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La pazza idea di Lotito tenuta nascosta a Tare

ROMA Un uomo solo al comando: Claudio Lotito. Presidente e pater familias. Olivier Giroud è una pazza idea tutta sua. E di nessun altro. Ma andiamo con ordine. Due settimane fa, quando l'Inter si era ormai defilata dall'affare, l'attaccante del Chelsea è stato proposto alla Lazio. «No grazie, non ci interessa» la risposta arrivata da Formello. Le vittorie in campionato, e il gap ridotto con la Juventus hanno cambiato le carte in tavola. Ecco allora che Lotito ha preso in mano la trattativa arrivando al punto di svolta. Ha fiutato l'affare e si è intestardito andando anche contro il suo ds che gli consigliava di lascia stare la trattativa. I due si sono anche scontrati a parole. Forte il timore dei Tare che nello spogliatoio si potessero creare grossi malumori. Ma non solo perché l'altra paura è quella di vedere il suo pupillo Correa in panchina. Il presidente è andato avanti. Da solo. In silenzio. Si è mosso sottotraccia lasciando all'oscuro anche i suoi collaboratori. Tanto che nei giorni scorsi a domanda precisa la risposta che arrivava era sempre la stessa: «Giroud non esiste. Sì, prendiamo anche Ronaldo». Esisteva eccome, invece, per Claudio Lotito. 

IL SEGNALE Gli interessi di Giroud sono curati in Italia da Vincenzo Morabito, Luca Antonini e Matteo Materazzi. Due laziali. Conoscono l'ambiente e soprattutto Inzaghi. Lotito ne ha parlato con il suo tecnico per ottenere rassicurazioni sulla gestione del gruppo. Lotito è lanciato. Va bene la Champions, ma ora c'è quella follia chiamata scudetto che gli è entrata in testa. Prenderlo vorrebbe dire dare un grosso segnale al campionato e ai tifosi. Indica la via e tutti lo seguono. Anche il ds Tare si è convinto a puntare sul francese. L'operazione non è certo semplice. Ieri ha passato la serata a Formello con il segretario Calveri per sbloccare il tutto. Claudio vuole togliersi quella fastidiosa etichetta che da tempo ha addosso di presidente tirchio. Per eguagliare Cragnotti gli manca un titolo, uno scudetto. Lotito si è convinto che questa possa essere l'annata giusta per tentare l'impossibile. Fortuna audaces iuvat ripete in continuazione. E chi è più audace di lui nel voler prendere Giroud?

Il Messaggero

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Jallow, 2-3 milioni per portarlo a Roma. Casasola verso Crotone

Il mercato invernale volge al termine, mancano poche ore al fatidico 'gong'. Il club biancoceleste, anche a detta del suo Direttore Sportivo, non ha intenzione di muoversi freneticamente negli ultimi giorni, anche se la situazione di Correa può cambiare leggermente i piani. L'argentino infatti, è alle prese con il riacutizzarsi del problema al polpaccio, fra oggi e domani dovrebbero arrivare i primi responsi medici previo controlli sturmentali in Paideia. Se dovesse esserci una lesione, rischierebbe di rimaner fuori almeno una ventina di giorni. Per l'attacco la Lazio continua a monitorare Jallow della Salernitana, la pista Paloschi appare ormai tramontata. L'attaccante gambiano di 24 anni potrebbe arrivare a Roma per circa 2-3 milioni di euro (come riporta il Corriere dello Sport). Sul piatto c'è anche l'offerta di un club egiziano di circa 5 milioni. Lotito preferirebbe portarlo a Roma e metterlo a disposizione di Inzaghi, c'è chi pensa addirittura che possa comunque arrivare a luglio. Alla fine dei conti questa potrebbe essere l'unica mossa di mercato, almeno in entrata, a meno di disastrosi risvolti per Correa. In uscita invece restano bloccate le cessioni di Minala e Djavan Anderson, mentre Casasola sembra essere ad un passo dal Crotone. 

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Rinnovo Lulic, ci siamo: la trattativa partirà dopo il mercato di gennaio

Era rimasto con la società che avrebbe raggiunto la sua famiglia in Svizzera a giugno, ma già ci ha ripensato. Il problema è che è in scadenza e Lotito e Tare non lo hanno mai più richiamato per trattare il rinnovo. Ora ha ricevuto la promessa di sedersi a parlarne alla fine del mercato di gennaio. Ci siamo, perché Lulic adesso vorrebbe continuare a giocare almeno un altro anno e sarebbe disposto a farlo anche con un’altra maglia nel campionato italiano. Sarebbe davvero un peccato, anzi un oltraggio lasciar partire un simbolo eterno. Giusto cercarne l’erede (piace l’ecuadoregno Diego Palacios del Los Angeles) o il sostituto futuro (Jony non si è ancora trasformato in terzino), ma Lulic sta dimostrando di poter dare ancora molto, non solo alla Bosnia, ma anche alla Lazio. Il messaggero

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Inzaghi studia nuovi record

La Lazio d'Inzaghi come l'ammazza record. Le undici vittorie consecutive ed il terzo posto in solitaria con 7 punti di vantaggio sulla Roma (potenzialmente 10 considerando il recupero con l'Hellas Verona) chiamano la Lazio a nuovi traguardi da tagliare già da domenica. Nel mirino c'è la dodicesima vittoria con la possibilità di battere il record dei giallorossi proprio in una stracittadina bissando la situazione di vantaggio in classifica vista nel 2011-2012quando la Lazio sconfisse i rivali cittadini, sempre in trasferta, per due ad uno grazie alle reti di Hernanes e Mauri. Inzaghi studia nuovi record, l'entusiasmo dell'Olimpico (biglietti quasi esauriti) è pronto a spingere i suoi ragazzi. Lo riporta La Gazzetta dello Sport

 

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Inzaghi mister gol anche in panchina: dal 2016 nessuna come la Lazio

E' una Lazio fatta ad immagine e somiglia del suo mister: se Inzaghi amava segnare quando era giocatore, la sua squadra ha lo stesso "vizio". Come riporta il Corriere dello Sport, da quando è alla guida dei capitolini (2016) nessuna squadra in A ha portato più reti dei biancocelesti. Al momento il rendimento offensivo dei suoi in casa è decisamente super: sempre in gol nelle ultime 23 partite.

Laziopress.it  

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Tegola Cataldi, niente derby: stiramento

Brutta tegola per Simone Inzaghi: l'edizione odierna de 'Il Corriere dello Sport', conferma la lesione muscolare per Danilo Cataldi. Il centrocampista ha lasciato anzitempo il campo contro la Cremonese in Coppa Italia, per il riacutizzarsi del dolore al polpaccio. Responso: stiramento, ancora da vlautare il grado. Sarà out per almeno 20 giorni, salterà anche il derby di domenica 26. Fuori gioco anche Marusic, che non si è mai pienamente ripreso dall'ultimo infortunio (stiramento intorno alla fine di ottobre scorso). Infine Correa, che viene tenuto a riposo da una settimana, per lui l'ipotesi derby è ancora in piedi.

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L’Inter mette Vecino sul mercato: giocatore proposto alla Lazio

L'edizione odierna de 'Il Messaggero' parla della possibilità per la Lazio di arrivare a Matias Vecino. Il centrocampista uruguagio appare in uscita, visto che i nerazzurri sono in procinto di arrivare ad Eriksen del Tottenham. Il quotidiano parla di un prestito con diritto di riscatto, con il quale la Lazio pagherebbe la metà dell'ingaggio (circa 2,5 milioni) con un diritto fissato a 18/20 milioni complessivi. Opzione difficile, in ogni caso, non solo per i costi del giocatore, ma anche perché l'Inter andrebbe a 'favorire' una diretta concorrente. 

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La Lazio gioca in casa: 5 partite verità fra le mura amiche

Mantenere i piedi per terra. Questa frase dalle parti di Formello è diventata un mantra. La Lazio sta volando, contro il Napoli è arrivata la decima vittoria di fila. I numeri sono da record, così come i punti in classifica. Il 2020 è iniziato nei migliori dei modi: ora serve altra continuità con le prossime 5 partite (compresa quella di Coppa Italia), da giocare in casa. La Lazio non poteva iniziare meglio il nuovo anno. Vittoria a Brescia, vittoria contro il Napoli. Sei punti pieni per dire, sempre sottovoce, che questa squadra può giocarsela anche per lo scudetto. Adesso serve non fermarsi, la missione più difficile. Ma i ragazzi di Inzaghi potranno contare sul fattore Olimpico: le prossime cinque partite si giocheranno tutte in casa. Cinque sfide verità. Si inizia con la Cremonese negli ottavi di Coppa Italia. Inzaghi ha sempre tenuto a questo trofeo, lo ha dimostrato in questi anni vincendo anche l’ultima edizione contro l’Atalanta. In Primavera, sotto la sua gestione, di Coppe Italia ne arrivarono addirittura due. Vietato sbagliare contro una “piccola”. Poi di nuovo testa al campionato. Sabato 18 gennaio arriva la Sampdoria all’Olimpico. I doriani, gasati dal 5-1 al Brescia, cercano punti per allontanarsi dalla zona calda della classifica. Roma-Lazio, 26 gennaio, data da cerchio rosso sul calendario. I biancocelesti non giocheranno proprio in casa, ma sempre all’Olimpico. All’andata finì 1-1. La sfida, un girone dopo, non cambia: si affrontano due squadre con grandi ambizioni. E poi il derby è sempre un match a parte, unico, che se vinto vale molto più di tre punti. Ma attenzione anche alla sfida del 2 febbraio, quando nella Capitale arriva la Spal. All’andata 2-1 per i ragazzi di Semplici, fu la prima sconfitta per i biancocelesti. Ne seguì solo quella contro l’Inter a San Siro due giornate dopo. Una partita-trappola da affrontare al meglio. Si chiude il mini calendario casalingo della Lazio il 5 febbraio, con il match da recuperare con il Verona. Cinque partite in casa, dove la squadra non ha mai perso. Serve mantenere questo trend per continuare a sognare. Corrieredellosport.it

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Lazio-Napoli, un pomeriggio da libro di storia: Inzaghi insegue la “decima”

Suonata la nona sinfonia, Inzaghi prepara la decima. Contro il Napoli può diventare il re della storia. La doppietta d’Immobile a Brescia ha permesso al tecnico di eguagliare il record di Eriksson del 1998/99. Un’altra vittoria consecutiva e Simone sarà solo al comando di questa speciale classifica. Eppure il tecnico non si fida di questo Napoli in difficoltà: «Rimane un avversario scomodo, che per due anni di fila è arrivato secondo e si è giocato con la Juve lo scudetto. Ha tenuto l’intera rosa e ha aggiunto Manolas, Lozano, Llorente, Elmas e Di Lorenzo. Doveva lottare per i primi posti, troveremo una squadra ferita e affamata, servirà la massima concentrazione per centrare il risultato. Gattuso è molto preparato e contro l’Inter ha pagato solo qualche errore individuale, il 3 a 1 è bugiardo».
Non lo sono invece i numeri dell’ex tecnico rossonero contro Inzaghi in campionato: due successi a Milano (2-1 del 28 gennaio 2018 e 1-0 del 13 aprile 2019) e un pareggio, l’1 a 1 del 25 novembre 2018 all’Olimpico. Col Napoli però Ringhio ha sinora racimolato (al posto di Ancelotti) appena tre punti col Sassuolo e due ko: «Dobbiamo ritrovare serenità e due-tre risultati per dare continuità. Non sarà facile battere la Lazio, una grande squadra. Non c’è solo Immobile a fare la differenza, ma tanti giocatori di qualità. Sarà una sfida simile a quella contro l’Inter, dovremo colpirli nei loro difetti e limitare ogni loro ripartenza per smuovere la classifica». Sono virtualmente 18 (la Lazio deve recuperare una gara col Verona) i punti di distanza, una sconfitta e il Napoli sarebbe definitivamente estromesso dalla corsa Champions.

LO SPAURACCHIO
Il colpo di grazia può infliggerlo Inzaghi, che ha però non solo in Gattuso ma anche nel club partenopeo un autentico spauracchio: appena un pari e quattro cocenti sconfitte da quando ha preso le redini della Lazio. Il mister era partito con un 1-1 il 5 novembre 2016 al San Paolo, poi è stato un capitombolo continuo a favore del club azzurro: 3 a 0, due volte 4 a 1 e la scorsa stagione 1 a 2 e 2 a 1 al ritorno. Anche nell’ultimo anno di Pioli erano arrivate due sconfitte (5-0 e 0-2) ad ampliare il distacco. La Lazio non vince (2-4) dal 2015 contro il Napoli, dalla fantastica notte campana del 31 maggio che valse il terzo posto. In casa un trionfo manca addirittura da 8 anni, dal 7 aprile 2012 (3-1) quando Mauri in rovesciata fece crollare l’Olimpico. E allora serve proprio un incantesimo d’Inzaghi, l’allenatore dei record: «Stavolta abbiamo le carte in regola per sfatare questo tabù, dobbiamo cavalcare i festeggiamenti e l’entusiasmo». Il Messaggero

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Brescia-Lazio, i delegati confermano i ‘buu’ a Balotelli: palla al Giudice Sportivo

I 'buu' di cui si è lamentato Mario Balotelli in Brescia-Lazio sono stati confermati dai delegati della Serie A. Come riporta 'La Repubblica', è stata fornita una descrizione dei fatti nella relazione finale (per la Procurra Federale) del match sugli spalti, nella quale si farebbe riferimento ai famosi 'buu'. La Lazio ha precedenti abbastanza recenti, ovvero la gara di ritorno di Coppa Italia della scorsa stagione contro il Milan, nella quale finirono nel mirino Kessie e Bakayoko, rei di aver sbeffeggiato Acerbi e la maglia della Lazio nella partita d'andata. Ora la palla passa al Giudice Sportivo, c'è il rischio squalifica.