Categorie
RASSEGNA STAMPA

Inzaghi chiede umiltà, Milinkovic osservato speciale

La Lazio ha rallentato leggermente, nelle ultime tre partite sono arrivati due pareggi con Vitesse e Fiorentina e una sconfitta nel derby. Può anche starci, ma adesso bisogna ripartire. La gara per farlo non è delle più semplici, a Genova contro la Sampdoria non ha vinto nessuno, nemmeno la Juventus. Ma la Lazio ha dimostrato di poter sorprendere tutti, non sarà certo l’imbattibilità dei blucerchiati in casa a far tremare le gambe ai biancocelesti. Certo che servirà il supporto di tutti, soprattutto di chi ultimamente ha girato un po’ più a vuoto degli altri. Come riporta la rassegna di Radiosei, Milinkovic è l’osservato speciale: è da lui che ci si aspetta qualcosa in più. Non lascia il segno dalla partita col Benevento quando servì un assist a Immobile per il gol del raddoppio. Il suo nome sul tabellino, invece, non compare dalla sfida di Bologna quando raccolse un pallone di Lulic e lo infilò alle spalle di Mirante. É il classico giocatore dal quale ci si aspetta di più, come a scuola quando la professoressa rimprovera all’alunno di avere le capacità ma di non applicarsi. Sergej è un grande centrocampista con qualità fuori dal comune, fortissimo di testa e – a dispetto dell’altezza – agile nel dribbling. Un piacere per gli occhi quando si mette in moto, ma a volte dovrebbe essere più concreto. Inzaghi chiede uno sforzo maggiore, non gli bastano i tacchi e i colpi a effetto, servono i gol (finora 4 reti totali, 2 in Serie A e 2 in Europa League): insomma, la sostanza. La partita con la Sampdoria può segnare la ripartenza della Lazio e quella di Milinkovic, l’arma in più dei capitolini che quest'anno ancora non è esplosa del tutto.lalaziosiamonoi.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Patto Champions, la Lazio ci crede: confronto squadra-Inzaghi

Inzaghi era stato chiaro a Formello: «Non è un caso se ci troviamo lassù, sarà dura ma vogliamo restarci a lungo». Tare, per la prima volta, ha abbandonato la consueta prudenza al premio Lazialità di lunedì sera. «Questa squadra è veramente forte. Guarderemo la classifica a marzo e se ci ritroveremo ancora dove siamo, ci giocheremo l’accesso alla Champions».

Lotito ha chiuso la serata del teatro Ghione. «La Lazio è penalizzata, ci frappongono ostacoli ma lotteremo per restare competitivi ed esserlo ancora di più in futuro. L’unione fa la forza, i risultati arriveranno». Ci credono, sono convinti, ne hanno parlato anche ieri all’interno dello spogliatoio. Non si vogliono fermare, anzi ripartiranno subito, con l’idea di non perdere altro terreno alla prima svolta negativa della stagione, il ko nel derby con la Roma seguito dal pareggio interno con la Fiorentina.corrieredellosport.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Ancora crocevia Marassi: 12 partite per decollare

Sotto la Lanterna c’è un’altra luce. Ancora una volta Genova diventa crocevia, ancora una volta la Samp può rappresentare la resurrezione post-derby. L’anno scorso, proprio all’andata, la vittoria rialzò subito il morale biancoceleste dopo il ko con la Roma e segnò l’inizio di un nuovo ciclo di vittorie (7 fra campionato e Coppa Italia). Fra dicembre e gennaio arrivarono poi appena due sconfitte (con Inter e Juve in Serie A) in 9 gare. Nei prossimi due mesi ce ne saranno addirittura 12, in un terribile calendario, di partite da disputare. Per questo Marassi diventa uno scontro diretto fondamentale, c’è tutta la rabbia accumulata contro Roma e Fiorentina da scaricare. Ci sono appena tre punti che separano le due squadre, entrambe con un match da recuperare, per questo la Lazio non può più sbagliare. La pressione adesso diventa altissima: per non perdere alta quota bisognerà tornare a sfornare una prestazione coraggiosa. Inzaghi da ieri studia un’altra impresa: espugnare uno stadio dove nessuno quest’anno è uscito sano e salvo. Sei successi su sei, neanche un pari per la formazione blucerchiata, compreso il big match con la Juve. Dopo la debacle a Bologna, la squadra di Gianpaolo conferma che i 26 punti sono il frutto assoluto dell’andamento casalingo, migliore persino del Napoli capolista. Al contrario, però, Immobile e compagni sono una macchina da guerra in trasferta: en plein di punti in sei giornate, indimenticabile quella allo Stadium in avanscoperta.

IL PROGRAMMA Battere la Samp e poi invertire il trend dell’Olimpico. Dopo la Supercoppa, da cancellare il pari dell’esordio in campionato con la Spal, i ko con Napoli e Roma e, oltre l’ultimo 1-1 con la Fiorentina, anche l’unico in Europa col Vitesse. Dopo Marassi, la Lazio volerà il 7 dicembre proprio in Belgio per chiudere il girone contro lo Zulte. Ma poi sarà fondamentale ricominciare a vincere in casa perché sei delle prossime 12 gare si giocheranno a Roma e sulla carta dovrebbero essere le più agevoli. Sfida tosta con il Torino il 10 dicembre, quindi il 14 il Cittadella (ieri battuta la Spal) negli ottavi di Coppa Italia. Delicatissimo piuttosto il 17 il turno di Bergamo con l’Atalanta, il 23 appuntamento in casa col Crotone e subito dopo Natale, eventualmente, nei quarti di Tim Cup. Alla vigilia dell’ ultimo dell’anno, il 30, gelo a San Siro per il big match con l’Inter. Per la Befana si farà visita alla Spal, prima della sosta. Rigenerativa per il rush finale del tour de force di gennaio: in una settimana dal 21 al 28, il Chievo in casa, il 24 il recupero con l’Udinese, prima di un altro volo al Meazza, stavolta per provare a ribattere il Milan di Gattuso. Meno male che in questo ciclo infernale la Lazio sarà risparmiata dall’Europa League, che riprenderà coi sedicesimi a febbraio. Marassi per riprendere la corsa e rimettere il turbo. I big sono richiamati a un’altra prova verità. In primis Milinkovic e Parolo che segnarono la riscossa della vittoria l’anno scorso.

CENTROCAMPO Entrambi devo scrollarsi derby e Fiorentina di dosso. Così come Immobile affaticato: per fortuna ieri già correva a Formello a perdifiato. Se tornerà tutta la Lazio in campo non ci sarà storia per nessun rimpianto. Rimane quello di domenica per aver ammirato appena un quarto di formazione, dalla porta all’attacco solo la spina dorsale: Strakosha, de Vrij, Leiva e Luis Alberto. Lo spagnolo, miglior assistman in Europa da palla inattiva. Il 4 dicembre 2016 a Genova al suo posto c’era Felipe a seminare cioccolatini e panico.il messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Massa-Fabbri, ecco cosa si sono detti

Fabbri lo ha chiamato in cuffia dicendogli che c’era un’azione da rigore che doveva andare a vedere. Un contrasto in area laziale tra Pezzella e Caicedo. Questo dopo la rovesciata dello stesso giocatore della Fiorentina e il miracolo di Strakosha. Massa, che nonostante fosse in posizioni favorevole non aveva fischiato la massima punizione, si è fidato del suo collaboratore al var e ha fermato il gioco disegnando in aria il quadrato che significa: «Vado a vedere le immagini». L’arbitro di Imperia si è diretto nello spazio riservato al piccolo monitor dove vengono proiettati i replay dell’azione incriminata. «Guardalo bene è uguale al fallo fatto da Gobbi su Belotti domenica a Torino, te lo ricordi?». Questo più o meno quello che Fabbri, in procinto di diventare arbitro internazionale, avrebbe detto in cuffia a Massa che ha risposto prontamente: «Sì, sì lo vedo. Me lo ricordo bene». E se lo ricordava bene sì il fischietto genovese perché domenica scorsa era lui l’assistente al var all’Olimpico di Torino. Ed è stato proprio lui che ha richiamato Gavillucci, che arbitrava il match tra i granata e il Chievo, facendo. Ha guardato ancora il replay da un’altra angolazione e poi ha deciso con fermezza di decretare il rigore contro la Lazio.

il messaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

VIDEO – Tare: “Va bene la Var, ma che sia uguale per tutti”

La rabbia il giorno dopo non si placa. Quel rigore fischiato dall’arbitro Massa nel recupero della sfida contro la Fiorentina non va giù alla Lazio e a Igli Tare. Il club si sente penalizzato e twitta: «Regole del protocollo Var: Esperimenti live con video assistenza per errori evidenti in situazioni che cambiano una partita. Correggere un chiaro errore, non cercare di individuare la miglior decisione. Minima interferenza, massimo beneficio. Controllo silenzioso. Cos’altro?». «Vogliamo essere padroni del nostro destino» ribadisce, invece, con forza al telefono il ds che domenica al fischio finale si è fiondato in campo per parlare con l’arbitro. «Volevo avere un chiarimento. Perché ha fischiato quel rigore e quello su Parolo no?».

Dal labiale si legge benissimo che stava chiedendo cosa avesse visto.
«Sì, perché non riesco a capire e non lo capisco nemmeno a 24 ore di distanza, cosa abbia fischiato. Cosa abbia visto per decidere di assegnare il rigore».

Massa le ha dato qualche spiegazione?
«No, è rimasto in silenzio ed è andato negli spogliatoi. Non aveva nulla da rispondere».

Insomma il rigore non c’era.
«Ho visto l’immagine da diverse angolazioni e si vede benissimo che Caicedo calcia il pallone e non c’è fallo su Pezzella».

Lo stesso che pochi istanti dopo fa una rovesciata.
«Esattamente. Se Caicedo lo avesse colpito sul polpaccio sarebbe rimasto a terra e non avrebbe avuto modo di fare quel gesto tecnico poco dopo».

E con Fabbri che era al Var ha avuto un chiarimento?
«No, con lui non ho avuto modo di parlare».

Eppure Massa all’inizio non aveva dato il rigore.
«Aveva valutato che non ci fosse fallo. Se si riguardano le immagini l’arbitro era in ottima posizione e non poteva non vedere bene. E’ tornato indietro su una sua decisione giusta».

Insomma il Var va tolto?
«No, assolutamente. Io sono favorevole all’uso della tecnologia ma non va bene l’interpretazione della Var. O si usa sempre o non si usa mai. Così non c’è uniformità nell’utilizzo. Nel primo tempo c’è un rigore solare su Parolo e lì Massa non ha nemmeno considerato l’utilizzo delle immagini. Perché? Eppure il contatto c’è. Anche nel derby Rocchi ha dato rigore su Kolarov senza guardare il Var e non c’è contatto con Bastos».

E adesso? La Lazio farà qualche protesta?
«E che protesta possiamo fare? Il regolamento della Var è preciso: deve intervenire in situazioni di chiaro errore. Nell’occasione del rigore della Fiorentina non c’è nulla di chiaro».

Resta la rabbia.
«Sì, perché vogliamo essere noi padroni del nostro destino. La tecnologia deve essere un aiuto e gli arbitri non possono tornare ad essere “protagonisti”».

Lei è sceso in campo contravvenendo alle regole e adesso rischia una squalifica.
«Non m’importa, in quel momento ho solo pensato a difendere la Lazio».

Un gesto che è piaciuto molto ai tifosi che l’hanno ringraziata.
«Mi fa piacere e sono felice di questo».

ilmessaggero

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Febbre Lulic, è il giorno di Lukaku

Se ne è parlato per giorni e probabilmente se ne discuterà per tutta la stagione. Non è facile avere davanti un colosso come Lulic. Un giocatore duttile, intelligente tatticamente. Ma anche un leader, e il capitano di questa squadra voluto fortemente da Inzaghi. Per Lukaku, nonostante le prestazioni più che positive offerte finora, sarà difficile conquistarsi il tanto agognato posto da titolare. Oggi però, il probabile forfait del bosniaco a causa di un attacco febbrile, gli permetterà di scendere in campo di nuovo dal primo minuto, dopo la gara con il Vitesse. Inzaghi è stato chiaro. Il belga ha sofferto tanti infortuni e acciacchi fisici, spesso non era al meglio. Ecco un altro motivo per il quale il tecnico piacentino spesso gli ha concesso solamente l'ultima mezzora del secondo tempo, quando con le sue accelerate e con la sua forza fisica diventa micidiale, riuscendo a fare la differenza, e rendendosi sempre pericoloso. E non è un caso nemmeno se l'ultima gara di Europa League, sia stata l'unica in cui ha giocato per 90 minuti. Sta ritrovando la forma migliore, da giorni si allena con costanza. Con la Fiorentina quest'oggi avrà di nuovo la sua chance per essere decisivo. Vai Jordan, corri, non ti fermare…lalaziosiamonoi.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Il passato parla chiaro, Lazio-Fiorentina è sempre spettacolo

Quando il bianco e il celeste incontrano il viola viene fuori un trionfo di colori e anche di gol. Le sfide tra Lazio e Fiorentina lasciano poco spazio alla noia. Anzi, la scacciano via a suon di colpi in rete. Come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, nelle ultime cinque sfide di campionato tra le due squadre sono stati realizzati ben 25 gol. E dalla partita di oggi alle 18.00 all’Olimpico ci si aspetta una prestazione all’altezza dei dati che hanno caratterizzato le precedenti. Soprattutto i biancocelesti hanno saputo fare del loro meglio. Quando l’aquila vede il viola scende in picchiata e non si risparmia. In casa propria la Lazio ha chiuso per 2 volte la partita sul 5-0 e per tre volte sul 4-0. Negli ultimi anni, tra il 2015 e il 2016, negli scontri tra i due club qui a Roma si sono registrate altre goleade: un 4–0 per la Lazio (9 marzo 2015), un 2–4 per la Fiorentina (15 maggio 2016) e un 3 – 1 per i padroni di casa (18 dicembre 2016). Il vero picco di gol tra le due squadre però risale al 5 marzo del 1995 quando il match tra Lazio e Fiorentina si chiuse sul risultato dell’8-2. Un giorno segnato dalla tripletta di Casiraghi, che nella classifica dei top scorer di Lazio – Fiorentina, guidata da Piola e dai suoi 11 gol, arrivò a quota 5. Le premesse storiche si aggiungono ai risultati collezionati dalle due squadre dall’inizio del campionato a oggi. I biancocelesti e i viola sono due delle squadre che hanno segnato di più nei primi 15 minuti di gioco: 6 volte gli uomini di Inzaghi, 5 i ragazzi di Pioli. Quella di stasera sarà una partita che saprà regalare tante emozioni.lalaziosiamonoi.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Emergenza sulla trequarti: Pedro Neto ci prova

Inzaghi ne ha già fatti esordire otto dal vivaio, ora vuole concedere il privilegio dell’esordio anche ai due nuovi acquisti dell’estate. Pedro Neto e Bruno Jordao, rispettivamente classe 2000 e 1998, attendono il loro esordio in campionato e – come riporta la rassegna di Radiosei – chissà che non potrebbe avvenire già nelle prossime gare contro Fiorentina e Sampdoria. A onor del vero, è molto difficile. Per i due giovanissimi, Inzaghi ha un piano ben preciso: da tempo si allenano con la prima squadra e gradualmente sta cercando di inserirli nel gruppo dei “grandi” per non rischiare di “bruciarli”. Considerati però l’infortunio di Felipe Anderson e adesso quello di Nani, le probabilità di vedere Pedro Neto in campo si alzano leggermente. L’esterno portoghese è l’unico, al momento, con le caratteristiche da seconda punta in grado di dare il cambio a Luis Alberto nel ruolo di trequartista o in appoggio alla prima punta. Con il rientro imminente di Caicedo, Inzaghi avrà una soluzione in più nel reparto offensivo ma l’idea di lanciare Pedro Neto non è da escludere a priori. La Lazio crede molto in lui, gli riconosce un talento enorme e potrebbe rivelarsi il nuovo Keita. Vedremo se il mister piacentino farà esordire l’ennesimo giovane della sua carriera. 

 

Llsn

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Luis Alberto, gol e rinnovo: la Lazio pronta a blindarlo fino al 2022

Un gol al volo e un colpo di tacco magnifico per Palombi. Ci ha pensato Luis Alberto a illuminare una serata senza grandi spunti. Quello al Vitesse è il primo centro in Europa League, il quinto in stagione. Inzaghi, dopo averlo aspettato a lungo, adesso se lo tiene stretto e non lo toglie più dal campo. Contro gli olandesi si sono riposati tutti i big tranne lui. Troppo importante lo spagnolo. Che va allora blindato dalla Lazio. Anche perché i corteggiamenti non mancano: dalla Spagna ieri rimbalzava un nuovo interesse del Siviglia, il club che lo ha cresciuto. Come riporta la consueta rassegna stampa di Radiosei, a gennaio verrà discusso il rinnovo. Il contratto di Luis è in scadenza nel 2021, ora la società conta di prolungarlo di una stagione e riconoscergli anche un adeguamento economico. L’ex Depor guadagna attualmente 1,2 milioni, il suo valore però oggi si è moltiplicato. E la Lazio vuole muoversi in anticipo.lalaziosiamonoi.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Nani all’esame da titolare: la sua crescita per trovare varianti

Sette Nani per ritrovare la favola Biancoceleste. Dopo il rovinoso epilogo nel derby, c’è il timore che la meravigliosa creatura d’Inzaghi stavolta sia davvero stata “scoperta”. È bastato infatti De Rossi a uomo su Luis Alberto (guarda caso, zero occasioni create) per annientare il gioco intero della Lazio. Per questo ora il tecnico sfrutterà la sfida di domani col Vitesse, inutile ai fini del passaggio ai sedicesimi, per lavorare a un piano B per il futuro. Il rischio adesso è che, nel tour de force di campionato sino a capodanno, Samp, Torino, Atalanta, Crotone e Inter possano sfruttare la strada tracciata da Di Francesco per imbrigliare tutta la manovra. Aspettando il rientro agognato di Felipe Anderson (altri 15 giorni per tonificarsi), l’unica soluzione alternativa sulla trequarti è portoghese. Si riparte da Nani, dal suo cross per il rigore contro la Roma. Immobile lo trasforma e adesso riposerà insieme a molti altri titolari della stracittadina. L’ex Valencia invece, dopo aver fatto il rodaggio domenica con una tripletta alla Primavera (7-1), prenota un altro posto per domani in Europa League. In realtà, non da “falso” goleador, ma da rifinitore. L’esordiente Palombi sarà più avanti, dietro Nani e – ci si augura – i suoi passaggi vincenti.