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Lazzari, la Lazio ci prova: chiesti 15 milioni

La Lazio ha una corsia preferenziale per Lazzari. I biancocelesti sono in contatto con la Spal, cercano di accontentare Inzaghi sulla fascia destra, dove l'esterno italiano è stato indicato dal tecnico come il nome da prendere. Il presidente Mattioli già durante la stagione aveva aperto ad una eventuale cessione, negli ultimi giorni anche il procuratore Carpeggiani ha ribadito il concetto: “La Lazio è destinazione gradita al giocatore”. A Ferrara vorrebbero trattenere Murgia, che la Lazio valuta almeno 10 milioni, mentre Lazzari viene quotato almeno 15. L'idea di uno scambio (con conguaglio economico) non appare così peregrina, anche se Lotito non vorrebbe privarsi a titolo definitivo di Murgia, cresciuto nelle giovanili biancocelesti. La trattativa resta aperta, Inzaghi attende il suo primo rinforzo.

 

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Neto e Jordao, il tesoretto per Jony e Yazici

ROMA Arrivano i soldi. Oltre venti milioni per chiudere Jony, andare in Turchia per Yazici o in Belgio per Samata. Qualcosa, insomma, comincia a muoversi in casa Lazio. Pedro Neto sempre più verso il Benfica, forse pure Jordao. Un'operazione da quasi venticinque milioni di euro. Gli stessi soldi che la Lazio ha investito sui due talenti un paio di stagioni fa. A confermare l'esito positivo dell'affare è il direttore sportivo Igli Tare al quotidiano O Jogo con parole che lasciano pochi dubbi: «E' vero siamo a buon punto, i lusitani hanno mostrato interesse per questi due ragazzi che hanno avuto una grande crescita. Stiamo continuando a parlare e valutare». La sensazione è che si possa chiudere a breve. Il regista dell'operazione, neanche a dirlo, è Jorge Mendes che, contestualmente ai due giovani portoghesi, sta lavorando per dirottare Joao Felix dal Benfica al City per una cifra di quasi 100 milioni di euro, tanto che in Portogallo sono sicuri che qualche calciatore lascia la squadra di Guardiola per approdare alla Lazio. Difficile solo pensarlo, visto il tetto ingaggi del club di Manchester. 
AFFARI SBLOCCATISe questi soldi entreranno presto, la Lazio potrà avere la liquidità necessaria per sbloccare qualche operazione. La prima riguarda Jonathan Rodriguez Menendez, più noto col nome di Jony che ha giocato l'ultima stagione in prestito all'Alaves. Il proprietario del cartellino è il Malaga che sabato sera ha perso la semifinale dei playoff per accedere in Liga; quindi, senza la certezza della promozione, ora il giocatore potrà liberarsi grazie a una clausola. Non è chiaro il compenso che la Lazio dovrà riconoscere agli spagnoli, si parla di circa tre milioni, ma l'esterno offensivo ha un accordo con Tare e Lotito sull'ingaggio e vestirà il biancoceleste, a meno di clamorosi ripensamenti. Dopo Adekanye, Jony dovrebbe essere il secondo acquisto. E ora occhio anche a Yazici del Trabzonspor, legato al destino di Milinkovic-Savic, conteso da Juve e Psg. 
BOMBER DAL BELGIOIn attesa di risposte al pressing di Inzaghi su Caicedo (per farlo rimanere) la Lazio valuta alternative per lattacco. Petagna piace all'allenatore per il suo modo di stare in campo e aiutare la squadra, mentre il giovane Hurtado del Gimnasia la Plata può liberarsi con una clausola bassa di 2 milioni di dollari per finire. C'è poi Mbwana Samatta, goleador del Genk, classe '92: dal Belgio insistono nel dire che è per lui che la Lazio ha mollato Wesley. E' nato in Tanzania, attaccante centrale e capitano della Nazionale, grazie a tecnica e velocità può adattarsi a giocare da esterno offensivo. La sua media gol e la facilità con cui realizza le reti, quest'anno 51 gare e 32 reti, avrebbe fatto vacillare più di un dirigente a Formello. Per lui il Genk parte da almeno 10 milioni di euro. 

Il Messaggero

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Radu amaro: “Mai preteso maglia da titolare, ribadisco volontà di chiudere carriera con la Lazio”

Intanto la Lazio continua a lavorare sotto traccia per Yazici per il dopo Milinkovic. Il jolly 22enne di centrocampo fa impazzire Tare, il Trabzonspor ha rifiutato 12 milioni da Lille e Bordeaux, ne chiede 20. Servono assolutamente da Juve e Psg i soldi di Sergej. Dalla Turchia lanciano pure il nome di Ertugrul Ersoy, centrale classe 1997, capitano del Bursaspor. La retrocessione del club biancoverde apre le porte del mercato per i suoi elementi migliori ed Ersoy può partire per nove milioni. Forte fisicamente (è alto 1,87), abile nel gioco aereo e nell’impostazione da dietro con il piede destro, il capitano del Bursaspor piace anche a Galatasaray e al Lecce in Italia. In Spagna rilanciano la possibilità d’inserire l’ex Palermo Vazquez per Luis Alberto, Lotito dice no. L’entourage di Lainez del Betis conferma i colloqui col club biancoceleste per il 19enne, ma alla fine in quel ruolo Tare ha già chiuso altrove.

SPAGNA
Già, perché infatti è fatta per il 28nne Jony (quadriennale da 1,5 milioni a stagione), bisogna solo capire le modalità. Nonostante l’offerta da 4,5 milioni (più 1,5 di bonus) al Malaga, tutto lascia pensare che alla fine possa arrivare a zero. E, in questo senso, l’ultima mano d’aiuto dovrebbe darla il Deportivo, che ha già vinto l’andata dei playoff 4 a 2 e ha quindi un importante vantaggio. Stasera, insomma, si saprà se Jony sbarcherà gratis (ha una clausola rescissoria col Malaga in Segunda Division) a Formello. Lui cercherà di adattarsi anche nel 3-5-2 come esterno, si alternerà a Lulic e farà il rodaggio per un anno. Potrebbe andare via prima, Radu: «Inutile dire che sono tutte fesserie quelle che stanno girando. Ho sempre detto e ribadisco che sarei voluto rimanere a vita alla Lazio. Non ho mai preteso il posto da titolare con nessuno», le parole amare confessate a persone vicine al rumeno. Invitato a tornare a casa dalla Dinamo Bucarest, il primo club che lo ha lanciato nel calcio. Stefan parla anche col Napoli, su Strakosha non si placano le sirene inglesi. In caso di cessione, da Salerno potrebbe fare il suo stesso percorso Macai, ma solo per 50 milioni Thomas direbbe goodbye. Ilmessaggero.it

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Sirene Premier per Strakosha: Lotito chiede oltre 50 milioni

Scherzando e ridendo, a volte un filo di verità ci può sempre essere. E' il caso di Silvano Martina, ex portiere laziale, ora agente di calciatori, tra cui Buffon. «Gigi alla Lazio? Prima vendano Strakosha, per me molto valido, poi magari ne riparliamo…», dice scherzando il procuratore al portale Cittaceleste. L'idea Buffon in biancoceleste era nata il giorno dell'annuncio dell'addio dal Psg, quando i tifosi laziali avevano inondato di richieste il profilo social del portiere, che aveva fatto un blitz nella capitale. «So che era lì, ma non c'entra nulla con il suo lavoro. So, però, che è rimasto colpito dall'affetto dei tifosi laziali». In realtà, l'ex estremo difensore della Juve e della nazionale è molto vicino al Porto. Dunque, Inzaghi dovrà fare conto su Strakosha, attorno al quale ci sono però tante attenzioni in Premier. Lotito valuta il portiere sui 50/55 milioni di euro e Arsenal, Tottenham e West Ham sembrano disposte a fare un tentativo. Così come fece il Liverpool l'anno scorso, prima di virare su Alisson.

Il Messaggero

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Lulic, ultimo giro? Anche l’eroe del 26 maggio nell’operazione ringiovanimento

ROMA Qui si fa la rivoluzione, ma con qualche distinzione: età, spirito e condizione. Per tutti i senatori biancocelesti solo la prima è una discriminante. Così la Lazio ha deciso di basarsi sugli altri due elementi per iniziare la sua operazione di ringiovanimento. Ecco perché Radu ne è rimasto subito travolto: ha patito troppi infortuni quest'anno, non è stato all'altezza il rendimento in campo. Dopo 11 anni e mezzo, Lotito e Tare non discutono certo il suo attaccamento, ma il ds ha notato pure una certa discontinuità in allenamento. Addirittura malelingue a Formello spifferano che nel derby si sia tirato indietro, nonostante fosse guarito. Inzaghi non ci ha mai creduto, Radu era e resta un suo guerriero. Ecco perché il tecnico non ha avallato (figuriamoci a costo zero) il suo addio. Che comunque si consumerà soltanto se Stefan troverà una giusta soluzione per se stesso. Ieri l'agente Materazzi era addirittura col Napoli a colloquio: per un top club Radu accetterebbe di rinunciare agli ultimi due anni (a novembre ha firmato sino al 2021) di contratto. All'eroe del 26 maggio, Lulic, ne rimane uno ma paradossalmente sembra meno in bilico. Senad ha messo sempre il cuore e dato tutto, può rimanere senza rinnovo, prima di raggiungere in Svizzera la sua famiglia, che ha già anticipato il ritorno .

ULTIMO ANNOI bambini stanno imparando il tedesco, Lulic pure fuori dal campo farà avanti e indietro. La società sa tutto. Tare già da tempo cerca un sostituto: prima con Lukaku, poi con Durmisi ha fallito. Quest'anno non potrà proprio sbagliare l'acquisto (e la scommessa Jony gratis è un'occasione ma anche un rischio), dato che Senad stavolta colmerà il buco al massimo sino al prossimo giugno. Diverso però, rispetto a Radu, è il trattamento che Lotito gli ha riservato insieme all'altro vecchietto di fiducia Parolo. La squadra sarà svecchiata, ma al momento solo una bandiera è stata ammainata. Forse anche perché non si riescono a sbloccare altre uscite in difesa. Mendes propone Viana per liberare Wallace, ma la Lazio spinge per Biraschi col Genoa e guarda pure a un altro giovane centrale (si è parlato di Chambers e Lascelles) in Inghilterra.

GOODBYEE' lenta e piena d'ostacoli, questa rivoluzione. Da Siviglia ancora sirene per Luis Alberto, la Lazio valuta invece nel Betis Lainez come baby prodigio. A centrocampo per investire (15-20 milioni col Trabzonspor) sul turco Yazici servono i soldi di Milinkovic (si spera nell'asta Psg-Juve). Forse sarebbero serviti pure per non perdere Wesley: il brasiliano stanco d'aspettare da un anno, decide di accasarsi alla neopromossa Aston Villa (25 milioni al Bruges) e fregarsene dell'accordo con la Lazio. Così l'iraniano Azmoun potrebbe tornare di moda, ma c'è anche un mister X. Un'alternativa come Hurtado e Petagna, quest'ultimo in particolare a Inzaghi gradito. Almeno, al posto del 30enne Caicedo, avrebbe un ariete pronto.

Il Messaggero

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Alitalia, Lotito: «La mia proposta era riservata». Adesso tutto si gioca sui conti

Al Mise giurano che l’offerta non vincolante presentata da Claudio Lotito verrà esaminata con la massima attenzione. E che ha, almeno sotto il profilo formale, la stessa dignità delle proposte, poi respinte al mittente, inviate da Lufthansa e dalla low cost Ryanair. Per la verità gli uomini di Di Maio, e sopratutto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si aspettavano una lettera dal colosso dei Benetton o quanto meno una telefonata per avviare la trattativa. Del resto, al di là dei tatticismi, i segnali partiti da Palazzo Chigi e dalla Lega in queste ultime settimane erano stati inequivocabili. Per Matteo Salvini, leader del Carroccio, il partner ideale resta Atlantia, così come lo è per Fs che, come noto, corteggia da mesi il gruppo privato.

Per adesso sul tavolo di Di Maio c’è solo la missiva di Lotito che, a giudizio del patron della Lazio, doveva restare rigorosamente riservata. Un’avance seria – giurano i collaboratori del presidente della squadra che ha vinto la Coppa Italia – che punta a capire se ci sono spazi di manovra e a conoscere, nel dettaglio, i conti della compagnia tricolore. Anche i sindacati, del resto, solitamente diffidenti, non scartano l’opzione. «Prendiamo atto che finalmente c’è un’offerta», ha osservato Salvatore Pellecchia, segretario generale della Fit-Cisl. Certo – aggiunge – prima di esprimerci in merito vogliamo conoscerne i termini dell’offerta. E la base per la trattativa, ricordano sempre i sindacati, è quella indicata dal vice premier Di Maio, il quale ha garantito che la compagnia sarà rilanciata e non salvata, che «saranno salvaguardati i livelli occupazionali e il reddito e che sarà redatto un piano industriale espansivo». 

Insomma, che gli 11 mila posti di lavoro, oltre 20 mila con l’indotto, non verranno toccati. Non è chiaro se l’operazione “Alimpia”o “Alazio”, come i social hanno subito ribattezzato l’offerta di Lotito, andrà in porto e se l’Aquila campeggerà sulla livrea degli aerei. Ma al momento si tratta dell’unico pezzo di carta arrivato al ministero. Dal fronte delle Ferrovie non trapelano commenti ufficiali, anche se Lotito potrebbe comunque far parte della cordata tricolore (insieme al Mef e ad Atlantia) con una partecipazione minore. A patto però che il presidente si convinca della bontà del piano industriale. Ai suoi ha infatti ribadito di voler esaminare la questione sopratutto sotto il profilo della tenuta industriale. 

I TEMPI
La Lega, come noto, vede positivamente l’eventuale ingresso del presidente bianco celeste, mentre i 5Stelle si interrogano se forse non sarebbe stato meglio dire subito sì ad Atlantia. Chiudendo la partita senza rischiare nuovi tempi supplementari. Che del resto non sono nemmeno serviti alla Lazio per vincere l’ultimo trofeo. 
Sullo sfondo la proposta di Atlantia resta ovviamente quella preferita da Ferrovie e da Delta Airlines. Sono stati propri gli americani a sollecitare nei giorni scorsi una decisione finale allo scopo di evitare una nuova proroga, sarebbe la quarta, dei tempi. Non è escluso che il Mise conceda però un altro mese per trovare una mediazione con il gruppo privato che fa capo ai Benetton. Di certo la partita deve essere chiusa in tempi rapidi, Subito dopo l’estate il carburante finanziario della compagnia, circa 450 milioni, comincerà ad esaurirsi e sarà inevitabile varare una nuova ricapitalizzazione.

ilmessaggero.it

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Acerbi non si ferma mai: programmato un pre ritiro a Forte dei Marmi, comincerà prima degli altri

Acerbi non si ferma mai. Come riporta l'edizione odierna de Il Corriere dello Sport, il difensore biancoceleste ha in programma un personalissimo pre-ritiro a forte dei marmi, con il preparatore Lorieri, per iniziare prima la stagione. Dopo le 50 presenze stagionali, vuole presentarsi ad Auronzo al meglio, tanto da ridurre le proprie vacanze. Acerbi sarà ovviamente il pilastro intorno a cui costruire il nuovo pacchetto arretrato di Inzaghi.

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Tare, due colpi per Inzaghi: ecco Lainez e Yazici

ROMA Pensa positivo in vacanza nella City. I bicchieri sono ancora mezzi vuoti, ma Inzaghi a New York li ha già ben disposti. Continua a dire che ripartirà dal 3-5-2, ma il mercato non fa altro che convergere verso il 4-4-2 o il 4-3-3, parlando di ali. Non solo Adekanye, non solo l'occasione (fatta con il Malaga per 4,5 milioni più uno di bonus) Jony. Scordatevi la suggestione di un ritorno del figliol prodigo Keita, neanche troppo gradita ai tifosi. In compenso però spunta il gioiello Diego Lainez del Betis. Messicano di diciannove anni, paragonato in patria a Lozano, mancino con entrambi i piedi fatati. Dodici presenze nell'ultima Liga, ha però esordito in Europa e segnato una rete (nel 3 a 3 col Rennes) allo scadere straordinaria. Il Betis lo aveva preso lo scorso inverno dal Club America, mettendo sul piatto 14 milioni divisi in 3 rate. La Lazio vorrebbe inserirsi pagandone due più un indennizzo al club spagnolo, in debito per l'affare rotto Durmisi. Lainez è un craque, somiglia a Messi per i centimetri: 167 per 58 chilogrammi. E' un bimbo a zig zag, che ha esordito in Nazionale a 17 anni. Gioca a sinistra, ma può svariare su tutta la trequarti. A livello mondiale è uno dei migliori prospetti. 

SONDAGGIInsomma fra il dire e il fare, c'è sempre di mezzo Tare. Inzaghi (almeno di facciata) avrà pure invocato giocatori pronti, ma il suo fido amico ds sta continuando a sondare i baby gioielli. Al di là di dichiarazioni e indiscrezioni, prosegue spedita la decennale strategia biancoceleste di scouting. Al momento, a parte quelli offerti (da Robben a Schurrle passando per Darmian), non c'è traccia di nomi famosi, né stranieri né italiani. La Lazio cerca rinforzi aggrappandosi al fiuto albanese di talenti emergenti. Così se Lotito tratta direttamente con Preziosi Biraschi, Tare pare abbia individuato un profilo giusto per la difesa fra alcuni giovani inglesi: costano intorno ai 14 milioni, sono nel giro della Nazionale, piacciono Collum Chambers, 24enne dell'Arsenal, e Jamal Lascelles, un anno più grande, del Newcastle. Club insieme al West Ham sulle tracce di Wesley, sul quale il diesse non transige: pretende che stavolta Lotito investa i 20 milioni, c'è un ultimatum al Bruges. Al momento no all'alternativa Petagna, che Inzaghi inserirebbe comunque al posto di Caicedo volentieri in rosa. 

EREDITÀContinuano a rimbalzare nomi dalla Turchia. Sembra praticamente impossibile arrivare ad Elmas, inseguito da mezza Europa. Nel Fenerbahce c'è piuttosto l'idea Jalison per sostituire Badelj in uscita (Bordeaux, Aston Villa e West Ham su di lui): costerebbe 12 milioni, il triplo rispetto a quanto il club turco aveva versato al Gremio per il mediano 23enne di 187 centimetri. Statura e prezzo simile per il 22enne Yusuf Yazici del Trabzonspor: scansato l'assalto del Lille, per lui sì che Tare vuole fare sul serio. Ventidue gol e ventuno assist nelle ultime quattro annate, potrebbe essere davvero questo turco, guerriero jolly nel rombo di centrocampo, l'erede di Milinkovic. Eppure, proprio da quest'ultimo, dovranno arrivare i soldi: se Sergej non partirà entro i primi di luglio, sarà impossibile spendere certe cifre per tutti gli acquisti. Sarebbe tutto diverso con in mano un budget di oltre 100 milioni. Altro che bicchieri, a Formello riempirebbero i boccali. 

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Lazio, sono Robben dell’altro mondo

ROMA Robben da matti, dopo Klose dell'altro mondo. I tifosi adesso sognano un vero colpo. Per la Lazio tra l'altro non sarebbe nemmeno qualcosa di nuovo. Lo aveva fatto con Miro, due anni fa con Leiva. Certi campioni, che sentono di poter dare ancora molto, sono i benvenuti a Formello a chiudere la carriera. Portano spessore e personalità. Regalano qualità e anche un esempio per i giovani nella loro crescita. Non c'è una trattativa, ma il nome di Robben dopo un anno torna di moda. Ha chiuso col Bayern Monaco, non ha nessuna preferenza sul campionato, ma a 35 anni vorrebbe ancora una squadra in cui poter lottare per lo scudetto. Questo fa capire quanto Arjen sia ancora motivato, ma questo presupposto dovrebbe anche escludere la Lazio. Eppure Robben invece è stato offerto e di solito si lascia trasportare da queste suggestioni, Lotito. Nei giorni scorsi invocato anche per Buffon, da sempre gradito al suo popolo. I laziali hanno invaso il profilo Instagram del portiere, subito dopo la lettera d'addio al Psg, per convincerlo a fare un altro anno in biancoceleste, poi hanno invocato un regalo del presidente. Smonta però tutto Martina, il suo procuratore: «Non ho sentito nessuno, la Lazio ha un ottimo portiere giovane e non ha bisogno di Gigi». A meno che le sirene della Premier per Strakosha (Arsenal e Tottenham) non diventino sempre più forti. 
VOGLIA DI TOPNell'ambiente biancoceleste c'è tanta voglia di campioni. Senza età, spesso bastano i nomi a infiammare i sogni. E da questo punto di vista può essere una garanzia Inzaghi. Il tecnico ha chiesto giocatori pronti e di cogliere eventuali occasioni. Una potrebbe essere un vecchio pallino, Darmian, in uscita dallo United e assistito dal suo stesso agente Tinti. «Dovete chiedere a Tare», risponde il procuratore. Perché l'ex Torino è stato proposto, è un jolly a destra e a sinistra, potrebbe fare le fortune dell'allenatore. Che sarebbe disposto a rinunciare a Marusic soltanto se dal mercato arriverà un'alternativa (per Lala dello Strasburgo è lievitato il prezzo) migliore. Quella fascia non è comunque la priorità, si lavora piuttosto sull'altra, nonostante Lulic sia risultato il migliore biancoceleste per occasioni create e il terzo in tutta la Serie A. E' un discorso di età e bisognerà stroncare pure le resistenze di Durmisi in uscita. 
STRETTA D'ALIIntanto potrebbe sbloccarsi il discorso ala, è attesa una risposta ai sei milioni offerta per Jony dal Malaga. La Lazio è fiduciosa di chiudere a breve, anche per l'accordo di massima stipulato con il giocatore e i suoi procuratori. A mettere un po' d'ansia è il Valencia che ancora non ha fatto alcuna proposta, ma l'interesse per l'esterno offensivo è parecchio e nei prossimi giorni potrebbe muoversi in modo serio direttamente su Malaga e Alaves, con i quali, dicono in Spagna, ci sono già state in passato forti alleanze sul mercato. Si vedrà. Dall'Argentina, infine, siti e quotidiani di La Plata insistono ad affiancare Hurtado alla Lazio, tanto che il presidente del Gimnasia, Gabriel Pellegrino, la settimana scorsa pare sia stato nella capitale, dove, oltre ad aver incontrato Ferrero della Samp, avrebbe avuto anche una riunione con Lotito. Dal Sudamerica ne sono convinti, da Formello un po' meno. 

Il Messaggero

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“Missione Champions? Ringiovanire e rinforzare”

L'appetito vien mangiando. La Lazio di Lotito in 15 anni ha vinto 5 trofei, e si è quindi nutrita in maniera consistente, ma è dal 2006-07 che non si qualifica per la Champions League. La società si è stancata di sentire il profumo della massima competizione europea (sfiorata più e più volte) senza però mai riuscire ad assaporarla. Già l'anno scorso Lotito e Tare avevano fissato nella Champions League l'obiettivo da raggiungere, per il 2019-20 vogliono creare una squadra che possa arrivare fra le prime quattro ricorrere a miracoli o sperare nel fallimento di qualche antagonista. Fra giocatori in uscita e rinforzi in arrivo, a Formello, quest'estate ci sarà un bel viavai.

OTTIMISMO – “Serve un acquisto per ruolo, a centrocampo anche due se dovesse partire Milinkovic”, afferma Antonio Filippini, che ha giocato con la Lazio nel primo anno di gestione di Lotito (2004-05) e che sta vedendo crescere la squadra di stagione in stagione. “Si sta facendo un ottimo lavoro, per questo sono ottimista. Si vede che la società ha voglia di crescere, nelle ultime stagioni è mancata solo un po' di fortuna. Ora però farei un investimento consistente in attacco perché Immobile non può avere la pressione di essere l'unico finalizzatore”.

PROGRAMMAZIONE – Lionello Manfredonia, che ha vestito il biancoceleste dal 1975 al 1985, è convinto che il primo mattone per costruire una squadra da Champions League sia stato messo: “Ritengo fondamentali le conferme di Inzaghi e Tare, entrambi fra i migliori in Italia nei rispettivi incarichi. Il fatto che, seppur corteggiati da altri club, abbiano deciso di restare sta a evidenziare che sono convinti che con la Lazio possano raggiungere il traguardo. Loro sono fondamentali per la crescita della squadra”. Anche sul mercato Manfredinia ha le idee chiare: “Bisognerebbe confermare tutti i big, ma se proprio deve partire qualcuno, allora venderei Milinkovic perché già si è deprezzato rispetto a un anno fa e fra altri 12 mesi potrebbe essere tardi per venderlo. Indipendentemente da questo rinforzerei la difesa perché sono anni che è il reparto debole. Serve un nome importante, anche per mandare un segnale”. Simile il pensiero di Delio Rossi, l'ultimo allenatore laziale a portare il club in Champions: “Bisogna vedere quanto la società abbia intenzione di investire. Se credono veramente nel raggiungimento del quarto posto va fatto uno sforzo importante. Inzaghi sta facendo un grandissimo lavoro, ma ha bisogno di essere aiutato. È in società da 20 anni, va ascoltato in tutto e per tutto per consentirgli di raggiungere l'obiettivo”. Per lui però la Lazio va ringiovanita: “Molti, forse troppi, dei giocatori principali sono un po' avanti con gli anni. Penso a Parolo, Lulic, Radu e Leiva. Bisogna abbassare l'età media per dare alla Lazio maggiore vivacità. E poi non bisogna trattenere i giocatori che vogliono andare via, l'esperienza mi dice che è controproducente. Se Luis Alberto vuole esser ceduto, va liberato: è sì un giocatore forte, ma è sostituibile. Sicuramente lo è più di Milinkovic che dà maggiori alternative offensive”. Dopo i 5 trofei in 15 anni la Lazio ora vuole sedersi al tavolo delle più grandi d'Europa. Il profumo il club lo ha sentito già tante volte. Ed è bastato per avere fame.

La Gazzetta dello Sport