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La Champions comincia a Ferrara, Inzaghi: “Non basterà una Lazio normale, scorso anno insegna” (AUDIO)

La storia insegna, ma Inzaghi va dritto per la sua strada. Lo scorso 3 marzo arrivò una rovinosa sconfitta a Ferrara, la Lazio perse tre punti preziosi per la Champions e, dopo un mese di successi, iniziò la discesa in classifica. Non c’era nessun problema, il salto in questa stagione va fatto nella testa: «Ne abbiamo parlato tanto in questi 15 giorni, soprattutto gli ultimi tre col rientro di tutti in nazionali. E’ una partita insidiosa, l’anno scorso ci è costata cara, venivamo dal successo con l’Inter. Abbiamo rivisto quella gara, abbiamo fatto una prestazione normale a Ferrara – spiega Inzaghi in conferenza – e lì non basta». Contro la Spal stavolta servirà una Lazio perfetta. Anche perché sono riemersi vecchi limiti nell’ultima sfida alla Roma. Questa squadra è bella, ma spesso non balla. Nel derby è tornata ad essere troppo sciupona, Inzaghi non vuole avere altre recriminazioni in questa annata: «Ripensando all’ultima sfida avrei voluto giocare subito perché c’è ancora amarezza. E’ un pareggio che brucia, ma adesso dobbiamo trasformare in 3 punti questa rabbia». 
FAVORITA
Già, perché siamo solo all’inizio, la filosofia d’attacco non cambia, ma il risultato deve portare dritti al quarto posto stavolta: «Dobbiamo ragionare di partita in partita, non siamo bravi a fare proclami. Prima non ci ponevamo obiettivi, eppure abbiamo vinto trofei, perso alcune semifinali, poi abbiamo ottenuto due quinti posti. Non dobbiamo porci limiti, vogliamo continuare a crescere, guardiamo in là. Ora significa pensare solo alla Spal». Non c’è sfortuna che tenga, buona la terza. Tante traverse e un rigore hanno arrestato il cammino biancoceleste alla seconda giornata, Inzaghi vuole tornare subito a vincere a Ferrara. Adesso in molti danno la Lazio favorita per la Champions sulla carta, rispetto alle concorrenti si conosce meglio e deve sfruttare al massimo questa partenza. Perché più avanti potrebbero presentarsi gli ostacoli con una panchina più corta. Eppure a sentire Inzaghi, pronto già a fare nell’undici qualche modifica, a Formello c’è abbondanza. A dire il vero, le riserve non sembrano all’altezza della prima squadra, ma il mister fa bene a far sentire importante tutta la rosa: «In una società come la Lazio non si può parlare di turnover». Può essere così rispolverato il dinamico Patric sul centro-destra (favorito sul nuovo acquisto Vavro) in quest’occasione. Poco importa a Simone che fosse stato lui a causare il rigore su Cionek, è utile per spingere contro le piccole. La Spal si chiuderà, cercando di sfruttare poi le ripartenze. Acerbi e Radu in difesa avranno marcature più rigide. 
FORMAZIONE
Gli impegni nazionali spingono Inzaghi a fare anche altre valutazioni. C’è qualche dubbio su Milinkovic (lo insidia Parolo), ma in Serbia si è galvanizzato con due assist. A centrocampo ci saranno senz’altro l’ex Lazzari, Leiva, Luis Alberto e Lulic. Immobile può riformare il tandem con Caicedo. Correa è tornato dall’Argentina molto tardi. A Ferrara, oggi pomeriggio ci saranno 1500 tifosi a sostenerla. Insieme va riscritta la storia.  Il messaggero

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Milinkovic a peso d’oro: meglio farà e più guadagnerà

Milinkovic a peso d’oro. E sempre più targato Lazio. Rinnovo dettagliato e a prestazione: più gioca bene, più segna o fa assist, più guadagna. Non solo. C’è anche l’idea d’inserire una clausola “monstre”. Lotito si tiene stretto il suo gioiello ed è pronto a blindare il serbo in una maniera mai vista nella sua gestione. Non esistono accordi futuri o gentlemen agreement con altre squadre, e tanto meno con il suo manager. Il patron, a chi glielo chiede, per sua stessa ammissione, definisce queste voci “tutte bufale”, anche se il termine usato è ben altro. Questioni che non stanno in piedi e che non hanno alcuna logica, secondo il presidente che più di tutti, forse andando anche contro a chi gli sta più vicino, ha rimandato al mittente tutte quelle offerte arrivate a Formello che, bene o male, erano costruite con la formula del prestito oneroso con soldi più un riscatto sostanzioso previsto per l’anno successivo.

IL PREZZO
Il prezzo fissato per Milinkovic (che ieri sera ha sfidato CR7 con la Serbia) era di 100 milioni, con Lotito che, per andare incontro al suo giocatore, è sceso pure di una ventina di milioni. Nessuno era disposto a dare così tanto e subito. Per questo il numero uno del club non solo ha deciso di rinunciare a tutte le proposte, ma ha assicurato al serbo di ritoccare il contratto per la terza volta da quando è alla Lazio. E così andrà. La Lazio e Kezman, il procuratore di Milinkovic, già ne hanno cominciato a parlare. L’idea, che poi dovrà essere sviluppata, è quella di adeguare un minimo lo stipendio fisso del giocatore che già si avvicina sui tre milioni netti, ma di agire soprattutto sugli assist e sui gol. E in modo dirompente, visto che a ogni rete o ogni volta che manderà in gol un suo compagno, il serbo sarà premiato sul contratto con tanti soldi in più. Nel suo accordo, come in altri giocatori, esistono già bonus del genere, ma per Sergej il discorso potrebbe essere diverso e ritoccato verso l’alto. Assegnare una cifra ad ogni assist e gol, ad esempio 60-80 mila euro ciascuno, se non di più, oppure fissare un tetto: a 5 assist o gol 400 mila; a 10 800 mila e così via. Un po’ quello che Lotito propose a Immobile nei suoi primi due anni in biancoceleste che grazie ai sessantasette gol realizzati, oltre allo stipendio fisso di quasi due milioni, ne incassò altri due circa. Ecco, il discorso che si sta per intraprendere su Milinkovic è lo stesso. Il serbo ha accettato di prolungare fino al 2024 e senza riserve, anche perché è convinto di fare bene. Basti pensare che se ripetesse la stagione di due anni fa, con 14 gol e 7 assist, il numero ventuno della Lazio, oltre ai tre milioni d’ingaggio, s’intascherebbe oltre 2 milioni di euro grazie ai bonus. Un bel vantaggio per lui, ma anche per la Lazio e Inzaghi. In tutto questo, società e procuratore stanno pensando d’inserire una clausola rescissoria di 120-150 milioni di euro. Ma per adesso questa è solo un’idea. 

Il messaggero

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Luis Alberto é tornato mago: pronto il rinnovo del contratto

Mentre sul rinnovo di Caicedo resta ancora da chiarire la situazione, la Lazio è pronta a proporre un rinnovo di contratto più ricco a Luis Alberto. Come riporta questa mattina il Corriere dello Sport, negli ultimi giorni, ci sono stati contatti tra la società biancoceleste e i manager del giocatore, con la promessa del Presidente Lotito del prolungamento di contratto, l'attuale scade nel 2022, con un adeguamento sulla cifra percepita dallo spagnolo. Tutto questo però "se lo deve meritare": il "Mago" è partito bene, dopo l'ottimo precampionato, ha mostrato la sua classe anche nella vittoria contro la Sampdoria nella prima giornata di campionato fornendo ben due assist sui tre gol segnati. E' in ottima forma fisica, è concentrato sulla nuova stagione e, se porterà la Lazio ad alti livelli, allora arriverà anche il rinnovo con aumento promesso dalla società. Dagli 1,8 più bonus a stagione, il nuovo contratto lo porterebbe a guadagnare dai 2 milioni di euro più bonus in sù. La stagione è appena iniziata, e lo spagnolo è pronto a far volare la Lazio. Laziopress.it

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Carico e concentrato, la Lazio riparte da Milinkovic… e quanti bonus nel contratto

Tonico, carico e concentrato solo sulla LazioMilinkovic è recuperato, corre spedito verso la Sampdoria ed è pronto a cominciare il suo quinto anno in biancoceleste. Nessuno avrebbe scommesso un euro che il serbo, a pochi giorni dall’inizio del campionato, potesse essere ancora a disposizione di Inzaghi. Probabilmente, nemmeno lui se lo immaginava. Prima di partire per le vacanze, aveva salutato tutti i compagni e a parecchi sembrava un addio. Invece, nonostante i continui contatti col suo manager, vari chiacchiericci e rumors di ogni genere su JuveManchester United e Psg, eccolo qui, ad allenarsi a Formello, a cercare di ritrovare ritmo e condizione migliore dopo il trauma distrattivo all’anca e prepararsi per la prima di campionato. E Sergej non poteva chiedere di meglio che ripartire da Marassi, uno stadio con cui ha un’affinità speciale sia che si giochi con il Genoa, sia che abbia davanti la Sampdoria, anche se più con i blucerchiati, soprattutto sotto la gestione Inzaghi dove la tradizione è più che positiva.
TALISMANO
Il ventuno della Lazio è una vera e propria bestia nera per la Sampdoria. Due delle tre vittorie ottenute a Marassi da quando c’è Inzaghi, portano proprio la firma di Milinkovic-Savic, con due gol decisivi nei due successi, più assist e numeri pazzeschi in mezzo al campo. Una di queste magie, diventò virale sulla rete, con il serbo che agganciò con classe un pallone a campanile in mezzo al campo, si girò all’improvviso per avviare il contropiede e contemporaneamente saltò come birilli prima TorreiraRamirez e Praet, poi facendo un tunnel a Barreto e verticalizzando per Immobile. Applausi anche dai tifosi blucerchiati. Per non dimenticare la gara del 3 dicembre del 2017, quando fu proprio il serbo che, dopo una partita anonima e con la Lazio sotto di un gol, si accese negli ultimi dieci minuti, segnando la rete del pareggio e, invece di esultare, andò a prendere il pallone in porta, facendo cenno ai compagni di tornare subito a centrocampo, gridandogli “la possiamo vincere”. E così accadde, con Caicedo che realizzò il gol-vittoria al novantesimo. Bella e perentoria, fu pure la rete di testa che s’inventò nel 2016 su assist di Felipe Anderson che portò in vantaggio la Lazio. E pure lì, i biancoceleste raccolsero l’intera posta in palio. Migliore motivazione per rientrare, il centrocampista non poteva averla.
PREMIO MILIONARIO
La piazza e a Inzaghi soprattutto, non pare vero di poter utilizzare Sergej per un altro anno ancora. Il giocatore ora è convinto di restare. La felicità è dettata pure da un sensibile ritocco che il patron laziale farà sul suo ingaggio. Una piccola motivazione in più. Non sarà direttamente sullo stipendio fisso, ma verranno alzati, e di parecchio, i bonus sui gol e sugli assist, un po’ quello che successe al primo anno di Immobile che, grazie ai quasi trenta gol che realizzò in biancoceleste, riuscì a guadagnare oltre tre milioni di euro. Se Sergej, ad esempio, farà una stagione simile a quella di due anni fa, quando siglò 14 reti e 10 assist, a fine campionato, potrebbe portarsi a casa oltre quattro milioni di euro. Niente male. Un trattamento che è stato riservato a Correa e che presto toccherà pure a Luis Alberto. Non è escluso che, come potrebbe accadere per il Tucu, anche per Milinkovic, alla fine Lotito decida di inserire una clausola rescissoria di oltre 120 milioni di euro. Ma questo si vedrà più avanti. Adesso Sergej pensa solo a giocare e con Marassi davanti, tutto può succedere. IlMessaggero

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Petagna sempre sullo sfondo, ma senza la cessione di Caicedo…

L'idea di prendere un centravanti non è ancora tramontata, anche se per ora non si può parlare di una vera e propria 'caccia' sul mercato. Il nome di Andrea Petagna rimane vivo, anche se ancora sullo sfondo. La Spal per il suo attaccante chiede 15-20 milioni, la Lazio non ha mai nascosto il suo interesse anche se difficilmente potrebbe proporre una cifra simile. L'agente Beppe Riso è in rapporti ottimali con la società biancoceleste e con il ds Tare, questo può essere un fattore. In ogni caso, la Lazio aspetta di cedere Durmisi e Wallace prima di pensare a nuove mosse. Il capitolo Caicedo è sempre aperto, per lui Lotito chiede almeno 7 milioni, cifra difficile da ottenere considerata l'età dell'attaccante e il cotnratto corto (in scadenza il prossimo giugno). Senza la sua partenza è quantomeno difficile pensare ad un acquisto.

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Si inizia a fare sul serio: Vavro studia, Inzaghi deve registrare la difesa

Vavro di fretta. Inzaghi adesso ha bisogno di collaudare il prima possibile la difesa. La scorsa stagione la Lazio è arrivata ottava e, in assenza di gol realizzati a valanga, ogni disattenzione dietro è stata pagata più cara. Non è un caso che fra le prime otto in classifica, Acerbi e compagni siano risultati la seconda peggiore retroguardia: quarantasei reti subite, appena due in meno della Roma. Ed è proprio in vista dell’esordio contro la Samp (domenica 26 agosto ore 20.45) e sopratutto dello scontro con l’acerrima rivale alla seconda giornata (domenica 1 settembre alle 18.00) che Inzaghi accelera. Nelle prime 5 amichevoli il nuovo acquisto Vavro ha cercato di trovare il feeling col resto del reparto, stasera dovrà dimostrare contro il Bournemouthcosa ha imparato. Il tecnico ieri lo ha avvicinato a Formello, c’è stato un fitto colloquio, gli ha chiesto i movimenti che da lui vuole vedere in campo. Il gigante slovacco ha ascoltato, non è ancora perfetta la comprensione dell’italiano, ma Denis ha voglia d’imparare e di far valere il suo strapotere fisico. Deve ancora inserirsi dal punto di vista tattico, ecco perché ieri Inzaghi e i suoi collaboratori si sono concentrati reparto per reparto. Ora s’inizia a fare sul serio e non c’è più molto tempo. Anche perché i prossimi test serviranno a capire pure se è il caso di reintervenire sul mercato. E’ troppo giovane ancora l’ultimo acquisto CiprianoWallace è in uscita e Bastos resta in bilico. Solo però se salutassero entrambi (e non Patricalternativo pure al sempre acciaccato Marusic e Lazzari), si potrebbe pensare a un nuovo innesto. Il messaggero

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Tre giorni di riposo, poi test internazionali e Marienfeld: ora tutto ruota intorno a Sergej

Inutile negarlo: Milinkovic è il centro di tutte le attenzioni. Applausi per un gol bello e fortunoso nel 4-0 contro il Mantova (Serie D) e pensieri per una sua possibile partenza. In realtà sarebbe più corretto dire che i tifosi e Inzaghi attendono solo il giorno dei saluti. Il tecnico biancoeceleste non parlava da 73 giorni e nella conferenza che ha chiuso il ritiro di Auronzo di Cadore ha fatto capire di avere bene chiaro il quadro della situazione: «Mi piacerebbe se Sergej rimanesse qui alla Lazio, ma è giusto che la società possa prendere in considerazione un’eventuale proposta importante». Tradotto, Inzaghi si sta già abituando ad una Lazio senza Milinkovic. Seppure continua a coccolarlo ogni volta che ne ha la possibilità: «Ha svolto un ritiro strepitoso e sono felice di averlo con me». Per ora nessuna offerta ha fatto girare la testa a Lotito che non ha nessuna fretta di chiudere. Normale, più passa il tempo e più il prezzo lievita. Lo United ha offerto 75 milioni più 15 di bonus ma il numero uno biancoceleste vorrebbe alzare la parte fissa. Un modo per avvicinarsi il più possibile a quei 90 milioni richiesti. Il procuratore del serbo, Kezman, continua a lavorare con il Manchester per trovare l’intesa. Quella con il giocatore c’è da tempo: 6 milioni a stagione per 6 anni. Il tempo stringe visto che in Inghilterra il mercato chiude l’8. Milinkovic è un giocatore fondamentale nel 3-5-2 di Inzaghi che in caso di partenza di Sergej «una mezzala fisica che possa garantire anche tecnica». Non solo Milinkovic perché anche il futuro di Caicedo va monitorato. Per ora non è stato firmato nessun rinnovo. E in difesa è lo stesso Inzaghi a far capire che qualcuno (vedi Wallace) ha le valigie pronte: «Siamo tanti in difesa quando rientrerà anche Bastos saremo ancora di più».
ENTUSIASMO CONTAGIOSO
Al di là del mercato, Inzaghi ha voluto sottolineare il clima di grande entusiasmo che c’è all’interno dello spogliatoio. «Questo lo considero l’anno zero, un anno nel quale dobbiamo lasciarci alle spalle gli ultimi tre disputati, dove abbiamo sempre centrato l’Europa e portato a casa trofei. Ci piacerebbe arrivare in Champions e ce la metteremo tutta perché abbiamo le nostre carte da giocarci. Questo è stato il miglior ritiro svolto dalla mia squadra». Da oggi tre giorni di vacanza. Mercoledì la ripresa a Formello. Venerdì, il test in Inghilterra contro il Bournemouth. Il giorno dopo, i biancocelesti si sposteranno in Germania per il test col Paderborn e per poi svolgere a Marienfeld la seconda fase della preparazione (sino al 9 agosto, il 10 test in Spagna col Celta Vigo).

Il messaggero

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Luis Alberto-Siviglia, un giorno ma non ora: sarà la sua Lazio

La nostalgia di Siviglia sembra essersi dissolta. O almeno non è più così pressante come ad inizio estate. Luis Alberto sorride con la maglia della Lazio. Insieme a Correa è il più applaudito del ritiro. Le sirene andaluse che lo avevano ammaliato fino a farlo uscire allo scoperto con alcune dichiarazioni d’amore verso il Siviglia ora si sono affievolite. Certo, un giorno tornerà ad indossare la camiseta dei Rojiblancos di questo ne sono certi tutti. Già, un giorno ma non certo adesso. I mal di pancia e la difficile convivenza ipotizzata da più parti dopo il periodo di smarrimento del Mago ora appaiono come incubi passati. Luis Alberto sorride. E lo fa con la maglia biancoceleste. Ad inizio ritiro ha parlato con Inzaghi che gli ha confermato la sua centralità. Lo spagnolo è un giocatore fondamentale nel 3-5-2 di Simone. Ha avuto anche un colloquio con il presidente Lotito che da un lato gli ha fatto capire che la Lazio punta su di lui e dall’altra che nessuno è prigioniero e di fronte ad offerte importanti ci si può sedere a trattare. Per ora di offerte da Siviglia non ne sono arrivate. Anzi ieri il ds Monchi ha di fatto chiuso le porta ad un possibile arrivo di Luis Alberto in Andalusia. «Non mi piace parlare di un giocatore che non sia del Siviglia. Luis Alberto è cresciuto qui. Non vorrei accendere la miccia con la Lazio, che è stata la mia rivale e per la quale ho molto rispetto. Se può venire? Basta guardare i giocatori che sono già arrivati, la risposta è lì» rimarca l’ex dirigente della Roma, riferendosi a Oliver Torres, trequartista classe ‘94, ex Porto, sbarcato nei giorni scorsi proprio a Siviglia.

LA SETTIMANA DI SERGEJ
Se il discorso per Luis Alberto sembra chiuso e quello per Correa (rifiutate le offerte di Milan e Napoli) mai aperto, per Milinkovic sembra invece questione di giorni. Si attende la mossa del Manchester United che darà il via all’effetto domino di cui si parla da giorni. Il nodo è la cessione di Pogba. Il tempo stringe perché in Inghilterra il mercato chiude l’8 agosto. Kezman avrebbe trovato l’intesa per il giocatore cui andrebbero circa 6 milioni e quella per le sue commissioni, si parla di 10 milioni. La distanza è con la Lazio. Lo United offre 75 più bonus ma Lotito non vuole scendere sotto i 90 milioni. Il numero uno biancoceleste non ha fretta perché sa che alla fine vincerà questa battaglia. Non è un caso, infatti, che il ds Tare stia lavorando da tempo sul sostituto del serbo. Il nome è quello di Yusuf Yazici. Ieri un tweet del Trabzonspor ha creato qualche attimo di instabilità. I turchi annunciavano la presenza del presidente Ahmet Agaoglu a Istanbul per un incontro con la Lazio. Nessun emissario biancoceleste, però, si è mosso. Tare ha seguito l’allenamento con il telefono sempre in mano. Monitora tutto da Auronzo. Ha l’accordo con il giocatore ma non con il club: non ha intenzione di sborsare 20 milioni più il 20% di bonus su una futura vendita. Intanto il ds laziale ha chiuso per Cipriano del Santos (prestito di un anno, riscatto ad un milione e bonus su futura vendita). Il difensore classe 2001 la prossima settimana farà le visite mediche e con ogni probabilità sarà girato alla Primavera. Ufficiale l’addio di Capanni che ha trovato l’accordo con il Milan. Il messaggero

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Supercompensazione, qualità e sprint: le tre fasi della preparazione estiva

 «Serve la testa» Inzaghi e il suo staff lo ripetono in continuazione. Il mantra è: «Se gira la mente girano anche le gambe». Ed è proprio l’aspetto psicologico quello che nelle ultime due stagione è mancato per fare il salto di qualità. Il gruppo sta bene. C’è tanta compattezza. Che poi è quella che fa la differenza contro le squadre più attrezzate. L’importante ripetono tutti è che la Champions non diventi una ossessione. C’è un’altra cosa che di sicuro non è sfuggita guardando gli allenamenti e le amichevoli: la Lazio va già veloce. Tutti tirati a lucido già prima del ritiro. Il preparatore Fabio Ripert, soprannominato “il prof.”, aveva consegnato delle tabelle personalizzate per ogni giocatore da seguire durante le vacanze. Un modo per evitare di perdere giorni preziosi. Preparazione divisa in tre fasi. Questo è il momento di accumulare benzina nei muscoli da usare durante la stagione. Si lavora per aumentare la soglia aerobica che consente un recupero più veloce in partita e riduce la percentuale di infortuni visto che i muscoli sono più elastici e ossigenati. Ieri pomeriggio di riposo proprio per eliminare le tossine della partita contro l’Entella. In serata cena e torta finale per il compleanno del ds Tare. 

LA SUPERCOMPENSAZIONE
Nella prima fase si è lavorato con il metodo della “supercompensazione”. Un processo fisiologico che porta il tessuto muscolare prima ad una fase di stress (fase catabolica) e poi, a seguito di un periodo di riposo, ad una crescita e adattamento del tessuto (fase anabolica). In parole povere si abitua il corpo a carichi di lavoro progressivamente crescenti. La seconda fase prevede esercizi più di qualità che di quantità. L’ultima parte, quella che verrà fatta nella seconda parte del ritiro a Marienfeld, servirà ad arrivare al top della condizione e della brillantezza. Scatti sui 15-20 metri, cambi di direzione, esclusività con la palla e con gli yoyosprint, attrezzi di nuova generazione per lo sprint. Piccolo neo qualche infortunio di troppo in questa prima parte. Ciro Immobile è in formissima, massa grassa intorno al 10%. Vola già. Più asciutto del solito Stefan Radu che ha diminuito i carichi muscolari in palestra lavorando molto sulle fibre bianche del muscolo (più adatte alla velocità) e meno su quelle rosse (consentono lavori di lunga durata). Un modo per essere più leggero e avere meno problemi alla schiena. 

Il Messaggero

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Milinkovic, un’attesa resa dolce dalla promessa di Lotito

Non sono arrivate offerte per Milinkovic» giura da giorni Lotito. O meglio nessun tentativo di strappare Sergej alla Lazio è stato soddisfacente. Ma è chiaro che tutto ruoti intorno a lui. Il presidente non ha fretta. D’altronde è uomo di parola e a manterrà come già fatto l’anno passato trattenendolo. L’offerta, allettante, del Milan arrivò proprio sul gong e venne rifiutata perché Tare non aveva in mano un possibile sostituto. Stavolta, invece, dirà di sì anche l’ultimo giorno di mercato, se dovessero arrivare i fatidici 100 milioni che chiede per il Sergente. Il serbo è sereno. Tutt’altra musica rispetto allo scorso anno quando mostrava il broncio e segni d’insofferenza. Ride, scherza con i compagni e in campo è sempre decisivo. Ieri, ha trascorso il giorno di riposo (hanno lavorato solo Strakosha, Luiz Felipe e Leiva) in totale tranquillità. Niente “mattane” come due anni fa quando decise di tornare in hotel a bordo di un elicottero. Stavolta si è accontentato di una seggiovia e di uno strudel in alta quota insieme al nuovo arrivato Vavro, a Badelj e a Marusic. Un serbo, uno slovacco e un montenegrino, questione di affinità di sangue che in casa biancoceleste non conosce diversità.  Vive questo suo momento con la testa libera. Sa benissimo di essere il gioiello di casa Lazio e che mezza Europa lo corteggia. Prima o poi arriverà l’affondo decisivo. Inzaghi fa gli scongiuri da giorni ma sa bene che resistere fino al 2 settembre, giorno di chiusura del mercato estivo, sarà difficilissimo. Sergej è la pedina che fa fare il salto di qualità all’intero gruppo. Insomma l’uomo giusto per andare in champions.

MESSAGGI A KEZMAN
Milinikovic non è proprio un separato in casa, piuttosto un uomo in attesa. Un’attesa resa serena dalla promessa di Lotito che dal canto suo lancia chiari messaggi a Kezman che finora non è riuscito a creare l’occasione. E attenzione agli ottimi rapporti con il super procuratore Mendes che da tempo vorrebbe fare da intermediario nella trattativa. Lui sì che in passato ha accontentato il presidente biancoceleste. Nessun colloquio con il giocatore, ma di fatto da chiarire non c’è nulla. Serve solo l’offerta giusta. Manchester United e Psg lo seguono anche se per bocca dello stesso giocatore non c’è stato ancora nessun contatto. La società sa che prima o poi arriverà il momento dei saluti e non vuole correre rischi. Ecco perché Tare è già alla ricerca del nuovo Sergej. D’altronde i soldi derivanti dalla sua cessione servono a far riaprire un mercato che in caso opposta sarebbe già chiuso. In pole c’è sempre il turco del Trabzonspor Yusuf Yazici. Somigliano molto a Milinkovic per caratteristiche fisiche e tecniche. Unica “pecca” del nazionale turco è che usa sempre e solo il piede sinistro. Ha un contratto fino al 2022 ma il ds biancoceleste è sicuro di riuscire a portalo a Roma. Anche perché l’entourage del giocatore ha fatto sapere di essere disponibile a chiudere per 15 milioni. C’è da battere anche la concorrenza del Lille che insiste molto per averlo ma la sua offerta è stata dichiarata inadeguata. Il Trabzonspor spera si scateni un’asta, tanto che il presidente Ahmaet Agaoghu ha sottolineato: «Non abbiamo necessità di venderlo». Un’altra pista, ma meno calda porta a Dominik Szoboszlai del Salisburgo (accordo trovato con il giocatore ma non con il club). L’ungherese è concentrato sulla nuova stagione che inizierà venerdì. Il suo procuratore ha fatto sapere che non c’è nulla di concreto soprattutto alla luce del fatto che Milinkovic è ancora della Lazio. Non solo Sergej perché Tare lavora anche allo sfoltimento della rosa: Di Gennaro in prestito per un anno alla Juve Stabia, il Catania si è detto interessato a Tounkara. Ip medsaggero