gioco e del centrocampo più forte d’Italia, dopo aver battuto due volte la Juve non può più essere considerata un’intrusa. Resta l’esame Inter. Oggi, in un eventuale arrivo ex aequo in testa alla classifica, sarebbe prima in base alla classifica avulsa ricavata dai confronti diretti.

TATTICA 

Conte giocherà a ripartire. Inzaghi non aspetterà, cercando di dominare e tagliare i rifornimenti a Lukaku e Lautaro. Dentro una partita in cui conteranno pressing e fisicità, un’altra chiave per lo scudetto sarà legata al mercato invernale. L’interventismo di Conte ha portato Young e Moses, due nuovi esterni per il 3-5-2, ma non Vidal. L’Inter ha investito su Eriksen, più complicato da inserire nel modulo. L’attendismo di Tare non ha prodotto rinforzi sulla fascia sinistra. La Lazio non rinnega le scelte, ma concede tempo: le chances scudetto passeranno anche dalla crescita di Jony, titolare all'improvviso. Lulic si è fatto male sul più bello. Non calcolare la crudeltà del calcio, a certi livelli, può essere un rischio.

Corriere dello Sport

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Lulic e Parolo, Lazio a vita: ecco i rinnovi

L'operazione alla caviglia è andata a buon fine, Senad Lulic inizierà adesso un periodo di riposo prima di tornare a lavorare a Formello. Secondo quanto riportato dall'edizione odierna de Il Corriere dello Sport, il bosniaco avrebbe già firmato il suo rinnovo di contratto. Un'altra stagione a 1,5 milioni, per chiudere praticamente la carriera alla Lazio. Non solo Lulic, anche Parolo – secondo il quotidiano – avrebbe rinnovato il suo accordo con la Lazio per un'altra stagione. Anche per lui la possibilità dunque di chiudere la carriera in biancoceleste.

 

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Premio Scudetto non ancora depositato: mentre per la Supercoppa…

Ad inizio stagione la Lazio ha stabilito un premio Scudetto, in accordo con i calciatori. Verso la fine del 2019, prima della Supercoppa di Riyad, le parti si sono aggiornate per stabilire un premio per l'eventuale vittoria contro la Juventus, ma – secondo il Corriere dello Sport – non si è affrontato un eventuale aumento economico del premio per il titolo di Serie A. Per la Supercoppa Italiana i giocatori della Lazio hanno intascato circa 20.000 euro a testa, per l'eventuale raggiungimento dello Scudetto il premio in denaro potrebbe essere decisamente più alto. Detto questo, nessuno starebbe spingendo per intavolare nel breve una trattativa con la società. Si procede a vista, quasi come se nessuno volesse affrontare il discorso.