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Niente giustizia, ecco l’elenco delle sviste del Var: Lazio, la più penalizzata

La serie A, insieme a Liga e Bundesliga, è pioniera nel campo del VAR e a marzo renderà noti i primi dati ufficiali dell’esperimento che in questi giorni ha suscitato nuove polemiche per il mani di Cutrone in Milan- Lazio, il rigore regalato al Napoli contro il Bologna e la clamorosa serie di errori di Tagaliavento e Co. a Crotone. A inizio anno, Tiziano Pieri, ex arbitro ed esperto di Var, ha promosso a pieni voti la rivoluzione sostenendo che gli errori gravi sono stati pochissimi: «Dopo 188 partite gli errori gravi ed evidenti commessi sono stati appena sei. Adesso c’è più giustizia». Come per ogni novità, c’è un prezzo da pagare.

Finora, le sviste pesanti dell’occhio meccanico sono state il rigore assegnato ai rossoblù durante Genoa-Juventus, penalty che non doveva essere concesso perché Galabinov era in posizione di fuorigioco; la clamorosa trattenuta di Spinazzola su Astori in Fiorentina-Atalanta; il gol di Verde in offside nel match Sassuolo-Verona. Da segnalare anche il rigore negato agli uomini di Donadoni in Bologna-Cagliari per una evidentissima trattenuta di Ionita su Maietta e la voglia di Torreira di giocare a pallavolo davanti alla porta in Sampdoria-Sassuolo. Eclatanti gli episodi che hanno visto per protagonista (in negativo) la Lazio. Nella partita contro il Torino, Giacomelli non vide il braccio in area di Iago Falque, mentre domenica nessuno si è accorto che Cutrone ha segnato il gol del vantaggio con la mano (o braccio). Disastro Paolo Tagliavento ha falsato totalmente la gara tra Crotone e Cagliari.il tempo

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Il retroscena. La rabbia di Inzaghi nella stanza del fischietto Irrati

La furia di Tare (già più volte inibito) stavolta a forza contenuta. Domenica sera è stato impossibile invece fermare Simone Inzaghi deciso a farsi giustizia da solo. Si è sentito preso in giro, l’allenatore, dopo che nel meeting di Milano aveva usato la diplomazia con gli arbitri, nonostante avesse già ricevuto contro una serie infinita d’errori. Adesso basta: «Dovranno spiegarci anche questo tocco di mano di Cutrone», aveva detto a caldo nel post-partita dopo aver rivisto le immagini e strabuzzato gli occhi dopo l’ennesimo ancor più plateale scandalo. Pochi minuti dopo, eccolo non rientrare nello spogliatoio dei suoi ragazzi edirigersi furioso a passo veloce verso la stanza della terna arbitrale. Da fuori, a San Siro, hanno sentito le urla di Simone contro Irrati e soprattutto il Var Rocchi. La tensione era alle stelle, ma – per una questione di buon senso-ci si augura non possano arrivare nelle prossime ore ulteriori provvedimenti. Oltre l’ingiustizia e il danno, in un caso così sarebbe contro ogni ragione la beffa. Il Messaggero 

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La forza dei numeri per cancellare l’ultimo tabù

Inzaghi è l’uomo dei record e dellemaledizioni interrotte. É stato l’unico eallenatore laziale a vincere all’Allianz Stadium, in casa della Juventus, ed ora ha un nuovo tabù da sfatare sul suo cammino. Vincere a San Siro nella tana del Milan renderebbe ancora più netto il formidabile percorso tracciato dal mister piacentino e dalla sua Lazio in questo campionato, fatto di poche sorprese e di tante certezze. Certezze nel gioco, nello spirito e nei gol. Soprattutto nei gol. Ecco perché oggi battere i rossoneri non è utopia e nemmeno fantascienza. Le statistiche che danno i biancocelesti vincitori 

Può centrare il record dei record, crollerebbe l’ultimo e insormontabile primato negativo nella storia della Lazio. Simone Inzaghi ci pensa, sogna un’altra impresa e di metterci la firma, aggiungendo una notte di gloria a un biennio pieno di successi e di consensi. Ha tolto l’imbattibilità alla Juve all’Allianz Stadium, ora vuole vincere con il Milan aSan Siro in campionato dopo quasi 29 anni, ecco la missione. Sarebbe un passo fondamentale verso la Champions in una fase delicatissima della stagione, resistendo al tentativo di rimonta di Inter Roma che godranno nelle prossime settimane di un calendario favorevole, non solo un successo di prestigio e buono per spezzare le statistiche. Tutti i suoi predecessori, anche i più grandi, sono caduti a San Siro. Da Mancini Pioli, passando per Reja, vicinissimo all’impresa nella notte del debutto di Klose Cissè (finì 2-2 con doppia rimonta rossonera). Bisogna risalire al famoso autogol di Paolo Maldini nel 1989 per trovare una sconfitta interna del Milan in campionato. Con uno strano pallonetto da centrocampo sorprese Giovanni Galli e aiutò la Lazio di Beppe MaterazziGregucci Di Canio a vincere, beffando il Milan di Arrigo Sacchi. Novanta minuti di pressing e di occasioni non bastarono ai rossoneri per riequilibrare la partita. Valerio Fiori, che poi avrebbe concluso la carriera in rossonero, parò tutto. Era il 3 settembre ‘89, è passata un’eternità. Da allora 16 vittorie del Milan e 11 pareggi in 27 confronti di campionato, 48 gol subìti e appena 21 all’attivo per i biancocelesti. In questo lunghissimo lasso di tempo la Lazio ha piegato i rossoneri a San Siro (più di una volta) solo in Coppa Italia.corrieredellosport.it

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Punti, gol e giocate: la Lazio di Inzaghi fa la storia

Un volo lungo 118 anni. Così lo speaker dell’Olimpico annuncia l’uscita dell’aquila Olympia prima delle gare interne della Lazio. Il volo di quella di Inzaghi dura da molto meno, ma sta toccando quote che — nel corso di quei 118 anni — pochissime volte erano state raggiunte. Anzi, in alcuni casi, mai. Per esempio per gol fatti e punti conquistati, due voci non proprio marginali. Nelle quali questa Lazio è la migliore di tutti i tempi a questo punto della stagione. Più produttiva (in termini di punti) anche di quelle scudettate di Maestrelli ed Eriksson, più prolifica (in quanto a gol) anche di quella a trazione anteriore di Zeman.

NUMERI RECORD Dietro il sorprendente terzo posto in classifica (e i biancocelesti sono in corsa pure in Europa League e Coppa Italia) c’è una macchina perfetta in cui tutto funziona alla perfezione. Una società snella che pesa ogni minima spesa, ma che nel corso degli anni ha saputo costantemente alzare l’asticella del budget; un direttore sportivo che in questo momento non ha eguali in Italia e forse al mondo nel rapporto costi-profitti (il valore della rosa è più che raddoppiato grazie alle geniali intuizioni di Tare); e poi un tecnico bravissimo a valorizzare tanto il collettivo nel suo insieme, quanto i singoli giocatori. E così sono arrivati i 40 punti al termine del girone di andata (chiuso formalmente solo dopo il recupero di mercoledì con l’Udinese) e i 46 punti dopo 21 gare. Punti che la Lazio, nei tornei a 20 squadre, non aveva mai totalizzato (il record alla fine del girone di andata era della Lazio di Petkovic, che «girò» a 39 punti nel 2012-13).gazzetta dello sport

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Luis Alberto, la Lazio prolunga le sue magie

“Luis Alberto ha un contratto molto lungo, a breve lo prolungherà perché se lo è meritato e si sente parte di questo progetto e di questa società”. Parlava così Igli Tare mercoledì prima del recupero con l’Udinese. Ad assistere al match in tribuna c’erano anche i procuratori dello spagnolo, sbarcati a Roma nei giorni scorsi. Come riporta la rassegna stampa di Radiosei, l’incontro con la Lazio (in programma da tempo) c’è stato ed ha avuto esito positivo. Vanno limate le ultime distanze, ma l’ex Depor è pronto ad allungare la scadenza contrattuale di un anno: dal 2021 al 2022 con un accordo nuovamente quinquennale (aveva firmato 5 anni nel 2016). Il club biancoceleste proponeva un ingaggio alla Milinkovic: 1 milione e mezzo più bonus per un totale vicino ai 2. La richiesta del giocatore – seguito anche dal Barcellona dopo la rinascita in Italia – potrebbe essere leggermente maggiore, tuttavia la trattativa è già avviata verso la conclusione. La Lazio potrebbe dare l’annuncio in tempi brevi, non è escluso che la firma possa arrivare anche insieme a quella di de Vrij.lalaziosiamonoi.it

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Milinkovic si prende lo scettro: è il centrocampista più decisivo della Serie A

“È Milinkovic il più grande talento dell’Europa League?”, se lo chiede la Uefa sull’account della competizione. Del resto l’ascesa del serbo è incredibile e sta toccando livelli top. Sulle sue tracce ci sono gli osservatori di mezzo mondo, con le big d’Europa che sarebbero disposte a tutto pur di averlo. La Lazio se lo tiene stretto, anzi si affida a lui per la corsa Champions. Dopo la doppietta spettacolare al Chievo, stasera il numero 21 ha subito l’occasione di ripetersi, per staccare l’Inter e conquistare in solitaria il terzo posto.

RECORD – I due gol di domenica lo rendono insieme a Ilicic e il compagno Luis Alberto il centrocampista più prolifico della Serie A a quota 7. Come riportato nella rassegna stampa di Radiosei, se si prendono in considerazione i punti portati in dote da queste reti, Milinkovic è il centrocampista più prolifico, preceduto soltanto dagli attaccanti. Prima di lui Icardi, Immobile, Quagliarella, Iago Falque, Dybala, Inglese e Insigne, ma tra i pari ruolo non c’è partita. Sono ben 7 i punti regalati da Sergej, così distribuiti: 2 con il Chievo all’andata, 2 con il Bologna, 2 con la Sampdoria, 1 con l’Atalanta. La doppietta di domenica in questa speciale classifica non ha portato punti (si considera la differenza con il risultato calcolato senza le reti del serbo, ndr) però è stata fondamentale nell’economia del match. I suoi acuti prima hanno decretato il vantaggio della Lazio e poi l’allungo decisivo. Record su record, ma non c’è troppo tempo di pensare ai numeri, il campo chiama.

 

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Immobile sbanca la Lazio, pronto un altro premio

Ciro Immobile fa ricca la Lazio a suon di gol, la Lazio arricchisce Ciro Immobile con i super bonus. L’attaccante, nel giorno dell’Epifania con i 20 gol realizzati, ha raggiunto il primo premio stabilito da patron Lotito: 200mila euro. Ma c’è altro. Come riporta la rassegna di Radiosei,in caso di qualificazione in Champions League, per Ciro arriverebbero altri 200mila euro di bonus. È tutto scritto nel contratto prolungato a metà ottobre sino al 30 giugno del 2022. Il tutto poi si raddoppierà calcolando anche i 10 milioni di euro pattuiti dalla società e da dividere per tutti i componenti della squadra. Occhio poi, perché nell’accordo c’è solo la soglia dei 20 gol. E se l’attaccante arrivasse a 30? Il presidente della Lazio dovrà rivedere i suoi piani. Un attaccante così bisogna tenerselo stretto.

 

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Adesivi Anna Frank, in Procura parte udienza: si teme un turno senza tifosi

I legali della Lazio saranno oggi in Procura Federale per l’avvio dell’udienza relativa al deferimento legato agli adesivi attaccati da 13 sostenitori in occasione di Lazio-Cagliari, tra i quali quello di Anna Frank. Lo scorso 14 novembre il Procuratore della Figc, Giuseppe Pecoraro aveva deferito il club biancoceleste per la violazione dell’articolo 11 del codice di giustizia sportiva sulla discriminazione razziale dopo che erano stati lasciati diversi adesivi sulla vetrata della Curva Sud. Nella stessa data la Procura aveva archiviato la posizione di Lotito, al quale il Procuratore Federale Pecoraro aveva inizialmente contestato la violazione dell’articolo 1 bis del codice di giustizia sportiva, quello sull’obbligo di lealtà sportiva per aver dato – con la chiusura della Curva Nord – la possibilità agli abbonati di trasferirsi in altro settore.

Nel frattempo, la giustizia ordinaria ha fatto il proprio corso, individuando – attraverso la visione delle telecamere di sicurezza all’interno dello stadio – i 13 responsabili che durante la partita tra Lazio e Cagliari avevano attaccato gli adesivi alle vetrate della curva Sud, i quali sono stati sottoposti ad altrettanti procedimenti di Daspo. Il club rischia una partita senza tifosi o la chiusura di entrambe le curve dello stadio Olimpico per due turni, ma l’eventuale sanzione non verrebbe applicata – considerando i tempi di un eventuale ricorso – prima dei due prossimi turni casalinghi di campionato contro Chievo e Udinese. L’eventuale sanzione riguarderà la sfida di lunedì 5 febbraio contro il Genoa o quella di due settimane più tardi col Verona.

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Occhio alla squalifica, Udinese a rischio per Milinkovic e Leiva

 

Il campionato ricomincia e mette alla prova, fin da subito, la squadra di Inzaghi. Il mister biancoceleste questa volta dai suoi ragazzi vuole soprattutto pacatezza. Un mix di attenzione e intelligenza. Ecco cosa non dovrà mancare al centrocampo della Lazio nella prossima sfida contro il Chievo. Come una spada di Damocle due diffide gravano sulla testa di Lucas Leiva e Sergej Milinkovic. Testa e cuore del reparto centrale biancoceleste. Difficile pensare che Simone Inzaghi possa decidere di risparmiarli per scongiurare il peggio. La rassegna stampa di Radiosei interviene a ricordarlo: se uno dei due giocatori domenica ricevesse un cartellino giallo verrebbe squalificato in vista dell’impegno infrasettimanale contro l’Udinese. Una partita che, visti i recenti risultati collezionati dalla squadra di Oddo, si preannuncia tutt’altro che facile. Prevenire è meglio che curare. Parola d’ordine: pacatezza.

 

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GlobaLazio, 18 nazionalità diverse tra i biancocelesti: è record

La storia, si sa, è ciclica. Si infrange sul tempo per poi riversarsi nel presente. È un mare sempre in tempesta, che bagna ogni angolo del globo. E in quel di Formello ha riportato a galla una tendenza remota, che nell’antica Grecia definivano cosmopolitismo. Ovvero l’idea di considerare più uomini provenienti da paesi diversi come cittadini di un’unica patria. Come riportato nella rassegna di Radiosei, nella squadra di Inzaghi – considerando anche i fuori rosa – ci sono ben 18 giocatori provenienti da differenti parti del mondo. Atlante a portata di mano, si inizia dall’Italia, nazione di origine della maggior parte dei biancocelesti.

LA GEOGRAFIA BIANCOCELESTE – Poi il dito scorre fino al Brasile, terra natale di Felipe Anderson, Lucas Leiva, Wallace, Luiz Felipe e Mauricio. Dall’America Latina – dove trova le sue orginini anche Caceres (Uruguay) –  si torna in Europa, quella dell’Est. Radu, Vargic, Lulic, Basta, Milinkovic, Marusic e Strakosha provengono rispettivamente da Romania, Croazia, Bosnia, Serbia, Montenegro e Albania. Gli occhi sul planisfero si spostano verso sinistra, scavalcano l’Italia e arrivano prima in Portogallo (Nani, Pedro Neto e Bruno Jordao), poi in Spagna, terra d’origine di Luis Alberto e Patric. Da lì l’indice arriva a seguire i contorni del Belgio (Lukaku) e dell’Olanda (de Vrij). All’elenco si aggiungono l’Angola e l’Ecuador, dove sono nati Bastos e Caicedo. Senza dimenticare Perea (Colombia), Oikonomidis (Grecia) e Tounkara (con cittadinanza Senegalese).

RECORD – In Italia nessuna squadra può vantare un livello di internazionalità così alto. E la Lazio mantiene il primato anche tra i più importanti club europei. Un gruppo internazionale, ma all’insegna dello spirito cosmopolita. Giocatori con nazionalità diverse, tutti uniti in un'unica grande patria: la Lazio

 

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