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Lazio, un SMS per ripartire

Un Sms per ripartire. Simone Inzaghi è pronto a mandarlo, quell sms, sabato a Napoli per rimettere subito in carreggiata la sua Lazio che, dopo aver a sorpresa raggiunto il terzo posto, si è piantata, perdendo le ultime due partite di campionato, evento che mai in questa stagione si era verificato. Un Sms per ripartire e rilanciare la corsa alla Champions. Ma lo smartphone non c’entra. Sms sta per Sergej Milinkovic Savic, una sigla dietro la quale si nasconde molto (se non tutto) dello straordinario cammino stagionale della squadra biancoceleste.

DIFFERENZA Certo, la forza della creatura di Inzaghi sta essenzialmente in un collettivo in cui ciascun elemento ha la sua importanza e la sua efficacia. Ma ci sono poi i giocatori che spostano gli equilibri e fanno la differenza. E il centrocampista serbo, sotto questo punto di vista, è quello più indispensabile di tutti. Per le sue qualità, ma anche per il peso specifico che ha nello scacchiere laziale. Ammesso che ce ne fosse bisogno, la conferma di tutto ciò si è avuta lunedì sera. Priva di Milinkovic (squalificato) la Lazio non solo ha perso in casa con il Genoa, ma lo ha fatto al termine della sua peggiore prestazione stagionale. Il fatto è che, ormai, di Sms Inzaghi non può più fare a meno. Della sua fisicità, della sua capacità di creare superiorità sulla trequarti, del suo gioco aereo. Oltre che dei suoi gol e dei suoi assist. Non ne può fare a meno il tecnico per sviluppare il consueto gioco e non possono farne a meno i compagni che di solito fanno la differenza al pari di lui. Come Immobile e Luis Alberto (ieri, per lo spagnolo, è stato ufficializzato il prolungamento contrattuale fino al 2022 con ingaggio ritoccato a 1,8 milioni di euro netti a stagione). Privi dell’apporto del serbo, i due attaccanti biancocelesti hanno fatto scena muta contro il Genoa. In parte perché privi delle sponde e delle assistenze del serbo e in parte perché i difensori avversari si sono potuti concentrare unicamente su di loro.

RIVINCITA Ma per fortuna loro e della Lazio intera Milinkovic già sabato sera farà ritorno in campo. Scontata la squalifica, il centrocampista è pronto a riprendere il suo posto in campo. Lo farà nella partita più delicata, sul campo della capolista del campionato. Quel Napoli che all’andata, all’Olimpico, strapazzò senza pietà i biancocelesti. Un k.o. pesante (1-4), ma pieno di rimpianti per una Lazio che, dopo un grande primo tempo (chiuso in vantaggio per 1-0), nella ripresa fu sconfitta più che dal Napoli dagli infortuni a catena che la falcidiarono in difesa. Sono quasi cinque mesi che Inzaghi aspetta di prendersi la rivincita con Sarri. Peccato che arrivi proprio nel momento sbagliato. La frenata della sua squadra è evidente. Due sconfitte consecutive in campionato, appena un pareggio nelle ultime tre gare giocate, coppa compresa. E la miseria di due gol segnati in 270 minuti. Pochissimi per una squadra che dall’inizio del torneo viaggia a una media realizzativa di oltre 2 gol e mezzo a partita. I biancocelesti sono però sicuri di poter ripartire subito. In fondo, potrebbe bastare un Sms.

La Gazzetta dello Sport – Stefano Cieri 
 

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Bergomi: “Lazio non in crisi, ma in Champions andranno Roma e Inter”

Procede a rilento la corsa Champions tra Lazio, Inter e Roma. Il ko contro il Genoa di lunedì non ha permesso ai biancocelesti di allungare sulla squadra di Spalletti e di mantenere inalterata la distanza con la Roma, riducendo di fatto il vantaggio acquisito nell'ultimo mese sulle inseguitrici. Ad analizzare la lotta per l'Europa che conta è stato l'ex difensore nerazzurro e oggi commentatore Sky, Beppe Bergomi, che si è soffermato anche sul momento dei ragazzi di Inzaghi: “La Lazio ha una grande squadra, con tanti giocatori che possono fare la differenza in qualsiasi momento – riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei –. Nelle ultime due gare i biancocelesti non hanno fatto bene, ma il loro gioco è rimasto brillante. Non sono in crisi nera e non lo saranno neppure in caso di sconfitta sul campo del Napoli. Chi andrà in Champions? Ad inizio stagione avevo detto Inter e Roma e lo confermo”.

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Tensione dopo Lazio-Genoa: Inzaghi riprende Felipe Anderson, il brasiliano non ci sta…

Lunedì sera ha lasciato l’Olimpico scuro in volto, Felipe Anderson. Cappello nero in testa con la visiera schiacciata verso il naso, quasi a coprire lo sguardo, rivolto verso il basso. Il brasiliano era appena uscito dallo spogliatoio, dove aveva avuto un confronto con mister Inzaghi. Il tecnico lo aveva mandato in campo contro il Genoa al 70’ con l’obiettivo di risollevare le sorti dell’incontro, in quel momento fermo sull’ 1-1. L’ingresso di Felipe non ha cambiato gli equilibri: il suo atteggiamento è sembrato quello di un giocatore svogliato, lontano anni luce dal Felipe che fece innamorare tutto l’ambiente.
 
STIMA E CRITICHE
 Dagli spalti è arrivato qualche fischio, mentre i compagni in campo lo hanno inviato anche in maniera decisa a dare il massimo. Al termine del match, poi, è mister Inzaghi ha avuto un confronto con Felipe, confessando di aspettarsi di più da uno come lui, in grado di spaccare le partite con le sue potenzialità. Felipe, ragazzo particolarmente sensibile, non ha preso benissimo queste parole, aggiunte al dispiacere per la sconfitta. Tra polemiche e rimproveri più o meno diretti, il brasiliano pare si sia sentito eccessivamente criticato e bersagliato. In realtà, Felipe gode della stima di tutti, ed è per questo che intorno a lui si sono create grandi aspettative.

SPRONARE
La discussione con Inzaghi, quindi, andrebbe circoscritta al tentativo da parte del mister di spronare Felipe Anderson, con la speranza che nelle prossime occasioni possa entrare in campo con uno spirito diverso. Senza dimenticare, infine, che l’incontro tra i due è avvenuto negli attimi immediatamente successivi alla sconfitta contro il Genoa, in un clima tutt’altro che sereno, tra delusione e rammarico per aver perso un’occasione per consolidare il terzo posto. Nel pomeriggio la squadra si ritroverà per gli allenamenti, e insieme allo staff tecnico visionerà i video della partita di lunedì, analizzando gli errori commessi.ilmessaggero.it

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Nulla di grave per Wallace, ma è in dubbio per Napoli

Inzaghi lo aveva provato nel blocco dei titolari per quasi tutta la settimana, salvo poi dover rinunciare a lui nelle ultime ore precedenti la partita, che lo hanno escluso dai convocati. C'erano dei dubbi nella giornata di ieri, su quelle che erano le condizioni di Fortuna Wallace. Per il difensore brasiliano però, stando a quanto riporta la rassegna stampa di Radiosei, non dovrebbe essere nulla di grave. Solo un trauma contusivo alla tibia per lui, dovuto ad uno scontro di gioco nell'allenamento di rifinitura, che gli ha provocato un ematoma che non gli ha permesso di scendere in campo. Inzaghi conta di recuperarlo in poco tempo, ma difficilmente sarà al 100% per la trasferta di sabato contro il Napoli.

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Nani punta il Mondiale, ma prima deve far volare la Lazio

Nel match di questa sera tra Lazio e Genoa, a causa dell'assenza per squalifica di Sergej Milinkovic-Savic, si è liberato un posto in mezzo al campo. Dal momento che anche Senad Lulic deve scontare un turno, molto probabilmente quel posto sarà occupato da Luis Alberto, che per l'occasione arretrerà rispetto alla solita posizione da lui ricoperta. Questo effetto domino fatto di squalifiche e riadattamenti porterà quasi sicuramente a vedere in campo dal primo minuto Luis Nani, a fare da spalla a Immobile prima punta. Come riporta l'odierna rassegna stampa a cura di Radiosei, l'ex Manchester United non aspetta altro che l'occasione di giocare con continuità: non solo per essere protagonista alla Lazio, ma anche per far parte della spedizione portoghese che parteciperà ai Mondiali di Russia 2018. La presenza di Nani non è scontata, il ct Fernando Santos lo chiamerà solo se lo vedrà in campo più frequentemente. L'attaccante biancoceleste lo sa e spinge sull'acceleratore ogni volta che può: sono già 3 i gol messi a segno in soli 203 minuti giocati, una media di più di una rete a partita, e nelle gerarchie di Inzaghi in questo momento ha forse scalzato Caicedo e Felipe Anderson come partner ideale di Immobile in caso di assenza di Luis Alberto. Luis Nani può essere il valore aggiunto di questa Lazio, motivato dalla causa portoghese oltre che da quella biancoceleste.

 

llsn

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Lazio e Champions, ecco i premi stanziati

LAZIO E CHAMPIONS: ECCO I PREMI STANZIATI

Cara Champions, quanto mi costi? La Lazio crede alla qualificazione alla Coppa delle grandi orecchie, a Formello hanno stanziato le cifre per sorridere a Giugno. Come scrive la Repubblica, per il tecnico Inzaghi in caso di Champions bonus da 175mila, che scendono a 75mila per l'Europa League; per l'intera rosa la borsa prevede 10 milioni di premi. In realtà, previsto anche un premio scudetto da 250mila euro, traguardo quasi impossibile anche a causa dei disastri Var che hanno danneggiato Lulic&Co.

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Gol Lazio: avvii e finali super

La Lazio sa quando colpire: record di gol a inizio e fine partita, nessuna fa meglio in Serie A

Come riporta la rassegna stampa di Radiosei, sono infatti 14 i gol che i ragazzi di Inzaghi dall’inizio del campionato a oggi hanno messo a segno negli ultimi 15 minuti di una gara. Così facendo hanno raggiunto un nuovo primato in Serie A. Ma Lulic e compagni non aspettano di certo di ferire Achille sul suo tallone quando ormai è allo stremo delle forze. Sanno bene che è meglio indebolire il nemico fin da subito. E questa convinzione ha permesso loro di collezionare un ulteriore primato nella massima Serie. Perché solo la Lazio è riuscita a realizzare ben 18 reti nei primi 30 minuti di gioco. La squadra di Inzaghi non lascia scampo all’avversario. Dopo 22 giornate è salita a quota 57 gol. Adesso vuole superare il risultato dello scorso anno: 74 reti totali (record assoluto da quando la società milita nella Serie A a 20 squadre). I biancocelesti hanno un loro 'modus operandi'. Mettono in chiaro fin da subito le loro intenzioni. Poi temporeggiano. E nell'ultimo quarto d'ora danno il colpo di grazia.lalaziosiamonoi.it

 

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La corsa Champions passa per l’Olimpico: la società chiama a raccolta i tifosi biancocelesti

Senza i tifosi non si va da nessuna parte. Servono il sostegno dalle tribune, le urla di incoraggiamento dalle curve e i cori dai distinti, tutto lo stadio deve portare la Lazio in porto. La squadra di Inzaghi sta conducendo magnificamente il viaggio verso le zone d’alta classifica, tra torti arbitrali e sviste ripetute al VAR, rispondendo coi fatti sul campo e mantenendo fino ad ora il terzo posto solitario in campionato. Ma per lasciare indietro Inter e Roma e guardare avanti verso Napoli e Juventus, correndo veloce verso la Champions, c’è bisogno del calore di tutto il popolo biancoceleste. Non dei soliti. Come riporta la rassegna a cura di Radiosei, la media di tifosi presenti all’Olimpico in questa stagione si sta attestando sempre intorno ai 25mila spettatori (11mila abbonati più le 10-15mila unità che acquistano il biglietto di volta in volta). Pochino se si pensa al buonissimo lavoro messo in piedi dalla società e a quello straordinario portato avanti da Inzaghi e i suoi. Il responsabile marketing della Lazio, Marco Canigiani, ha riferito di prezzi popolari per il prossimo impegno contro il Genoa, l’invito a stare vicino alla squadra è stato lanciato forte e chiaro. E non è la prima volta. Ora serve la risposta della gente laziale per riempire lo stadio e far volare la Lazio. Costruire un fortino da 40 mila persone per le successive sfide decisive. Nel prossimo mese, infatti, sono in programma 8 partite tra campionato e Coppe e 5 si giocheranno a Roma contro Genoa, Verona, Steaua (Europa League), Milan (ritorno di Coppa Italia) e Juventus. In trasferta invece i capitolini se la vedranno con Napoli, Steaua e Sassuolo. Senza paura e tutti insieme, la Lazio ora ha bisogno dei suoi tifosi.lalaziosiamonoi.it

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Guerrieri cambia marcia: ora è lui il vice Strakosha

Cambiano le gerarchie tra i pali. La chiusura del mercato invernale e la nuova lista Uefa inviata per i sedicesimi di Europa League hanno certificato la promozione di Guido Guerrieri, 22 da anni da compiere il prossimo 25 febbraio. È lui il nuovo vice Strakosha, amico e concorrente dai tempi della Primavera. Le trattative di gennaio non hanno portato nuovi portieri e anche l’ipotesi reintegro di Marchetti è naufragata un mese fa. Come sottolinea la consueta rassegna stampa di Radiosei, la società crede in lui: in autunno ha prolungato il suo contratto fino al 2021 in un momento complicato. Il classe ’96, premiato come miglior giovane portiere nel 2016, pagò l’impatto con la Serie B in una prima parte di stagione disastrosa per il Trapani (poi retrocesso). Guerrieri in estate è ripartito da zero, lavorando sei mesi sotto la guida di Grigioni e Zappalà e ritrovando le certezze perdute. Inzaghi lo conosce benissimo e ne ha apprezzato i progressi, il modo in cui ha sudato in silenzio. Ora può diventare il nono debuttante in meno di due anni.lalaziosiamonoi.it

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Radu senza limiti, con il Genoa fa 300: ora vuole un rinnovo a vita

Dal 30 gennaio 2008 al 30 gennaio 2018, 10 anni di Lazio tutti d’un fiato. Stefan Radu l’ha vissuti così, a pieno, senza perdersi nulla. Dall’esordio contro la Fiorentina in Coppa Italia alla gara contro il Milan di mercoledì sera, quando Stefan ha di fatto completato il cerchio. Tondo, come lo zero che di fianco all’1 segna un bel 10. Una decade al servizio della Lazio, della maglia che ora ama e della quale vuole diventare simbolo (ancora di più). Ha giocato in ogni ruolo della difesa, sia da centrale nella linea a 4 che in quella a 3, ovviamente correndo pure a sinistra come terzino. Oggi con Inzaghi sta vivendo una seconda giovinezza e le presenze sono ormai arrivate a 299, come riporta la rassegna di Radiosei. Può raggiungere le 300 scendendo in campo nella prossima sfida di lunedì contro il Genoa all’Olimpico, casa sua. É già nella top 10 dei calciatori più presenti della storia biancoceleste, al nono posto dietro a Stefano Mauri a 303, ma l’obiettivo è quello della scalata. Uno dietro l’altro, superarli tutti fino a raggiungere Favalli lì in vetta a quota 401. Già salire sul podio, occupato da Negro (376) e Wilson (394), sarebbe un grande traguardo. Con altre 20 presenze sulle spalle agguanterebbe il primato tra gli stranieri, mettendosi dietro Ledesma. Radu non vuole certo fermarsi ora, le 300 (in media 30 presenze ogni anno) sono il trampolino di lancio per continuare a fare meglio e, chi lo sa, magari strappare un nuovo contratto a Lotito. Non ne ha mai fatto mistero, vuole chiudere la carriera a Roma alla Lazio e tra una battuta e l’altra ha espresso più volte la sua volontà di rinnovare oltre l’attuale scadenza fissata per il 30 giugno 2020. Lo meriterebbe, Stefan, bandiera laziale e leader innamorato.lalaziosiamonoi.it