Categorie
RASSEGNA STAMPA

Scalare una montagna alta 30 anni per diventare grande

Una partita ghiotta, i biancocelesti hanno l'occasione per diventare grandi. Ci sono degli scalini da salire, alcuni più grandi altri più piccoli. Quello di questa serà è uno dei momenti in cui è necessario fare appello a tutta la maturità mentale. Di errori ce ne sono stati, anche troppi, adesso è il momento di giocare come si deve. La Lazio questa sera alla scala del calcio ha un occasione d'oro: sfatare un tabù che dura daò 1989, dare un colpo alla classifica e staccare il Napoli e avvicinarsi alle prime quattro della lista. Inzaghivuole calare il tris, dopo le vittorie contro Fiorentina e Torino questa sarebbe la cigliegina sulla torta per chiudere al meglio la settimana. Bisogna comunque stare attenti a questo Milan, lo ha detto anche il mister in conferenza. Non stanno passando un buon periodo e proprio per questo sono ancora più pericolosi. Il Messaggero

 

 

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Verso il Milan: ballottaggi in difesa, Luiz Felipe e Bastos vogliono il rilancio

Domani il posticipo di San Siro contro il Milan attende i biancocelesti. Una Lazio che ha ritrovato il sorriso dopo le vittorie contro Fiorentina e Torino e che ora vuole espugnare un campo sul quale non vince da trent’anni in Serie A. Mister Inzaghi deve sciogliere gli ultimi dubbi per l’11 da schierare contro i rossoneri, ma potrebbe cambiare pochissimo, come riporta il Corriere dello Sport.

Tra i pali ci sarà sicuramente Strakosha, davanti a lui, nel tridente difensivo, sicuro del posto Acerbi, Radu-Bastos e Patric-Luiz Felipe i ballottaggi, con lo spagnolo e il rumeno che nelle ultime uscite hanno dato maggiori garanzie. Sulla mediana dovrebbe tornare Lucas Leiva in regia, recuperato dopo l’infortunio alla caviglia, ai suoi lati Milinkovic e Luis Alberto, mentre ci sarà Lulic a sinistra e uno tra Marusic e Lazzari sulla destra. Davanti con Immobile torna Correa, già decisivo lo scorso anno al “Meazza” contro i diavoli, ma in Coppa Italia. Lazionews.eu

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Verso il Milan: ballottaggi in difesa, Luiz Felipe e Bastos vogliono il rilancio

Domani il posticipo di San Siro contro il Milan attende i biancocelesti. Una Lazio che ha ritrovato il sorriso dopo le vittorie contro Fiorentina e Torino e che ora vuole espugnare un campo sul quale non vince da trent’anni in Serie A. Mister Inzaghi deve sciogliere gli ultimi dubbi per l’11 da schierare contro i rossoneri, ma potrebbe cambiare pochissimo, come riporta il Corriere dello Sport.

Tra i pali ci sarà sicuramente Strakosha, davanti a lui, nel tridente difensivo, sicuro del posto Acerbi, Radu-Bastos e Patric-Luiz Felipe i ballottaggi, con lo spagnolo e il rumeno che nelle ultime uscite hanno dato maggiori garanzie. Sulla mediana dovrebbe tornare Lucas Leiva in regia, recuperato dopo l’infortunio alla caviglia, ai suoi lati Milinkovic e Luis Alberto, mentre ci sarà Lulic a sinistra e uno tra Marusic e Lazzari sulla destra. Davanti con Immobile torna Correa, già decisivo lo scorso anno al “Meazza” contro i diavoli, ma in Coppa Italia. Lazionews.eu

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Immobile a caccia di quota 100: quando Piola taglió il traguardo proprio contro il Milan

Quella tra Milan e Lazio sarà una sfida ricca di significati che vanno oltre il semplice risultato del campo. Con la doppietta al Torino Ciro Immobile è salito a quota 99 reti con la maglia biancoceleste, a meno uno dalla tanto agognata quota 100. Una cifra tonda che qualora venisse toccata domani sera a San Siro si tingerebbe di storia: infatti, anche Silvio Piola. ottant'anni fa, siglò contro i rossoneri il sigillo numero 100 con la maglia della Lazio. Per di più, qualora Immobile riuscisse nell'impresa migliorerebbe anche il miglior cannoniere della storia laziale, impiegando 147 gare (148 Piola) per raggiungere la meta. Lo riporta Il CorrieredellaSera

 

Categorie
RASSEGNA STAMPA

A Milano per il tris, ad Inzaghi è riuscito una sola volta

Simone Inzaghi, la Lazio e la tabellina del 3: questione di feeling. Marco Ercole dalle pagine de Il Corriere dello Sportanalizza questi dati e questi incroci nella stagione biancoceleste: in tutte le circostanze in cui, con i turni infrasettimanali, si sono disputate tre partite in una settimana, la Lazio si è fermata 3 volte a 7 punti, 6 volte a 6 ed una volta a 4 e due a 3. Ma domenica l'allenatore biancoceleste ha l'opportunità di bissare l'impresa che finora gli è successa solo nel 2017-18: conquistare tre vittorie consecutive in campionato. Sulla scia dei punti guadagnati contro Fiorentina e Torino, Inzaghi ha l'opportunità di festeggiare a San Siro quello che allora gli riuscì battendo Cagliari, Bologna e Benevento. Il periodo era più o meno questo, le avversarie no. Ma che sia comunque di buon auspicio. Laziopress.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Per cancellare il tabù trasferta e restare in quota Champions: a Firenze il viaggio della speranza

Sì viaggiare. E tornare subito a vincere. Perché la Champions League diventerebbe una chimera con un altro passo falso a Firenze. La Lazio stasera deve per forza invertire il trend negativo delle trasferte (1 vittoria per 3-0 all’esordio in campionato a Genova contro la Samp e poi 4 sconfitte e il pari di Bologna). I problemi quest’anno erano iniziati a Ferrara (1-2) e poi a San Siro contro l’Inter lo scorso 25 settembre (0-1). Sono proseguiti a Bologna (2-2), Cluj e Glasgow nelle gare europee (entrambe perse 1-2). L’ultimo ko col Celtic ha ulteriormente evidenziato come le imprese avversarie nascano da cali di concentrazione nei secondi tempi. Adesso, lontano dall’Olimpico, sono 5 le mancate vittorie consecutive: un rendimento così negativo non si registrava dal 2016, quando da gennaio a marzo Pioli raccolse 8 pareggi consecutivi lontano da casa. Sono appena 4 su 12 (13ª forza del campionato), i punti conquistati in viaggio dai biancocelesti in questa stagione. Eppure Inzaghi continua a credere nella sua filosofia e non cambia nessun copione: «In Scozia abbiamo fatto una grande prestazione. Non abbiamo ottenuto il risultato immeritatamente, ma dobbiamo lavorare e credere nelle nostre forze». Insomma, la Lazio continua ad essere bella, ma non riesce a ballare. Anzi, un altro ko o un pari con la Fiorentina rischierebbe di chiudere subito le danze: «Abbiamo gli stessi punti in classifica, è uno scontro diretto contro una competitor, quindi importante».

EQUILIBRIO
L’atteggiamento giusto c’è, forse però è il momento pure di fare i conti con certe esigenze tattiche. Inzaghi riflette. Per tornare a vincere, bisogna segnare: «Contro una squadra forte come il Celtic, le partite vanno chiuse. Ci è mancato cinismo con Parolo, Correa, Immobile e Milinkovic, sono occasioni clamorose che non possono essere sbagliate», spiega l’allenatore. Perché il modulo fantasia (lanciato ormai quasi un anno fa) porta la Lazio ad attaccare ed è chiaro che dietro poi si patiscano più sofferenze. Questo però non può giustificare certe amnesie difensive anche da palle inattive: «Dobbiamo difendere di squadra, sui due gol abbiamo commesso errori individuali. In determinate sfide non si possono prendere certe reti, condizionano il risultato e il morale». Speriamo sia servita l’ennesima lezione per Firenze.

FIORENTINA
Quasi 35mila spettatori al Franchi, ci saranno sugli spalti circa mille tifosi laziali. Pienone per la partitissima delle 20.45 (diretta su Sky Sport 1, canale 201, e Sky Sport Serie A, canale 202) e Inzaghi lo sottolinea: «Il loro pubblico farà la differenza tanto quanto Ribery e Chiesa». Con loro, in un 3-5-2 molto simile a quello biancoceleste, Montella ha trovato la quadratura: «E ora voglio vedere i progressi contro una squadra fortissima, che da 10 anni supera sempre il primo turno in Europa. Un gruppo da Champions, che dispone di grandissimi calciatori che giocano insieme da anni. Tra l’altro è una Lazio arrabbiata dopo l’ultima sconfitta». Ma anche stanca: «Andrebbero più tutelati e non così svantaggiati, i club italiani che giocano in Europa. Bastava anticipare di due settimane il campionato – chiosa Inzaghi in conferenza – e non inserire i turni infrasettimanali, in modo tale da poter giocare di lunedì». Invece dovranno subito ripartire i biancocelesti, dopo essere ritornati dalla Scozia soltanto venerdì all’ora di pranzo. Sì viaggiare.

ilmessaggero.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Radar e telecamere: nuovi sistemi per mettere alle corde il razzismo

Radar, un uso più efficace delle telecamere e un software per monitorare i social network. La Federcalcio mette in campo misure drastiche per battere i violenti ma soprattutto i razzisti. I buu contro i giocatori di colore continuano incessanti e in tutti gli stadi d'Italia. Ultimo episodio domenica a Marassi con i tifosi della Roma che fanno ululati a Vieira. Era successo anche a Lukaku in casa del Cagliari. Ma a rendere più aspro il clima ci hanno pensato i tifosi bulgari che hanno insultato i colored dell'Inghilterra. Un caso di stato che ha portato alle dimissioni del presidente federale e del ct. La Uefa e la Fifa pretendono il pugno duro e hanno chiesto anche aiuto ai vari governi. Il numero uno della Figc, Gabriele Gravina, aveva messo in cima alla lista del suo programma proprio la battaglia contro i razzisti e i violenti. Un impegno che si è assunto anche il Ministro dello sport, Vincenzo Spadafora. Ultima novità in ordine di tempo sono i radar passivi. Ne bastano un paio per settore, costano poco e soprattutto sono eco-sostenibili. Per il funzionamento non hanno cioè bisogno di trasmettere onde elettromagnetiche ma sfruttano i segnali emessi dal digitale terrestre, dalla telefonia mobile o dalle trasmissioni televisive satellitari, e su radar a bassissima emissione di potenza, i noise radar, cioè sensori di piccole dimensioni e a basso consumo da impiegare congiuntamente e come supporto. La tecnologia ad oggi non è autorizzata serve il via del Viminale. Ci sono problemi legati alla privacy. In realtà i radar possono essere tarati in base ai decibel in modo da in intercettare le conversazioni dei tifosi. L'obiettivo è quello di sperimentarli il 18 novembre a Palermo in Italia-Armenia. 

ALTRI SISTEMINon solo l'ascolto ma anche le immagini saranno fondamentali. In queste ore si sta lavorando per rendere l'uso delle telecamere più efficiente. Al momento i filmati sono ad uso esclusivo del Gos che le utilizza nei casi di episodi di violenza. La Federcalcio ha chiesto che le immagini possano essere interpellate anche per tutti quegli episodi che allo stato attuale non sono classificati come reati. Tradotto: utilizzarle per individuare chi fa buu. Per questo si chiede che un delegato possa magari essere presente nella sala video per indirizzare le telecamere verso chi si macchia di razzismo. Magari il tutto gestito in collegamento con gli ispettori federali a bordo campo e con il quarto uomo. Ma c'è di più perché la rete è spesso il luogo dove si intrecciano le trame dei gruppi più violenti. Per questo è in via di sviluppo un software che monitori l'attività dei vari ultras. La Figc ha preso in modo concreto l'impegno ma come ribadisce il numero uno di via Allegri, Gravina: «le norme ci sono, bisogna applicare anche le sanzioni in modo adeguato». 

Il Messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

“Se dobbiamo perdere facciamolo da uomini”: il confronto all’intervallo di Lazio-Atalanta

Un primo tempo da incubo. Lazio-Atalanta allo scoccare del 45' sembrava destinata a finire con un largo scarto a favore dei bergamaschi, prima però della reazione della Lazio. Negli spogliatoi i confronto all'intervallo non è stato acceso o con toni alti, come ha dichiarato Immobile, ma ovviamente qualcosa è stato detto. Il Corriere dello Sport oggi riporta alcuni passaggi del confronto fra Inzaghi e i suoi. Non solo il tecnico, ma anche Correa e capitan Lulic avrebbero preso parola: il concetto espresso dai protagonisti portava verso un unica direzione: "Se dobbiamo perdere, facciamolo da uomini. E mettiamoci a giocare a calcio". Il resto è storia.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Klose riscopre la Lazio: “Sorpreso da Strakosha e da Inzaghi. Non sapeva che modulo utilizzare, ora invece… Immobile? Mi ci rivedo”

Serenità e consapevolezza. Caratteristiche che lo hanno sempre contraddistinto in carriera e che lo hanno accompagnato dai dilettanti fino alla vetta del mondo. Quando Miroslav Klose arrivò in Germania dalla sua Polonia era un bambino di neanche 10 anni. Al primo giorno di scuola prese un votaccio perché non comprese nemmeno una parola del dettato della maestra. Tornò a casa piangendo, frustrato, ma, superata quella difficoltà, capì che ogni problema era risolvibile. Bisogna solo dare tempo al tempo. Oggi Miro allena gli Allievi del Bayern Monaco. In estate in società avevano pensato di promuoverlo in Primavera, ma lui ha rifiutato: "Un passo dopo l'altro – spiega Miro -, bisogna avere pazienza, la frenesia è nemica del risultato. Bisogna sempre essere umili". Qualità che ha imparato da Pioli, che lo ha allenato alla Lazio fra il 2014 e il 2016: "Sono contento che il Milan gli abbia dato fiducia, la merita. È un uomo fantastico".

 

È il tecnico giusto per il Milan?

 

"Di più. È l'uomo giusto, specie in un momento di difficoltà. Ha qualità umane rare, è una persona molto onesta. Affronta i problemi in modo molto concreto, è schietto, ma molto disponibile. Ci siamo scambiati una promessa reciproca che ancora dobbiamo mantenere"

 

Sarebbe?

 

"Una cena. Con gli incarichi che ha avuto prima all'Inter e poi alla Fiorentina e col fatto che ora lavoro a Monaco non abbiamo mai avuto tempo, ma ci tengo. Sono sicuro che al Milan farà bene".

 

Di Inzaghi, che ha sostituito Pioli sulla panchina della Lazio, cosa pensa?

 

"Sta facendo un lavoro eccezionale. Mi sento molto spesso con Lulic e mi ha confermato le sensazioni che ho avuto vedendolo da lontano: nelle sue prime 7 partite, quelle finali della stagione 2015-16, era ancora evidentemente inesperto. Non sapeva che modulo utilizzare, era un po' timido nel rapportarsi con i calciatori. Ora è molto più sicuro di sé. Sta facendo bene, sono contento per lui e per la Lazio. La vera sorpresa però è un'altra…".

 

Sarebbe?

 

"Strakosha. Quando c'ero io era il terzo portiere. Sinceramente avrei puntato tutti i miei risparmi sul fatto che non sarebbe riuscito a diventare il titolare. Non trasmetteva sicurezza. Ma la sua crescita dimostra semplicemente che bisogna dare spazio ai giovani e dar loro il tempo di crescere".

 

Sta andando bene anche Immobile, che l'ha sostituita alla Lazio…

 

“Ho sempre pensato fosse forte, già quando era al Torino. Lavora molto per la squadra, corre molto, lotta, e si crea molte palle gol così. Proprio come facevo io”.

 

Perché la Lazio, fin da quando c'era lei, sfiora la Champions League ma non riesce mai a qualificarsi?

 

“C'è evidentemente una componente di sfortuna. Spesso la squadra perde punti in partite che teoricamente non dovrebbero essere insidiose. C'è un problema di testa, perché bisogna capire che anche gare con avversari meno blasonati e in stadi meno stimolanti i punti a disposizione sono sempre 3. A volte c'è anche un problema di rosa, che non sempre è lunga. Anche quest'anno, vista la qualità del campionato italiano, sarà difficile per la Lazio arrivare quarta”.

 

Le piacerebbe allenare la Lazio?

 

“Sì, il mio obiettivo è arrivare in Bundesliga, in Serie A o comunque in un campionato top. Vediamo se ci sarà l'occasione. Ma con calma: sono convinto che si debba allenare nelle giovanili per comprendere davvero questo mestiere. Anche da giocatore si parte dalle giovanili per poi arrivare in alto”.

 

Che tipo di allenatore è?

 

“Pretendo molto dai miei ragazzi. Se capisco che c'è qualità voglio diano sempre il massimo. Non tutti crescono subito, anche quella però è una qualità. Per me lavorare con i ragazzi è una sfida e io adoro le sfide. Voglio che la mia squadra giochi un calcio offensivo, pressando gli avversari, un po' come facevo io a Brema con Schaaf come allenatore. Da ogni tecnico che ho avuto cerco di prendere il meglio, ma resto fedele alle mie idee. Il mio modulo preferito al momento è il 3-1-4-2, ma dipende sempre dai giocatori”.

 

Da ex attaccante ha fiuto per le punte di talento?

 

“Anche per i difensori, avendone affrontati tanti”.

 

Si aspettava che Ribery facesse così bene in Italia?

 

“Sì. Io, lui e Toni arrivammo insieme al Bayern, lo conosco bene. È un giocatore eccezionale. Sapevo, conoscendo l'Italia, che partendo bene, avrebbe conquistato il cuore dei tifosi e così è stato. E questo è proprio quel che lo stimola. Con Boateng ha anche un supporto importante. A Firenze si divertiranno con lui”.

 

La Serie A sta crescendo?

 

“Sì. Prima la Juventus non aveva rivali. Ora Inter e Napoli sono insidiose. Dei nerazzurri mi ha sorpreso Sensi: si è inserito in fretta benché non avesse ancora giocato a questi livelli”.

 

In Champions League l'Inter se la dovrà vedere con il Dortmund…

 

“Si vede la mano di Conte, per questo l'Inter è così forte. Ha qualità in attacco con Lukaku e Lautaro ed è solida dietro con Godin e De Vrij. Sono contento che Stefan si sia ripreso dai problemi al ginocchio che ha avuto alla Lazio. Col Dortmund però sarà difficile: i gialloneri hanno molta qualità. In contropiede sono terribili. Sarà una gara equilibrata, da pareggio”.

 

Cosa manca alla Germania per tornare ai livelli del 2014?

 

“La nazionale sta affrontando un cambio generazionale. I nuovi si stanno inserendo, c'è bisogno di tempo. Serve anche un nuovo leader che si aggiunga a Neuer, Kroos e Kimmich. Süle prima o poi dovrà assumersi questa responsabilità. Ho visto le ultime partite, compresa quella contro l'Argentina: la qualità c'è, ma si vede che la squadra è giovane. Non ci si deve intimorire per un gol subito”.

 

La nazionale italiana sta crescendo?

 

“Ha intrapreso la strada giusta. Anche voi però avete bisogno di tempo. So che si vorrebbe avere tutto e subito, ma non bisogna farsi prendere dalla frenesia”.

gazzetta dello sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Inzaghi scuote i suoi: “Con lo stesso spirito dell’Atalanta siamo più forti, vinciamo altrimenti è un macello”

Lazio-Atalanta non è una partita come le altre. L'intervista al presidente Lotito ha acceso la settimana biancoceleste, Inzaghi ha rincarato la dose ieri sul campo, con un discorso motivazionale ai suoi. Come riporta il Corriere dello Sport, il tecnico piacentino ha aperto l'allenamento così:” Dobbiamo metterci a posto molto bene negli ultimi due giorni, altrimenti sabato facciamo fatica. Abbiamo il ricordo delle due partite dell'anno scorso. La prima eravamo troppo lenti e l'abbiamo persa, l'altra era la finale di coppa Italia e l'abbiamo vinta. Lo sappiamo, l'Atalanta è l'Atalanta. Le vanno fatti i complimenti. Ma noi, se ci mettiamo lo stesso spirito loro, siamo più forti. Abbiamo altri due giorni d'allenamento per sistemarci e per vincere sta partita, se no diventa un macello".