Il tecnico della Lazio esulta e cade a terra dopo il secondo gol: «L’obiettivo? La finale» Il velo di tensione dipinto sul volto di Inzaghi durante la conferenza stampa della vigilia si è sciolto appena la Lazioè scesa in campo. Una partita interpretata alla stregua di quelle di qualche mese fa. Biancocelesti superiori per gioco e intensità. Belle le sue esultanze dopo i gol. Sul secondo si è lasciato talmente andare che è anche scivolato per terra. Colpa del ghiaccio. Quello che i suoi hanno finalmente rotto dopo un periodo difficile. Il pass che vale i quarti di Europa League è una medaglia da esibire con orgoglio e che restituisce quel sorriso incrinatosi negli ultimi tempi. E’ stato un ottimo motivatore Inzaghi. Ha lavorato sulla testa dei suoi e i risultati si sono visti. E chi se ne importa che l’avversario fosse nettamente inferiore, serviva una gara di livello per far ritrovare la giusta via alla Lazio. «Volevamo questo passaggio ai quarti perché la partita dell’andata ci era rimasta indigesta. «I ragazzi si meritano tutto quello che hanno Onore a questo gruppo che dà sempre il 100%». Ora torniamo a concentrarci sul campionato e poi vedremo. I ragazzi sono stati bravissimi, sono rimasti compatti e lucidi. Hanno sofferto tutti insieme. Siamo contenti, ce lo meritiamo, abbiamo fatto molti sacrifici per tornare in Europa» ha sottolineato il tecnico biancoceleste.
BRASILAZIO Questione di testa. Quella che ci ha messo Leiva. Un comandante in mezzo al campo. Un leader carismatico in grado di trascinare tutti gli altri. In assoluto il migliore in campo. Domenica a Cagliari ci era quasi riuscito a segnare (autogol di Ceppitelli) ieri è stato perfetto. Da applausi l’inserimento sull’angolo di Luis Alberto. «Sono contento perché ho aiutato la squadra a vincere. Era una partita importante, ora dobbiamo continuare. Vogliamo arrivare lontani in Europa League, oggi abbiamo fatto una grande partita. Abbiamo fatto una partita molto simile a come giocavamo ad inizio campionato. Quando i risultati non arrivano dobbiamo lavorare» ha sottolineato il brasiliano. Una Lazio al ritmo di Samba. Leiva segna, Felipe Anderson balla sul pallone. «I più esperti del gruppo ci hanno trasmesso serenità, ci hanno fatto capire che sì, era importante far gol, ma prima sarebbe stato più importante giocare con intelligenza. Sono contento che il mio tipo di gioco riesce ad aiutare la squadra. Dobbiamo andare avanti così, siamo forti» le parole del funambolo laziale che poi non manca di evidenziare gli errori di Manzano: «Anche stavolta alcuni episodi sono sfuggiti all’arbitro, ma siamo stati bravi a non perdere la concentrazione. Ci dispiace di non avere mai nulla a favore». Sorrisi anche per Luiz Felipe, assistman di giornata: «Abbiamo dimostrato di che pasta è fatta la Lazio. Stavolta abbiamo avuto un altro atteggiamento. Siamo stati grandi. Dobbiamo continuare così anche in campionato, con la stessa voglia di vincere». Emiliano Bernardini/ Il Messaggero