AGGIORNAMENTO – A margine della presentazione dello Csio Piazza di Siena, ne ha parlato anche l’assessore allo Sport del Comune di Roma Daniele Frongia: “Oggi parliamo della maglia della Roma, ma nessuno ha mai sollevato la questione di tanti negozi, ristoranti, film chiamati SPQR, musiche. Da questo punto di vista non è certo una novità. Oggi se ne parla in virtù del derby e magari sarà un’occasione di approfondimento ma non spetta a me”. La Lazio ha chiesto comunque chiarimenti: “Ho sentito ieri e oggi il presidente Lotito, abbiamo parlato anche dell’argomento della scritta SPQR. È un tema interessante da approfondire e non era mai stato approfondito prima. Se ne ho parlato anche con la Roma? Ci siamo sentiti però per altre questioni non legate a polemiche e allo stadio. Ci sono diverse attività che portiamo avanti con i giallorossi e su cui collaboriamo”, riporta ilmessaggero.it.
La scritta SPQR apparsa domenica scorsa sulle maglie della Roma ha determinato alcune reazioni politiche in Campidoglio, soprattutto in merito a chi, come e perché, avrebbe autorizzato il sodalizio giallorosso ad utilizzare la scritta, sempre ammesso che serva un'autorizzazione a tale scopo. Come riporta anche Il Messaggero, a firma dei consiglieri Alessandro Onorato (lista Marchini), Giulio Pelonzi (Pd) e Rachele Mussolini (lista civica Con Giorgia), un'interrogazione è stata presentata ieri in Campidoglio. «Abbiamo chiesto alla Sindaca Raggi se Roma Capitale avesse autorizzato o meno la As Roma calcio a riportare la dicitura. È evidente che lo scopo della società giallorossa era legato a fini commerciali e indirettamente mirato a far sembrare, ai 63 paesi sintonizzati in mondovisione, che la città abbia una sola e unica squadra di calcio. Crediamo che sia necessaria una regolamentazione ben chiara». Il fatto, sottolinea Via del Tritone, è che per l'uso della scritta non servirebbero assensi specifici, l'articolo 6 dello statuto recita: «L'emblema di Roma capitale è costituito da uno scudo di forma appuntata, di colore porpora, con croce greca d'oro, collocata in capo a destra, seguita dalle lettere maiuscole d'oro S.P.Q.R. poste in banda e scalinate». Quindi, la scritta non rappresenterebbe un logo, soprattutto non è chiaro a chi spetterebbero gli eventuali diritti del suo utilizzo. Queste fattispecie, fanno sapere dallo staff dell'assessore allo sport Frongia – a legittimare la scelta giallorossa, tesi che la Lazio non riceve. «Così tutto il mondo può pensare che la Roma sia l'unica squadra della capitale e il brand avere maggiori ricavi. Se si può fare tutto così, la prossima volta metterò anch'io il marchio dietro», ha affermato ieri Claudio Lotito. Che ricorda come nel 2011, in occasione della Supercoppa di Pechino, seguì tutt'altro iter: «Quando misi il Colosseo sulle casacche, chiesi l'autorizzazione e pagai». Una procedura non certo seguita dal club di Trigoria, come si evince dalla difesa informale del Campidoglio.
La Roma non replica, Trigoria ha chiesto e ottenuto il permesso dalla Lega. Non dal Campidoglio. Perché non ce n'era bisogno per la scritta SPQR, non trattandosi né di un logo né una di una proprietà intellettuale registrata. Queste, infine, le riposte di due membri dell'Aula Giulio Cesare. Angelo Sturni, presidente della commissione Roma Capitale, il consigliere M5S, Angelo Sturni, competente di regolamenti e loghi ha affermato «Non ho seguito la questione, che volete che vi dica?». Più preparato Angelo Diario, M5S, presidente della commissione Sport, Angelo Diario: «Non è la prima volta che avviene, è già successo nel 2007 con il Borussia Dortmund. Ci sfugge il motivo di questa grande attenzione a questo tema, ma siamo curiosi di leggere i contenuti dell'interrogazione a firma del consigliere Onorato».