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De Vrij via a parametro zero: e se fosse stato risarcito dalla Seg?

La mancata firma di Stefan de Vrij è sicuramente la notizia della settimana in casa Lazio. Fine al balletto che ha tenuto banco negli ultimi mesi. Lunedì sera, prima del match contro il Verona, il ds Tare ha fatto calare il sipario. Tifosi in rivolta contro il difensore traditore. Normale che sia così, probabilmente le frasi del direttore sportivo biancoceleste avevano proprio questo scopo: mettere a nudo l’olandese e la Seg che cura i suoi interessi. A guardare la moneta da un solo lato, quello che appare è che questo no sia dovuto ad un intrigo fatto di commissioni, clausole e parole non mantenute. Una perdita grande per la Lazio e non solo dal punto di vista tecnico. Stefan, arrivato nel 2014 a Roma per 7 milioni dal Feyenoord, è senza dubbio uno dei migliori difensori centrali d’Europa. Il suo valore attuale è stimato intorno ai 30 milioni di euro. Perderlo a zero è una sconfitta.
L’ALTRA FACCIA
Bene, ma la moneta ha sempre due lati. E girandola si scopre una storia leggermente differente. Qui il presidente Lotito e il ds Tare non passano da sconfitti, ma da vincitori. Andiamo con ordine. Ad agosto il passaggio di Wesley Hoedt al Southampton per 15 milioni di euro più bonus è passato come un grande colpo di mercato estivo e basta. In realtà dietro nascondeva altro. Anche gli interessi dell’olandese sono curati dalla Seg e ai più attenti non sarà passata inosservata la mega plusvalenza per un giocatore pagato all’incirca 600 mila euro (premio di formazione). Nei giorni scorsi la Sports Entertainment Group non a caso si è assicurata anche un altro calciatore laziale: Bastos (costato 5 milioni a Lotito). E proprio La Seg in estate potrebbe aiutare la Lazio a realizzare un’altra plusvalenza. Magari per una cifra vicina ai 10 milioni. Basta fare due rapidi calcoli per eccesso: 25 milioni incassati e 5 spesi. Ecco i 20 milioni “persi” con de Vrij. 

Emiliano Bernardini – Il Messaggero 

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De Vrij ai saluti: la situazione degli altri difensori

Il mancato rinnovo di de Vrij sta catalizzando tutte le attenzioni del mondo Lazio. L’epilogo della vicenda per forza di cose avrà degli strascichi nel rapporto tra la società e la Seg (che cura gli interessi del giocatore). Eppure, come riportato nella consueta rassegna stampa di Radiosei, nonostante l’uscita dell’ex Feyenoord i biancocelesti dovranno ancora trattare con l’agenzia. È dei giorni scorsi la notizia di un’entrata di Bastos nel gruppo dei calciatori seguiti proprio dalla Seg. L’angolano, arrivato a Roma nell’estate del 2016, ha firmato un contratto con scadenza 2021 e quindi la Lazio sarà obbligata a trattare ancora con i procuratori olandesi. L’obiettivo è quello di evitare di arrivare a pochi mesi dalla scadenza e risolvere (sia in caso di rinnovo che di cessione) le situazioni con largo anticipo. Oggi Bastos, in passato era stato Oikonomidis ad entrare nei radar della Seg che sembra sempre ben disposta ad attingere dalla Lazio.

SCENARI – Tra gli altri difensori nella stagione 2018-19 sicuramente rimarrà Luiz Felipesu cui la società crede fortemente. Certo della permanenza anche Wallace, sperando che ritrovi le certezze della stagione scorsa. Radu è ormai un veterano, il suo contratto con scadenza 2020 e il rapporto che lo lega alla Lazio rappresentano una garanzia. Da valutare invece il futuro di Caceres: ha un’opzione rinnovo che scatterà nel caso in cui disputerà la metà delle partite dal suo arrivo. È a quota 3, una in campionato, una in Coppa Italia e una in Europa League. In ogni caso l’uruguaiano è stato scelto direttamente da Tare che vede in lui un ottimo rinforzo per il presente e anche per il futuro. Ad aprile compirà 30 anni e sia al Verona che nel primo segmento dell’esperienza nella Capitale ha dimostrato di aver messo alle spalle i problemi fisici. È destinato a restare, in caso di Champions la sua esperienza potrebbe rivelarsi utilissima. lalaziosiamonoi.it  

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Anderson, caso archiviato: torna titolare in Europa

Dalla fine del castigo alla riabilitazione totale. Dopo essere stato reintegrato la scorsa settimana e dopo essere tornato in campo (a gara in corso) giovedì a Bucarest, Felipe Anderson si accinge a tornare a giocare da titolare. Il nuovo «battesimo» ci sarà ancora una volta in Europa League, nella gara di ritorno con la Steaua di domani all’Olimpico. Non si tratta, però, di una «caramella» regalata al giocatore da Inzaghi per essere stato bravo. Ma di una precisa scelta tecnica che, indirettamente, conferma come il suo caso sia davvero archiviato.

PROTAGONISTA ANNUNCIATO Inzaghi ha infatti tenuto a riposo il brasiliano col Verona perché lo ritiene fondamentale nel match con la formazione romena. Una partita da dentro o fuori, resa ancora più difficile dal risultato dell’andata (1-0 per la Steaua). Il tecnico ritiene che Felipe sia l’uomo giusto su cui puntare per tentare la rimonta. «Abbiano chiarito tutto, per noi Anderson sarà fondamentale da qui a maggio», ha detto Inzaghi nei giorni scorsi. Il brasiliano è carico, dopo aver fatto pace nello spogliatoio, vuole farla anche con i tifosi allo stadio. Al suo fianco dovrebbe esserci Immobile, perché il tecnico è intenzionato a limitare il turn over. Pochi e mirati cambi, uno sarà appunto l’ingresso di Felipe.

La Gazzetta dello Sport – Stefano Cieri

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Dentro il caso De Vrij: le commissioni e il futuro nerazzurro

Doina il «miracolo» non è riuscito. No, non quello di portarlo sull’altare. Per quello c’è tempo, semmai. Tra l’altro sono entrambi giovanissimi. No, il «miracolo» che a Doina, fidanzata di origine romena, ma romana di adozione, di Stefan De Vrij, non è riuscito è quello di convincere il difensore olandese a restare nella città eterna e quindi nella Lazio. Non era certo l’unico motivo che aveva quasi convinto il giocatore a prolungare la sua permanenza in biancoceleste, ma un peso importante l’avrebbe avuto. Per lo stesso motivo, ora, Doina diventa «alleata» dell’Inter che, peraltro, è già in netto vantaggio sulle altre pretendenti per assicurasi i servigi di colui che è stato il miglior difensore dell’ultimo Mondiale.

L’ADDIO E I RETROSCENA Sono molto innamorati i due ragazzi. Come certifica la foto postata da De Vrij su Instagram il giorno di San Valentino. Loro due abbracciati che si guardano, teneri, negli occhi. Sullo sfondo il panorama mozzafiato della Capitale vista dal Gianicolo. E in basso, sul muretto su cui sono appoggiati, l’epigrafe contenente il testo della Repubblica romana del 1848. Ebbe vita breve, quella Repubblica. Come la promessa di De Vrij di legarsi ancora alla Lazio. Sembrava fatta a gennaio, poi qualcosa è cambiato. Le commissioni-monstre chieste dai suoi agenti, pare, siano state il casus belli (5 milioni, il 20 per cento della clausola rescissoria fissata a 25 milioni). Ma forse, a far vacillare il giocatore, è stata anche la possibilità di guadagnare una cifra molto superiore ai 2,5 milioni, bonus compresi, offerti dalla Lazio. E così dopo lo «scoop» del d.s Tare, il primo a dare la notizia del rinnovo saltato nel pre-gara del match col Verona, ecco arrivare — ieri — la conferma del giocatore. Sempre su Instagram. «(…)Purtroppo per diversi motivi non siamo riusciti a trovare un accordo soddisfacente per entrambe le parti. Capisco molto bene la delusione dei laziali e mi fa male andare via in questo modo. Anche se qui sono felicissimo e mi sento a casa, a volte bisogna uscire dalla propria comfort zone per poter raggiungere gli obiettivi desiderati. Sarò per sempre grato alla Lazio e ai tifosi (…)».

TUTTO CASA E CAMPO Parole di circostanza? Non proprio. Perché lui nella Capitale si è trovato davvero bene. E la Roma laziale lo ha subito adottato. Per quella faccia da impunito, per quel suo modo scanzonato, ma serissimo, di affrontare la vita e i lavoro. Professionista esemplare, innanzi tutto. Mai un ritardo a un allenamento, mai una parola fuori posto. Eh sì che i momenti di tensione non sono mancati. Specie nel corso del suo annus horribilis, quel 2015-16 in cui si fece male in nazionale a un ginocchio e solo dopo un paio di mesi si convinse ad andare sotto i ferri. Mentre il club spingeva per farla subito, quell’operazione. Ma nessun attrito, come tra persone che si rispettano. Del resto, lo stesso era accaduto l’anno prima. De Vrij bloccato dalla Lazio prima del Mondiale, poi la sua esplosione in Brasile con pretendenti che spuntano fuori all’improvviso con valigie piene di soldi. Ma lui non cambia idea: aveva dato la parola al club romano. «Sono qui perché il campionato italiano è il migliore al mondo per far crescere un difensore», disse al suo arrivo. Cinque anni dopo la missione è stata pienamente realizzata. n

IL FUTURO Gli mancheranno gli scorci unici di Roma, le passeggiate alla Fontana di Trevi o al Colosseo, dove spesso si è fatto immortalare. Gli mancherà soprattutto la pasta all’amatriciana, per cui va pazzo. O forse no, perché anche a Milano la fanno buonissima. Sarà quasi certamente un giocatore dell’Inter. Il club nerazzurro è davanti a tutti grazie all’offerta di 4,2 milioni più bonus per 5 anni. L’unico rischio può essere la mancata qualificazione in Champions. Ma a Milano sarebbe sicuramente titolare. Cosa che non gli possono garantire gli altri club a lui interessati. Come il Barcellona, la cui presenza in Champions non è in discussione, ma dove troverebbe la concorrenza di Sanchez Mina e Umtiti. C’è anche lo Zenit, che pare aver messo sul piatto 6 milioni l’anno. Ma Roberto Mancini, sponsor dell’operazione, potrebbe lasciare a fine stagione. E il Chelsea. Ma anche qui pesa l’incognita sulla permanenza di Antonio Conte. Alla fine sarà Milano. Per la gioia pure di Doina.

La Gazzetta dello Sport – Stefano Cieri

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Inzaghi candidato al premio nazionale ‘Enzo Bearzot’

Eusebio Di Francesco (Roma), Gian Piero Gasperini (Atalanta), Marco Giampaolo (Sampdoria), Simone Inzaghi (Lazio), Roberto Mancini (Zenit San Pietroburgo), Luciano Spalletti (Inter). Sono i sei allenatori candidati alla vittoria del prestigioso Premio Nazionale 'Enzo Bearzot', promosso dall'Unione Sportiva Acli e dalla Figc con il patrocinio del Coni e giunto alla sua 8a edizione. Da quest'anno la grande novità è il coinvolgimento attivo degli utenti, che tramite il sito www.usacli.org potranno votare, fino al 15 marzo, l'allenatore preferito su una rosa di 6 nomi con massimo tre preferenze. Dalla rosa dei tre tecnici che avranno riscosso maggiore consenso pubblico, la Giuria presieduta dal Commissario straordinario della Federcalcio, Roberto Fabbricini e composta da illustri dirigenti e giornalisti sportivi decreterà il vincitore dell'ambito premio, che sarà consegnato il 21 maggio al Salone d'Onore del Coni. lalaziosiamonoi.it

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Luis Alberto sigla l’ottavo assist: aggancio a Immobile e Candreva

Ciro Immobile chiama, Luis Alberto risponde. Il trequartista spagnolo ha servito all'attaccante biancoceleste la palla che ha permesso alla Lazio di sbloccare la sfida con il Verona. Per il numero 18 si tratta dell'ottavo assist stagionale che gli consente di agganciare proprio il compagno di squadra e Antonio Candreva in vetta alla classifica dei passaggi vincenti. L'ex Liverpool era fermo al cioccolatino fornito ancora a Immobile lo scorso 6 gennaio. Alle spalle dei tre, secondo la classifica stilata da Opta, con 7 assist c'è Gaston Ramirez, rimasto a secco in questa giornata. In quinta posizione appaiati troviamo Gomez, Verdi, Mertens, De Paul, Pjanic e Perisic. lalaziosiamonoi.it

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Scarpa d’oro: Ciro fa doppietta e risale la classifica

Se con la doppietta di ieri Ciro Immobile ha allungato nella classifica dei cannonieri del campionato italiano, a livello europeo il bomber biancoceleste ha riavvicinato la vetta.Edinson Cavani e Harry Kane sono in vetta alla Scarpa d'Oro della stagione in cordo. Gli attaccanti di Psg e Tottenham hanno trovato la via del gol ben 23 volte e sono al primo posto della graduatoria con 46 punti. Alle loro spalle c'è proprio il numero 17 della Lazio insieme a Mohamed Salah del Liverpool a quota 44. Subito dietro ecco Sergio Aguero del City con 42 e poi Neymar, Lewandowski e il campione uscente Lionel Messi appaiati a 40. Ricordiamo che il premio viene assegnato ogni stagione al miglior marcatore dei campionati europei secondo determinati parametri. Ogni rete realizzata viene moltiplicata per il coefficiente assegnato al rispettivo paese. L'Italia essendo tra le prime cinque del ranking Uefa (insieme a Francia, Germania, Inghilterra e Spagna) vede ogni marcatura moltiplicata per 2. Più basso (1.5) il coefficiente per i campionati dalla sesta alla ventiduesima posizione della classifica, mentre vanno moltiplicati per 1 per gli altri. Ecco la top ten completa e aggiornata della Scarpa d'oro 2017/18: 

1) 46: Harry Kane (Tottenham, ING – 23 gol x 2,0)
1) 46: Edinson Cavani (Paris Saint-Germain, FRA – 23  gol x 2,0)
3) 44: Ciro Immobile (Lazio, ITA – 22 gol x 2,0)
3) 44: Mohamed Salah (Liverpool, ING – 22 gol x 2,0)
5) 42: Sergio Aguero (Manchester City, ING – 21 x 2,0)
6) 40: Robert Lewandowski (Bayern, GER – 20 x 2,0)
6) 40: Lionel Messi (Barcellona, ESP – 20 gol x 2,0)
6) 40: Neymar (Paris Saint-Germain, FRA – 20 gol x 2)
9) 37.5: Jonas (Benfica, POR – 25 gol x 1,5)
10) 36: Mauro Icardi (Inter, ITA – 18 gol x 2,0)

*Moltiplicatore in base al ranking UEFA per nazioni: primi cinque campionati x 2.0, da sei a 21 x 1,5, da 22 in poi x 1,0

lalaziosiamonoi.it

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Rottura De Vrij-Lazio: Inter in pole, ma ci sono altre squadre interessate

Stefan de Vrij non rinnoverà il contratto con la Lazio. A dirlo è stato ieri sera il d.s. biancoceleste Igli Tare prima della gara contro il Verona. «Penso che ritireremo la proposta che gli abbiamo fatto, i motivi li diremo più avanti: c’è un limite a come sono andate le cose, è una questione di correttezza – ha spiegato Tare a Premium -. Lui è stato un professionista eccezionale, ha dato tanto alla Lazio e la Lazio ha dato tanto a lui, ma a fine stagione le nostre strade si divideranno. Non c’è nulla di male, ringraziamo Stefan per quello che ha dato ma per ora non diciamo i motivi della separazione: dobbiamo guardare avanti, siamo cresciuti tanto e continueremo a farlo. L’unica cosa certa è che nel mondo i giocatori non mancano e noi dovremo essere bravi a trovarli». Ieri sera ne ha parlato anche Simone Inzaghi: «Dispiace, perché è un grandissimo giocatore. Ha fatto un’altra scelta e ne prendiamo atto, ma l’importante è che continuerà a dare il cento per cento fino a fine stagione. So che la società gli ha fatto una bellissima proposta e lui ha avuto dei tentennamenti, ma è un campione e so che fino a fine stagione si comporterà come tale».

CAMBIO Le parole di Tare sono cadute sulla terra all’improvviso dopo che lo stesso dirigente si era detto fiducioso di un prolungamento non più tardi di un mese fa. In realtà gli scricchiolii della trattativa si erano percepiti dal primo febbraio scorso. Ovvero da quando il difensore olandese avrebbe potuto firmare con qualsiasi squadra. Al momento non l’ha ancora fatto, ma la scelta di prendere tempo in questi primi 19 giorni di febbraio lasciava intravedere alcune insicurezze. Nei giorni scorsi la Lazio e la Seg, l’agenzia olandese che cura gli interessi del giocatore, si sono scambiate diverse mail sui dettagli del rinnovo da sistemare. Ma il punto di equilibrio non è stato trovato. E così l’ultimatum che le parti si erano date a ieri è scaduto. Lasciando liberi i contendenti di trovarsi strade alternative.

NIENTE RINNOVO Cosa succederà adesso è abbastanza prevedibile. Si aprirà un’asta per il miglior offerente per De Vrij. L’Inter è decisamente in pole, ma non vanno trascurati Barcellona, Chelsea, Atletico Madrid e Zenit. I nerazzurri lavorano da mesi su questo affare e le parole di Tare avvicinano, almeno in maniera virtuale, l’olandese al club di corso Vittorio Emanuele. Lo avvicinano perché l’Inter e gli agenti di De Vrij avrebbero già in tasca un accordo sulla base di un quinquennale a 4,2 milioni l’anno più bonus. Un contratto di primissima fascia che sarebbe reso possibile dal fatto di arrivare a Milano a zero euro (escluse ovviamente le commissioni). Cifre che in queste settimane di confronti con la Lazio sono risultate inarrivabili per il Claudio Lotito. Il quale credeva di aver convinto De Vrij a rinnovare per un anno (30 giugno 2019) a 2,5 milioni più opzione di un’ulteriore stagione in caso di qualificazione-Champions inserendo anche una clausola da 25 milioni valida sia in Italia sia all’estero.

SCENARI Da oggi ripartiranno gli assalti dell’Inter e delle altre pretendenti. Innanzitutto del Barcellona che a questo punto potrà mettere nero su bianco la sua offerta. Sul giocatore potrebbero tornare a farsi sentire anche il Chelsea di Antonio Conte e l’Atletico Madrid di Diego Simeone. Non va tralasciata la pista-Zenit. Roberto Mancini gradisce De Vrij da tempo, anche se a questo punto la domanda più logica è: resterà sulla panchina dello Zenit anche la prossima stagione?

La Gazzetta dello Sport – Matteo Brega 

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Immobile punta il Verona: la sua vittima preferita per ritrovare il gol

44 giorni, così tanto è passato da quando Ciro Immobile ha esultato l'ultima volta. Si è abbattuto come un tornado sulla Spal mettendo a segno quattro reti e poi ha chiuso i rubinetti, in parte a causa dell'infortunio rimediato contro il Chievo e in parte per un fisiologico calo di rendimento. Come riporta l'odierna rassegna stampa a cura di Radiosei, i suoi gol stanno mancando alla Lazio in termini di punti conquistati: Immobile è infatti un vero e proprio talismano per i biancocelesti, dato che delle 15 partite in cui ha gonfiato la rete la squadra di Inzaghi ne ha vinte ben 14, perdendo solo il derby. Ecco allora che il riscatto del bomber laziale potrebbe partire da questa sera: all'Olimpico arriva l'Hellas Verona, vittima preferita di Immobile, che agli scaligeri ha segnato ben 6 gol in carriera. L'occasione per effettuare il contro sorpasso sull'Inter è ghiotta, quella per tornare a vincere e ad esultare forse ancora di più: Ciro Immobile scalda i motori, il cammino biancoceleste deve ripartire da qui. lalaziosiamonoi.it

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Lulic sempre più nella storia: 262 presenze, superato Nesta

Una serata particolare. E da circoletto rosso per Senad Lulic. L’eroe del 26 maggio contro il Verona toccherà due traguardi importanti. Il primo, le duecento presenze con la maglia della Lazio in serie A, un obiettivo da non trascurare e che non è mai scontato. Il secondo, sicuramente non meno importante, è superare un certo Alessandro Nesta nelle presenze totali, considerato che il bosniaco nella gara odierna arriverà ad indossare la casacca biancoceleste per 262 volte, una in più di un laziale, romano, nato e cresciuto nel vivaio come Nesta, che non passa certo inosservato. Quasi un piccolo passaggio di testimone, considerato che pure l’ex milanista è stato per cinque anni il capitano e bandiera della Lazio. E grazie a tutto ciò, ancora di più Senad entrerà a far parte della storia del club, oltre naturalmente alla rete segnata nella finale di coppa Italia nel 2013 contro la Roma. Per quanto si è legato al club, il bosniaco ci tiene a questi riconoscimenti e non vuole fare brutte figure. Un po’ quello che è successo all’amico Radu che ha festeggiato le 300 presenze con la sconfitta col Genoa. E così, oltre a Inzaghi, anche lui, da leader dello spogliatoio, ha detto la sua in questa settimana, anche dopo la batosta di Bucarest. Da quando ha i gradi, sente ancora più il peso della responsabilità ed è uno che non si tira mai indietro quando bisogna parlare, soprattutto in momenti delicati come questi, dove c’è bisogno di dare quel qualcosa in più per tornare a vincere e riprendere a giocare come un mese fa. Basti pensare che appena entrato in campo contro lo Steaua ha avuto il suo bel da fare in campo e appena dopo nel calmare qualche compagno un po’ agitato, come Immobile e Milinkovic-Savic, in modo tale che la serata non degenerasse e si complicasse ancora di più in vista del ritorno.

JOLLY PREZIOSO Da quando è nella capitale, Lulic ha giocato in sei ruoli diversi. L’unico con così tanta duttilità. Stasera contro il Verona, per la 44esima volta da quando è biancoceleste, tornerà a giocare da mezzala, avendo accanto Parolo e Milinkovic-Savic. E’ la prima volta in stagione per il “molleggiato”, anche se in questa posizione difficilmente sfigura per via della sua facilità nel cambiare passo, nell’inserirsi e nell’andare al tiro. Ogni volta che gioca in questo ruolo, la sua media di tiri in porta aumenta e anche la sua facilità nel fare gli assist ai compagni, ben nove. Per non parlare dell’avversario che si troverà davanti. Il Verona, infatti, insieme al Bologna e alla Fiorentina, è la squadra a cui il centrocampista ha segnato più volte in serie A. Che sia di buon auspicio e il modo migliore per festeggiare i suoi traguardi personali anche per dare una mano alla Lazio a scacciare in modo definitivo la crisi.

Il Messaggero – Daniele Magliocchetti