Categorie
RASSEGNA STAMPA

Inzaghi come Eriksson: nei momenti delicati più riposo per i giocatori

Quattro sconfitte nelle ultime 5 partite tra campionato e coppe. È un periodo nero per la Lazio di Simone Inzaghi, che sta vivendo un momento di flessione dopo un inizio di stagione da capogiro. Gli impegni ravvicinati, che non hanno dato tregua alla formazione biancoceleste, hanno fatto il resto. Il tecnico piacentino lo sa, si è confrontato con la squadra chiedendo una risposta ai suoi ragazzi. E allora niente ritiro pre-partita, e appuntamento a Formello alle 9.30 per una colazione tutti insieme. Come riporta la consueta rassegna di Radiosei, Inzaghi ieri ha stupito tutti, lasciando il via libera ai suoi ragazzi di tornare dalle proprie famiglie, nel giorno che precedeva la gara. Una mossa e un gesto importante in questo periodo particolare della stagione, sulle orme del suo ex allenatore Sven Goran Eriksson. Lo svedese infatti, nei momenti più delicati decideva di prolungare il riposo dei suoi ragazzi, seguendo convintamente l'idea che a volte distrarsi è meglio che appesantire il clima. La squadra si ritroverà quindi quest'oggi, prima di dare il via alla rifinitura mattutina in cui Inzaghi proverà la formazione che scenderà in campo questa sera.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Corsa Champions, Lazio: con il Verona obbligatorio vincere

Tutto (o quasi) in dieci giorni. Simone Inzaghi rivendica (giustamente) i meriti della sua Lazio. Che è ancora in corsa su tre fronti nonostante la crisi dell’ultimo periodo (quattro sconfitte e un pareggio nelle ultime cinque partite giocate tra coppe e campionato). Questo però è il momento della verità, perché quegli obiettivi, effettivamente ancora tutti possibili, potrebbero ridursi o allontanarsi da qui alla fine di febbraio. Quattro partite, due di campionato e due di coppe, dalle quali passano i destini stagionali dei biancocelesti. Si comincia stasera col posticipo di Serie A con il Verona all’Olimpico. Un’occasione più unica che rara per tornare in zona Champions dopo il k.o. di sabato dell’Inter col Genoa. Si continua giovedì con la gara di ritorno dei sedicesimi di Europa League con la Steaua. Partita da dentro o fuori (c’è da rimontare l’1-0 dell’andata) come quella del mercoledì successivo con il Milan nella semifinale di ritorno di Coppa Italia (si parte dallo 0-0 di San Siro). Tra i due match di coppa c’è la partita di campionato col Sassuolo, per tenere vivo il sogno Champions.

VOLTARE PAGINA Sì, è proprio il momento della verità. Per questo il tecnico si raccomanda: «Dobbiamo tornare ad essere quelli che siamo stati fino a un mese fa. Le ultime partite ci hanno insegnato che dobbiamo dare sempre il 120 per cento. Anche perché ora gli avversari ci affrontano in maniera diversa rispetto al passato». Sarà così anche stasera con un Verona del quale Inzaghi non si fida per niente: «E’ una squadra organizzata, con un allenatore esperto. Ed ha recentemente vinto a Firenze per 4-1. Dovremo fare una partita di sostanza». La Lazio dovrà soprattutto evitare quei cali di concentrazione e quegli errori sottoporta che hanno caratterizzato le sue ultime uscite. L’allenatore ha battuto molto su questi tasti negli ultimi giorni ed è convinto che la sua squadra possa superare il momento-no vissuto nelle ultime due settimane. «Un periodo negativo ci può stare, meglio averlo avuto adesso che tra due mesi», chiosa Inzaghi.

CONTINUITA’ E MUGUGNI Il tecnico è convinto che la sua squadra non fallirà questo mini ciclo della verità. Ed è sicuro di poter uscire dal tunnel con la stessa formazione che lo ha portato a volare altissimo contro tutti i pronostici. Avanti con il 3-5-1-1, quindi. Perché i motivi della frenata non dipendono dal modulo secondo il tecnico. E così nonostante l’assenza di Leiva per squalifica l’allenatore non arretra Luis Alberto in mediana per far posto a Felipe Anderson in avanti, ma ripropone lo spagnolo sulla trequarti a supporto di Immobile. E ovvia all’assenza del brasiliano accentrando Parolo e schierando Lulic come interno, con Lukaku sulla fascia. Per il resto sarà la squadra di sempre. E, come al solito, troveranno posto in panchina i musi lunghi di Felipe Anderson e Nani. Inzaghi nega i relativi mal di pancia («c’è stato solo un problema con Anderson, ma subito chiarito») e auspica invece che «la concorrenza porti ad avere un rendimento migliore da parte di tutti». Anche dalla gestione di questa abbondanza dipende la ripartenza della Lazio. Che si gioca tutto in dieci giorni.

La Gazzetta dello Sport – Stefano Cieri 

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Nani, paura di perdere il Mondiale… e il riscatto

Quando a fine agosto ha accettato l'offerta della Lazio probabilmente si aspettava di giocare di più. Luis Nani, invece, ha messo insieme 17 presenze tra campionato e coppe con tre gol e due assist all'attivo. Troppo poche secondo il portoghese che giovedì a Bucarest non ha preso bene la sostituzione subita in apertura di ripresa. I due infortuni subiti in stagione non hanno aiutato il lusitano che, tuttavia, sperava di essere utilizzato di più da Inzaghi soprattutto dopo le due reti in tre giorni segnate a Chievo e Udinese. Come riporta la consueta rassegna di Radiosei, ieri ha saltato l'allenamento per un problema all'unghia del piede. Oggi dovrebbe tornare in gruppo, ma il morale resta basso. Sperava di avere maggiore spazio perché ha paura di non riuscire a conquistare un posto per il Mondiale in Russia con il suo Portogallo. Una manifestazione a cui vuole assolutamente partecipare dopo l'Europeo vinto nel 2016. Non solo perché adesso non è nemmeno certo che in estate la Lazio decida di riscattarlo dal Valencia. L'ex Manchester, infatti, è arrivato in biancoceleste in prestito con diritto di riscatto fissato a 8 milioni. Se fino a qualche settimana fa sembrava certa la scelta dei biancocelesti di esercitare l'opzione, magari sperando in uno sconto, oggi non è più così. La società riflette anche in virtù del 3-5-2 scelto e mai abbandonato da Inzaghi che gli chiude un po' le porte rispetto magari al 4-3-3 utilizzato dal mister nella passata stagione. Mancano ancora tre mesi e messo e sta al numero sette far cambiare idea al mister e regalarsi la convocazione in Russia con il suo Portogallo e la permanenza nella Lazio.lalaziosiamonoi.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Parolo, un maratoneta in regia per “non sentirsi troppo belli”

Riecco Marco Parolo dopo la sosta ai box in Europa League causa turnover. Domani sera, il maratoneta (media di 12.031 chilometri percorsi: in A, meglio solo Pulgar del Bologna) del centrocampo della Lazio sarà smistato in regia per sostituire lo squalificato Leiva. Una soluzione che non dipende solo dalla sua esperienza quanto da una duttilità tattica alimentata da spirito di sacrificio al servizio della squadra. Così il 33enne di Gallarate è diventato l’alternativa al brasiliano dopo che sino alla prima giornata di questo campionato quel ruolo era stato di Luis Alberto, poi rivelatosi più incisivo nella trequarti. Contro il Verona lo spagnolo verrà comunque arretrato a centrocampo, proprio nella posizione solitamente occupata da Parolo per assicurare una fonte ispirativa in più alla manovra, che, secondo le indicazioni degli ultimi allenamenti, potrà contare sul ritorno di Felipe Anderson in prima linea.

LEADER In questo campionato Parolo ha saltato soltanto una partita (trasferta col Genoa, per squalifica). Poi, praticamente a tempo pieno: out solo nei minuti finali con l’Udinese. Per Inzaghi è un pilastro sul campo, ma anche un riferimento per la sua personalità. «Non dobbiamo pensare di essere belli e bravi, così si perdono le partite. Lotteremo per la Champions fino a maggio», ha avvisato dopo lo stop di Napoli, seguito poi da quello di Bucarest. Domani la Lazio cercherà di tornare, dopo 3 k.o. di fila, alla vittoria che le darebbe il quarto posto col sorpasso all’Inter. Parolo ritroverà il Verona da ex (gol decisivo nel colpaccio laziale di 2 stagioni fa) : nel 2008-09, nell’allora Serie C, la tappa gialloblù lo portò dal Foligno al Cesena in B. Nella sua regia del posticipo dell’Olimpico ci saranno riflessi d’orgoglio legati a quell’esperienza e il volante della Lazio sarà ben saldo nelle sue mani. Gazzetta dello sport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

L’attacco si è inceppato, Inzaghi cerca soluzioni. Ed ora è Nani con il mal di pancia

Aiuto, mi si è ristretta la porta. La crisi della Lazio, quattro sconfitte e un pareggio nelle ultime cinque gare giocate tra coppe e campionato, è racchiusa tutta in quelle immagini regalate dalla trasferta romena di Europa League. Con i biancocelesti incapaci di capitalizzare neppure una delle tante palle-gol create che ha toccato l’apice a Bucarest, ma è il comun denominatore delle ultime cinque uscite laziali. Nelle quali i gol segnati sono stati appena 3, con una media di 0,6 per gara. Nelle precedenti 30 partite ufficiali giocate in questa stagione la squadra di Inzaghi ne aveva invece realizzati 76, alla media di 2,53 per gara.

L

CHE SUCCEDE? Un rallentamento improvviso e inatteso, perché quei 76 gol erano stati distribuiti in maniera regolare tra tutte le partite. Tanto che, sempre nelle prime 30 partite giocate, solo due volte i biancocelesti erano rimasti a secco. Altre due volte è accaduto nelle ultime cinque uscite. Non una semplice coincidenza, dunque. Ma perché sta accadendo? E perché proprio ora? Tra le cause principali c’è innanzitutto la flessione di Ciro Immobile, che non segna da quasi un mese e mezzo (dalle 4 reti segnate a Ferrara il 6 gennaio). Il superbomber, con 26 gol fatti tra campionato e coppe, ha garantito un terzo di quel patrimonio, oltre alle reti propiziate indirettamente. Con lui che si è fermato (anche a causa di un infortunio dal quale è forse rientrato troppo in fretta), si è bloccata pure la squadra. Che, oltretutto, sta vivendo una fase di involuzione del gioco, causato da una stanchezza fisica e mentale, inevitabile per una formazione partita con obiettivi meno ambiziosi di quelli che pub (ancora) realizzare.

LA SOLUZIONE Ciò nonostante nelle ultime gare – ad eccezione di quella col Genoa – la Lazio ha creato tanto. E se i suoi giocatori fossero stati meno precipitosi la media gol non si sarebbe abbassata. Il tecnico, tuttavia, sta valutando di apportare qualche modifica alla formazione. L’idea è quella di proporre uno schieramento ancora più offensivo. Tanto la sua squadra non è e non potrà mai essere un bunker inespugnabile (se l’attacco resta il secondo della A, la difesa è addirittura undicesima). E allora tanto vale inserire un giocatore offensivo in più. E quanto dovrebbe accadere lunedì col Verona. Una svolta dettata pure dalle circostanze. La squalifica di Leiva costringerà Inzaghi a rivedere l’assetto del centrocampo. Così il tecnico pensa di accentrare Parolo al posto del brasiliano e arretrare Luis Alberto, che agirebbe da mezzala-trequartista alle spalle della coppia Immobile-


MAL DI PANCIA NANI Andrà invece in panchina Nani. Che radio spogliatoio segnala sempre più taciturno e inquieto. Non si sa se perché non riesce a rendere come vorrebbe o se per incomprensioni con l’allenatore. Risolto il caso Anderson, il prossimo potrebbe essere il suo. Gazzettadellosport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Ululati a Bucarest per Lukaku: la UEFA che fa?

Che farà la UEFA? Aprirà un’inchiesta sugli ululati razzisti partiti dalla curva della Steaua contro Jordan Lukaku nel match di Europa League? Chissà. In ambito europeo e non, i tifosi biancocelesti sono stati sempre puniti in maniera esemplare ed etichettati tutti come razzisti. Ma ecco giustificato tutto il nervosismo del belga, che sul finire del primo tempo ha scaraventato un pallone in tribuna beccandosi pure il cartellino giallo. Come riporta la rassegna di Radiosei, Jordan sostituito da Lulic ad un quarto d’ora dal termine, è rientrato in panchina gettando il giaccone a terra. Nervoso per l’andamento della partita, ma anche per quello successo sugli spalti. La Lazio deve ripartire insieme, e ha bisogno anche del miglior Lukaku per farlo. Chi meglio di lui preme sull’acceleratore?lalaziosiamonoi.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Hagi: “Qualificazione aperta, Steaua squadra non semplice”

L’ex Maradona dei Carpazi, un’icona del calcio romeno: parliamo di George Hagi, ex stella dello Steaua Bucarest. Nel 2009 fonda il Vitorul, club di cui oggi è allenatore. Il suo passato in Italia lo lega al nostro calcio: “Considerando il budget la Lazio sta facendo cose incredibili. Ma non trattate la Steaua come una squadra semplice, per me la qualificazione è aperta. Radu? Grande giocatore, dispiace averlo perso con la Romania”, riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei. 

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Felipe Anderson arriva in ritardo a Bucarest, intoppo all’aeroporto

È un momento delicato si sa, non gira tutto a dovere per Felipe Anderson. Ieri l’ennesimo intoppo, che gli ha evitato di volare per Bucarest insieme al gruppo: il brasiliano ha perso il passaporto, ha dovuto posticipare la sua partenza. Il club ha fatto i salti mortali per procurargli d’urgenza una documentazione che gli potesse garantire la partenza e l’espatrio. È atterrato in Romania alle 21, viaggiando su un volo di linea. Non ha preso parte al walk around sul prato dell'Arena Națională, in una vigilia lunghissima per la Lazio tra pioggia e traffico locale, si apprende su Radiosei. Felipe si è unito al gruppo, spera di mettersi alle spalle intoppi e vicissitudini varie. Oggi intanto sarà nuovamente in panchina.

 

llsn

Categorie
RASSEGNA STAMPA

I campioni d’Europa biancocelesti pronti a trascinare la squadra: Nani e Caceres scalpitano

Sono i fratelli maggiori pronti a vestire i panni dei dispensatori di consigli. Quelli che ti indicano quali jeans e quale maglietta indossare in vista della serata. Gli stessi che poi ti danno qualche dritta sui fiori da comprare e il locale da scegliere. E i loro suggerimenti valgono oro. Sono l’arma vincente per cogliere un’occasione importante. Soprattutto oggi – il giorno di San Faustino – che vuoi dire addio al tuo 'status' di single. Soprattutto oggi che la Lazio scende in campo a Bucarest per i sedicesimi di Europa League. Martin Caceres e Luis Nani sapranno guidare l’intera squadra, da bravi fratelli maggiori che sulle spalle portano il bagaglio dell’esperienza. Di notorietà in Europa ne hanno da vendere. Come ricorda la rassegna stampa di Radiosei, entrambi hanno già alzato al cielo la coppa della Champions. Nani nel 2008 col Manchester United, Caceres l’anno successivo col Barcellona. Il numero 7 biancoceleste è arrivato a toccare le vette più alte del continente. Assieme al suo Portogallo detiene il titolo di campione d’Europa, conquistato nel 2016. In Champions ha realizzato 9 gol e collezionato 60 presenze. Adesso, con l’aquila sul petto, vuole prendersi ciò che gli spetta anche in Europa League. Così come Caceres. Che con la competizione in questione ha un conto in sospeso dal giorno in cui, tra le fila della Juventus, venne eliminato in semifinale dal Benfica. Entrambi stasera vogliono partecipare alla riuscita dell’appuntamento europeo perfetto della loro nuova squadra. I loro compagni sono pronti a seguire i loro consigli.

 

llsn

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Anderson riparte da Bucarest: nuove motivazioni e la voglia di aiutare la Lazio

Sarà nella lista dei convocati per Bucarest Felipe Anderson. In due giorni è nuovamente cambiato tutto. Ha riabbracciato il mister e i compagni, tornando sui suoi passi e ammettendo gli errori. Ora regna il sereno nel rapporto con il brasiliano, che però è atteso dalla prova più importante, quella del campo. Felipe deve tornare a fare la differenza, può essere l’asso nella manica di Inzaghi per il finale di stagione. Luis Alberto e Immobile stanno accusando una leggera flessione, mentre Nani e Caicedo faticano a diventare punti fermi: è l’ora di FA10 che contro la Steaua partirà dalla panchina, ma in corsa può rilevarsi la mossa decisiva.

MOTIVAZIONI – Si è perso tanto tempo. Prima il lungo infortunio, poi le panchine e il battibecco con Inzaghi. Restano 3 mesi a Felipe Anderson per tornare quello di un tempo. Quello del primo Pioli che trascinò la Lazio in Champions League a suon di prodezze. E il futuro è adesso, visto che nel mese di febbraio i biancocelesti sono attesi da un momento verità: Europa League, semifinale di ritorno di Coppa Italia e ripartenza in campionato. Al brasiliano le motivazioni non mancano, tra le altre cose sogna ancora di andare a Russia 2018 con la sua nazionale. Inzaghi lo utilizzerà nel suo ruolo preferito, quello di attaccante e non centrocampista di destra. La disponibilità de Felipe c’è, l’ha dimostrata con le scuse, non resta che aspettare il verdetto del giudice supremo, il campo.lalaziosiamonoi.it