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Acerbi Nazionale, una rivincita da leader

Fratelli diversi d'Italia. Perché se Immobile fatica, Acerbi dilaga. Dopo la Lazio, si prende pure col ct Mancini il centro della difesa. Incredibile l'ex Sassuolo, a 31 anni conquista con gli interessi tutto quello che gli era stato tolto in carriera. E' il nuovo leader della retroguardia azzurra, anche se stasera partirà dalla panca. Non servono i suoi straordinari, dopo la qualificazione a Euro 2020 conquistata sabato con la Grecia. Acerbi riposa ed è un bene per uno a cui Inzaghi ha risparmiato appena 20' sinora. Più di lui è stato impiegato (810', 9 gare su 9 fra campionato ed Europa) solo Strakosha.  

Fonte: Il Messaggero
 

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Sprint Lazio, la Champions in 15 giorni

E’ partito il nuovo piano Champions: recuperi e richiami di preparazione. Inzaghi è già da mercoledì al lavoro con il suo staff per riportare i singoli e il gruppo al massimo della condizione. Dopo la sosta non ci sarà d’altronde un attimo di respiro, bisogna ripartire col piede giusto. Perché la Lazio viene da un altro pareggio amaro, ha già un punto da recuperare alla settima giornata rispetto all’anno scorso. E sinora ha incontrato solo la Roma e l’Inter, fra le big, nel proprio cammino. Adesso il calendario diventa più duro, non sarà più ammesso alcun passo falso. Già sabato 19 nel primo impegno decisivo, c’è uno scontro diretto: alle 15 arriva la bestia nera Atalanta (da ieri in vendita i tagliandi) all’Olimpico. Poi riecco subito l’Europa League, con la Lazio diretta a Glasgow sul campo del Celtic il giovedì successivo alle 21. La domenica seguente l’impegno di campionato è a Firenze alle 20.45, quindi il turno infrasettimanale di mercoledì 30 ottobre contro il Torino in casa e il match (3 novembre) contro il Milan dell’ex Pioli a San Siro. Praticamente, in due settimane, la Lazio affronterà le quattro concorrenti più agguerrite per il quarto posto e lì si potrebbe decidere gran parte del destino. Così come in Coppa, subito dopo, alla prima giornata di ritorno col Celtic. Infine domenica 10 novembre alle 15 a Roma sbarcherà il Lecce di Liverani. 
AMICHEVOLE
Altre 7 partite in 23 giorni, adesso bisogna alzare i ritmi, approfittare di tutti gli allenamenti e dei riposi. Ieri erano Correa e Lukaku gli assenti, Caicedo ha lavorato a parte col preparatore Bianchini. Non può contare su nove nazionali (Strakosha, Luis Alberto, Acerbi, Immobile, Vavro, Luiz Felipe, Marusic, Berisha e André Anderson), Inzaghi. Stamattina dovrebbero essere impiegati entrambi nell’amichevole contro la Primavera, insieme a Parolo (considerata la squalifica di Leiva) pronto in regia a riprendersi i gradi. Inzaghi farà a tutti un ripasso di schemi e tattica, non sono piaciuti i gol incassati a Bologna a difesa quasi schierata. Su Correa, dopo aver sbagliato dal dischetto, ci si concentra piuttosto sulla testa: deve di nuovo sbloccarsi sotto porta. Ilmessaggero.it

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Inzaghi, il turnover e i due volti della Lazio

Due facce della stessa medaglia. Anzi, due facce della stessa Lazio. Una in campionato, una in Europa League. Rispetto agli anni scorsi Inzaghi si sta affidando molto di più al turnover. Questo anche perché la Lazio nelle stagioni precedenti è sempre calata in maniera evidente nelle giornate finali. L'anno scorso i biancocelesti raccolsero appena 8 punti nelle ultime 9 giornate di campionato, nel 2017-18 finì con appena 2 pareggi nelle ultime tre partite. “Il turnover secondo me è proprio necessario – ha spiegato Inzaghi dopo la vittoria con il Rennes in Europa League –. Giochiamo 7 partite in 20 giorni, è necessario gestire le forze per arrivare bene anche a fine anno. La rosa mi segue, devo essere bravo io nelle scelte.

FORMAZIONI – Nelle ultime due partite di campionato (contro Genoa e Bologna) Inzaghi ha mandato in campo, per la prima volta in stagione, la stessa formazione: 11 su 11. In mezzo però c'è stata la partita con il Rennes. Lì, dal primo minuto, hanno giocato ben sette giocatori diversi sui 10 di movimento. In campionato il tecnico sta puntando sulla vecchia guardia: nelle ultime due giornate nessuno dei nuovi acquisti è stato schierato titolare. Non un caso che né Lazzari, né Vavro, né Jony e né Adekanye siano fra i primi 8 giocatori più utilizzati in stagione. Come più volte sottolineato dal tecnico non si tratta di una bocciatura del mercato (condiviso con la società), ma di una strategia ben studiata.

STRATEGIA – Con la Lazio che ha dichiarato di puntare con decisione sulla Champions League Inzaghi vuole una squadra che funzioni a memoria in campionato. Vecchi ingranaggi, vecchie certezze. In Europa League però la musica cambia. Lì i nuovi acquisti non solo trovano spazio, ma devono anche sfruttare l'occasione per inserirsi nei meccanismi e per provare a scalare le gerarchie pure in campionato. Non un caso che in Serie A la Lazio abbia vinto solo una delle ultime 45 partite segnando il gol decisivo dal 65' in poi, mentre nelle coppe (compresa la finale vinta l'anno scorso con l'Atalanta) riesca spesso a indirizzare la gara proprio nei minuti finali: la qualità dei cambi è più alta e per il tecnico è più semplice incidere a partita in corso. In campionato però il livello delle avversarie è mediamente più alto rispetto alle avversarie del primo turno europeo, e volendo finalmente salire sul treno che porta in Champions, c'è bisogno fin dall'inizio dei titolarissimi. E per ora Inzaghi va avanti con la Lazio a due facce. Convinto dell'importanza del turnover per raggiungere l'obiettivo Champions. Gazzetta dello Sport

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Lazio, serve una svegliata… il tour de force più duro sta per arrivare

Archiviata la gara di Bologna, ora spazio alla sosta per leNazionali. Al rientro dallo stop, come riporta il Corriere dello Sport, c'è un tour de force che attende i biancocelesti: si riparte con la sfida casalinga in programma sabato 19 alle ore 15.00 contro l'Atalanta, poi ritorna l'Europa League e la Lazio andrà in Scozia sul campo del Celtic il giovedì successivo alle ore 21.00, la domenica seguente l'impegno di campionato è a Firenzealle ore 20.45, seguirà il match infrasettimanale di mercoledì 30 ottobre contro il Torino all'Olimpico ed il match di San Siro contro il Milan, che si disputerà domenica 3 novembre; sarà poi la volta di Lazio-Celtic ed, infine, a conclusione di questo "mini-campionato" domenica 10 novembre alle ore 15.00 arriverà a Roma il Lecce di Liverani. Altre 7 partite in 23 giorni, dopo quelle di settembre che sono da poco terminate. Laziopress.it

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Correa, talento inespresso sotto porta: in carriera un gol ogni cinque gare

Il rigore che ha sparato sulla traversa a Bologna – e che alla Lazio è costato due punti – racconta molto di Joaquin Correa detto «El Tucu»: calciatore dalle notevoli doti tecniche e dalla grande velocità, in grado di regalare accelerazioni irrefrenabili, però incapace di fare gol. Un talento incompiuto, almeno per ora. Dà la sensazione di poter spaccare il mondo, invece spacca solo i pali. La Lazioè convinta che Correa possa diventare un protagonista
del calcio internazionale. Lo pensava Tare quando lo ha acquistato dal Siviglia, convincendo Lotito all’operazione più onerosa della sua esperienza, Zarate a parte: 16 milioni più 3 di bonus. Ne sono convinti lo stesso presidente, che ha dato il via libera alla firma di un nuovo accordo, e Inzaghi, che per fargli spazio ha arretrato Luis Alberto e costruito una squadra più offensiva, cambiando le sue convinzioni. Sul finire della scorsa stagione, El Tucu ha trasmesso un segnale forte: ha segnato il gol decisivo nella semifinale di Coppa Italia contro il Milan e una rete nella finale con l’Atalanta; ha fatto centro nelle ultime due gare di campionato alle quali ha partecipato. Finalmente è maturato, hanno pensato alla Lazio. E lo ha sospettato anche il Milan, che gli ha messo gli occhi addosso: aveva l’età giusta per partecipare al complicato tentativo di rilancio rossonero, solo che il prezzo non era affatto adeguato. Ora Correa è tornato se stesso: un talento inespresso. Le difficoltà che incontra in fase realizzativa sono raccontate dai numeri della sua carriera europea: 3 gol in 31 partite con la Samp; 15 in 73 incontri con il Siviglia; 10 in 52 gare con la Lazio. In media, segna una rete ogni cinque volte che scende in campo, anche meno. Poco per uno che gioca a ridosso dell’area. Eppure la Laziocontinua a credere che possa esplodere definitivamente e in fondo è giusto così: rappresenta un patrimonio della società e la clausola da 80 milioni non è stata inserita a caso nel suo nuovo contratto. Inzaghi cerca di prendere quanto di buono riesce a dare. A Bologna, ad esempio, una fuga del Tucu ha portato all’espulsione di Medel. Ha costruito i presupposti per la vittoria, insomma. Poi li ha scaraventati sulla traversa. CorriereDellaSera 

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Lazio, i rimpianti non portano in Champions: un punto in meno rispetto la scorsa stagione

La Lazio è ancora alla ricerca di sé stessa. E il percorso non sembra così semplice. Il problema è che di tempo ne è passato già troppo. Inzaghi sembra essersi incartato tra le pieghe dell’estetica e quelle della ragione. Tra il bel gioco all’attacco e le forze da dosare. L’obiettivo, dichiarato a inizio campionato, resta quello della Champions ma di questo passo sono solo i rimpianti ad aumentare. Rispetto alla passata stagione la Lazio ha un punto in meno. E soprattutto lo scorso anno di questo periodo aveva già affrontato RomaJuve e Napoli. Delle big ad oggi ha sfidato solo l’Inter. Ecco perché l’amaro in bocca è tanto. Il pari contro i giallorossi sconclusionati di inizio anno ne è l’emblema. Ma non è da meno neanche il ko di San Siro con i nerazzurri o la cocente sconfitta in rimonta con Spal per finire al pari di domenica di Bologna. Questione di carattere. Quello che la squadra biancoceleste non riesce proprio ad acquisire. Troppe volte è mancato il graffio sottoporta, troppe volte non si è chiusa la partita, troppe volte sono tornati i tristemente famosi blackout. Il tecnico biancoceleste si è spesso complicato la vita con le rotazioni. Diciamolo questo è successo anche nelle stagioni passate, ma quest’anno è stato ancor più evidente. Motivo? Il turnover massiccio e la differenza che c’è tra titolari e riserve. «Soddisfatto del mercato» ha sottolineato a più riprese Simone, salvo poi sconfessare se stesso con le scelte. Vavro, acquistato per 12 milioni per sistemare il lato destro della difesa ha giocato appena 62 minuti. A sinistra, invece, Jony si è ritagliato un po’ più di spazio, 117 minuti, ma ha evidenziato una buona propensione all’attacco ma pessima in fase difensiva. Lazzari è partito forte ora sta avendo una piccola flessione ma da quel lato la concorrenza ha stimolato in maniera positiva Marusic. Restando a centrocampo Berisha e Durmisi, arrivati lo scorso anno continuano ad essere due oggetti misteriosi. Insomma due giocatori su cui Inzaghi non può fare affidamento. Peccato però che il tecnico, memore degli errori dell’anno passato, abbia deciso di cominciare subito a fare ampio turnover per evitare il classico crollo che colpisce la Lazio nel momento clou. Basta ricordare gli infortuni in sequenza nei ruoli fondamentali. Già, ma questa rotazione continua e massiccia al momento non ha portato benefici. Anzi.
I PENSIERI DI LOTITO
Più di qualcuno ha storto il naso per essere rimasto fuori. In cima alla lista c’è Immobile. Pace fatta qualche settimana fa ma il cambio di Bologna, seppur giusto, non ha certo fatto piacere a Ciro che ha usato tutto il suo self control nella pancia del Dall’Ara. In effetti fa strano pensare che l’attuale capocannoniere della serie A sia quello più sostituito: quattro volte in sette partite. Ma non è l’unico ad aver manifestato qualche malumore. Il presidente Lotito, da pater familias, ha parlato alla squadra e in qualche caso, vedi la querelle Immobile, si è anche assunto parte delle colpe («L’avevo responsabilizzato troppo»). Non è contento. Il patron è sicuro di aver allestito una squadra in grado di andare in Champions senza troppi patemi. Non si è ancora pronunciato. Si gioca sul filo della pazienza. AdInzaghi il compito di non fargliela perdere. IlMessaggero

 

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Immobile escluso eccellente, nel pomeriggio l’incontro con gli agenti

Un pomeriggio a nervi tesi per Ciro Immobile. Secondo quanto riporta l'edizione odierna de Il Messaggero, il giocatore – dopo aver appreso le scelte di Inzaghi – ha incontrato i suoi agenti Sommella e Moggi. I due lo rassicurano, Ciro teme che possa ripetersi un 'Italia-bis' che comprometta la sua leadership nella Lazio. La società dal canto suo non vuole che episodi come quello di domenica si ripetano, per questo ha ritenuto insufficiente la multa, preferendo una punizione più vistosa. Ciro se l'è presa perché pensava che la storia fosse chiusa, la Lazio ha voluto mettere un punto definitivo sulla vicenda.

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Immobile, antidoto di crisi

Contro il Parma torna titolare Ciro Immobile, a segno nelle sue ultime tre sfide contro i gialloblu. Una carica in più per riscattare le due sconfitte contro Spal e Cluj: dopo i 2-1 subiti contro gli emiliani e i romeni, entrambi arrivati da un momentaneo vantaggio biancoceleste, la squadra di Simone Inzaghi è a caccia del riscatto davanti al proprio pubblico. Tra l’altro, dopo il Parma, c’è l’importante trasferta a San Siro contro l’Inter. Ciro Immobile insegue quindi il primo gol stagionale all’Olimpico, con l’intenzione di spezzare il digiuno sul terreno di casa che va avanti dal 7 aprile, quando segnò su rigore contro il Sassuolo. Lo riporta La Gazzetta dello  Sport

Laziopress.it

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Lotito già pensa al ritiro a Formello, Parma ed Inter decisive

Lotito si aspetta punti non solo con il Parma, ma anche nel turno infrasettimanale contro l’Inter, altrimenti scatterà il ritiro a Formello. Non un ritiro punitivo, bensì un ritiro per fare gruppo e lasciarsi alle spalle le incertezze di questo avvio di stagione. Laziopress.it/tuttosport

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Lazio, un film visto e rivisto

E così il 20 settembre le grandi ambizioni della Lazio, sbandierate in rigorosa sequenza da Tare (nell’intervista esclusiva al nostro giornale), Lotito (alla presentazione della squadra femminile) e Inzaghi (alla vigilia della trasferta di Ferrara) devono essere riposte nel cassetto, anche con un pizzico di imbarazzo se davvero la Lazio è questa che perde a Cluj nello stesso modo in cui era crollata domenica scorsa. In vantaggio per 1-0, con molteplici occasioni per raddoppiare e triplicare, la squadra biancoceleste non è rientrata in campo nella ripresa e si è fatta non solo rimontare ma anche battere. Per un club che ha annunciato di voler conquistare un posto in Champions League alzando il livello della sua competitività, questo mese di settembre è davvero il più nero che gli potesse capitare: Spal e Cluj sono squadre modeste, senza grandi obiettivi, eppure la Lazio è caduta e pure male, a conferma, tra l’altro, che il palcoscenico europeo le è assolutamente indigesto. La quinta sconfitta consecutiva in Europa League rappresenta, probabilmente, il segnale che la società deve fare qualcosa in più sul mercato: non basta confermare le stelle, bisogna anche investire su qualche giocatore di esperienza internazionale in grado di aumentare il livello tecnico del gruppo. Invece Lotito e Tare continuano a investire sulle scommesse (una, Jony, sicuramente già vinta ieri sera con il suo sinistro velenoso) piuttosto che sui campioni e alla fine il campo dice sempre la verità, in campionato e in Europa. La sconfitta di Cluj non mette in discussione la qualificazione ma il fatto che arrivi subito dopo il crollo di Ferrara fa riflettere sugli attuali problemi fisici della Lazio, che non dura nemmeno un’ora. Ed è curioso, infine, che una società che annuncia le proprie ambizioni di vertice non porti in Romania talenti come Luis Alberto e Immobile. Ma un conto è lasciarli a casa in vacanza, un conto è portarli in panchina e chiedergli aiuto quando stai affogando e non hai neanche un salvagente sulla scialuppa: o qualcuno pensa davvero che Cataldi e Adekanye possano cambiare una partita messa male? Corrieredellosport.it