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Lazio, Sergej & The City

ROMA Difficile scatenare un'asta quando s'affaccia soltanto la Juve davvero alla finestra. Forse per questo Lotito sta prendendo in considerazione delle contropartite per Milinkovic per la prima volta. Con Agnelli c'è stato solo un pour parler a Malta: la Lazio valuta il centrocampista serbo 100 milioni, al massimo potrebbe scendere di 20, ma non sono ammessi ulteriori sconti. La Vecchia Signora ha già ufficiosamente offerto 60 milioni, per i biancocelesti sono ancora pochi. Allora, per garantirsi comunque una clamorosa plusvalenza, bisogna giocare con tutti gli incastri utili possibili, anche in relazione agli stipendi. In questo senso va tirato fuori Rugani, possono rientrare Romero e Spinazzola, tra l'altro in posizioni mancanti. Lotito però non ci sta sulle valutazioni, anche perché dalla cessione di Milinkovic dovranno arrivare per forza altri soldi. Servono a Tare (che ha confermato il no al Milan) per centrare altri colpi già individuati. Jony (a 5-6 milioni dal Malaga o addirittura gratis) è solo un'occasione come ala sinistra, il vero mercato biancoceleste deve ancora ingranare la quinta. Per questo deve sbloccarsi l'uscita di Milinkovic, è quasi una necessità. E la Lazio si è data anche una scadenza, prima di Auronzo, prima della partenza. Non dovrà ripetersi quanto successo l'anno scorso, Sergej dovrà stare dentro o fuori ai primi di luglio. C'è un mese di tempo. 

INCONTROSegue gli sviluppi, Inzaghi, da New York al telefono, fra un 4-4-2 disegnato e un altro gioco studiato magari con un importante ospite al tavolo. Simone si è immortalato sul profilo Instagram di Aquilani (sono insieme negli States, con le rispettive mogli migliori amiche) insieme a Pep Guardiola. Chissà se i due hanno parlato di tattica o, ironia del destino, anche dell'interesse del City per Milinkovic al momento scemato: Sergej and the City può tornare un cult nuovo. Il Milan dovrà cedere Donnarumma e Suso per ritentare un altro assalto. Tare non può aspettare troppo, ha un accordo con Wesley, deve rilanciare col Bruges a 20 milioni per centrare l'acquisto. Ora sta solo mettendo paura al club belga con possibili alternative al brasiliano in attacco. 

VERTICEIn realtà, c'è più di qualcosa di vero. Perché questa settimana sarà a Roma l'agente Riso. In teoria per parlare del rinnovo di Cataldi, in pratica anche per capire se il vecchio pallino Petagna può rientrare fra gli obiettivi. Lui toglie invece dai sogni d'Inzaghi il centrocampista Baselli. A breve anche la visita del superprocuratore Mendes: lui deve sistemare Wallace e offre Viana. Lotito parla direttamente con Preziosi per Biraschi del Genoa, potrebbero servire due acquisti in difesa. Durmisi invece esclude la sua partenza: «La Lazio mi ha fatto firmare per 5 anni e non mi muovo da Roma». Badelj invece vuole andar via. Ci sarà un bel lavoro da fare, non solo per Milinkovic, in uscita. 

Il Messaggero

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Inzaghi rompe il silenzio: “Dovevo far chiarezza con me stesso e Lotito, mi è stato assicurato una Lazio super competitiva. Ora c’è entusiasmo ed unione”

 

Rompe il silenzio e la sua passione é più contagiosa di prima. #Inzaghi dice tutto in un’intervista al Corriere dello Sport. Ecco un estratto: “La Lazio è vita ed io sono un privilegiato a far parte di questa famiglia. Ho preso una pausa per fare chiarezza con me stesso. C’è un bel progetto, mi hanno promesso una squadra super competitiva, ora sono più convinto e voglio una stagione di grande entusiasmo. Con Lotito ci siamo detti tutto, ora ripartiamo piú uniti con la voglia di migliorare. Ho dato sempre priorità alla Lazio, é la squadra del mio cuore e sono felice della scelta che ho fatto. Anche lo scorso anno c’erano interessamenti, avrei potuto guadagnare di più. Sono un professionista, voglio crescere ma in questo momento sto bene qui. Ripartiamo dal 3-5-2, alternative tattiche dipendono dal mercato e dai giocatori che avrò in organico”

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Tare-Milan, Lotito rilancia e rinnova il contratto del suo ds

Il triangolo Lotito-Tare-Maldini per una trattativa che vorrebbe portare l’attuale direttore sportivo della Lazio a vestire i colori rossoneri. E dalle pagine de Il Corriere dello Sport si articola questo affare di mercato che ha dello straordinario se si considera che il direttore sportivo albanese aveva già rinnovato a novembre con Lotito per un contratto che lo legherebbe ai colori biancocelesti fino al 2022. Serve un rinnovo bis, con un adeguamento contrattuale che permetta a Lotito di garantirsi le prestazioni di Tare e di potenziare ancora di più la sua società. In merito all’incontro, si parla di oggi ma Daniele Rindone non esclude che sia già andato in onda ieri, con il Presidente Lotito che non si è fermato alla seconda giornata di riunioni Eca ed ha fatto rientro a Malpensa proprio per sistemare anche questa situazione. Laziopress.it

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Tare-Lazio, giochi di potere

ROMA Attento, Lotito, c'è un assalto interno al potere. Adesso si muove nell'ombra persino il fido Tare: dopo un decennio, il ds pretende un maggior margine d'iniziativa nella sua gestione, per questo pare stia cavalcando ogni voce. «Non posso prevedere il futuro – ha detto il ds al canale albanese Top Channel -. Sono alla Lazio, un grande club. Però sono un professionista, tutto può succedere nel nostro mondo». Il presidente lo ha sempre elogiato, gli ha rinnovato sino al 2020 il contratto, ma Tare pretende un maggior riconoscimento sul campo. Non a caso non ha mai smentito nell'ultimo mese alcun rumors sul suo conto. Si era addirittura parlato di un rifiuto al Bayern Monaco, non si è mai spento invece il tormentone da Milano per il dopo Leonardo. Anzi, nelle ultime ore, è diventato quasi un ritornello con un eventuale successore (Sartori) dietro l'angolo. Ci potrà pure essere stato un corteggiamento (ma Boban è a un passo) del club rossonero, ma la sensazione è che il dirigente albanese ne abbia approfittato anche per mettere un po' di strizza a Lotito. Qualcuno ha alimentato le sue riflessioni sull'addio, nonostante il ds continui a lavorare imperterrito sul mercato della Lazio. Prima, nella riconciliazione Lotito-Inzaghi, era stato lui a fare il più importante lavoro. Ma adesso, dopo il tecnico, sta sfruttando il suo momento per tornare ancora più autoritario al comando . 
STRATEGIAL'alleanza Tare-Inzaghi (ieri l'annuncio ufficiale del rinnovo del tecnico sino al 2021) ha riaperto un nuovo ciclo. Adesso, perché per il ds dovrebbe essere di nuovo in bilico? Non torna qualcosa nel piano, a meno che non sia strategico. A Tare potrebbe non andar giù l'idea di rinnovamento dirigenziale che ha in mente Lotito. Due anni fa era stato inserito Peruzzi nel quadro, quest'anno D'Angelo nella sicurezza ed è in arrivo uno Slo. Il presidente aveva pure pensato a una nuova figura (si era parlato di Mauri) per limitare ulteriormente il potere di Tare e arginarlo nel suo ruolo. Perché nell'ultima stagione, non solo alcune scelte d'Inzaghi, ma pure altri atteggiamenti del ds lo hanno infastidito. La simbiosi fra i due poi per Lotito è diventata quasi un pericolo. 
APERTURASpalleggiato forse proprio dall'amico Tare, Simone aveva passato l'ultimo mese a godere delle notizie sull'interessamento della Juve, dell'Atalanta e poi del Milan per presentarsi forte dei tanti estimatori al tavolo. Guarda caso così Lotito ha accettato un compromesso con l'allenatore sul prolungamento biennale (a 2 milioni più bonus) e sul mercato. Inzaghi voleva la conferma dei big, ecco la via di mezzo. Se andrà via Milinkovic, potrà così restare almeno Luis Alberto: «So che il mister mi adora e mi stima, per questo a Roma sono contento, anche se non conosco i piani futuri della Lazio». Insomma, non chiude alcuna porta alla permanenza, lo spagnolo, ma nemmeno a una sorpresa gradita dietro l'angolo: «Lopetegui è l'allenatore che mi ha fatto debuttare con la Spagna, io non chiuderò mai le porte al Siviglia perché è la squadra del mio cuore che mi ha dato tutto e sarebbe bello tornare un giorno». Se non arriverà un'offerta da almeno 30 milioni alla Lazio, dovrà far sparire questo pensiero. Con queste parole, Lotito almeno lo avrà visto motivato, lui potrà ottenere un adeguamento: «Ho firmato già un contratto di tre anni e ancora il club non mi ha chiamato per il rinnovo». Nell'affare Jony il suo entourage sta lavorando anche a questo con Tare. Un altro gioco di potere. 
PREMIOPer fortuna, al di là dei singoli, la Lazio resta da sola al potere. Dopo la Juve, è l'unica squadra ad aver alzato un trofeo ed è l'orgoglio della capitale. Per questo la sindaca Virginia Raggi consegnerà un riconoscimento per la vittoria della Coppa Italia al club biancoceleste in Campidoglio, la premiazione andrà in scena all'inizio di luglio, prima della partenza per il ritiro di Auronzo. Chissà che Lotito non possa riportare in auge anche il tema stadio. Per la prima volta nelle scorse settimane aveva aperto a Fiumicino, come alternativa ai suoi terreni sulla Tiberina da anni stallo. In realtà pare che il presidente abbia un altro piano (location) nascosto. 

Il Messaggero

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Lotito incontra l’agente Riso: rispunta Petagna

Alternativa tricolore. La Lazio pensa anche al made in Italy per rinforzare l'attacco. Se l'operazione Wesley, brasiliano del Bruges classe '96, non dovesse andare in porto, la caccia al vice Immobile sarebbe riaperta. Simone Inzaghi è stato chiaro sulle caratteristiche dei rinforzi: giocatori pronti per il campionato italiano. Scartata l'ipotesi Cutrone, prende quota l'idea Andrea Petagna. L'attaccante 23enne è reduce da una stagione positiva (16 gol) con la Spal, che lo prese in prestito dall'Atalanta. I nerazzurri stanno pensando di riportarlo a Bergamo per la Champions, ma valutano diverse ipotesi. Con circa 10 milioni di euro la Lazio potrebbe assicurarsi le prestazioni del giocatore seguito da Riso, procuratore che sta lavorando al rinnovo di Danilo Cataldi e ha smentito un possibile arrivo di Baselli. Intanto, osteopati e fisioterapisti della Lazio hanno approfittato dalla sosta per dedicarsi alla formazione continua con i corsi dei prof. Febbi, Parolin e Capone sulla traumatologia sportiva.

Il Messaggero

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Jony, la clausola e il modulo: si torna al 4-3-3?

ROMA Manca solo la sigla: Jony, è quasi magia. Quasi, perché lui vorrebbe aspettare che fine farà il Malaga: «E' vero che la Lazio mi vuole spiega in Spagna ma ci sono anche altri club interessati a me nella Liga». L'esterno asturiano bluffa, non si sbilancia. Tare gli ha tappato la bocca, ma per lui è pronto un quadriennale da 1,5 milioni a stagione, c'è già un accordo di massima. Merito dell'entourage del giocatore, lo stesso di Luis Alberto. Jony Rodriguez non è certo il suo sostituto, è un esterno col vizio del gol e dell'assist (4 e 11 in 37 partite), ha disputato in Liga in prestito all'Alaves un campionato strepitoso. Il Malaga proprietario sarebbe pure disposto a riprenderselo e tenerlo, ma lui ora vuole il salto e a un anno dalla scadenza (2020) è impossibile trattenerlo. Oltretutto c'è una clausola rescissoria nel suo contratto: in caso di mancata promozione in prima divisione del club andaluso, Jony avrebbe il suo cartellino in mano e sarebbe libero di contrattare la sua cessione da solo.
SPAGNALa Lazio però nelle ultime ore ha accelerato l'operazione, può chiudere a 6 milioni (quelli già chiesti all'Alaves per il riscatto dallo sceicco Al Thani) senza dover aspettarlo il 20 o il 23 giugno, date in cui si disputeranno le eventuali semifinali del Malaga, ora terzo in classifica a 71 punti, a una giornata dalla fine della seconda divisione. A gennaio il Malaga aveva rifiutato di venderlo all'Alaves per un milione, oggi ne chiede sei solo perché c'è ancora il pericolo di perderlo a zero. In caso di promozione del Malaga scadrebbe la clausola e Al Thani potrebbe sparare una cifra intorno ai 15 milioni. Per questo la Lazio non rischia per averlo gratis. Meglio tirar fuori subito qualche soldo per sbaragliare la concorrenza e non dover temere sopratutto il Valencia (più defilato il Getafe) come terzo incomodo. Jony è convinto dopo aver visitato Formello. Il ds Tare è stato bravo a illustrargli il progetto perché in realtà sarebbe voluto rimanere in Liga, l'esterno. È da mesi in odore di convocazione in Nazionale. L'unico suo timore quindi è non riuscire a farsi vedere o soffrire l'ambientamento in Serie A. Correa dovrà indicargli la strada. 
4-3-3 O 4-2-3-1Pesca ancora in Spagna. La Lazio apre e chiude subito la corsia sinistra. A differenza di Durmisi, Jony però non è un esterno-terzino da 3-5-2, è piuttosto una vera ala. E se l'acquisto di Adekanye (19enne di prospettiva) a destra ancora non portava a pensare del tutto a una rivoluzione tattica, quello di Rodriguez spinge sempre di più verso questa pista. Inzaghi può tornare al 4-3-3 o anche al 4-2-3-1, con Correa titolare (come alle origini) sulla fascia o come trequartista. Finalmente il tecnico avrà diverse soluzioni in tasca e così potrebbe accettare a malincuore qualche altra partenza. Per Milinkovic si aspetta la giusta (non sotto gli 80-90 milioni) offerta. Luis Alberto può restare, ma a patto che Inzaghi lo riesca a convincere. Lotito non vuole più giocatori demotivati, lo spagnolo è stato convocato per il rinnovo con adeguamento e sta prendendo tempo. Magari il suo entourage sta chiudendo l'affare Jony con la Lazio proprio per ottenere uno sconto (con offerte da 25-30 milioni accettate e non più da 50 richieste da Lotito) e provare a riportarlo a casa a Siviglia, il suo sogno.

Il Messaggero

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Lazio, Inzaghi firma: adesso il mercato

ROMA Un anno con Gaia, altri due in più con la Lazio. Inzaghi prolunga il suo amore biancoceleste nel giorno del suo anniversario. Ieri si è consumato l'ultimo incontro, è arrivata la firma sul rinnovo, 12 mesi esatti dopo il suo matrimonio. Forse pure questo è un segno, adesso il viaggio di nozze slittato sarà doppiamente festeggiato. Simone lo aveva rimandato un anno fa e pure in questa settimana, domani potrà finalmente goderselo con la moglie in piena serenità. Lotito aveva ricevuto al telefono le garanzie, ieri il mister si è presentato col suo agente Tinti per mettere nero su bianco. La svolta è arrivata grazie a un biennale: il presidente alla fine viene incontro all'allenatore, Tare ha svolto alla grande il ruolo da mediatore. Adesso dovrà esercitare quello di diesse. Perché ieri sera è andato in scena pure un altro vertice: il trio ha gettato le basi del prossimo mercato, in parte Inzaghi dovrebbe essere accontentato. La rivoluzione non sarà totale, bisognerà svecchiare la rosa e sfruttare ogni grande occasione. Oggi l'annuncio del rinnovo sarà ufficiale, non c'è più nessun allarme, Simone ha lasciato perdere tutte le altre sirene. Anche se forse nemmeno sa che in fondo è stato pure Lotito a spegnerle.

PATTONon è un caso che il Milan abbia tolto le grinfie da Inzaghi nei giorni scorsi. Galeotto, si fa per dire, un gentleman agreement fra Lotito e Scaroni. Grazie ai buoni rapporti, il presidente rossonero si è confrontato col numero uno biancoceleste e lasciando perdere Simone ha ottenuto in cambio una corsia preferenziale per Milinkovic. La Juve ha già trovato l'accordo col serbo, ma la scorsa estate proprio il Milan aveva offerto addirittura 120 milioni (in tre esercizi) per averlo. Lotito aveva rifiutato per l'ormai nota promessa al tecnico, ma adesso è pronto invece ad ascoltare ogni proposta dal mercato. E proprio il club rossonero, per bruciare sul tempo Paratici, sarebbe già passato al contrattacco. Milinkovic sarebbe andato lì lo scorso anno, oggi però avrebbe più voglia di giocare finalmente la Champions. Di sicuro, anche se non lo ha detto, vuole lasciare Formello. E Lotito deve rispettare con lui un altro giuramento fatto al momento del suo prolungamento, ma sotto i 100 milioni dice di non voler transigere sul prezzo. Anche perché con quei soldi bisognerà trovare un degno sostituto: torna di moda Dani Ceballos del Real Madrid, solo con un diritto di recompra galactico (a 30-40 milioni) potrebbe sbarcare alla Lazio, che però questa formula non l'ha mai presa in considerazione sul serio.

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Inzaghi, Lotito e un Diavolo d’affare

ROMA Il futuro rimane incerto come il tempo di questo maggio. Lotito e Inzaghi restano in stand by. Il presidente battaglia in consiglio federale votando contro l'articolo 142 del nuovo codice di giustizia sportiva. «I problemi della Lazio si risolvono nelle sedi opportune e non per strada» dice all'uscita di via Allegri. Simone, invece, aspettava da un'altra parte della città un segnale. Un pallone, un campetto di una scuola, il fratello Pippo in porta e il figlio Tommaso in veste di bomber (sinistro niente male, ndr). Il modo migliore per sciogliere le ansie dell'attesa. A patto che ci siano. Il viaggio negli Stati Uniti, come ormai è noto, ha deciso di posticiparlo di qualche giorno: lui e la famiglia prenderanno l'aereo martedì. Altri quattro giorni per trovare un'intesa che al momento non c'è. 
QUESTIONE DI STIMOLIGià, ma c'è anche chi fa notare che la voce più forte che arriva da Milano vorrebbe l'ufficialità di Inzaghi sulla panchina rossonera proprio all'inizio della prossima settimana. Un affare del diavolo verrebbe da dire. Non è un mistero che il Milan abbiamo messo in cima alla lista dei nomi italiani proprio quello di Simone Inzaghi. Qualche contatto tra le parti c'è stato. Non è un caso infatti che il presidente Lotito lunedì scorso, ritirando un premio al Circolo Aniene, abbia lanciato la frecciata: «Forse qualcuno avrà qualche aspirazione o appetito di qualcos'altro. Come si dice? L'erba del vicino è sempre più verde». I rossoneri devono mettere in atto una rivoluzione e vorrebbero ripartire proprio dal fratello di SuperPippo. Un Milan giovane e che forse (dipenderà dalle decisioni della Uefa) non giocherà nemmeno l'Europa League. Una scelta a ribasso per Inzaghi? Non la considera così, anzi. L'idea di sposare un progetto in una grande piazza lo stimola. Simone sente di aver spremuto in questi tre anni la squadra e per restare alla Lazio chiede garanzie sul mercato. Interventi importanti e mirati. In diversi ruoli bisogna sostituire giocatori che probabilmente non hanno molto più da dare alla causa biancoceleste. Ecco perché Inzaghi avrebbe subordinato il rinnovo al mercato. Insomma prima gli acquisti e poi la firma.
I PROFILILotito non ha molto gradito l'aut aut ed è per questo che sta lasciando il tecnico bollire nel proprio brodo. L'ultimo incontro risale ad una settimana fai. Poi più nessun faccia a faccia. Il numero uno biancoceleste è forte di quell'anno di contratto e del fatto che chi vorrà Simone dovrà necessariamente pagare. I rapporti con il Milan dell'amico Scaroni sono molto buoni. Una via d'uscita si può trovare. Intanto però Lotito sta lavorando anche a delle alternative. In pole sembra essere scattato Rino Gattuso. Sì, proprio il tecnico dimissionario dei rossoneri. Il suo profilo piace molto. Ha il giusto carisma per trascinare l'ambiente e il fascino di Campione del Mondo. Ringhio per ora non vuole pressioni. Per tre giorni starà a Capri ospite di Ancelotti. Vorrebbe andare ad allenare all'estero. Da sottovalutare la pista Liverani. Sondati anche De Zerbi e Giampaolo.

Il Messaggero

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Inzaghi, ultima chiamata? Tempi stretti per l’incontro

ROMA O resta col cerino in mano o firma il rinnovo. Inzaghi da ieri aspetta la chiamata di Lotito, ma ora Simone è a un bivio. Forse l'ultimo. L'Atalanta ha confermato Gasperini, la Juve a breve potrebbe chiudere per Sarri. A casa Milan c'è Gianpaolo in pole position, anche se sull'allenatore biancoceleste ieri sono state sparate le bombe: «è atteso in sede da Gazidis», «verrà ufficializzato il prossimo 4 giugno ai tifosi». Uno tsunami di voci senza conferme. Eppure la verità è che i contatti ci sono stati nei mesi precedenti, ma Simone poi non ha avuto nuovi riscontri. Peserà molto anche la scelta di Maldini se fare o meno il dt. Pare orientato a dire no. Da non sottovalutare anche l'enorme scoglio della trattativa con Lotito. Nonostante i buoni rapporti con il presidente Scaroni, portarlo via dalla Lazio con ancora un anno di contratto non sarà facile. Il patron biancoceleste busserà a denari. E ora come ora la borsa del Milan ha il cordone stretto. L'altro ieri Simone è tornato da Piacenza, il suo volto è stato avvistato soltanto alla recita del figlio Tommaso, immortalato su una storia Instagram della moglie Gaia. C'era attesa per l'incontro decisivo con Lotito entro la serata, sono le ultime ore per dare una svolta a questa telenovela. Il numero uno biancoceleste oggi è atteso anche da un infuocato Consiglio Federale a Roma dove bisognerà votare il nuovo codice di giustizia sportiva. Domani Inzaghi partirà per gli Stati Uniti in vacanza con tutta la famiglia, la Lazio attende una sua risposta per andare avanti o voltare pagina. Il presidente però ieri non l'ha convocato e lasciato lui in attesa. 
LE CONDIZIONINon si può rimanere in quest'incertezza a oltranza. Il discorso vale per la Lazio, ma in fondo pure Inzaghi lo mette sul tavolo. Nell'ultimo confronto aveva chiesto maggior poteri decisionali sui giocatori d'andare a prendere, questo Lotito non glielo può garantire a prescindere. Così come le conferme di Luis Alberto e Milinkovic. E allora Simone non vuole firmare per un progetto triennale. Vorrebbe attendere la fine del mercato e tirare le somme. Ma la società non può aspettare così l'allenatore né può permettersi d'averlo ad agosto in scadenza nel 2020 per il resto della stagione. Mai più casi Pektovic e Delio Rossi. Per questo Inzaghi, se vuole restare, deve prolungare subito per un altro anno, mettere insomma nero su bianco almeno su un biennale. Sarebbe un compromesso per non essere ostaggio di Lotito e contemporaneamente una figura poco stabile per guidare la squadra. Il rischio di musi lunghi e malumori è troppo alto per poter rischiare. 
IL BUDGETSe Inzaghi accetterà, anche il Peruzzi continuerà. Ieri il dt era a Formello per una semplice visita all'Under 21 di Di Biagio. Tare invece è rimasto quasi tutto il giorno rinchiuso nel suo ufficio, dove si sarebbe dovuto consumare l'ultimo confronto decisivo proprio con Inzaghi e Lotito. Nel quale bisognerà pure trovare l'intesa dal punto di vista economico: il presidente non ha alcuna intenzione di sforare i 2 milioni (bonus compresi) di stipendio. In casa Lazio bisogna tirare la cinghia in questo momento, anche per questo si dovrà far cassa coi big nel prossimo mercato. La stagione non ha certo portato grossi quattrini nei salvadanai, vendere Milinkovic e Luis Alberto non è un dispetto a Inzaghi.

il messaggero

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La Juve ci prova per Milinkovic: offerti 60 milioni a Lotito

C’ è sempre un gigante nei pensieri di Madama, forse perché nessuno funziona meglio a guardia del castello bianconero. Per quattro anni ha avuto la zazzera irriverente e i piedi dolcissimi di Paul Pogba, 191 centimetri di muscoli e talento, che tre estati fa è volato a Manchester, sponda United, lasciando un vuoto mai colmato nella mediana bianconera. Adesso ha la cresta biondastra di Sergej Milinkovic, stessi centimetri e stessa abilità con entrambi i piedi del campione del Mondo. Il golden boy di proprietà di Claudio Lotito è rimasto un sogno un anno fa, quando il presidente laziale sparò cifre stellari per scoraggiare la Juventus, ma è sempre d’attualità e ora potrebbe diventare realtà, perché il no di Lotito non è più così granitico e il club bianconero è deciso ad affondare il colpo.

Una settimana fa, in piena bagarre allenatore, Fabio Paratici ha avuto un proficuo contatto con l’agente del giocatore Mateja Kezman, incassando l’ok del centrocampista serbo a trasferirsi a Torino. Un’intesa di massima per il futuro contratto non è stata difficile da raggiungere, anche perché attualmente Milinkovic guadagna una cifra abbordabilissima per la Juventus (3 milioni all’anno più bonus) ma servirà a poco finché non sarà il vulcanico presidente biancoceleste a sbloccare la situazione. Intanto le parole di Lotito di lunedì sera (“Se dovesse arrivare un’offerta importante non solo per la società ma anche per il calciatore, ci metteremo attorno a un tavolo a parlarne”) sono state lette dalla dirigenza campione d’Italia come un’apertura, convincendola a uscire allo scoperto. I bianconeri si presenteranno dalla Lazio con un’offerta da 60 milioni di euro. Importante, ma considerata ancora insoddisfacente da Lotito, che valuta ancora Milinkovic sui 100 milioni di euro.

Gazzetta.it