Categorie
RASSEGNA STAMPA

Nani-time, la prima convocazione è vicina

ROMA – Non solo la quarta vittoria consecutiva arrivata in trasferta a Marassi e il quarto posto solitario in classifica, dietro solo Juventus, Inter e Napoli. Inzaghi può continuare a sorridere anche nell’allenamento successivo nel centro sportivo di Formello. Per la prima volta, infatti, ha potuto ammirare un Nani a pieno regime, in grado di svolgere interamente la seduta insieme al resto dei compagni.

NANI VERSO LA PRIMA CONVOCAZIONE – Il portoghese si candida per la sua prima convocazione nella partita di mercoledì contro il Napoli. Difficile possa partire dall’inizio, più probabile che Inzaghi lo tenga come carta da giocare a gara in corso. È comunque una risorsa in più, da aggiungere a una squadra in cui adesso sembra funzionare tutto alla perfezione. L’unico neo è rappresentato dall’emergenza in difesa dovuta all’infortunio di Wallace, la stessa che ha fatto sì che Inzaghi togliesse de Vrij nel secondo tempo contro il Genoa, garantendogli così un po’ più di riposo rispetto agli altri centrali. Il difensore olandese oltretutto aveva lamentato un leggero indurimento al flessore, per cui è probabile che possa essere risparmiato anche nelle sedute di avvicinamento alla sfida all’Olimpico contro gli azzurri di Sarri ed evitare pericolose ricadute.repubblica

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Nani a Formello: un mese per averlo al top

È tornato a Roma ieri e oggi sarà a Formello. Nani è pronto per il primo allenamento da laziale. Il campione portoghese ha parlato con Inzaghi e lo staff tecnico giovedì, nel giorno della firma sul contratto che l’ha legato alla Lazio. A Formello è atteso dal preparatore atletico Ripert. Nani è reduce da una distorsione ad un ginocchio, se l’era procurata a fine luglio. A fine agosto aveva ricominciato ad allenarsi nella palestra del Valencia, è a corto di preparazione.  Nani ha bisogno di due-tre settimane per mettere benzina nelle gambe, da oggi seguirà un programma specifico di lavoro. Sono previsti allenamenti individuali e collettivi, integrerà le due fasi. Inzaghi non lo sgancerà subito, valuterà la sua crescita atletica e deciderà di conseguenza, probabilmente lo farà esordire in corsa.

Nani potrebbe essere convocato per Lazio-Milan di domenica (ore 15), ma non per giocare dall’inizio. Il suo acquisto ha generato entusiasmo, i tifosi sperano di salutarlo all’Olimpico, in settimana l’accoglienza non è stata numerosa perché l’affare s’è chiuso nella notte tra giovedì e venerdì, perché l’attaccante è sbarcato a Ciampino venerdì alle 8.30 e nel pomeriggio ha fatto rientro a Valencia. Nani sarà seguito attentamente. Ha saltato gran parte della preparazione estiva, non si possono rischiare infortuni muscolari, per evitarli è bene che si alleni per gradi, senza avere fretta, senza anticipare i tempi. In un mese si può avere a disposizione il vero Nani.  La data di “lancio” non può essere ancora fissata. La Lazio domenica affronterà il Milan, giovedì 14 settembre esordirà in Europa League (ad Arnhem contro il Vitesse, ore 21,05) e il 17 settembre giocherà a Genova contro la banda di Juric (ore 20,45). E’ la prima settimana che prevede il triplo impegno.corrieredellosport.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

La settimana dei saluti. Si fa caldo l’asse con l’Atalanta per Petagna

Settimana di saluti, quella che si apre oggi. Perché Milan e Juve hanno intenzione di chiudere il discorso su Biglia e Keita: gli accordi con i giocatori sono fatti, probabile che arrivi l'intesa anche tra i club. E la Lazio avrà un tesoretto intorno ai 40 milioni da spendere: il piano è acquistare entro il 5 luglio elementi pronti, che Inzaghi potrà a avere a disposizione nel ritiro di Auronzo. Anche perché già il 13 agosto all'Olimpico c'è una sfida "piuttosto" importante: la Supercoppa contro la Juve.

Nella notte della firma fino al 2020, il tecnico ha parlato con Lotito e Tare del modulo della Lazio che verrà: si insisterà sul 3-5-2, con la variante 3-4-2-1. Quindi difesa a tre e attacco con due punte oppure con un centravanti (Immobile) e due trequartisti (uno sarà Milinkovic). Poi è chiaro che sul mercato ci si orienterà su uomini in grado di adattarsi a più formule, come già successo nella stagione appena terminata.

Mentre si andranno a definire le cessioni di Biglia e Keita, con de Vrij in stand by (e intanto giocherà titolare con l'Olanda il 9 giugno, circostanza rassicurante per i potenziali acquirenti ancora tormentati dai dubbi sulle sue condizioni fisiche), è caldissimo l'asse di mercato con l'Atalanta. In settimana previsto l'incontro tra Tare e Sartori, ds dei bergamaschi, per parlare di Berisha, che il club di Percassi vuole riscattare ma non al prezzo stabilito (5 milioni), e anche dei nerazzurri che piacciono alla Lazio, dal "Papu" Gomez (ma è favorita la Roma) al centravanti Petagna.

Nei discorsi entrerà il giovane Germoni, terzino molto stimato da Gasperini. L'impressione è che dall'Atalanta almeno un giocatore arriverà, non a caso lo stesso Inzaghi aspetta con curiosità l'esito del vertice. Per l'attacco sempre viva la pista Borini, che potrebbe diventare l'Immobile della prossima stagione: una punta da rilanciare dopo annate poco convincenti. Di sicuro al ds Tare piace da sempre, come il costosissimo Gabbiadini: entrambi giocano in Premier. Buona notizia per Inzaghi: Milinkovic non parteciperà all'Europeo Under 21, decisione presa di comune accordo da Lazio e Federazione serba per tutelare il top player dopo una stagione intensa.repubblica.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, uno sforbiciata per alzare Coppa Italia e…valore del cartellino

Sergej Milinkovic Savic è l'immagine migliore dell'ottima stagione della Lazio. Il centrocampista serbo è ormai una realtà del campionato italiano, profilo seguito in tutta Europa e che, con le sue ottime prestazioni, ha visto crescere in modo esponenziale la sua valutazione. Chi gongola maggiormente è Claudio Lotito, il presidente ha rinnovato il contratto all'ex Genk fino al 2022, prolungamento senza clausola che consente alla Lazio di sparare alto a chi volesse acquistare l'uomo che ha spaccato i derby di Coppa Italia e campionato, come ricorda la Gazzetta dello Sport.

Il talento di Lleida ha estimatori sia nella sua terra natale, in Spagna, sia in Inghilterra, ma per portarlo via da Roma già oggi 40 milioni potrebbero non bastare. Il numero 21, come tutti i suoi compagni, viole chiudere la stagione con un ciliegiona sulla torta, perché per vincere la Coppa Italia bisognerà superare la Juventus, finalista in pectore della Champions con il Real Madrid. Savic vuole migliorare i suoi numeri importanti – 7 gol (4 in campionato, 3 in Coppa Italia) e 6 assist (5 in campionato e 1 in Coppa Italia) – il suo contributo sarà essenziale per aggirare il muro di Buffon&Co, magari trovando al rete con una sforbiciata come quella che domenica contro la Roma ha sfiorato il 4-1. Se quel gesto trovasse la rete con la Juventus lo stadio verrebbe giù, e Lotito godrebbe due volte perché il valore del cartellino salirebbe ancora.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Incontro Lotito-Ventura. La Lega verso il no all’anticipo del campionato

 

Un tavolo per due, a via Veneto: Claudio Lotito e Giampiero Ventura si sono incontrati a Roma, in tarda serata, nello storico locale Harry's bar. Un angolo più appartato, tra uno spritz (Lotito) e un caffè (Ventura): come riporta la rassegna stampa a cura di Radiosei, i due si sono incontrati in incognito per discutere. Di cosa, resta un mistero. Intercettati da Rino Barillari, e poi da un tifoso che chiede un selfie al presidente della Lazio, Lotito e il ct azzurro sono costretti a interrompere l'incontro: i flash del paparazzo inducono la coppia a lasciare il locale. Ventura sale su un taxi, il patron laziale lo segue in auto. Per continuare a parlare altrove.  

La richiesta di Giampiero Ventura non verrà accolta: sembra, infatti, che la possibilità di aprire il prossimo campionato il 13 agosto vada incontro a un rifiuto. L'assemblea che avrà luogo domani probabilmente non risolverà nulla per quanto riguarda le nomine e lo statuto, ma stabilirà le date per la prossima stagione. La Federcalcio aveva invitato la Lega a valutare le richieste della Nazionale, che a settembre scenderà in campo per una gara importantissima con la Spagna. Come riporta la rassegna stampa a cura di Radioseil'idea di giocare sotto Ferragosto non entusiasma la maggior parte di società in A, per questo il campionato dovrebbe partire il 20 agosto. Per quanto riguarda lo stop natalizio, la Lega deve prendere una decisione: i top club propongono due o più turni sotto le feste per incentivare la partecipazione del pubblico, le medio-piccole non sono d'accordo. Calcolando che servono 14 voti, la divisione in blocchi permetterà alla situazione di rimanere immutata. 

STATUTO E NOMINE – Il problema resta l'articolo 19, sulla ripartizione dei proventi tv. Le big, insieme a società come Torino, Cagliari, Sampdoria e Bologna, auspicano che le elezioni passino per un cambiamento dello statuto. Intanto, Lotti, Malagò e Tavecchio si incontreranno in queste ore per coagulare i 14 voti necessari per procedere con il voto delle nomine, ma difficilmente verrà raggiunto il quorum né è plausibile l'elezione di Adriano Galliani, specialmente a causa del conflitto d'interessi evocato da alcune società a causa dei legami con Fininvest. Senza novità, quindi, il termine del 18 aprile imposto dalla Figc verrà sforato, conducendo alla nomina del commissario, il 21 aprile.lalaziosiamonoi.it

Categorie
RASSEGNA STAMPA

“Più di Gotze”, tra speranze e realtà ecco chi è Tolgay Arslan

Più di Gӧtze, anche più di Sahin, che tecnicamente lo ricorda molto. Anni fa a Dortmund era suo il nome che veniva fatto dagli esperti. Tutti puntavano su Tolgay Arslan, che con la primavera aveva segnato 13 gol in 21 partite. Doveva essere il centrocampista del futuro del club che, proprio in quegli anni, aveva cominciato a puntare con decisione sui giovani. Quando nel 2009 decise di lasciare il Borussia per andare all’Amburgo si mosse perfino Klopp che provò a convincerlo a restare: “Scusi mister – rispose Tolgay –, ormai ho dato la mia parola”. Ora sembra averla data alla Lazio, che vuole puntare su di lui per il dopo Biglia.

DIFFICOLTÀ – In realtà all’Amburgo le cose non andarono come sperava. Nel 2009-10, a 19 anni appena compiuti, l’esordio in Bundesliga: già al 39’ dovette però arrendersi per un problema muscolare. Quella la sua lacuna più grossa: in carriera si è rotto una volta i legamenti della caviglia (2010) e una volta il crociato (2015). In mezzo diversi stop muscolari. Da oltre una stagione è però sempre stato a disposizione. Nel 2015-16 ha vinto il campionato col Besiktas, ma, a causa dell’infortunio, ha totalizzato appena sei presenze.

PROFILO – Giocatore più di gamba che di impostazione, è da sempre molto ambizioso, in tutto. Nella realtà ha rifiutato più volte la convocazione della Turchia in attesa della chiamata della nazionale tedesca. Alla playstation adora prendere il Real Madrid, e il primo acquisto che fa è…se stesso. “Sì, sono effettivamente il più scarso in quel centrocampo – ammette scherzando –, ma sono anche il più giovane. Posso crescere bene”. Al tempo stesso è però sempre molto realista e schietto. Nel 2012-13 l’Amburgo doveva affrontare il Bayern Monaco che nella partita di campionato precedente aveva perso col Leverkusen. Quando gli chiesero se fosse il momento giusto per affrontare i bavaresi, forse in leggero calo, lui rispose con un dato semplice, semplice: “Statisticamente è più difficile che il Bayern perda due partite di fila rispetto a una sola”. Giustissimo, e in Baviera lo presero sul serio. L’Amburgo fra andata e ritorno subì 12 gol, ma quella di Arslan, a fine anno, venne votata dai tifosi tedeschi come frase più simpatica della stagione. Anche se ai tempi di Dortmund erano convinti che i sorrisi ai tifosi li avrebbe strappati più che altro per le sue giocate in campo. Ci proverà a Roma.gazzettadellosport

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Strakosha: la sua Coppa è il posto da titolare per l’anno prossimo

È stata sicuramente la sorpresa maggiore della stagione biancoceleste, sia per il ruolo che ricopre sia per il punto da cuie ra partito. Thomas Strakosha, albanese nato ad Atene – la storia torna, la Lazio porta i colori della Grecia – nonostante la sconfitta in finale di Coppa Italia, può dire di aver alzato diversi trofei in stagione. Come riporta la Gazzetta dello Sport ripercorrendo la stagione del portiere capitolino, nella serata più importante della stagione laziale, Strakosha con una con una serie di interventi prodigiosi ha tenuto la barca in navigazione evitando il tracollo biancoceleste già nella prima frazione, confermando la legittimità delle ambizioni a titolare già dal prossimo luglio. L'escalation del classe '95, partito ad Auronzo la scorsa estate da quarto dietro Marchetti, Berisha e Vargic, è arrivata all'apice mercoledì sera dopo aver toccato vertici inattesi già nei derby di Coppa Italia. “La società e Inzaghi non hanno ancora deciso, sarà uno dei tanti temi da affrontare nei prossimi giorni quando saranno poste le basi per pianificare la prossima stagione. Ma la sensazione è che si punterà appunto su Strakosha con Marchetti che dovrebbe restare per fargli da chioccia”, scrive la Rosea, aprendo uno spiraglio su quella che potrebbe essere la futura coppia di estremi difensori, stessi interpreti ma a ruoli invertiti. Intanto andrà ratificato il contratto dell'ex Salernitana, quello attuale scadrà a giugno. La nuova intesa avrà durata quinquennale, l’annuncio è atteso a breve.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Difesa Lazio: con la Roma un muro per vincere dall’alto

Sarà una difesa di giganti quella che domenica scenderà in campo contro la Roma. Come ricorda Il Corriere dello Sport, davanti al pilone Thomas Strakosha (1,92 mt), quasi certamente il trio di marcatori sarà composto, in ordine crescente d'altezza da Bastos (1,84 mt), de Vrij (1,89) e Wallace (1,91). Anche a centrocampo la musica non cambia molto: dal piccoletto Biglia (1,78 mt), all'1,85 di Basta, l'1,86 di Parolo passando al gigante Milinkovic, alto come il portiere albanese; chiude la mediana Lulic con 1,83 mt. Più bassa la linea offensiva con l'1,78 di Anderson e l'1,85 di Immobile, solo un cm in più di Keita.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Lukaku, Bastos e Wallace: le tre frecce a sorpresa di Inzaghi

Se la Lazio mostra una crescita continua, il merito è anche delle cosiddette seconde linee, figlie dello scorso mercato estivo. Come scrive oggi La Gazzetta dello Sport, nelle ultime cinque giornate di campionato così come in Coppa Italia, Bastos, Lukaku e Wallace sono diventate pedine importanti, addirittura imprescindibili nelle due stracittadine di Coppa Italia. I tre quasi certamente potrebbero giocare dal 1° minuto anche col Napoli domenica sera, favoriti anche dal cambio di modulo. Inzaghi infatti sembra orientato a puntare sul 3-5-1-1 versione Coppa Italia, mettendo da parte il 4-3-3, tattica già adottata nell'1-1 del San Paolo nel match di andata. Le tre nuovi “armi” di Inzaghi sono alla prima stagione con la Lazio: Bastos, 25 anni, angolano, emerso in Russia col Rostov, risale al 15 gennaio (contro l’Atalanta) la sua ultima volta da titolare; Wallace, 22 anni, brasiliano, acquistato dal Braga, ha dovuto attendere la sesta giornata per trovare spazio dal 1’, quindi per 8 gare di seguito titolare, soprattutto per rilevare De Vrij bloccato in infermeria; Jordan Lukaku, 22 anni, belga, fratello di Romelu bomber dell’Everton, era in campo dall’inizio alla prima di campionato, a Bergamo, poi l'infortunio alla caviglia dopo uno scontro con Ibisievic in Belgio-Bosnia dello scorso ottobre ha rallentato la sua crescita; in A l’ex Anderlecht non è titolare dal 5 febbraio, a Pescara; il belga nelle due stracittadine di Coppa è stato devastante, terzino che ama spingere, è forse la maggior sorpresa del mercato di Tare.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Inzaghi-Montella, amici mai

Spazzare via un tabù complicato, lanciare la Lazio in campionato e rientrare definitivamente tra gli allenatori più promettenti della serie A. E’ l’obiettivo di Simone Inzaghi, chiamato a battere per la prima volta in carriera Vincenzo Montella. Negli ultimi tre confronti infatti, uno con la Sampdoria e due con il Milan, il tecnico di Piacenza non ha mai vinto contro il collega partenopeo. Per la Lazio ottenere i tre punti sarà ancora più difficile, i rossoneri si presentano a Roma al termine di un mercato stellare. Corsi e ricorsi storici riportano ai derby di fine anni 90, quando Montella e Inzaghi si sfidavano a colpi di scudetto. La rivalità tra i due nasce proprio in quel periodo: Simoncino era l’attaccante protagonista di un tricolore strameritato, a volte bomber di scorta dietro Salas e Mancini. L’areoplanino invece il centravanti di qualità, piede sinistro da favola, utilizzato spesso a gara in corso da Fabio Capello. Il romanista ha appeso gli scarpini al chiodo lontano dalla Capitale, a Genova sponda blucerchiata per la precisione. Il 21 laziale invece ha terminato la sua avventura a Formello nel 2010. Entrambi, qualche mese più tardi, hanno intrapreso la strada dell’insegnamento, cominciando dagli Allievi della Lazio e dai Giovanissimi della Roma.

Inzaghi nel corso degli anni si è tolto parecchie soddisfazioni, ha allenato e guidato la Primavera più forte d’Italia, vincendo due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Dall’altra parte il tecnico napoletano si è aggiudicato la prima edizione del Viareggio Junior Cup. Per poi accomodarsi immediatamente sulla panchina dei grandi al posto di Claudio Ranieri, prima di trasferirsi a Catania, Firenze e Genova. Percorso differente quello di Inzaghi, chiamato dal presidente Lotito per sostituire Pioli il 4 aprile del 2016. Da quel momento Simone è diventato grande, ha impressionato l’ambiente e strappato applausi anche dagli addetti ai lavori. Il mister della Lazio dunque proverà a vendicare soprattutto quella sconfitta alla quarta panchina in serie A, a Marassi contro la Sampdoria nel 2016. Un anno e mezzo dopo Simoncino sogna lo sgambetto all’areoplanino. Il Tempo